Segnalazioni
e richieste
dei cittadini


"Brindisi & Italia News", si occupa di tutte le iniziative interessanti il nostro territorio e che hanno come obiettivo la miglior vivibilità dello stesso. A tal fine, e per instaurare un rapporto collaborativo con le autorità cittadine che sia d'ausilio alle numerose richieste degli abitanti, si segnala:



 


Fate luce intorno al parco Di Giulio

Strade al buio intorno al fiore all’occhiello della città

Quando quest’estate fu inaugurato il parco Di Giulio furono in molti a lodare l’iniziativa della giunta uscente e qualche oratore più ispirato salutò l’evento come “l’inizio di un futuro più luminoso per la città”. Nonostante questi buoni auspici e nonostante il fatto che l’ENEL stessa abbia sponsorizzato la nascita di questo “polmone verde” accade che alcune strade intorno al parco, al calar del sole, rimangano completamente al buio. A differenza di quanto succede solitamente però in questo caso non abbiamo a che fare con lampadine spente o di basso voltaggio ma addirittura con la totale mancanza dei lampioni di illuminazione. Infatti gli “esperti” che hanno studiato e messo a punto intorno al parco i prolungamenti di via Fratelli Cervi, via D’Urso, via Fortunato, via A. Grandi e via Di Vittorio hanno dimenticato di apporvi i pali della pubblica illuminazione. Accade così che le stradine in questione siano diventate di notte punto d’incontro di focose coppiette in cerca di intimità, di tossicodipendenti in cerca di sballo e di balordi dediti a schiamazzi e ad atti vandalici sulle proprietà altrui. L’invito al commissario prefettizio (se farà in tempo) ed al futuro sindaco (che di tempo a disposizione ci auguriamo ne avrà molto di più) è quella di provvedere a far luce se non su chi ha commesso questo madornale errore almeno sulle strade in questione, per la tranquillità e la sicurezza dei residenti nella zona.. (Dr. Salvatore Valentino)


Segnalazione inviata il 17 novembre 2011





 


L'autista della STP smentisce le affermazioni accusatorie di un utente

Cerchiamo di cooperare con chi ci serve tutti i giorni, autisti compresi

 

Sui quotidiani di domenica, lunedì e martedì scorso sono apparsi alcuni articoli che parlavano di una signora sessantanovenne portatrice di handicap che è stata offesa dall’autista della Linea 5, mentre veniva dato poco risalto alle giustificazioni del conducente coinvolto.

Sono io l’agente a cui è successo il fatto. Le cose però non stanno come dichiarato dalla signora ai giornali.
La signora, innanzi tutto, sembra assolutamente perfettamente normale, non presenta alcuna riduzione motoria, e da come si è comportata sembra assolutamente di tempra forte ed in buona salute.
Come al solito, io ho accostato il bus al basso marciapiede della fermata di via Cristoforo Colombo per far salire gli utenti che aspettavano alla fermata. Tutti gli altri passeggeri hanno avuto modo di salire comodamente sul bus dalle altre porte, mentre la suddetta signora, nonostante mi fossi fermato con la porta anteriore davanti a lei, non riusciva a gestire le sue borse piene di oggetti. Infatti, cercava invano di posizionare le borse sul pianale del bus mentre queste irrimediabilmente cadevano per terra facendo fuoriuscire quanto vi era dentro.
Noi autisti di bus urbani intorno alle ore 10.30 tiriamo un po’ il fiato cercando di rifasare gli orari di partenza dal capolinea dopo le varie corse precipitose e campali effettuate nelle tre ore precedenti , quando il traffico urbano impazzisce e diventa veramente problematico riuscire a mantenere gli orari del Servizio e, contemporaneamente, avere un comportamento tranquillo ed elegantemente civile, rispettoso di tutti.
Sappiamo che nel momento in cui, per varie esigenze personali abbiamo bisogno di fare in fretta, tutti noi , badiamo a raggiungere i nostri scopi individuali trascurando o mettendo in secondo piano la galanteria e con essa, le esigenze o gli interessi di coloro che ci sono intorno. Diventiamo meno attenti ai diritti degli altri e pensiamo prevalentemente a soddisfare i propri.
Ebbene, quel giorno a quell’ora nel centro cittadino c’è un traffico infernale con gli automobilisti che arrogantemente sollecitano chiunque a ripartire non appena ci si ferma per qualche secondo di più.
A bordo del bus, gli stessi utenti sono preoccupati di raggiungere nel più breve tempo possibile la loro destinazione per effettuare velocemente le proprie faccende personali e sono pronti ad inveire contro tutti gli automobilisti che intralciano il traffico ed impediscono di circolare regolarmente, stimolando gli stessi autisti ad usare una guida sicura ma la più veloce possibile. L’autista delle corriere urbane si trova costretto a subire le prevaricazioni degli uni (automobilisti) e le intolleranze degli altri (passeggeri trasportati).
Questa è la causa maggiore dello stress che accumuliamo nella nostra giornata lavorativa e che magari alcune volte ci porta ad essere, anche nella vita familiare, meno attenti o scortesi nelle problematiche personali. Credo che proprio questo abbia portato il Legislatore a considerare la nostra “ attività usurante”.
In questa circostanza di pazienza ne ho avuta tanta, sia io che tutti gli automobilisti in coda dietro la corriera ferma per consentire alla suddetta signora di rigovernare la borsa con tutte le sue masserizie che, per ben tre volte consecutive, si è sparsa per terra e sull’autobus.
Solo dopo il terzo tentativo di posizionare la borsa in piedi appoggiandola sul vetro della porta che io, facendomi portavoce delle rimostranze degli altri utenti del bus e delle imprecazioni e strombazzi delle macchine che erano ferme dietro la corriera, che mi sono lamentato, rimproverando che non potevamo aspettare più di tanto. Un passeggero, anche lui disturbato dall’attesa e dai movimenti maldestri di questa signora che inutilmente tentava
ripetutamente di posizionare in piedi questa borsa, è intervenuto aiutandola prendendo la borsa e dandole una mano a salire.
A bordo del bus la suddetta signora ha inveito contro di me, mortificandomi. Probabilmente avrebbe voluto che fossi stato più gentile nei sui confronti, magari aiutandola personalmente a salire. Purtroppo però , non potevo, visto le circostanze, abbandonare il posto guida per fare tanto. Consapevole che in altra circostanza, sia io che colleghi, compatibilmente con il Servizio, abbiamo contribuito ad aiutare personalmente portatori handicap o persone anziane a salire sul bus.
Nel bus solo discussione verbale, nessuna offesa personale, nessun battibecco con lei anzi, ho preferito continuare a guidare innervosendomi tantissimo, ma ho evitato una accalorata discussione sapendo che sono responsabile di un mezzo di grosse dimensioni che circola per 6.30 al giorno in mezzo al traffico caotico, dove regolarmente ogni giorno avvengono di questi episodi ed a cui la nostra categoria è ormai abituata.
Noi autisti siamo abituati a subire le accuse che ci vengono mosse da questi utenti che credono di essere gli unici utilizzatori dei mezzi pubblici che a loro volta circolano sulle deserte strade cittadine.
Quando questa signora è scesa dal bus sul quartiere Pescatori non vi era nessun familiare che è venuto a prenderla, anzi, è scesa senza essere aiutata da nessuno continuando a rimproverarmi e minacciandomi che me l’avrebbe fatta pagare. Quasi subito si è dileguata velocemente nel quartiere.
Testimoni di quanto dico è lo stesso signore che ha aiutato la signora a salire sul bus ( sig. PILIEGO Cosimo abita nei pressi dello stesso villaggio Pescatori) che può eventualmente certificare il mio corretto comportamento.

Ringrazio per l’attenzione , distinti saluti. In fede. DE IACO COSIMO


Brindisi 14 ottobre 2011





 


Brindisi, snervanti attese al comune per la carta d’identità elettronica

Solo 12 persone al giorno possono averla


Stando alle recenti disposizioni , la Carta d’Identità elettronica dovrebbe definitivamente sostituire su tutto il territorio italiano, quella cartacea. Così nei vari comuni, ogni cittadino che vede scadere il proprio documento, si reca nella sede dei propri comuni per il rinnovo, sperando di vedersi rilasciare così il “prezioso” documento.
Questo è anche quanto avviene a Brindisi, dove ci si reca al comune con tutte le buone intenzioni per farsi rilasciare la famosa carta d’identità elettronica. Ma cosa trova il cittadino quando arriva al dunque? Vediamo un po’!

Prima la fila per poter parlare con il solo e unico sportello addetto a tale compito. Giunti alla meta, si apprende che per rinnovare la propria Carta d‘Identità, si deve avere appresso quella scaduta. Quindi viene proposto o di protrarre questa con un timbro e la spesa di cinque Euro, ma questo, però, non abilita la carta all’espatrio.
Chi decide di volere una carta ex novo, invece deve scegliere se rifarla cartacea oppure elettronica. Si sa che oggi è preferibile quella elettronica, ma ecco perché spesso il “brindisino”, ripiega su quella cartacea. Innanzitutto il prezzo: quella cartacea tra bolli e foto dal fotografo, viene più o meno 10 euro. Quella elettronica ha il vantaggio che la foto te la fanno nel Comune stesso, ma la carta in toto viene 20 euro.
A ciò si aggiunge la questione “tempo”. Un cartello, vicino allo sportello, avvisa che non si rilasciano più di 12 carte elettroniche al giorno, ma capita che già al quinto o sesto cittadino che ne fa richiesta, l’incaricata comunica che bisogna aspettare tanto, addirittura ore, per poter avere il “prezioso” documento, quindi o si ripiega su quella cartacea, che comporta un tempo di cinque minuti, oppure si ritorna il giorno dopo, sperando di aggiudicarsi i primissimi posti nella fila.
Cronometro alla mano, per ogni carta elettronica, l’impiegato ci impiega 25-30 minuti!
Ecco perché moltissimi ci rinunciano e ripiegano sulla vecchia, classica, “antica” Carta d’Identità cartacea.
Bello il progresso, simpatica l’idea di un piccolo documento elettronico per stare al passo con i tempi, ma quando si tratta di risparmiare tempo e denaro, noi, cittadini brindisini, ci accontentiamo della “tradizione”! (Federica Pignataro)





 


Brindisi agli occhi dei non brindisini

Ancora la vivibilità al centro di polemiche


“Con tutta la cacca che avete per strada vi lamentate proprio voi brindisini di merda". Questa l'affermazione di una giovane dall'accento marcatamente "settentrionale" che, il giorno 4 marzo alle ore 10.00 in Via Settimio Severo, inveiva contro un automobilista reo di averla redarguida perchè i due suoi grossi cani "urinavono" sulla carrezzeria di un vettura parcheggiata.

Viene da pensare che la giovane a Trieste rischierebbe una multa da 50 a 300 euro prevista per i proprietari dei cani che vengono sorpresi a fare la pipì sulle ruote delle auto o dei motocicli, sugli stipiti di portoni, porte, vetrine dei negozi, panchine, fioriere o altri elementi dell'arredo urbano.

Un esempio, questo, che la dice lunga sulla visione che hanno
della nostra città gli stessi cittadini e "ospiti" fissi o occasionali.

Per certi versi, hanno tutti ragione ma hanno anche tutti torto nell'ignorare che il problema vivibilità esiste e si sta avviando verso una strada di non ritorno. Le prossime mosse date dal federalismo municipale, infatti, porteranno gravi conseguenze anche alla gestione minima dei servizi pubblici. Il tutto, mentre la spesa dell'amministrazione pubblica continuerà a sostenere i privilegi di cui ha sempre goduto.





 


Brindisi, il sottile confine tra capitale della cultura e capitale della monnezza


La città cambia volto ma i problemi della vivibilità restano

 

Oramai, siamo allo sbando. I cittadini sono alle prese con l'interpretazione dell'amletico volantino che contiene il programma di raccolta dei rifiuti nella città di Brindisi. E allora, servirà un semplice computer a gestire i giorni e gli orari delle varie raccolte? Le minuscole abitazioni dei moderni condominii e le ancor più minime dimore del centro, sono adatte ad ospitare tanti contenitori così come richiede l'invito a differenziare? Dovremo abituarci a vedere maree di contenitori di vari colori che arricchiranno le strade del capoluogo? Ad ogni modo, i tanti turisti (così afferma chi vuole vedere il "bicchiere pieno") o i pochi turisti (chi vuole vederlo "proprio vuoto") si chiederanno se sono sbarcati nella onorevole Puglia o nella famigerata Campania. Tante domande, molti dubbi e quasi una certezza: la querelle continua come "guardie e ladri" che si rincorrono. Solo che, in questo caso le figure interessate sono i cittadini con le varie buste in mano che rincorrono gli automezzi per la raccolta. Ad ogni buon conto, si allegano "le solite" testimonianze aggiornate, della discarica di Via Bozzano (stradina senza uscita, che da sola vive più problematiche dell'intera città, anche per gli occhi chiusi delle autorità atte a controllare l'incolumità dei cittadini e degli avventori di transito) con ulteriori annotazioni. L'ironia della foto sottostante, rivolgendosi alle migliaia di frequentatori del cinema posto difronte alla discarica e a chi arriva nella città dai diversi ingressi, sembra augurare un inopportuno "Benvenuti a Brindisi". (Giorgio Esposito)







 


Il rione Casale di Brindisi colonizzato dai gatti

Un fenomeno ormai fuori controllo

“Ormai non se ne può più!” A quanto pare il rione Casale è diventato il luogo preferito per le colonie randagie di gatti. Passeggiando lungo via Marco Valerio, infatti, il fetore emanato dalle urine e dagli escrementi degli stessi è davvero disgustoso. Ma ahimè il problema non si limita solo a questo. I felini hanno posto le loro basi abitative direttamente “nella” scuola materna Sant’Antonio e lo spettacolo che si presenta è metaforicamente paragonabile ad una piccola discarica: resti di cibo sparsi per terra, buste aperte contenenti di tutto e diverse ciotole riempite ogni giorno dai famosi fautori della “specie” randagia.
Ovviamente nessuno chiede che questi vengano soppressi o maltrattati, però la situazione rischia di degenerare come è accaduto con l'aumento smisurato dei piccioni. A tal proposito bisognerebbe essere informati su quello che la legge dice a riguardo. I gatti randagi sono tutelati dalla legge 281/91 la quale stabilisce che possono essere sterilizzati gratuitamente dall'Asl e riammessi nel luogo d'origine.

I fondi investiti dalla sanità locale tra il 2010 e il 2012 si aggirano intorno ai 600 mila euro (200 mila euro per ogni anno). Come spesso accade campagne d' informazione a riguardo non ce ne sono, e l'unica, si è tenuta presso Fasano nel Luglio scorso.

Accade quindi che la gente essendo disperata e disinformata crede che l'unica soluzione plausibile possa essere la malsana idea della soppressione. Il rischio sarebbe quello di ritrovarsi per strada davanti a carcasse, mettendo in gioco la stessa salute dei cittadini e, come in questo caso, la salute dei bambini ospiti della struttura scolastica.

Ma, sorge spontanea una domanda: “La colpa! Di chi è?”. Generalmente quando qualcosa va male o non va, tutto ricade sui sindaci, in quanto dovrebbero provvedere ad eliminare il problema. Ma, in questo caso si aggiunge un'altra figura istituzionale già citata a priori: l' Asl.
Con i fondi messi a disposizione, quante sterilizzazioni sono state effettuate nel brindisino? Evidentemente, tali benefit non vengono sfruttati appieno, di fatti le esigue sterilizzazioni riguardano una piccola nicchia domestica e non randagia.

Stranamente, in altre zone questo fenomeno è stato arginato, eppure i fondi ci sono e la legge è uguale per tutti. Cosa accadrà? (Filippo Antonaci - Brindisi 20 novembre 2010)



 

 


Degradato il biglietto da visita della cità

Moltissimi anni ci sono voluti, affinche' BRINDISI, avesse come biglietto da visita, per chi entra in citta', un rondo' degno di tale nome, realizzato con cura sia nella progettazione che nella realizzazione. I brindisini avranno senza dubbio apprezzato le piante, alle quali i tecnici si sono ispirati e che sono senza di dubbio i simboli della nostra terra, delle nostre origini marinare e contadine. Mi riferisco all'ulivo, alla vite, al pozzo e al muretto a secco, e di quest'ultimo vorrei far presente a chi di competenza in che stato si trova. Agli inizi di questa estate e precisamente l' 8 giugno sono stato spettatore di un incidente. Un'auto, andava ad abbattere proprio il muretto di pietra, ben visibile per chi viene da Taranto, parlo della via Appia. Ma ancora oggi, trascorsi 5 mesi, i segni di quell'incidente sono ben visibili a tutti, paraurti, copri cerchi e pezzi di plastica. Da cittadino brindisino, chiedo maggiore attenzione e la rimozione di quei rottami, pregando che non siano loro a sostituire i simboli che contraddistinguono da secoli le origini della nostra amata terra. Marco, un cittadino che ama la sua citta'.

Segnalazione inviata il 18 novembre 2010


 

 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 9

Discarica di Via Bozzano

Gentile Cesare Mevoli assessore e amministratore della comunità di Brindisi, con la presente vorrei comunicarle di aver completato il lavoro di fotocronaca che racconta, in una decina di episodi (foto), il costante sviluppo della discarica di Via Bozzano (sita accanto all'isola ecologica? "a Napoli le chiamano montagne di monnezza" n.d.r.) di cui, ad ogni buon conto, allego una significativa prospettiva. Di tutto questo, vorrei ringraziare i solerti incaricati della azienda che dovrebbe raccogliere i rifiuti, i responsabili della azienda e se ce ne fossero, anche i responsabili pubblici controllori di tutti questi personaggi. Infatti, senza il loro aiuto "nel non comunicare/controllare la presenza massiccia di materiali inerti e dannosi alla salute pubblica per molto più di 15 giorni" non avrei potuto svolgere alla meglio il mio lavoro che, assicuro, sarà pubblicato insieme ad un magnifico articolo in materia.

Ora, gentilissimo, se vorrà potrà anche rendersene conto di persona e, nel contempo, la pregherei di voler far provvedere, ora per allora e per tutti i santi giorni passati (ma questa storia è presente da anni), ad una radicale pulizia non più, però, di quanto sia pulito sotto le abitazioni dei citati personaggi e della sua onorevolissima casa.

Nel ringraziarla per la sua osannata disponibilità verso Sbitri (a proposito, quanto costerà "a cranio" cioè ad ogni onesto cittadino di Brindisi che paga le tasse il risanamento di cui "gli onesti" non sono colpevoli) la inviterei, però, a titolo di pura cortesia "nei suoi confronti" a tornare più spesso in questa strada per verificare come si ripresenterà il problema con una certa consuetudine. (Giorgio Esposito)

Segnalazione inviata il 13 settembre 2010


 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 8

Cibo per i circa 20 gatti di Via Bozzano
Le numerose denunce dei residenti, non forniscono risultati



Indecenza e sporcizia che crea in strada
qualche residente di Via Bozzano 8


Infezioni per i tanti bambini che "convivono"
con i gatti di Via Bozzano 8

Segnalazione inviata il 2 marzo 2010





 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 7

Ecco quello che troviamo ogni mattina entrando a scuola a Bozzano
Ecco quello che troviamo la domenica mattina vicino la chiesa di Bozzano

Segnalazione inviata il 15 febbraio 2010





 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 6
Via Bozzano

La solita......Via Bozzano, tanto piccola ma tanto sporca

Segnalazione inviata il 1° febbraio 2010





 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 5
Via Numa Pompilio

Non si salva neanche la scuola Collodi !!!


Via Numa Pompilio 26 settembre 2009

Segnalazione inviata il 26 settembre 2009


 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 4
Viale Gran Bretagna - Viale Belgio - Via Bozzano

Quartiere Bozzano: senza parole !!!


Viale Gran Bretagna

Viale Belgio

Via Bozzano 25 agosto 2009

Via Bozzano 26 agosto 2009

Segnalazione inviata il 26 agosto 2009


 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 3
Viale Regina Margherita: lungomare o pattumiera

Sabato sera classica passeggiata serale sul lungomare. Con profondo disgusto ho notato la sporcizia che regna nella parte finale, quella che va dalla fermata della motobarca fino al ristorante Iaccato. I nostri concittadini infatti amano consumare panini e cibi vari seduti sul cordolo di cemento messo per evitare che qualche macchina finisca in mare. Gli stessi, però, forse a causa della calura estiva non possono fare dieci metri a piedi per gettare carte, bottiglie, lattine e quant’altro nei bidoni dell’immondizia. Meglio lasciarli lì, tanto ci penserà qualcun altro a raccoglierli. Credo che due o tre vigili urbani in borghese pronti a multare questi zozzoni non guasterebbero. (Ferruccio Zuccaro)

Ieri sera, intorno alle 22.00 ed oltre, eravamo proprio in quei posti con amici nostri ospiti e non di Brindisi con cui, purtroppo, abbiamo verificato le stesse cose. Appoggio in pieno la proposta dei nostri amici con cui condivido il senso civico(Giorgio Esposito - media & comunicazione)

Segnalazione inviata il 3 agosto 2009


 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' 2
Bozzano per i diversamente abili

Caro Fabio e Mingo, sono contento di vivere nella futura capitale della cultura e sicuramente questo porterà gioia e forse turismo alla nostra città. Spero solo che i turisti che abbiano problematiche di movimento autonomo non si sognino di visitare il nostro quartiere perchè li lascerebbe delusi per quanto attiene la libera circolazione dei diversamente abili. Le allegate foto, infatti, dimostrano quanto è impossibile raggiungere il parco nella piazza centrale oppure entrare nel vicino supermercato o adiacente banca. Insomma, futura capitale della cultura forse ma, intanto, lasciamo vivere in pace chi autonomo non è e, sicuramente, saremo pronti per candidarci a capitale della civiltà.


Segnalazione inviata il 24 aprile 2009

 

 

All'ufficio Lavori Pubblici del Comune

recentemente, sono stati ben apprezzati gli importanti interventi che la vs. struttura ha realizzato all'ingresso del quartiere e che si riferiscono all'impianto di illuminazione pubblica, la cui mancanza era oggetto di vera pericolosità;

nella stessa zona, inoltre, era stato paventato, un rondò che avrebbe semplificato la circolazione che, a volte, è resa problematica per la presenza in loco del cinema multisala;

ancora, poco distante dalla zona interessata, esiste un appezzamento di terreno, fino a qualche anno fa sede di una casa abusiva, che a volte, è ricettacolo di varie forme di rifiuti.


Segnalazione inviata il 25 febbraio 2009
- In merito, riceviamo dall'Assessorato ai lavori pubblici il seguente documento:


clicca per consultare la risposta


 

 

STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA'
Viale Belgio “pattumiera” del quartiere Bozzano.

A Bozzano, nel nostro quartiere, siamo purtroppo costretti ad assistere ad un evidente elemento. Viale Belgio è ormai quasi interamente deturpato da decine di sacchetti di spazzatura abbandonati nelle aiuole, accanto agli alberi. La cosa peggiore, è che a circa 100 m di distanza è presente un'isola ecologica di cassonetti che, evidentemente, viene ritenuta troppo lontana da certa gente che non possiede la minima considerazione per il rispetto altrui. A niente sono valse alcune iniziative di abitanti di questa via, intese al richiamo per un maggior rispetto delle regole. Nonostante il perdurare di questa situazione, nessun controllo è stato predisposto dalle autorità sanitarie o dal comune. Per evitare di arrivare a situazioni "partenopee", non degne di una società civile, gli organi preposti dovrebbero attivarsi per stroncare questo fenomeno. Anche perché, il conferimento di rifiuti fuori dagli appositi spazi è contrario alla legge. Per quanto descritto, gli abitanti di Viale Belgio auspicano un intervento risolutivo prima della stagione estiva che, qualora non applicato, aumenterebbe notevolmente i disagi dovuti alla “grave mancanza di igiene”. Rivolgiamo, quindi, alle autorità del Comune un invito alla vigilanza su questo deprecabile fenomeno utilizzando, con rigore, le sanzioni previste dalla legge. (Irene Martucci)


Segnalazione inviata il 4 marzo 2009