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Anno scolastico 2010-2011

 

 

Il “Marzolla” premia le eccellenze


Le borse di studio consegnate ai neo-diplomati dal presidente della “Cittadella”

BRINDISI – Un lieto evento rende gradevole il rientro del 9 gennaio per chi, al Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi, sta per conseguire la maturità, ma soprattutto per coloro che soltanto pochi mesi fa stavano affrontando l’esame di Stato.

Nell’auditorium del loro istituto, le classi dell’ultimo hanno infatti potuto assistere alla consegna delle borse di studio della scuola agli alunni più meritevoli diplomatisi a luglio: per ciascuno dei ragazzi valutati con 100, un assegno di 100€; 500€ ai 12 allievi con lode. A premiare le 31 eccellenze, il presidente della Cittadella della Ricerca Antonio Andreucci, a suo dire onorato di poter rivestire un ruolo di tale importanza all’interno della cerimonia, e senz’ombra di dubbio orgoglioso di poter riconoscere tanta potenzialità sul territorio.


“Dopo le tre C di Prodi-Berlinguer (Competenza, Conoscenza, Capacità) e le tre I di Berlusconi-Moratti (Inglese-Internet-Impresa) sono dieci le parole che dovrebbero guidare i docenti all’insegnamento: Etica, Equità, Educazione, Emozione, Empatia, Efficacia, Efficienza, Eccellenza, Esempio, Empowerment” ha dichiarato alla platea di professori, maturanti, genitori e neo-universitari. A richiedere una particolare riflessione rispetto agli altri, sono stati però tre punti: l’Equità di un sistema scolastico privo di privilegi e fondato sulla meritocrazia; l’Empowerment, perché sentire di poter essere in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati è un processo fondamentale per la crescita personale dell’alunno e per quella della scuola; infine, perché venga dato spazio, oltre che alla ragione, all’intelligenza emotiva e alla creatività, l’Emozione. E, a questo proposito, il preside Antonio Tamburrano non ha nascosto la commozione davanti ai grandi meriti dei suoi liceali: infatti, essendo stato premiato il 28% degli studenti, si è raggiunto un risultato ben al di sopra della media nazionale, regionale e provinciale. Ecco, quindi, i loro nominativi con accluso lo speciale servizio fotografico che la redazione di Brindisi & Italia News ha voluto dedicargli. (Francesca Tammone 3A)


Alessio Deborah 100/100 Lode
Blasi Francesca 100/100 Lode
Corsa Federica 100/100 Lode
De Pasquale Maria Chiara 100/100 Lode
Dimaggio Giovanna 100/100 Lode
Facecchia Fausta 100/100 Lode
Marzo Antonio Marco 100/100 Lode
Masulli Yuri 100/100 Lode
Miceli Maura 100/100 Lode
Miceli Silvia 100/100 Lode
Niarchos Anna 100/100 Lode
Pirinu Alessandra 100/100 Lode


Azzollini Leo Francesco 100/100
Biscosi Michela 100/100
Cialdella Laura 100/100
Daniele Azzurra 100/100
Di Giulio Giulia 100/100
Dimaggio Roberta 100/100
Frassica Francesca 100/100
Greco Piero 100/100
Leo Maria Laura 100/100
Magri’ Luca 100/100
Montanaro Beatrice Dafne 100/100
Petiti Maria Rosaria 100/100
Petracca Roberta 100/100
Pileggi Elisabetta Maria Rita 100/100
Rina Francesco 100/100
Russo Carmine 100/100
Scazzi Antonio 100/100
Simone Valeriano 100/100
Zaurito Antonio Enrico 100/100


Le riflessioni di due eccellenze del Marzolla - Non è facile far parte delle “eccellenze” del liceo classico Marzolla, ci vuole impegno, dedizione e passione, che alla fine però vengono ricompensati. È questo, quello che hanno provato le eccellenze appena diplomate che sono tornate in quel liceo che le ha accompagnate per cinque anni, per essere premiate per i loro risultati.

“Durante i lunghi cinque anni di liceo, ho sempre cercato di dare il massimo di me stessa, a volte con successo e a volte no. Questa considerazione non vale meramente per l'aspetto scolastico, ma è una considerazione che abbraccia tanti livelli, di crescita, di conoscenza e di maturità. Si parla di conoscenza delle lingue più antiche, documentate come di conoscenza di tante persone, con le quali ho avuto il piacere di camminare per un breve tratto o per lunghe strade; si parla di crescita, sì culturale, ma anche di una crescita con gli amici di classe e non; si parla, ancora, di maturità, quella che, erroneamente, si considera raggiunta con i fatidici esami: maturità è ogni giorno, e ogni volta che si è tra le mura di una scuola onorevole quale è il liceo classico, la si può mettere in atto. Personalmente posso raccontare di tante esperienze vissute a scuola: tra i banchi di classe, in primis, ma anche nelle attività formative come i corsi di lingua ed ancora i musical organizzati dalle scuola, che mi hanno vista coinvolta per ben tre anni.
Dopo questi cinque anni, tornare a scuola è sempre un ricordare ognuno di quei momenti, dei quali sono estremamente felice e orgogliosa. Trovo che l'incontro di lunedì sia stato un momento di ringraziamento reciproco: noi diplomati ringraziamo tutti coloro che ogni giorno si impegnano per una scuola di primo livello, dall'altra parte credo anche che la scuola abbia ringraziato noi per il nostro contributo dato in questi anni, piccolo o grande che possa essere stato”.
Queste le parole di Giulia Di Giulio neo diplomata con 100 e lode che ha deciso di continuare sulla strada umanistica, studiando lettere classiche all’università di Pisa, “senza dimenticare- dice- che una buona parte di quello che sono diventata lo devo al Liceo Classico Marzolla”.

Altra eccellenza del Marzolla, diplomata con 100/100 è Laura Leo: “L'esperienza del liceo è stata senza dubbio fondamentale per la mia vita. Grazie all'impegno e allo studio costanti, nonché alla professionalità dei docenti ho perfezionato la mia formazione disciplinare e ho arricchito notevolmente il mio bagaglio culturale. I sacrifici sono stati tanti, specie in terzo liceo, il fatidico anno della maturità; come alcuni coetanei ho dovuto spesso rinunciare agli amici e ai divertimenti, pur di portare a termine gli impegni scolastici, ma in fin dei conti ne è davvero valsa la pena! Perchè insieme a tutti i ricordi, adesso, porto con me anche un diploma eccellente che ha gratificato le mie aspettative e che continua a riempirmi di grande felicità e soddisfazione. Auguro infine ai ragazzi che quest'anno affronteranno gli esami di stato un immenso in bocca al lupo, ma soprattutto consiglio loro di trascorrere gioiosamente ogni singolo giorno rimasto perché davvero, i migliori momenti sono quelli vissuti dietro ai banchi!“.

Giulia e Laura sono solo due dei 30 centisti del nostro liceo. Ma al Marzolla, “eccellenze” si possono definire tutti i diplomati, perché nel loro percorso avranno sempre alle spalle la formazione di una scuola di primo livello. (Marika Del Zotti 3D)

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“Marzolla” in concerto di Natale: tante emozioni

Frutto della fantasia e creatività degli studenti

 

BRINDISI - Teatro Impero - Luci, musica, atmosfera natalizia e tutto il bello della diretta rendono magico ancora una volta il momento più atteso dell’anno marcato Marzolla: presentato dall’insuperabile simpatia di Pierfrancesco Rampino e dall’ironia acuta di Erica Montanaro, anche quest'anno il concerto di Natale non delude studenti e professori, regalando sorrisi, spensieratezza e tanta allegria.

Aprono la scena personaggi scoppiettanti e meravigliosamente buffi, tutto frutto di una stimatissima fantasia, a seguire grandi talenti nel canto, nuovi e veterani, che hanno contribuito alla magia di questa piacevole mattinata.

E ancora coreografie spumose e altre più sensuali, Anfitrione, Ulisse, Socrate, Alceo, Campanella prendono vita negli esuberanti sketch che hanno animato e suscitato grandi risate in tutto il teatro.

Una bellissima sorpresa è stato il tortuoso viaggio di Dante, in compagnia del suo orsacchiotto e della guida Virgilio, verso l’inferno: uno sketch indiretto ma egualmente d’effetto!

Sensazioni più piccanti a suon di rock’n’roll primeggiano sul palco con chitarre, batteria e tastiera, alternando diversi generi come il blues, il rock, il funky e musica leggera sulle note di Lucio Battisti e Ligabue.

Il concerto di Natale è tutto nostro, un’occasione per stare bene con compagni e professori, dimenticando per un attimo le rispettive posizioni di ruolo e lasciarsi trasportare dalla tanto attesa atmosfera di festa.

Uno spettacolo che ha reso orgoglioso il Preside Antonio Tamburrano, tutto frutto della fantasia e creatività dei suoi studenti! (Sara De Virgilio II B - Brindisi 20 dicembre 2011)

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“Porto di Brindisi, Porta di pace”

Dalla città capoluogo, solidarietà internazionale

 

E per pace intendiamo quel filo sottile che lega chi dà a chi riceve, un filo che fa percepire il bisogno dell’altro anche dall’altro capo del mondo, un filo che si chiama Solidarietà internazionale.

“Brindisi è valorizzata più a New York che dai brindisini stessi”. Sono parole pronunciate da Giorgio Esposito direttore editoriale di Brindisi & Italia News, in una conferenza fortemente voluta dal preside Antonio Tamburrano: “L’organizzazione delle Nazioni Unite e il territorio di Brindisi” (www.brindisinews.com – Istituzioni). Il suo discorso è stato molto apprezzato dagli studenti, prima delle quarte, poi delle quinte ginnasiali del Liceo Classico Benedetto Marzolla di Brindisi.

Sono parole che dovrebbero far riflettere noi brindisini con l’auspicio che parallelamente si aprano anche le menti su quanto Brindisi è disposta a dare.

Brindisi ospita un sito delle Nazioni Unite che comprende a sua volta due elementi: UNLB (Base Logistica per operazioni di pace - peacekeeping) che monitora le esigenze logistiche delle 16 missioni dei caschi blu distribuite nelle aree di conflitti mondiali) e il WFP (World Food Programme) che con il braccio operativo UNHRD (Humanitarian Respons Depot) gestisce ed invia gli aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo. Altra importante presenza all’interno della stessa struttura organizzativa di Unhrd, appare quella della Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri italiano. Il WFP è stato costituito nel 1963 da una costola della FAO ed ha il proprio Quartier generale a Roma nella cui sede si studiano le strategie di intervento planetario per la ottimizzazione delle risorse da rintracciare e distribuire ai circa 100 milioni di individui che ogni giorno hanno necessità di cibarsi.

Gli aiuti che dalla base di Brindisi partono, in particolare servono a fronteggiare grandi disastri ed emergenze. Un esempio può essere proprio la recente partenza di un aereo cargo per il Congo per consegnare 13 tonnellate di medicinali con kit anti-malaria, malattia che ancora oggi affligge la popolazione. Le merci stipate si diversificano molto e sono frutto di donazioni spontanee, di altri Paesi, aziende, privati.

Ancora una volta emerge la centralità di Brindisi, con il suo storico porto e la sua gente.

"Mi piace pensare che il mito di Brento, figlio di Ercole, salvato dai delfini e deposto sul litorale brindisino non sia solo un mito che spiega l’origine della città, ma anche la sua disponibilità ad aprirsi come porto di emergenza e di aiuto verso popolazioni del mondo intero".
(Marianna Ballarini 4B - Brindisi 13 dicembre 2011)

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L’inglese al "Marzolla": tanta soddisfazione e grandi riconoscimenti

Sabato 3 dicembre la consegna di importanti certificazioni

BRINDISI- Di certo al Liceo Classico di Brindisi i successi non mancano, specialmente se a parlare sono i risultati dei PON di lingua straniera dell’a.s. 2010/2011. Infatti, è stupefacente quanta eccellenza abbia rivelato la scorsa sessione degli esami “PET” e “First Certificate English”, indetti periodicamente dall’Università di Cambridge e sostenuti dai non inglesi di tutto il mondo. Gli alunni del “Marzolla”, preparati da docenti della loro stessa scuola e un’insegnante madrelingua in sole 50 ore, hanno senz’altro superato le aspettative di tutti, vista la non trascurabile difficoltà dei due esami, che certificano livello B1 (PET) e B2 (“First”) della conoscenza della lingua straniera. Quattro infatti sono le abilità in cui si sono misurati gli studenti: la comprensione dei testi, l’ascolto di dialoghi, l’agilità grammaticale e la capacità discorsiva. Esaminati personalmente dai commissari della “Cambridge”, più che mai rigorosi nelle procedure di supervisione e correzione dei test, adesso i liceali possono vantare all’interno del proprio curriculum certificati validi per quasi tutte le università italiane e per la stragrande maggioranza delle aziende. La consegna di questi “diplomi” è avvenuta con una piccola cerimonia all’interno del liceo brindisino, con la presenza di alcuni genitori e del preside Antonio Tamburrano, ancora una volta fiero del lavoro dei suoi insegnanti e dell’impegno dimostrato dai suoi allievi. Lodi anche dalla dottoressa Imbriani del centro “ESOL Examination” di Lecce, punto di riferimento locale per l’Università di Cambridge, che dopo un excursus sulla struttura e la difficoltà degli esami dice: “A livello nazionale, statisticamente la Puglia può vantare degli ottimi risultati in questo campo, e a livello pugliese, questa scuola si è sempre sicuramente distinta per risultati molto notevoli. E’ raro infatti - aggiunge - che anche dei ragazzi al terzo superiore riescano a superare esami complessi come il First. Solitamente, verifiche dello stesso livello vengono affrontate dagli universitari”. Non c’è quindi da stupirsi come mai alcuni tra igenitori, durante l’incontro, abbiano voluto non solo complimentarsi con i ragazzi, ma anche ringraziare la scuola per le grandi possibilità offerte ai propri figli. (Francesca Tammone - Brindisi 12 dicembre 2011)

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Cerami ipnotizza il “Marzolla”

Gli studenti incontrano l’eccezionale scrittore de “La vita è bella”

 

“La scrittura è l'anima della scuola: non dobbiamo dimenticarcene”: queste le parole del preside del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” Antonio Tamburrano, all’apertura di un incontro tra vera genialità e tanta voglia di imparare.

Le note di “Beautiful that way”, cantate e suonate dagli studenti, accolgono lo sceneggiatore de “La vita è bella”, omaggiandolo proprio con la colonna sonora del suo capolavoro. Vincenzo Cerami, autore di fama mondiale, scrittore di enorme spessore culturale e vanto del nostro panorama artistico nazionale saluta con sorprendente semplicità ed eccezionale simpatia i liceali giunti nel “Cinema Teatro Impero”, ansiosi di porre le proprie domande.

Tanti, infatti, i punti interrogativi da parte dei ragazzi, per un uomo dalla carriera sfavillante, riuscito ad emergere con successo nella narrativa, nel teatro, ma soprattutto nel cinema: non a caso, è la proiezione del celebre “Un borghese piccolo piccolo” , suggestivo spaccato degli anni ’70 sceneggiato da Cerami, a precedere le riflessioni, il dialogo con gli alunni e i loro quesiti. Fra gli aspetti di maggiore interesse, senz’ombra di dubbio la collaborazione con Roberto Benigni, su cui Cerami si sofferma non poco: “Ci siamo impegnati molto per realizzare un film in cui un comico si trovasse nella situazione più tragica del mondo, tentando di non toccare la sensibilità dei sopravvissuti ai lager, ma creando qualcosa di bello e onesto. C’è differenza tra comicità e commedia: qualsiasi attore può recitare in una commedia, ma il comico ha bisogno che la sceneggiatura gli sia cucita addosso, tenendo conto della sua personalità e del suo repertorio.

Io e Benigni ritenevamo il genere comico il più sublime, e da qui nacque 'La vita è bella'”

Ma quello con Benigni non rimane l’unico fortunato incontro del suo percorso: infatti, all’età di undici anni, la casuale conoscenza di Pier Paolo Pasolini, suo professore di italiano alle scuole medie, finì inevitabilmente per condizionare la sua esistenza. “Nonostante per la società fosse un demonio, nessuno che lo conoscesse, a parte qualche fanatico pieno di pregiudizi, poté farsi influenzare e ignorare la sua eccezionalità” ricorda con grande affetto . “Pasolini è ancora vivo nelle parole della gente perché fu capace di guardare il mondo non con gli occhi di sociologo, ma con quelli di poeta. E fu anche il primo a menzionare tematiche più che mai attuali, come quella della mutazione antropomorfica, della massificazione e dell’omologazione, da cui, afferma Cerami, ci si può difendere solo attraverso la scrittura"


“Oramai nelle scuole si ha la giusta tendenza ad attenersi a un programma, ma per me ciò che esiste di più grande è il tema libero, perché spinge ciascuno dei ragazzi a guardarsi dentro e a raccontare la propria diversità, a diventare unico e irripetibile”. E’ forse da qui che nasce l’esigenza di consigliare nel miglior modo possibile i giovani scrittori: perché essi imparino a tradurre in parole i loro silenzi ricchi di profondità e turbamento, a guardare la vita con criticità e ironia, ma al tempo stesso, ad appropriarsi della “sensualità” dell’artista che si immedesima nei suoi personaggi. E agli alunni del “Marzolla”, Cerami ha insegnato molto: senz’ombra di dubbio, che la creatività e la fantasia di grandi uomini a volte riescono a lasciare anche grandi impronte. (Francesca Tammone 3A - Brindisi 19 novembre 2011)

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La missione di padre Zanotelli: umanizzare il mondo

Giorno dopo giorno Alex Zanotelli lotta contro le ingiustizie per lasciarci un posto migliore
in cui vivere - A colloquio con i giovani ginnasiali del Liceo Classico Marzolla

 

Padre Alex Zanotelli

“Teach me again, please” - Questo volevo dire a Padre Alex Zanotelli, stringendogli la mano alla fine dell’incontro con noi studenti del liceo classico Benedetto Marzolla, rubando le parole al testo della canzone che Elisa e Tina Turner hanno dedicato all’ Unicef.

Insegnaci ancora, insegnaci a curare questo mondo che le generazioni passate hanno reso malato, insegnaci a capire come imparare dagli errori delle generazioni passate, a cicatrizzare le ferite della Terra. Padre Alex, padre comboniano che ha vissuto per tanti anni in Kenya nella baraccopoli di Korogocho, tra i più esclusi dagli esclusi, è questo che è venuto a dirci: curare e salvare il pianeta a favore nostro e del prossimo. È infatti inutile parlare agli adulti, ci ha rivelato, perché essi hanno commesso un grande crimine: hanno saccheggiato, danneggiato e sfruttato il pianeta e l’ aspetto ecologico è il più grave che investe tutto il sistema in cui viviamo.

Un sistema in cui l’ 1% della popolazione mondiale controlla il 50% delle ricchezze del pianeta. Su sette miliardi di abitanti un miliardo consuma da solo l’ 83% delle risorse ad una velocità incalzante. Una colnseguenza drammatica è l’ inquinamento atmosferico: l’ anidride carbonica, come puntualizza Zanotelli, sta creando una coperta attorno alla terra trattenendo il calore e surriscaldando la Terra. È un problema mondiale, ma non se ne parla. La conseguenza di questo devastante silenzio, come dice Padre Alex, è la morte; perché egli è convinto, che la sua generazione è la più maledetta dalla comparsa dell’ uomo sulla Terra, e io sono sicura che la chiave di tutto questo è prima di tutto l’ informazione, perché la nostra cecità, volontaria per alcuni e involontaria per altri, ci è fatale. “Siamo drogati” - dice il Padre comboniano - “e non ce ne accorgiamo. Siamo drogati di consumismo e di spreco, di sfruttamento, di bazzecole”.

Noi ragazzi che siamo il futuro di questo mondo che sta morendo, dobbiamo informarci, dobbiamo liberarci di questa cecità e abbracciare la cultura; dobbiamo leggere, scovare documenti, foto, usare la moderna tecnologia per sapere, per superare l’ ignoranza della massa e trovare una soluzione, per noi, per tutti, per il pianeta. Non dobbiamo aspettare aiuti da coloro che stanno ricoprendo la nostra Terra di vergogna e miseria, ma dobbiamo dire a noi stessi “io devo fare qualcosa”. La nostra generazione, noi, che guardiamo al futuro, deve collaborare, perché questo sistema ci sta rendendo atomi, ognuno per sé, ed è proprio per questo che ci stiamo inabissando. Un esempio è la vittoria del referendum sull’acqua, una vittoria contro il potere economico e finanziario del nostro Paese, contro i media che hanno boicottato l’ opportunità di scelta dei cittadini non informando. L’acqua è un bene prezioso, Padre Alex la considera equivalente all’ oro, ma proprio per questo visto come una fonte di guadagno. L’ acqua è un diritto e per tanto tempo è stata privatizzata, imbottigliata e venduta a caro prezzo, da una parte con un ricco guadagno per le grandi aziende, dall’ altra con un ulteriore peso sulle spalle di chi fa i salti mortali per poter mandare avanti la famiglia.

Padre Alex, tornando in Italia, ha trovato questo Paese più ricco, ma sempre più infelice, perché la frenetica vita porta via tempo alle relazioni umane, perché si corre per fare soldi e per mantenere una famiglia con il proprio stile di vita. Ma se si riuscisse a reinventare la vita, riscopriremmo la sobrietà e le relazioni fra le persone si salderebbero, portandoci a una maggiore felicità. Padre Alex ha ritenuto questo incontro con noi studenti molto prezioso. Infatti per lui è stato importante essere nell’ auditorium della nostra scuola “non perché voi mi avete ascoltato, ma perché io ho incontrato voi. Gli incontri cambiano le persone, quando uscirò da qui sarò un uomo diverso da quello che ero prima di incontrarvi, e attenzione, perché niente è affidato al caso”.

In risposta a una domanda riguardo la sua esperienza e ciò che ha voluto insegnare a Nairobi egli ha risposto che in quella città ci sono circa duecento baraccopoli, e per lui è stata dura vedere tanta miseria racchiusa in case fatte con fango e lamiere.

La cosa più importante che ritiene di aver insegnato a loro è il rispetto del proprio corpo. Infatti il tempio di Dio, egli annuncia, è il corpo di ogni uomo e di ogni donna, e bisogna rispettare esso e la sua dignità. Ma soprattutto egli insegna in qualunque luogo, in qualsiasi situazione, che bisogna prendere coscienza di ciò che sta accadendo. Proprio in questo dobbiamo impegnarci: non dobbiamo lasciare che altri lo facciano per noi, perché le conseguenze sarebbero pari, se non peggiori, a ciò che sta accadendo ora. (Marianna Ballarini 4B)

 


Preside, docenti e studenti all'incontro con padre Alex

Le quarte ginnasiali incontrano padre Alex


Incontro tra "Stampa" e padre Alex

Padre Alessandro Zanotelli, noto con il nome di Alex Zanotelli nasce a Livo il 26 agosto del 1938. Da subito inizia il suo percorso: entrato giovanissimo in seminario viene mandato dai Padri Comboniani a completare gli studi di Teleologia in America a Cincinnati. Nel 1964 viene poi ordinato sacerdote nell’ordine dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù. Dal 1965 al 1973 la sua prima missione in Sudan, straziata ormai dalla guerra civile. Le forti prediche di Zanotelli contro le ingiustizie e la corruzione che dilaniavano il paese scatenarono la reazione del governo che nel 1973 gli negò il permesso di tornare. Dal 1978 Alex assunse la direzione del giornale Nigrizia, testata di punta dei comboniani che con lui divenne il punto di riferimento per la diffusione dei diritti dei popoli. Nel periodo successivo (1985-1987) le sue numerose denunce, spesso rivolte a esponenti politici da Andreotti a Craxi, furono causa di serie accuse nei suoi confronti.

A questo periodo risale anche la fondazione dei "Beati i Costruttori di pace", movimento mirato a costruire la pace basandosi sulla giustizia. Dopo aver lasciato, nel 1987, la direzione di Nigrizia su richieste delle autorità ecclesiastiche, divenne direttore responsabile della rivista Mosaico di pace. Nel 1989, tornò in missione in Kenya nella baraccopoli di Korogocho (che significa caos). Lì si scontrò con i grandi problemi di Nairobi quali AIDS, fame, prostituzione, droga e violenza. Per arginare questi problemi iniziò a fondare piccole comunità cristiane e istituì l’Udada, una comunità di ex prostitute che aiuta le donne che vogliono rompere la catena di violenza. Zanotelli rimase a Nairobi fino al 2001, quando si traferirà a Napoli nel rione Sanità uno dei maggiori simboli di degrado dell’Italia. Il suo obiettivo in Italia? “Aiutare la gente a rialzarsi e riconquistare la fiducia”. Dopo il ritorno nel paese diventa punto di riferimento del movimento no global e della Rete Lilliput che lancia durante gli anni ’95-’96. Zanotelli, religioso, presbitero, missionario italiano è un uomo semplice che dedica la sua vita a lottare per un mondo migliore. Si batte, lotta, prega per le donne che hanno subito violenza, per i poveri, per i tossicodipendenti, per l’ambiente per cambiare quell’eredità che la passata generazione ha contribuito a creare. “Ho sessantacinque anni e spesso mi domando chi sono io. Io sono le persone che ho incontrato. Sembra tutto un caso, ma poi scopri che nulla è un caso” (Marika Del Zotti 3D)

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L'eccellenza nelle lingue passa per il Liceo "Leo" di San Vito

L’impegno premia: tanti i ragazzi a ricevere la certificazione Pet

 

SAN VITO DEI NORMANNI (Brindisi) - Sabato 5 Novembre nell’aula magna del liceo scientifico "Leonardo Leo", si è tenuta la cerimonia di consegna dei certificati PET (Preliminary English Test).

Per il quarto anno consecutivo il liceo ha dato la possibilità ai suoi ragazzi di frequentare i corsi d’approfondimento finanziati dall’Europa. Un’esperienza formativa e molto interessante per ventinove ragazzi che hanno dimostrato impegno e determinazione, qualità essenziali per superare esami di questo livello. Come ha evidenziato il delegato dell’Istituto Oxford di Lecce, Emanuele Sponsiello, “questo esame non è semplice e i ragazzi hanno lavorato tanto e bene grazie anche all’essenziale aiuto dei docenti”.
Durante il corso, della durata di 50 ore, gli studenti sono stati preparati in vista dell’esame che si compone di tre prove: “Reading and Writing”, “Listening” e “Speaking”.


L'esame prova la capacità di fronteggiare circostanze in cui è richiesto un uso quotidiano della lingua, di leggere semplici testi e articoli di giornale, di scrivere lettere personali o prendere appunti. Il responsabile dell’Università di Cambridge ha aggiunto che il lavoro svolto nelle 50 ore, non avrebbe avuto degli esiti così positivi se non fosse stato accompagnato da un’attività altrettanto proficua durante le regolari lezioni scolastiche tenute dalle professoresse A. Bruno e Grazia Gioia.

I candidati nel mondo sono più di 80.000 l’anno e a quelli che superano l'esame viene rilasciato un certificato riconosciuto anche negli ambienti universitari e professionali di tutto il mondo, che vedono nel PET una qualifica iniziale di conoscenza della lingua inglese.

Non tutte le scuole d’Italia danno la possibilità di frequentare questi corsi, invece nel nostro liceo, sin dal secondo anno, gli studenti possono parteciparvi per poi, nei successivi anni scolastici, poter aderire ad un ulteriore corso PON che ha come obiettivo il conseguimento del FIRST, la certificazione di livello superiore.

Il Preside, prof. Antonio Tamburrano, orgoglioso dell’ottimo risultato ottenuto dai ragazzi (come mostra il grafico allegato), nel breve discorso che ha tenuto ha voluto evidenziare quanto siano importanti queste esperienze; ha poi aggiunto che ci saranno altre occasioni formative per noi e che i brillanti risultati sono “un onore per i docenti e per la scuola!”
(Marco Mingolla & Ornella D'Agnano)

Il grafico evidenzia i risultati ottenuti dai candidati e va sottolineato che si ottiene il PASS con il 70% dell’esame svolto correttamente, il PASS WITH MERIT quando le risposte esatte superano l’ 85%, il COUNCIL OF EUROPE LEVEL A2 quando il risultati sono leggermente inferiori al 70% e il FAIL quando i risultati sono negativi.

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Nuovo Teatro Verdi di Brindisi - Stagione 2011-2012

Programma eventi


Liceo "Marzolla" Media Team: Marika Del Zotti (3D),
Sara De Virgilio (2B), Naomi Greco (3D), Erica Montanaro (2A), Marianna Ballarini (4B)


 

11 novembre 2011 - Compañia de danza Aida Gomez - CARMEN

29 novembre 2011 - Michelle Hunziker - MI SCAPPA DA RIDERE - regia di Giampiero Solari

6 e 7 dicembre 2011 - Paolo Bonacelli - L’UOMO PRUDENTE - di Carlo Goldoni, regia di Franco Però

15 dicembre 2011 - CERTI NOTTI - coreografie di Mauro Bigonzetti, canzoni e poesie di Luciano Ligabue

12 e 13 gennaio 2012 - Vanessa Gravina e Edoardo Siravo - LA BISBETICA DOMATA - di William Shakespear

25 e 26 gennaio 2012 - Massimo Ranieri, Lina Sastri e Gaia Aprea - L’OPERA DA TRE SOLDI - di Bertolt Brecht

2 e 3 febbraio 2012 - Alessandro Preziosi - CYRANO DE BERGERAC - di Edmond Rostand

16 e 17 febbraio 2012 - Arturo Cirillo - L’AVARO - di Molièreregia di Arturo Cirillo

22 e 23 febbraio 2012 - Sandro Lombardi ed Elena Ghiaurov - I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA

29 febbraio e 1 marzo 2012 - I MASNADIERI - di Friedrich Schiller, regia di Gabriele Lavia

7 e 8 marzo 2012 - Compagnia della Rancia - HAPPY DAYSIL NUOVO MUSICAL

14 e 15 marzo 2012 - LES 7 DOIGTS DE LA MAIN PSY - regia, scene e costumi di Shana Carroll

27 e 28 marzo 2012 - Franco Branciaroli - SERVO DI SCENA - di Ronald Harwoodregia di Franco Branciaroli

3 e 4 aprile 2012 - Pino Micol e Giuliana Lojodice - COSÌ È (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello regia di Michele Placido

12 aprile 2012 - Toni e Peppe Servillo - SCONCERTO - musiche di Giorgio Battistelli
Orchestra Fondazione Tito Schipa di Lecce

24 aprile 2012 - Balletto Accademico di Stato di San Pietroburgo - IL LAGO DEI CIGNI
musiche di Caikovskijcoreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov


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A Brindisi la celebrazione della giornata mondiale dell'alimentazione 2011

Discussi i temi della fame che nel terzo millennio affligge centinaia di milioni di esseri umani

A Brindisi, nella splendida sede di Palazzo Granafei Nervegna, oggi 21 ottobre si è svolta la manifestazione celebrativa che il Comitato Italiano WFP e Università del Salento hanno programmato con un significativo titolo "il costo della (in)sicurezza alimentare." Presenti, per l'occasione, autorità istituzionali, ecclesiastiche e tantissimi studenti tra cui, un gruppo di studenti redattori de l'Argonauta del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi.

(In)Sicuri di sopravvivere, certi di sperare. Giornata mondiale dell’alimentazione. - Affamati, speranza, aiutare, cambiare: queste le parole più ripetute non solo durante il convegno tenutosi presso Palazzo “Granafei-Nervegna” questa mattina, ma nel corso di circa tutto il secolo che abbiamo alle spalle, scosso dalla consapevolezza della violenza e dell’inarrestabilità dei danni della denutrizione. Fame nel mondo: la questione irrisolvibile per antonomasia, il cruccio a cui porre rimedio per le grandi potenze occidentali, la morte per chi ha la sfortuna di nascere in un Paese sottosviluppato. La coscienza di ciascuno conduce a soffermarcisi la maggior parte delle volte che si vedono coi propri occhi immagini di bambini di 4-5 anni ridotti a uno scheletro, fotografie che provocano brivido e dati sconcertanti forniti dai telegiornali; eppure, ben pochi sono quelli che trasformano in atto le proprie riflessioni. Non a caso, “sensibilizzare” è la parola d’ordine di giornate come quella odierna, che ha visto come protagonisti non solo personaggi illustri della provincia brindisina ma anche numerosi studenti tra cui quelli del Liceo Classico “Marzolla” di Brindisi. “Avremmo voluto incontrarci non per parlare delle soluzioni e delle principali informazioni riguardo questo problema, ma per dirci di averlo risolto” è intervenuto il professor Antonio Miceli dell’Università del Salento, subito prima di illuminare la platea con un’esposizione sul concetto di “insicurezza alimentare”, ovvero sull’incertezza di poter continuare a sfamare una popolazione demograficamente in crescita attraverso risorse naturali sfiancate dalla mano dell’uomo. Infatti, più la popolazione aumenta, maggiore è l’allarme per i Paesi del terzo mondo: proprio per questo, il lavoro di persone come Vincenzo Pirato, presidente regionale del Comitato Italiano World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale) e di Stefano Peveri, manager della base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi, entrambi relatori del convegno, è instancabile, incessante e fondamentale. Infatti, fortunatamente c’è ancora chi crede che la speranza di poter arginare un problema di simili proporzioni non è solo un miraggio, ma può tradursi in fatti, specialmente per chi fa della fame mondiale un problema culturale ed economico, come i presenti alla conferenza professor Carmelo Pasimei dell’Università del Salento, e Stefano Pratesi, giovane professore de “La Sapienza” di Roma e consulente del WFP. A far morire di denutrizione sarebbero infatti la maldistribuzione, le politiche economiche occidentali, gli sprechi, ma soprattutto la mancanza di una reale forza di volontà e un concreto coinvolgimento nel problema. “Ogni volta siamo sobbarcati da numeri di morti, ma i numeri confondono. Proviamo a pensare non a tanti bambini che si spengono, ma all’ultimo vagito di un solo bambino prima di morire. Proviamo a trasformare anche i nostri pensieri in voci” ha esortato Pratesi. A fare appello alla sensibilità di ciascuno è stato invece l’Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni Rocco Talucci, che a conclusione della giornata ha invitato a “guardare le cose con il cuore”, perché non si possa mai pensare di aver aiutato abbastanza o di poter aiutare troppo poco. E perché non smettiamo mai di nutrire la nostra speranza. (Francesca Tammone 3A)

Fame nel mondo: parlarne ancora oggi è follia? - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è la più grande organizzazione umanitaria al mondo che nutre un mondo affamato con oltre 10.000 dipendenti, navi, aerei, camion costantemente attivi e determinati a vincere quel nemico che da sempre tormenta e prosciuga vite; statisticamente parlando sono circa 1 miliardo, ma i numeri confondono. Chi sono le vittime? Hanno un nome, un cognome, un luogo di provenienza, non bisogna limitarsi al calcolo: sono 1 miliardo di urla, di corpi di malati, anziani, donne e bambini cui è stato strappato via l’ultimo soffio vitale. Lo spettro della fame non ha pietà per nessuno. La giornata mondiale dell’alimentazione, annualmente celebrata a livello nazionale, si augura di vedere sempre più sforzi per l’incremento finanziario a favore delle regioni più svantaggiate, ma la solidarietà è prioritaria. La città di Brindisi, in cui ha sede la base del WFP-UNHRD delle Nazioni Unite, non solo ha la possibilità di manifestare l’attenzione a un problema di tale portata, ma in particolar modo di meditare, affinché questo convegno sia veicolo d’informazione e sollecitazione. Di fronte all’emergenza nel Corno d’Africa, la più grave crisi alimentare del nostro secolo, lo studio si focalizza sulle cause, riconoscendole nell’incremento e nella volatilità dei prezzi. La scienza sta cercando di capire se si produce bene e in che quantità, arrivando a una conclusione paradossale: si produce troppo cibo e ci sono ancor più affamati. Un’ulteriore aggravante è caratterizzato dalla speculazione che i Paesi ricchi e sviluppati rivolgono sui beni alimentari, creando la cosiddetta “fame artificiale”. Così facendo, il cibo è percepito come una qualsiasi merce. Una siccità, un’alluvione dilungata in qualsiasi zona terrestre, muta in un’alta probabilità di guadagno a vantaggio di un’altra parte del mondo, di una ben diversa realtà. È opportuno interrogarsi per arginare il fenomeno e stringersi contro l’imbarazzante problema degli sprechi: un terzo del cibo prodotto mondiale, che equivale a circa 3 miliardi di tonnellate, dovrebbero essere equamente distribuiti tra i vari Paesi. Tuttavia in Italia, proprio a causa degli sprechi, secondo i rapporti della Caritas ben 37 miliardi di euro, sono persi ogni anno. È l’uomo a rappresentare la chiave di volta al problema nella sua globalità, ma ne incarna anche la soluzione. Diviene una battaglia culturale quella contro la fame, in cui emergono due principi: uno riguardante la ricchezza che persuade a produrre ossessivamente sempre di più per toccare l’apice del potere, l’altro è proprio quello della potenza che non si fa alcuno scrupolo nell’utilizzo di strategie finanziare ed economiche a carattere speculativo. Due concetti che sarebbe meglio rimuovere al più presto e preoccuparsi più di raggiungere la distribuzione delle ricchezze tra i popoli. La solidarietà non può durare solo una giornata, anche se questa è molto importante, ma deve corrispondere a uno stile di vita. Ecco perché è definita culturale: lo scopo è la prospettiva di un futuro migliore, attraverso una nuova concezione di fame e di diversità nella società globale, che porti a compiere il salto dalla sensibilità ai progetti concreti. Base di questi progetti non possono essere altro che i giovani, portatori di utopie sì, ma i sogni spesso sono il primo passo verso grandi opere, in un tortuoso cammino di follie. (Sara De Virgilio 2B)

Giornata Mondiale dell’Alimentazione: il potere di cambiare le cose. WFP lotta ogni giorno per eliminare la fame nel mondo. “Prezzi alimentari - dalla crisi alla stabilità” è il punto centrale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno e il World Food Programme è sempre in prima linea nella battaglia all’assistenza alimentare e per il sostegno delle comunità colpite dal rialzo dei prezzi. Un problema, questo, nato alla fine del 1870 quando si presentò quella crisi di sovrapproduzione che negli anni si è aggravata sempre di più. Paradossalmente “viviamo in un mondo dove si produce più cibo che mai e dove c’è il maggior numero di affamati” dice Antonio Miceli, docente dell’Università del Salento. Il WFP, si preoccupa proprio di trasportare quel cibo dai paesi che ne hanno in sovrapproduzione a quelli che ne soffrono una accentuata sottoproduzione e, in caso di emergenza, quattro basi sparse per il mondo (Network UNHRD) si occupano proprio di questo e Brindisi ne è la base veterana. Dalla città infatti, partono gli aerei e le navi per il trasporto di merci che in caso di necessità umanitarie raggiungono in breve, grazie all’altissima professionalità degli uomini di UNHRD, qualsiasi luogo del pianeta. Il tutto, naturalmente, non basterebbe se il personale preposto alla gestione delle crisi non fosse continuamente addestrato con specifici training ed esercitazioni. Training come quello che si è appena concluso (LRT) e che ha visto 22 internazionali delle Nazioni Unite essere addestrati “alla gestione delle emergenze umanitarie” sotto la supervisione di un team di esperti proveniente dal quartier generale del WFP di Roma. Naturalmente, per lo sviluppo dei training si rende essenziale l’ausilio che WFP di Brindisi fornisce al team e ai frequentatori in supporto logistico e relazioni con il territorio. Di questo, si occupano Stefano Peveri Manager UNHRD e Giampiero Criscuolo responsabile della cooperazione italiana del Ministero degli affari esteri italiano. Altro tema d’interesse di cui si è discusso nel convegno, lo sviluppo di nuovi progetti d’intervento tra i quali quello della “Nutrizione”, ossia dei programmi di partnership con i governi e privati per produrre cibo ad alto valore nutritivo direttamente nei luoghi interessati (il progetto è stato già realizzato in Pakistan e in Etiopia). Con il “sostegno ai piccoli contadini” si permetterà, in questo modo, ai paesi in via di sviluppo di migliorare la qualità e la quantità dei prodotti. Infine, attraverso il “Contante e vouchers”, il WFP sta cercando di aumentare gli interventi concessi alle famiglie che non possiedono risorse, per acquistare cibo poiché spesso il problema non sta tanto nell’assenza quanto nell’accesso ad esso. “Circa un miliardo di persone soffre la fame e questo non è solo un numero, sono persone e per la maggior parte bambini” - dice il Presidente Regionale del Comitato Italiano WFP Vincenzo Pirato - I dati dei morti, dei poveri e degli ammalati è sconcertante e non possiamo vivere nell’indifferenza. E Pirato continua: “Dobbiamo essere noi a contribuire affinché queste giornate non siano più celebrazioni ma festeggiamenti”. Per arrivare a festeggiare, dobbiamo vincere. Vincere la fame, vincere la disuguaglianza di risorse nei vari stati, vincere l’impotenza; ma per fare questo, dobbiamo vincere il pensiero di non poter cambiare le cose. Siamo noi ad avere nelle mani il potere di cambiare tutto questo, perché non provarci? (Marika Del Zotti 3D)

Per approfondimenti: visita la pagina dedicata alla presenza delle Nazioni Unite a Brindisi

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Il Liceo Classico Marzolla adotta le penne “intelligenti”

Presentate le novità per il nuovo anno scolastico:
la penna intelligente cambierà il metodo di insegnamento

 

Il 13 ottobre il Liceo Classico Marzolla ha presentato ai docenti i nuovi strumenti informatici a sostegno della didattica (PON) per l’anno scolastico 2011-2012.

Quest’anno i laboratori di lingua, informatica e scienze, creati nel 2000 e sviluppati grazie all'impiego delle risorse previste dal FESR, sono stati dotati di nuove tecnologie e ampliati portando il numero delle postazioni da 19 a 27. Tutte le aule, inoltre, sono state accessoriate con un videoproiettore, un notebook, casse acustiche e collegamento ad internet. Ma la vera novità, sta nell’introduzione delle cosiddette penne “intelligenti” che sostituiscono nelle aule la più note lavagna Lim. A primo impatto può sembrare una semplice penna, ma è molto di più! Questo accessorio “intelligente” infatti, permette di immagazzinare appunti, schizzi, documenti e trasferirli sul computer in formato digitale.

La penna ha tre funzionalità:

Modalità mouse: disponendo il piccolo ricevitore, connesso al computer, su un qualsiasi foglio di carta la penna viene utilizzata come un mouse e muovendosi sul foglio si ottiene il corrispondente movimento sul video del PC.

Modalità penna: cambiando la mina della penna, questa può scrivere come una qualsiasi penna e può essere utilizzata per prendere appunti in qualsiasi momento: durante la lezione o una conferenza per esempio. Ciò che si scrive verrà memorizzato nel ricevitore e poi visualizzato sul computer collegando il ricevitore.


Modalità collegata: utilizzando la modalità penna sia con la mina classica che con quella ad inchiostro e collegando il ricevitore al computer si può prendere appunti e visualizzare contemporaneamente ciò che si scrive sul monitor del PC.

In entrambi i casi (modalità collegata e modalità penna), gli appunti presi possono essere esportati come immagini in formato JPG o attivando una funzione di riconoscimento (deve essere installato un apposito programma) possono essere trasformati in formato testo.

Ciò consente non solo di immagazzinare una grande quantità di note, che altrimenti potrebbero andare perse, ma ne semplifica anche la trasmissione eliminando dunque le fastidiose fotocopie.

Un'occasione, questa, che tutti i docenti, personale ATA e amministrativo hanno vissuto in prima persona attraverso la "full immersion" che il Liceo ha organizzato. Il tutto, rinnova non solo il processo di insegnamento ma anche quello diapprendimento rendendo le lezioni più attive e interessanti per i ragazzi che sono sempre aperti alle nuove tecnologie. (Marika Del Zotti 3D)

Il PON finanziato con il F.E.S.R. prevede contemporaneamente, e collegate con esse, le azioni di investimento nelle tecnologie didattiche ma anche nei laboratori scientifici e linguistici nonché tutti gli interventi infrastrutturali finalizzati a qualificare l’offerta formativa. Inoltre, allo scopo di influire nei processi di rinnovamento sono previsti alcuni obiettivi i cui interventi devono contribuire a modificare il sistema,valorizzare l’autonomia scolastica e sostenere l’innovazione attraverso la ricerca educativa e didattica che “deve fare dell’insegnamento una pratica ricca di riflessività e di ricerca”. (Pon Fesr attuato dall’I.I.S.S. Marzolla oggetto della formazione del 13/10/2011)

Bando AOODGAI 8124 2008 B 2.B B-2.B-FESR-2008-125 Laboratori e strumenti per l’apprendimento delle competenze di base nelle istituzioni scolastiche del II ciclo - lingue - Nuovo Laboratorio Linguistico

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Playlist Playschool


Le note piacevoli della scuola

Settembre è ormai giunto al termine e, da settimane, in tutta Italia, le scuole hanno riaperto i battenti: così anche per me, studentessa del liceo classico da quattro anni, è ricominciato l’usuale tram-tram mattutino sveglia – colazione –pullman– lezioni e via discorrendo, assieme a tutti i miei coetanei. L’angosciante quesito che attanaglia le menti della maggior parte di noi intrepidi scolari è il seguente: come sopravvivere ad altri 180 giorni di interrogazioni & test a sorpresa, quantità inaudite di compiti, autobus troppo in anticipo o troppo in ritardo, compagni poco simpatici, macchinette del caffè non funzionanti e tanto altro? Purtroppo non ho risposta … ma visto che il rimedio a cui ricorro più spesso per darmi la carica – indipendentemente da ciò che mi accingo ad affrontare –è, casualmente, la musica, anche stavolta non farò eccezion. Vi propongo quindi una piccola playlist, composta dalle 10 canzoni “scolastiche” che meglio di tutte le altre mi fanno compagnia alle 7 di mattina. Alcune sono straconosciute, altre un po’ meno … quel che le accomuna è il tema della scuola. Enjoy! (Erica Montanaro)


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Censimento, la storia di un popolo attraverso documenti storici

Parte il censimento 2011

 

Brindisi - La storia di un luogo e della sua gente è sempre stata sin dall’antichità fonte di curiosità sia per gli abitanti del luogo stesso che per i viaggiatori che si trovavano a visitarlo.

Ma ricostruire la storia di un luogo non è facile da realizzare se non si posseggono fonti e testimonianze dirette di ciò che in quei luoghi è accaduto. Fondamentale per la conoscenza storica del territorio è la documentazione che si può estrapolare oggi dagli archivi e dalle biblioteche. Quante tradizioni e spaccati di vita vi sono conservati! Non è solo la grande storia,quella fatta dagli eventi importanti che viene fuori, ma anche la piccola storia, quella delle persone comuni, della vita di tutti i giorni con i suoi modesti ma dignitosi avvenimenti.

Conoscere la storia di un luogo significa possederlo davvero, ciò che non si conosce non si possiede anche se vi si vive: è proprio riflettendoci sopra che si comprende come lo studio del documento e delle fonti possa restituire ai cittadini il loro paese, la possibilità di sfruttarne appieno le risorse culturali, paesaggistiche e turistiche. Per conoscere e valutare al meglio la nostra nazione, programmare un più corretto rapporto con l’ambiente e un uso sostenibile delle risorse e, infine, promuovere e stimolare decisioni e progetti più degni, con i festeggiamenti dell’unità giunge nelle case italiane il questionario del censimento,divenuto ormai una tradizione così come in altri paesi del mondo. Con l’evolversi della società, anche i quesiti sono in continua innovazione. Tra le nuove domande, quelle sulle fonti energetiche utilizzate, sulla disponibilità di telefoni cellulari e sulla connessione a Internet. Quello del 2011 è il primo ad essere assistito da lista anagrafica (LAC): le famiglie inscritte nella LAC riceveranno per posta il plico con la lettera informativa, il questionario, la guida alla sua compilazione, la busta per la restituzione e la password per coloro che preferiscono servirsi di Internet. Il rilevatore del Comune assegna il plico solo alle famiglie a cui non è stato possibile recapitarlo per posta. Questo sistema offerto dall’Istat (istituto nazionale di statistica) col fine di sensibilizzare e coinvolgere su questo tema tutti i cittadini, permette di gestire in tempo reale le operazioni censuarie con maggior tempestività e accuratezza e con la riduzione dei costi associati e del disturbo statistico. rimangono comunque immutate alcune caratteristiche:

universalità, riguarda le persone regolarmente presenti sul territorio nazionale;

individualità, anche se le informazioni sono fornite da un solo elemento della famiglia riguardano tutti i componenti;

simultaneità, queste operazioni durano diverse settimane, ma le informazione raccolte sono riferite unicamente al 9 ottobre;

periodicità definita.

Raccontare l’Italia per tutelarla e fare in modo che la sua storia e il suo continuo progresso non abbia mai fine è un nostro diritto, ma anche un dovere. (Sara De Virgilio - Brindisi 8 ottobre 2011 ore 16.00)

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L’anno scolastico 2011-2012 al Liceo Classico "Marzolla"

Le novità e i progetti nell'intervista esclusiva del preside Antonio Tamburrano

 

Brindisi - Un altro anno scolastico è iniziato e il liceo classico Marzolla si prepara ad affrontarlo tra le aspettative delle matricole e l’ansia dei maturandi.

Mattia, Rossana e Marianna, che frequentano da pochi giorni il primo anno, ci raccontano le loro impressioni. Mattia ha scelto questa scuola per la sua passione per le materie letterarie, per Rossana invece è più una sfida “Voglio vedere cosa sono capace di fare” ci dice. Marianna, al contrario, è stata consigliata da chi questo percorso l’aveva già affrontato.

Tutti e tre hanno frequentato nelle scuole medie corsi di orientamento e di preparazione al latino e per tutti la prima impressione sulla nuova avventura scolastica è stata più che buona. Il futuro? Mattia vuole studiare a New York e magari diventare scrittore, Rossana non lo sa, in fondo è ancora presto.


Al futuro “prossimo” invece pensano i maturandi che dovranno affrontare un anno importante tra corsi di preparazione ai test universitari ed esami; c’è chi sa già quale sarà la sua strada e chi ancora brancola nel buio sperando che i corsi di orientamento che la scuola offre lo aiutino a scegliere. Sicuramente per tutti il percorso di studi non è stato facile, ma è stato importante e formativo. Il liceo classico non si caratterizza solo per il latino e il greco, ma anche per diverse discipline scientifiche e fornisce un metodo di studio valido per il futuro. E, l'analisi didattico-organizzativa di questo a.s. 2011-2012 non può che fornircela il dirigente scolastico: Il numero degli iscritti al primo anno è di 108, con un incremento del 10%; rispetto all’anno precedente sono aumentati i parametri per il numero delle classi, così ne abbiamo potute formare solo quattro” - ci dice il Preside prof. Antonio Tamburrano - “I progetti previsti comunque sono quelli che gli studenti hanno conosciuto già negli anni passati: il progetto di Educazione alla salute, per il quale collaboreremo con l’ospedale Perrino di Brindisi e specialmente con il reparto di Nefrologia.


Proseguiranno anche i progetti di Educazione alla lettura che prevede incontri con autori importanti e il progetto di Educazione alla legalità con l’incontro con un magistrato.
Quest’anno però il Laboratorio teatrale si ferma poiché il collegio dei docenti ha deciso di sostituirlo con nuovi progetti di didattica”.


Questo per quanto riguarda solo l’ambito delle attività; infatti, il Preside continua dicendo: “L’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere è sicuramente quello di innovare il processo d’insegnamento-o-apprendimento con l’applicazione delle tecnologie; ogni aula, infatti, dispone di un videoproiettore con computer. Anche i laboratori linguistici, d’informatica, di scienze e di fisica sono stati dotati di computer e nuove tecnologie per la didattica.
Per gli iscritti a partire da quest’anno sarà attivato l’insegnamento di una disciplina scientifica in lingua inglese. Novità molto importante è quella sulla valutazione: tutti i docenti adotteranno infatti, una griglia attraverso la quale renderanno omogenea e trasparente la valutazione in tutte le discipline, sia nel biennio che nel triennio, poiché l’alunno ha il diritto di sapere come viene valutato".

"Inoltre - ribadisce il dirigente Tamburrano - la nostra scuola anche quest’anno continuerà ad impegnarsi nel sociale con iniziative a favore di varie associazioni umanitarie in cui saranno coinvolti alunni e docenti di tutte le classi. Tutto questo si potrà realizzare solo con la collaborazione di tutti; gli studenti devono impegnarsi sempre di più perché il mondo del lavoro è complesso e ha bisogno di persone preparate culturalmente e umanamente”. Buon anno a tutti! (Marika Del Zotti 3D)

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Fisica, scoperta epocale tra Ginevra e Italia

Siamo forse vicini alla scoperta della fonte di energia pulita

 

Dopo la Supernova 1987A che esplose all’interno della nostra galassia circa 168.000 anni fa, oggi si parla di neutrino super veloce: una particella infinitamente piccola in grado di superare di un nanosecondo la velocità della luce.

A dimostrarlo uno studio del Cern. Un fascio di neutrini è stato lanciato dal Cern di Ginevra verso i Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e si è potuto constatare che le particelle hanno coperto i 730 chilometri che separano i due laboratori a una velocità più alta di quella della luce. E’ necessario tener presente che ogni volta che si esegue una misura, il risultato risentirà di una certa imprecisione.

Nonostante sia tutto da confermare, la scoperta spopola sul web e il panico serpeggia tra i fisici. Se si trattasse di una reale scoperta rivoluzionaria, andrebbero in crisi le leggi che da sempre governano e coordinano i fenomeni della natura. Certamente la vita rimarrebbe immutata, ma cambierebbe tutta la chiave di lettura dell’universo che fino ai nostri giorni è stata interpretata grazie alla famosa formula di Einstein. Tutto questo, conferma che gli scienziati non sempre sono stati coerenti. Una ventina d’anni fa circolava in giro una voce che dava per possibile la creazione di energia pulita illimitata che avrebbe risolto per sempre il problema degli approvvigionamenti. Di conseguenza, il mondo intero, grazie alla cosiddetta fusione a freddo, (procedura che permette di trarre “potenza” da poche quantità d’atomi d’idrogeno trasformati in atomi d’elio ndr) non avrebbe più patito bisogni di cercare alternative energetiche.

Ritornando al possibile sviluppo del “neutrino super veloce”, i risultati saranno presentati a Ginevra in un seminario che verrà ritrasmesso via web all'indirizzo http://webcast.cern.ch. Il responsabile del rivelatore Opera, il fisico italiano Antonio Ereditato dell'università di Berna, ha affermato: “Questo risultato è una completa sorpres”'. Aggiungendo: “Dopo molti mesi di studi e di controlli incrociati non abbiamo trovato nessun effetto dovuto alla strumentazione in grado di spiegare il risultato della misura. Continueremo i nostri studi e attendiamo misure indipendenti per valutare pienamente la natura di queste osservazion'. Il fisico ha poi spiegato che il potenziale impatto sulla scienza è troppo grande per trarre conclusioni immediate o tentare interpretazioni e ha detto: “La mia prima reazione è che il neutrino ci sorprende ancora una volta con i suoi misteri”.
(Sara De Virgilio - Brindisi 27 settembre 2011 ore 18.00)

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Regata Brindisi-Corfù, il contributo del Liceo Classico "Marzolla"

La riflessione del Rappresentante di Istituto del Liceo, Carlo Aversa

“E’ un onore vedere che il logo della nostra scuola affianchi altri importanti vessilli come quello del WFP delle Nazioni Unite e della Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri. D’altronde è già da parecchi mesi che il Liceo Classico ha iniziato una stretta collaborazione con il Comitato Italiano WFP. E, proprio in occasione dello spettacolo di fine anno, realizzato dagli studenti del PON teatro, sono stati consegnati, al citato Comitato, dei fondi
raccolti tra studenti e docenti in pochi giorni da me e gli altri due rappresentanti, sempre in prima linea per qualunque tipo di attività. Il nostro è un istituto che partecipa sempre con dedizione alle attività di beneficenza, ed è un piacere che questo venga riconosciuto anche da organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite”. (Francesca Tammone - Brindisi 7 giugno 2011 - ore 21.00)

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Il Liceo "Marzolla" partecipa ai progetti umanitari del WFP delle Nazioni Unite

I loghi dell'istituto a bordo della barca "Amer Sport Too" alla regata Brindisi - Corfù

La Regata Internazionale "Brindisi - Corfù" si arricchirà, come nelle precedenti edizioni, della presenza della barca che veleggerà con i loghi delle organizzazioni che curano tematiche umanitarie. "Amer Sport Too", sarà, infatti, l'imbarcazione ambasciatrice: dei progetti del WFP e del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, della Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri, del Rotary International.

Significativi, in questa edizione 2011, i vessilli che a bordo identificano gli enti che patrocinano i progetti umanitari del WFP delle Nazioni Unite tra cui spiccano, quelli dell'Europarlamento, della Camera dei deputati, dell'Unesco e del Liceo Classico “Marzolla” di Brindisi.

Il Guinness delle regata internazionale racconta che la barca "con le vele WFP" si è aggiudicata la vittoria nel 2008 con Idrusa e 2010 con Idea, mentre nel 2009 è arrivata seconda con Amer Sport Too.

Anche quest'anno, Brindisi & Italia News è partner esclusivo della barca e schiererà un proprio team per la gestione mediatica dell'evento internazionale: Francesca Tammone - Media Team Leader of Race, insieme a Marika Del Zotti e Naomi Greco, redattrici della testata e studentesse del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi. (Giorgio Esposito, direttore editoriale)

Visualizza lo speciale dedicato all'evento

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“Risvegli di primavera” la Sans-Papiers e il Liceo Classico “Marzolla”

In scena quattro anni di attivita’ teatrale

Ma per il 2012 tagliati i fondi per i laboratori con gli alunni

Fra gli ospiti una delegazione del Comitato Italiano World Food Programme delle Nazioni Unite

Con il progetto 2010-2011 “Dai banchi al palco” e con lo spettacolo di fine anno scolastico "Risvegli di Primavera" rappresentato ieri sera al Teatro Impero di Brindisi, si chiudono i battenti su ben quattro anni di attività teatrale e musicale con i ragazzi del liceo classico Benedetto Marzolla di Brindisi.

Ospite della serata anche una delegazione del Comitato Italiano World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale) che ha ricevuto dalle mani del preside del Marzolla il Prof. Antonio Tamburrano e dagli studenti rappresentanti d'istituto, un contributo frutto di una raccolta fondi da destinare alle iniziative del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (*).


Quattro anni dicevamo, d’intensa attività didattica e formativa che ha coinvolto e appassionato circa un centinaio di alunni nelle varie discipline artistiche proprie del teatro contemporaneo: la musica, il canto moderno, il teatro-danza e la recitazione. Un esperimento nato quasi per caso a seguito di una rappresentazione teatrale per gli alunni dell’associazione Sans-Papiers di Mesagne che sensibilizzando positivamente alunni e docenti diede l’avvio nel 2007 al Progetto Teatro ovvero una serie di laboratori di teatro musicale con l’intento ambizioso di realizzare dei veri e propri allestimenti scenici con gli alunni.
In quattro anni di laboratorio sono stati realizzati ben tre spettacoli e oltre venti repliche di Romeo+Giulietta, Cattedrale, Il Sogno di Mosè.
Volendo “tirare le somme” di questi quattro anni di laboratorio di teatro musicale possiamo affermare che l’esperienza ha messo in luce risultati estremamente positivi soprattutto per quanto riguarda la crescita e la formazione dei ragazzi coinvolti.
A questo proposito non possiamo non menzionare che ROMEO+GIULIETTA odio/amore dopo varie repliche, rielaborazioni e integrazioni è stato presentato con successo anche al Teatro Piccinni di Bari nel dicembre 2008 e recentemente al Teatro Nuovo di Milano il 25 e 26 marzo scorso e che è in procinto di essere presentato anche a Roma nella prossima stagione.

CATTEDRALE invece è stato replicato al Teatro Paisiello di Lecce il 6 dicembre 2009 e nel Teatro Verdi di San Severo il 6 gennaio 2010 nell’ambito della rassegna Puglia Show Time organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese;

IL SOGNO DI MOSE’ il 21 dicembre 2009 ha debuttato proprio al Teatro Impero come spettacolo di cartellone della rassegna “Natale a Brindisi” organizzato dalla Amministrazione di Brindisi.

E con gli alunni del Liceo Scientifico L. Leo di san Vito dei Normanni
MOONLIGHT 20 luglio 1969 per il quarantennale dello sbarco dell'Uomo sulla Luna dello scorso 2010;
LA BELLA IDEA frammenti, canti e racconti per 150 anni dell'Unità d'Italia ancora in fase di realizzazione.

Da evidenziare che questi laboratori non sarebbero stati realizzati senza il necessario supporto finanziario previsto dalla U.E., dallo Stato italiano per il periodo 2007-2013 e da Fondi di Istituto e che complessivamente sono stati impiegati in 4 anni di attività oltre 45mila euro a copertura di varie voci di spesa che vanno dalle retribuzioni degli esperti coinvolti, degli insegnanti, dei tecnici, dei collaboratori scolastici; all’acquisto dei materiali scenici, dei costumi, noleggio attrezzature illuminotecniche e audio, noleggio teatri, spese grafiche, spese per trasferte, ecc.

Un esperimento certamente riuscito quindi, al di là di ogni più rosea aspettativa che ha incontrato via via molti apprezzamenti e riconoscimenti non solo da parte degli alunni ma anche da parte degli insegnanti e delle famiglie che hanno potuto constatare in questi quattro anni quanto l’affiancamento nell’offerta formativa di attività propedeutiche al teatro e alla musica possa migliorare e in alcuni casi potenziare l’apprendimento e il senso di responsabilità degli alunni anche di quelli più “difficili”.

Purtroppo, in tempi di continui tagli e di riordino delle spese nella scuola queste attività extra-scolastiche rischiano di non poter continuare a lungo. Già dal prossimo anno scolastico infatti, il “Progetto Teatro” del Liceo Marzolla unito a quello del Liceo Scientifico L. Leo di San Vito dei Normanni, per i motivi accennati è stato sospeso anche se con la speranza di poterlo “riattivare” accedendo in un futuro prossimo a nuove forme di finanziamento esterno o nuovi sponsor. Un duro colpo per il percorso organizzativo, formativo e artistico realizzato fin qui ma che non scoraggia certamente gli “esperti” della Sans-Papiers Sara Baldini, Tony Bottazzo, Gabriele Cagnazzo, G. Carlos Stellini che hanno sempre creduto nelle capacità e nelle potenzialità “racchiuse” negli alunni delle scuole del nostro territorio, ricche di talenti artistici ma anche di interessanti fermenti culturali e di capacità tecniche che se adeguatamente indirizzati e sensibilizzati possono far emergere nelle scuole, ma soprattutto nei nostri ragazzi quelle qualità e quelle caratteristiche positive necessarie allo sviluppo di una sana e autentica formazione di base.

(*) Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (World Food Programme) è il braccio operativo delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, istituito nel 1963, da circa 50 anni e’ impegnato nella lotta contro la fame nel mondo, attraverso operazioni di emergenza e progetti di ricostruzione e sviluppo, nonchè interventi sociali che permettono, ogni anno, di raggiungere milioni di persone. La citta’ di Brindisi, ospita la base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (NETWORK UNHRD), che è diventata punto di riferimento, insieme alle Basi di Panama, Ghana, Dubai e Malesia, per tutte le iniziative umanitarie condotte nel mondo. (Giorgio Esposito, media relations)


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"Marzolla" in musical: nuovo spettacolo in cantiere

Un mega-mix di tre anni di esperienza

 

Il secondo quadrimestre è agli sgoccioli, ma al Liceo Classico “Marzolla” c’è chi attende la fine dell’anno non solo per il meritato riposo, ma anche per portare in scena il frutto di mesi e mesi di lavoro: si tratta dei ragazzi del PON Teatro, di cui alcuni reduci dalle fatiche del “Romeo+Giulietta” a Milano, altri “new entries” del fortunato gruppo di attori, cantanti e ballerini.
Sarà rappresentato il 30 maggio al Teatro Impero di Brindisi il loro spettacolo, un mega-mix di tre anni di esperienza insieme alla compagnia che ha seguito i giovani talenti di casa Marzolla fin dalle prime orme: saranno infatti presenti in un solo musical canzoni, coreografie e pezzi recitati non solo di “Romeo+Giulietta”, ma anche di “Cattedrale” (ispirato a “Notre Dame de Paris”) e de “Il sogno di Mosè” (tratto dal francese “I dieci comandamenti”). (Francesca Tammone)

 

RISVEGLI DI PRIMAVERA

Spettacolo di fine anno scolastico
di teatro, danza e musica con gli alunni del Progetto Teatro
per ripercorrere insieme quattro anni di teatro musicale a scuola


ROMEO+GIULIETTA odio/amore a.s. 2007-2008
CATTEDRALE (Notre Dame de Paris) a.s. 2008-2009
IL SOGNO DI MOSE’ a.s. 2009-2010
DAI BANCHI AL PALCO a.s. 2010-2011

Da evidenziare che il progetto non sarebbe stato mai realizzato senza il necessario supporto finanziario previsto per "il laboratorio teatrale" che trae giovamento da investimenti per il 5o% della U.E. e del 50% dello Stato italiano per il periodo 2007-2013 (PON FSE OB. C1). E' un progetto di considerevole rilevanza, di grande spessore didattico-pedagogico ed è reso possibile attraverso il Fondo Sociale Europeo in collaborazione con il ministero dell'Istruzione. Esso ha l'obiettivo di colmare le differenze tra le diverse regioni che compongono il mosaico della comune casa europea. Proprio per questo, è inserito nell'obiettivo C1 che viene finanziato per il sostegno allo sviluppo della qualità dell'offerta formativa in termini di ampliamento dei saperi, sviluppo delle competenze di base e trasversali, adeguamento delle metodologie.

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Risvegli di primavera
- Lunedì 30 maggio Teatro Impero Brindisi

Spettacolo
di fine anno scolastico di teatro, danza e musica con gli alunni del Progetto Teatro
per ripercorrere insieme quattro anni di teatro musicale a scuola

ROMEO+GIULIETTA odio/amore a.s. 2007-2008 - CATTEDRALE (Notre Dame de Paris) a.s. 2008-2009
IL SOGNO DI MOSE’ a.s. 2009-2010 - DAI BANCHI AL PALCO a.s. 2010-2011

Interpreti e ruoli
attrici: Roberta Carbone, Luana Fedele, Ludovica De Rosa, Susanna De Stradis, Erica Montanaro, Chiara Rosati

ballerine: Federica Corsa, Valeria De Pascalis, Giada Ermito, Arianna Grafiti, Mariut Lisco
Simona Prudentino, Marina Ribezzo, Alessandra Schiavone

Martina Argentiero - Esmeralda, Sephora
Miriam Caputo - Madama Capuleti, Nefertari
Elena Consoli - Giulietta
Erica Di Maria - Madama Montecchi
Elisabetta Giove - Yokebed
Giorgia Gloria - Balia
Silvia Sabato - Madama Montecchi, Fiordaliso, Bytia
Paolo Boccadamo - Romeo, Febo, Mosè
Giuseppe Leone (Gioele) - Principe, Clopin, Frollo, Ramses
Francesco Rina - Mercuzio, Gringoire, Giosuè
e con
Sara Baldini - Coreografa Aggiunta e Ballerina
Tony Bottazzo - Fra Lorenzo, Conte Capuleti, Quasimodo
Antonio Curiazio - Tebaldo
Mattia Calia - Breaker
Gabriele Omed Quaranta - Breaker

Coreografie e Movimento Scenico Gabriele Cagnazzo - Preparazione Cantanti Tony Bottazzo
Recitazione e Adattamento Scenico G.Carlos Stellini - Consulenza Musicale Francesco Colelli
Costumi Anna Renna, Tonino Baldari - Luci Dario Morciano - Audio Nanni Surace - Elementi Scenici Giacomo Quarta
Addetto stampa: Francesca Tammone - Brindisi & Italia News - www.brindisinews.com
Tutor (progetti P.O.N.) Prof.ssa Marcella Vergine - Liceo Marzolla di Brindisi
Presenta la serata: Giulia Vecchio


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Da evidenziare che il progetto non sarebbe stato mai realizzato senza il necessario supporto finanziario previsto per "il laboratorio teatrale" che trae giovamento da investimenti per il 5o% della U.E. e del 50% dello Stato italiano per il periodo 2007-2013 (PON FSE OB. C1). E' un progetto di considerevole rilevanza, di grande spessore didattico-pedagogico ed è reso possibile attraverso il Fondo Sociale Europeo in collaborazione con il ministero dell'Istruzione. Esso ha l'obiettivo di colmare le differenze tra le diverse regioni che compongono il mosaico della comune casa europea. Proprio per questo, è inserito nell'obiettivo C1 che viene finanziato per il sostegno allo sviluppo della qualità dell'offerta formativa in termini di ampliamento dei saperi, sviluppo delle competenze di base e trasversali, adeguamento delle metodologie.




 


Giochi sportivi studenteschi di Tennis 2011 – Fase Regionale

Massimiliano Monticelli vince il singolare maschile ed è campione regionale


MESAGNE (Brindisi) - Il Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi conquista, per l'ennesima volta con un suo studente, il gradino più alto del podio ai giochi sportivi studenteschi di tennis - fase regionale.

Giochi, che dopo essersi conclusi nella fase provinciale con netta affermazione del team dell'istituto, ha visto Massimiliano Monticelli, astro nascente del tennis nazionale, conquistare il prestigioso titolo di campione regionale 2011. Massimiliano, non nuovo a queste eccellenti performance sportive, dedica la vittoria all'intero gruppo tennistico del "Marzolla", costantemente seguito dalla tutor Luisa Torino.

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Conclusi i Giochi sportivi studenteschi di Tennis 2011 – Fase Provinciale

Netta affermazione degli studenti del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi
e appuntamento alle fasi regionali del 29 e 30 aprile


MESAGNE (Brindisi) - Anche questa fase provinciale dei campionati sportivi studenteschi – tennis, si è conclusa in una cornice ideale quale l’efficiente struttura del Circolo Tennis di Mesagne. Campionati che hanno visto in campo il valore tennistico degli istituti di Brindisi, Fasano e Mesagne. Per la cittadina capoluogo, la parte del leone l’ha svolta il magnifico gruppo del Liceo Classico “Marzolla” seguiti da una tutor che li ha sempre spronati lungo il percorso dei campionati, Luisa Torino che li segue da tre anni e ci tiene a sottolineare, “è importante che questo affiatamento continui anche oltre questo evento per conto personale dei ragazzi e anche dell’istituto scolastico che rappresentiamo e a cui dedichiamo le nostre euforiche vittorie” (Allievi - singolare maschile e squadra maschile; Juniores – singolare femminile. n.d.r.).

Euforia che trasmette anche Riccardo Mazzara (1A) di cui cogliamo qualche riflessione a bordo campo: "vittoriosi, ma è importante evidenziare che il tutto si è realizzato anche perché abbiamo raccolto l’invito a partecipare del nostro leader carismatico nel settore tennistico, Massimiliano Monticelli." Importanti, sono anche la vittorie, nello stesso torneo, di Federica Faggiano e Chiara Cerasino nei campionati Juniores.

Intanto, i risultati raccontano che Massimiliano si è imposto nella finale con un netto 4-2, 4-1 mentre la squadra da lui capitanata ha sancito un rigoroso 4-0, 4-1 agli antagonisti del Liceo Scientifico di Mesagne. Appuntamento per tutti, alle finali del 29 e 30 aprile.

Giusto, quindi, citare tutti gli appartenenti al Team: Juniores: Federica Faggiano, Mario Consales, Chiara Cerasino.
Allievi: Giorgia Schiavone, Enrica Vitale, Teresa Romanelli, Giulia Pugliese, Roberta Balsamo, Fabiano Macchitella, Antonio Ditano, Massimiliano Monticelli, Alessandro Marino, Mattia Millucci, Riccardo Mazzara.
(Giorgio Esposito - Brindisi 6 aprile 2011 - ore 14.00)


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Romeo e Giulietta odio/amore
Spettacolo in due atti liberamente tratto da William Shakespeare - Musiche di A.A.V.V.

Interpreti

Principe di Verona: Daniele Barletta, Gioele Leone
Tebaldo: Gioele Leone, Antonio Curiazio
Mercuzio: Piero Locorotondo, Francesco Rina
Madama Montecchi: Silvia Sabato, Sara Baldini
Madama Capuleti: Miriam Caputo
Giulietta: Francesca Miccoli, Flavia Muri
Romeo: Paolo Boccadamo, Luca Caponegro
Balia: Alessandra Penna, Elisabetta Giove
Conte Capuleti: Tony Bottazzo, Andrea Calia
Frate Lorenzo: Tony Bottazzo

Voci narranti: Susanna De Stradis, Erica Montanaro, Rosalba Cucci, Chiara Rosati, Fosca Mastrandrea

Breakers (A.S.D. DanzaInDisordine): Gabriele Quaranta, Mattia Calia, Andrea Distante, Simone Poci

Corpo di ballo: Federica Corsa, Claudia Natalicchio, Sara Baldini, Marina Ribezzo, Carola Cappello
Valeria de Pascalis, Giulia di Giulio, Ilenia Cipriani, Anna Elefante, Deborah Gravante
Chiara Coccioli, Simona Prudentino, Giada Ermito, Alessandra Schiavone, Jumpy

Coreografie e movimenti scenici: Gabriele Cagnazzo - Assistente: Sara Baldini

Preparatore cantanti: Tony Bottazzo - Testi, adattamenti e drammaturgia: Giancarlos Stellini
Arrangiamenti musicali: Francesco Colelli

Cori: Gli studenti del Liceo Marzolla e Sans-Papiers

Costumi: IPSSS “Morvillo-Falcone” Brindisi (proff. A. Renna e T. Baldari)

Fonico di sala e resp. tecnico: Nanni Surace (Pure Rock Brindisi) - Datore Luci: Dario Morciano
Realizzazione software illuminotecnico: ITIS Giorgi Brindisi (Prof. Gaetano Zongoli)

Organizzazione: Federica Argentieri - Fotografo: Armando Andriulo

Addetto stampa: Francesca Tammone - Brindisi & Italia News - www.brindisinews.com

Tutor (progetti P.O.N.) Prof.ssa Marcella Vergine - Liceo Marzolla di Brindisi



Da evidenziare che il progetto non sarebbe stato mai realizzato senza il necessario supporto finanziario previsto per "il laboratorio teatrale" che trae giovamento da investimenti per il 5o% della U.E. e del 50% dello Stato italiano per il periodo 2007-2013 (PON FSE OB. C1). E' un progetto di considerevole rilevanza, di grande spessore didattico-pedagogico ed è reso possibile attraverso il Fondo Sociale Europeo in collaborazione con il ministero dell'Istruzione. Esso ha l'obiettivo di colmare le differenze tra le diverse regioni che compongono il mosaico della comune casa europea. Proprio per questo, è inserito nell'obiettivo C1 che viene finanziato per il sostegno allo sviluppo della qualità dell'offerta formativa in termini di ampliamento dei saperi, sviluppo delle competenze di base e trasversali, adeguamento delle metodologie.

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La magia di “Romeo + Giulietta” a Milano


Reportage di tre giorni di successo



BRINDISI - Ore 7 di un mattino non qualunque, un aeroporto semivuoto, trenta ragazzi che non aspettano altro che la partenza, con il sorriso sulle labbra e negli occhi l’entusiasmo di chi incomincia un viaggio dal quale non vorrebbe tornare mai più. Nella testa, invece, i pensieri e le speranze sono tutti per quello che seguirà l’atterraggio di quello stesso aereo che stanno aspettando, e che presto volerà in direzione di Milano. E’ lì che attendono di arrivare esattamente dal momento in cui, mesi e mesi prima, è stato comunicato loro che lo spettacolo che hanno preparato con tanta passione e dedizione per un progetto PON scolastico stavolta debutterà nella capitale padana, nel teatro più grande in cui abbiano mai calcato le scene. Dopo anni di esperienze su vari palchi pugliesi, ricchi tanto di sforzi e di fatiche quanto di emozione e condivisione profonda, questo sembra essere il picco più alto di un’avventura cominciata senza tante pretese nella piccola palestra del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi, all’epoca in cui ci si sarebbe accontentati di un semplice saggio di fine anno.


I protagonisti di “Romeo+Giulietta: odio/amore” ancora stentano a credere che sia davvero giunto il fatidico 24 marzo, che in poche ore approderanno in una città grande, sconosciuta e pulsante di vita, luogo di incontro con un pubblico del tutto diverso da quello che abbiano mai avuto, con la paura di deludere le aspettative e la voglia incommensurabile di superarle, contando su quello che sono capaci di realizzare insieme. Ed è insieme che vivono la stessa scarica di adrenalina intensa quando si ritrovano di fronte al Teatro Nuovo di Piazza San Babila, grande almeno il doppio di quello in cui si sono esibiti per l’ultima volta, ancora vuoto ma abbastanza adatto a lasciar spazio all’immaginazione di un pubblico numeroso, eterogeneo, e magari anche in piedi ad applaudire. E’ un batticuore forte quando, la mattina del 25 marzo quella stessa platea i nostri cantanti, attori e ballerini la vedono gremita di gente come l’avrebbero solo immaginata nelle loro teste, impaziente come avevano sperato per tutta la durata del loro viaggio.

Si tratta di un pubblico di scuole medie, elementari e superiori giunte in teatro con i rispettivi insegnanti per gustarsi il dramma più famoso di sempre, non aspettandosi certo di sussultare alle battute autoritarie del Principe di Verona, di emozionarsi davanti alle pose mozzafiato dei ballerini di break dance, di impaurirsi al momento del duello tra Mercuzio e Tebaldo, di commuoversi ascoltando le canzoni che i due amanti cantano prima di morire. <<Quest’interpretazione di un testo classico in chiave moderna è davvero entusiasmante>> ci assicura un’insegnante di una scuola media di Milano <<Abbiamo scelto di portare i ragazzi a teatro per farli assistere a uno spettacolo messo in scena da gente talentuosa e preparata, e nonostante l’età media dei protagonisti sia davvero bassa, quello che abbiamo visto oggi non ha affatto deluso le nostre aspettative>>. Nelle prime file, i bambini più piccoli, tra cui quelli di una scuola elementare di Bergamo, sono i fans più accaniti dello spettacolo, tanto da chiedere il bis ai due breakers.

Non sono gli unici a stare a stento seduti al momento dei saluti finali: tutto il pubblico è totalmente in visibilio e riempie di applausi i teatranti. Nonostante l’incredibile successo a dispetto di alcuni problemi tecnici, però, qualche preoccupazione in più è riservata alla data del 26 marzo, quando il teatro sarà aperto al pubblico nel primo pomeriggio. L’ansia è maggiore di quella del primo spettacolo, eppure, forse per una sicurezza insperata, forse per la fortuna del giorno precedente, sono gli stessi protagonisti a rendersi conto, nel corso della loro seconda esibizione milanese, di ritrovarsi in un turbinio di sensazioni mai provate prima: l’aria è ricca di pathos, lo scontro fra le due famiglie è più acceso che mai, Romeo ha davvero le lacrime agli occhi alla morte di Mercuzio, Montecchi e Capuleti sembrano davvero devastati dal dolore della perdita di due innocenti a causa del loro invincibile e insensato odio. Quando il sipario sta per calare, infatti, non sono pochi coloro che sono in piedi a battere le mani, a urlare complimenti, ad avvicinarsi all’uscita del teatro canticchiando il motivo di qualche canzone dello spettacolo. E mentre uno spettatore commenta, a sipario calato, <<mi vien da piangere>>, i due interpreti principali vengono assaliti da una folla di bambini ansiosi di un autografo. Nei camerini aleggia la soddisfazione di chi sa di essersi esibito al meglio, di chi ce l’ha fatta, di chi sta per tornare a casa nel giro di poche ore forse con più felicità di quando è partito. Il tremore delle mani, l’ansia prima di entrare in scena, l’impatto con la folla non sono prerogative di un teatro milanese, ma forse questo spettacolo resterà nel cuore degli interpreti per sempre, per l’emozione che ha lasciato, per la dedizione che ha richiesto, per la passione profonda con cui stato vissuto. D’ora in poi, Milano vorrà dire il culmine di una storia di talento e amore sviscerale per l’arte, cominciata con un sogno, finalmente divenuto realtà.
(Francesca Tammone - inviata a Milano per Brindisi & Italia News)

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Dentro il dramma


Interviste agli interpreti di “Romeo+Giulietta: odio/amore


Romeo - Paolo Boccadamo

"Amare è fare un salto, amare è stare in alto, toccare le stelle in cielo. Amare, sei il mio respiro"


Dice del suo personaggio: “Romeo è per antonomasia l’amante per eccellenza, eppure più che un vero e proprio personaggio è il simbolo dell’amore giovane, intriso di quella passione e di quel turbamento che lui cercava ancor prima di incontrare Giulietta. E’ un innamorato dell’amore che finisce col diventare vittima delle sue stesse sensazioni, poiché, totalmente trasportato da esse, è privo dell’oggettività e della razionalità tipiche di un personaggio maturo, che gli avrebbero permesso di salvare dalla morte il suo migliore amico. E’ una figura ideale, estremamente riflessiva e sognatrice, ma i suoi sono sentimenti reali, in cui chiunque può riconoscersi. E’ anche per questo che mi sento particolarmente vicino a lui, specialmente per la sua profondità e per il suo bisogno, a volte, di isolarsi dal resto del mondo.”


Giulietta - Francesca Miccoli

"Romeo, che strano il nostro amor… Per non morire dirò sì alla morte. Questo farò io, perdonami mio Dio"


Dice del suo personaggio: “Ho dovuto lavorare molto per interpretare questo ruolo, perché è totalmente lontano da me. Tuttavia, ho avuto la fortuna di portarlo sulla scena per quattro anni e di poter migliorare tantissimo nel corso del tempo, comprendendo più a fondo la sua natura. Infatti, Giulietta non è solo l’incarnazione della dolcezza: dimostra una grande forza nel lottare contro le imposizioni dei genitori e, alla fine, nello scegliere di morire. Le sue esperienze drammatiche la rendono, da ragazza chiusa, una donna matura.”


Mercuzio - Francesco Rina

"E maledizione alle vostre famiglie! Mi hanno strappato la vita.. Mi sento così staccato da lei, e Mercuzio finisce qui! Com’è leggera la vita in me, leggera che quasi non c’è…"


Dice del suo personaggio: “Mercuzio è parente del Principe di Verona, e, pur non essendo un Montecchi, è il migliore amico di Romeo, quindi rappresenta una delle colonne portanti dello spettacolo. Potrebbe apparire come un semplice amante dell’esteriorità e della mondanità, ma la poesia e l’astrazione nelle sue parole lasciano intravedere quanto sia anche più idealista di Romeo, sebbene sia diverso il suo modo di manifestarlo. Al momento della morte, però, si rivela in tutta la sua fragilità: infatti, preso dall’agonia mentale che gli fa comprendere il vero significato della vita, è privo del pathos che l’ha portato a intervenire nel duello, perché ha più paura che mai. La sua parte più superficiale,visibile in tutto il corso del dramma, si affaccia alla morte stavolta affiancata dalla rabbia e dalla disperazione, che lo portano a maledire l’odio inutile fra le due famiglie, a causa di cui sta perdendo proprio ciò che ama di più: la vita”.


 





Dentro il dramma


Interviste agli interpreti di “Romeo+Giulietta: odio/amore


Tebaldo - Antonio Curiazio

"Ecco la spada, è qui per te! Farà giustizia lei per me … Non ho pietà, nessuno l’avrà! Il conto è qua, Romeo col sangue lo pagherai!"

 


Dice del suo personaggio: “Il mio è un personaggio forte, rabbioso, determinato, preso da un impeto che supera la ragione. Ho molto poco in comune con Tebaldo e ho dovuto faticare parecchio per tirar fuori sentimenti come l’ira, la strafottenza e la prepotenza, che non mi appartengono assolutamente. Tuttavia, pur essendo cattivo, intriga il pubblico, perché è un personaggio d’azione che rappresenta l’odio nel bel mezzo di una storia d’amore.”


Principe di Verona - Gioele Leone

"Giovani di Verona! Sudditi ribelli nemici della pace, gettate a terra quelle armi fratricide! Pena la tortura. ALL’ISTANTE!"

 


Dice del suo personaggio: “Il Principe di Verona è il classico esempio di signore medievale. Imparziale, autoritario e quasi dispotico, la sua figura garantisce l’ordine nella città. Nello specifico, è il secondo personaggio che interpreto in questo musical, perché in passato il mio ruolo era quello di Tebaldo, cugino di Giulietta. E’ un piacere ed un onore aver portato in scena questo spettacolo a Milano in qualsiasi ruolo, perché penso che finora sia stata l’occasione più importante che ci sia stata offerta”.


Madama Capuleti - Miriam Caputo

"Qui in città vive tra noi un odio che non ha pietà, la sua ira condannerà"

 


Dice del suo personaggio: “Ho amato molto fin da subito il ruolo di Madama Capuleti, anche perché non è stato difficile immedesimarmi: è una donna forte e determinata come lo sono anch’io. Oltretutto mi ha sempre affascinato per il suo carisma e la sua follia, che sento di poter rendere abbastanza bene.”


Madama Montecchi - Silvia Sabato

"Senza vita le nostre vite, vuote vite, perdute. Vita c’è ancora? Senza figli morte respiriamo, maledetti noi siamo!

 


Dice del suo personaggio: “Madama Montecchi è una madre che perde il proprio figlio e per interpretarla ho dovuto portare in scena il dolore, l’angoscia e la disperazione. Tutto ciò è stato difficile per me, perché sono una ragazza solare che difficilmente tira fuori la tristezza: oltretutto questi sono sentimenti estremi che in vita mia spero di non dover mai provare”.


 




Dentro il dramma


Interviste agli interpreti di “Romeo+Giulietta: odio/amore


Frate Lorenzo - Tony Bottazzo

"E quest’unione possa rivelarsi così lieta da mutare questo reciproco odio in puro santo amore"

 


Dice del suo personaggio: “Frate Lorenzo è una figura estremamente positiva all’interno del dramma, perché desidera la riappacificazione fra le due famiglie e la persegue, celebrando il matrimonio tra Romeo e Giulietta; tuttavia, anche lui nel corso della vicenda viene risucchiato da quest’odio connaturato che finisce col portare morte e distruzione. Ho fatto tutto il possibile per calarmi nella parte, anche perché interpreto già un altro ruolo nello stesso spettacolo e ho dovuto rendere ogni canzone con la massima espressività. Per questo mi sono documentato quanto più possibile, ho visto i miei stessi personaggi nel film “Romeo+Giulietta”, ho attinto molte informazioni su Internet. Soprattutto, però, mi è stata di grande aiuto la concentrazione, che mi ha permesso di considerare ogni momento sul palco quello in cui dare il massimo, indipendentemente da quello che sarebbe seguito.”


Balia di Giulietta - Elisabetta Giove (25 marzo)

"Adesso dove andrai? Adesso te ne vai… Non sarai più mia, ora danzi e vai via … Sola resterò, aiutarti non potrò! Oh cara non dire sì! Sei la vita, resta qui!"


Dice del suo personaggio: “La balia è una figura positiva, difficile da interpretare perché è molto più facile tirar fuori sentimenti come la rabbia o il disprezzo, di fronte ai quali ci troviamo di fronte tutti i giorni, che la bontà pura e la disperazione nella perdita della bambina che si ha cresciuto. Infatti, penso che il mio ruolo sia più consono a una persona adulta.”


Balia di Giulietta - Alessandra Lapenna (26 marzo)

"Adesso dove andrai? Adesso te ne vai… Non sarai più mia, ora danzi e vai via … Sola resterò, aiutarti non potrò! Oh cara non dire sì! Sei la vita, resta qui!"


Dice del suo personaggio: “Mi rispecchia nella personalità perché anch’io sono molto materna: la sento una parte così mia che mi emoziona profondamente interpretarla. Mentre canto, immagino davvero di dover perdere la mia bambina per darla in sposa a Romeo e soffro davvero al pensiero di dover affidare a qualcun altro mia figlia, il mio unico affetto.”


Conte Capuleti - Tony Bottazzo

"Giulietta mia, attenta figlia a chi ti piglia, e dice d’amarti per poi usarti, è per colpirti e poi ferirti!”


Dice del suo personaggio: “Al contrario di Frate Lorenzo, il conte Capuleti è una figura di divisione. Non è un padre affettuoso: al contrario, vorrebbe che sua figlia Giulietta si sposasse con Paride per puro egoismo ed interesse economico. E’ un personaggio senza scrupoli che non pensa ad altro che al bene della sua famiglia, quindi è arduo interpretarlo perché, nonostante nelle sue parole si possa leggere la volontà di perseguire il bene per la figlia, in realtà ciò che si deve comunicare è l’assoluta noncuranza per i suoi desideri.”

(Interviste esclusive curate da Francesca Tammone - inviata a Milano per Brindisi & Italia News)


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Danza = espressione, l’equazione del successo

Intervista al coreografo di “Romeo+Giulietta” Gabriele Cagnazzo

 

<<La coreografia non va identificata solo con la danza, ma anche con ogni movimento sul palco, in accordo con il ritmo, le luci, le posizioni altrui. Tutto ciò che si porta in scena è coreografia>>.

Così si esprime Gabriele Cagnazzo, coreografo di “Romeo+Giulietta”, e de “Il sogno di Mosè”, libera reinterpretazione del musical “I Dieci comandamenti”. In entrambi casi, lo stesso è il sorprendente ed eterogeneo corpo di ballo, costituito per la stragrande maggioranza dai ragazzi del Liceo Classico di Brindisi e da alcuni ballerini della scuola di danza “Danza InDisordine” di Mesagne.

Sono passati dunque quasi due anni da quando la strada di Gabriele ha incrociato quella della “Sans Papiers” e insieme si sono unite in un unico sentiero di successo. <<Ho pensato subito che approcciarsi a determinati tipi di arte nelle scuole costituisse un bel progetto, visto che il teatro può divenire un’importante valvola di sfogo da piccoli problemi della realtà scolastica, come i voti, lo stress o le interrogazioni. Oltretutto, le tecniche di teatro-danza, pur non essendo studiate in maniera ortodossa, possono rendere il movimento e la gestualità più armonici e migliorare la comunicazione nella quotidianità>> ci racconta il coreografo. <<Tuttavia, stiamo provando ad allargarci sul territorio, cercando altri luoghi per mettere in pratica le nostre idee: le palestre delle scuole sono un ottimo punto di partenza, ma i ragazzi devono sentire il distacco dall’ambiente in cui si trovano tutti i giorni per concentrarsi ed esprimersi al meglio>>. Possiamo solo immaginare, quindi, la straordinarietà dei risultati che si otterrebbero, visto che pur reduci da una preparazione “scolastica” i ballerini di “Romeo+Giulietta” hanno dimostrato un talento inaspettato e una non indifferente capacità di adattamento, ballando in un teatro mai visto prima dopo solo un’ora scarsa di prove sul posto. <<Il PON li ha fatti crescere, li ha resi più espansivi e più responsabili sulla scena: a dimostrazione, il fatto che nonostante i problemi tecnici del 25 marzo, nessuno abbia perso la calma. Quest’esperienza si acquisisce solo esibendosi spesso in pubblico, cercando ogni volta di dare il meglio di sé, che ci si trovi a Milano o in una piazza brindisina. Man mano che il livello aumenta, più è l’attenzione che si deve prestare a ciò che si porta sul palco: la salita è ripida, ma tutti i giovani, così crudi e liberi dagli schemi, hanno un potenziale in cui credo fermamente>> dice Gabriele. E il suo metodo, come lui stesso racconta, coincide proprio col far emergere le capacità proprie di ciascun ballerino e renderle al meglio. Infatti <<Troppo spesso siamo portati ad emulare il talento degli idoli del cinema e della televisione, dimenticando quali sono le nostre peculiarità e i nostri limiti. Prima di seguire un modello, bisogna fare back-reset e scoprire cosa siamo davvero in grado di tirar fuori da noi stessi>> spiega. <<E’ per questo motivo che finora ho sempre puntato, in questo tipo di progetti, più sul movimento che sulla danza vera e propria. Secondo me, ciascun ballerino deve imparare a liberare sulla scena il suo essere primitivo, a lasciarsi coinvolgere, a uscire dagli schemi e a viversi il momento al massimo dell’energia>>. Alle stesse motivazioni si riconduce la presenza nel corpo di ballo dei due breakers di “Danza in Disordine”, Gabriele Quaranta e Mattia Calìa, sicuramente i più acclamati durante le date milanesi, dopo aver lasciato di stucco la platea con pose vertiginose e mozzafiato. <<La break dance è più una cultura che una disciplina: nata nelle strade, è sinonimo di impatto e di improvvisazione. Proprio per questo i breakers danno a questo spettacolo un valore aggiunto, vestendosi loro stessi dei panni di personaggi, dando un’anima alla loro spettacolarità>>. E, a giudicare dall’entusiasmo del pubblico, dal dinamismo e la passione emersi, dalla miracolosa empatia tra spettatore e ballerino, pare proprio che il metodo del coreografo brindisino sia stata una delle carte vincenti di questo musical. (Francesca Tammone - inviata a Milano per Brindisi & Italia News)


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A scuola di moda e teatro

Intervista alle costumiste dello spettacolo

 

Galeotto fu, come al solito, l’insostituibile Internet, nell’incontro fra l’Istituto Professionale per la Moda “Morvillo-Falcone” di Brindisi e la “Sans-Papiers” di Mesagne solo due anni fa: la compagnia teatrale cercava qualcuno che realizzasse nuovi costumi per i loro numerosi spettacoli, mentre le alunne una vera e propria prima esperienza lavorativa. E così, mai connubio fu più fortunato: a partire da un contratto “Alternanza Scuola-Lavoro” che ha già permesso alle giovani designer di veder sfilare le loro creazioni sui palchi pugliesi, ora quest’ultime ne hanno seguito direttamente il debutto a Milano, offrendo la loro calorosa presenza e il loro aiuto agli interpreti del musical sia il 25 che il 26 marzo.

<<E’ un’esperienza estremamente significativa per le nostre ragazze, che non solo potranno ottenere il profilo di costumista teatrale, ma hanno anche avuto l’occasione di vivere un’esperienza lavorativa a tutto tondo, gustandosi una città e una realtà completamente diverse da Brindisi, specialmente per quanto riguarda la Moda>> ci racconta la professoressa Anna Renna, accompagnatrice di ben 19 ragazzi della scuola, insieme ai professori Angelo Baldari, la professoressa Errico e Aurora Zonno, ovviamente col benestare del Preside Angelo Rampino. E’ ancora lei a descriverci la lunga fase di realizzazione dei costumi di “Romeo+Giulietta” da parte delle classi terze dell’istituto, cominciata dallo scorso novembre, per concludersi fino a pochi giorni prima del debutto, affinché le creazioni calzassero alla perfezione ai loro destinatari. <<Prima di tutto, è stato necessario un certo periodo di progettazione, durante il quale abbiamo ovviamente anche incontrato la compagnia teatrale e il coreografo, per ascoltare le loro opinioni e le loro richieste, visto che i costumi in uno spettacolo come questo costituiscono gran parte della scenografia>> continua infatti. <<A livello didattico, poi, abbiamo trattato la moda dell’epoca di ambientazione del dramma shakespeariano, e sia in base allo studio che alle nostre ricerche nel web, abbiamo deciso di confezionare vestiti di stile decisamente dark, gotico>>. Non a caso molti dei ballerini durante l’esibizione indossano borchie e indumenti neri, alternati però a colori accesi come giallo e rosso perché si distinguesse il clan dei Capuleti da quello dei Montecchi. <<Gli unici personaggi a cui abbiamo voluto dare un taglio decisamente classicheggiante sono la balia di Giulietta e Frate Lorenzo, perché, in quanto figure rappacificatrici e portatrici di bontà, è come se fossero fuori dal tempo>>. Per tutti i costumi però, sono stati utilizzati materiali decisamente poco costosi, come cotone ed ecopelle riciclati o raccattati, sia per questioni di budget che a scopo didattico, affinché ciascuna delle ragazze si abitui a lavorare con quel poco che ha a disposizione. Incredibile, quindi, come con poche risorse e i semplici mezzi industriali e artigianali a disposizione della scuola si sia raggiunto un impatto visivo decisamente efficace nei confronti del pubblico, intrigato e suggestionato dall’atmosfera generale di questa reinterpretazione drammaturgica, come le giovani costumiste stesse hanno potuto avvertire dalla platea. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se anche per loro l’avventura milanese abbia rappresentato un punto d’arrivo di non irrilevante importanza, sia per la loro professionalità che per un’importante esperienza di approccio al mondo del teatro e alla sua travolgente capacità di coinvolgimento. (Francesca Tammone - inviata a Milano per Brindisi & Italia News)

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Il talento brindisino approda a Milano

Teatro Nuovo di Milano il 25 e 26 marzo
Altre rappresentazioni a Ostuni il 17 marzo e Mesagne 2 aprile


E pensare che ben tre anni e mezzo fa, quando l’associazione culturale “Sans-Papiers” di Mesagne arrivò per la prima volta al Liceo Classico di Brindisi, la voglia di insegnare il teatro musicale ai ragazzi era tanta, ma le aspettative ben poche. Infatti, nessuno credeva che quel 27 maggio 2008, data in cui i teatranti avrebbero esordito con “Romeo+Giulietta odio/amore”, non ci si sarebbe trovati davanti a una mediocre recita di fine anno per cui battere le mani solo affettuosamente, ma ad un vero e proprio spettacolo pressoché professionistico. Gli stessi protagonisti non nascosero la meraviglia, quando seppero che la loro performance aveva dato vita a un piccolo tour estivo: la loro rappresentazione dell’amore più struggente di sempre aveva infatti avuto tanto successo da essere replicata più volte nei paesi della provincia brindisina. Oggi, dopo anni di fatiche, di entusiasmo, di grandi emozioni e inaspettati successi, e dopo altri due grossi esperimenti teatrali, “Cattedrale” (rivisitazione del musical di Cocciante “Notre Dame de Paris”) e il “Sogno di Mosé” ispirato al noto “I Dieci Comandamenti”, è ancora “Romeo+Giulietta” a far parlare di sé.

Lo spettacolo, infatti, rivisitazione musicale e moderna del dramma shakespeariano, costituita dalle traduzioni francesi dell’omonimo musical di Gerard Presguvic e da alcune arie di Riccardo Cocciante, sarà portato sulla scena dai ragazzi del Classico al Teatro Nuovo di Milano i prossimi 25 e 26 marzo. Un evento, questo, su cui non avrebbe scommesso nessuno: né l’entusiasta preside prof. Antonio Tamburrano, né i referenti per la regia, il canto e il ballo, rispettivamente Giancarlos Stellini, Antonio Bottazzo e Gabriele Cagnazzo, tantomeno i giovanissimi talenti e le loro famiglie. “E’ cominciato tutto quando due anni fa l’associazione che si occupa della programmazione degli spettacoli del Teatro Nuovo di Milano, la “Pamville”, annunciò su Internet di essere alla ricerca di novità - ci racconta Stellini. “Fu il nostro coreografo a rispondere ai loro annunci con un video che riprendeva alcuni momenti della replica al teatro Piccinni di Bari del 23 dicembre 2008. La Pamville, colpita, ci chiamò per un contratto e il resto venne da sé.” Si può solo immaginare, quindi, con quale entusiasmo i ragazzi abbiano poi accolto la notizia, nonostante questo sia equivalso per loro a grandi sforzi e a prove decisamente intensive. Tuttavia, niente ripagherà il duro lavoro come l’emozione di esibirsi davanti agli alunni delle scuole milanesi la mattina del 25, e poi a un vasto e più vario pubblico nel pomeriggio del giorno dopo. E mentre la fatidica data si avvicina, l’ansia aumenta: non solo per i più di venti liceali, ma anche per tutti coloro che parteciperanno allo spettacolo, come i ballerini dell’A.S.D. di Mesagne “Danza in Disordine”, i breakers Gabriele Quaranta e Mattia Calia, e le ballerine Sara Baldini e Deborah Gravante. Ad unirsi, inoltre, alla numerosa comitiva in viaggio per Milano, ci saranno poi la professoressa Marcella Vergine, tutor dei teatranti, l’arrangiatore, due tecnici e, soprattutto, le alunne e gli insegnanti dell’IPSSS “Morvillo-Falcone”. Queste ultime, infatti, grazie al progetto “Alternanza Scuola-Lavoro” finanziato dalla Regione, hanno avuto l’opportunità di disegnare e cucire gli abiti di scena per la “Sans Papiers”, e dopo aver visto le proprie creazioni indosso ai protagonisti ne “Il sogno di Mosé” lo scorso anno, ora saranno ben felici di veder sfilare i propri modelli su un palcoscenico davvero importante. Prima della trasferta però, cantanti, attori, ballerini e stiliste potranno assaporare anche il calore del pubblico locale, con una prima messa in scena di “Romeo+Giulietta” il 17 marzo a Ostuni. Un’occasione alla quale chiunque sia un vero amante dell’arte, della bella musica e del talento, non può certo mancare.
(Francesca Tammone - addetto stampa evento)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2008-2011 - Quattro anni di teatro musicale al Liceo Classico "Benedetto Marzolla" di Brindisi

Fare teatro a scuola non è facile ma molto emozionante. Insegnare il teatro ai ragazzi è un modo per stare con loro senza invadere direttamente la loro sfera emozionale; per imparare ed essere più vicino a ciò che sentono, alle loro piccole angosce quotidiane, ai loro desideri più reconditi. E’ un modo per osservare e rendersi conto che la convivenza e lo scambio continuo di esperienze e dialogo rendono il peso della realtà meno opprimente. Che il peso di vivere sta in ogni forma di costrizione. Solo la vivacità, la mobilità dell’intelligenza e l’amore sfuggono a questa condanna.


Recitare, cantare, ballare, raccontare lo sbarco dell’uomo sulla luna, il dramma di Quasimodo e di Esmeralda, quello di Giulietta e Romeo o quello degli schiavi ebrei in Egitto è un po' come vivere la nostra vita di tutti i giorni.
Vivendo tra i ragazzi, a scuola, lavorando con loro nelle palestre fredde e impolverate, nelle sale prove improvvisate, in uno studio di registrazione, nelle trasferte in pullman, nei teatri di provincia o in quelli sontuosi e storici di Bari, Lecce e adesso anche Milano, immersi tra un progetto e un altro, è un po’ come fare un lungo viaggio, esplorare nuove vie; e tra sogni, speranze, entusiasmo, grida e risate sembra quasi che tutto sia ancora possibile, anche cambiare la nostra immagine del mondo. Renderla più consapevole, sociale, responsabile, leggera. (Giancarlos Stellini)


Professoressa Vergine, perché un laboratorio teatrale al Marzolla? Il laboratorio teatrale nel Liceo è una realtà ormai consolidata da quattro anni e gli spettacoli già messi in scena sono una prova dell’alto livello di interpretazione teatrale raggiunto dai ragazzi. Anche quest’ anno il laboratorio è in piena attività ed è seguito da un gruppo di ragazzi che si impegnano con passione e convinzione. I testi proposti di ottimo livello contenutistico e scenico sono opportunamente organizzati dalla compagnia Sans-Papiers che cura l’insegnamento di tre discipline, canto, recitazione e movimento scenico.

Per lei, quindi, il teatro oltre ad una personale passione è anche momento fondamentale di didattica. Per me che seguo l’attività sin dal primo anno, il teatro è passione, ma anche convinzione che è fondamentale nella scuola educare col teatro ed educare al teatro, forma di comunicazione mimesi della vita umana e per questo compresa da tutti, poiché la vita la vive chiunque.

Fare teatro a scuola è sentito come un itinerario didattico, come risorsa funzionale all’apprendimento che valorizza le attitudini e gli interessi degli allievi, i quali sollecitati a livello dinamico-relazionale possano sperimentare nuovi percorsi non più seduti su di un banco ma con tutto il corpo, Il teatro è un’ opportunità formativa articolata in molteplici e differenziate attività, è una forma espressiva che utilizza diversi linguaggi verbali e non verbali (mimici, gestuali, musicali), per valorizzare le potenzialità affettivo-relazionali, motivazionali e cognitive di ciascun alunno. Fare teatro è una concreta strategia che attiva processi simbolici e potenzia la molteplicità interattiva delle competenze e delle abilità connesse con la comunicazione, è una strategia interdisciplinare per sviluppare la creatività. Importante quindi non è solo l'evento finale, ma anche l'intero percorso formativo che porta ad esso. (Prof. Marcella Vergine - tutor teatrale)


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Gioele, un grande sogno che si avvera. Questo è ormai il quarto anno che partecipo al laboratorio teatrale, un'attività che ha segnato sicuramente sia la mia vita scolastica che personale. Un po’ per gioco, un po’ per sfida ma sempre con grande abnegazione i nostri sogni si stanno avverando. Siamo salpati dalla palestra del nostro amato Liceo e siamo in rotta per Milano. Sbarcheremo precisamente al Teatro Nuovo, situato in Piazza San Babila. Una grandissima emozione per chi, come me, è cresciuto insieme alla Compagnia Sans Papiers ed ha seguito tutto il corso degli eventi.

In quali vesti hai partecipato alle rappresentazioni?
Il primo anno, quando abbiamo portato in scena la famosa tragedia di Verona in chiave moderna, "Romeo+Giulietta", mi sono calato nella parte di Tebaldo, l'iroso cugino di Giulietta, folle omicida ma folle romantico, un personaggio esplosivo, di un carisma appunto mortale.


Il secondo anno, invece, in "Cattedrale", liberamente tratto da Notre Dame de Paris di Victor Hugo, interpretai Clopin, il capo rivoluzionario dei gitani di Parigi, nonché fratello della bella Esmeralda. L'anno scorso invece, ne ''I Dieci Comandamenti'', tratto dalla storia biblica dell'Esodo, ricoprì il ruolo di Ramses, fratellastro di Mosè, legato a lui dal sentimento ma diviso dalle armi. Quest'anno invece, interpreterò il Principe di Verona sempre in ''Romeo+Giulietta'' ed avrò l'onore di aprire e concludere gli spettacoli a Piazza San Babila, calato nelle vesti di questo personaggio austero ed eccentricamente pieno di sé, garante dell'ordine nella città di Verona nonché padrone di questa. Romeo+Giulietta è lo spettacolo che credo abbia segnato di più noi ''veterani'' del laboratorio teatrale: ci ha appassionati, ci ha legati indissolubilmente tra di noi, ci ha fatti emozionare; ci ha fatto piangere, sorridere, ci ha fatto crescere, ci ha insegnato a sognare. Credo che sia questa la cosa più bella: in un mondo che non insegna più ai giovani quanto sia bello sognare, emozionarsi ed emozionare, noi abbiamo avuto il privilegio di farlo genuinamente con la musica, la danza e il teatro. E finché ci sarà ancora qualche sognatore in questo mondo grigio, nessuno potrà mai spegnere la fiamma della speranza. (Gioele Leone)


Susanna, com’è cominciata la tua avventura nel campo teatrale?

La tragedia di Romeo e Giulietta non mi aveva mai entusiasmato tanto, troppo sdoganata e melliflua per i miei gusti, ma tre miei compagni di classe facevano parte del gruppo teatrale che l’avrebbe portata in scena, e quel 27 maggio 2008 era proprio una bella serata, di quelle tiepide di tarda primavera che proprio non puoi lasciar passare chiusa in casa, e così decisi di andare .
Ultimamente, con il nostro spettacolo che sta per approdare a quasi mille chilometri dal teatro di via de Terribile, penso sempre più spesso alla sera della “prima”, a quando persino i giovani partecipanti si aspettavano di dar vita ad una semplice recita scolastica, e invece sorpresero tutti, pubblico, professori e registi con una performance da brivido. Nel giro di due giorni avevo imparato tutte le canzoni e le date di alcune repliche del “tour” che mi avrebbero dato l’opportunità di rivivere quelle incredibili emozioni per tutta l’estate.


e quindi hai deciso di partecipare al progetto PON.
Sì, dopo qualche mese capii che starci dentro era ancora meglio: la compagnia era affiatatissima ma anche molto aperta a noi “nuove leve”, verso cui aveva sempre un occhio di riguardo, coinvolgendoci in ogni sorta di iniziativa volta a cementare il gruppo.
Un gruppo che oggi è molto diverso, ha perso numerosi membri, ma si è arricchito di nuovi, in cui sono riposte le speranze di continuità del lavoro dei nostri registi Tony Bottazzo e GianCarlos Stellini, che dopo il rinnovato successo degli altri due spettacoli proposti nel 2009 e 2010, riadattamenti del “Notre Dame de Paris” di Cocciante e de “I Dieci Comandamenti” di Obispo, hanno deciso di specializzarsi nell’allestimento di musical che abbiano i ragazzi come interpreti e destinatari.
Il “Romeo e Giulietta” che andrà in scena il prossimo mese a Milano, evento che rappresenta l’acme di un’esperienza senza precedenti e senz’altro meritevole di gratificazioni e opportunità come questa, è una versione ulteriormente ampliata e rifinita rispetto alla prima riproposizione dello spettacolo dall’estate 2007, avvenuta lo scorso 25 luglio 2010 a San Michele Salentino, e che per la prima volta ha visto la mia partecipazione.

Come ti senti a questo proposito?

Portare in scena a Milano il musical che mi ha tanto commossa ed emozionata da spingermi ad entrare in questa compagnia è per me una soddisfazione davvero immensa. Spero solo di riuscire a trasmettere la passione che mi anima affinché, e credo di interpretare con ciò il pensiero di tutti i miei colleghi, altri spettatori possano decidere di passare anche loro dall’altra parte del palco come ho fatto io.
(Susanna De Stradis)


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Le riflessioni dei protagonisti: Il mio primo incontro con il teatro musicale della Sans-Papiérs al liceo classico Marzolla risale ad una ormai lontana sera d'estate, nel giugno 2008. Avevo da poco terminato gli esami di terza media ed ero ancora piuttosto indecisa sull'indirizzo di studio da scegliere per quanto riguarda le scuole superiori; ma, essendo ancora ad inizio estate, avevo anche tanta voglia di rilassarmi, divertirmi e fare nuove amicizie. E, proprio quel giorno, mia madre mi aveva avvertito del fatto che quella sera, in piazza Orsini del Balzo, un gruppo di ragazzi del Marzolla, sotto la guida della compagnia Sans-Papiers di Mesagne, avrebbero portato in scena un musical - genere di spettacolo che ho sempre amato - tratto dalla celeberrima tragedia di Shakespeare "Romeo e Giulietta". Quella sera, assieme alla mia famiglia, era anche presente quella di Elisabetta Giove, una ragazza brindisina che conosco praticamente da quando sono nata, e decidemmo quindi di assistere assieme alla messinscena. Elisabetta, che già da allora studiava canto, era curiosa di ascoltare le canzoni di un musical di cui mai avevamo sentito parlare;


entrambe eravamo inoltre eccitate dal fatto che buona parte del cast fosse composta da adolescenti che avevano solo qualche anno in più di noi. Ma, a spettacolo iniziato, aperto dalla coinvolgente "Verona", non ho più avuto dubbi: quello a cui mi trovavo di fronte era qualcosa di molto diverso, di molto più complesso delle "recite scolastiche" a cui di solito si pensa quando si sente parlare di questo genere di spettacoli. Quello era TEATRO vero, anzi, era proprio quel misto di canto, danza e recitazione che tanto avevo cercato; e la cosa più bella era che forse, un giorno, anche io ed Elisabetta avremmo avuto la possibilità di partecipare ad uno spettacolo del genere .. questo pensavo, mentre, durante i saluti finali, li guardavo tutti: quei ragazzi stanchi, emozionati e sorridenti, uno per uno, senza nemmeno poter immaginare che, un giorno, su un palco, proprio con loro, ci saremmo state anche noi due!

Eppure è così: dalla nostra prima audizione, nel febbraio del quarto ginnasio, per "Cattedrale", rifacimento del celeberrimo "Notre Dame de Paris" di Riccardo Cocciante (forse il mio musical preferito di sempre), sono passati ormai due anni; ed in questi due anni, tra una messinscena e l'altra, quante emozioni, quante amicizie, quante esperienze nuove! Oltre che riavvicinarmi alla recitazione, una delle mie più grandi passioni, infatti, prendere parte agli incontri mi ha anche permesso, ad esempio, di assistere alla nascita di una scena, di una coreografia, di un duetto partendo da zero; di incontrare persone che pur non avendo mai frequentato corsi di teatro, di canto, di ballo hanno un talento innato e, soprattutto, grandissima voglia di mettersi in gioco; di aiutare come "truccatrice per una sera" le nostre meravigliose ballerine; di apprendere svariate nozioni sulla dizione, su come si riscalda la voce, su come stare in scena.
Adesso, che mancano poche settimane alla prima di "Romeo+Giulietta - Odio/Amore" (ad Ostuni, il 17 marzo), e poco più di un mese alla nostra fatidica trasferta a Milano, già sono impaziente di vivere quest'altra, importante avventura: ed è davvero emozionante, per me, ricordare che proprio da quella sera di qualche anno fa, in cui assistemmo alla prima versione di quello stesso spettacolo al quale, presto, anche io ed Elisabetta prenderemo parte, è iniziato tutto quanto. Non posso sapere, ovviamente, se quella che adesso per me è una piccola grande passione è destinata a diventare qualcosa di più in futuro; ora come ora, mi basta la felicità che provo quando mi esibisco con i miei compagni, quando vedo i nostri personaggi prendere vita grazie alle parole, ai gesti, alla musica.

Nel frattempo, invito i lettori anche alla replica mesagnese (Teatro Comunale, 2 Aprile) sperando che il nostro pubblico possa provare quello che ho provato io, in una sera estiva: guardando, ascoltando e vivendo le scene della più famosa storia d'odio e d'amore che, forse, potrebbe rivelarsi più vicina a noi di quanto si possa credere. (Erica Montanaro)



Miriam, cosa ti ha portato ad accettare la partecipazione ai musical del Marzolla?
Ho sempre amato cantare, tuttavia, quando mi è stato proposto di partecipare ai musical del progetto organizzato dalla scuola, non ero del tutto sicura di potercela fare. Poi, però, grazie all’atmosfera accogliente e propositiva che si respira nel gruppo, ho riacquistato fiducia e ho deciso di presentarmi. Da lì in avanti la mia determinazione mi ha portato ad ottenere il ruolo di co-protagonista nel musical “I dieci comandamenti”. Non trovo l’aggettivo per descrivere l’emozione che provo ogni volta che sono sul palco, i feeling con tutti i ragazzi del gruppo, l’affiatamento si percepisce tra di noi. Questa esperienza mi ha aiutato ad avere maggiore stima di me stessa e credo che continuerò il mio percorso perchè sto anche partecipando a provini più importanti. (Miriam Caputo)



Francesca, quali stimoli hai ricevuto da questa magnifica esperienza? Sono una veterana di questo progetto. Infatti, sin dal primo anno, ho partecipato a questo laboratorio scolastico, ricoprendo il ruolo di Giulietta e, poi, quello di Esmeralda nello spettacolo “Cattedrale” sino alla rappresentazione de “Il sogno di Mosè” in cui ho intepretato Sephora. Sin da bambina amo cantare e ho partecipato a diversi concorsi a livello locale e regionale, ma, prima del 2008, non avevo mai fatto un’esperienza simile. Questo percorso mi ha aiutata tanto a migliorare dal punto di vista espressivo, oltre che vocale: ora, quando canto, mi sento più a mio agio, con me stessa e con chi mi ascolta, riesco ad manifestare in modo più adeguato con espressioni e gesti quello che le mie corde vocali da sole non possono trasmettere completamente. Inoltre, in questi quattro anni, grazie a quest’esperienza, ho instaurato dei rapporti meravigliosi con i miei colleghi e preparatori, che continuano a maturare di giorno in giorno, di prova in prova. Magari, ora, potrò fare qualche provino, come ho già fatto in passato, ma con maggior consapevolezza delle mie capacità e con minor difficoltà ad esprimermi come si deve. (Francesca Miccoli)



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L’Argonauta a vele spiegate!

Pubblicato su Internet il giornalino scolastico del Liceo Classico di Brindisi.


Uno spazio da poter gestire, un mezzo per potersi esprimere, una “palestra” per il domani: questo è ciò che delinea il progetto del nostro giornalino scolastico, “L’Argonauta”.
Quest’anno però per noi alunni non si prospettava propriamente roseo; il motivo? La riduzione dei fondi. A farne le spese sarebbe stato il giornalino.
Immaginate quale colpo sarebbe stato perdere un progetto cardine del nostro Istituto che da anni appassiona e coinvolge sia studenti che proff.
Per fortuna il problema è stato ovviato optando per la pubblicazione sul web. In questo modo infatti si risparmia sulle spese di stampa e non si è più estremamente vincolati dalla “penuria di spazio” e dalle difficoltà di impaginazione.
Questa è certamente una sfida, poiché si tratta di una sperimentazione del tutto nuova per noi, ma rappresenta anche un’opportunità. Il nuovo formato puo’ essere sfruttato aprendo nuove prospettive, di certo le idee non ci mancano, anche se vanno superate delle difficoltà di realizzazione.
Intanto stiamo muovendo i primi passi e grazie all’impegno dei nostri docenti, i proff. Pietro Barile, Katia Toraldo, Cinzia Zonno, Isabella Calabrese, e all’entusiasmo dei redattori, “L’Argonauta” è finalmente on line, seppur con un lieve ritardo dovuto a motivi tecnici.
segnaliamo il link del nostro sito e speriamo che la nave Argo si sappia orientare in questo tempestoso, vasto mare! Buona lettura a tutti.
http://www.liceoclassicomarzolla.it/Argonauta_2011/argonauta_2011.htm
(Matteo Piu, direttore de “L’Argonauta”)

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Una casa che racconta la Storia

Gli alunni di due classi ginnasiali scoprono aspetti del loro passato con il museo Ribezzi-Petrosillo

 

BRINDISI – È a pochi passi dal capoluogo adriatico, nel centro storico di Latiano, che si trova un significativo contenitore storico-culturale della provincia, la casa-museo Ribezzi-Petrosillo, la cui fondazione risale al dicembre del 2003, quando fu riconosciuta dalla Regione Puglia. Colpisce l’anonimato dell’edificio che, se non fosse per una piccola placca vicino all’entrata, non si potrebbe riconoscere come museo. Le esposizioni intrecciano la storia di Latiano, testimoniata dal sito archeologico “Muro tenente”, in feudo latianese, antica rocca messapica, con la “micro-storia” della famiglia Ribezzi, il cui albero genealogico è stato ricostruito a ritroso nel tempo fino al 937, legata per amicizia o parentela ad alcuni tra i più grandi nomi della Storia italiana.

Tra questi citiamo Bartolo Longo, nativo di Latiano e fondatore del santuario mariano di Pompei, che a casa dei Ribezzi era aiutato a preparare i fichi secchi che portava poi nella località campana e Giacomo Puccini, che regalò ad alcuni della famiglia copie autografe delle sue più celebri opere. Il 3 marzo scorso per i ragazzi delle classi IV B e IVC del liceo classico “B. Marzolla” di Brindisi è stato stimolante scoprire come la storia che si studia sui libri sia stata vissuta a pochi passi da noi – nel museo è conservato tra gli altri un documento siglato da Vittorio Emanuele III e controfirmato da Benito Mussolini – e i fatti compiuti o seguiti da vicino dai nostri antenati. Della casa-museo resta impressa la minuziosa cura per il dettaglio e l’attenzione per aspetti e momenti della vita passata - dalla caccia alla guerra, dalla musica allo


abbigliamento, dalla medicina alla numismatica - grazie ai quali si riesce poi a capire e ricostruire la “macro-storia”, quella fatta di imprese eroiche, guerre e rivoluzioni.

Non manca la memoria del 150° anniversario dell’Unità d’Italia: una sala della casa è stata infatti adibita all’esposizione di foto e documenti risorgimentali e, ciliegina sulla torta, un tricolore risalente a quegli anni, a cui è stata però sostituita la banda centrale bianca recante lo scudo sabaudo.
(Gianmarco Rizzo)

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Il percorso storico sull’unità d’Italia del Liceo Scientifico “l. Leo”
di San Vito dei Normanni: incontro con il prof. Adolfo Morganti sul libro
“l’unità divisa. 1861-2011: parla l’Italia reale”

 

Il 19 febbraio le classi quarte e quinte del Liceo Scientifico “L. Leo” di San Vito dei Normanni hanno incontrato il prof. Adolfo Morganti, presidente della Coop. editrice Il Cerchio e coordinatore nazionale dell'Associazione Identità Europea, all’interno del percorso di approfondimento e studio del processo di unificazione italiana, elaborato dalla scuola in occasione delle celebrazioni previste per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Il relatore ha presentato il libro “L’unità divisa. 1861-2011: parla l’Italia reale”, testo che raccoglie i contributi di studiosi diversi per formazione, ma accomunati da una lettura che ritaglia la specificità di questioni particolari entro un processo di più ampia e unitaria ricomposizione. La relazione del prof. Morganti si è aperta con una riflessione sul senso di identità nazionale a partire da una matrice di ordine culturale, storico e linguistico.

Un popolo si riconosce nella comunanza di una lingua che veicola valori, esperienze e narrazioni in un orizzonte di significati che fatti e scelte stratificano nel tessuto culturale. Abbiamo, così, ripercorso idealmente a ritroso un cammino che rintraccia le nostre radici nella Roma antica e nel Medioevo cristiano, per scoprire un’Italia che c’era prima ancora di nascere. Il nostro relatore ci ha proposto la rivisitazione delle posizioni ideali presenti nella riflessione risorgimentale e delle tappe storiche attraverso le quali si giunge alla data del 17 marzo 1861, e più avanti all’annessione del Veneto, alla conquista di Roma, sino all’assetto territoriale definito dopo la prima guerra mondiale.
L’esposizione nella sua chiarezza ha seguito un approccio critico, volto a sottolineare i limiti e gli errori cui l’effettualità storica di un processo ideale difficilmente può sottrarsi. Il prof. Morganti ha evidenziato come l’unificazione italiana, guidata da una logica di accentramento, abbia consegnato all’eredità storica la questione meridionale, con il peso dell’arretratezza economica e il vuoto lasciato da un popolo partito per le terre della speranza, lungo i percorsi dell’emigrazione; ma anche quella settentrionale, più articolata e complessa di quanto una semplicistica vulgata di stampo leghista sappia rappresentare, e, infine, la questione romana quale dimensione di un rapporto spesso sofferto tra laicità e religione.
L’incontro è stato occasione di confronto con posizioni storiografiche e ricostruzioni storiche nelle quali si avverte la vivacità di un fatto che, benché collocato nel passato da una data oggetto di celebrazione, si propone allo stesso tempo quale orizzonte ideale di un futuro vicino. Il piglio critico e le incursioni nell’attualità che le parole del prof. Morganti hanno espresso vogliono ricordarci che le celebrazioni per l’anniversario dell’unità d’Italia ci consegnano il compito di mantenere viva la tensione ideale per un progetto comune, la nostra appartenenza a un popolo, ai suoi valori di libertà e di uguaglianza, affinché possiamo con lo slancio sincero delle nostre convinzioni continuare a “fare l’Italia” essendo italiani, perché l’Italia, che già c’era prima di nascere, ci chiede di costruire insieme, nel rispetto delle nostre tante diversità e storie particolari, la sua identità di nazione adulta.
(Prof.ssa Tiziana Amati)

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Incontro con l’autrice Emilia Sarogni

Il liceo Classico “B. Marzolla” festeggia i 150 anni dell’ Unità d’ Italia

Anche il Liceo Classico “B. Marzolla” festeggia i 150 anni dell’ Unità d’ Italia e proprio per tale evento mercoledì 23 febbraio gli alunni e gli studenti hanno incontrato l’autrice del libro “Il contrabbando della vita”, Emilia Sarogni. Prima del suo intervento, il Prefetto di Brindisi Nicola Prete ha ribadito l’ importanza dei festeggiamenti, ricordando però come nel 1961, in occasione dei 100 anni dell’ Unità d’Italia, vi fu un maggiore entusiasmo collettivo. Il preside, prof. Antonio Tamburrano ha presentato il lavoro della Sarogni, definendolo “romanzo di politica e di vita” e ha poi dato la parola alla dottoressa De Lorentiis, Ricercatrice dell’Università del Salento che ha ricordato i principali eventi politici accaduti tra il 1830 e il 1860, come i moti del ’30-’31, l’incontro tra grandi intellettuali del Nord e del Sud come Giuseppe Mazzini, Alessandro Poerio, Silvio Pellico, Antonietta De Pace e lo stesso Salvatore Morelli.

E’ stata poi la volta dell’ autrice, Emilia Sarogni, che ha ricordato come il romanzo storico è nato dall’ idea di voler raccontare la vita di Salvatore Morelli, uno dei più grandi patrioti italiani, sconosciuti alla maggior parte degli stessi brindisini, che ancor prima di John Stuart Mill, propose l’estensione di importanti diritti, come il suffragio universale anche per le donne di qualsiasi classe sociale. La scrittrice ha anche ricordato alcune ipotesi proposte da diversi intellettuali del Risorgimento sulla forma politica del futuro Stato italiano: il neoguelfismo del frate Vincenzo Gioberti, il federalismo di Massimo D’Azeglio (tutt’ altro rispetto a quello tanto desiderato da Bossi!), la repubblica di Giuseppe Mazzini. Ma ha voluto fortemente ribadire che il Risorgimento (parola utilizzata per la prima volta da Alessandro Poerio e Giacomo Leopardi) non è stato fatto solo dagli intellettuali, ma da uomini e donne di ogni classe sociale (dalla duchessa Trivulzio che supportò economicamente molte imprese eroiche ai contadini siciliani che aiutarono Garibaldi e i Mille a sconfiggere i soldati borbonici) che diedero un contributo altissimo, fino ad offrire la propria vita pur di veder realizzati i loro sogni e speranze. L’ incontro è stato allietato dagli studenti del Progetto Teatro che hanno cantato “Il mio dolore massimo”, tratto dal musical “I Dieci Comandamenti”, “Amore disperato” e “Libertà” tratti dalla “Tosca” di Giacomo Puccini con musiche di Lucio Dalla, “Viva l’ Italia” di Francesco De Gregori e “Va’ pensiero” tratto dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi. Si spera che l’incontro possa davvero esser servito per comprendere l’importanza dell’ Unità d’ Italia (ancora oggi -dopo 150 anni- oggetto di numerose polemiche!) e per rinsaldare quell’ amor patrio che molti cercano in ogni modo di cancellare. (Silvia Miceli - Brindisi 24 gennaio 2011 - ore 21.00)


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Il Liceo Marzolla festeggia l’Unità d'Italia

Teatro Impero di Brindisi - mercoledì 23 febbraio ore 09.00
Presentazione del libro “Il contrabbando della vita” di Emilia Sarogni

 

Anche il Liceo Classico “B. Marzolla” ha deciso di celebrare l’Unità d’Italia e lo fa invitando Emilia Sarogni (prima donna in Italia nominata Direttore del Senato, Grande Ufficiale della Repubblica, Consigliere parlamentare dal 1976) a presentare il suo ultimo libro “Il contrabbando della vita” che si rivela essere un’ importante lettura storica del Risorgimento.

Perché è stato scelto proprio questo libro?

Il protagonista, Salvatore Morelli, è un nostro concittadino, nato a Carovigno nel 1824, e un grande patriota risorgimentale che operò con gli illustri personaggi dell’epoca da Mazzini a Garibaldi, per realizzare il sogno di una Italia unita. Fu un uomo animato dai grandi ideali di giustizia sociale e unità nazionale che difendeva con ardore.

Fu anche appassionato di teorie sociali e dimostrò di avere grande interesse per il ruolo civile della donna in cui credette fortemente fino a lottare per la sua emancipazione attraverso una norma "Legge Morelli", approvata nel 1877, a favore delle donne.

La Sarogni, con il suo romanzo, ci offre uno spaccato di una storia vissuta e combattuta anche dalle donne, non solo quali compagne dei patrioti ma anche quali soggetti attivi, operanti sia nei salotti borghesi che sulle barricate e i campi di battaglia.

Il 23 Febbraio, il liceo Marzolla festeggia l’unità, ricordando e onorando un uomo, nostro conterraneo, che con la sua vita e le sue opere, ha dato un grande contributo alla crescita del Paese. (Marika Del Zotti)

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Il Liceo Scientifico “Leonardo Leo” incontra Giorgia Benusiglio

Presentato il suo libro "Vuoi trasgredire? Non Farti!"

 

Il 15 febbraio nel Liceo Scientifico "L. Leo" di San Vito dei Normanni Giorgia BENUSIGLIO ha presentato il libro "Vuoi trasgredire? non farti!" di G.Benusiglio e R.Agasso. Il romanzo narra di Giorgia, ragazza dalla vita normale che una sera in discoteca ingerisce mezza pasticca di ecstasy, contraendo così, un'epatite fulminante che la conduce al calvario del trapianto di fegato.

"L'opera di G.Benusiglio, educativa e formativa, allerta i piu' giovani sui rischi dell'assunzione di droga". Queste le parole del Dirigente Scolastico Prof. Antonio Tamburrano che ha introdotto l'incontro organizzato con la "Taberna Libraria" di Latiano e con l'Amministrazione Comunale di San Vito dei Normanni.

La Benusiglio ha risposto ai tanti interrogativi degli studenti.
Diretta ed efficace, la testimonianza ha interessato e coinvolto la platea.

Numerosi gli intervenuti: i Dirigenti Scolastici, i Rappresentanti delle Associazioni di Volontariato, Prevenzione e Salute, Culturali, Sportive, nonché tanti docenti e genitori.

Al termine dell'incontro i presenti hanno potuto personalmente congratularsi con la Benusiglio e suo padre Mario per il loro operato.

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Giochi sportivi studenteschi 2011

Nuoto - categoria allievi e juniores

 

Il 10 febbraio si sono svolte le fasi provinciali di nuoto, categoria allievi e juniores, dei giochi sportivi studenteschi presso la piscina della M.M. “Parodo” di Brindisi, coordinati dal Dr. Massimo Monticelli e curati dal team tecnico di docenti di Educazione Fisica del Provveditorato agli Studi di Brindisi e dalla Delegazione Provinciale FIN. I Giochi Sportivi Studenteschi sono un’importante occasione di crescita civile e sociale dei giovani, promuovono la cultura alla legalità attraverso l’acquisizione delle regole, il rispetto del fair-play su cui si fonda la convivenza del sistema sociale.
Alle gare provinciali di nuoto hanno partecipato il Liceo Scientifico “Ribezzo” di Francavilla F., I.T. Industriale “Majorana”, I.T. Industriale “G. Giorgi”, Liceo Scientifico “E. Fermi”, Liceo “B.Marzolla-L.Leo”, Liceo Scientifico “T. Monticelli-Simone”, I.T. Nautico “Carnaro” di Brindisi e l’I.T. Comm.le “Valzani” di San Pietro V.co. 81 alunni corretti, determinati, preparati, hanno dato vita a questo importante incontro sportivo.

Gli eccellenti risultati conseguiti dal Liceo "Marzolla-Leo"
Allieve Femminile 50 mt. stile libero
Orfanelli Erica - Medaglia d'oro
Juniores Femminile 100 mt. stile libero
Scatigna Chiara - Medaglia d'argento
Sabato Silvia - Medaglia di bronzo
Juniores Maschile 100 mt. rana
Scigliuzzo Marco - Medaglia d'argento
Juniores Femminile 100 mt. rana
Tammone Francesca - Medaglia di bronzo

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A lezione con Don Di Noto


Il Liceo Classico “B. Marzolla” ha incontrato il fondatore e presidente di “Meter”

 

“Se hai commesso un abuso sui minori, vergognati!”. E’ questa la sintesi dell’incontro degli alunni del Liceo Classico “B. Marzolla” con il presidente e fondatore di Meter, don Fortunato Di Noto che si è svolto martedì 18 gennaio presso il Teatro Impero. All’incontro, organizzato dal Sindacato dei medici e chirurghi di Brindisi (rappresentati dalla dott. Mimma Pieliego), ha preso parte, oltre al dirigente scolastico prof. Antonio Tamburrano, anche il dott. Antonio Trabacca, neurologo e primario dell’ U.O. di neuroriabilitazione pediatrica della struttura “La nostra famiglia” di Ostuni e l’arcivescovo dell’ arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, mons. Rocco Talucci, che ha raggiunto il teatro per un breve saluto. La pedofilia e la pedo-pornografia è stato il tema affrontato dai ragazzi e dagli esperti: don Di Noto è considerato un vero e proprio pioniere nella lotta contro questa forma di abuso sui minori.


Questo coraggioso sacerdote di Avola (SR) ha creato nel 1995 l’ Associazione ONLUS “Meter”, che si prefigge lo scopo di contribuire alla difesa e alla tutela dei diritti inviolabili dei minori, combattendo ogni forma di abuso e sfruttamento perpetrato ai bambini. Don Di Noto infatti, prima di rispondere alle numerose domande fatte dagli studenti che hanno letto, studiato e discusso il suo libro-intervista “Corpi da gioco”, ha ricordato come spesso gli abusi sui minori sono perpetrati proprio da persone non sconosciute ai bambini, ma dai familiari e anche dagli stessi genitori. Ma ciò che più colpisce non è solo il silenzio dell’omertà, ma soprattutto l’indifferenza nei confronti del pedofilo e soprattutto della vittima: chi è stato abusato si sente nella maggior parte dei casi messo in disparte dalla società. La società infatti, seppur al corrente di questa triste realtà, non lo combatte, perchè ritiene il problema non facilmente risolvibile. E purtroppo il trend dei siti pedopornografici è sempre crescente, nonostante le continue denunce da parte dell’ Associazione. Rispondendo alle varie domande, il fondatore di “Meter” ha ricordato anche come l’Associazione sta continuando la lotta alla pedofilia attraverso diverse proposte di legge al Parlamento italiano ed europeo, oltre ad aver denunciato l’esistenza di partiti che intendono legalizzare la pornografia infantile, come il partito olandese Nvd. L’incontro si è concluso con alcuni brani eseguiti dal gruppo del laboratorio teatrale tratti dai musical “Notre Dame” e da “I dieci comandamenti” e con la promessa e l’augurio da parte del sacerdote e del preside, il prof. Antonio Tamburrano, di poter pubblicare presto un nuovo libro-intervista con don Di Noto, a cura degli studenti del Liceo Classico. (Silvia Miceli - Brindisi 19 gennaio 2011 - ore 21.00)

Per maggiori informazioni sull’ Associzione ONLUS “Meter” consultare il sito www.associazionemeter.org e per eventuali richieste di aiuto o segnalazioni contattare il numero verde 800 4552270

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Le eccellenze del Liceo Classico “B. Marzolla”


Premiati gli studenti che hanno superato brillantemente la maturità 2010

 

Venerdì 23 dicembre nell’ aula magna del Liceo Classico “B. Marzolla” si è svolta la premiazione degli studenti che hanno conseguito la maturità col massimo dei voti, ovvero con 100/100 e 100 e lode alla presenza dei loro genitori, del corpo docente e dei ragazzi delle terze liceali. La premiazione è stata anticipata da un breve discorso del preside Antonio Tamburrano che ha sottolineato come “la media dei centisti è stata, negli ultmi quattro anni, superiore alla media nazionale”. Infatti nell’anno scolastico 2009/2010 sono state ben sedici le eccellenze: Serena Giglio (III A), Renato Oliva (III A), Giuseppe Cosentino (III A), Francesca Febbraro (III A), Daniela Leo (III A), Manuela Leo (III A) Gabriele Cagnazzo (III B), Aurora Cesano (III B), Alessio Gubello (III B), Francesca Colucci (III C), Roberta Montanaro (III C), Francesca Micelli (III C), Giuseppa Locorotondo (III D), Silvia Volpe (III D), Ilaria Ruggero (III D).

IIl preside ha inoltre messo in evidenza come “il sacrificio e l’impegno degli alunni, associati alla didattica e all’istruzione elevata portano ad avere risultati eccellenti”. I ragazzi sono stati premiati dal rappresentante dei genitori del Consiglio d’Istituto e dal dirigente dell’Ufficio Scolastico, Francesco Capobianco, che ha sottolineato l’importanza degli studi classici perchè “insegnano il metodo di studio e portano a non riscontrare problemi con gli studi universitari”. Ai ragazzi che hanno riportato la valutazione complessiva del 100 e lode sono stati consegnati il diploma e l’assegno proveniente dal Ministero dell’ Istruzione di 650 €, mentre ai ragazzi centisti è stato consegnato, oltre al diploma, una medaglia d’argento a ricordo dell’impegno negli studi. "Si spera - ha ribadito il preside Tamburrano - che anche le terze liceali, che hanno assistito alla cerimonia e che quest’anno affronteranno la maturità possano far tesoro dell’esperienza per conseguire ottimi risultati e confermare il prestigio del Liceo che ha partorito tante personalità di spicco che operano in tutti i settori" (Silvia Miceli - Brindisi 24 dicembre 2010 - ore 17.00) (Collaborazione di Serena Giglio e foto di Silvia Volpe)

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Giochi Sportivi Studenteschi - Le Provinciali di Corsa Campestre


Buona affermazione dei licei "Marzolla-Leo"

 

Si sono svolte a Carovigno Giovedì 18 e Venerdì 19 Novembre le gare provinciali di Corsa Campestre con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Alberghiero “Sandro Pertini” sez. di Carovigno. Gara imperniata sulle caratteristiche difficoltà di percorso, con terreno bagnato e irregolare, buche mimetizzate dal naturale e umido mantello erboso, snodata tra ampi spazi e strettoie che si incanalavano in “imbuti” stretti e insidiosi, dribblando tra alberi e foglie secche del maestoso e verde parco dei Principi “Dentice di Frasso”.
Hanno partecipato 70 alunne della categoria allieve, 28 categoria juniores, 95 categoria allievi e 51 categoria juniores maschili, 88 alunni della categoria Cadetti ed 88 della categoria Cadette, per un totale di 420 studenti provenienti da tutte le scuole Medie e Superiori della provincia di Brindisi.


Una sana competizione articolata su un percorso rigoroso: pieno rispetto di quel codice d’onore mutuato dal calcio, che non è solo rispetto delle regole, ma stile di vita, di pensiero, basato su concetti di amicizia, di lealtà in campo e nella vita quotidiana, il fair play. Stile di comportamento cittadino che contiene “in nuce” della cultura della legalità e le premesse per le nuove educazioni trasversali ( Decr. Gelmini).

Eventi sportivi come questi vengono vissuti come pezzi di storia individuale, come momenti di affermazione di un’identità capace di interagire, di cooperare per quel senso di appartenenza alla propria Scuola. In questa ottica la diffusione di una cultura sportiva va sostenuta, perorata, incrementata operativamente, e non demagogicamente, dalle istituzioni scolastiche.

Il dr. Massimo Monticelli, Coordinatore dell’Ambito territoriale della provincia di Brindisi e il presidente del C.O.N.I. Nicola Cainazzo, nell’elogiare l’impegno degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Carovigno per l’impegno organizzativo al fianco della Federazione di Atletica Leggera con il Presidente Carmelo Labrini, ribadiscono che questi momenti formativi divengono occasioni per importanti campagne sociali.

Gli assessori Angela Semeraro (Pubblica Istruzione Carovigno) e Carmine Brandi (Sport di Carovigno) condividono all’unisono e sostengono che la scuola, come centro di formazione, deve investire il giovane in tutte le varie dimensioni ed espressioni, rafforzando il concetto di lealtà, cooperazione e spirito di collaborazione per un sano stile di vita.

L’organizzazione è stata curata e coordinata dall’equipe tecnica di docenti di educazione fisica e dagli Enti facenti parte della Commissione Organizzatrice Regionale. L’amministrazione Provinciale, con l’Assessore Baldassarre, è stata presente assegnando le Coppe per le squadre vincitrici e supportando le varie fasi della organizzazione.

Il plauso è rivolto ai giovani protagonisti della Corsa Campestre 2010 animata da un forte spirito di collaborazione.
(Giorgio Esposito - Brindisi 20 novembre 2010 - ore 10.00)


categoria juniores femminile individuale

1° classificata Furone Anastasia Licei“B. Marzolla" Brindisi - "L. Leo" San Vito N.
2° classificata Lequile Maura Lic. “T. Monticelli-Simone” Brindisi
3° classificata Campana Giulia Scientifico/Comm. “E Ferdinando” Mesagne

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Un’altra, significativa lezione di legalità...


Il Liceo Classico “B. Marzolla” incontra il giudice Ferdinando Imposimato

Venerdì 12 novembre le ultime classi del Liceo Classico “B. Marzolla” nell’ambito del progetto “Ottobre piovono libri”, organizzato dalla Fondazione/Libreria “Taberna Libraria” di Latiano e in collaborazione con la provincia di Brindisi, hanno incontrato il giudice Ferdinando Imposimato che, raccogliendo l'invito del preside Antonio Tamburrano, ha presentato il suo ultimo libro, scritto assieme a Sandro Provvisionato, dal titolo “Doveva morire”.

Ferdinando Imposimato è uno dei magistrati che ha maggiormente lavorato per restituire la verità sull’omicidio di Aldo Moro. Si è occupato anche della lotta ai sequestri e di persona e al terrorismo, mafia e camorra (per questi motivi fu assassinato il fratello Franco nel 1983), oltre che dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981. E’ stato anche Giudice della Corte di Cassazione e attualmente è direttore dell’osservatorio Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia.

Nel corso dell’evento l’autore ha evidenziato come l’omicidio del più grande statista italiano del dopoguerra fu voluto non solo dalle Brigate Rosse, che eliminarono fisicamente Aldo Moro, ma anche dallo Stato, che non si adoperò per la sua liberazione. In particolare, ha ribadito che politici come Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio all’epoca della strage di via Fani) e Francesco Cossiga (allora Ministro dell’Interno), esponenti dello stesso partito di Aldo Moro, ovvero la Democrazia Cristiana, rifiutarono la trattativa come strumento di liberazione dell’ostaggio; ciò, secondo Imposimato, determinò “la condanna a morte di Moro”. Ma nel libro sono riportati insieme agli schizzi sulle ipotesi e sulle ricostruzioni del 16 marzo 1978, giorno della strage, anche i documenti che attestano come, sebbene molte persone (tra cui anche individui vicini al potere) sapessero dei vari rifugi e nascondigli delle Br, di fatto non ci fu una mobilitazione generale per salvare colui che stava cercando di migliorare dal punto di vista sociale e politico il Paese. L’incontro si è concluso con la consegna di una targa-ricordo all’illustre magistrato e con un’esortazione, pronunciata dallo stesso Imposimato, a tutti i giovani, di “cercare sempre la verità, a qualsiasi costo”. (Silvia Miceli - Brindisi 12 novembre 2010)

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Terminati i Giochi sportivi studenteschi di Tennis 2010 – Fase Regionale

Affermazione degli atleti del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi




Venerdì 30 aprilesi sono svolti gli incontri che hanno visto partecipare gli studenti delle scuole medie superiori di:
Molfetta, Bisceglie, Taranto, Lecce, Mesagne e Brindisi (Squadra Liceo Classico "Marzolla")
e da cui sono risultati vincitori accedendo alla fase nazionale:

Allievi Maschili - Massimiliano Monticelli del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi
Squadra Maschile - Liceo Scientifico di Bisceglie

Allievi Femminili - Claudia Pellegrino del Liceo Scientifico di Bisceglie
Squadra Femminile - Liceo Scientifico di Bisceglie

Juniores Maschile - Davide Spina dell'Istituto Tecnico "Ferdinando" di Mesagne
Squadra Maschile - Istituto Tecnico "Ferdinando" di Mesagne

Juniores Femminile - Gabriella Massari del Liceo Tecnologico "Majorana" di Brindisi

Squadra Femminile - Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi
(Faggiano Federica - Sciarra Sabrina - Cerasino Chiara - Docente Resp. Prof.ssa Torino Luisa)


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Un invito del Rotary ai futuri medici brindisini...

Analisi sui Test di Ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia



“La medicina è la più scientifica delle scienze e la più umanistica delle scienze umane”: è questa la sintesi dell’incontro sui test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia che si è svolto venerdi 5 marzo, nell’ex convento di Santa Chiara. All’evento, coordinato dal giornalista Mimmo Consales e promosso dal Rotary International di Brindisi in collaborazione con l’Interact, hanno partecipato il prof. Murri, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa, il prof. Livrea, presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della provincia di Bari, il prof. Distante, presidente dell’ISBEM di Brindisi e il dott. Criscuolo, assistente del Governatore del Rotary. Nelle loro relazioni, i proff. Murri e Livrea hanno ribadito la necessità di cambiare i test di ammisione per la Facoltà di Medicina e Chirurgia, dato che attualmente consistono in domande riguardanti soprattutto le materie scientifiche (matematica, chimica, fisica, biologia) e in minima parte le discipline umanistiche. Inoltre il prof. Livrea ha ricordato l’importanza dei test psico-attitudinali, che servono ai docenti per capire le intenzioni e le motivazioni degli studenti, e a questi ultimi per provare la loro idoneità nel settore sanitario. Si è anche analizzata la figura del medico, il quale, diversamente dal solito, dovrebbe instaurare un rapporto non solo professionale, ma anche umano col paziente, e comprendere la sofferenza del malato e della famiglia. Per questi motivi, i futuri medici (e non solo!) dovrebbero studiare maggiormente gli aspetti etici, e non limitando lo studio della morale e della bioetica al sesto anno del corso (che tra l’altro non costituisce esame a sè, ma fa parte dell’esame di medicina legale). Inoltre, così come avviene negli altri Paesi (Inghilterra, Francia, Stati Uniti), si dovrebbe tenere maggiormente conto del risultato dell’Esame di Maturità e anche dei voti degli ultimi tre anni della Scuola Superiore (attualmente il diploma della Scuola Media Superiore in Italia incide sulla prova solo per il 10%); è stato auspicato pertanto un’imminente e più seria riforma non solo universitaria, ma anche della Scuola, che includa un periodo di stage che consenta agli studenti di “mettere alla prova” le loro passioni. Ai molti studenti brindisini presenti all’incontro, per la maggior parte provenienti dal Liceo Classico “B. Marzolla” i relatori hanno augurato un grande “in bocca al lupo” per il loro futuro, sperando che sia il più rispondente alle loro capacità e aspirazioni. (Silvia Miceli)


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“Letteratura e Meridione”. Leonardo Sciascia: la scrittura, l’ impegno

Mercoledì 3 Marzo presso il salone delle conferenze di Palazzo Granafei Nervegna, il Prof. Antonio Lamantea ha tenuto una conversazione su: “Letteratura e Meridione”. Leonardo Sciascia: la scrittura, l’ impegno.

"A venti anni dalla sua morte, avvenuta nel novembre del 1989, Leonardo Sciascia è ancora un testimone della vita politica e sociale dell’Italia contemporanea" ci riferisce l'insigne studioso e, continuando, affronta tematiche che sembrano uscite dai quotidiani di questi giorni: " l'appassionata riflessione sul problema della mafia, le sue profetiche intuizioni sul potere e sulla corruzione dell’ Italia fanno di Sciascia uno scrittore di assoluta attualità."
Poi, alle nostre numerose domande inerenti la serata in corso ci invita ad ascoltare con attenzione la sua chiacchierata anticipandoci, però: "A questo deve aggiungersi la suggestiva rivendicazione della dimensione siciliana e meridionale, perseguita con passione e coerenza. Né si devono dimenticare l’altissima qualità letteraria della sua opera e il carattere europeo della sua cultura."

Insomma, una serata che, curata nei minimi dettagli dalla Presidentessa di Unitre N.D. Clori Ostillio Palazzo, ha donato al numeroso pubblico presente, includendo, anche, la significativa partecipazione della classe II C del Liceo Classico "Marzolla" di Brindisi, momenti di vera cultura che hanno onorato lo spirito umanistico di quanti frequentano l'università terza età "Giovanni Palazzo" di Brindisi.
(Sara Libardo)

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Una realtà brindisina importante: il WFP

L’addetto stampa del Comitato Italiano WFP incontra le classi del Liceo


Dopo le classi del biennio (IV-V ginnasio), anche le classi del I e II liceo venerdi 15 gennaio hanno incontrato l’addetto stampa del Comitato Italiano W.F.P. (World Food Programme) Giorgio Esposito, che ha spiegato le molteplici attività dell’ONU e del Programma Alimentare Mondiale. Tra le sue “agenzie” vi è proprio il W.F.P., che si occupa di portare aiuti alle popolazioni colpite da catastrofi naturali e da guerre ed ha proprio a Brindisi la più grande base operativa mondiale, l’UNHRD, ovvero la base di pronto intervento umanitario. Proprio all’indomani del gravissimo terremoto che ha devastato Haiti (di cui non si sa ancora il numero esatto delle vittime) e dell’alluvione in Albania, che hanno provocato seri danni al territorio, l’addetto stampa ha ribadito che numerose quantità di beni di prima necessità stanno raggiungendo e hanno raggiunto queste zone del pianeta proprio grazie all’intervento del Programma Alimentare Mondiale. Inoltre, ha ribadito che gli unici fondi che il programma riceve sono riferiti alle donazioni di alcuni Paesi, di aziende e quelli dei singoli cittadini che, anche attraverso le attività del Comitato Italiano, decidono di destinare una parte delle proprie risorse per le popolazioni in difficoltà. L’incontro ha suscitato molta attenzione e interesse da parte degli studenti che hanno scoperto anche questa realtà brindisina e si spera che in primavera, possa esserci l’occasione di poter concretizzare una visita conoscitiva della base.
(Silvia Miceli)

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11 gennaio 2010 - Alluvione in Albania

In seguito all'alluvione che ha colpito le regioni dell'Albania settentrionale, su indicazione del ministro degli Affari esteri Franco Frattini la direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha predisposto un trasporto umanitario d'emergenza per l'invio di beni di prima necessità, del valore di circa 250.000 euro. Lo rende noto oggi in una nota la Farnesina. L'operazione prevede la partenza, nella notte del 13 gennaio, di un convoglio di tir della Cooperazione Italiana che dal deposito umanitario Unhrd di Brindisi si dirigeranno al porto di Bari, dove si imbarcheranno alla volta del porto di Durazzo per giungere, il 14 gennaio, nella città di Lezha, uno dei centri più colpiti dall'alluvione. I beni, per un totale di quasi 40 tonnellate, sono costituiti da coperte, tende familiari, set da cucina, teli in plastica, contenitori per l'acqua potabile, generatori elettrici, gommoni e biscotti energetici, e saranno destinati a soddisfare le necessità di oltre 3500 evacuati. Il carico sarà preso in consegna dall'Ambasciata d'Italia a Tirana e poi ceduto alla Protezione civile albanese che ne provvederà alla distribuzione nelle aree colpite. (Giorgio Esposito)

Alluvione Albania - UNHRD di Brindisi invia gli aiuti umanitari


Brindisi l’ “ombelico del mondo” per gli aiuti umanitari - facciamo il punto sulla fame nel mondo

Al “Marzolla” di Brindisi l’addetto stampa del Comitato Italiano P.A.M. Giorgio Esposito
ha tenuto una conferenza sulla fame nel mondo

Brindisi – Mercoledì 2 dicembre 2009, aula magna del Liceo Classico “Benedetto Marzolla”: tutte le classi ginnasiali, tra cui la IV C, IV D e IV E hanno assistito ad una breve conferenza tenuta da Giorgio Esposito sul problema della fame nel mondo.
La denutrizione è, ancora oggi, un grave problema irrisolto; il conferenziere ha illustrato tutto quello che è stato fatto finora dalle nazioni più ricche. Nella sua relazione è partito dal 1919, anno in cui fu firmato il Trattato di Versailles, che segnò la nascita della Società delle Nazioni. Successivamente, la Terra fu colpita dalla Seconda guerra mondiale, al termine della quale si fondarono le Nazioni Unite.
Attualmente, ha proseguito Giorgio Esposito, esistono varie organizzazioni internazionali, da cui dipende, in pratica, il destino del mondo. La più importante di esse, l’ONU, gestisce anche gli interventi umanitari ed ha sede principale in New York. L’ONU è soprattutto famosa per i “caschi blu”, che intervengono per risolvere i conflitti internazionali.
Ci si è soffermati, poi, sugli aiuti umanitari verso il Terzo mondo, attraverso la presentazione della FAO e di altri organismi in continua attività per interrompere il circolo vizioso generato dalla povertà e dalla fame. Tra esse, il WFP, World Food Program, che vide la luce nel 1965 e, tramite diverse strategie, cerca di garantire il cibo alle nazioni colpite anche da cataclismi e carestie.
Brindisi è la città italiana sede di diversi organismi, cuore degli interventi umanitari, vero “ombelico del mondo”, per usare le parole del responsabile stampa Esposito. In questa città, ad esempio, vi è la base operativa più grande, oltre che del WFP, del suo braccio operativo, cioè l’UNHRD. Brindisi, infatti, coordina le operazioni delle altre basi nel mondo: Malaysia, Emirati Arabi, il Ghana e Panama.
Successivamente, sono stati proiettati due brevi filmati, che riguardavano gli argomenti precedentemente trattati; nel secondo, in particolare, si osservava un uomo che si muoveva su un asino; la didascalia diceva: «L’asino impiega 12 secondi per attraversare lo schermo; nel mondo, nello stesso tempo, due bambini muoiono di fame».
Al termine della conferenza, è stato poi presentato il sito del giornale “Brindisi News – Informazione & Cultura”, di cui Giorgio Esposito è il direttore editoriale. Il giornale riserva una sezione dedicata al nostro Liceo Classico “Marzolla”, nella quale sono illustrate le varie iniziative a cui gli studenti stessi hanno partecipato; vi è persino l’anteprima del giornale scolastico “L’Argonauta”.
Dopo un breve dibattito con gli studenti, Giorgio Esposito ha offerto alle classi un poster che riporta i più recenti dati sulla fame mondiale ed ha proposto un appuntamento per visitare, in primavera, la base del W.F.P. locata presso l’aeroporto militare di Brindisi. (Simone Febbraro - IV C)

Il Comitato Italiano P.A.M. al “Marzolla”: una conferenza con l’addetto stampa Giorgio Esposito

La fame nel mondo, la scarsa istruzione e l’ONU ecco di cosa si è parlato durante la conferenza con il responsabile media & comunicazione Giorgio Esposito al Marzolla.
Il giorno 02-12-2009 tutte le classi ginnasiali, tra cui anche la IV C, IV D e IV E del liceo classico di Brindisi “B. Marzolla” si sono riunite nell’aula magna per assistere alla conferenza tenuta da Giorgio Esposito responsabile della comunicazione del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale (P.A.M.) delle Nazioni Unite.
La conferenza è iniziata proprio parlando dell’ONU: la più importante organizzazione internazionale nasce nel 1945 al termine della seconda guerra mondiale, su proposta di quelle che poi diverranno i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (ovvero i cinque stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale: Cina, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti).
Si è proseguito parlando del Programma Alimentare Mondiale, braccio operativo per gli aiuti alimentari del sistema delle Nazioni Unite. Nasce nel 1965 e la sede centrale italiana è a Roma.
A Brindisi, invece, si trova la sede più importante che è locata presso l’aeroporto militare dell’aeronautica che ospita, anche l’U.N.H.R.D., deposito alimentare delle Nazioni Unite.
L’U.N.H.R.D. consiste nella gestione del pronto intervento umanitario, e la città di Brindisi è il centro operativo, per questo viene anche definita “l’ombelico del mondo”.
Una delle informazioni che ha interessato maggiormente i ragazzi sono i dati sconcertanti: il P.A.M. sfama 100. 000.000 di persone tra cui 60.000.000 bambini.
Successivamente, si aperto un dibattito cui gli studenti hanno partecipato formulando varie domande. Ai saluti finali, l’addetto stampa Esposito ha donato, a tutte le classi intervenute, una mappa del globo in cui sono evidenziate le aree di maggior rischio “fame” (Anna Argese - IV C)


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Dai banchi al palcoscenico

L’esperienza teatrale dell’autrice e di alcuni ragazzi del “Marzolla”


Tutto cominciò nel non troppo lontano gennaio 2008, quando due membri della compagnia teatrale “Sans-Papiers” di Mesagne, Antonio Bottazzo e Giancarlos Stellini, decisero di prender parte a un progetto PON del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi. L’obiettivo? La realizzazione di un musical interamente messo in scena da studenti di un’età compresa tra i quattordici e i diciotto anni. Non c’è da domandarsi il perché tutti si aspettassero un semplice laboratorio teatrale che si sarebbe poi concluso nella classica rappresentazione fine a sé stessa. Ma Bottazzo e Stellini, familiarmente Tony e Carlos, non dovettero aspettare molto prima di ricredersi totalmente, una volta trovatisi di fronte ai giovanissimi talenti del “Marzolla”. In pochissimi mesi, le capacità, l’impegno, la costanza e l’entusiasmo dei ragazzi più desiderosi di cimentarsi in canto, ballo e recitazione, furono in grado di produrre qualcosa di davvero straordinario. Quando il 27 maggio 2008 venne rappresentato presso il Cinemateatro “Impero” di Brindisi il musical “Romeo+Giulietta”, fu sorprendente quanto un pubblico di alunni e professori riuscì a emozionarsi, e non certo per il sol fascino dell’amore più struggente di sempre. L’interpretazione degli adolescenti ballerini, cantanti e attori fu tale da suggestionare anche i più scettici, quindi non è difficile immaginare come anch’io, da sempre appassionata di musica e teatro, mi innamorai dello spettacolo. E non fui l’unica, tanto che prese vita un piccolo miracolo: “Romeo+Giulietta” venne replicato più volte durante i mesi estivi nei comuni nei pressi di Brindisi, quasi come in una vera e propria tournée.
Dati i grandiosi risultati del primo spettacolo, la decisione di riproporre l’esperienza con un altro musical fu quasi scontata. Nel febbraio 2009 i vecchi aspiranti artisti si unirono a nuovi partecipanti per la rappresentazione di “Cattedrale”, liberamente ispirato al famosissimo “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante. Tra gli attori, io stessa, che, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, mi ero fatta coraggio e avevo deciso di cominciare quest’avventura, nonostante la totale inesperienza. Conoscendo la mia natura goffa e impacciata, non mi aspettavo grossi risultati; eppure, dopo mesi di prove e duro lavoro, riuscii a sorprendere me stessa. Imparai a parlare in pubblico, a muovermi sulla scena, a tirar fuori la parte più emotiva di me, ma soprattutto, a trasmettere agli spettatori i miei sentimenti. Il mio debutto arrivò il 29 maggio 2009 e”Cattedrale” si riconfermò un successo. Ricordo ancora le parole del nostro preside, Antonio Tamburrano: “Quando uno spettacolo riesce a emozionare così, allora ci si trova davanti a professionisti”. E per qualcuno di noi questo era vero. A Francesca Miccoli e Paolo Boccadamo, rispettivamente interpreti di Giulietta e Romeo in “Romeo+Giulietta”, la “Sans-Papiers” aveva già chiesto di collaborare per alcuni spettacoli a livello professionale. Non potevamo immaginare però che questa collaborazione, nell’estate 2009, si sarebbe estesa anche al nostro corpo di ballo e sarebbe culminata poi nella realizzazione estranea al progetto PON di un terzo musical, ispirato al noto “I Dieci Comandamenti”. Infatti, grazie ai finanziamenti del Comune di Brindisi e alle ragazze dell’Istituto Professionale “Morvillo-Falcone”, realizzatrici dei costumi, è stata possibile la rappresentazione del 21 dicembre scorso de “Il Sogno di Mosé”, inserito dalle istituzioni brindisine nel programma natalizio. Proprio in prossimità del Natale appunto, la storia del più celebre patriarca ebreo rivisitata in chiave del tutto umanistica, e arricchita da canzoni stupende e dalle coreografie di Gabriele Cagnazzo, che hanno previsto anche l’intervento di un trampoliere. Il frutto, questo, di una cooperazione durata due mesi e mezzo, tra i professionisti della “Sans-Papiers”,i nostri ballerini, Paolo Boccadamo, me e l’attore Daniele Barletta, inaspettatamente capace di creare il clima di entusiasmo, affetto e gioia di una vera famiglia. Una famiglia di artisti, che spero tornerà presto a calcare le scene per voi.
(Francesca Tammone)


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Brindisi, scuola, tennis: un trinomio diventato realtà
Proprio nella nostra città le Finali Nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi di Tennis


“Grazie, Flavia: sei l’orgoglio di Brindisi nel mondo”: questa la frase sul grande poster di Flavia Pennetta all’entrata del Circolo Tennis della nostra città. E la tennista italiana più valida nella storia del tennis ci ha reso orgogliosi davvero, conquistando faticosamente, quest’estate, il nono posto nella classifica mondiale. Ma noi suoi concittadini dobbiamo esserle grati per un motivo in più: è infatti per il suo talento, per la sua fama e per la sua straordinaria abilità, che la scelta della sede della fase finale nazionale dei Giochi Sportivi Studenteschi di Tennis è ricaduta proprio su Brindisi, sua città natale. Un avvenimento straordinario, che ha richiesto la collaborazione di centinaia di persone, ma che è diventato realtà proprio in questi giorni. Stamattina, decine e decine di studenti, provenienti da ogni regione d’Italia, hanno sfilato attorno a uno dei campi del Circolo Tennis e cantato l’Inno Nazionale, in una breve ma festosa cerimonia d’apertura. Brevemente ha anche parlato il sindaco, Domenico Mennitti, il quale, emozionato, non ha potuto fare a meno di citare nel suo discorso la cittadina che ha reso onore a Brindisi in tutto il mondo. Purtroppo assente, invece, tra gli ospiti d’onore, il nostro Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, la quale però, in una lettera, letta dal suo rappresentante Francesco Capobianco, direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha ribadito l’importanza dello sport nella formazione di ciascun ragazzo. E’ risaputo infatti che lo sport insegna a sfidare se stessi, a raggiungere con tenacia i propri obiettivi, a gioire delle vittorie così come ad accettare le sconfitte. E benché il tennis sia uno sport individuale, gli atleti che in questi giorni si sfideranno dovranno essere abili anche nel gioco di squadra: infatti, sarà premiata anche la regione che otterrà i migliori risultati. Non ci resta che aspettare l’esito delle partite che si svolgeranno dal primo pomeriggio di oggi fino a sabato, nella speranza che la squadra della Puglia si dimostri brillante. Forse ancora una volta un brindisino potrebbe portare in alto il nome della nostra città: sono infatti due i ragazzi in gara, allievi entrambi del Liceo Classico “Benedetto Marzolla”, pronti a destreggiarsi con la racchetta. E, si spera, a renderci orgogliosi ancora.
(Francesca Tammone)




RISULTATI FINALI

CLASSIFICA A SQUADRE MASCHILE


1. FRIULI V.G. - L.S. OBERDAN TRIESTE – DI LENARDA, ZACCHIGNA, GUERTCHE
2. LAZIO – L.S. TALETE ROMA – BERGAMO, SACCHI, CASAMASSIMA
3. PUGLIA – L.S. DA VINCI BISCEGLIE – MONTERISI, LOGOCUSO, PAPPALETTERA
4. VENETO – I.I.S DA VINCI ARZIGNANO – ZANIN, FARINON, FANTUZ

CLASSIFICA INDIVIDUALE MASCHILE

1. PUGLIA – MONTICELLI MASSIMILIANO – L.C. MARZOLLA BRINDISI
2. ALTO ADIGE – DE MENECH ALESSANDRO – L. TORRICELLI BOLZANO
3. FRIULI V.G. - DI LENARDA LUCA – L.S. OBERDAN TRIESTE
4. VENETO – ZANIN MARCO – I.I.S. DA VINCI ARZIGNANO

CLASSIFICA A SQUADRE FEMMINILE

1. PUGLIA – L.S. DA VINCI BISCEGLIE – PELLEGRINO RIZZI, MARTUCCI
2. VENETO – L.S. FRACASTORO VERONA – SPINALE, TRUZZI, ZANINI
3. LAZIO – L.C. TURRIZZIANI FROSINONE – ARCHILLETTI, ALTOBELLI, MACERON
4. UMBRIA - - CONOCCHIA, STACCHIOTTI, MANCINI

CLASSIFICA INDIVIDUALE FEMMINILE

1. ALTO ADIGE – MORELLO ERICA – L.S. TORRICELLI BOLZANO
2. MARCHE – BASSI CARLA – I.T.I.S. CORRIDONI CAMPA OSIMO
3. PUGLIA – FAGGIANO FEDERICA – L.C. MARZOLLA BRINDISI
4. LAZIO – ARCHILLETTI ANNA CARLA – L.C. TURRIZZIANI FROSINONE



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Un’assemblea davvero speciale... per non dimenticare

Il Liceo Classico “B. Marzolla” incontra il prof. Nando Dalla Chiesa

Venerdi 6 novembre, presso il Teatro Impero di Brindisi, alla presenza del Presidente del Rotary Club Brindisi-Valesio, il Cav. Vincenzo Pirato, del Provveditore Capobianco, del Presidente di Libera, gli studenti del Liceo Classico “B. Marzolla” hanno incontrato, nell’ambito del Progetto Educazione alla lettura e alla legalità, il prof. Nando dalla Chiesa, autore del libro “Album di famiglia”. Sono trentacinque brevi colloqui immaginari con gli affetti di quattro generazioni, per raccontare come, grazie e dentro a questa fitta rete di affetti, alcuni valori di fondo si sono trasmessi attravesro gli sconvolgimenti sociali e politici di un secolo intero. Accolto dalle note struggenti di “Generale” di Francesco De Gregori, che chiudeva un documentario dedicato alla figura del padre Carlo Alberto dalla Chiesa, il figlio Nando, è stato “abbracciato” da un commosso e lunghissimo applauso degli studenti che si sono alzati in piedi in omaggio al grande Generale che lottò contro la mafia fino al sacrificio della vita, nell’ attentato avvenuto il 3 settembre 1982, in cui morirono anche la seconda moglie Emmanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Dopo la presentazione del libro, il prof. Nando dalla Chiesa, docente di Sociologia della criminalità organizzata all’Università Statale di Milano, ha risposto alle domande dei ragazzi che hanno riguardato non solo la figura del padre e le vicende della sua vita raccontate nel libro, ma anche il problema della mafia e di quanto sia utopistica la possibilità di debellarla dal nostro Paese, anche a causa del forte legame con la politica. Molti politici non dimostrano senso di rispetto delle Istituzioni e degli avversari, è molto diffuso l’opportunismo, la “doppiezza”, la non coerenza nel fare ciò che si dichiara; il linguaggio della politica, spesso non rispecchia la realtà e mira il più delle volte a screditare gli avversari. Il suo modo di combattere la mafia è diverso da quello del padre e crede che la scrittura non solo sia un modo per superare il dolore, ma anche uno strumento di denuncia e sensibilizzazione soprattutto nei giovani. Il libro, oltre ad affrontare queste tematiche, è incentrato sul valore della famiglia, che minacciata sempre più dalla crisi di valori, dovrebbe trasmettere ideali come il senso del dovere, il rispetto del prossimo e dello Stato e il valore della memoria, che danno senso e continuità alla Storia. In serata Dalla Chiesa ha presentato il libro alla cittadinanza e ai membri del Rotary Club, che ha promosso l’evento nella Masseria Marziale. All’inizio della sua relazione, ha ricordato, commosso, il gesto dei giovani studenti che istintivamente si sono alzati per applaudire non solo lui, ma soprattutto l’impegno e il sacrificio di Carlo Alberto, a dimostrazione che, quanto accaduto, non è stato invano, perchè le giovani generazioni sembrano sensibili, a dispetto di quel che si crede, al problema della mafia e credono nella legalità. Perchè, come affermava il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, “Certe cose non si fanno perchè si devono fare, ma per guardare serenamente negli occhi i figli e i figli dei propri figli”. (Silvia Miceli)

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Quando l’amicizia premia...

Amiamo.. non nelle grandi ma nelle piccole cose,fatte con grande amore. C'e' tanto amore in tutti noi. Non dobbiamo temere di manifestarlo. - Madre Teresa di Calcutta –

Si è tenuto sabato 12 settembre in piazza Pio XII a San Donaci la manifestazione “Salento for Africa”, un evento promosso dall’Associazione culturale cattolica Lev Effatha. Nata nel 2004, organizza ormai da tre anni questa manifestazione per far conoscere, promuovere e sostenere dei progetti umanitari in alcuni paesi del terzo mondo. L’Associazione è sorta grazie ad alcuni volontari laici e sacerdoti che, al ritorno da un’esperienza vissuta alla fine degli anni Ottanta in Kenya, hanno deciso di continuare ad aiutare quegli amici più sfortunati creando anche un gruppo musicale che, con i proventi degli spettacoli e dei CD, realizza piccoli ospedali, scuole, pozzi e procura anche dei sostegni alimentari. Nel corso della manifestazione, che ha visto esibire dei gruppi provenienti dal Kenya, come i Mijikenda, alcuni acrobati africani e dei ballerini brasiliani, sono stati premiati gli alunni della VD del Liceo Classico “Benendetto Marzolla” di Brindisi che hanno concretamente aiutato una classe di studenti del liceo di Musanze in Ruanda. Tutto è nato durante una lezione di geografia sull’Africa e dalla visione di un filmato su un’ esperienza di volontariato in Africa: la classe ha deciso così di sostenere i progetti di Lev Effatha, inviando in Ruanda una piccola (per noi, ma ingente per i paesi del terzo mondo) somma di denaro, fatta di rinunce e raccolta durante l’anno scolastico 2008-2009, tramite due volontarie dell’associazione. In questo modo hanno permesso agli studenti, loro coetanei di Musanze, il proseguimento degli studi per un altro anno scolastico. Ma i ragazzi nel frattempo hanno mantenuto i contatti tra di loro tramite lettere ed e-mail, e sono rimasti particolarmente felici ed entusiasti nel vedere alcune foto e il video girato dalle volontarie che ritraeva i loro coetanei intenti a scrivere sulla lavagna della loro classe “Grazia a tuti li studenti Ciao VD!”. Quest’esperienza dimostra che, nonostante le recenti notizie di cronaca che denunciano una preoccupante crescita di xenofobia, c’è ancora chi continua ad aiutare il prossimo dimostrando non solo solidarietà, ma soprattutto amicizia. (Silvia Miceli)


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