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In
uno di questi caldi e soleggiati giorni estivi
ho avuto l’opportunità ed il piacere
di conoscere un’autrice in erba che si
sta affacciando ora al mondo della scrittura:
Giulia Sipari.
L’incontro si è svolto nella stupenda
cornice del porto esterno di Brindisi.
La sua opera narra la storia di due persone
conosciutesi in una chat e che hanno vissuto
un rapporto intenso, come l’autrice stessa
esprime “della durata di 100 giorni”.
Una successione di messaggi datati che i protagonisti
si sono scambiati; messaggi intrisi di leggiadra
poesia e dolce armonia; messaggi che fanno comprendere
al lettore quanto intenso o effimero possa essere
l’amore, ed è così che nasce
il libro “35676 parole per dire…..”
E’ così che, partendo dal suo innovativo
scritto, ho iniziato a porle alcune domande
riguardanti questo suo testo.
Innanzitutto
mi piacerebbe chiederti alcune spiegazioni riguardo
la scelta del titolo. Esso, generalmente, racchiude
tutto il contenuto che l’opera vuole esprimere.
La tua, è una scelta a caso o ha un messaggio
intrinseco?
“La scelta del titolo è legata
al contenuto dell’opera. Questa storia,
infatti, non ha né un inizio, né
una fine..35676 parole per dire un ti amo, per
dire è finita, per dire un migliaio di
cose..mi piace che sia il lettore a darne un’
interpretazione personale” (Vanessa
Chinigò) |