“Brindisi:
porto di pace.”
Cara
amica mia, È un po’
di tempo che prosegue questa nostra corrispondenza,
non sei mai venuta nella mia città
eppure te l’ho descritta così
nei minimi particolari che l’ho resa
anche un po’ tua. L’altro giorno
passeggiavo per il lungo mare quando mi sono
soffermata a guardare il porto, bellissimo,
quieto e illuminato dalle luci della luna
e della città, ed ho pensato ai tanti
uomini illustri che l’hanno attraversato,
alle tante battaglie decisive che si sono
tenute qui, alle tante storie che si sono
intrecciate e non ho potuto far a meno di
pensare che ancora non te ne ho parlato.
|
|
 |
Un anonimo commerciante, immaginandosi morto, si è
rivolto a coloro che transitavano per Brindisi dicendo:
“Passeggero, se non ti reca molestia fermati
e leggi. Io ho spesso traversato l’Oceano su navi
a vela; mi sono recato in molte terre; qui è
la mia ultima tappa, che già le Parche mi presagirono
il giorno in cui io nacqui. Qui ho deposto tutti i miei
affanni e le mie fatiche; qui non temo le stelle, i
nembi, il mare insidioso, né temo se la spesa
possa superare il guadagno. Rendo grazie a te, alma
Fede, santissima Dea, perché sollevasti me, molto
oppresso all’avversa fortuna; tu sei degna che
ogni mortale ti desideri. Passeggero, vivi e sta sano;
superi sempre a te ciò che non spendi, perché
non hai disprezzato questa pietra e l’hai stimata
degna di esser letta”. Credo che mai quest’uomo
avrebbe potuto immaginare che quel porto, al quale aveva
dedicato i suoi dolci pensieri, avrebbe avuto tanta
importanza nei secoli. |
Un
porto che è sempre stato la maggiore risorsa
della città e di cui forse avrai letto qualche
riga nei libri di storia. Importante già con
i messapi; durante l’impero romano era il percorso
obbligato di quanti volessero recarsi in Oriente e
sede d’importanti battaglie; fu attraversato
dai più grandi personaggi dell’epoca,
basti ricordare Giulio Cesare che nel 49 a.C. assediò
la flotta di Pompeo, il grande Cicerone e come lui,
tanti giovani romani diretti in Grecia per approfondire
la propria cultura. E ti dico di più, proprio
in questo contesto nasce un detto famoso in tutta
Italia; questi giovani, infatti, prima di partire,
pregavano insieme alle loro famiglie per un ritorno
nella città di “Bacco”, recitando
il seguente augurio: “Possano gli dei propizi
farci tornare a Brindisi”. Tale augurio
si modificò nel tempo e si divulgò nelle
altre città diventando poi il famoso: “facciamo
un brindisi”. Non mi meraviglio affatto che
lo storico A. De Leo scriverà di questo porto
che è stato: “..il più celebre
che immaginar si possa in tutta l’antichità
e che racchiudendo in se stesso più porti,
oltremodo si rendette rinomato ne’ tempi della
Romana republica”.
Così la sua fama è perdurata nei secoli
ed è arrivata fino a noi. Oggi il nostro porto
è fondamentale perché meta di tanti
emigranti che cercano un posto più sereno in
cui vivere e lavorare e perché una delle poche
basi pronte a mandare numerosi aiuti umanitari. Tutto
ciò ha permesso a questa città non solo
di mantenere il titolo di “Porta d’Oriente”,
ottenuto durante il periodo delle guerre religiose,
ma anche di essere insignita di quello di “Porto
di Pace”. Racchiudo la sua gloria e la sua bellezza
in questi versi di eternatrice memoria. Ti
abbraccio, Marika
“Forte
guerriero, questo porto, che nel tempo
ha combattuto per una gloria solenne,
non chiede la nazionalità, ma
sa dare il “benvenuto” a chi in lui cerca
asilo,
e a noi che, senza curarci di lui
gli passiamo dinanzi rapidamente,
sa regalare la sua dolcezza.
Il mio vanto e il mio lume in battaglia..
Guardalo di sera, quando permette alla luna
di specchiarsi, e di giorno,
quando il sole lo irradia di gioia
e imprime nei nostri cuori
la sua bellezza perenne.”
|
|
©
Riproduzione non consentita
|