L'autista della STP smentisce le affermazioni accusatorie
di un utente
Cerchiamo di cooperare con chi ci serve tutti
i giorni, autisti compresi
Sui
quotidiani di domenica, lunedì e martedì
scorso sono apparsi alcuni articoli che parlavano
di una signora sessantanovenne portatrice di handicap
che è stata offesa dall’autista della Linea
5, mentre veniva dato poco risalto alle giustificazioni
del conducente coinvolto.
Sono io l’agente a cui è successo
il fatto. Le cose però non stanno come
dichiarato dalla signora ai giornali.
La signora, innanzi tutto, sembra assolutamente perfettamente
normale, non presenta alcuna riduzione motoria, e da
come si è comportata sembra assolutamente di
tempra forte ed in buona salute.
Come al solito, io ho accostato il bus al basso marciapiede
della fermata di via Cristoforo Colombo per far salire
gli utenti che aspettavano alla fermata. Tutti gli altri
passeggeri hanno avuto modo di salire comodamente sul
bus dalle altre porte, mentre la suddetta signora, nonostante
mi fossi fermato con la porta anteriore davanti a lei,
non riusciva a gestire le sue borse piene di oggetti.
Infatti, cercava invano di posizionare le borse sul
pianale del bus mentre queste irrimediabilmente cadevano
per terra facendo fuoriuscire quanto vi era dentro.
Noi autisti di bus urbani intorno alle ore 10.30 tiriamo
un po’ il fiato cercando di rifasare gli orari
di partenza dal capolinea dopo le varie corse precipitose
e campali effettuate nelle tre ore precedenti , quando
il traffico urbano impazzisce e diventa veramente problematico
riuscire a mantenere gli orari del Servizio e, contemporaneamente,
avere un comportamento tranquillo ed elegantemente civile,
rispettoso di tutti.
Sappiamo che nel momento in cui, per varie esigenze
personali abbiamo bisogno di fare in fretta, tutti noi
, badiamo a raggiungere i nostri scopi individuali trascurando
o mettendo in secondo piano la galanteria e con essa,
le esigenze o gli interessi di coloro che ci sono intorno.
Diventiamo meno attenti ai diritti degli altri e pensiamo
prevalentemente a soddisfare i propri.
Ebbene, quel giorno a quell’ora nel centro cittadino
c’è un traffico infernale con gli automobilisti
che arrogantemente sollecitano chiunque a ripartire
non appena ci si ferma per qualche secondo di più.
A bordo del bus, gli stessi utenti sono preoccupati
di raggiungere nel più breve tempo possibile
la loro destinazione per effettuare velocemente le proprie
faccende personali e sono pronti ad inveire contro tutti
gli automobilisti che intralciano il traffico ed impediscono
di circolare regolarmente, stimolando gli stessi autisti
ad usare una guida sicura ma la più veloce possibile.
L’autista delle corriere urbane si trova costretto
a subire le prevaricazioni degli uni (automobilisti)
e le intolleranze degli altri (passeggeri trasportati).
Questa è la causa maggiore dello stress che accumuliamo
nella nostra giornata lavorativa e che magari alcune
volte ci porta ad essere, anche nella vita familiare,
meno attenti o scortesi nelle problematiche personali.
Credo che proprio questo abbia portato il Legislatore
a considerare la nostra “ attività usurante”.
In questa circostanza di pazienza ne ho avuta tanta,
sia io che tutti gli automobilisti in coda dietro la
corriera ferma per consentire alla suddetta signora
di rigovernare la borsa con tutte le sue masserizie
che, per ben tre volte consecutive, si è sparsa
per terra e sull’autobus.
Solo dopo il terzo tentativo di posizionare la borsa
in piedi appoggiandola sul vetro della porta che io,
facendomi portavoce delle rimostranze degli altri utenti
del bus e delle imprecazioni e strombazzi delle macchine
che erano ferme dietro la corriera, che mi sono lamentato,
rimproverando che non potevamo aspettare più
di tanto. Un passeggero, anche lui disturbato dall’attesa
e dai movimenti maldestri di questa signora che inutilmente
tentava ripetutamente
di posizionare in piedi questa borsa, è intervenuto
aiutandola prendendo la borsa e dandole una mano a salire.
A bordo del bus la suddetta signora ha inveito
contro di me, mortificandomi. Probabilmente
avrebbe voluto che fossi stato più gentile nei
sui confronti, magari aiutandola personalmente a salire.
Purtroppo però , non potevo, visto le circostanze,
abbandonare il posto guida per fare tanto. Consapevole
che in altra circostanza, sia io che colleghi, compatibilmente
con il Servizio, abbiamo contribuito ad aiutare personalmente
portatori handicap o persone anziane a salire sul bus.
Nel bus solo discussione verbale, nessuna offesa personale,
nessun battibecco con lei anzi, ho preferito continuare
a guidare innervosendomi tantissimo, ma ho evitato una
accalorata discussione sapendo che sono responsabile
di un mezzo di grosse dimensioni che circola per 6.30
al giorno in mezzo al traffico caotico, dove regolarmente
ogni giorno avvengono di questi episodi ed a cui la
nostra categoria è ormai abituata.
Noi autisti siamo abituati a subire le accuse che ci
vengono mosse da questi utenti che credono di essere
gli unici utilizzatori dei mezzi pubblici che a loro
volta circolano sulle deserte strade cittadine.
Quando questa signora è scesa dal bus sul quartiere
Pescatori non vi era nessun familiare che è venuto
a prenderla, anzi, è scesa senza essere aiutata
da nessuno continuando a rimproverarmi e minacciandomi
che me l’avrebbe fatta pagare. Quasi
subito si è dileguata velocemente nel quartiere.
Testimoni di quanto dico è lo stesso signore
che ha aiutato la signora a salire sul bus ( sig. PILIEGO
Cosimo abita nei pressi dello stesso villaggio Pescatori)
che può eventualmente certificare il mio corretto
comportamento.
Ringrazio per l’attenzione , distinti saluti.
In fede. DE IACO COSIMO
Brindisi 14 ottobre 2011
|