Esteri


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Gheddafi morto, Libia libera

Il Rais giustiziato dalle forze ribelli mente era in fuga

 

SIRTE, Libia (Reuters) - L'ex leader libico Muammar Gheddafi è stato ucciso oggi, mentre i nuovi leader della Libia annunciavano la presa di Sirte, sua città natale e ultimo bastione di resistenza, dando il via a vasti festeggiamenti per la fine di otto mesi di guerra.

I dettagli sulla morte vicino a Sirte dell'ex uomo forte sono confusi, ma l'annuncio è stato confermato da diversi rappresentanti del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) e c'è anche una foto di un volto insanguinato che sembra quello di Gheddafi. "E' stato ucciso in un attacco da parte dei combattenti. Questo è il fotogramma", ha detto a Reuters il ministro dell'Informazione del Cnt, Mahmoud Shammam. (Giorgio Esposito & Gianmarco Rizzo)

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Undici settembre 2001 - 2011, la commemorazione

Cosa accadeva quell'11 settembre di 10 anni fa

 

Era l'11 settembre 2001 quando 4 aerei di linea dirottati sui cieli di New York e Washington cambiarono l'andamento della storia, forgiandola per sempre.

Il volo American Airlines 11 parte totalmente indisturbato da Boston con a bordo 5 dirottatori passati inosservati ai controlli di sicurezza. Dallo stesso aeroporto parte un secondo aereo, lo United Airlines 175, con a bordo altri 5 dirottatori, imbarcatisi con la stessa discrezione. Entrambi i velivoli erano diretti a Los Angeles ma colpiranno le Twin Towers.

Il terzo volo è quello che normalmente copriva la tratta Washington-Los Angeles, l’American Airlines 77, a bordo del quale ci sono altri 5 dirottatori che lo porteranno a schiantarsi contro il Pentagono.

Gli ultimi 4 terroristi decolleranno sul volo United Airlines 93 diretto da Newark a San Francisco. Sarà l'unico a mancare il bersaglio, probabilmente il Campidoglio o la Casa Bianca. (Susanna Destradis - Graziana Ingrosso - Federica Pignataro - Giorgio Esposito)

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Siria e Libia, due conflitti a confronto

Il Petrolio conta più delle ragioni umanitarie

 

Dal 15 marzo all’9 agosto sono passati 148 giorni. In questi quasi cinque mesi sono morte in Siria 2.059 persone. Più di 14 persone al giorno. Più dell’81% di queste erano civili. Tra di loro c’erano anche donne e bambini. Tante donne e tanti bambini.

E’ ormai chiaro a tutti che siamo davanti ad una rivoluzione. Una rivoluzione che vede contrapposti il regime alauita che fa capo a Bashar al-Asad – attenzione! Non Assad, come scrive erroneamente la stampa, che in lingua araba non significa nulla, ma Asad, che vuol dire “leone” – e il popolo siriano ribellatosi al giogo del Presidente della Repubblica, a tutti gli effetti un dittatore. ere la popolazione civile inerme davanti alla brutale repressione governativa.
( Gianmarco Rizzo)

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Stati Uniti d'America: la morte di Bin Laden rafforza la nostra democrazia

Obiettivo primario, la lotta al terrorismo vero cancro dell'umanità

STATI UNITI D'AMERICA - “I terroristi dietro queste atrocità, e quanti offrono loro un riparo e un sostegno, non dovranno mai conoscere tregua, pace o riposo. Le ultime parole non dovranno essere le loro. Perchè il futuro appartiene ai campioni della libertà e non ai suoi nemici. Questo è il nostro obiettivo - oggi, domani, sempre.” Queste le parole con cui si esprimeva l’allora direttore della CIA George Tenet, all’indomani dell’11 Settembre 2001.

Nove anni, sette mesi e tre settimane dopo, il presidente degli Stati Uniti, carica nel frattempo passata da George W. Bush a Barack H. Obama, puo’ finalmente annunciare al mondo l’avvenuta uccisione del capo supremo dell’organizzazione terroristica Al-Qaeda che ha rivendicato tanto l’attacco al cuore di Manhattan, quanto molte altre atrocità perpetrate negli ultimi anni, volte a colpire l’Occidente nel suo “cortile di casa” e nei suoi interessi nel mondo: Osama Bin Laden, lo sceicco saudita divenuto per gli Americani il simbolo stesso del male. Come questa tanto sospirata morte abbia avuto luogo, però, resta un mistero; o meglio, la versione ufficiale delle autorità statunitensi, giudicata da alcuni lacunosa, e il loro rifiuto di divulgare le foto del cadavere di Bin Laden, gettato nel mar Arabico dopo un funerale di rito islamico, hanno favorito, com’era prevedibile, il proliferare delle solite teorie del complotto.

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( Susanna Destradis)





 



 

Attacco alla Norvegia: bomba a Oslo e strage di ragazzi ad Utoya

Attentato ad opera di giovane norvegese

 

OSLO - Gli eventi di Oslo ricordano l’importanza della lotta al terrorismo. Lo ha detto il presidente degli Usa Barack Obama, presentando le proprie condoglianze alle vittime degli attentati. Gli attacchi ”ricordano a tutta la comunita’ internazionale” l’importanza della lotta al terrorismo e la necessita’ di collaborare nella trasmissione delle informazioni. ”Siamo” con i norvegesi e ”forniremo l’aiuto possibile”, ha aggiunto il presidente americano. Il terrorismo arriva anche ad Oslo: una bomba in Norvegia, per la precisione nella capitale, è scoppiata oggi pomeriggio alle 15.20, provocando sette morti e due feriti gravi secondo gli ultimi aggiornamenti. L’esplosione è avvenuta all’interno dell’edificio che ospita il principale quotidiano norvegese, VG, ma nel palazzo hanno sede anche diversi ministeri, non ultimo quello del petrolio. (Giorgio Esposito)

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Bin Laden: il dopo Osama, peggio del prima

Al Qaeda conferma la morte e giura vendetta

New York- “E’ in notti come queste che possiamo dire alle famiglie che hanno perso qualcuno a causa del terrore di Al Qaesa: Giustizia è stata fatta”.

E’ con queste parole che il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato alla sua Nazione e al Mondo intero l’uccisione del capo di Al Qaeda, Osama Bin Laden, fautore dell’attentato terroristico dell’11 settembre alle Torri Gemelle.
Lo stesso Obama ha poi proseguito dicendo egli stesso la settimana scorsa ha autorizzato le sue truppe intelligence di passare all’azione e consegnare Bin Laden alla giustizia. (Michela De Marco)


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Giorgio Esposito - Michela De Marco - Graziana Ingrosso - Gianmarco Rizzo





 


Libia, le ragioni dell'ONU e le forze in campo della coalizione

Tutti contro il despota Gheddafi

No fly zone. Protezione dei civili, da subito, a Bengasi. Divieto di voli commerciali da e per la Libia. Rafforzamento dell’embargo d’armi. Sono questi gli elementi chiave contenuti nella risoluzione 1973 dell’Onu contro il regime di Gheddafi. Risoluzione che esclude esplicitamente una ”forza occupante” in Libia. Il testo chiede un immediato ”cessate-il-fuoco e la fine completa delle ostilità”.

No fly zone – La risoluzione vieta ”tutti i voli nello spazio aereo con l’obiettivo di proteggere i civili”. Il divieto non si applica ”ai voli il cui unico obiettivo è umanitario”. Gli Stati, che ”potranno agire a livello nazionali o tramite organizzazioni regionali”, vengono autorizzati a mettere in atto la no fly zone. Le operazioni dei jet militari andranno intraprese ”dopo aver notificato la decisione al segretario generale (dell’Onu) e al segretario generale della Lega Araba”. (Giorgio Esposito)


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Osama Bin Laden morto, giustizia è fatta


Lo sceicco del terrore ucciso con un colpo alla testa in un blitz in Pakistan

NEW YORK - Osama Bin Laden e' stato ucciso da un commando americano in Pakistan. Il terrorista è stato ucciso vicino a Islamabad. Il corpo è stato recuperato ed è in mano alle forze Usa.

''La scorsa settimana sono giunto alla conclusione che avevamo informazioni di intelligence sufficienti per entrare in azione ed ho autorizzato una operazione per catturare Osama bin Laden ed assicurarlo alla giustizia''. Cosi' il presidente Barack Obama ha descritto oggi nel suo discorso agli americani il momento saliente della operazione in Pakistan contro Osama bin Laden. Il presidente Barack Obama ha anche aggiunto di avere autorizzato una settimana fa l'operazione che ha portato all' uccisione. ''Oggi, con la mia autorizzazione, gli Stati Uniti hanno lanciato una operazione mirata contro un fabbricato in Abad Abad, in Pakistan - ha spiegato Obama - Un piccolo team di americani ha effettuato l'operazione con coraggio e bravura straordinari. Nessun americano e' rimasto ferito. I militari hanno fatto tutto il possibile per evitare che vi fossero vittime civili''. ''Dopo una sparatoria, hanno ucciso Osama bin Laden e preso custodia del suo corpo'', ha detto Obama.

Mistero, ora, sulla sorte dello stesso corpo che alcune voci danno già per "gettato in mare" seconda la tradizione islamica. (Giorgio Esposito)


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Shahbaz Bhatti, un martire dei nostri giorni

Il testamento di Shahbaz Bhatti, Ministro cristiano ucciso in Pakistan

 

PAKISTAN - Risale a qualche giorno fa, precisamente al 2 marzo scorso, l’uccisione del ministro Shahbaz Bhatti, il Ministro pachistano per le Minoranze religiose ad opera di fondamentalisti islamici perchè stava cercando di modificare la Legge sulla blasfemia anche in difesa di Asia Bibi e Agnes Nuggo, accusate ingiustamente di blasfemia. Nonostante questo aberrante crimine sia stato commesso qualche giorno fa, la notizia non ha fatto scalpore, è stata ormai superata da altre considerate forse molto più “importanti”, come il futuro matrimonio tra Kate e William in Gran Bretagna, o il successo che Ruby ha riscosso al “Ballo delle debuttanti” a Vienna al fianco di un grande magnate austriaco. Certo è che non si può assistere nel XXI secolo a omicidi commessi in nome della libertà religiosa, indipendentemente dalla fede in cui si crede. Per questo motivo ritengo giusto pubblicare una testimonianza rilasciata da Shahbaz Bhatti qualche tempo prima di morire e che da molti è considerata oggi un vero e proprio testamento, ricco di principi universali che trascendono ogni religione. (Silvia Miceli)


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Terrore in Giappone

Terremoto più forte degli ultimi 40 anni

 

GIAPPONE - Il terrore torna ancora una volta negli occhi del popolo asiatico. Ancora un terremoto, ancora un'onda che con la sua forza inumana distrugge tutto ciò che intralcia la sua strada; palazzi, navi, case, camion, macchine. Tutti spazzati via dalla sua furia come se fossero le pedine di un gioco di società, venute giù come castelli di carta. Due scosse, la più forte di 8,9 gradi della scala Richter. 2 minuti che sono diventati interminabili.
Un popolo abituato e addestrato a questo tipi di calamità naturali; palazzi che nonostante la furia della scossa non sono venuti giù, costruiti con materiali solidissimi. Si pensi che quello di questa mattina è stato un terremoto di un'intensità 30000 volte superiore a quello che ha colpito l'Abruzzo nel 2009; la differenza sta nel fatto che l'intera regione italiana è stata praticamente rasa al suolo mentre in Giappone i palazzi hanno resistito addirittura anche alle onde alte più di 10 metri.
(Graziana Ingrosso)


Articoli di:

Marika Del Zotti - Graziana Ingrosso - Federica Pignataro





 


L'Egitto in rivolta

Le proteste non si placano. Mubarak “Non mi dimetto”

Sulla scia rivoltosa di Tunisia, Marocco, Giordania e Yemen anche l'Egitto in rivolta. Il bilancio dei morti è salito precipitosamente a 150 in cinque giorni di tensioni. L'Egitto è ormai nel pieno di una crisi interna da cui è impossibile uscirne “puliti”. Oggi è stato assalito il Museo Egizio de Il Cairo, due mummie distrutte e altri oggetti andati in frantumi. Migliaia di detenuti sono evasi da un carcere di Wadi Natroun; tra questi anche molti estremisti islamici che minacciano di mettere a ferro e fuoco il paese; tra i leaders, Mohammed Marsi, che ha precisato: «Non siamo affatto evasi, sono gli abitanti del luogo che hanno aperto le porte delle celle». Già ieri altri detenuti erano evasi del carcere di Khalifa. Facebook e Twitter oscurati, non è più possibile accedervi; proprio questi che erano stati gli strumenti capaci di coordinare e muovere le masse di studenti che hanno messo a soqquadro l'Egitto. Al Jazira ha chiuso la sede del Cairo. (Graziana Ingrosso)


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Natale di sangue per i cristiani nel mondo

Papa Benedetto XVI: “soluzioni pacifiche ai conflitti”

Neanche durante il periodo natalizio si fermano gli attacchi ai cristiani del Medio Oriente e non solo. Anzi, soprattutto in questi ultimi giorni sono aumentati a dismisura. Risale a qualche giorno fa, precisamente ai giorni precedenti il Natale, una serie di attentati rivendicati da estremisti islamici in Pakistan, Iraq e Nigeria. In particolare, proprio a Jos, una città della Nigeria, si contano ancora le vittime (32 stando all’ultimo bilancio, probabilmente non ancora definitivo) dell’attentato provocato da un ordigno che è esploso proprio in una chiesa mentre si stavano celebrando la Veglia e la Messa nella notte del 24 dicembre. E poi, come non dimenticare anche il gravissimo attentato perpetrato durante la Messa domenicale del 31 ottobre scorso nella cattedrale siro-cattolica “Nostra Signora del Perpetuo Soccorso” di Baghdad, che causò 55 morti, tra cui dieci donne, otto bambini e due sacerdoti? (Silvia Miceli)


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Olanda: ragazzo "babysitter" 27enne abusa di 50 bambini

Le violenze in due asili nido di Amsterdam

Un ragazzo di 27 anni è stato arrestato ad Amsterdam con l’accusa di aver molestato, nel corso degli ultimi anni, una cinquantina di bambini fino a 4 anni di età. Il giovane, babysitter di professione, dal febbraio del 2007 aveva lavorato in due diversi asili nido della città e, approfittando della sua posizione, avrebbe molestato i bambini ospitati dalle strutture ed avrebbe anche prodotto del materiale pedopornografico, poi distribuito online. Proprio grazie a questo materiale, scoperto negli Stati Uniti, le autorità sono riuscite ad identificarlo. L’inchesta è in corso e le autorità olandesi hanno ritenuto opportuno diffondere la foto del “giovane criminale”, così da consentire ai genitori di eventuali vittime di aiutare le indagini. La notizia è stata diffusa solo ieri, dopo che le famiglie delle vittime sono state avvisate. (Giorgio Esposito)


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Libera Aung San Suu Kyi, il Premio Nobel per la Pace birmano

Vent’anni di battaglie e quindici di reclusione …un’intera vita di lotta per la democrazia

15 Novembre 2010. Un intero mondo in festa e una Myanmar (ex Birmania) in delirio. Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, è finalmente libera.

Vent’anni di battaglie e quindici di reclusione …un’intera vita di lotta per la democrazia. L’esule incarna il simbolo di contesa per il rispetto dei diritti umani, in un Paese quale quello birmano, devastato dalla dittatura militare. Le forze dell’ordine sono arrivate nella casa/prigione dove la donna ha vissuto gli anni della sua reclusione comunicandole il tanto atteso rilascio.
La leader del movimento nonviolento è uscita, si è avvicinata al cancello e ha salutato la folla di sostenitori, giunti lì per acclamarla, cantando l’inno nazionale e reggendo in mano foto raffiguranti il suo volto. "Dobbiamo lavorare insieme, all'unisono, per raggiungere il nostro obiettivo", ha detto e, prima di rientrare in casa, ha invitato la gente a tornare l’indomani, per il suo primo discorso da donna libera.(Michela De Marco)


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Il mondo e la Puglia si mobilita per Sakineh Mohammadi

Donna condannata in Iran alla lapidazione per adulterio

Ci sono cose, a volte, tanto difficili da capire per noi dell’Occidente, in cui il progresso ha fatto strada, in cui Internet è entrato in tutte le case, e in cui, soprattutto, la donna ha fatto tanti passi in avanti, conquistandosi il suo giusto ed equo ruolo nella società, al pari dell’uomo! In Occidente, in Europa, in Italia…nella nostra stessa piccola cittadina, le donne studiano, lavorano, fanno valere i propri diritti che, difficilmente possono essere calpestati…Perché se qualche uomo prova a limitare le loro libertà, a perseguitarle o a calpestarne i diritti, le donne hanno la giustizia dalla propria parte… donne, insomma che hanno gli stessi diritti dell’uomo!

Ma cosa succede dall’altra parte del mondo? Il ruolo della donna è uguale dappertutto? Purtroppo no…Ed allora capitano storie come questa. (Federica Pignataro)

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