Speciale Nuovo Teatro Verdi Brindisi - Media Team:
Marika Del Zotti, Sara De Virgilio, Naomi Greco, Erica Montanaro, Marianna Ballarini


 

 

Rassegna Attimi di Scena - i Meridiani Perduti

Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi «Torno subito»

Inviata Luana Fedele

BRINDISI - E' tra le lacrime di commozione, goia, rammarico e una lunga serie di applausi che giunge al termine 'Torno Subito': spettacolo di e con Sara Bevilacqua andato in scena il 25 Aprile 2012 presso il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi.

La data della Liberazione d'Italia è stata scelta per narrare un' emozionante storia vissuta durante la seconda guerra mondiale, più precisamente nel settembre del 1943, anno in cui il re Vittorio Emanuele III dopo l'armistizio giunse a Brindisi che divenne per breve tempo capitale del Regno. Brindisi: l'unica città in cui era più probabile che non ci fossero né nazifascisti né anglo-americani, un luogo ideale per ospitare un re codardo, dalle maniere quasi bizzare e inverosimili. E' in questo incredibile contesto che viene ambientata la storia di una giovane, bella, elegante e sognatrice brindisina: Geisha Parigino.

Una donna che benchè abitasse in questo piccolo paese vicino al mare, non sembrava avere né i tratti né i modi dei suoi concittadini; il suo nome imprigionava l'eleganza, la moda e lo charme della Francia e al contempo anche la calma, la pazienza e il the del Giappone. Ella svolgeva un mestire particolare: faceva cappelli, non dei cappelli comuni... Dei cappelli su misura, dei cappelli che imprigionavano in sé tutta l'essenza di coloro che li indossavano. Era una donna pronta all'ascolto, umile, aperta al prossimo che riuscì incredibilmente a cogliere l'occasione di lavorare per la regina, che la stimava notevolmente a causa della sua bravura. Era una donna innamorata. Innamorata di un giovane soldato americano, Jhon Wood che a sua volta era follemente incantato da quest'ultima. Colei che proprio nel momento in cui avrebbe dovuto salutarlo prima che ripartisse per l'America, si allontanò per una commissione importante: consegnare l'ultimo cappello alla tanto amata regina di cuori. Cappello che non le arrivò mai. Geisha non solo giunse all'appuntamento troppo tardi, ma perse anche la possibilità di salutare il grande amore della sua vita. Cercando di raccontare nella maniera più simpatica e sublime questa fantastica storia d'amore, la regista Sara Bevilacqua assieme allo scrittore del testo Emiliano Poddi, cercano di far luce su quei giorni di caos, fame, tremore vissuti da tutta la popolazione. Lo hanno fatto intervistando più di sessanta anziani che , rituffandosi nel passato hanno condiviso le loro esperienze, facendo riemergere con parole e gesti tutti i dettagli, profumi, canzoni che hanno caratterizzato e reso memorabili quei giorni. Parte delle stesse canzoni, fischiettate e canticchiate dai nonnini, sono state suonate durante lo spettacolo da un intraprendente Daniele Bove seguito dalla voce di un più che toccante Daniele Guarini. Le canzoni portate in scena hanno spaziato da Lili Marleen, canto tipico della seconda grande guerra mondiale, a Ho visto un re, di Jannacci e Dario Fo, voluta non solo per il testo, ma anche per testimoniare la presenza dei varietà seguiti dalle truppe americane. E' apprezzabile la scelta della regista di raccontare la storia di quella donna così preziosa in terza persona. E' stato come rendere omaggio a colei che sembrava essere uscita da una favola, era troppo garbata e lontana dalle maniere dei brindisini. La scenografia di 'Torno Subito' era costituita prevalentemente dalla sagoma di una barca ricoperta di giornali dell'epoca, una sedia accanto ad un mobiletto con sopra un lume e una radio antica, una valigia e dei cappelli fluttuanti nell'aria. Fonte d'ispirazione per questa sobria e diretta scenografia è stato un bellissimo quadro di Magritte e diversi film neorealisti dalla regia di Rossellini e Vittorio De Sica, come La Ciociara e Roma Città Aperta; gli stessi film su cui la regista fatto riferimento anche per la scelta degli costumi di scena, due divise da soldati dell'epoca e degli indumenti anni '40 indossati dall'attrice per interpretare le diverse donne che parlavano di e con Geisha, e del modo di interpretare le diverse situazioni, a volte prevalentemente mimiche, comiche e commoventi. 'Torno Subito' è dunque uno spettacolo colmo di sorprese, non può che affascinare grandi e piccini. E' uno spettacolo studiato e ben riuscito! (Luana Fedele - Brindisi 26 aprile 2012 ore 16.00)

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Al teatro Verdi grande esibizione di Tony Servillo con "Sconcerto"

...dirigere un'orchestra! Bisognerebbe prima dirigere la testa!”

Inviata Luana Fedele

E' stata un'attesa giustificabile quella degli spettatori brindisini se consideriamo lo spessore dello spettacolo andato in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi il 12 Aprile 2012. Sconcerto, questo il titolo di una maestosa rappresentazione a metà tra musica e teatro, con le parole di Franco Marcoaldi e la regia di Toni Servillo, pluripremiato attore italiano e vincitore di ben tre David di Donatello.

Egli ha interpretato i panni di un direttore d'orchesta, l'Orchestra della Fondazione Tito Schipa di Lecce, dai tratti eccessivamente critici e logorroici dovuti alla spasmodica volontà di quest'ultimo a mettere in ordine i pensieri nella propria testa; a sottolineare tale volontà è la frase d'apertura dello spettacolo “Orchestra, orchestra... Dirigere un'orchestra! Bisognerebbe prima dirigere la testa!”

Un testa che metaforicamente indica la nostra società, dilaniata da eccessive riflessioni, che consentono agli uomini di filosofare senza affrontare la realtà, senza concretizzare i pensieri in decisioni. Una testa al cui interno risuonano gli impetuosi cori dell'economia, narrati dall'attore con un ritmo incalzante e ascendente che ha permesso all'uditorio di coglierne il lati più subdoli e profondi,tale operato è stato possibile anche grazie agli orchestrali che accompagnavano le parole dell'attore modificandone la melodia alla base dei mutamenti di tono di quest'ultimo. Il culmine dello spessore è stato però raggiunto nel momento in cui Servillo ha dato sfogo a innumerevoli pensieri sulla classe dirgente che “mentre strilla e si lamenta, si autocomplimenta”; una frase che è al contempo un disprezzo nei confronti di detenitori del potere, talvolta ambigui e incoerenti nei comportamenti e un inno di speranza affinchè tutto questo possa un giorno svanire. Una classe dirigente definita da Peppe Servillo, co-protagonista nonché cantante e musicista, fratello di Toni, una “massa di falsi commedianti... Banchieri, insegnanti, professanti, tutti quanti!”. Tutti questi pensieri possono essere sopravvalicati solo da una cosa: la Musica stridula, soave, leggera. Una cosa misteriosa nata dal nulla, che al nulla torna per poi rifiorire. Chi non l'ascolta è pronto a tutto, alla frode, agli inganni, alle rapine. Appena la Musica tace, il mondo sullo sfondo ammutolisce e “tutto muore definitivamente in questo mondo immanente”. Fra pause, dubbi, incertezze, interrogativi enormi e piccole verità, il protagonista riscopre come proprio la musica possa essere il mezzo per passare dal caos al cosmo, per ritornare al cuore semplice della vita. Si tratta dunque di uno spettacolo che lascia Sconcertati e per i contenuti e per la straordinaria bravura dell'attore che sublima gli spettatori non solo con il suo continuo parlare paragonabile ad un fiume in piena, ma anche con i suoi gesti semplici, ma attentamente ideati che permettono a chiunque guardi lo spettacolo di coglierne delle sensazioni particolarmente intense. E' un'esibizione che, con classe ed ironia, ci fa sentire, forse, meno soli. (Luana Fedele - Brindisi 13 aprile 2012 ore 18.00)

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Martedì 3 e mercoledì 4 aprile, ore 20.30

Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello

regia di Michele Placido

con Giuliana Lojodice, Pino Micol e Luciano Virgilio

C’è il debutto alla regia teatrale di Michele Placido tra gli elementi di interesse dello spettacolo «Così è (se vi pare)» di Luigi Pirandello che la compagnia L’isola trovata presenta al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi martedì 3 e mercoledì 4 aprile, alle 20.30 (info botteghino 0831.56.25.54), per la Stagione 2011-2012 diretta da Italo Nunziata. «Pirandello - spiega l’artista foggiano - rappresenta un punto d’arrivo. E questo testo è uno dei più difficili e affascinanti del grande poeta e scrittore. Nella storia troviamo ricorrenti i temi della pazzia e del mistero, l’ombra del manicomio, problemi familiari importanti che vedono il genero intrattenere rapporti incestuosi con la suocera. Ma, poi, arriva il colpo di scena, con un approccio molto cinematografico. E chissà che dopo questa lettura teatrale non ne nasca un film». Sono tre i protagonisti dei quattordici personaggi, e vengono interpretati da Giuliana Lojodice, Luciano Virgilio e dall’altro pugliese doc della compagnia, il barese Pino Micol.

Con loro, Di Clemente, Vittorio Ciorcalo, Paolo Sambo, Manuela Muni, Marta Nuti, Marco Trebian, Erika D’Ambrosio, Franco Mirabella, Mariangela Tavassi e Nino Bellomo. I costumi sono stati realizzati da Sabrina Chiocchio, le scene da Carmelo Giammello, mentre le musiche le firma Davide Cavuti.

«Così è (se vi pare)» mette in scena l’argomento della verità, cercata concitatamente - ma invano - da tutti i personaggi. E invano affermata e contraddetta in un intrecciarsi di ipotesi senza sbocco, tale da condurre lo spettatore a considerarne la relatività. In sostanza, «Così è (se vi pare)» è una satira filosofica. E quanto più è evidente la differenza tra il salottiero rovello per sapere le vicende degli altri e il desiderio di verità insito in ogni uomo, tanto più, per contrasto, risulta efficace la tesi che Pirandello vuol dimostrare. Tutto un paese si affanna per sapere quale sia la verità intorno allo strano comportamento della famiglia Ponza. E la curiosità nasce dal fatto che la sedicente madre della signora Ponza, la signora Frola, non vive con la figlia e il marito, anzi non entra neanche in casa loro. Ma Pirandello fa convergere l’attenzione non sullo svolgimento del fatto, bensì sul fluttuare, rimutarsi e smarrirsi del giudizio degli uomini attorno ad esso. Perché, appare già chiaro in apertura di commedia, che non c’è spazio per il pettegolezzo quando Lamberto Laudisi esordisce dicendo: «Io sono realmente come mi vede lei, ma ciò non toglie, cara signora mia, che io non sia anche realmente come mi vede suo marito, mia sorella, mia nipote e la signora qua».

Sviluppando la tesi che, a qualunque livello, qualunque verità risulta contraddittoria e non conoscibile, Pirandello rappresenta il gretto ambiente della provincia, la sua morbosa curiosità, il malsano desiderio di conoscere i fatti altrui. E a una parabola in prosa contrappone, per pietà nei confronti dei drammi della follia e della solitudine, un’evidente intenzione umoristica, che raggiunge il suo effetto con estrema naturalezza. Così, l’attenzione degli spettatori viene spostata sull’esitazione degli uomini quando c’è da afferrare l’essenza dei fatti, mostrando la loro incapacità a cogliere con mano ferma la sostanza delle cose.

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Mostra fotografica Silenzi di Scena - 32 scatti di Domenico Summa

Foyer del Teatro Verdi dal 30 marzo al 6 aprile

Inviata Doriana De Luca

BRINDISI - La mostra raccoglie 32 scatti del giovane fotografo brindisino, che ha cercato l’istante quando il buio scende in sala, le luci si accendono in palcoscenico e l’artista lascia le quinte per rimettere al giudizio del pubblico i sentimenti che lo spettacolo gli ha affidato. In quel momento l’atmosfera si fa magica, l’inquietudine tangibile, e non c’è maschera, non c’è trucco, che possa filtrare l’emozione che si espande oltre la quarta parete.

Una scrivania e delle autorità al microfono; ma la vera magia è alle loro spalle e davanti ai nostri occhi. Le foto di Domenico Summa: spettacoli che raccontano altri spettacoli. Due linguaggi che si uniscono, quello della macchina fotografica e quello del palcoscenico.

Posso vederlo anche da lontano, quelle immagini emanano una luce cento volte più intensa di quella al neon che illumina il foyer del Teatro Verdi di Brindisi. La riconosco, è la luce che ha dentro chi, dietro l'obbiettivo, scatta...e racconta la sua passione, racconta una storia, immortala un attimo fuggente e luminoso che, grazie a quel "click", vivrà per sempre.

Domenico Summa, timido e schivo, prende la parola con la voce rotta dall'emozione. Quasi non riesce a parlare, ma credo proprio che non ce ne sia bisogno. Le sue immagini parlano al suo posto, e confessano quello che c'è dietro ai suoi occhi lucidi. Ci svelano quanto si sia immedesimato, rappresentazione dopo rappresentazione, nelle scene che osservava dietro le quinte o sotto il palco e come sia riuscito a trasferire sotto forma di immagini la vera forza del teatro: il silenzio.

E' proprio quello che, avvicinandomi finalmente alle fotografie sospese a mezz'aria, riesco a percepire. Quei "silenzi di scena", non sono solo la rappresentazione statica e olografica di alcuni momenti di vari spettacoli: sono ricordi dinamici e più che mai vivi. Vivi perchè sono delle finestre su di attimi già vissuti, dagli attori e dagli spettatori, ma che continuano a ripetersi nello stesso modo, riuscendo a prendere vita mille altre volte negli occhi di chi guarda, nei miei occhi stupiti e meravigliati.

I miei occhi sono carichi di meraviglia perchè credo che, osservare una fotografia, sia sempre come trovarsi di fronte ad un piccolo miracolo. Il miracolo del quale Domenico Summa ci ha resi partecipi è stato trasmettere lo spirito degli spettacoli teatrali, rendendolo eterno. Così, l'urlo della folle Medea da lui ritratto, continuerà ad echeggiare; il Cyrano continuerà a mostrare il suo dolore per l'amore non corrisposto di Rossana; le note gridate e sussurrate di Vinicio Capossela continueranno a vibrare nell'aria...
(Doriana De Luca - Brindisi 31 marzo 2012 - ore 14.00)

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“Servo di scena” - La magia di un teatro tutto da vivere

Inviata Sara De Virgilio

BRINDISI - Teatro Verdi. Come se fosse una casa delle bambole, gli spettatori hanno davanti a sé un vero e proprio teatro allestito sul palcoscenico: un piano superiore dove sono svelati tutti i retroscena e uno inferiore realizzato nel minimo dettaglio che fa da camerino, in cui tutti gli attori si privano dei trucchi e dei costumi, calzando solo la loro anima.
È il 1940: pur devastata dai bombardamenti nazisti, la vita londinese continua: pub e ristoranti lavarono fino a quando una bomba non li distrugge, lo stesso i circoli e i club rimangono sempre aperti a soddisfare tutti i vizi. Anche il teatro continua a vivere. “Servo di scena” è uno dei più famosi testi teatrali del sudafricano Ronald Harwood. Omaggio ironico e appassionato al teatro, scritto in tipico stile british, è una commedia tagliata su misura per un’artista come Franco Branciaroli, di cui è anche regista.

Si racconta la storia di una di quelle compagnie, che nonostante la guerra, il disagio e il malessere del capocomico, un certo Sir, attore shakespeariano un tempo osannato dalle folle e dalla critica, continua disinvolta il suo tour: “ si va in scena anche per una sola persona che applaudirà, che ci comprenderà, che soffrirà con noi”. Sir era fino a quel momento un tiranno del teatro: sua era la scena, il merito, la gloria, il denaro. Lotta e sopravvivenza erano le due parole d’ordine che era solito pavoneggiare. Eppure, nonostante tanta forza, rigidità, anche un duro come lui prima o pi cede, sprofondando nella depressione e negli antipodi della follia. Colpito da un malore alla prima del Re Lear, Sir deve la propria sopravvivenza alle costanti cure e premure del suo umile servo di scena, Normann. Sir è messo male: non solo ha dimenticato le battute, ma confonde anche i ruoli. Tuttavia, nonostante numerosi esilaranti contrattempi, lo spettacolo ha compimento. Alla fine però, Sir avverte le vertigini e la morte su d sé. Chiede a Normann, il solo che è rimasto con lui fino alla fine (anche la moglie lo aveva abbandonato), di consegnargli la sua autobiografia, una specie di resoconto spirituale in cui si sente in dovere di ringraziare i tecnici, gli attori, gli attrezzisti, la moglie, gli amici, il pubblico, Shakespear stesso, tutti… Tranne il povero servo! Che sorte toccherà a Normann adesso? E della compagnia? Per un uomo che non ha nessuna garanzia o un qualsiasi talento se non quello di soddisfare un tiranno, vestire e truccare il suo padrone, preparargli il tè, incoraggiarlo, per uno che è semplicemente un servo di scena cosa gli rimane se non perdersi nell’onda dell’alcool e della disperazione?! Niente futuro, nessuna speranza, solo sogni infranti e poi il buio. Il ruolo di un uomo che vive nell’onestà e nella semplicità è sempre quello che ha meno successo in una commedia! (Sara De Virgilio - Brindisi 29 marzo 2012 ore 12.00)

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Rassegna Attimi di Scena - TeatroDellePietre - "Now!"

di Marcantonio Gallo e Fabrizio Cito

con Marcantonio Gallo, Stefania Savarese, Daniela Nisi e Davide Vox

Inviata Marianna Ballarini

Il fragore dei battiti delle mani di un pubblico entusiasta, che abbandona le sedie per avvicinarsi quanto più possibile ai quattro attori, attoniti e increduli di fronte a tanto consenso: è stata questa la conclusione di Now! della compagnia Tearto Delle Pietre, sul palcoscenico del Teatro Verdi di Brindisi.

Mentre gli spettatori prendono posto tra le sedie sul palcoscenico, vengono avvolti da un’ atmosfera surreale, tra imponenti impalcature d’ acciaio, tendoni svolazzanti, riflettori soffusi e un maxi schermo sul quale la parola NOW dai caratteri rossi pulsa più veloce del battito di un cuore. Intanto uno spot pubblicitario di sottofondo emette con tono inquietante la propaganda ingannevole: ”Chi vuol essere migliorato! Un nuovo reality show, tutto drammaticamente vero! I protagonisti da scarto umano diventeranno supercittadini, supereroi, uomini e donne forti, sani e liberi dal dolore”.

È lo stesso Gallo che, entrando in scena con le sembianze di un personaggio fantasy del tipo dr Jekyll e mr Hyde, dà l’ annuncio del soggetto: causa, effetto, colpa di quello che vedremo è questa decadenza, è il tempo che viviamo; nessuno sia secondo nell’ arte invidiabile di inventare il mondo.

I quattro attori, concorrenti del reality, denunciano con violenza verbale e gestuale tutte le brutture della comunicazione mediatica attuale.

Musiche, testi, costumi, scenografia e drammatizzazione si fondono e colpiscono il pubblico che ormai è parte della scena.
Le ultime battute lacerano i cuori degli spettatori: i protagonisti, diventati eroi per essere sopravvissuti al “nulla”, denudati delle loro falsità, lanciano urla liberatorie.
(Marianna Ballarini - Brindisi 25 marzo 2012 ore 23.00)

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Les 7 Doigts de la Main "Psy"

La "circoterapia" sul palco del Verdi

 

BRINDISI - Sono le 20,00 passate quando un pubblico piuttosto eterogeneo inizia a riempire la platea del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. L’impazienza, ma soprattutto la curiosità è molta, perché lo spettacolo che sta per andare in scena è davvero unico del suo genere.

La compagnia francese Les 7 Doigts de la Main, infatti, è stata fondata da un gruppo di talentuosi acrobati formatisi alla Scuola Nazionale di Circo di Montrèal. E « le 7 dita della mano » a cui fa riferimento il nome della compagnia sono proprio loro : 7 personalità diverse, con numerose esperienze lavorative alle spalle (prima tra tutte la partecipazione a numerose produzioni del Cirque du Soleil), che unite formano un team artistico d’eccezione. Lo spettacolo di stasera, PSY, è diretto da Shana Carroll, ex-star del trapezio che, pur avendo subito un grave infortunio alla schiena, non ha mai abbandonato il multiforme universo circense.

Mentre grandi e piccini attendono l’inizio dello spettacolo, alcuni tra gli astanti notano l’immagine proiettata sulla scenografia quadrata già presente sul palco : sullo sfondo bianco, si dilatano lentamente ambigue macchie scure. Qualcuno in sala le riconosce : sono le cosiddette macchie di Rorschach, base dell’omonimo test psicologico proiettivo durante il quale al paziente è fatta la fatidica domanda: << Secondo te, a cosa somiglia? >> E in molti sono coloro che domandano sorridendo: << Ma allora, i pazienti saremo noi? >>

Per sapere la risposta, basta prendere posto ed assistere alla messa in scena: dopo un ironico elenco di avvertimenti alla platea, ha finalmente inizio il viaggio nel surreale mondo della psiche umana, ambientato in una dimensione spazio-tempo indefinita, in compagnia di 11 giovani performers nei ruoli di altrettanti “malati”. Ciascuno di loro è affetto da una diversa nevrosi umana: dalla schizofrenia all’agorafobia, dall’ipocondria all’amnesia, fino alle più comuni dipendenza ed insonnia. Eppure, nel corso della serata nessuno spettatore può fare a meno di affezionarsi ad ogni personaggio che si esibisce sul palco, riconoscendo in lui una parte di se stesso, grande o piccola che sia. Ma lo scopo di PSY, in fondo, è proprio quello: esprimere la bellezza e la quotidianità di quei limiti che ci sembrano insuperabili, ma spesso siamo proprio noi stessi ad imporci.

E nel contempo, generale è l’ammirazione per la straordinaria bravura degli interpreti, affiatati ed energici, che in due ore di spettacolo, alternando momenti di danza acrobatica a quelli più cabarettistici, uno dopo l’altro cercano di superare le proprie paure cercando nell’aria equilibrio, coraggio e felicità. Tutto questo di fronte ad un pubblico più attento e partecipe che mai, che sorride alle battute degli strampalati pazienti in psicoanalisi e si emoziona nel vederli di volta in volta fare salti mortali, arrampicarsi, volteggiare sul trapezio.

L’applauso con cui gli artisti e la loro orgogliosa regista, al termine della serata, sono accolti è davvero lungo, caloroso e meritatissimo: la “circoterapia” proposta da PSY, non sotto il tradizionale tendone ma sul palco di un teatro, ha funzionato; le 7 dita della mano, con la destrezza e la goffaggine che le caratterizza, sono riuscite davvero ad incantare gli spettatori tenendoli inchiodati alle sedie per tutta la durata della loro performance – ed anche oltre. (Erica Montanaro - Brindisi 16 marzo 2012 ore 15.00)

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Rassegna Attimi di Scena

“La grande foresta”: il debutto riscuote successo tra grandi e piccini

 

BRINDISI - Clamoroso è stato il successo riscosso da “La grande foresta”, spettacolo che ha debuttato domenica 11 marzo, segnando l’apertura della rassegna “Attimi di scena”.

Il monologo, scritto da Francesco Niccolini ed interpretato dall’ attore, nonché collaboratore della compagnia Thalassia, Luigi D’Elia, ha lasciato a bocca aperta grandi e piccini, affascinandoli con una storia per tutte le età, ambientata in un paesino, in bilico tra l’ “arretratezza” e l’ innovazione, dovuta alle scoperte tecnologiche che hanno lasciato il segno nel XX secolo, quali la lampadina elettrica e l’ automobile. Il protagonista è stato in grado di rappresentare, tramite gesti, parole ed emozioni, sia un bambino orfano di genitori tra i sette ed i dieci anni, sia l’anziano nonno, unico ad accudirlo, che gli impartisce con calma e bravura le regole di caccia; sicuramente d’effetto i giochi di ombre ed i disegni.

La gente ha abbondantemente riempito il teatro, o meglio il palco scenico: i posti a sedere, infatti, erano posti a pochi passi dall’ protagonista, come un orchestra che, invece di strumenti musicali echeggia con applausi, urla di scalpore, risatine e flash di macchinette fotografiche.

“La mia condotta dovrà essere degna del tuo sacrificio”
- E’ la regola fondamentale che il bambino ed il nonno si ripetono ogni volta prima di uccidere un animale; la condotta del bambino, però, non sarà degna del sacrificio di uno degli ultimi lupi del bosco limitrofo al villaggio, incolpato e destinato alla morte, ingiustamente,per aver ucciso una bambina. Sarà il triste ululato, infatti, a chiudere la scena.

“Sono soddisfatto di aver recato un momento di svago ai bambini e agli adulti, ma il percorso per diventare un vero attore è ancora lungo!” - Sono queste le parole di Luigi D’Elia che si lascia travolgere con molta disponibilità da abbracci di bambini, strette di mano e complimenti di genitori e nonni, davvero entusiasti di un pomeriggio passato a rivivere l’atmosfera magica ed unica del teatro.
(Carlotta Di Stefano - Brindisi 12 marzo 2012 ore 18.00)

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Il Musical Happy Days, una strepitosa prima serata

Fonzie e i suoi amici affascinano il pubblico

 

BRINDISI - Grandissimo successo per il nuovo Musical Happy Days in prima serata ieri al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Applauditi anche dopo che il sipario era ormai calato e le luci accese gli attori/cantanti/ballerini non hanno solo messo in scena coreografie innovative e tradizionali al tempo stesso che rimandavano ai lontani anni 60 ma hanno riempito la sala di colori e di passione mettendo tutta la loro anima nei personaggi da loro interpretati.

Diviso in due atti il musical non è stato per niente prevedibile, per niente noioso e l’unico momento di sconforto da parte del pubblico è stata la pausa tra primo e secondo tempo, tutti troppo ansiosi di rivedere in scena quella vivacità che per quasi tre ore hanno tolto dalla mente i problemi riportando nel cuore antichi ricordi di momenti passati e di gioie dimenticate.

Anche i più piccoli, pur non conoscendo il celeberrimo Fonzie e le sue avventure hanno apprezzato e amato la performance di professionisti che oltre al talento e alla preparazione tecnica in questo spettacolo hanno messo anche il cuore. Ma non è stato puro divertimento e rimembranza. La donna, con i suoi sogni, i suoi desideri, la sua voglia di uscire dal guscio casalingo per realizzarsi professionalmente è stata messa in luce così come quella realizzata che dopo un certo punto non desidera altro che amore e tranquillità, quasi a far vedere che non siamo tutti uguali, che dobbiamo andare oltre gli stereotipi. Lo stesso Fonzie riesce ad ammettere di essere debole, e la sua famosa frase “Non fartela sotto, fatti sotto” è di aiuto a chi invece è per troppo tempo stato debole. Raccoglie insomma ogni aspetto della società, passata così come moderna. I problemi dei giovani, dei genitori, delle donne, persino degli uomini di successo che senza la famiglia però si sentono vuoti. L’amore e l’amicizia tra i vari personaggi, che già qualcuno di noi conosceva, ci fa ricordare che nonostante i problemi e le preoccupazioni, nonostante le crisi avremo sempre qualcuno che ci sarà accanto. E non c’è voluta una tragedia per mostrarlo, sono bastati dei colori, una storia ben scelta ed eccellenti interpreti per mettere in scena questo esempio di vita che quasi stava gridando: svegliatevi e siate ciò che volete essere così che anche voi alla fine della vostra vita possiate cantare “These days are all Happy and Free.”! (Naomi Greco - Brindisi 8 marzo 2012 ore 12.00)

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“I MASNADIERI”, successo e adrenalina per il pubblico del Verdi

Appuntamento da non perdere per chi ama la letteratura

 

BRINDISI - Brindisi- Il Teatro Verdi presenta un gran classico di Friedrich Schiller, dove impeto giovanile e impulsi rivoluzionari dell’autore sono al meglio personificati dalla regia di Gabriele Lavia, uno dei pilastri del teatro italiano.

A sedere in platea un pubblico da prima serata, davvero affiatato: i sonori applausi ad ogni atto della rappresentazione hanno fatto sì che quest’evento diventi un’iniezione d’adrenalina ed enfasi senza precedenti. Spente le luci, si apre un sipario macabro: solo una poltrona alla sinistra del palcoscenico, sulla destra una piccola staccionata di legno, una fitta rete di lampioni fa da soffitto e ad ogni movimento della luce corrisponde una diversa scena, ora un cupo salotto di un castello del dolore, ora il cuore di una foresta insidiosa e, per finire, un soffice terriccio avvolge i passi degli attori.

Si racconta una storia senza tempo, dove non bastano i legami di sangue a legittimare il rispetto di un fratello o l’amore di un padre, dove un figlio cui la natura ha fatto del torto, maledice di non essere uscito per primo dal grembo della madre perdendo sguardi leggeri e la tanto ambita eredità.

Sulle note di una tagliente chitarra, si assiste ad abbracci forzati che rendono più gustoso il piacere, la richiesta di un perdono che non ha trovato nessuna clemenza, un giovane innamorato tenuto lontano dagli occhi della sua donna, briganti che disprezzano il governo, fuorilegge che stroncano vite in nome della libertà, ogni personaggio è stato spogliato del velo di pudore, ogni gioia soffocata. Nulla a più senso, neanche la vendetta tanto sudata e poi finalmente realizzata, persino la vita è privata di valore!

Una tragedia dall’impronta “shakespeariana “ che scopre il giovane protagonista, Carl, attraverso una profonda psicoanalisi che mette in condizione lo spettatore a fare i conti con la propria coscienza, a riflettere sulle vicende di un uomo in cui ogni fibra del suo essere è ormai rabbia e violenza. È il profumo del potere che inebria ed offusca la mente, spingendo l’uomo all’azione, sedotto dal retrogusto amaro della morte, scrutando nelle lacrime dolci carezze fino a giungere ai gesti estremi. Una denuncia alla corruzione dei potenti, ad una legge che non tutela il popolo, alle menzognere le gelosie che corrodono i rapporti resi tanto crudi e reali da graffiar l’anima!
(Sara De Virgilio - Brindisi 1 marzo 2012 ore 12.00)

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Attimi di Scena 2012 - Nuovo Teatro Verdi – Brindisi

Dall’11 marzo al 13 maggio

 

BRINDISI - Uno spazio-vetrina per talenti da esportazione. Con «Attimi di scena» la Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi torna a scommettere sulle migliori espressioni tra le giovani generazioni del territorio.

E dopo il successo della prima edizione, certificato dal gradimento e dalla partecipazione del pubblico, rinnova l’appuntamento con la rassegna che è già diventata un campionario di proposte di assoluta qualità. «La grande foresta» della Cooperativa Thalassia (11 marzo), «Now!» del TeatroDellePietre (25 marzo), «Torno subito» di Meridiani Perduti (25 aprile) e «Il Fürher dona una città agli ebrei» di Mòtumus-Scuola Talìa (13 maggio) - i quattro spettacoli in programma al Nuovo Teatro Verdi con la formula della doppia recita (alle ore 18 e alle ore 20, info botteghino 0831.56.25.54) - compongono un’offerta caratterizzata da scelte drammaturgiche, tematiche e registiche anche molto diverse tra loro.

Il tutto, con un interessante intreccio tra classico e contemporaneo che garantisce una ricognizione ad ampio raggio sulle realtà emergenti, osservate prestando un occhio di riguardo alle compagnie impegnate nella sperimentazione e nella definizione di percorsi inediti.

«Sono tutti testi che affrontano temi di valore universale, come l’ambiente, l’individualismo, la guerra, l’Olocausto»
, ha sottolineato Bruno Pezzuto durante la conferenza stampa di presentazione. Il presidente della Fondazione ha, quindi, rimarcato il valore di un’iniziativa che «risponde alle finalità di un teatro: la diffusione della cultura e il coinvolgimento dei giovani, fuori dalla retorica degli impegni presi e non rispettati». Ma valorizzare vuol dire anche scommettere. E la Fondazione Nuovo Teatro Verdi si fa, per il secondo anno consecutivo, trampolino di lancio per produzioni quasi tutte al debutto. «È un compito che rientra nelle caratteristiche di un teatro dinamico come il nostro, aperto a lavori sperimentali», ha spiegato Daniela Angelini, responsabile organizzativo della Fondazione, che con un pizzico d’orgoglio rivendica il ruolo del Nuovo Teatro Verdi come laboratorio di nuove proposte per una riflessione sull’oggi, anche attraverso la memoria.

Ecco, allora, in apertura di rassegna «La grande foresta», uno spettacolo sull’ambiente della Cooperativa Thalassia, alla sua prima esperienza con «Attimi di scena». È stato scritto da Francesco Niccolini a quattro mani con Luigi D’Elia, che ne è anche interprete. Subito dopo il TeatroDellePietre spalancherà una finestra sulla società contemporanea, indagata attraverso la lente della televisione con «Now!» di Fabrizio Cito e di Marcantonio Gallo, che salirà sul palco con Stefania Savarese, Daniela Nisi e Davide Vox. A seguire Meridiani Perduti proporrà la pièce «Torno subito» scritta e interpretata (con la drammaturgia di Emiliano Poddi) da Sara Bevilacqua. È la ricostruzione della tragedia chiamata Seconda Guerra Mondiale attraverso le vicende della famiglia reale di passaggio da Brindisi, preludio alla performance conclusiva del gruppo teatrale Mòtumus, anch’esso al debutto per «Attimi di scena» con «Il Fürher dona una città agli ebrei» di Mariano Dammacco, un viaggio nell’abisso di orrore e crudeltà quotidiana che fu la Shoah per la regia di Maurizio Ciccolella.

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi è dalla parte di ogni iniziativa capace di favorire la formazione del pubblico e la promozione della cultura teatrale, anche nei suoi aspetti più innovativi. E nelle quattro proposte di quest’anno sono sintetizzate molte delle tendenze dei giovani gruppi che, attraverso tematiche originali, affrontano la ricerca di nuove forme di spettacolo e più attuali registri espressivi. (Redazionale di Marika Del Zotti - Brindisi 27 febbraio 2012 ore 15.00)

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"Promessi sposi alla prova" …

Giovanni Testori e la sua compagnia sul palco del Nuovo Teatro Verdi

 

BRINDISI - Brillante interpretazione della compagnia Testori che al Nuovo Verdi porta in scena un inedito "Promessi sposi"

… infatti a dura prova vengono sottoposte le coscienze di quanti, costretti a riflettere, si lasciano coinvolgere dall’intreccio del romanzo storico manzoniano, grazie questa volta all’ intervento di Giovanni Testori: il bene e il male in lotta tra loro; la prepotenza dell’antiuomo, don Rodrigo, che si definisce invece “personaggio nuovo illuminato che libera dai tabù”; la provvidenza , sulla quale impreca Gertrude, “sterminata giustizia”; la libertà violata ancor prima di nascere dalla monaca di Monza; i tre aspetti di una stessa Fede interpretati non a caso dal medesimo attore, l’ ipocrisia e l’opportunismo di Don Abbondio, pentimento, vocazione e interesse verso il prossimo con Fra’ Cristoforo e la conversione dell’ Innominato. È proprio Lucia che esorta al ripensamento un Innominato sconvolto e turbato: “Dio perdona molte cose per un’opera di misericordia”.

Il perdono tradisce la formazione cattolica dell’autore Testori: Don Rodrigo scopre la paura, la vulnerabilità, può salvarsi dal patto stipulato con il male solo attraverso il perdono non da chi è normale che lo dia (Dio), ma da colui che subisce offese e soprusi (Renzo).
Come non scoprire gradualmente la contemporaneità delle parole che sono la vera forza al lavoro teatrale, delle riflessioni, dei sentimenti, delle miserie, delle proteste, della prepotenza di uno sfrenato potere, che secondo l’Innominato si trasforma in desiderio di “disumano”.

La drammatizzazione assume via via aspetti sempre più vicini alla nostra realtà, in particolare lo slogan “Fame, fame: dateci pane!”. Le riconoscibilissime tute blu da operai di Renzo e dei suoi compagni sono accompagnate dalla voce sicura e determinata del ragazzo, amplificata da un megafono. Essi mantengono vivo il ricordo di tante, fin troppe proteste con altrettanti validi slogan, tutti sintetizzabili in “Democrazia, libertà, lavoro, dignità!” che le onde del mare hanno portato fino a noi.

La teatralità e l’intensità dello spettacolo sono rafforzate dalla scenografia che intriga e si lascia guardare: due palchi spartani, collegati da tre basse scalinate, su ognuno dei quali si collocano un tavolo, delle sedie e un sipario, costituito da uno sgargiante tendone da circo: un teatro nel teatro. E se nel primo atto nello spazio domina il grigio delle pareti e degli abiti quotidiani, nel secondo invece, l’ambiente prende colore e vivacità con poltrone antiche scarlatte e drappi.

Così come il cattolico Manzoni affida a Fra’ Cristoforo , a Lucia, al cardinale Borromeo la vittoria del bene, della giustizia e dell’ amore, Testori dona al Maestro, interpretato egregiamente da Sandro Lombardi, queste ultime battute: “A voi, superata questa prova, cosa può dirvi, congedandosi, il vostro maestro? Che, se nella vita o qui sulla scena, incontrerete, com’è giusto, difficoltà, affanni, preoccupazioni, battete alla sua porta. A quella di lei: la speranza!”

E il fragore delle nocche sul tavolo legnoso riecheggia nella sala del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi come battiti ostinati.
(Marianna Ballarini - Brindisi 23 febbraio 2012 ore 23.00)

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L’Avaro di Molière: quattrocento anni di attualità

Sul palco del Verdi il perfetto di binomio tra originalità e tradizione

 

BRINDISI - Uno spettacolo avvincente, quello che è stato rappresentato sul palco del Verdi giovedì 16 e venerdì 17. “L’avaro” di Molière in una veste diversa da quella usuale: seriosa, classica, ironica, moderna.

Arturo Cirillo, regista e attore, ha saputo conservare i tratti caratteristici della commedia di Plauto, al quale Molière si era ispirato nel Seicento, ma al tempo stesso le ha dato una sfumatura ironica e l’ha resa attuale e interessante al pubblico di tutte le età.

Il teatro Verdi, infatti, ospita per ogni spettacolo diverse fasce di età con interessi e aspettative diverse; accordarle tutte non è facile, eppure per la compagnia del Teatro Stabile delle Marche e del Teatro Stabile di Napoli non è stato un problema.

Sicuramente l’immortale commedia di Molière si è ben prestata a risultare attuale: una tematica per nulla scontata e un messaggio che arriva ben chiaro al pubblico: l’avarizia acceca e fa perdere di vista i valori importanti della vita.

L’avaro Arpagone, a causa della paranoica paura di perdere denaro, finisce con il perdere gli affetti più importanti, quelli dei figli. Il linguaggio chiaro e diretto hanno aiutato la comprensione di questa commedia a carattere europeo: la sceneggiatura di Dario Gessati, infatti, è stata ispirata da David Lynch e i costumi di Gianluca Falaschi, invece, da Terry Gilliam.

L’ennesima ottima scelta per la fondazione del Nuovo Teatro Verdi che con la rappresentazione de “I Promessi Sposi alla prova” chiuderà un febbraio sfavillante.
(Marika Del Zotti - Brindisi 18 febbraio 2012 ore 12.00)

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"L'opera da tre soldi" sul palco del Nuovo Verdi

Successo di pubblico e di critica

 

BRINDISI - E’ stato un pubblico particolarmente numeroso ed impaziente quello che la sera del 5 Febbraio 2012, si è affollato davanti al Teatro Verdi di Brindisi.

Ad andare in scena, infatti, è stato uno degli spettacoli più attesi dell’intera stagione teatrale 2011/2012, uno “straordinario evento di teatro-musica” – come ha giustamente affermato Italo Nunziata, Direttore Artistico del Nuovo Teatro Verdi: “L’Opera da tre soldi”, il capolavoro firmato Bertolt Brecht e Kurt Weill tornato in scena in Italia dal 2011, in una nuova versione tradotta da Paola Capriolo e diretta da Luca De Fusco, un’accoppiata che già in precedenza aveva proficuamente collaborato in occasione della prima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, quando l’autrice scrisse uno dei testi del progetto "Lei. Cinque storie per Casanova". Il cast è poi davvero eccezionale: spiccano tra tutti i celeberrimi nomi di Massimo Ranieri e Lina Sastri, due attori napoletani di grandissima fama.

Alle 20:30, finalmente, tutti gli astanti hanno accesso alla sala , dove l’attesa (non molto lunga) è resa piacevole dalla Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli – diretta dal Maestro Francesco Lanzilotta -, i cui accordi proiettano già nell’intensa atmosfera dell’imminente messa in scena: un’atmosfera fumosa, intrigante ed un po’ malinconica, ideale ad accogliere, quando il sipario si apre, la sfilata iniziale di tutti i personaggi della piece.

Il primo grande applauso scroscia però all’arrivo dell’indiscusso protagonista della serata, Massimo Ranieri, nei panni del fascinoso ed astuto delinquente Mackie Messer: frase dopo frase, canzone dopo canzone, gesto dopo gesto, l’attore, forte del suo eclettismo tra danza, canto e recitazione, riconferma la sua straordinaria verve, conferendo inconfondibile classe al suo personaggio, del quale pare proprio l’interprete ideale.

Altrettanto talentuosa è Lina Sastri (nei panni della prostituta Jenny delle Spelonche), che domina la scena con la sua eccezionale presenza drammatica sin dalla prima apparizione sul palco; ed altrettanto brillanti sono le interpretazioni di Gaia Aprea, Ugo Maria Morosi e Margherita Di Rauso: la prima nei panni di una Polly Peachum più spumeggiante che mai (come lei stessa ha precedentemente affermato, sognava fin da bambina di interpretare questo ruolo!), gli altri due ottimi interpreti della sua grottesca coppia di genitori.

Grazie alla loro bravura, alla variegata partitura musicale che spazia dal jazz all’opera lirica, da struggenti ballate al cabaret anni ’20, e, soprattutto, all’accuratissima scenografia del videoartista Fabrizio Plessi, abbinata ai costumi - rigorosamente bianchi e neri – di Giuseppe Crisolini Malatesta, l’attento pubblico è catapultato per tre ore nei bassifondi della malavita londinese, tra ingenue prostitute e malandrini senza scrupoli.

Apprezzando il bel ritmo tra esibizioni musicali e drammaturgia, con cambi di scena molto dinamici lo spettatore non può fare a meno di sentirsi immerso, come fosse egli stesso uno qualsiasi tra i personaggi, in una realtà artefatta che rispecchia per molti aspetti l’immagine moderna di una società nella quale si è spesso costretti a nascondersi dietro una maschera di opportunistica apparenza. (Erica Montanaro - Brindisi 6 febbraio 2012 ore 23.00)

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Il fascino di Cyrano De Bergerac sul palco del Verdi

Preziosi idolo del pubblico brindisino

 

BRINDISI - Ancora due serate piene d’entusiasmo, ancora un grande successo per il Teatro Verdi e un’interprete d’eccezione: il famosissimo attore Alessandro Preziosi che, insieme alla sua compagnia, ha messo in scena l’avvincente storia di Cyrano De Bergerac.

Una scenografia perfetta, un sentimento eterno, un amore sublimato e un protagonista sfavillante sono stati il mix perfetto per uno spettacolo fuori dal comune. Entrambe le serate hanno infatti riscosso un notevole successo. Il ritmo incalzante delle musiche, e i veloci giochi di parole che fluivano dalla bocca di Cyrano come un fiume in piena, hanno reso lo spettacolo interessante e divertente.
Mettere in scena un grande classico e riuscire ad ammaliare i più giovani è sicuramente molto difficile e forse in questo sta la grandezza di questa compagnia.

Sulla linea del progetto giovani, la fondazione del Nuovo Teatro Verdi ha indetto una conferenza nella quale, l’intera compagnia si è “aperta” al pubblico con semplicità e simpatia.

Accanto alle frivolezze però, hanno dato parlato con serietà dei loro personaggi; Preziosi stesso, parlando del protagonista, ha lanciato un grande messaggio: “non ho mai pensato a Cyrano come ad un ‘diverso’. Il suo handicap fisico, non è altro che la sua forza e la sua unicità” e il sottile sarcasmo con il quale lo ha presentato nell’opera ne è la prova.

La diversità di Cyrano è il suo eloquio e la grande capacità di animare gli animi con la forza della parola, una qualità oggi dimenticata.
(Marika Del Zotti - Brindisi 3 febbraio 2012 ore 21.00)

Figlio di avvocati. Laureato con 110 e lode in Giurisprudenza, frequenta poi l'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Dopo il debutto in teatro nel ruolo di Laerte nell'Amleto, diretto da Antonio Calenda, lavora in televisione nella soap opera di Canale 5, Vivere e nella miniserie tv Una donna per amico 2, regia di Rossella Izzo. Il grande successo però arriva con Elisa di Rivombrosa, serie televisiva in 13 puntate, per la regia di Cinzia TH Torrini, trasmessa tra dicembre 2003 e febbraio 2004 da Canale 5, grazie alla quale vince un Telegatto come personaggio maschile dell'anno. A settembre 2009 Preziosi gira Mine vaganti, commedia ambientata nel Salento con Riccardo Scamarcio ed Ennio Fantastichini, pluripremiata e baciata da successo internazionale. Alessandro Preziosi riceve il prestigioso Premio Gassman - Teatranti dell'anno 2010, l'unico premio teatrale italiano in cui è il pubblico ad assegnare gli Awards agli artisti distintisi sul palcoscenico. A coronamento del successo professionale, raccoglie, inoltre, riconoscimenti per la carriera cinematografica - Ciak d'Oro Stile d'Attore, Premio Federico II - Primavera del Cinema italiano, Ischia Film & Music Global Festival - Italian movie Award, Giffoni Festival Award.

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Il successo shakespeariano esplode a Brindisi

Anche nella sua seconda serata un tutto esaurito per la Bisbetica domata di Armando Pugliese

 

BRINDISI - Un altro tutto esaurito al Teatro Verdi, nella seconda serata de “La Bisbetica domata”.

Questa volta, a calcare il palco del Verdi Vanessa Gravina ed Edoardo Sirano nel ruolo della “bisbetica” Caterina e del suo “domatore” Petruccio che per due giorni hanno incantato il pubblico brindisino.

L’originale rappresentazione scenica del regista Armando Pugliese, una Padova reinventata, ha fatto da cornice ad un’intricata storia di ruoli e relazioni.

Il meta-teatro shakespeariano non delude mai e gli spettatori hanno assistito, entusiasti ad una commedia all’interno della commedia che, come per magia si snoda nell’ultimo atto lasciando nel cuore del pubblico il “sogno” di una grande storia.

Tra le comiche battute, il sarcasmo e l’allegria che caratterizzano l’opera si evince un importante messaggio: le donne ancora oggi sono spesso trattate come merce di scambio, ma Caterina è diversa, Caterina si ribella in un mondo ancora caratterizzato dai matrimoni combinati, quello che appunto toccherà a lei e che per poter sopravvivere dovrà accettare e con aria di sarcasmo “sottomettersi al marito”.

Un grande successo per la compagnia “I William Shakespeare”, ma ancor di più un grande successo per la fondazione Nuovo Teatro Verdi che ha saputo ancora una volta scegliere un’opera che ha accordato il consenso di tutti, dai più grandi ai più piccoli, come testimoniano le “opinioni di fine serata”.

Un perfetto inizio di anno, dunque, che si spera possa continuare in modo così entusiasmante.
(Marika Del Zotti - Brindisi 14 gennaio 2012 ore 12.00)

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Concerto per il Nuovo Anno

Accademia Bizantina al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

 

BRINDISI - La musica corre così velocemente nella mia testa che, più di una volta, ho pensato "Quanto vorrei poter tradurre questo caos di note ed emozioni...in parole". Magari ci ho anche provato, seduta sul mio letto con le gambe incrociate e un quaderno bianco in mano; ma spesso mi sono ritrovata dopo ore nella stessa posizione e situazione, con niente più di quel foglio bianco davanti agli occhi e il solito caos nella mente.

Poi un giorno, precisamente Lunedì 2 Gennaio scorso, la "magia" è avvenuta. Mi è bastato dedicare circa due ore del mio tempo, della mia attenzione e del mio cuore all'ascolto del violinista Alessandro Tampieri, che è stato solista e conduttore dell'Accademia Bizantina, un ensàmble di archi specializzato nell'esecuzione di musica Barocca ; a loro è stato affidato il compito di essere i primi ad esibirsi sul palco del Tatro Verdi di Brindisi in questo 2O12 appena iniziato.

La magia è avvenuta. Ed è per questo che non sono qui per raccontarvi della carriera di Alessandro Tampieri, delle sue colllaborazioni ed esibizioni, e dei successi dei musicisti dell'antica Accademia. No. Il mio intento, questa volta, è quello di riuscire finalmente a "tradurre la musica in parole"...perchè è stato proprio questo "evento magico" che ha reso speciale, per me, il Concerto per il Nuovo Anno.

I musicisti hanno aperto la serata con una sinfonia di Vivaldi in tre tempi, sciogliendo la loro percepibile tensione in un attimo attraverso una serie di scale in succesione dall'impronta leggera, delicata. Una delle prime cose che ho notato è stata, infatti, la delicatezza con cui le loro mani impugnavano gli strumenti e la grazia con cui gli archetti danzavano veloci sulle corde tesissime. E' stato proprio questo a dar vita alla magia: nello spartito immaginario della mia mente, insieme alle crome, le biscrome e le pause...sono comparse delle parole. E la prima è stata senza dubbio danza. Tutto sembrava una danza leggera. Danzavano le mani dei musicisti, danzavano i musicisti stessi. Il violino solista, nei tempi allegri, faceva come dei piccoli "balzi" dove erano presenti gli accenti musicali più briosi. Gli altri violini danzavano per davvero, con il corpo, con il suono. Tutto era leggerissimo: per più di un momento ho avuto l'impressione che sotto i loro piedi non ci fosse un duro parquet, ma che stessero suonando sospesi nell'aria. Le sonate si sono susseguite e allo stesso modo le mie parole invisibili; cercavo di guardare i musicisti negli occhi, ma dalla galleria non ci riuscivo. Eppure non avevo bisogno di osservare il loro volto per capire cosa stessero provando. Come mai? Unione e passione sono state le parole che la mia immaginazione ha elaborato come risposta. Gli esecutori sembravano uniti da un filo sottilissimo. Erano sempre perfettamente a tempo, così a tempo che mi è stato impossibile pensare che fosse solo merito della pulsazione di un metronomo...era il loro cuore a dettare il tempo, era la loro emozione a produrre quei crescendo così vigorosi e gli accellerando, era il loro animo pieno di passione, a parlare. Qualunque musicista mi può capire se dico che, più li ascoltavo, più avevo voglia di suonare a mia volta, di essere sul palco e di raccontare la mia storia. Raccontare una storia. Queste sono inevitabilmente state le altre parole che hanno composto il mio pentagramma speciale. In alcuni punti i primi violini sembravano davvero dialogare fra di loro; e quello che io ho ascoltato é stato un dialogo dolce, che mi ha fatto pensare a degli innamorati. E da lì tessere la trama della loro storia d'amore è stato facilissimo, quasi automatico per la mia mente che ormai viaggiava.

La prima parte del concerto si è conclusa in maniera tanto brillante che mai avrei potuto sperare in una seconda parte altrettanto emozionante. Poi, invece, le luci si sono abbassate di nuovo e , inaspettatamente, sul palco è comparso Marcello Gatti con il suo flauto traversière, l'antenato barocco dell'attuale flauto traverso. Del mio flauto traverso.
Sarà un commento di parte, lo ammetto, ma sono convinta che il suono del flauto doni una dolcezza unica a qualsiasi composizione. Ed è questa la parola, l'unica parola, a cui le note hanno dato spazio appena il suono di quello strumento così simile al mio si è propagato per tutta la sala, arrivando dalle mie orecchie fin dentro di me: dolcezza. Non saprei trovare altro modo per descrivere quel suono, era dolce, delicato, malinconico nei tempi lenti ed elegante in quelli veloci. Era come una di quelle carezze che ti scaldano il cuore dopo che sei stato triste, dopo che hai pianto, e ti fanno rispuntare un timido sorriso.

Era così che, probabilmente, sembravo mentre ascoltavo rapita gli ultimi concerti; avevo gli occhi lucidi ed un piccolo sorriso sul volto che ho conservato per tutta la sera, compreso il meraviglioso momenti degli applausi, e che ho portato con me a casa. Ed è lo stesso sorriso emozionato che conservo tutt'ora, mentre scrivo e mentre le note continuano il loro girotondo nella mia testa. Come sempre, certo...ma questa volta tenendo per mano quelle parole che la magia della musica hanno reso partecipi di questo "gioco" che esiste solo nei miei pensieri.

Musica, danza, unione, passione, il racconto di una storia. Più semplicemente, il Concerto per il Nuovo Anno, questo nuovo anno di musica. (Doriana De Luca - Brindisi 5 gennaio 2012 ore 10.00)

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Concerto per il Nuovo Anno

2 gennaio 2012, ore 20.30 - Nuovo Teatro Verdi - Brindisi

Accademia Bizantina - musiche di Vivaldi, Corelli, Händel e Galuppi

 

BRINDISI - Il 2012 inizierà a Brindisi nel segno della grande musica barocca di Vivaldi, Corelli, Händel e Galuppi. Con l’ensemble Accademia Bizantina il 2 gennaio si rinnoverà l’ormai consolidata tradizione del «Concerto per il nuovo anno», iniziativa che l’Amministrazione comunale promuove in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi (l’ingresso è gratuito con ritiro dei biglietti a partire da lunedì 19 dicembre).

L’appuntamento di assoluto prestigio, in programma alle ore 20.30 al Nuovo Teatro Verdi, è con una delle formazioni più importanti sulla scena musicale internazionale per la qualità e la fedeltà interpretativa del repertorio antico, che la compagine ravennate affronta, però, senza rinunciare al proprio apporto creativo, tesa com’è a risvegliare un nuovo gusto estetico, una nuova passione per l’ascolto e una nuova riflessione sul compito della musica e del musicista.


Diretta da Alessandro Tampieri, che al violino è anche uno dei due solisti del concerto insieme con lo specialista di flauto traversiere, Marcello Gatti, l’Accademia Bizantina eseguirà pagine di Antonio Vivaldi (Sinfonia in sol maggiore RV 146, Concerto in do maggiore per orchestra, Concerto “per Pisendel” in re minore RV 242 e Concerto in la minore RV 440 per traversiere ed archi), Arcangelo Corelli (Concerto Grosso in re maggiore Op. 6 No. 4), Georg Friedrich Händel (Concerto Grosso in sol maggiore Op. 6 no. 1) e Baldassarre Galuppi (Concerto in re maggiore per traversiere ed archi).

I biglietti potranno essere ritirati gratuitamente (per un massimo di 4 a persona) al botteghino del Nuovo Teatro Verdi dal 19 al 22 dicembre e dal 27 al 29 dicembre, la mattina dalle ore 10.30 alle 13 e il pomeriggio dalle 17.30 alle 20. Non sono ammesse prenotazioni telefoniche.

Nomination ai Grammy Music Award per l’Accademia Bizantina, l’ensemble di musica barocca che il prossimo 2 gennaio sarà protagonista a Brindisi del «Concerto per il nuovo anno», iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, che ancora una volta mette a segno un colpo artistico di assoluto prestigio internazionale (l’ingresso è gratuito con ritiro dei biglietti a partire da domani, lunedì 19 dicembre).

L’appuntamento è in programma alle ore 20.30 al Nuovo Teatro Verdi, dove la formazione ravennate eseguirà pagine di Antonio Vivaldi (Sinfonia in sol maggiore RV 146, Concerto in do maggiore per orchestra, Concerto “per Pisendel” in re minore RV 242 e Concerto in la minore RV 440 per traversiere ed archi), Arcangelo Corelli (Concerto Grosso in re maggiore Op. 6 No. 4), Georg Friedrich Händel (Concerto Grosso in sol maggiore Op. 6 no. 1) e Baldassarre Galuppi (Concerto in re maggiore per traversiere ed archi).

Diretta per l’occasione da Alessandro Tampieri, che al violino è anche uno dei due solisti del concerto insieme con lo specialista di flauto traversiere, Marcello Gatti, l’Accademia Bizantina è una delle formazioni più importanti sulla scena musicale mondiale per la qualità e la fedeltà interpretativa del repertorio antico, che la compagine affronta, però, senza rinunciare al proprio apporto creativo, tesa com’è a risvegliare un nuovo gusto estetico, una nuova passione per l’ascolto e una nuova riflessione sul compito della musica e del musicista. La nomination ai Grammy Music Award arriva per il disco Decca «O Solitude» con canzoni e arie di Henry Purcell inciso con Andreas Scholl.

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(Certe) Notti al “Verdi” con la poesia di Luciano

Le musiche di Ligabue danzate dall’"Aterballetto"

 

BRINDISI - Buio, luce, sogno, vita, energia: gli ingredienti di uno spettacolo intenso, intriso di riflessione, carico di emotività, fonte di punti interrogativi e momenti di vera bellezza.

E’ il connubio tra la crudezza della voce del rocker di Correggio e la purezza delle linee della danza contemporanea, reso straordinario dall’eccezionalità dei ballerini della compagnia di trentennale successo “Aterballetto”. Le coreografie di Mauro Bigonzetti traducono in linguaggio del corpo la sfrontatezza e la dinamicità delle canzoni di Luciano Ligabue, inchiodando gli occhi di ogni spettatore al palcoscenico: “vittima” dell’incanto, anche la platea brindisina del teatro “G. Verdi” di ieri 15 dicembre.

E’ un pubblico misto tra adulti e adolescenti quello ad essere rimasto inevitabilmente affascinato dall’espressività dei ballerini, accompagnata dal timbro inconfondibile di Ligabue, con o senza musica. Se infatti ciascuno è abituato a conoscere l’artista emiliano per l’abilità musicale e l’esperienza di regista con “Radiofreccia”, anche qualcuno fra gli ammiratori sarà stato sorpreso di ascoltare alcune fra le poesie da lui scritte, affiancate dalle performance di emozionante essenzialità da parte dei danzatori, pronti anche a calarsi in momenti recitativi. Lo scopo, sicuramente quello di comunicare l’attenta visione del mondo del cantante, mista di ottimismo e inquietudine, attingendo dai pezzi giovanili come “Vivo morto o X” la forza della ribellione e la sensibilità riflessiva dalle canzoni mature come “Buonanotte all’Italia” e “L’amore conta”. A contribuire, senz’altro la scenografia di Angelo Davoli, abile nel rendere l’atmosfera rarefatta delle esibizioni attraverso luci colorate, video di gocce di pioggia battente, strade senza destinazione, corpi danzanti sulla roccia e immagini del cielo. E proprio il cielo stellato di “Certe notti”, titolo dello spettacolo, è stato chiuderlo, lasciandone l’impronta di viaggio onirico negli occhi e nella mente di tutti i presenti. (Francesca Tammone - Brindisi 16 dicembre 2011 ore 17.00)

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Brindisi Teatro Verdi, Carlo Goldoni sorprende ancora una volta il pubblico

Paolo Bonacelli eccezionale mattatore

 

BRINDISI - Un candido sfondo si contrasta alle macchinazioni di Ottavio, primogenito dell’anziano mercante Pantalone e, Beatrice, seconda Moglie di Pantalone, per sbarazzarsi della figliastra e del marito, alle scene dall’accenno peccaminoso ed erotico, a brama del denaro, intrighi e menzogne: ecco gli ingredienti per “L’uomo prudente”, singolare commedia di Goldoni dal carattere pungente, ricoperta da un velo quasi macabro.

Scene colte dal vero che gli spettatori del "Nuovo Verdi" hanno apprezzato con sincerio entusiasmo e in cui il patetico s’intreccia con il comico, dove la fanciulla ingenua e credulona la sa più del diavolo, l’autorità paterna è messa in discussione dallo spirito libero e indipendente della padrona di casa che, pur di non rinunciare alle sue conversazioni a mo’ di salotto tenterà di avvelenare il ricco mercante veneziano.

Vi si piange e vi si ride, vi s’impreca e vi si gode: astuzie e congetture si celano dietro a falsi sorrisi, dolci parole di incerta cortesia, inganni e tradimenti, gelosia e sospetto…Tutto è concesso, una e sola è la legge sovrana: farsi rispettare e temere, sempre! Tono quieto, parole commosse ma acute, voce grottesca, volto severo e composto, pugno fermo e intelligente uso del denaro tessono il personaggio protagonista, Pantalone, dalle molteplici sfaccettature, interpretato da un grande del teatro italiano, Paolo Bonacelli.

Sottile sarcasmo accompagna la sceneggiatura, tutta pervasa dalla saggezza di Pantalone, non risparmiandosi battute sulle donne dai facili costumi e sulla propensione dell’uomo verso la ricerca del facile guadagno; diventa saggia ironia però, nel momento in cui confessa al pubblico brindisino, che può perdere tutto: soldi, casa, amore, la sua stessa vita, tutto ma non l’onore. “L’onore è la merce che non ha prezzo”. Per riportare l’ordine famigliare e proteggere il suo caro onore Pantalone dovrà combattere contro la “ tempesta di una cattiva moglie, il vento contrario di un ingrato figlio gli scogli di una pessima servitù “ e ci riuscirà, dato che è un “marito affettuoso, un padre col cuore in mano”, sorprendendo il pubblico come solo il genio di Goldoni sa fare.

Da non dimenticare il ruolo della prudenza, fondamentale virtù da coltivare, perché “un uomo senza prudenza è come una minestra senza sale”. Insomma, una serata (anzi due) di grande successo che "la Fondazione" ha voluto programmare per i cittadini di Brindisi che come sempre apprezzano il bel teatro. (Sara De Virgilio - Brindisi 8 dicembre 2011 ore 16.00)

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Brindisi Teatro Verdi, Michelle conquista il pubblico brindisino

Da "mi scappa da ridere" a "ci scappa da ridere"

 

BRINDISI - Serata di successo per Michelle Hunziker che ieri 29 novembre ha tenuto il suo spettacolo “Mi scappa da ridere” al teatro Verdi di Brindisi.

La naturale e bellissima attrice e cantante della Svizzera Tedesca ha aperto lo spettacolo esprimendo il suo amore per la Puglia e la sua gioia di trovarsi in una città così bella e con una cucina invidiata in tutta Italia. Show ricco di colori e dalle musiche abilmente scelte ha sorpreso e divertito gli spettatori e un po’ ha anche emozionato. Quando il vero spettacolo ha avuto inizio il pubblico è stato sorpreso dalla partecipazione di un attore particolare che pur non essendo presente nel campo, con abili preregistrazioni e proiezioni è stato mandante dell’intero spettacolo e incitatore di veloci dialoghi che portavano al riso attraverso sinceri racconti della vita della Hunziker.



E ci riferiamo a Michele Foresta, meglio conosciuto come Mago Forest, e dalla partecipazione attiva di Michelle con il pubblico, a tal punto da girare tra le sedie e far diventare gli spettatori protagonisti.

Incentrato sulla vita dell’attrice non si è colorato di introspezioni troppo profonde e non ha portato ad una riflessione sulla vita e sulla fortuna, come tutti si aspettavano e l’unico messaggio che è riuscito a mandare è stato quello di sorridere nonostante tutto e prendere la vita così come viene, perché se è vero che il destino è già scritto, “siamo noi che scegliamo quale porta aprire”.

E senza nulla togliere alle coreografie di Bill Goodson e alle musiche di Leonardo de Amicis, agli effetti scenici e tecnici, lo spettacolo avrebbe potuto concentrarsi di più su una risata istruttrice. Probabilmente, e non hanno avuto tutti i torti, la certezza che un personaggio solare e bellissimo come la famosissima Michelle Hunziker avrebbe sicuramente portato fama e buone recensioni allo spettacolo ci si è concentrati un po’ troppo sulla forma dimenticando in un angolino il contenuto.

Ma il titolo non si è smentito, il “mi scappa da ridere” si è trasformato presto in un “ci scappa da ridere” e con una sincera espressione di gioia dell’attrice nel pensare al pasto salentino che la stava aspettando il sipario si è chiuso tra gli applausi che continuavano anche a luci accese. (Naomi Greco - Brindisi 30 novembre 2011 ore 14.00)

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Brindisi Teatro Verdi, il tutto esaurito per “Carmen”

Dall’opera lirica di Bizet a una sensuale “Carmen” ballata

 

BRINDISI - È un tutto esaurito per lo scoppiettante primo appuntamento della nuova stagione del Teatro Verdi.

Unica tappa italiana per la compagnia spagnola Aída Gómez, che ha messo in scena “Carmen”, nota a tutti per l’opera lirica di Georges Bizet. La storia della sensuale tabacchiera che faceva innamorare di sé tutti gli uomini è stata rappresentata attraverso entusiasmanti balletti che hanno trasmesso al pubblico un intenso pathos. Le forti musiche di Antonio Rodríguez accompagnate dalle caratteristiche nacchere hanno appassionato i molti che, sicuramente, non si aspettavano di assistere a uno spettacolo simile. Accanto alla drammatica storia della tabacchiera di Siviglia un accennato velo d’ironia ha reso lo spettacolo più leggero e piacevole. Le coreografie, inoltre, hanno saputo esprimere perfettamente i sentimenti dei personaggi; sembrava, infatti, che questi non stessero ballando, ma parlando e raccontando la storia.


Anche i costumi e le luci, hanno contribuito a creare quella magia che ha contrassegnato lo spettacolo: un ritorno alla Siviglia del tempo! La stessa, originale, rappresentazione della morte, che ha contrassegnato il destino della donna, ha compartecipato a quell’atmosfera creatasi in sala. Alla fine della rappresentazione, come in un classico ringraziamento gitano i ballerini hanno dato spettacolo, ancora una volta con una febbricitante esibizione, della loro bravura lasciando gli spettatori a bocca aperta: il pavimento tremava sotto i loro piedi.

Applausi a non finire insomma per questi artisti che hanno portato a Brindisi la splendida quanto difficile arte del flamenco. Nota di plauso, infine, alla “Fondazione” che ha consentito la presenza di questo spettacolo sul palco del sempre entusiasmante Nuovo Teatro Verdi. (Marika Del Zotti - Brindisi 12 novembre 2011 ore 12.00)

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Nuova stagione al Verdi: un teatro per la scuola

Presentato nei giorni scorsi il cartellone dei progetti per la formazione dei ragazzi

 

Chiara Sergio, Sara Bevilacqua, Marinella Anaclerio, Daniela Angelini

Brindisi - Secondo anno di collaborazione con il Nuovo Teatro Verdi per l’associazione Compagnia del Sole, che ha presentato nelle giornate di giovedì e venerdì i progetti per la stagione che sta per aprirsi.

Marinella Anaclerio, responsabile del progetto in collaborazione con Flavio Albanese, ci spiega che l’obiettivo principale della compagnia è educare i bambini: “Preparare il terreno alla ricezione è una fase fondamentale del processo cognitivo. Oggi i bambini sono abituati alla solitudine e alla passività; hanno invece bisogno di riscoprire l’interazione e lo spettacolo teatrale”. Il processo di “aratura” consiste in due fasi che procedono di pari passo: la visione dello spettacolo, infatti, è sempre preceduta da un incontro nel quale ai ragazzi vengono presentati l’opera e l’autore. “Conoscendo l’opera e la sua contestualizzazione, i ragazzi sono più consapevoli e capiscono meglio ciò che vedono" afferma Marinella.



E, continuando "Naturalmente per la realizzazione di tali obiettivi un momento importante è quello di formare sul territorio collaboratori adeguati che siano in grado di fiancheggiare e seguire tutte le fasi del lavoro”. Attraverso incontri specializzati, infatti, gli stessi docenti vengono educati alla presentazione dell’opera teatrale. Come ogni anno poi, gli incontri e le rappresentazioni saranno suddivisi in base all’età degli spettatori. Per i più piccoli (scuole primarie e dell’infanzia) saranno presentati: “L’Isola” - “L’attimo fuggente” - “I tre porcellini” - “La vera storia di Pinocchio” - “Il sogno della Tartaruga”

Tutte le rappresentazioni saranno accompagnate da musiche dal vivo; ne “Il sogno della Tartaruga” per esempio, verranno utilizzati degli strumenti etnici che poi, come in una sorta di metateatro, saranno presentati ai bambini. Ne “La vera storia di Pinocchio” poi, verrà fatto un excursus di tutti i generi musicali, dal rock al cabaret.



Per i più grandi (scuole medie inferiori e superiori) invece, gli spettacoli in programma sono: “L’uomo Prudente” - “L’Avaro” - “I promessi Sposi alla prova” - “L’attimo fuggente” - “I Masnadieri”

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di tutte le scuole che hanno rapportato il vivo entusiasmo non solo dei più grandi ma anche dei più piccoli circa le attività svolte nei laboratori.

Nel contempo, sono anche state evidenziate le difficoltà nelle quali la scuola incorre nel trasportare gli alunni. I mezzi pubblici da noleggiare, purtroppo, hanno costi troppo onerosi e spesso le scuole sono costrette a dover rinunciare a molte attività per non gravare sulle famiglie. Ci si augura che la società STP titolare del trasporto pubblico a Brindisi, si faccia carico della lamentata problematica ed offra delle valide alternative.

Certo è che, come dice Marinella Anaclerio, “il Teatro Verdi di Brindisi, è uno dei pochi in Italia che svolge questo genere di attività per i ragazzi”.

La compagnia del Sole, nasce tra Roma e Bari dall’attività di attori, registi e pedagoghi di Marinella Anaclerio e Flavio Albanese che hanno messo insieme le loro esperienze per creare un gruppo di lavoro che sappia mettere in relazione l’attività del teatro con la crescita del territorio. La collaborazione con Il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Stabile di Ancona ha permesso loro di condurre i progetti da diversi punti di vista con strategie differenziate costruendo un ponte tra teatro e pubblico. L’intenzione è quella di creare, per ogni spettacolo, un progetto che permetta di condividere con il pubblico il percorso artistico e che ne incrementi la capacità di attenzione e criticità così da renderne più facile la comprensione e più interessante lo spettacolo .

Tra i progetti finora realizzati figurano: Ripresa in collaborazione con Diaghilev, dello spettacolo I Karamazov, di Dostoevskij (progetto: Dello Spirito della Carne del Cuore) regia di M.Anaclerio - Menone di Platone (progetto: Socrate nelle periferie) regia di F. Albanese - Due ma non Due, da Pirandello (progetto: Personaggi tra racconto e dramma, lezione- spettacolo per le scuole medie superiori) adattamento e regia M.Anaclerio (Marika Del Zotti - Brindisi 5 novembre 2011 ore 19.00)

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Nuovo Teatro Verdi di Brindisi - Stagione 2011-2012

Programma eventi


 

11 novembre 2011 - Compañia de danza Aida Gomez - CARMEN

29 novembre 2011 - Michelle Hunziker - MI SCAPPA DA RIDERE - regia di Giampiero Solari

6 e 7 dicembre 2011 - Paolo Bonacelli - L’UOMO PRUDENTE - di Carlo Goldoni, regia di Franco Però

15 dicembre 2011 - CERTI NOTTI - coreografie di Mauro Bigonzetti, canzoni e poesie di Luciano Ligabue

12 e 13 gennaio 2012 - Vanessa Gravina e Edoardo Siravo - LA BISBETICA DOMATA - di William Shakespear

25 e 26 gennaio 2012 - Massimo Ranieri, Lina Sastri e Gaia Aprea - L’OPERA DA TRE SOLDI - di Bertolt Brecht

2 e 3 febbraio 2012 - Alessandro Preziosi - CYRANO DE BERGERAC - di Edmond Rostand

16 e 17 febbraio 2012 - Arturo Cirillo - L’AVARO - di Molièreregia di Arturo Cirillo

22 e 23 febbraio 2012 - Sandro Lombardi ed Elena Ghiaurov - I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA

29 febbraio e 1 marzo 2012 - I MASNADIERI - di Friedrich Schiller, regia di Gabriele Lavia

7 e 8 marzo 2012 - Compagnia della Rancia - HAPPY DAYSIL NUOVO MUSICAL

14 e 15 marzo 2012 - LES 7 DOIGTS DE LA MAIN PSY - regia, scene e costumi di Shana Carroll

27 e 28 marzo 2012 - Franco Branciaroli - SERVO DI SCENA - di Ronald Harwoodregia di Franco Branciaroli

3 e 4 aprile 2012 - Pino Micol e Giuliana Lojodice - COSÌ È (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello regia di Michele Placido

12 aprile 2012 - Toni e Peppe Servillo - SCONCERTO - musiche di Giorgio Battistelli
Orchestra Fondazione Tito Schipa di Lecce

24 aprile 2012 - Balletto Accademico di Stato di San Pietroburgo - IL LAGO DEI CIGNI
musiche di Caikovskijcoreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov


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Con sedici appuntamenti Brindisi riaccende le luci sullo spettacolo di qualità. E ribadisce il proprio ruolo di città-teatro con un cartellone grandi firme. Importanti ospitalità internazionali, qualità e ricchezza della programmazione, omaggi ai più autorevoli interpreti del teatro italiano e prestigiose collaborazioni con storiche istituzioni culturali, sono i segni caratteristici della Stagione 2011-2012 della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, che con i suoi tanti motivi d’attrazione beneficia - anche quest’anno - del sostegno di imprese di un certo rilievo: privati che hanno scelto la linea del mecenatismo di cultura anglosassone, diffusosi in Italia solo negli ultimi anni, a parziale compensazione della riduzione del finanziamento pubblico nel settore della cultura. Due importanti realtà del territorio, Cantine due Palme e Banca Popolare Pugliese, sono gli sponsor della coinvolgente «Carmen» flamenca con cui la compagnia della madrilena Aida Gomez aprirà la stagione l’11 novembre, mentre la multinazionale Eni rende possibile la doppia serata-evento del 25 e 26 gennaio dedicata a quello che è già stato ribattezzato lo spettacolo dell’anno, «L’opera da tre soldi» di Brecht e Weill interpretata da Massimo Ranieri, Lina Sastri e Gaia Aprea. Suonerà l’Orchestra del San Carlo di Napoli, teatro con il quale Brindisi ratifica una collaborazione già avviata da tempo, consacrando all’opera teatrale simbolo del Novecento lo spazio per la lirica abitualmente riservato al repertorio melodrammatico.Gli obiettivi del Nuovo Teatro Verdi, punto fermo nel riscatto culturale e sociale dell’intero territorio, rimangono invariati rispetto a cinque anni fa, come è stato ribadito nel corso della conferenza stampa di presentazione, alla quale sono intervenuti il neo presidente della Fondazione, il commissario prefettizio Bruno Pezzuto, l’assessore provinciale alla cultura, Paola Baldassarre, su delega del vicepresidente della Fondazione, Massimo Ferrarese, il direttore artistico Italo Nunziata e il presidente del Teatro pubblico pugliese Carmelo Grassi. Un’ulteriore conferma della continuità culturale e artistica cui il teatro brindisino vuole dare seguito insieme al direttore artistico Nunziata è arrivata dalla proposta del commissario Pezzuto di nominare presidente onorario il principale artefice della nascita e del successo della Fondazione, il presidente uscente Domenico Mennitti, che durante un intervento fuoriprogramma ha dichiarato di accettare l’incarico proprio in quanto onorifico, e comunque sino all’elezione del nuovo sindaco.La sezione prosa, tradizionalmente la più ricca nel cartellone del Nuovo Teatro Verdi, è un viaggio al maschile tra classico e contemporaneo. C’è il Settecento di Goldoni, con «L’uomo prudente» interpretato da un signore del palcoscenico, Paolo Bonacelli (6 e 7 dicembre), ma ci sono anche lo Shakespeare de «La bisbetica domata» con Edoardo Siravo e Vanessa Gravina diretti da Armando Pugliese (12 e 13 gennaio), il «Cyrano de Bergerac» di Rostand, con Alessandro Preziosi in scena e, per la prima volta, in veste di regista (1 e 2 febbraio), «L’avaro» di Moliére, interpretato e diretto da Arturo Cirillo, figura di spicco della nuova scena teatrale italiana (16 e 17 febbraio), e la moderna riscrittura che Testori fece di Manzoni con «I promessi sposi alla prova» nella messa in scena di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi (22 e 23 febbraio). Nella galleria di mostri sacri del teatro italiano c’è posto anche per Gabriele Lavia, regista dei «Masnadieri» di Schiller (29 febbraio e 1 marzo), per Franco Branciaroli, in arrivo con «Servo di scena» di Ronald Harwood (27 e 28 marzo), e per Michele Placido, che realizza la regia del pirandelliano «Così è (se vi pare)» guidando sul palco Pino Micol, Luciano Virgilio e Giuliana Lojodice (3 e 4 aprile), quest’anno tra le poche interpreti femminili, alle quali - del resto - era dedicata la passata stagione. Per cui, a modo suo, fa eccezione anche il one-woman-show «Mi scappa da ridere» con Michelle Hunziker (29 novembre), attesa incursione nel teatro leggero insieme al musical «Happy Days» della celebrata Compagnia della Rancia (7 e 8 marzo). Un altro pezzo da novanta del teatro italiano (e da qualche anno anche del cinema) è Toni Servillo, che il 12 aprile ritrova il fratello Peppe, cantante degli Avion Travel, per uno «Sconcerto» su musiche di Giorgio Battistelli insieme all’Orchestra Tito Schipa di Lecce, Istituzione concertistico-orchestrale con la quale la Fondazione Nuovo Teatro Verdi rinnova un’importante partenariato artistico. Così come prosegue la collaborazione con il Teatro pubblico pugliese, che oltre alla «Carmen» inaugurale è al fianco della Fondazione per «Servo di scena», per altri due spettacoli di danza, «Certe notti» dell’Aterballetto con coreografie di Mauro Bigonzetti su musiche e poesie di Luciano Ligabue (14 dicembre) e «Il lago dei cigni» del Balletto Accademico di San Pietroburgo (24 aprile), e per l’altro evento della Stagione 2011-2012, il funambolico spettacolo di teatro-circo «Psy» della compagnia francese Les 7 Doigts de la Main (14 e 15 marzo), ulteriore appuntamento di respiro europeo (dopo l’omaggio a Cechov dello scorso anno con «Donka» di Daniele Finzi Pasca) in sintonia col progetto di «internazionalizzazione della scena» che la Fondazione continua a condividere col consorzio guidato da Carmelo Grassi.

La Fondazione prosegue, poi, il rapporto con i giovani e le scuole attraverso laboratori, stage, corsi di formazione e una Stagione di teatro ragazzi realizzata in collaborazione con la Compagnia del Sole di Flavio Albanese e Marinella Anaclerio, i cui contenuti verranno resi noti nel corso di una successiva conferenza stampa.

La campagna abbonamenti della Stagione 2011-2012 prevede dal 3 al 14 ottobre il rinnovo abbonamenti Full e Fast, dal 17 ottobre al 5 dicembre dei nuovi abbonamenti Full e Fast e dal 21 ottobre delle tessere Free.

I biglietti per la serata inaugurale possono essere acquistati a partire dal 31 ottobre, mentre i biglietti per tutti gli altri spettacoli a partire dal 23 novembre.

Il botteghino è aperto dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi, dalle ore 10.30 alle 13 e dalle ore 17.30 alle 20. Nei giorni di spettacolo il botteghino è aperto dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 19 sino a inizio spettacolo. Info botteghino 0831.56.25.54.


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