Recensioni di viaggio

Rubrica curata da Giorgio Esposito
Esperienze dell'autore in giro per il mondo


Viaggiare è sognare, esplorare, scoprire. E, proprio seguendo questa massima esploreremo, insieme,
il complesso mondo dei viaggi, scopriremo le mete più sognate da tutti noi, attraverso le personali
esperienze del girovagare intorno al mondo. Uno spazio, questo, non solo dedicato ai tanti appassionati ma, anche "open" a quanti vogliano raccontare le proprie avventure.
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Recensioni

Esperienze dei viaggiatori



 

Belize
Honduras
Nicaragua
 






Spagna - Barcellona

(Giorgio Esposito)

Barcellona, una città che pone al centro della sua dimensione la vivibilità. Aprile. La primavera tarda ad arrivare ma le enormi masse di turisti affollano le placide strade di questa città spagnola che ama identificarsi quale “dimensione diversa della penisola iberica”. La Catalogna – la regione che ospita il territorio di Barcellona – infatti, vive da sempre una virtuale indipendenza con propri usi, costumi e lingua che ha portato l’idioma anche sulla costa ovest della Sardegna (Alghero in particolare).

Una city europea e mondiale che – a nostro giudizio – merita una delle palme d’oro di “città tra le più vivibili del mondo” oltre ad essere indiscutibilmente bella per tantissimi altri motivi. I record che citiamo riguardano soprattutto i servizi eccellenti, paesaggi curati e rispettati, viabilità invidiabile, trasporti eccezionali, Cultura con la C maiuscola etc.

Una città che si scopre “solo vivendola” e che in 4-5 giorni si riesce a carpirne l’animo. Il viaggiatore (non turista, ndr) che ama “vivere in prima persona” i luoghi della città, si programmerà con attenzione i siti da visitare. Siti che in queste righe e scatti fotografici consigliamo secondo le nostre esperienze. Ecco un breve e rapido elenco:

Sagrada Familia, Parc Guell, Piazza di Spagna, Poble Espanyol, Fontana magica, Palau Nacional, Barrio gotico, Cattedrale, La Rambla, Mercato della Boqueria, Mirador de Colon, Barceloneta con la sua immensa spiaggia, Cittadella olimpica, torre Agbar… Tutti luoghi raggiungibili dalle funzionali 10 linee di metropolitana che si utilizzano attraverso il ticket di 2 euro a corsa oppure con il comodissimo abbonamento a 10 corse.

Teniamo presente che a Barcellona ci si arriva prevalentemente utilizzando l’aereo da varie città d’Italia, d’europa e del mondo intero con cui è frequentemente collegata attraverso il suo aeroporto internazionale “El Prat”. I nuovi voli “low coast”, invece, utilizzano quello di Girona lontano ben 100 km. Step successivo a quello della scelta del mezzo di arrivo-partenza, la sistemazione alberghiera. Barcellona offre un’infinità di opportunità per ospitare i milioni di turisti che la visitano tutto l’anno con grandissima propensione da parte di studenti delle scuole di tutta europa. Il consiglio è di scegliere un hotel non centralissimo ma vicino alla linea della Metro per poi poter decidere di raggiungere il centro a piedi oppure - tutte le destinazioni - attraverso l’uso della metropolitana. Noi siamo rimasti entusiasti di un quattro stelle che offre ottimi servizi, alla fine della Rambla de Catalunya. Una zona a due fermate metro dal centro, amabilissima da viverci e ricca di negozi per fare shopping.

Altro elemento importante nella vita dei Barcellonesi riguarda la socialità e quindi i luoghi in cui ci si incontra con gli amici. A questo scopo, il rifugio classico è rappresentato dai “Bar” attrezzatissimi di Wi-Fi e anche eleganti per ospitare qualsiasi ceto con al seguito computers, palmari etc. Il tutto, naturalmente condito con la squisita cucina catalana: Paellas, Tapas, Sangria... Il viaggiatore, dunque, per poter “vivere” al meglio l’esperienza della città non ha che organizzarsi secondo le proprie passioni e necessità. Ora, a voi la scelta.
(Giorgio Esposito)

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Stati Uniti d'America

(Giorgio Esposito)

La vastitā e le innumerevoli attrattive che ogni suo Stato propone, rendono questo paese difficilmente descrivibile a chi, per qualsiasi ragione, non vi ha trascorso almeno qualche settimana. Noi gli abbiamo dedicato periodi di viaggi-vacanza, sia in estate che inverno, nel 2001, 2006, 2007, 2009, 2010. Gli "States", che in genere rappresentano, falsamente, il punto di partenza per il viaggiatore "intercontinentale" dovrebbero essere, invece, il possibile punto di arrivo; questo, anche alla luce delle tante piccole-grandi difficoltà, specie dopo l'11 settembre, che si possono incontrare. La lingua, i viaggi interni, la scarsa conoscenza ed esperienza soprattutto in materia di sicurezza interna, possono rappresentare degli ostacoli che rovinerebbero le aspettative di vacanza. Pertanto, è estremamente consigliabile: alcune carte di credito senza limiti di spesa e/o traveller's cheque, assicurazione sanitaria, numeri di telefono dell'ambasciata e consolati italiani della zona e una raccomandazione, nei paesi non appartenenti alla comunità europea, usare tanta cautela e molto buon senso.

Dopo l'11 settembre, l'ingresso in USA è reso difficoltoso dalle tante accortezze che il governo americano ha dovuto applicare. Primo tra tutti il "Visto ESTA" che obbliga chiunque voglia recarsi in territori statunitensi o solo di passaggio, a richiedere una preventiva autorizzazione al solo viaggio e non ha niente a che fare con il Visto d'ingresso che può essere richiesto solo a Consolati e Ambasciata. Esso si richiede via telematica e prevede anche l'esborso di 14 $ da pagare con carta di credito. Poi è obbligatorio il passaporto elettronico (con foto digitale) e, prima dell'imbarco in aereo o nave, si subisce una efficace perquisizione e accuratissimo controllo dei documenti. All'arrivo, poi, si è soggetti ad un screening che prevede rilascio impronte digitali, scatto foto, consegna dei modelli "I94W verde" e "I94 bianco" preventivamente compilati e piccolo interrogatorio sulle località e motivo di visita negli USA. L'autorizzazione verde che viene rilasciata e applicata al passaporto, dovrà essere riconsegnata agli uffici doganali al momento dell'uscita definitiva dal paese. Remember: sia nel Visto ESTA che nel documento verde da compilare, bisogna specificare esattamente e completamente l'indirizzo del luogo dove si trascorre la prima notte negli States.


Gli USA si raggiungono da Roma, Milano, Venezia, Napoli, Bologna in 7/8 ore la costa est e 10/11 ore la costa ovest. La scelta del vettore, naturalmente, implica anche la scelta del tipo di assistenza a bordo: mediocre-sufficiente per compagnie americane, discreto-buono per quelle europee, buono-ottimo per le grandi compagnie asiatiche. Il costo del ticket in genere fluttua con le stagioni ed i posti disponibili; piccolo consiglio: il lungo viaggio ed il successivo jet-lag (sindrome del fuso orario) si ammortizzano meglio se i posti a bordo sono comodi, quindi è raccomandabile se non la First Class/Business, almeno una assegnazione più agevole. Il volo aereo, del resto, ha delle problematiche tutte sue e, quindi, bisogna sempre considerare, così come per gli Hotel, di rivolgersi sempre a degli esperti del settore e che abbiano grandi esperienze di viaggi recenti. Mai fidarsi di agenti di viaggio che non effettuano tour propri in giro per il mondo. Non affidarsi al consiglio occasionale dell'amico o dell'amico di un nostro amico-parente.

Le normative americane sono molto diverse da quelle italiche, soprattutto, per le infrazioni e per i reati. Ogni Stato ha le sue leggi che sono anche molto severe con chi delinque o non si assoggetta ai loro civilissimi usi. Quindi, per qualsiasi problema, fare sempre riferimento all'ambasciata o consolati italiani sul posto.

New York, 2001 - 2007 - 2011 - Nel descrive, invece, le città su cui è caduta la nostra priorità di visita, appare subito impossibile formare una valida graduatoria, anche alla luce delle diverse passioni ed esigenze. La nostra, vedono al primo posto la mitica "Grande Mela". Nulla le è pari in tutto il mondo! Provare per credere! Il nostro ricordo più "forte" delle due volte in cui ci siamo stati (2001 e 2007) è ben vivo nella mente e nel cuore: nel 2001 solo 20 giorni prima dell'attentato alle Twin Towers.

Per l'hotel abbiamo scelto
Manhattan e la zona di Brodway da cui si raggiungono tutte le varie destinazioni cittadine in brevissimo tempo sia utilizzando i funzionalissimi taxi yellow che la efficiente metropolitana.

La New York di oggi è ben diversa da quella pericolosa che i tanti film ci hanno propinato negli anni. Il quartiere di Harlem ne è un esempio classico. Questo, chiaramente non significa abbassare la guardia favorendo i tanti disperati ad interessarsi a noi. Prestare la giusta attenzione, è d'obbligo ma senza eccessivi allarmismi.

Per i luoghi a cui dare priorità, dipende molto dal tempo a disposizione che, qualsiasi sia, non basta mai.
Central Park, Statua della libertà e Ellis Island, Palazzo delle Nazioni Unite,
Brooklyn Bridge,
Times Square, Empire State Building, Fifth avenue, Saint Patrick, Rockfeller center, Museo Storia naturale, Little Italy, Chinatown, Ground Zero, sono solo alcuni dei siti di maggiore interesse turistico. Una sola considerazione: ognuno di questi "monumenti" citati meriterebbe la visita di una giornata intera tranne Central Park che considerate le dimensioni non ne basterebbero tre di giornate.


Miami, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011
- A seguire, dopo la "Big Apple" le nostre preferenze ricadono sulla solare Miami e le tre volte in cui ci siamo tuffati nelle sue calde acque caraibiche, negli anni 2007, 2009 e 2010, ne sono una dimostrazione. Climaticamente vivibile per l'anno intero, rappresenta di sicuro il classico rifugio per chiunque voglia........ staccare la spina dallo stress quotidiano. E, i tantissimi italiani presenti lo testimoniano a gran voce. Trasgressiva ma pacata, attira sulle sue splendide spiagge giovani da tutto il mondo. Chiaramente, parliamo della "Miami Beach" che è ben diversa dall'anonima e sconosciuta "Miami city" e da cui è divisa dal mare.


San Francisco, 2001 e 2006 - ha raccolto i nostri amabili consensi per la sua splendida collocazione geografica, per i tantissimi motivi d'interesse che offre ai suoi estimatori. Una splendida baia, il mitico Golden Gate, Alcatraz "la roccia", lo storico e divertentissimo tram, i suoi coloratissimi moli "Pier", la numerosa colonia di Leoni Marini che posteggiano nel porto, la natura che la circonda e le sue mitiche strade cittadine "collinari". Insomma, chi nel proprio itinerario colloca "Frisco" non se ne pente.


Washington D.C.,
si è svelata a noi quale capitale degli States ma, soprattutto, città ricca di tantissimi monumenti che rammentano il passato glorioso di questo popolo pragmatico anche nelle scelte più difficili. Moderna e solare per gli spazi immensi che dedica alla sua urbanistica, gode di un clima atlantico che prevede grandi nevicate in inverno e meravigliose primavere-estati. Ricchissima d'attrattive, tra cui l'immancabile Casa Bianca, Campidoglio, Cimitero di Arlington, Lincoln Memorial,
Washington Monument, Constitution gardens, Jefferson Memorial e i tanti e gratuiti musei di cui è costellata.


Las Vegas.
La più grande Disney World del pianeta di cui rimangono affascinati sia adulti che bambini. Una città sorta in mezzo al deserto e che oggi accoglie, nella la sua fantasmagorica strada principale "Strip", qualche centinaio di milione di persone l'anno. E' vero che il tutto gira intorno agli onnipresenti casinò ma, è anche vero che ad ognuno di essi è abbinato uno sbalorditivo hotel anche di seimila (6.000) stanze. Il nostro, il Luxor che imita perfettamente una gigantesca "Piramide" tutta di cristallo nero ne aveva "appena" 4.5oo di stanze tutte sontuosamente arredate in stile antico egitto come del resto è arredata tutta la gigantesca struttura. Quindi, il Venetian che ha clonato Piazza San Marco e che ripropone al suo interno la laguna solcata da vere gondole. Il Bellagio a similitudine del Lago di Garda, poi il Paris, il New York, il Caesar Palace con immensi percorsi interni che ripercorrono la vita dell'antica Roma, l'Alladin che ha una galleria interna stracolma di negozi e lunga un kilometro. E, di queste strutture ne sorgono diverse ogni anno che passa.


Key West,
estremo lembo degli States nel favoloso mare caraibico, rappresentato da una lunga serie di isole coralline, si raggiunge percorrendo i circa 300 Km di strada che hanno inizio in florida a sud di Miami e termina su questa ultima e splendida isola. Il fascino di Key West è dato dalla correlazione storica con il mondo dei pirati che nei caraibi avevano le loro basi. Tutto, infatti, rammenta la loro antica presenza in una scenografia naturale di straordinaria bellezza. Famosissimo, il tramonto del 31 dicembre (che si rammenta avviene in piena estate caraibica) che offre uno spettacolo unico alle tantissime migliaia di americani e non che accorrono in massa a "viverlo" in prima persona.


Los Angeles.
La mecca del Cinema mondiale disperde i visitatori tra le tantissime attrattive che offre il suo territorio. L'imbarazzo, infatti, è dato solo dalla priorità personale dei luoghi a cui prestare i propri interessi. Il cinema con Hollywood, le sue immense spiagge, la bella vita di Beverly Hills, lo shopping di Rodeo Drive, le famosissime strade dove si celebrano i divi etc. Forse, per tutto questo non basta qualche giorno ma, una guida esperta saprà di sicuro condensare i vostri interessi in tempi accettabili.


Buffalo,
meglio conosciuta quale località che ospita le Niagara Falls le cascate più famose del mondo. Spettacolo, chiaramente assicurato da una maestosità naturale che si può apprezzare da tutti i lati possibili. Molto interessante e da non farsi mancare, l'escursione in battello che arriva sin sotto la grandiosa massa d'acqua e che dona agli spettatori i più bei colori dell'arcobaleno. La cittadina che si sviluppa intorno, Niagara City, poi, offre tante ragioni di svago e di vari divertimenti anche di sera quando non è possibile accedere alle cascate che però si sentono sempre con grande fragore.


Yosemite Park,
come tutti i grandi parchi nazionali americani, raccolgono sempre tanti favori tra i milioni di turisti che scelgono di visitarli. Una scelta che cade quasi sempre su questo e su Yellostow che però, a detta dei tanti, non offre le grandi diversità di Yosemite Park. Immenso e reso veramente funzionale da un "sistema Parco" che prevede anche la possibilità di alloggio in varie tipologie ma, sempre all'insegna della natura da vivere in prima persona. Nelle sue vicinanze, varie cittadine che rendono ancora più interessanti questi luoghi. Da consigliare la località di
Mammoth Lakes posta a più di 3.000 metri di altezza che offre piste da sci anche in estate.


Philadelfia.
La città che racconta le origini degli "United States" così come li conosciamo ora. La patria della "Costituzione" quell'ingiallita pergamena a cui i cittadini statunitensi sono attaccati più di ogni altra cosa. Per dovere di cronaca, Philadelfia è anche la città di Rocky Balboa il più famoso pugile di celluloide del mondo a cui i residenti sono molto legati andandone ben fieri. Ma la vera ragione della storia di questa simpatica megalopoli della Pennsylvania è racchiusa in alcuni edifici del centro che appunto, racchiudono tesori quali "Liberty bell" la campana della libertà e l'originale carta costituzionale ospitata nella celebre "Indipendence Hall" dove si riunì l'assemblea che diede vita agli Stati Uniti d'America.


Minneapolis,
la "città dei laghi" condivide l'area metropolitana con la vicinissima Saint Paul, capitale dello stato del Minnesota. Sorge ed è spaccata dal fiume Mississipi che diventa il vero polo nevralgico delle produzioni locali legate tutte all'agro alimentare. Molto bello il suo Skyline per chi proviene dal lato fiume.

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Emirati Arabi - Dubai

(Giorgio Esposito)

Incredibile Dubai. Non trovo aggettivo migliore per sintetizzare questa città medio orientale che, insieme ad altri sei emirati formano lo stato degli Emirati Arabi Uniti (U.A.E.). Collocati geograficamente all'estremità della penisola arabica, confinano con Oman e Arabia Saudita. La loro capitale è Abu Dhabi, a soli 100 Km dalla più nota Dubai che, con il suo milione di abitanti resta la città più popolata del comprensorio. E, proprio nel contesto arabico, nulla le è pari, a partire dalla sua significativa storia contemporanea che l'ha portata a divenire il centro nevralgico asiatico e non solo. Grande fautore e vero leader di tutte le innovazioni, lo scieicco Maktoum Bin Rashid Al Maktoum che, discostandosi dal pensiero radicale come quello che attanaglia paesi quali l'Iran, l'Iraq, Yemen etc., ha aperto le porte ad una sfrenata ma controllata benissimo, dalle leggi in vigore, occidentalizzazione.
Il risultato balza subito agli occhi dal momento che si sceglie di viaggiare con il vettore aereo di bandiera "Emirates", collocato, negli ultimi anni, sempre nei primi posti delle statistiche professionali quale aerolinea tra le più gradite del mondo. Essere ospiti all'interno dei suoi magnifici e sempre nuovissimi aeromobili, infatti, significa vivere i migliori benefit che possano essere previsti in un aereo di linea. L'aeroporto della città, anch'esso sempre premiato a livello mondiale, che da Roma si raggiunge in sei ore di volo, fornisce subito uno spaccato di quello che troveremo all'esterno.

Il clima, mite e sopportabile da Settembre a Maggio, diventa torrido nei restanti mesi da Giugno ad Agosto con variazioni tra 40 e 48 gradi. Il periodo da noi scelto (settimana di Pasqua - aprile 2010) 30° circa, ci ha consentito di vivere appieno tutte le varie occasioni di poter visitare gli Emirati, dal deserto alla città.

I trasporti, vero punto d'eccellenza, favoriscono gli spostamenti nelle tante immense zone in cui è frazionata la city. Quattro compagnie di taxi, tutte impeccabili nella forma e nella sostanza; un servizio bus cittadino ed extra urbano sempre puntuale nei tanti servizi offerti, comprese le svariate centinaia di pensiline alle fermate d'autobus, tutte rigorosamente attrezzate per l'attesa, le informazioni e la climatizzazione; una rete di metropolitana, a guida automatica e sopraelevata, di ultimissima generazione efficientissima; una viabilità che varia dalle 2 alle 7 corsie per senso di marcia senza un solo buco o rattoppo e tutto splendidamente incorniciato dalle onnipresenti petunie (fiori rossi e bianchi) e grandi distese di prato verde. Da citare, anche, i centinaia di autovelox e fotored presenti quasi ad ogni incrocio. Il costo del carburante, per la benzina verde, è di 25 centesimi di euro al litro (10 euro = 40 litri)

Il mare e le spiaggie sono l'altro splendido scenario in cui il viaggiatore si imbatte. L'azzurro delle limpide acque ed il bianchissimo della sabbia sono i colori delle coste cittadine curatissime fin nei minimi dettagli per accoglienza e vivibilità.

La popolazione, per oltre il 90% composta da stranieri lavoratori (indiani, pakistani e arabi in genere), è sempre gentile e premurosa nel dettagliare le risposte ad eventuali domande poste loro. Criminalità assente (vige la pena di morte attraverso la legge della Shariah) anche per l'assiduo controllo della Polizia, favoriscono la tranquillità dei turisti anche nei sobborghi e a qualsiasi ora. Gli uomini, in genere, vestono la lunga ed elegante tunica bianca con in testa il (kafiyyehe) fazzoletto bianco o colorato fissato in testa da una cordicella nera (iqal). Le donne arabe possono vestire l'abaya (un lungo abito scuro), portato sopra ai vestiti tradizionali, con una sheyla o hijab (una sciarpa usata per coprire il volto e la testa). Il tutto sempre indossato con eleganza e ricercatezza che si evince, anche, dalle offerte delle tantissime boutique di abiti. La societá di Dubai è tribale, le donne locali si sposano solo con i locali appartenenti alle tribù del posto. Le ragazze di solito escono sempre tra amiche ma in linea di massima ignorano gli stranieri, ai quali difficilmente rivolgono la parola. In generale nel golfo la gente non ama la promiscuità, gli uomini escono tra uomini, e le donne tra donne.

Il commercio o il business, rappresenta una fetta nutritissima della vita sociale di Dubai. Alcuni esempi sono dati dai tanti "Mall" centri commerciali disseminati sul territorio e due fra tutti: Dubai Mall (1200 milleduecento negozi) e Mall of Emirates (500 negozi). Più che centri del commercio, essi rappresentano vere città indor (al coperto), al loro interno, infatti, è sito il famoso sky Dubai con vere piste da sci e impianti di risalita, l'acquario più grande del mondo, piste di pattinaggio su ghiaccio e non, giganteschi cinema, immensi ristoranti e i negozi più noti del firmamento planetario. Il tutto reso funzionale da una perfetta organizzazione.
Vi sono poi i suk (mercati specializzati in vari commerci) tutti coloratissimi, i cui più noti sono quello dell'oro e delle spezie che è preferibile raggiungere attraversando il creeck, una larga e lunga fetta di mare che si inoltra per kilometri all'interno di parte della città. Per il pittoresco passaggio si usano gli abra, caratteristiche imbarcazioni arabe che a centinaia e contemporaneamente, tagliano la lingua di mare che divide le due sponde. Interessante, anche il Museo cittadino.
La moneta locale è il Dirham (un quinto di euro) ed è preferibile sia usata in tutte le occasioni di piccoli pagamenti. Altrimenti, si accettano euro e dollari solo in banconote e le più note carte di credito che vengono sempre richieste (come in tutto il mondo) a garanzia dei vari pagamenti in hotel.

Gli Hotel e i tantissimi grattacieli finanziari tra cui il nuovissimo Burj Dubai il più alto del mondo (quasi un kilometro), sono poi per il turista, la vera manna. Dagli alberghi collocati sulla famosa "Palma" o "World" oppure sul futuro "Universe" fino agli innumerevoli disseminati lungo le splendide spiagge o nelle zone più centrali, offrono servizi di prim'ordine ad una clientela veramente variegata.

Insomma, un'esperienza che lascia il segno e che ha reso la vacanza in questi luoghi, anche per noi assidui viaggiatori del mondo intero, unica nel suo genere. Il vero tiranno, è rappresentato dal tempo a disposizione che oggettivamente non basta mai. Dopo sei giorni vissuti intensamente tra mattinate al mare e pomeriggi- sere in visite varie, infatti, ci si rende conto di aver optato per solo il 50% delle opportunità che il territorio offre. Qualche curiosità vissuta: in 6 giorni non abbiamo visto un cane mentre abbiamo scorto 2 gatti. Gli arabi non amano questi due animali mentre impazziscono per Falchi e Cavalli; tra gli uomini arabi è normale passeggiare mano nella mano. (Giorgio Esposito)

Dubai, cenni storici
1830: il piccolo insediamento di pescatori di Dubai viene occupato da un segmento della tribù dei Bani Yas, provenienti dall’oasi di Liwa e guidata dalla famiglia Maktoum, che governa ancora oggi negli Emirati.
1892: Commercianti stranieri sono attirati a Dubai dalla prospettiva dell’esenzione dalle tasse. La popolazione raddoppia e l’industria delle perle subisce un boom.
1930-1940: la recessione colpisce l’industrie delle perle di Dubai, la città cade in declino portando a tensioni sociali e faide interne tra i reali.
1958: lo sceicco Rashid diviene ufficialmente il governatore di Dubai succedendo al padre.
1959: l’emiro del Kuwait dà in prestito a Rashid milioni di dollari per rimodernare l’area della baia e ospitare grandi imbarcazioni che faranno la fortuna di Dubai, come grande centro di smistamento per i traffici marittimi.
1966: Dubai scopre il petrolio, attirando commercianti e uomini d’affari che si stanziano in città, favorendone la crescita economica
1968: Dubai inizia ad esportare il greggio, e milioni di dollari entrano nelle casse della città.
1973: il Dirham diventa la moneta unica ufficiale a Dubai.
1985: nasce la compagnia di bandiera degli Emirati e Dubai si reinventa come destinazione turistica
1990: lo sceicco Maktoum succede al padre come governatore di Dubai, morto nella guerra del Golfo Persico
1996: vengono lanciati il Dubai shopping festival and la World Cup, che diventeranno degli eventi mondiali di successo
1999: viene inaugurato l’hotel Burj Al Arab, che stigmatizza ancora di più la nuova vocazione di Dubai come meta turistica
2003: Dubai viene riconosciuta dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale come un nodo finanziario mondiale. Inoltre il mercato immobiliare subisce un' impennata
2006: lo sceicco Mohammed diventa primo ministro e vice presidente degli Emirati, nonché governatore di Dubai. Egli rende più attuali le politiche liberali già proprie dei suoi discendenti Maktoum, aumentando il profilo imprenditoriale della città.

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Cina - Hong Kong

(Giorgio Esposito)

Per la maggioranza dei viaggiatori occidentali, Hong Kong viene vissuta solo attraverso le tante citazioni finanziarie che fanno di questa incredibile città la “Tigre dell’Asia”. Noi, invece, l’abbiamo voluta vivere per più di due giorni ed essa ci ha accolti con splendido sole e temperature miti.

La sua storia è recente e fa solo riferimento al 1898, quando la Cina la cedette alla Gran Bretagna per 99 anni e allo scadere (30 giugno 1997) tutto il territorio fu restituito alla Repubblica di Cina con la clausola dell’indipendenza amministrativa, cosa che gli ha consentito di divenire il più grande centro finanziario del pianeta.

Il territorio è formato da 236 isole con circa 9 milioni di abitanti che, pur vivendo spazi affollati, non creano disagi e ingorghi “umani”. La città, infatti, si presenta a qualsiasi ora sempre ordinata e pulita grazie anche ad una fittissima rete formata da gruppi di donne che svolgono incarichi ecologici quali, appunto, l’estrema pulizia delle aree urbane a qualsiasi ora e festivi compresi.

L’aria che si respira, chiaramente, è cinese anche se la internazionalizzazione ha reso la vivibilità adatta a qualsiasi cultura non orientale. Mentre, girando per le tantissime stradine che formano le aree più popolari, ci si imbatte subito nella migliore tradizione cinese formata dal loro modo di vivere, mangiare, abitare e proporsi sempre con tantissima socialità a chi visita questi luoghi. Hong Kong è una città più che sicura e consente a chiunque di girarvi anche di notte con tranquillità. E’ importante sapere che è reato gravissimo importare-usare droghe per il quale, unitamente ad altri reati, è prevista la pena di morte.

I sistemi di trasporti sono tutti molto funzionali e alcuni anche originali e caratteristici. Una eccellente rete di metropolitana garantisce spostamenti veloci e raggiungibilità di ogni area. Così come il modernissimo nuovo aeroporto sull’isola di Lantau che accoglie con incredibile perfezione tutti i viaggiatori che lo scelgono anche solo per transitarvi e raggiungere ogni luogo del globo. Grazie, alle migliaia di voli che le tantissime compagnie aeree offrono e che fanno di Hong Kong uno degli aeroporti più trafficati del mondo (50 milioni di passeggeri) e che viene sempre premiato con “gli Awards” del settore per la sua ottima gestione. La compagnia di bandiera locale che è anche quella più importante dell’asia è Catay Pacific anch’essa super premiata quale “airline” migliore del mondo negli ultimi cinque anni. Valutazione che abbiamo potuto riscontrare anche noi, scegliendola per i voli Roma – Hong Kong e ritorno di 26 ore e quelli Hong Kong – Bali di 10 ore. La moneta corrente è il $ di Hong Kong e sono gradite le maggiori credit card.

Anche alcune curiosità possono dare la giusta immagine di questa città così cosmopolita: è vietato fumare all’aperto nella maggior parte della città con multe di 500 €uro per i trasgressori; è sede del più grande Disneyland park del mondo; il suo skyline (panorama cittadino) è il più fotografato del mondo; le sue due strade Canton Road e Nathan Road insieme alla galleria Harbour che corre parallela ad esse per qualche chilometro, sono sedi delle più grandi e straordinarie boutique griffate del globo; sul suo territorio insistono numerosi ed enormi parchi pubblici curati nei minimi dettagli.

Le strutture alberghiere sono sempre di altissimo livello con servizi adeguati alla clientela internazionale. Il clima è umido in primavera ed estate e secco durante le altre stagioni con medie di 30 gradi. (Giorgio Esposito)

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Indonesia - Bali

(Giorgio Esposito)

L’Indonesia, con i suoi quasi 2 milioni di chilometri quadrati, è collocata geograficamente quale confine tra l’emisfero boreale e quello australe distanziandosi, infatti, dalle terre australiane solo 150 chilometri. Bali, in particolare è ampiamente nell'emisfero australe e gode del clima equatoriale tutto l'anno.

Gli appassionati di viaggi, che studiano questa regione del mondo per passarvi qualche settimana sulle sue bellissime coste o nelle sue intricate foreste del Borneo e di Papua, si rendono subito conto della incredibile spettacolarità del suo enorme territorio che spazia tra Oceano Indiano e Pacifico.

Una delle mete turistiche più ambite di questo paese è sicuramente rappresentata dal isola di Bali meglio conosciuta come “l’isola degli dei” o “isola del sorriso” le cui motivazioni sono evidenti sia per le diverse migliaia di simulacri religiosi e templi sparsi sul territorio, che per l’eterno sorriso stampato sulla bocca dei circa 3 milioni di “balinesi”.

La storia racconta che gli olandesi furono i primi europei a raggiungere Bali, nel 1597; nel 1849 la occuparono e la governarono fino al 1938. Nel 1946, dopo l'occupazione giapponese dell'isola nel corso della seconda guerra mondiale, Bali ritornò agli olandesi ed entrò a fare parte degli Stati Uniti dell'Indonesia.

Bali è un’isola così compatta che in poche ore si può passare dalle spiagge di sabbia del sud allo spettacolare bordo di un vulcano attivo a 1.500 metri sul livello del mare. Il suo suolo vulcanico è fertilissimo. I monsoni gli assicurano abbondanti piogge da dicembre ad aprile, e splendido sole nel restante periodo, coprendola di un verde manto rigoglioso. Gli abitanti hanno fatto di tutto per trarre vantaggio da questa benedizione naturale, per cui anche le rive più scoscese sono state trasformate in risaie e terrazzate trasformando i pendii vulcanici in immensi giardini. I credo religiosi, i riti e le feste, guidano la gente di Bali dalla nascita alla morte e nel mondo ultraterreno. E’ la religione a stabilire la pianta di una città, il disegno di un tempio, la struttura di una casa, la distribuzione delle varie responsabilità all’interno della comunità. Così come le vacanze, i divertimenti. Tutto ciò che riguarda la vita sociale, viene fissato dal calendario religioso, fornendo una vita di infiniti festeggiamenti e uno sfogo al loro grande talento artistico. Quindi, è alquanto normale assistere, in ogni momento, a cerimonie di offerte di doni agli dei tramite le innumerevoli statue a loro dedicate (altarini) sparse in tutti i luoghi dell’isola o direttamente lasciati alle onde del mare che riveste, per gli induisti, un sostanziale elemento di vita. Il popolo indonesiano è diviso in “5 caste” che pregiudicano, essenzialmente, la loro vita.


Le località più gettonate vanno dalle soavi spiagge di Nusa Dua e Sanur ai centri ricchi di “movida” quali Kuta, Legian e Seminyak. Quindi, lunghe e spettacolari spiagge nella parte meridionale, montagne e vulcani maestosi ricoperti da una fitta giungla nel nord, fertili colline terrazzate dove prosperano le risaie e l'agricoltura nel centro. E ovunque, una cultura viva e autentica e una popolazione che si contraddistingue per gentilezza, serenità e ospitalità. Imperdibili: Alas Kedaton per la foresta delle scimmie e dei pipistrelli; Tanah Lot per il tempio sullo sperone di roccia e relativo tramonto; Taman Ayun e Mengwi per i templi reali; cena d'aragoste, sotto le stelle, al villaggio pescatori di Jimbaran; trattamenti di massaggi, bellezza e salute indi; la squisita cucina balinese.


Bali è un paradiso che viene ogni anno visitato da milioni di viaggiatori e turisti che ne rimangono immancabilmente affascinati. E, nonostante il boom turistico che rappresenta ormai la maggior fonte di ricchezza dell'isola, essa mantiene la sua autenticità e il suo fascino. Chiaramente, la parte del leone viene svolta dalle presenze australiane e, a seguire, giapponesi e asiatiche in genere, mentre, è quasi impossibile incontrare europei nonché italiani se non in viaggi di nozze.

Ora, alcuni dati “turistici” che meglio possono far comprendere le regole di vita dei balinesi e degli indonesiani in genere.

Gli indonesiani sono musulmani mentre i balinesi sono induisti e tra loro non c’è un buon rapporto; a Bali la guida è a destra e il senso di marcia è a sinistra, inoltre, le regole stradali sono quasi inesistenti e il panorama motoristico è quasi completamente occupato dai più di tre milioni di moto e motorini che invadono i centri urbani; la moneta è la Rupia con cui si pagano i modesti stipendi (insegnante 3 milioni di rupie), (medico 4 milioni di rupie) che equivalgono a 300 e 400 €uro che servono a vivere dignitosamente; non sono segnalati pericoli per la criminalità anche alla luce delle rigidissime pene riservate a chi commette reati che portano anche alla pena di morte; particolarmente grave è l’importazione e l’uso di droghe; in ingresso e uscita dal paese viene richiesto il pagamento di una tassa turistica di 40 €uro che convalida il passaporto.

Bali si raggiunge da Roma e Milano via Hong Kong con 18 – 20 ore di volo che, se trascorse con piena comodità come quella offerta da Catay Pacific, Singapore Airlines e Garuda Airlines, possono non rappresentare un eccessivo peso. (Giorgio Esposito)

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Thailandia

(Giorgio Esposito)

La Thailandia. “Il paese dei sorrisi” la definizione con cui in tutto il mondo si riconosce l’attuale Thai ex Siam. Chi non ha visto il celeberrimo film “Anna and the king” ha perso un’occasione d’oro per comprendere meglio questo popolo e il suo straordinario paese. Attualmente, una nazione che insieme alla Cina vive le maggiori contraddizioni asiatiche. Da un lato la cultura, la rettitudine religiosa, l’educazione, l’attaccamento alla propria terra, contrastano con un territorio in forte crescita e in cui la parola crisi non è neanche menzionata. Un paese all’avanguardia tecnica in cui si sentono fortemente gli squilibri tra campagna-periferia e città. Bangkok la capitale ne è l’esempio lampante. Una megalopoli che non riesce a contare i propri abitanti che arrivano in frotte dalle povere campagne in cerca di fortuna e illusoria ricchezza. I dati fluttuano tra 12 e 15 milioni. Una città moderna con uno dei palazzi reali più belli del mondo, centinaia di scenografici templi, centri commerciali a dismisura e un… traffico pazzesco. Il traffico, infatti, è l’inquietudine degli abitanti. Un traffico cittadino, però, ordinato e senza clacson che procede, con pazienza orientale, in lunghissimi serpentoni, soprattutto dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 20. Sono questi, gli orari canonici delle integerrime scuole e dell’apertura di uffici e negozi. Un traffico in cui la fanno da padrona i Taxi, i Tuk-Tuk e le moto-taxi che per pochi soldi vi scorrazzano in giro a… passo d’uomo. Altra componente “very important” il cibo. A Bangkok si mangia per strada mattina, pomeriggio e sera. Migliaia di bancarelle che preparano gli speziati cibi Thai sfamano milioni di studenti, operai, impiegati tre volte al giorno e metodicamente dal lunedì al venerdì. Gli abitanti, infatti, non trovano il tempo di cucinare alla partenza e al rientro a casa e quindi con pochi Bath (moneta locale: 40 Bt = 1 euro) si sfamano rapidamente con tecnica da “mordi e fuggi”. Nella cultura “olistica” Thai non poteva mancare il senso del benessere che da 2.500 anni cura i thailandesi e i circa 20 milioni di turisti che annualmente visitano l’ex Siam. Ovunque si trovano case massaggio (quello vero) ognuna con tradizioni centenarie. Particolare menzione merita il forte attaccamento che i thailandesi nutrono per la "casa regnante" che considerano alla stregua di una divinità. Subito dopo le tante migliaia di statue del Buddha e i milioni di "altarini" presenti in ogni unità abitativa, l'immagine del Re e della famiglia campeggia in ogni luogo pubblico o privato.

E quando si parla di turismo-esotico, estate e spiagge immacolate non si può che fare riferimento alla regina: Phuket Island. La perla delle andamane che il 26 dicembre del 1994 ha subito il più grande Tsunami che la storia ricordi con migliaia di vittime. Risultato, un mese dopo era tutto ricostruito come prima. I thailandesi sono formichine produttive che non si alienano e che affrontano appunto “con il sorriso” tutta la loro e altrui vita. Ti accolgono con sorrisi smaglianti e mani giunte al petto in segno di rispetto e ringraziamento. Phuket, dicevamo, è un’isola a sud del paese che ha come satelliti altre fortunate isole in cui tutto l’anno si vive una realtà spensierata ma che soffre anch'essa d'invasioni indigene che portano sull’isola sempre più thailandesi e abitanti di nazioni confinanti in cerca di profitto. Realmente la criminalità è assente come in tutta la Thailandia e debellate le roccaforti della droga, il governo monarchico-costituzionale garantisce una buona attenzione al problema e assicura controllo e polizia in ogni luogo, specie quelli turistici. L’isola è divisa tra le zone tranquille con baie immacolate e zone in cui “il divertimento per tutti” gioca il ruolo di leader e Patong beach ne è l’assoluta capitale. La spiaggia bianca di tre chilometri racchiude un universo di turisti (australiani, francesi, tedeschi, giapponesi, russi e... italiani). E proprio gli italiani trasferitisi da anni parlano di miracolo a Phuket. Italiani soprattutto nella eccellente ristorazione ai cui locali fanno la fila in tantissimi. Un turismo che accoglie anche (perché c’è domanda) giovani ragazze thai (tutte maggiorenni) alla disperata ricerca di uomini a cui dispensare la propria compagnia. A Phuket, infatti, è frequentissimo notare uomini anziani a passeggio con ragazze con cui convivono pochi o molti momenti di felicità. Passeggiando sulle due sponde (marciapiedi) della Patong beach commerciale ci si imbatte in una lunghissima fila di negozi, ristoranti, hotel, chioschi “mangiatutto” a cui fa da sottofondo una lenta litania: “Thai massage”. E’ questa la voce di splendide fanciulle che nei variopinti vestiti pubblicizzano “veri massaggi” nei centinaia di laboratori che esse rappresentano e in cui offrono Massaggi e cure che vanno dalla testa ai piedi. E poi, non si può non accennare alla megafesta del 31 dicembre sera che vede quasi l'intera popolazione turistica e non dell'isola, riversarsi sulla spiaggia e sul lungomare di Patong beach. Una notte indimenticabile che al mondo non ha pari per allegria, scenografia e divertimenti collegati. Immemsi fuochi d'artificio e decine di migliaia di "balloon" illuminati (vedi foto) solcano il cielo dalla sera fino all'alba. Il risultato è un cielo "stellato" disseminato di "messaggi di speranze e auguri" che turisti e abitanti affidano a queste mini mongolfiere colorate.

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