19 maggio 2012-2013 - Diario di un tragico evento che ha cambiato la vita di molti.....




Due anni dal tragico evento: Melissa è sempre accanto a noi
Le celebrazioni a Brindisi: il ministro Giannini a scuola e l'intitolazione del parco del Cillarese

BRINDISI - Sono passati due anni da quando, per un attimo, a Brindisi, il mondo si è fermato. Oggi, per ricordare la vita spezzata di Melissa Bassi e la forza degli studenti del Morvillo Falcone come Azzurra Camarda, Vanessa e Veronica Capodieci, Selena Greco, Sabrina Ribezzi e tutti i loro compagni di scuola che hanno visto in faccia la morte e hanno trovato la forza di andare avanti, il Comune di Brindisi ha intitolato il Parco Cillarese al “19 maggio 2012”.

“Sarà il parco che ci consentirà di ricordare tutto quello che è accaduto quel 19 maggio e il parco che ci consentirà di far crescere la coscienza dei nostri studenti e dei nostri cittadini perché tragedia come queste non devono più verificarsi.” Ha detto il sindaco della città Mimmo Consales. Hanno fatto seguito le commoventi parole di papà "Massimo Bassi" che era accompagnato dalla mogli "Rita".

“Ogni istante del giorno sento la continua presenza di Melissa al nostro fianco.” Sono queste le parole più significative pronunciate da una studentessa del “Morvillo Falcone” durante la odierna celebrazione per il secondo anniversario della strage. Un maniacale atto criminale che - proprio il 19 maggio del 2012 - rubava “la vita terrena” a Melissa Bassi, una gioviale ragazza 16enne di Mesagne frequentante l’istituto brindisino intitolato a “Laura Morvillo Falcone”.

Una celebrazione mesta e resa nota al pubblico solo attraverso la presenza nella scuola, del ministro dell’istruzione Giannini che non ha voluto far mancare la propria presenza e riflessione in questa “giornata del ricordo”. Il ministro è stato accolto dall’intera schiera degli studenti unitamente a tutta la “nomenklatura” istituzionale del territorio: dal prefetto al sindaco passando per i titolari degli enti di polizia e quelli puramente didattici. La stessa dirigente scolastica Rosanna Maci, ha mostrato una composta commozione quando ha letto la sua ampia riflessione in cui ha tracciato un percorso scolastico partito dal suo arrivo in questa scuola nel post evento, sino ai giorni attuali. Una riflessione seguita anche da quello che “significa oggi” l’istituto Morvillo Falcone e che tutti i presenti hanno ben compreso attraverso un eloquente filmato cha ha ricevuto apprezzamenti dal ministro Giannini e non solo. Significative, anche, le parole dettate dai rappresentanti d’istituto che hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’intera classe studentesca alle “vittime silenziose” di quella sciagura che ha colpito tantissime famiglie, lasciando strascichi indelebili di dolore e sofferenza.

Le occasioni per ricordare il sacrificio di Melissa sono poi continuate nella cittadina di Mesagne in cui vivono i coniugi Bassi – papà Massimo e mamma Rita – si è svolta una fiaccolata per onorare Melissa e le sue compagne vittime della viltà umana.
(Marika Del Zotti e Giorgio Esposito)

Presenti all'evento anche il Prefetto Nicola Prete, il sindaco di Mesagne Franco Scoditti, l'Assessore regionale alla pubblica istruzione Alba Sasso, il sottosegretario all'istruzione Angela D'Onghia e Don Giuseppe Satriano vicario dell'Arcivescovo di Brindisi che all'unisono hanno dichiarato come questa data tanto dolorosa debba essere portatrice di consapevolezza e speranza, di un valore educativo di cui tutti devono farsi testimoni come hanno fatto in questi anni i genitori di Melissa.

“Il dolore non si cancella, non si cancella mai - ha detto la preside dell'Istituto "Morvillo Falcone" Rosanna Maci - Melissa è sempre lì, e ricordare oggi riporta tutto il dolore e l'angoscia di quei giorni. L'istituto però è riuscito a rialzarsi; abbiamo preso questo lutto come elemento catartico che ci ha consentito di fare di più e meglio. In questi due anni abbiamo fatto tanta strada e siamo cresciuti e adesso possiamo dire che siamo una scuola ancora più unita di prima”.

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Processo Melissa, ergastolo per Vantaggiato

Una pena esemplare che però non è mai abbastanza...

La Corte d'Assise di Brindisi ha condannato all'ergastolo Giovanni Vantaggiato per l'attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi del 19 maggio 2012. Perse la vita la studentessa sedicenne Melissa Bassi e rimasero ferite altre nove persone tra studenti e passanti.

Nel condannare all'ergastolo Giovanni Vantaggiato, i giudici della Corte d'assise di Brindisi hanno riconosciuto anche l'aggravante della finalita" terroristica alla strage della scuola Morvillo Falcone di Brindisi, così come aveva chiesto la procura distrettuale antimafia di Lecce. La sentenza è stata letta nell'aula Metrangolo del tribunale di Brindisi, alla presenza dei genitori di Melissa Bassi e di alcune studentesse ferite. L'imputato non ha assistito alla lettura della decisione. Vantaggiato è stato condannato, nel computo complessivo, anche all'isolamento diurno per 18 mesi. Confiscati tutti i beni dello stragista, per 2 milioni di euro, e ripartiti in termini di provvisionale i risarcimenti per le parti civili.

La Corte d'Assise di Brindisi ha riconosciuto a titolo di provvisionale un risarcimento pari a 400.000 euro per ognuno dei genitori di Melissa Bassi, 200.000 euro a ciascuna delle cinque ragazze che hanno riportato ferite più gravi nell'attentato, 100.000 ad Anna Canoci che ha riportato gravi danni all'udito. I coniugi Bassi devolveranno in beneficenza quanto liquidato. Come richiesto, è stato riconosciuto al Comune di Mesagne l'importo simbolico di 100 euro, poi 25.000 euro alla scuola Morvillo Falcone, 100.000 euro al Ministero dell'Interno, 200.000 euro alla Regione Puglia e 25.000 euro al Ministero dell'Istruzione. Alla Provincia di Brindisi 100.000 euro, al Comune di Brindisi 150.000.

"Quando il giudice ha letto la sentenza ho pensato a Melissa. E' stata fatta giustizia". Lo ha detto Azzurra Camarda, una delle amiche del cuore della vittima dell'attentato di Brindisi, appena dopo la lettura del dispositivo di condanna per Vantaggiato.
"Siamo soddisfatte, anche perché ci siamo sentite sin dal principio vittime di un attentato terroristico, e anche questo é stato riconosciuto. Crediamo nella giustizia. Ora andiamo avanti, torneremo a scuola con un altro spirito, ripartiremo più forti di prima", ha dichiarato Selena Greco, che come Azzurra indossava una maglietta bianca con la foto della compagna sedicenne, morta in seguito all'attentato del 19 maggio 2012. Non c'era Giovanni Vantaggiato in aula, oggi, e le ragazze non sono riuscite a esaudire il loro desiderio di guardarlo negli occhi dopo la condanna all'ergastolo.

"Non fa nulla - dice Selena - abbiamo affrontato il suo sguardo in un'altra occasione. Ora l'importante è questa condanna. E noi siamo soddisfatte, anche se comunque resta la tristezza perché Melissa non c'é più". (fonte Ansa) (Redazione - 18 giugno 2013 ore 20.00)

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Un anno per..... non dimenticare

Primo anniversario insieme al ricordo di Melissa e alle sue amiche del cuore

BRINDISI - Una mattinata afosa come quella che un anno fa ha accompagnato Melissa in cielo e la sue amiche del cuore, nei vari ospedali del territorio a seguito del vile attentato alla loro scuola "Francesca Laura Morvillo Falcone".

Una giornata iniziata di buon mattino, per i tantissimi intervenuti alla cerimonia di celebrazione di questo primo anniversario targato 19 maggio 2013. L'arcivescovo di Brindisi-Ostuni Caliandro ha benedetto la folla e i loro atroci ricordi. I ministri Carrozza e Bray hanno commemorato il tragico momento mentre i sindaci di Brindisi e Mesagne hanno ribadito la loro eterna vicinanza alle ragazze coinvolte e alle loro famiglie. Ma il ricordo più caro, resta e resterà quello legato alla preghiera che le amiche di Melissa gli hanno dedicato davanti al piccolo monumento sul muro di cinta della scuola. Una preghiera accompagnata dalla personale riflessione del papà Massimo e dei docenti che hanno accompagnato Melissa nelle sue attività didattiche. (Giorgio Esposito 19 maggio 2013 ore 13.00)


La preside Rosanna Maci ha fatto suo il ricordo - seppure non ancora dirigente della scuola - e ha stigmatizzato "l'importanza di tenera sempre alta la vicinanza alle ragazze che hanno subito, sulla propria pelle e nel loro animo, i tristi eventi dello scorso 19 maggio".

Grande commozione, ma anche determinazione ad andare avanti hanno accompagnato la commemorazione e il rito celebrato dall'arcivescovo di Brindisi, monsignor Domenico Caliandro: il papà di Melissa, Massimo Bassi, e il nonno hanno presenziato indossando la maglietta "Io non ho paura", simbolo della manifestazione organizzata dopo l'attentato dall'Unione degli Studenti di Brindisi, e con loro anche gli alunni della scuola Melissa Bassi di Scampia e i ministri Carrozza e Bray. La mamma della studentessa uccisa, invece, non è riuscita a reggere l'emozione ed è rimasta a casa, dopo aver affrontato con enorme dignità e coraggio tutte le udienze del processo.

"Un gesto di follia ha portato via Melissa Bassi. Dedico alla sua famiglia, ai ragazzi, ai docenti l'abbraccio di tutto il Senato", ha detto il vicepresidente del Senato Fedeli, rimarcando che "quello di un anno fa non è il gesto di un pazzo, ma di una persona lucida e disperata. La lucidità disperata può portare a gesti di follia. Gesti vigliacchi che squarciano un tessuto sociale indebolito" e, concludendo, si è rivolta direttamente ai giovani presenti, e non solo: "Siete la migliore risposta alla violenza senza ragione. Siete un esercito pacifico, il baluardo della legalità di questo Paese".

Anche il ministro dell'Istruzione Carrozza ha parlato ai ragazzi, dicendo che "non devono aver paura di andare a scuola, che penso sia la cosa più terribile che possa capitare, perché la scuola è un posto in cui si va ad imparare, per stare insieme agli altri, per entrare nella società", e li ha quindi ringraziati per la t-shirt, elogiandone il significato: "A me piace tantissimo questa idea: ho voluto questa maglietta, anche perché in questi giorni molti studenti mi stanno regalando magliette, quindi ne ho tante".

Le commemorazioni per Melissa continueranno tutto il giorno a Mesagne, paese suo e delle altre ragazze ferite dallo scoppio della bomba: alle 18.30 ci sarà la messa nella Chiesa di Santa Maria in Betlemme e alle 20.30, invece, l'appuntamento è in piazza Garibaldi, per la fiaccolata per le strade della città.

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Selena Greco presenta il libro-diario "I giorni dopo il tramonto"

Il programma delle celebrazioni a Brindisi e Mesagne

La ricorrenza del primo anniversario dell'attentato all'istituto "Morvillo Falcone" di Brindisi, ha avuto un exploit caratterizzato dalla presentazione ufficiale del libro-diario "I giorni dopo il tramonto" che Selena Greco - una delle ragazze colpite - ha voluto dedicare alla memoria di Melissa e alle sue compagne vittime. Nel pomeriggio avrà luogo nel teatro “Verdi” alle ore 17 un momento di incontro e di riflessione tra i ragazzi e le istituzioni. La giornata si concluderà con un concerto di voci bianche del teatro San Carlo di Napoli previsto alle ore 20,30 presso la chiesa di Tutti i Santi di Mesagne. Il programma continuerà nella giornata di domenica 19 maggio: in mattinata con un incontro davanti la scuola “Morvillo-Falcone” alle ore 7,40 per la deposizione di un fascio di fiori e per il rito commemorativo officiato dal Arcivescovo Mons. Domenico Caliandro. Alle ore 18,30 sarà celebrata una santa messa presso la chiesa di S. Maria in Betlemme a Mesagne, per poi radunarsi alle ore 20,30 in piazza Garibaldi a Mesagne per la fiaccolata in memoria di Melissa.

Una mattinata che ha visto centrale Selena Greco nel ruolo di scrittrice dell'entusiastico libro-diario dedicato al post eventi del 19 maggio 2012. Una pubblicazione apprezzata da tutti i presenti che nella mattinata di sabato hanno voluto rammentare il sacrificio di Melissa e testimoniare la propria vicinanza a tutte le ragazze colpite duramente nel fisico e nell'anima. Preside, Prefetto, sindaci, parlamentari, docenti, studenti e tantissima gente comune hanno poi partecipato alla messa che si è svolta nella chiesa sita di fronte alla scuola. Domani 19 maggio, alle 7.40, il rito celebrativo ad un anno di distanza dal disastroso evento. (Giorgio Esposito 18 maggio 2013 ore 14.00)

"Il passaggio più difficile è stato scrivere la frase che Melissa non c’e più", racconta Selena, che era l’amica del cuore e la compagna di banco di Melissa Bassi. La presentazione del libro apre la due giorni di iniziative per il primo anniversario dall’attentato, compiuto da Giovanni Vantaggiato, reo confesso, per il quale ieri la pubblica accusa ha chiesto al processo la condanna alla pena dell’ergastolo. All’esterno della scuola, sui cartelloni che sovrastano il luogo in cui furono posizionati gli ordigni, c’e un manifesto e una lunga poesia di Domenico Chirico dedicati a Melissa.

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Per correre insieme con Melissa, per costruire la strada del futuro

Con questo slogan si apriranno gli eventi in ricordo dell'attentato del 19 maggio
Il programma delle celebrazioni a Brindisi e Mesagne

BRINDISI - Si è svolta stamane nella sala conferenze di Palazzo Nervegna, la conferenza stampa di presentazione del programma per le celebrazioni dell'anniversario del 19 maggio. Alla conferenza erano presenti il Sindaco di Brindisi Mimmo Consales, il Sindaco di Mesagne Franco Scoditti, il dirigente scolastico della scuola “Morvillo Falcone” prof.ssa Rosanna Maci e la Consulta provinciale degli studenti di Brindisi rappresentata da Luca Giordani.


Il programma prenderà il via sabato 18 maggio alle ore 8,30 con la presentazione del libro di Selena Greco “Il giorno dopo il tramonto” presso l’istituto “Morvillo-Falcone”; a seguire sarà celebrata dal Vicario generale Mons. Giuseppe Satriano una santa messa nella parrocchia “Spirito Santo” al quartiere Sant’Angelo.

Nel pomeriggio avrà luogo nel teatro “Verdi” alle ore 17 un momento di incontro e di riflessione tra i ragazzi e le istituzioni. La giornata si concluderà con un concerto di voci bianche del teatro San Carlo di Napoli previsto alle ore 20,30 presso la chiesa di Tutti i Santi di Mesagne.

Il programma continuerà nella giornata di domenica 19 maggio: in mattinata con un incontro davanti la scuola “Morvillo-Falcone” alle ore 7,40 per la deposizione di un fascio di fiori e per il rito commemorativo officiato dal Arcivescovo Mons. Domenico Caliandro.

Alle ore 18,30 sarà celebrata una santa messa presso la chiesa di S. Maria in Betlemme a Mesagne, per poi radunarsi alle ore 20,30 in piazza Garibaldi a Mesagne per la fiaccolata in memoria di Melissa.

Diversi rappresentanti delle istituzioni prenderanno parte all’iniziativa del 18 e 19 maggio: il Viceministro degli Interni Filippo Bubbico e il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola saranno presenti all’incontro del 18 maggio presso il teatro “Verdi” e nella mattina del 19 interverranno il Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza e il Ministro per i Beni Culturali Massimo Bray. (Redazione 15 maggio 2013 ore 14.00)

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Ad un anno dalla strage alla Morvillo Falcone

...il ricordo lascia ancora … senza parole!

BRINDISI - Tornano in mente i versi di una famosa canzone … : “è già passato un anno ed è un inferno, che brucia l’anima …!!!”, e, in fondo, è un po’ così che ci si sente, ad un anno dalla strage alla scuola brindisina, in cui morì la giovane studentessa Melissa Bassi.

Un anno in cui tutto è ancora fermo lì, nella mente di ognuno, nel cuore di tutti: quasi come un incubo senza risveglio. E’ passato un anno, ma le ragazze ferite hanno ancora le ferite dell’anima e del corpo che bruciano, che fanno male perché quel folle, anzi no … quel “criminale”, visto che il “folle” potrebbe avere delle attenuanti, ma “il criminale”, no … sì quel criminale ha rubato loro la serenità dell’adolescenza, la spensieratezza dell’essere ragazzine alla scoperta del mondo, ha infranto sogni, fa carpito le ali a chi, invece, aveva tutto il diritto di prendere il volo nella vita!

Quel criminale, ha ucciso Melissa, la dolce Melissa che si recava a scuola, che faceva ciò che tutti i ragazzi fanno: poneva le basi per il suo futuro! Quel criminale ha tolto il respiro ai genitori di Melissa, perché ha strappato loro l’unica figlia, il vero grande motivo per cui valeva davvero la pena sorridere alla vita. I genitori di Melissa … che fanno tenerezza, che fanno stringere il cuore quando li si guarda così piccoli in quell’immenso dolore che nessuno riuscirà mai a sanare o a placare. Quel criminale ha lasciato il vuoto in ognuno di noi, come un “nodo” che stringe la gola al solo pensiero di quel giorno concitato, quel giorno orribile, di quel giorno tristemente indimenticabile!

Ora è passato un anno, ma sembra ieri perché nelle scuole, nelle case, nelle televisioni, nei compiti in classe di alcuni istituti, … persino nella mente dei bambini della scuola primaria, Melissa e le sue compagne ferite, e quel giorno “così brutto da ricordare” è stato invece un pensiero fisso, costante che davvero non si riesce a rimandare indietro. Perché tutto è assurdo, perché nessuno ha ancora davvero saputo dare una risposta al “perché” un uomo si alza la mattina presto per recarsi in una scuola e seminare morte, come si può … arrivare a tanto. Ora, nonostante faccia male, nessuno “vuole dimenticare” il giorno in cui Brindisi è stata ferita a morte e proprio nella sua frangia più debole “i ragazzi di una scuola”! 19 maggio 2012 -19 maggio 2013 … basta uno sguardo verso quella scuola ed il ricordo lascia ancora … senza parole! … (Federica Pignataro 15 maggio 2013 ore 12.00)

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Diciannove maggio, dalla scuola al paradiso

“Le persone speciali arrivano in punta di piedi; ma quanto rumore fanno quando se ne vanno” – Angelo De Pascalis

BRINDISI - E’ passato quasi un anno da quel 19 Maggio, il giorno in cui un ordigno, posizionato davanti all’Istituto Morvillo Falcone di Brindisi, è esploso brutalmente provocando la morte della studentessa quindicenne Melissa Bassi. Altre ragazze restano gravemente ferite, sia nel corpo che nell’anima.

Lo sgomento assume una dimensione umana devastante: incredulità, rabbia, impotenza, dolore profondo travolgono le ragazze e le famiglie coinvolte, ed anche la città, che stenta a credere a quello che è davvero successo. Una di quelle scene che si vedono solo nei film, diventata realtà nel peggiore dei modi. Le indagini del nucleo operativo conducono all’arresto di Giovanni Vantaggiato, reo confesso di aver pianificato la tragica vendetta per il fallimento finanziario della sua azienda, incurante dell’innocenza di chi avrebbe potuto pagare le conseguenze del suo gesto.

Quel 19 Maggio, Melissa si stava dirigendo a scuola, come sua solita routine, e nessuno avrebbe mai immaginato che invece di varcare il cancello della sua scuola, sarebbe entrata nel Paradiso. Eppure Melissa è così viva, viva in ogni ragazza con dei sogni per il futuro, in ogni ragazza con un sorriso capace di farti scoppiare il cuore, in ogni ragazza piena di voglia di vivere e di sorridere. Melissa non è presente accanto ai suoi amici, alla sua famiglia, fisicamente, ma viaggia in tutti i ricordi ed i momenti passati con le persone che amava, trasmettendo gioia e tristezza alla stesso tempo. Gioia per essere stati così fortunati da conoscere una ragazza speciale come lei e tristezza per averla persa fisicamente. Ma ci sarà un giorno, in cui tutti gli angeli si incontreranno dopo tanto tempo e potremo riabbracciare la dolce Melissa, che ci aspetterà osservandoci dall’alto ed essendo per noi come un angelo custode. L’angelo custode più bello e splendete di tutto il cielo. (Giulia Grasso- 15 maggio 2013 ore 20.00)

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Brindisi e il triste anniversario del 19 maggio

Melissa ci manca, manca ai suoi genitori, manca alle sue amiche e manca ai brindisini

BRINDISI - Quel 19 maggio un boato squarciò la città nelle prime ore del mattino, quando gli studenti stavano andando a scuola, quando ognuno si apprestava a riempire gli uffici, le piazze, i negozi … doveva essere una giornata normale di primavera, una di quelle calde giornate brindisine in cui un pò tutti sognano le allegre giornate al mare, ormai così vicine e gli studenti s’impegnano per le ultime interrogazioni e per gli ultimi compiti in classe … perché l’estate è già nell’aria, perché il sole scalda già così tanto!

Quel 19 maggio si è trasformato per Brindisi in un incubo … un triste giorno che verrà ricordato sempre anno dopo anno come il giorno di lucida follia di Giovanni Vantaggiato, “il carnefice” di una dolce e tenera ragazza, Melissa Bassi, volata al cielo troppo presto ad opera di una mano assassina.

Un uomo logorato dalla rabbia che ha, poi, scaricato su ragazze indifese, ferendole nel cuore e nell’anima per sempre ed uccidendone una! Un uomo …. Se così si può definire, uno scellerato che compie un simile vile atto contro delle ragazze la cui unica colpa è quella di frequentare “la scuola prescelta” per l’orribile progetto di morte! Quel giorno ha cambiato l’anima della cittadina pugliese … niente è più come prima … quella scuola è diventato come un monumento del ricordo: ogni mattina passando lì davanti il ricordo piomba improvviso nella mente di ognuno ed il ricordo di Melissa è ancorato nel cuore di tutti, perché quella ragazza dall’aspetto così dolce e sereno è stata la vittima ingiusta di un uomo pervaso dall’odio contro tutto e contro tutti, odio che, a quanto pare, fa capolinea ad una “questione di soldi” … e non c’è nulla di più squallido!

E’ già passato un anno da quel terribile giorno e la notizia delle ultime ore secondo cui un nuovo ordigno rudimentale è stato trovato vicino alla scuola fa ancora più male, perché, se come si ipotizza è solo uno scherzo di cattivo gusto, in realtà risveglia paure, risveglia rancore e rabbia per un gesto tanto stupido quanto vile! Melissa ci manca, manca ai suoi genitori, manca alle sue amiche e manca ai brindisini, perché la sua morte ha fatto piangere ognuno di noi, perché la sua morte è stata ingiusta, perché Melissa è stata la vittima di una situazione che non le apparteneva, la vittima di una vendetta in cui lei non doveva entrarci perché lei, quel Vantaggiato lì, non sapeva neppure che esistesse! (Federica Pignataro - 6 maggio 2013 ore 21.00)

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Melissa vittima, anche della crudeltà umana

Tutto è cominciato con un boato, poi un altro; poi tutto è diventato nero: il cielo, il cuore

BRINDISI - Trascorso un anno dall’attacco al “Morvillo Falcone” il ricordo di Melissa persiste, come restano anche quelle immagini che tutti abbiamo visto più e più volte sia in rete sia nei tanti tg e che ancora riviviamo nelle nostre menti; immagini vissute in prima persona da cinque ragazze e con loro da un’intera comunità.

Erano le ore 7.45 circa del 19 maggio 2012 quando la terra, sulla quale ognuno di noi è cresciuto, ha iniziato a tremare. Tutto è cominciato con un boato, poi un altro; poi tutto è diventato nero: il cielo, il cuore. Non si sapeva cosa fosse successo ne, nelle alule, trapelavano informazioni che potessero rassicurare. Poi la notizia: “Bomba davanti ad una scuola, muore studentessa”, e da lì il panico ha pervaso le menti e i corpi di tutti. Sentimenti che si accavallavano, lacrime che bagnavano il viso e non solo per paura, ma perché una ragazzina era stata vittima della crudeltà umana.

La paura, anche nei giorni seguenti a quell’ineluttabile 19 maggio, era comune proprio come quel vuoto che la morte di Melissa ha lasciato anche nell’anima di chi non la conosceva. La sua morte ha però portato ad un risveglio e ad una presa di coscienza collettivi. Ci si è così resi conto di quanto poco gli esseri umani si rispettino gli uni con gli altri e si è cercati di cambiare, ma da uomini e come tali imperfetti, spesso si perdono di vista aspetti come quelli che hanno portato l’intera popolazione brindisina e dei dintorni, nei mesi successivi all’esplosione, a riunirsi in un unico dolore che non apparteneva solo a loro ma a tutti gli italiani. Ma in questa società, tanto presa da interessi superficiali, sfugge il valore, il senso della vita. Tante sono state le manifestazioni svoltesi quest’anno nella città di Brindisi e tra queste spiccano quelle che hanno visto come obiettivo il promuovere la città come “presidio di legalità” e, proprio in occasione della manifestazione conclusiva di questo progetto che Massimo Bassi, padre di Melissa, ha voluto ricordare a tutti gli studenti presenti che “Il sacrificio di Melissa era per loro”, affinché la morte di sua figlia diventasse un monito per tutti.

Nessuno quella mattina sarebbe dovuto morire, nessuno sarebbe dovuto restare ferito, nessuno avrebbe mai dovuto assistere, ma ancora più di tutto nessuno aveva il diritto di attentare alla vita di chiunque. Al posto della piccola Melissa ci sarebbe potuto essere qualcun altro e chiunque esso fosse stato, sarebbe stato il figlio, il fratello, l’amico di qualcuno. A distanza di un anno tutto è ancora molto nitido e il ricordo di Melissa è sempre più presente nelle nostre vite. Melissa Bassi non potrà mai essere dimenticata, perché nessuno potrà mai cancellare dalla memoria di ognuno di noi il ricordo di quella morte ingiusta, di quell’innocenza violata. (Nicoletta Emanuela Pannofino - 4 maggio 2013 ore 18.00)

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Una Canzone Per Melissa: "Dove comincia il cielo"

Si avvicina il 19 maggio e si moltiplicano le iniziative per ricordarla tra noi

BRINDISI - Si avvicina l'anniversario della tragedia che ha visto la comunità della cittadina di Mesagne patire la perdita di una sua figlia e iniziano a moltiplicarsi le iniziative tendenti a ricordarla ancora tra noi.

Tra queste, spicca l'iniziativa di dedicare un brano a Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni rimasta uccisa il 19 maggio scorso nell’attentato al “Morvillo-Falcone” di Brindisi. E' stato scritto, musicato e inciso dal cantautore mesagnese, Gianfranco Rosato. La canzone, dal titolo “Dove comincia il cielo”, nasce dal bisogno dell’autore di offrire un omaggio alla famiglia Bassi e mantenere vivo il ricordo di Melissa. Brindisi & Italia News ha intervistato l’autore.

Gianfranco, come mai la scelta di scrivere questa canzone? “Sono anch’io un genitore e ho vissuto con estrema sofferenza questa drammatica vicenda che ha segnato profondamente la comunità mesagnese”

Cosa contiene il cd e quando e dove verrà distribuito? “Il disco contiene complessivamente otto brani, di cui quattro inediti sarà disponibile per il download digitale su Itunes Store. Esso sarà in vendita tra qualche giorno e concordato con l’ amministrazione comunale di Mesagne con il ricavato sara’ impiantato un albero con targa ricordo nella villa comunale di Mesagne. L’ eventuale somma restante sara’ cura dell’ amministrazione comunale a decidere.” “I quattro brani cover invece sono: “Sta passando novembre” di Ramazzotti, “Stella” di Venditti, “Destinazione paradiso” di Grignani e “Felicita’” di Dalla.”

Come mai hai voluto scegliere di inserire anche questi brani?
“Ho voluto incidere questi perche’ ogni volta che li ascolto inevitabilmente, non so per quale motivo preciso, mi riportano a Melissa, sento un certo legame, ecco perche’ tale scelta. Invece gli altri tre brani scritti da me, che con “Dove comincia il cielo” vanno a completare il cd, esulano da questa triste vicenda, i brani sono “Dopo di te”, “E questa vita che va” e “Noi due”, ma che ho voluto inserire per parlare un po’ della mia vita".

Raccontaci come è nata l’idea del CD e in particolare della canzone. "Era un giorno di fine estate ricordo quando imbracciando la mia chitarra, sentii addosso una sensazione strana con in mente l’ immagine di Melissa e spinto dall’ esigenza di fare qualcosa per lei, che tra l’ altro mi sentivo quasi in debito, e accordo dopo accordo, frase dopo frase mi resi conto che stava nascendo questa canzone per lei. Spero solo di aver fatto una cosa giusta. Vorrei ringraziare Laura Farina, Cinzia Greco e Francesco Dadorante che non hanno esitato minimamente al mio invito di realizzare i cori che poi hanno dato colore e completezza al brano”.

La tua occupazione è fare il cantante? “Come attività primaria svolgo il lavoro di conducente di linea con la società STP di Brindisi, sono autista proprio di uno di quei pullman cui era solita viaggiare Melissa che ogni mattina, con le sue amiche, raggiungeva il ”Morvillo-Falcone” ma che purtroppo non ho mai conosciuto di persona”.

Dove possiamo acquistare il tuo CD? "Gli interessati all’acquisto del cd, che sara’ venduto al costo di € 7,00, potranno recarsi presso la comunita’ parrocchiale 'S. Antonio di Padova' in via Torre S. S. a Mesagne dal vice - parroco Don Dino SCALERA, oppure presso la Cattedrale di Brindisi in P.zza Duomo, 12 da Don Adriano MIGLIETTA. I fuori residenti possono chiamare i seguenti numeri 0831 775470 - 338 9686000" "Naturalmente, per questa realizzazione, non posso dimenticare di citare e ringraziare: Raffaele CARRIERO per la realizzazione grafica e video su web e You-tube, Simone SOLIMEO per i servizi web, Marco D’ ERRICO per i servizi giornalistici, ONE RECORDING STEREO di Piero FORLEO per il Sound, Don Dino SCALERA, Don Adriano MIGLIETTA, Tommaso DEGLI ANGELI e tutto lo staff di IDEA RADIO, ma soprattutto un immenso grazie all’ Avv. Fernando ORSINI.”
(Simone Solimeo - 30 aprile 2013 ore 18.00)

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Otto marzo, Mimosa d’argento a Melissa Bassi e alle sue compagne

La Ventiquattresima edizione consegna il suo simbolo
alle ragazze vittime del terribile attentato di Brindisi

BRINDISI - I mesi passano, si susseguono le udienze in tribunale che vedono come imputato Giovanni Vantaggiato, e nessuno riesce a dimenticare quel terribile attentato dello scorso 19 maggio nella scuola Morvillo Falcone di Brindisi, in cui morì la studentessa Melissa Bassi, figlia unica di una famiglia di Mesagne, e in cui furono ferite gravemente alcune sue compagne.

Anche nella giornata dell’8 marzo, il ricordo è stato costante, anzi ancora più “opprimente”! Perché ripensare alle sofferenze di quelle ragazze, alla morte di Melissa e leggere negli occhi dei suoi genitori ancora oggi un’angoscia implacabile, fa davvero male! Ebbene, ieri, nel giorno della Festa della donna, il Comitato per la qualità della vita di Taranto, ha voluto consegnare, in una cerimonia tenutasi presso l’Istituto Pacinotti, la Mimosa d’Argento dell’anno 2013 ai genitori di Melissa e a tutte le sue amiche (Veronica, Vanessa, Aurora, Selena, Azzurra, Sabrina) rimaste ferite nell’attentato attuato da Vantaggiato.


Una cerimonia a cui ha partecipato il Provveditore agli Studi di Brindisi Francesco Capobianco. Carmine Carlucci, organizzatore del premio, ha commentato la giornata come un evento che diventa sempre più emozionante, perché alla consegna del riconoscimento, non sono mancati applausi e lacrime, per la povera ragazza così prematuramente strappata alla vita e per le sue compagne che lottano da allora ogni giorno con le conseguenze di quel terribile atto che le ha segnate per sempre nel fisico e nella mente. “Il premio”, ha continuato Cosimo Carlucci, “vuole essere la speranza per un mondo in cui uomini e donne insieme possano vivere per una società impegnata per la libertà, la convivenza civile, il progresso e la pace!” La sua speranza, in fondo, è quella di tutti noi! (Federica Pignataro - 9 marzo 013 ore 15.00)

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Inizia il processo per l'attentato del 19 maggio 2012
alla scuola "Morvillo Falcone" di Brindisi

In aula i genitori di Melissa, alcune ragazze ferite e il reo confesso Vantaggiato

BRINDISI - E' iniziato oggi davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Brindisi il processo per l'attentato all'istituto “Morvillo-Falcone”' in cui lo scorso 19 maggio morì la studentessa 16enne Melissa Bassi e altre nove rimasero ferite. In aula sono presenti sia i genitori della vittima, Massimo e Rita Bassi, che l'imputato reo confesso Giovanni Vantaggiato.

L'imprenditore 68enne di Copertino, che venne individuato e arrestato qualche settimana dopo l'attentato, è apparso con un viso scarno e in condizioni fisiche precarie tanto da essere sorretto dalle guardie penitenziarie. Dopo la richiesta presentata dai suoi legali, il presidente della Corte, Domenico Cucchiara, ha reso noto che non verranno consentite le riprese fotografiche e filmate dell'imputato.
L'imputato è accusato di strage, aggravata dalle finalità terroristiche. Per questo motivo l'accusa viene sostenuta in aula dal procuratore capo della Dda di Lecce Cataldo Motta coadiuvato dal suo sostituto Guglielmo Cataldi.


Vantaggiato, commerciante di Copertino (Lecce), deve rispondere nel processo anche di un precedente attentato, risalente al febbraio del 2008 avvenuto a Torre Santa Susanna, un paese in provincia di Brindisi, nel quale rimase gravemente ferito un imprenditore agricolo che si e' costituito parte civile.

L'uomo è accusato anche di detenzione ed esplosione di ordigno micidiale. La Procura ipotizza anche il concorso con persone che tuttavia sono rimaste ignote. Sono circa 70 le persone che l'accusa chiamerà a testimoniare. L'uomo preparò l'ordigno in modo artigianale caricando bombole di gas con nitrato di ammonio. Successivamente, le trasportò a Brindisi collocandole sul marciapiede della scuola e dopo aver atteso l'orario di ingresso degli studenti, pigiò il pulsante del telecomando che innescò il micidiale ordigno mietendo morte e distruzione nel raggio di diverse centinaia di metri.

I giudici popolari della Corte d'Assise chiamati a giudicare il Vantaggiato sono 8 tra cui 5 donne. "Vogliamo giustizia” hanno gridato dalle finestre della scuola “Morvillo Falcone” alcune decine di studenti, al momento dell’arrivo del blindato che conduceva Giovanni Vantaggiato in Tribunale. Le finestre dell’istituto, infatti, si affacciano proprio sull’ingresso del Tribunale.

Tra i banchi della sala che ospita questo processo, presenti alcune studentesse coinvolte nell’attentato, Cosimo Parato che a sua volta rimase ferito nell’attentato ai suoi danni, tanto pubblico e moltissima stampa. (Giorgio Esposito - Brindisi 17 gennaio 2013 ore 14.00)

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Secondo atto del processo per l'attentato alla scuola "Morvillo Falcone"

Negata la perizia psichiatrica a Vantaggiato

BRINDISI - La corte d'Assise di Brindisi presieduta dal giudice Domenico Cucchiara, ha rigettato la richiesta della difesa di Giovanni Vantaggiato di sottoporre l'imputato per la strage di Brindisi a una perizia psichiatrica per accertare l'incapacità di stare a processo dell'imprenditore di Copertino.

La corte di assise di Brindisi si é invece riservata di decidere sugli accertamenti mentali, chiesti sempre dal difensore di Giovanni Vantaggiato, per appurare l'imputabilità del 69enne di Copertino e quindi la sua capacità di intendere e di volere al momento dei due attentati di cui risponde nel processo: quello compiuto davanti alla scuola 'Morvillo Falcone' il 19 maggio 2012 e il precedente, il 24 febbraio 2008, a Torre Santa Susanna (Brindisi) nei confronti di Cosimo Parato, ritenuto da Vantaggiato il responsabile di una truffa da più di 300.000 euro compiuta ai suoi danni.

Quanto alle intercettazioni fatte durante la detenzione di Vantaggiato, conversazioni in cui egli parla con la moglie e le sorelle di un presunto piano per apparire malato di mente oltre che in stato di deperimento fisico, la Corte ha accolto la richiesta dell'accusa e delle parti civili e ha conferito incarico a un perito, Angela D'Angelo, che farà le trascrizioni in 45 giorni. I giudici, inoltre, hanno assentito all'istanza del pm Guglielmo Cataldi sulla sospensione dei termini di custodia cautelare: Vantaggiato resterà detenuto fino alla sentenza di primo grado.

Ci sono le amiche di classe di Melissa e delle altre ragazze ferite nell'attentato del 19 maggio davanti alla scuola Morvillo Falcone nel tribunale di Brindisi dove si sta tenendo la seconda udienza del processo in corte d'Assise. Le ragazze seguono l'udienza attraverso i vetri che separano l'aula dal corridoio: non è stato concesso loro di entrare per ragioni di sicurezza. Nell'aula 'Metrangolo' ci sono invece Selena e Azzurra, due delle ragazze ferite, amiche di Melissa, la sedicenne morta nell'attentato, che già nella prima udienza avevano reso noto di voler essere presenti in ogni momento del processo, soprattutto per far sentire la loro vicinanza ai genitori di Melissa (i coniugi Bassi sono in aula) e per "poter guardare negli occhi" - hanno detto il 17 gennaio scorso, nella prima udienza - colui che ha compiuto l'attentato.

Il processo è stato aggiornato al 31 gennaio prossimo. Nella prossima udienza (la terza) inizierà l'esame dei testimoni, in tutto 69, citati dall'accusa sostenuta dal procuratore della Dda salentina, Cataldo Motta, e dal sostituto Guglielmo Cataldi. Sono una ventina i testi che saranno ascoltati giovedì prossimo. Tra loro, due dei feriti, Andrea Calò e Azzurra Camarda, e un testimone chiave, Gianluca Altavilla, il quale ha raccontato agli investigatori che, nella notte tra il 18 e il 19 maggio, mentre rincasava aveva visto un uomo che trascinava un cassonetto nei pressi della scuola. Saranno sentiti anche collaboratori e dipendenti della scuola, una studentessa che si trovava davanti ai cancelli al momento dell'esplosione, alcuni operai della ditta di raccolta dei rifiuti urbani di Brindisi, e la passeggera di un pullman che sostò poco prima dell'attentato in quei paraggi. (Redazione - 24 gennaio 2013 ore 23.00)

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L’Istituto Professionale per i Servizi Sociali “F.L. Morvillo Falcone”
riceve il premio Mediterraneo Medaglia d’Onore in memoria di Melissa Bassi

NAPOLI - Nel corso della XVIIIa edizione del Concerto dell’Epifania, tenutosi presso il Teatro Mediterraneo di Napoli il 4 gennaio 2013, la Fondazione Mediterraneo ha consegnato all’Istituto Professionale per i Servizi Sociali Morvillo Falcone di Brindisi, rappresentato dalla Dirigente Scolastica Professoressa Rosanna Maci, il Premio Mediterraneo “Medaglia d’Onore” in memoria della studentessa Melissa Bassi.

La D.S. ha espresso il proprio riconoscimento per questo importante premio nonché la sua personale ammirazione per le varie attività, svolte in questi anni, dalla Fondazione stessa. “Mi sento particolarmente onorata – afferma la D. S. – di essere qui a ricevere, in nome dell’Istituto che qui rappresento, questo riconoscimento alla memoria di Melissa, vittima di una tragedia che non si era mai verificata nella storia della nostra Scuola”.


Dopo essersi congratulata ancora una volta per l’iniziativa, gli obiettivi e le finalità che la fondazione si prefigge di perseguire, auspica che si possa lavorare insieme per il raggiungimento di questi obiettivi, aderendo inoltre all’iniziativa elaborata dalla Fondazione Mediterraneo di realizzare il “Totem della Pace” a Brindisi, dedicandolo proprio alla memoria di Melissa Bassi. L’iniziativa è stata condivisa dal Sindaco dott. Mimmo Consales e dall’Amministrazione Comunale tutta.

La Fondazione Mediterraneo è un’Organizzazione internazionale ideata nel 1991 dall’architetto Michele Capasso, presidente della stessa, costituita nel 1994 a Napoli e che ha, tra i suoi principali obiettivi, la promozione del dialogo tra le culture e la pace nel Mediterraneo e nel mondo.

Ha realizzato importanti iniziative per la Pace e lo sviluppo condiviso: tra queste la creazione a Napoli della “Maison de la Paix – Casa Universale delle Culture”, supportata da Capi di Stato e di Governo, da personalità del mondo della cultura, dell'economia e della scienza ed alla quale hanno aderito vari Paesi del mondo ed organismi internazionali come le Nazioni Unite, l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, la Lega degli Stati Arabi, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, la Fondazione Euromediterranea “Anna Lindh”. (Nella foto, la preside Maci firma il libro d'onore della Fondazione)

Anche il progetto culturale del "Totem della Pace" è realizzato nel mondo da Michele Capasso: il “Totem della Pace”, opera dello scultore torinese Mario Molinari, è il simbolo della “Maison de la Paix – Casa Universale delle Culture” e rappresenta la Pace nel Mondo e, specialmente, nel Grande Mediterraneo. La città di Brindisi, con la sua posizione strategica nel Mediterraneo, è pertanto il luogo migliore per realizzare un’iniziativa che esprime prima di tutto un messaggio di solidarietà e di vicinanza a tutti coloro che, fiduciosi nel domani, sperano di poter costruire una società più sana all’insegna della pace e della fratellanza tra gli uomini.

Uno degli impegni dei ragazzi dell’Istituto “Morvillo Falcone” è proprio quello di recuperare le proprie speranze per il domani… Non un semplice premio, dunque, ma un gesto di solidarietà e una serie di iniziative, ancora una volta, finalizzate a non dimenticare e a guardare ad un futuro pieno di speranza e fiducia verso cui tutti gli studenti del “Morvillo Falcone” sono proiettati ed impegnati. (Raffaella Lanciano, docente)

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Brindisi dedica un giardino a Melissa Bassi

Cerimonia d'inaugurazione alla presenza di studenti e del papà di Melissa

BRINDISI - Una giornata uggiosa ha accolto i tantissimi intervenuti all'inaugurazione del giardino dedicato a Melissa Bassi, la studentessa del Morvillo Falcone rimasta vittima dell'attentato compiuto lo scorso 19 maggio.

All'inaugurazione del giardino dedicato alla memoria di Melissa Bassi, nella piazzetta antistante la scuola “Morvillo Falcone”, sono intervenuti gli studenti dell'istituto con la dirigente Rosanna Maci, il sindaco con le autoritò cittadine e il papà di Melissa.

L’intervento ha riguardato la sistemazione dell’area a verde, realizzazione di una recinzione in legno e di scivoli ed altalene per bambini. Si tratta solo del primo stralcio di interventi, in quanto successivamente si procederà con la illuminazione dello stesso giardino e con la realizzazione di una scultura in memoria di Melissa.


A tale scopo, l'amministrazione comunale rende noto di voler realizzazare ex novo la piazza antistante la stessa scuola superiore e di intitolarla a Melissa Bassi. L’intenzione è quella di indire un concorso di idee aperto a giovani tecnici, i cui progetti saranno valutati, oltre che dal sindaco, da esperti di fama. Il migliore elaborato diverrà il progetto esecutivo della stessa piazza.

Ed è proprio di questi giorni, anche la notizia della creazione di un tipo di Rosa a cui è stato dato il nome di Melissa. Rosa “Melissa Bassi”, infatti, è il nome di una nuova varietà di rose costituita in Francia e donata al Comune di Brindisi in ricordo della povera ragazza. Il produttore, Georges Delbard della “Societe Nouvelle Pepinieres ed Roseraies” di Melcorne ha inviato una nota al Sindaco Mimmo Consales per comunicare la fornitura gratuita di 100 piante della nuova varietà di rosa da mettere a dimora nella piazza che sarà realizzata in memoria della giovane Melissa Bassi. L’iniziativa è nata lo scorso maggio a Roma, quando - in occasione dei lavori del concorso internazionale “Nuove varietà di rose” che si tiene ogni anno nella Capitale - si apprese di quanto era appena accaduto a Brindisi.

Tanto che, proprio in quella circostanza, l’idea di costituire una nuova rosa quale simbolo contro la violenza venne spontaneo. Si tratta di una rosa appartenente al gruppo delle “Floribunda”, quindi dal fogliame esuberante con fioritura abbondante, a gruppi di 3-5 fiori, di colore bianco con sfumature ocra ed il cuore lievemente arancione. Inoltre si caratterizza per i suoi spiccati profumi. "La splendida iniziativa ci trova entusiasti - ci dice il sindaco Consales - perché si tratta di un esemplare ‘speciale’ che consentirà di ricordare la povera Melissa anche attraverso un fiore, oltre che nei pensieri di tutti noi." (Giorgio Esposito - Brindisi 11 gennaio 2012 ore 15.00)

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Un giardino per Melissa

Intitolato alla studentessa il giardino davanti alla scuola Morvillo Falcone

BRINDISI - Attraverso dei fondi comunali, pari a 13mila euro, si sta provvedendo alla riqualificazione del giardino posto di fronte alla scuola “Morvillo Falcone”, angolo via Palmiro Togliatti. Le opere sono già iniziate e prevedono, una volta ultimate, la sistemazione del verde, la pulizia straordinaria della piazzetta, la sistemazione delle panchine, l’installazione di cestini portarifiuti, la realizzazione di vialetti, l’installazione di giostrine per bambini.

Contestualmente, è stato inoltrato alla Regione Puglia una richiesta di finanziamento pari a 400mila euro per la realizzazione ex novo della piazza antistante la stessa scuola superiore da intitolare a Melissa Bassi.

L’intenzione dell’Amministrazione, a finanziamento avvenuto, è quella di indire un concorso di idee aperto a giovani tecnici, i cui progetti saranno valutati, oltre che dal sindaco, da esperti di fama. Il migliore elaborato diverrà il progetto esecutivo della stessa piazza. intanto, l’inaugurazione del giardino, dedicato sempre alla memoria di Melissa Bassi, si terrà venerdì’ 11 gennaio 2013.

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Melissa Bassi: borsa di studio alla memoria

Ricerca di nuovi talenti nel campo della scrittura creativa

BRINDISI - Indetto dall’associazione culturale Cabiria il primo concorso in memoria di Melissa Bassi, la studentessa vittima del tragico attentato dello scorso 19 Maggio all’istituto “F.L. Morvillo Falcone” di Brindisi, per l’assegnazione di tre borse di studio nell’ambito del progetto Cine Script - L’Accademia di cinema e scrittura creativa in Puglia.

La presentazione ufficiale si terrà Mercoledì 12 Dicembre alle ore 10.30 nell’auditorium del Castello di Mesagne. In diretta da Roma, in videoconferenza, ci sarà Maurizio Costanzo, socio onorario di Cabiria e membro, insieme a Enrico Vaime, della commissione giudicatrice che selezionerà le proposte narrative dei candidati partecipanti al bando.

L’associazione Cabiria rivolge l’iniziativa a ragazzi e adulti fra i 16 e i 70 anni, Italiani e stranieri, con attitudini alla scrittura creativa, nello specifico alla scrittura narrativa.


Le finalità sono la promozione di un territorio spesso soggetto a pregiudizi legati alle piaghe dell’illegalità e della mafia, l’integrazione di soggetti diversamente abili e di categorie a rischio di marginalità sociale, lo sviluppo delle nuove forme comunicative ed espressive, l’orientamento professionale e la formazione artistico-creativa di chi vuole fare di una passione un progetto di vita. L’eventuale partecipazione prevede l’invio di un elaborato di narrativa breve, valutato secondo i criteri dell’originalità, della coerenza logica, dello stile linguistico e della correttezza morfo-sintattica. Il premio consta di un corso presso la scuola Cine Script che istruisca sulle tecniche di scrittura in accordo all’utilizzo di nuove tecnologie. Tale competizione artistica è la prova di quanto rimanga vivo il ricordo di Melissa e di quanto ancora la sofferenza per la sua assenza gravi sull’ animo di ognuno. Da mesi ormai i programmi televisivi trasmettono foto del suo indimenticabile sorriso. Era proprio quello il suo segno di riconoscimento , quello che portava sempre con se in qualsiasi situazione e circostanza. Una ragazza matura, responsabile, brava a scuola che sapeva farsi voler bene da chiunque, a detta di tutti. Le amiche, anche loro ferite dall’esplosione, non smettono di dedicarle canzoni e pensieri sul suo profilo Facebook. “Oggi verrò a trovarti, raggio di sole!” le scrive l’amica del cuore, come se lei fosse davvero ancora tra noi ad illuminare ogni nostra giornata con la sua bellezza e simpatia. È tanto il senso di ingiustizia per il tragico epilogo della vita di quell’angelo in procinto di spiccare il volo.
(Valentina Iaia - Brindisi 9 dicembre 2012 ore 15.00)

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La Notte di San Lorenzo e i desideri degli Italiani

Una stella di nome "Melissa"

BRINDISI - Ci siamo … siamo quasi a metà agosto, un metà di agosto piuttosto caldo, al limite del sopportabile e la prima tappa importante di questo mese è la famosa “notte di San Lorenzo”, la notte delle stelle cadenti, la notte dei “desideri”.

Molti dicono che sono “cretinate”, tanti affermano di non crederci, ma tutti, in questa notte volgono il naso all’insù, alla ricerca di una scìa luminosa, perché, va bene non crederci, ma, in fondo al cuore ognuno ha un desiderio, un piccolo o grande sogno da realizzare. Gli Italiani, quest’anno ne hanno tanti di desideri, perché quest’anno è stato veramente duro da sopportare, perché i tempi impongono la ricerca di un po’ di serenità, di pace che, ultimamente, sembrano essere diventati un miraggio.


Se a Londra, gli atleti italiani desiderano una medaglia sul petto, in Italia, sotto l’ombrellone, i desideri più gettonati riguardano le tasse. Sono tutti stanchi di pagare tante tasse, dall’Assicurazione, all’IMU, alla Tarsu, ai bolli … tutto sta mettendo a dura prova le tasche degli Italiani e c’è veramente chi proprio non ce la fa più a tirare avanti. Poi tanti desiderano un lavoro … un lavoro che da troppo tempo non c’è e che fa passare nottate insonni. Ci sono le bollette che scadono, l’affitto da pagare, i figli da mantenere … e un lavoro che non c’è e, purtroppo, se ci si guarda intorno si vede solo “terra bruciata”! Poi … i desideri dei bambini, l’ingenuità nel desiderare un gioco per la Wii o di trovare quella figurina che serve a completare un’importante collezione.
I ragazzi aspirano a tante cose: riuscire a riparare i debiti a scuola a settembre, un anno a scuola più tranquillo, un gesto d’affetto da parte di quel ragazzo o ragazza che piace tanto! Desideri vari e molti, importanti …

Noi a Brindisi vorremmo cancellare quel brutto 19 maggio, vorremmo poter tornare indietro per fermare quell’autobus che quel giorno è partito da Mesagne portando quelle ragazze verso la tragedia, portando Melissa verso la morte … ma questo desiderio non può realizzarsi, più che un desiderio è utopia … ed allora, alzando gli occhi al cielo, riconosceremo nella stella più bella il ricordo di Melissa e nelle altre affideremo il desiderio di restituire una vita tranquilla alle altre ragazze, una serenità che forse loro, credono perduta per sempre! Noi vorremmo che non fosse così, vorremmo che i loro incubi sparissero per sempre e vorremmo che mai più cose del genere accadessero.

La Notte di San Lorenzo, forse è solo un illusione, ma è la notte in cui tutti riescono a parlare con il proprio cuore e questo ha già in sé tanto, ma proprio tanto di “magico”!
(Federica Pignataro - Brindisi 9 agosto 2012 ore 18.00)

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Attentato alla scuola Morvillo Falcone

"La Reale Mutua Assicurazioni" fa marcia indietro

BRINDISI - Dopo essere finita in un oceano di indignazione per la sua presunta indisponibilità a pagare le vittime dell’attentato alla scuola Morvilllo Falcone di Brindisi l’assicurazione si sottrae repentinamente alle accuse, dichiarando la propria volontà di risarcire le ragazze sottoposte a “chirurgia estetica”; in poche parole chi è stato costretto a subire interventi chirurgici dopo l’attentato del 19 maggio sarà risarcito in quanto ciò rientra nella fascia “sinistri complessi”.

Ci sarà un’approfondita valutazione da parte di un medico per accertare i danni indennizzabili, insomma per vedere quanto danno è stato fatto sul corpo di queste ragazze. Un passo indietro, anche se l’assicurazione lo ha definito come “chiarificazione della propria posizione in proposito“ che sa tanto di “rimorso di coscienza”, perché è veramente impossibile non riconoscere il grave danno che le ragazze hanno subito.


Il tempo probabilmente offuscherà, ma certo non cancellerà i loro ricordi che rimarranno indelebili, anche su tutto il corpo. Queste ragazze hanno il diritto di curarsi nel migliore dei modi e se a loro spettano dei soldi per poterlo fare al meglio l’assicurazione o a quanti spetta, devono elargirli perché si deve pensare che c’è una cosa molto importante che a loro è stata tolta per sempre: la spensieratezza del loro essere adolescenti. (Federica Pignataro - Brindisi 8 agosto 2012 ore 12.00)

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Attentato alla scuola Morvillo Falcone

Per l’Assicurazione le vittime hanno avuto solo danni estetici

BRINDISI - “Sono solo danni estetici …”: così ha sentenziato l’assicurazione della scuola in riferimento alle vittime di quella tragica esplosione ad opera di Vantaggiato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi in quell’indimenticabile mattina del 19 maggio scorso.

Ciò significa che l’Assicurazione non verserà neppure un euro per quelle povere ragazze, dal momento che essa paga solo nel caso di danni funzionali o mutilazioni. La Compagnia assicurativa con cui la Morvillo Falcone ha stipulato la polizza sembra irremovibile: se non si dimostra che queste ragazze hanno avuto danni che vadano aldilà di quelli estetici non è tenuta a pagare nulla. La notizia si è già diffusa a macchia d’olio, ed appare talmente assurda che tutti i TG nazionali ne hanno parlato, non nascondendo una certa indignazione. Quel tragico giorno in cui perse la vita la studentessa Melissa Bassi, le altre vittime furono gravemente ferite e per loro si aprì un calvario che porterà strascichi chissà per quanto altro tempo.


Veronica, la più grave di tutte, ma che in questi giorni è tornata a Mesagne, tra la gioia e la commozione di tutti, ha dovuto subire diversi interventi chirurgici ed il suo è stato un cammino lungo e doloroso, senza contare i tanti controlli a cui ancora dovrà sottoporsi. Le altre hanno sofferto e sopportato le ferite sul loro corpo da ragazzina, in un’età in cui spesso anche un semplice brufolo o un’acne giovanile possono provocare tristezza e disappunto, figuriamoci i danni permanenti sulla pelle. Cicatrici sul corpo e nell’anima; shock dolorosi per quanto subìto che non fanno dormire la notte, che ti fanno vivere nell’angoscia, che ti fanno continuamente pensare al fatto di essere stata vicino alla morte … a soli 15 anni. Il terrore delle immagini impresse nella mente e che non vogliono andare via, il dolore per un’amica, una figlia, una compagna che se n’è andata via per sempre.

E poi … quando si tratta di soldi, tutte le false ipocrisie cadono ed inizia la battaglia: cosa voleva di più l’Assicurazione della scuola per pagare? A cosa si appella per non “aiutare” delle studentesse le cui cicatrici “estetiche” e “psichiche” non andranno mai più via? Fa veramente male sentire queste cose e tutti gli studenti come queste ragazze si sentono offesi perché se si pensa a quei giorni in cui tutti i ragazzi d’Italia si sono uniti in corteo e in manifestazioni per urlare al mondo che ciò che era stato fatto a Brindisi era stato il peggiore atto che mai si potesse fare e che mai si era fatto prima, fa veramente rabbia sentire dire ad una compagnia assicurativa “Sono solo danni estetici”.

Oggi come quel giorno tutti gli studenti d’Italia sono uniti in un grande sentimento d’indignazione e rabbia perché la Vita ha molto più valore di quegli stupidi soldi che fanno dimenticare di essere dotati anche di una coscienza!
(Federica Pignataro - Brindisi 7 agosto 2012 ore 12.00)

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Attentato di Brindisi, le vittime dimenticate

Lo sfogo dell'avvocato Lillo: Anna Canoci dimenticata dalle istituzioni

BRINDISI - Per l'attentato alla scuola Morvillo Falcone, esiste anche chi nel dignitoso silenzio soffre senza enfatizzare il proprio vittimismo. E' il caso della studentessa brindisina Anna Canoci che ha subito gravissime lesioni fisiche.

Lo rammenta a tutti l'avvocato Gianvito Lillo che in una nota stampa, imputa ad istituzioni e media la mancanza di attenzione verso chi, pur nella disgrazia di essere stati colpiti fisicamente e psicologicamente - vive con estrema dignità le sofferenze che ne conseguono. Si riferisce, ovviamente, alla sua assistita Anna che è rimasta vittima della pazzia di Giovanni Vantaggiato in quella mattinata di sabato 22 maggio.

E, proprio per dovere d'informazione, pubblichiamo volentieri l'accorato testo del legale che cerca di portare giustizia e fiducia in casa Canoci.


“Si ritiene doveroso ed opportuno evidenziare la triste e dolorosa situazione personale e familiare in cui versa una delle vittime dell’attentato alla scuola “Francesca Laura Morvillo Falcone” del 19 maggio u.s.. Infatti, tra le vittime dell’attentato, risulta anche la giovane studentessa della scuola, ANNA CANOCI, di Brindisi, a cui mai nessuno ha fatto il minimo riferimento. Invero, la povera Anna CANOCI, ha subito danni fisici personali gravissimi: ha completamente perso la funzione uditiva all’orecchio destro, mentre all’orecchio sinistro ha subito una riduzione dell’udito di oltre il 60%, inoltre la stessa è caduta in uno stato di gravissima depressione con disturbi importanti nella vita personale e di relazione quotidiana. La famiglia di Anna è di umilissime origini e con assoluta dignità da sola, anche in assenza delle Istituzioni, ha sino ad oggi affrontato la difficilissima situazione in cui si è venuta a trovare. Le uniche porte aperte ad oggi risultano per loro quelle dei medici che hanno in cura la giovane vittima, a cui la famiglia intende dare il più sincero ringraziamento. Allo stato nessun intervento delle istituzioni, né materiale, né di altra natura, risulta essere stato fatto per questa vittima del terribile fatto delittuoso. Le gravissime condizioni economiche della famiglia avevano persino sconsigliato di munirsi di un difensore di fiducia per la difesa tecnica nell’ambito del procedimento, è solo grazie alle reiterate insistenze di alcuni parenti che si sono decisi di recente di affidarsi ad un avvocato. Quanto innanzi al fine di rendere pubblica una storia rimasta sino ad oggi sommersa nel silenzio più assoluto, anche per promuovere iniziative tese ad aiutare concretamente la giovane vittima e la sua famiglia ad affrontare una situazione certamente più grande di loro sotto ogni profilo.”
(Giorgio Esposito - Brindisi 20 luglio 2012 ore 18.00)

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Attentato di Brindisi, Veronica dimessa dall’ospedale di Pisa

Soddisfazione e gioia per tutti i brindisini

BRINDISI - Veronica Capodieci, la quindicenne di Mesagne gravemente ferita nell’attentato del 19 maggio alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, è stata dimessa dal Centro Ustioni dell’ospedale di Pisa, lasciando il reparto appoggiandosi al fratellino, ma sulle sue gambe.

Un vero risultato se si pensa alla gravità della sua situazione dopo lo scoppio che, ricorderemo, si è portato via per sempre la studentessa Melissa Bassi. Veronica ora dovrà seguire una riabilitazione fisica e psicologica presso il centro di Casciana Terme, tornando comunque nell’ospedale toscano per i controlli necessari. Alla dimissione dal reparto, medici e infermieri l’hanno salutata con una piccola festa in suo onore e il primario, dott. Antonio Di Lonardo, ha affermato che tutti in quell’ospedale le si sono affezionati. Inoltre si è detto fiducioso che la ragazza potrà in futuro tornare ad una vita normale, sottolineando che in questo fondamentali sono stati i primi interventi effettuati a Brindisi e a Lecce che hanno letteralmente salvato la vita a Veronica.

Gli studenti Brindisini, anche se in questo periodo le scuole sono chiuse e sono tutti in vacanza, si sono detti felici per la bella notizia perché quel terribile attentato ha sconvolto tutti nell’animo e in tutti c’era la speranza che Veronica ce la potesse fare, perché già era stato davvero duro accettare la morte di Melissa, anzi questa appare ancora come una morte senza un perché.

Sicuramente a settembre Veronica non potrà tornare fra i banchi di scuola, però la sua voglia di vita, la sua caparbietà, il suo reagire ad un atto così vile ed ingiusto valgono molto di più di un 10 e lode. L’intera città di Brindisi vuole bene alla piccola Veronica e tutti sperano un giorno di poter parlare con lei, perché tutti gli studenti brindisini la considerano una cara compagna di banco. (Federica Pignataro - Brindisi 22 luglio 2012 ore 12.00)

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Al tribunale di Brindisi una targa in ricordo di Melissa Bassi

La mamma e il papà di Melissa alla cerimonia d'intitolazione

BRINDISI – Le lacrime di Rita - la mamma di Melissa - hanno accompagnato la cerimonia che oggi, in una afosissima e calda giornata di giugno, si è tenuta nel palazzo di giustizia di Brindisi alla presenza delle maggiori personalità istituzionali del territorio.

Una sentita cerimonia che ha rievocato la splendida figura della giovanissima vittima dell'attentato, al foltissimo pubblico presente tra cui spiccavano le amiche di classe di Melissa, i genitori ed una marea di giornalisti che hanno immortalato su taccuini, foto e video, le struggenti parole degli intervenuti. Parole che sono servite a motivare la targa che intitola all'adolescente di Mesagne una sala molto particolare del tribunale: "la sala d'ascolto dei minori vittime di abusi".


E' stata la madre di Melissa Bassi, Rita, a tagliare il nastro per inaugurare l'aula per l'ascolto di minori vittime di abusi intitolata alla figlia sedicenne. Accanto a lei c'erano il marito, Massimo Bassi, e il vescovo di Brindisi, Rocco Talucci. Lacrime di commozione anche per il Procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli che ha elogiato il lavoro svolto e l'associazione "Soroptimist" che ha reso possibile l'evento odierno. (Giorgio Esposito - Brindisi 22 giugno 2012 ore 14.00)

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Un'aula del Tribunale di Brindisi per Melissa Bassi

Venerdì 22 giugno la cerimonia d'intitolazione

Dopo la volontà da parte del sindaco di Brindisi Mimmo Consales di costituire il “Forum 19 maggio: per la legalità e la democrazia” - sia per ricordare Melissa Bassi, la studentessa di Mesagne rimasta uccisa nell’attentato del 19 maggio scorso, sia per tenere alta l’attenzione sulla legalità - il Tribunale di Brindisi ha stabilito di intitolare un’aula del Palazzo di Giustizia alla giovanissima vittima. Venerdì 22 giugno, alle ore 11, alla presenza del sindaco di Brindisi Mimmo Consales, ci sarà l’inaugurazione ufficiale dell’aula con la scopertura della targa in ricorso di Melissa. In realtà, si tratta di un’aula già prevista e realizzata ex novo - in collaborazione con l’associazione “Soroptimist” – per essere destinata all’ascolto protetto dei minori abusati. Un’aula – composta da due stanze (una per il minore, l’altra per i giudici e gli avvocati) – per la quale era stato avviato da tempo l’iter per il suo arredo, la predisposizione di telecamere e tutto ciò che occorreva per il suo completamento. Dopo l’attentato del 19 maggio scorso, il Presidente del Tribunale di Brindisi, dr. Francesco Giardino ed il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, dr. Marco Di Napoli – grazie anche alla collaborazione dell’Ordine degli Avvocati e dei Commercialisti - hanno pensato di dedicare l’aula in questione a Melissa Bassi. Venerdì prossimo, quindi - alla presenza del Presidente del Tribunale, del Presidente della Corte d’Appello, del Procuratore generale di Brindisi, del Procuratore generale di Lecce, del sindaco di Brindisi Mimmo Consales, del sindaco di Mesagne Franco Scoditti, del Presidente della Provincia Massimo Ferrarese, del vescovo, mons. Rocco Talucci, dei vertici delle Forze dell’ordine e del Provveditore agli Studi che sarà presente con una delegazione della scuola “Morvillo Falcone” – si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’aula e la scopertura della targa. Invitati a partecipare anche i genitori di Melissa Bassi. (Redazionale di Giorgio Esposito - Brindisi 20 giugno 2012 ore 18.00)

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Brindisi, ad un mese dall'attentato una messa nel Duomo il 19 giugno alle ore 10.00

Annullati i "concerti per Melissa" di Mesagne e dell'istituto "Morvillo Falcone"

BRINDISI - Per motivi organizzativi, i gestori dell'annunciato "Concerto per Melissa" previsto a Mesagne per martedì 19 giugno alle ore 20.30 è stato annullato e rinviato a data da definire.

Stessa sorte anche per l'annunciato "Concerto per Melissa" che si doveva tenere sabato 16 giugno alle ore 18.00 presso la struttura scolastica "Morvillo Falcone". L'evento, infatti, non potrà svolgersi in quanto la imprevista grande adesione creerebbe grave disservizio all'interno del comprensorio scolastico.

Con una lettera - che pubblichiamo di seguito - il dirigente scolastico, in occasione dell'anniversario dell'attentato, ringrazia e comunica che si svolgerà una messa in ricordo di Melissa e delle sue amiche.

“Nel giorno del trigesimo della tragica morte di Melissa Bassi, il 19 giugno prossimo alle ore 10, nel Duomo di Brindisi,è fissata la celebrazione di una Santa Messa in Suo ricordo. A seguire, come hanno deliberato all’unanimità Consiglio di Istituto e Collegio dei Docenti, la palestra dell’Istituto sarà intitolata a Melissa Bassi con una artistica targa in marmo. La palestra è il luogo privilegiato per la iterazione,negli anni, del transito e della sosta non solo degli allievi dell’IPSSS, ma anche di adulti e di giovani di tutte le età frequentanti altre scuole o praticanti attività sportiva.

Nell’impossibilità di farlo personalmente e singolarmente e per evitare involontarie ed inescusabili omissioni, l’IPSSS esprime il più sentito ringraziamento alla moltitudine di gente che gli ha partecipato il proprio cordoglio in tutte le fasi post attentato in cui ha perso la vita la propria alunna Melissa Bassi e sono rimaste ferite anche cinque alunne. In particolare, è commosso per la significativa vicinanza alle famiglie delle vittime ed all’istituto del sig. Presidente della Repubblica, del Sig.Presidente del Senato della Repubblica, del Sig.Presidente della Camera dei Deputati, del sig. Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri degli Interni, della Pubblica Istruzione e della Giustizia, del Sig. Presidente della Giunta Regionale di Puglia, del Sig.Presidente del Consiglio Regionale di Puglia nonché di tutte le Autorità giudiziarie, investigative, politiche, scolastiche, civili, militari, religiose, sanitarie, del volontariato, rappresentative a qualunque livello istituzionale e territoriale, delle testate giornalistiche e delle radiotelevisioni internazionali, nazionali e locali, dei tantissimi cittadini, istituti di credito ed enti pubblici che si sono proposti come promotori e finanziatori di iniziative in memoria della giovane e innocente vittima.

Può affievolirsi il clamore mediatico e recuperare la serenità che è indispensabile a tutti, ma resteranno inalterati nell’animo lo sdegno per il vile attentato; il dolore profondamente partecipe e rispettoso delle famiglie direttamente colpite dalla strage; la forte fiducia nell’impegno e nel ruolo dell’Autorità inquirente, di quella investigativa e di quella giudicante. L’IPSSS evoca la particolare missione educatrice e formatrice della Scuola; fa sua la comprensibile e pressante richiesta di tranquillità che si leva dalle famiglie distrutte da un evento immensamente tragico; si inchina alla sublime lezione impartita in ogni momento dalla mamma e dal papà di Melissa.

Si ritiene doverosa, e cortesemente se ne attende la diffusione, la precisazione relativa alla esatta denominazione dell’istituto e ci si avvale degli atti ufficiali risalenti al giugno 1993 secondo i quali l’Istituto è dedicato a Francesca Laura Morvillo Falcone che, all’epoca della strage di Capaci, era Magistrato presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo e consorte del Magistrato Giovanni Falcone al quale fu intitolato un viale antistante l’edificio contestualmente a quello intitolato a Paolo Borsellino; nei due casi, insieme con la rispettiva scorta. La precisazione intende ovviare sia all’errore che si trascina dal 1993, sia al conseguente equivoco sulla denominazione dell’Istituto generato dal trattino, che non ha ragion d’essere, interposto tra Morvillo e Falcone. Il Morvillo Falcone è già traghettato verso la normalità e serenità dell’ambiente da risorse umane e professionali di specifiche capacità e preparazione ed è coralmente impegnato ad affrancare i giovani tutti dallo smarrimento attonito ed incredulo dovuto alla strage restituendoli, ora più di sempre, ad un futuro di sicurezza e di legalità.
(Giorgio Esposito - Brindisi 15 giugno 2012 ore 14.00)

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Brindisi, una targa in ricordo di Melissa

L'attentatore Vantaggiato si trincera dietro "disperato per problemi economici"

BRINDISI - Il gip del tribunale di Lecce, Ines Casciaro, ha convalidato il fermo di Giovanni Vantaggiato, reo confesso dell'attentato di Brindisi del 19 maggio ed ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere nei suoi confronti.

Confermata l'ipotesi di reato di strage in concorso con finalita' di terrorismo. Il provvedimento e' stato depositato in tarda serata. La competenza dell' inchiesta resta della direzione distrettuale antimafia di Lecce. ''Non tornero' piu' a scuola, perche' e' troppo forte il ricordo di Melissa''. E' stata Selena, la migliore amica di Melissa Bassi, la sedicenne uccisa nell'attentato del 19 maggio, a scoprire la targa a lei dedicata all'esterno del 'Morvillo Falcone'. Selena e' una delle cinque ragazze rimaste ferite.

Porta ancora evidenti le ferite dell'attentato e non si e' ancora completamente ripresa. Calza i guanti ed e' costretta ad appoggiarsi su una stampella: ''Di quel giorno ricordo tutto'', ha detto.

Intanto in carcere, Vantaggiato, che pure non ha voluto indicare il movente del suo gesto, si è comunque lasciato sfuggire durante l'interrogatorio un plurale che potrebbe tradire un concorso di altri soggetti, implicati nei fatti. Poco chiaro anche l'ipotetico mandante del gesto. Al gip però ha detto di aver fatto "un gesto dimostrativo perché ho subito due truffe e perché il fatturato negli ultimi anni è diminuito". Il 68enne infatti non sarebbe stato pagato da un suo cliente, Cosimo Parato, e da un fornitore di Avetrana, per un totale di 400mila euro. Da quando nel 2003 inoltre non aveva più l'appalto con la Provincia per alcune scuole superiori di Brindisi (tra cui proprio l'istituto Morvillo Falcone), i suoi affari si erano ridimensionati di molto (circa il 70% del fatturato).

Ha scelto quell'obiettivo perche' piu' comodo logisticamente in quanto vicino alle vie di fuga e alle strade che portano alla superstrada che gli avrebbe consentito di allontanarsi velocemente da Brindisi. Cosi' Giovanni Vantaggiato stamane durante l'interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Lecce ha giustificato la scelta della scuola 'Morvillo-Falcone' dove il 19 maggio scorso ha fatto esplodere un ordigno esplosivo che ha provocato la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque studentesse. (Redazionale di Giorgio Esposito - Brindisi 10 giugno 2012 ore 16.00)

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Chi crede al rimorso di Giovanni Vantaggiato?

Per tutti "una brava e tranquilla persona"

(Intervista di Adnkronos)

LECCE - Da quanto confermano fonti inquirenti, Giovanni Vantaggiato durante l'interrogatorio e la confessione di mercoledì sera, quando ha riferito agli inquirenti di essere l'autore della strage della scuola 'Morvillo-Falcone', si sarebbe lasciato sfuggire qualche frase al plurale. Qualcuno, ipotizzano gli investigatori, dunque, potrebbe aver aiutato il commerciante di carburanti 68enne nel trasporto delle bombole di gas davanti alla scuola. Oppure potrebbe avergli addirittura suggerito il gesto. Ciò spiegherebbe anche la mancanza di spiegazioni di Vantaggiato sul movente. Per questo gli inquirenti, per una questione di prudenza e per lasciarsi aperta ogni strada, parlano della presenza di un eventuale committente e hanno contestato il concorso in strage aggravata da finalità terroristica. ''Vantaggiato ha fatto un gesto inqualificabile e deplorevole, ma non è il mostro che si sta dipingendo'' ha detto l'avvocato Orlando, che stamane ha avuto un lungo colloquio nel carcere di Lecce con il suo assistito.

''Ha trascorso una notte tranquilla, ma stamane l'ho trovato molto provato. Piangeva pensando a Melissa e ai danni provocati alle altre ragazze - ha aggiunto il legale - Adesso comincia a prendere consapevolezza e a provare rimorso per quello che ha fatto. Non è vero che durante l'interrogatorio dell'altra sera - precisa - non abbia mostrato segni di pentimento. Solo che l'altra sera gli inquirenti erano concentrati a fare emergere quelle prove, ad esempio a sapere come aveva costruito l'ordigno, che potessero dimostrare le sue responsabilità nel delitto e non a far emergere segni della sua contrizione. E quindi lui ha risposto a quelle domande''. Comunque Vantaggiato ''è sempre stata una persona tranquilla ma ha avuto un momento di follia''.

''Io lo conosco come una persona appartata ma tranquillissima e gentilissima, un gran lavoratore. Solo l'improvvisa pazzia può spiegare il gesto che ha fatto. Ma io stento ancora a crederci'' dice all'Adnkronos Emiliano Valentino che fino all'anno scorso gestiva i servizi del porticciolo turistico privato della darsena 'Puerto del Sol' a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, dove è ormeggiata la barca 'Camuffo' di 12 metri, di proprietà di Giovanni Vantaggiato.

Valentino ancora adesso frequenta il porticciolo perché appassionato del settore e perché si esercita in gare di barche a remi. ''Conosco Vantaggiato da tanti anni anche perché abita alle spalle di casa mia a Copertino - spiega - non eravamo amici ma ci fermavamo spesso a parlare. Tre anni fa mi chiese di poter ormeggiare la sua barca a Porto Cesareo, prima era al porto di Gallipoli''. Quindi sottolinea che Vantaggiato ''conosce bene Brindisi e ci andava spesso anche perché ì' ci sono molti rivenditori di pezzi di ricambio per le barche''. Valentino è ancora ''incredulo. Mi chiedo come si fa a fare un gesto del genere con una posizione economica così solida, dopo una vita di lavoro e sacrifici, con una famiglia, i figli e i nipoti? I soldi non erano così importanti per lui - prosegue - è una brava persona. Non sono ancora convinto''.

A parlare all'Adnkronos di Vantaggiato è anche il signor Pasquale, l'attuale gestore dei servizi del porticciolo turistico della darsena 'Puerto del Sol'. ''Quattro giorni prima del fermo aveva trasferito la barca dal rimessaggio, dove l'aveva parcheggiata in precedenza, alla darsena. Doveva tornare per completare le operazioni di ormeggio ma poi è stato fermato''. Non è vero quindi, secondo quanto risulta al signor Pasquale, che l'uomo era uscito in barca nei giorni successivi alla strage. ''Vantaggiato era venuto lunedì alla darsena proveniente dal rimessaggio dove la barca si trovava in secco'', precisa. ''Lo conoscevo poco - aggiunge - era un cliente come gli altri. Una persona tranquillissima, nulla che facesse pensare a qualcosa del genere. Aveva passione per la sua barca, che si chiama Camuffo, usciva soprattutto in estate e nei fine settimana''. (Redazionale di Giorgio Esposito - Brindisi 2 giugno 2012 ore 23.00) Per gentile concessione di Adnkronos.

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Brindisi, arrestato l’attentatore, proseguono le indagini

È stato interrogato Giovanni Vantaggiato,
responsabile dell’attentato del 19 maggio, nessun movente certo

 

BRINDISI- Poche le “novità” emerse questa mattina durante l'affollatissima conferenza stampa presso il tribunale di Brindisi. “Questo riguarda le indagini”, continua a ripetere il procuratore Cataldo Motta alle insistenti domande delle tante decine di giornalisti provenienti da tutta Italia, riguardo ai particolari dell’accaduto.

L’attentatore, Giovanni Vantaggiato 68 anni di Copertino (LE), interrogato ieri sera, avrebbe confessato l’attentato solo dopo le prove schiaccianti, ma di un presunto complice non ha fatto menzione, anche se gli inquirenti non escludono la pista. Di certo, dunque, vi è solo la dinamica e il colpevole, che è stato riconosciuto grazie ad un duro e intricato lavoro da parte delle autorità. Due macchine, entrambi appartenenti all’attentatore, che si aggiravano già da tempo per il quartiere, sono state filmate dalle telecamere, una la notte e l’altra il giorno dell’attentato.

L’ordigno, creato dall’uomo, che sembra avere competenze elettrotecniche, è stato progettato mesi fa e portato dallo stesso sul luogo dell’attentato; l’agghiacciante ammissione dell’uomo di aver agito di giorno e non di notte “perché di notte non c’è nessuno”, stride però, con l’orario in cui la bomba è scoppiata, orario in cui non tutti gli studenti erano arrivati a scuola; così come non quadra agli inquirenti il movente che Vantaggiato ha dato: problemi di ristrettezze economiche, infatti, non hanno nulla a che vedere con questa strage.

Dopo aver premuto il telecomando (che ancora non è stato trovato), dice Motta “l’uomo è tornato alla sua normale attività, pensando forse di non essere identificato. Pubblicare il video, è stata comunque un’imprudenza”.

Sicuramente, come ha ribadito il procuratore, non è un’indagine semplice ed essere arrivati ad un colpevole dopo solo diciotto giorni dal terribile attentato è un buon traguardo. Si spera, nei prossimi interrogatori, di riuscire a sapere qualcosa in più. (Marika Del Zotti & Giorgio Esposito - Brindisi 7 giugno 2012 ore 15.00)

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Brindisi, l'attentatore ha un nome: Giovanni Vantaggiato

Benzinaio di Copertino è stato fermato dalla Polizia di Lecce

 

LECCE - E' l'imprenditore di Copertino (Lecce), Giovanni Vantaggiato, 68 anni, l'uomo fermato stasera in Questura a Lecce, per l'attentato mortale di sabato 19 maggio davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. A quanto si sa, dopo aver negato per quasi cinque ore, l'uomo ha confessato. Il condizionale e' ancora soltanto d'obbligo, perche' l'ufficialita' della confessione, verra' data entro la mezzanotte, dal procuratore capo e capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, che cosi' come ha riferito il capo di Gabinetto, Massimo Gambino, domani terra' una conferenza stampa a Brindisi. Vantaggiato e' sposato ed ha due figlie. A Copertino e' titolare di un avviato punto vendita di gasolio per riscaldamento ed agricolo.

A Lecce sono giunti il vice della polizia, Franco Grattieri, il cap dello Sco, Gilbero Caldarozzi ed il vice del Ros, generale Mario Parente.

L'uomo avrebbe agito per colpire la giustizia, perche' in passato aveva sostenuto un processo per una truffa subita, senza pero' riavere il denaro che aveva perso. Avrebbe cosi' covato una sete di vendetta, e la mattina del 19 maggio forse voleva colpire, con le tre bombole che hanno uciso Melissa Bassi, 16 anni e ferito altre cinque studentesse, proprio il Trinunale di Brindisi. Ma troppo sorvegliato, avrebbe ripiegato sulla scuola, che guarda caso, si trova poco distante dal palazzo di giustizia. (Redazionale di Giorgio Esposito - Brindisi 6 giugno 2012 ore 23.00)

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Concerto per Melissa

Mesagne 19 giugno ore 20.30

“Perché la donna non è cielo, è terra; carne di terra che non vuole guerra: è in questa terra, che io fui seminato, vita ho vissuto che dentro ho piantato, qui cerco il caldo che il cuore ci sente, la lunga notte che divento niente”. Tratto da “Ballata delle donne” di Edoardo Sanguineti.

Una serata dedicata a lei, che a soli 16 anni, ha donato la sua vita, per la libertà altrui. “Concerto per Melissa” si terrà il 19 giugno prossimo - ad un mese dall’attentato alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi e dove Melissa Bassi ha perso la vita e altre cinque ragazze rimaste gravemente ferite - a Mesagne in piazza Vittorio Emanuele (Porta Grande). La serata nasce da un gruppo di ragazzi mesagnesi, il “Comitato spontaneo per Melissa Bassi”, in collaborazione con il Comune di Mesagne, la cooperativa Libera Terra e l’Avis, sezione di Mesagne. Ad esibirsi durante la serata saranno grandi nomi del panorama musicale italiano e internazionale, quali: Loredana Errore, Luca Napolitano, Tony Maiello, Nicolas Bonazzi e tanti altri artisti che con grande spirito di solidarietà hanno accettato e offerto il loro contributo senza cachet. Il concerto avrà inizio alle 20.30 con la lettura di un poesia dedicata a Melissa Bassi. Saranno, inoltre, partecipi dell’iniziativa tutte le studentesse dell’Ipsss “Morvillo Falcone” e gli istituti scolastici di Brindisi e Mesagne. Sul palco interverrà anche Martina Carpani, la coordinatrice dell’Uds Brindisi. Tra una esibizione e l’altra, ci saranno anche momenti dedicati alle amiche di Melissa: Veronica, Vanessa, Selena, Sabrina e Azzurra. Il concerto si concluderà con un video in memoria di Melissa Bassi, accompagnato dall’uscita di 16 bambini, che vestiranno di bianco, ed ognuno di loro porterà una lettera dell’alfabeto per comporre un messaggio che volerà in cielo. Il concerto sarà presentato da Amedeo Venza, giovane artista mesagnese. Il fine del concerto è quello di una raccolta di fondi. La somma sarà tuttavia il provento di una raccolta avviata tra le attività commerciali di Mesagne e di Brindisi, e sarà divisa alle famiglie delle vittime, grazie alla collaborazione di tutti i commercianti di Mesagne e della Confesercenti della provincia di Brindisi. La serata gode del Patrocinio della Città di Mesagne e di Brindisi.

Quando non si ricerca più il bene comune ma quello di pochi, quando c'è qualcosa che non rende felici tutti, quando governa l'ingiustizia, bisogna muoversi, farsi sentire! Questo non vuol dire lamentarsi, ma uscire dal proprio piccolo, vedere cosa non va e fare di tutto per porvi rimedio. Questo vuol dire, semplicemente, essere cittadini. (Claudia Laus - Brindisi 2 giugno 2012 ore 23.00)

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Due settimane senza Melissa e... senza certezze

Le riflessioni di Claudia: cercare sempre la verità e la giustizia senza avere paura

 

BRINDISI - Trascorse, ormai, quasi due settimane dal tragico evento dello scorso 19 maggio e, lasciati alle spalle sia il funerale di Melissa che le varie manifestazioni, è doveroso continuare a riflettere su ciò che stiamo vivendo. Questo, per me, non è un compito facile ed il timore di dire più del dovuto, di scadere nella banalità, di non dare il giusto peso a quanto accaduto, non sembra volermi abbandonare. Credo sia così assillante perché, nel corso di questa vicenda, molti sono incorsi in tali errori: fughe di notizie, azioni (di un certo tipo giornalismo) poco professionali, l'uso indiscriminato del nome di Melissa anche da chi si è relativamente interessato alla sua tragica fine. Ma forse sto correndo troppo, perciò, meglio partire dall'inizio. Sabato 19 maggio sembrava la solita giornata, fatta di interrogazioni e compiti in classe, oppure, di lavoro e commissioni. Ma, un solo attimo è bastato a cambiare radicalmente la giornata (e non solo) di tutti: “E' scoppiata una bomba alla Morvillo”. Appena arrivata a scuola, nel mio quotidiano ritardo, è stata questa la frase che mi ha accolta.

Sul momento, ho mantenuto un inquietante sangue freddo, dato dall'impressione che tutto ciò stesse accadendo lontano da me. In seguito, sono venuta a sapere che non sono stata la sola ad aver avuto tale reazione. Ripensandoci, credo che quest'ultima sia frutto della quotidiana proiezione di immagini di violenza alla quale assistiamo e che ci ha assuefatti tanto da renderci apatici persino di fronte ad eventi così tragici e poco distanti. Poco più tardi, diffusa ed ufficializzata la notizia, le scuole sono state (pur non prontamente) evacuate e ciascuno di noi è tornato a casa, destinato a trascorrere il resto della mattinata cercando di carpire il maggior numero di notizie possibili. Quanto rimasto della giornata, è stato dedicato all'organizzazione della manifestazione svolta lo stesso pomeriggio e che ha visto coinvolti non solo i brindisini, ma tutti i pugliesi in un atto di solidarietà e di protesta contro un'azione inaudita.

In questa occasione, la cittadinanza ha mostrato la sua parte migliore, capace di accantonare i problemi del proprio orticello per affacciarsi sul mondo e per essere realmente parte integrante di una società. Ovviamente, ciascuno dei partecipanti sapeva di essere impotente, ma avvertiva comunque la necessità di essere lì in piazza, in quel momento, a dimostrare il proprio disgusto ed a riunirsi con i propri concittadini. Ma, in questo frangente, non si è rivelato altrettanto ammirevole il lavoro di un certo tipo di squallido giornalismo, il quale, non si è risparmiato di pubblicare in prima pagina la foto di Melissa carbonizzata o di bombardare i passanti di domande come “Ma lei ora ha paura di mandare suo figlio a scuola?” (criticabili non in sé ma perché, secondo quanto provato da mie conoscenze, in un contesto come quello di due settimane fa, non fanno altro che alimentare il panico nei genitori). Per non parlare, poi, della fuga di notizie come quella dei nomi degli indagati, i quali, spacciati già per colpevoli dalla stampa, rischiavano quasi di essere attaccati dalla gente.

Queste notizie verrebbero definite dal giudice Ferdinando Imposimato – che ho avuto modo di incontrare ed ascoltare nella mia scuola (Liceo Classico Marzolla) – “verità di comodo” e dalle quali egli stesso ci ha invitati a diffidare. Infatti, ha affermato, è preferibile impegnarsi a fondo nella ricerca della Verità piuttosto che di queste false verità volte ad esorcizzare l'accaduto e ad accantonarlo. Anzi, è proprio questo il rischio da evitare, che in seguito a tutte le manifestazioni, gli incontri, le notizie, ci si lasci la vicenda della scuola “Morvillo-Falcone” alle spalle. Essa, invece, dev'essere sempre presente nelle nostre menti: quando chiediamo legalità e giustizia, quando cerchiamo in noi un senso d'appartenenza alla cittadinanza o quando vogliamo migliorare il mondo. Tutte azioni possibili se ci smuoviamo dalla nostra perenne inattività, semplicemente pretendendo, indagini serie e giustizia, non solo ora, ma anche a distanza di settimane, mesi, anni. Questo dev'essere il nostro dovere, in quanto cittadini e uomini: di non scordarci mai del 19 maggio e delle sue vittime (Melissa, Veronica, Vanessa, Selene, Azzurra e Sabrina), di cercare sempre la verità e la giustizia senza avere paura.

Non che provarla sia da considerare un errore oppure infantile, anzi, è più che normale e sarebbe da incoscienti non averne. Tuttavia, la paura diventa negativa nel momento in cui, per sopravvivere, ci rinchiudiamo nel nostro piccolo e guardiamo dall'altra parte, lasciando gli altri abbandonati a sé stessi. Ecco, quando la paura diventa omertà, disinteresse nei confronti degli altri e sfiducia in ciò che ci circonda, essa ci blocca e diventa un difetto.

Da questa lunga riflessione e dai tragici eventi di quel sabato di due settimane fa, ho, personalmente, concluso ciò: la morte esiste ed arriva quando vuole (come ripetono dalle loro pagine i poeti di quasi tutta la letteratura) ma non per questo non bisogna agire. Anzi, ciò ci porterebbe a morire spiritualmente prima che fisicamente. Perciò, ciascuno di noi deve muoversi nel suo piccolo, ricercare legalità e giustizia per quanto gli è possibile, anche nei semplici gesti quotidiani, perché sono questi a stimolare il cambiamento. Quel cambiamento, la cui mancanza ha portato ad un gesto così atroce, quel cambiamento che, nella vastità del suo significato, non ci deve intimorire, ma stimolarci affinchè ciascuno di noi se ne faccia portatore giorno dopo giorno. (Claudia Laus - Brindisi 1 giugno 2012 ore 21.00)

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Io non ho paura. In piazza il 26 maggio 2012

Per Melissa e per il nostro futuro

 

Non si può morire entrando a scuola. Queste parole continuano a rimbalzare nella testa di ciascuno di noi nelle ultime ore. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola in questo modo, con un atto che oltre ad essere assassino e criminale è vigliacco e vergognoso. Colpire la scuola vuol dire colpire il futuro di un paese, la speranza di costruirne uno migliore. Colpire la scuola vuol dire colpire la democrazia, soprattutto in un territorio come il nostro, in cui da anni lottiamo contro le Mafie e ci scontriamo contro l'assenza di lavoro, in un territorio in piena crisi ambientale. Le scuole, soprattutto nella nostra terra, rappresentano uno dei pochi luoghi collettivi e di partecipazione. Hanno spezzato i sogni di Melissa ma non spezzeranno mai i nostri. I sogni di Melissa diventeranno anche nostri. In questi giorni in tutta Italia si è parlato di Brindisi e delle nostre scuole, degli studenti brindisini e della paura di tornare a scuola, dopo il 19 maggio. La paura non può essere una risposta alla morte di Melissa, la paura non può essere uno strumento di controllo di un territorio e di un paese stesso. Non si può parlare di Brindisi solo quando scoppiano le bombe. Dobbiamo scendere in piazza non solo per semplice solidarietà, ma perché tutta l'Italia non deve dimenticare quello che è successo, che vive dentro un contesto sociale caratterizzato da una cultura violenta e individualista, dall'assenza di politiche di tutela del territorio, dai tagli alla scuola, dalla precarietà dilagante che attanaglia le vite e il futuro della nostra generazione. La partecipazione, la democrazia e la richiesta di giustizia sono la risposta ad un atto così grave che ha sconvolto il nostro territorio e tutta l'Italia. Per questi motivi a una settimana dall'attentato è stato chiesto alla popolazione non solo di Brindisi, di essere presente alle iniziative proposte ed in particolare a quella che oggi ha visto percorrere Viale Aldo Moro ben 5.000 tra giovani, famiglie al completo e tanti, tantissimi addetti stampa che hanno seguito l'evolversi della manifestazione. Tra di essi c'eravamo anche noi di Italia News Press Agency - www.italianews.org e Brindisi & Italia News - www.brindisinews.com . Ecco il reportage fatto di scatti fotografici... (Giorgio Esposito - Brindisi 26 maggio 2012 ore 2100)


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Amor che move il sole e l’altre stelle...

La nostra vita, la nostra umanità. La riflessione di Rita del Liceo Marzolla

 

BRINDISI - Gli occhi di quel papà che stringeva al suo petto la foto di sua moglie e mamma di sua figlia, per rendere omaggio alla presenza del suo cuore, data l'impossibilità fisica.

Gli occhi di quel papà che non staccava lo sguardo da quell'involucro, bianco come l'anima che per sedici anni ha custodito quel corpo innocente. Quale genitore immaginerebbe mai di assistere a una scena del genere, ritrovarsi a salutare il proprio piccolo fiore al suono tetro di due campane che annunciano l'inizio di non si sa quale nuova vita. Guardare quell'enorme piccola scatola e immaginare che contiene un fiore che ha perso la sua linfa vitale. È questo che fa tanto male. Piangere su qualcosa che sai non ti darà indietro nessuno. Guardare una sua fotografia sperando che lei ti ascolti e che ti risponda anche con un dolce profumo che sai di poter sentire solo tu. A quale prezzo? Quale? Ma che esseri siamo? Cosa siamo? Cosa ci sta accadendo?

E uso questo pluralia maiestatis perché qui si parla di TUTTI. Di queste stragi che ci scivolano addosso come la pioggia. Stragi su cui qualcuno osa addirittura speculare. Ma io mi chiedo CHI? Chi è che permette che avvengano? E se qualcuno osa dire che si tratta di Dio, mi verrebbe da chiamarlo solamente VIGLIACCO. Perchè tu uomo ce l'hai un cuore, Dio non ti ha privato di un'anima e di una mente. Abbiamo tutti i mezzi. TUTTI. Non ci manca assolutamente niente. E continuiamo ad ascoltare solo quello che vogliamo sentirci dire. Che siamo uniti, che facciamo le carovane, ma non si sa a nome di chi.

Io non chiedo legalità, non perchè non sia necessaria, ma perchè serve solo a tamponare i danni, non ad impedirli. Io non faccio appello a quei politici, a loro... seduti su quelle belle poltrone pronti a schiavizzarci e diseredarci.. cosa importa? Io voglio riappropriarmi di qualcos'altro, non voglio desiderare la morte di nessuno..

IO RIVOGLIO INDIETRO LA MIA, LA NOSTRA UMANITÁ. Io sono una persona, nata col cervello e non con l'istinto. Nata con un cuore che si innamora. Nata con due occhi che a volte gioiscono, altre piangono. Nata con un grembo che, se Dio vuole, un giorno ospiterà un figlio a cui donerò la mia vita. Io sono una persona con mille illusioni e mille speranze. Io credo, io mi illudo di Dio, mi illudo di un'universo, mi illudo di una luce, perchè ho il sacrosanto diritto di farlo, non sono una macchina. IO SONO UN ESSERE UMANO. RIVOGLIO LA MIA ESSENZA. "Scegliamo la vita contro la morte". Danziamo l'AMORE... QUELL'AMORE... Amor che move il sole e l'altre stelle" (Rita Caliandro - Brindisi 24 maggio 2012 ore 20.00)

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Paura, rabbia, sete di giustizia… sono reazioni normalissime

Il lavoro degli esperti a Brindisi dopo l'attentato

 

BRINDISI - Siamo tutti d’accordo nell’etichettare la catastrofe di questo sabato come un avvenimento tanto grave quanto unico nella storia del nostro paese, ma non è per i cittadini un vicolo cieco o un punto di non ritorno, non deve esserlo. “È normale, in queste situazioni provare dolore, rabbia o paura, volere giustizia e persino vendetta; piangere, stringere i pugni o urlare”: sono alcune delle confortanti parole degli asperti che hanno contribuito a rassicurare mamme, papà, insegnanti e ragazzini durante alcuni incontri tenutosi presso alcune scuole di Brindisi.

L'appuntamento di ieri pomeriggio, 23 maggio è stato aperto a tutta la cittadinanza, proprio per manifestare la necessità del dialogo e del confronto reciproco; la partecipazione è stata attiva e le domande si sono susseguite, così come le condivisioni spontanee.

Partendo dai racconti di chi ha visto o sentito, si è arrivati a condividere frammenti di vita quotidiana nei quali si sentivano le conseguenze del turbamento sia da parte dei bambini, come possono essere notti nel letto dei genitori, parole forti nei confronti del carnefice, piccole crisi di pianto ecc…, ma anche degli adulti, difficoltà di accettare la realtà, di comunicare con i figli e aver paura per loro. Anche grazie a questo il dialogo è stato molto costruttivo.

Un argomento di discussione molto sentito, che i due psicologi hanno saputo agevolmente approfondire è stato quello del comportamento con i figli, “si deve avere molto tatto per comunicare con i ragazzi, anche perché loro recepiscono le nostre sensazioni più delle nostre parole”, questo è ciò che hanno detto. Durante il dibattito, che si è mantenuto, per contrasto, in toni leggeri e a tratti scherzosi, sono stati molto d’aiuto i disegni degli alunni della scuola, che erano stati un mezzo di espressione nell’incontro della mattina con gli stessi psicologi. I ragazzi, è stato raccontato, avevano bisogno di esprimersi per capire, le loro parole sono evocative e piene di sentimento. Lo si è capito appena ci sono state comunicate; alcune erano “la bomba non è scoppiata solo fuori, mi è scoppiata dentro” oppure “a volte la mente mi dice di fare qualcosa e il mio corpo non risponde”; ma sono molto più significative le frasi degli slogan, che incorniciavano le figure, in cui si mostrava prevalentemente la loro forza d’animo e la speranza incondizionata: quello a cui tutti dovremmo pensare, perché la cosa peggiore è la rassegnazione.

Alle 17.58 è stato osservato un minuto di silenzio ed ognuno in quel momento aveva di certo tanti pensieri vaganti nella testa, dettati dall’ondata di sensazioni ed emozioni condivise. E’ stata messa in discussione l’eccessiva presenza della televisione e dei giornali; i ragazzi, infatti, si sentono tartassati dalle continue notizie che ricordano continuamente la disgrazia e sono un ostacolo per andare avanti e ritornare alla “normalità”. Perciò genitori e docenti hanno espresso risentimento verso quei giornalisti invadenti che spesso usano le penne come armi e li invitano a moderare il flusso di informazioni di questo genere e a filtrarle. A conclusione dell’incontro si è ribadita la necessità di essere coesi e unire le forze, per combattere la paura, che non è tanto del futuro o di riprendere la quotidianità, quanto di non ricevere giustizia, infatti Giovanni Falcone diceva: “Il coraggio è convivere con la propria paura”.
(Ester De Donno - Brindisi 24 maggio 2012 ore 19.00)

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Brindisi, bollettino medico ore 13.00 di mercoledì 23 maggio

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Tutte le quattro pazienti ricoverate presso l’Ospedale di Brindisi sono in condizioni stabili. Una sta effettuando ciclo di medicazioni in narcosi.

La paziente con frattura all’ulna non è stata più operata per evitare possibili infezioni ossee, dovendosi intervenire in aree ricoperte da ustioni.

Le pazienti sono state sottoposte a consulenze di Otorinolaringoiatria, da ripetere tra qualche giorno. Le due pazienti ricoverate presso il Centro Ustioni hanno avuto modesti rialzi febbrili, compatibili con le ustioni subite. Il Direttore Sanitario ASL Dr.ssa Graziella Di Bella

(Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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L'addio a Melissa: funerali a Mesagne

In migliaia per l'ultimo saluto. Presenti le maggiori cariche istituzionali dello Stato

 

MESAGNE (Brindisi) - L’ultima cosa che si può pensare in un tranquillo lunedì di primavera è che sia il terzo giorno di lutto cittadino e che piazza Quattro Novembre a Mesagne sia gremita di gente per celebrare i funerali dell’innocente sedicenne Melissa Bassi, vittima dell’ignoto. La messa è stata celebrata in chiesa Madre. All’interno 700 posti, le migliaia di persone nella piazza antistante seguono attentamente la messa con l’ausilio dei maxi schermi. Incredibile come, nonostante l’ingente folla, vi sia un silenzio assoluto. Alle ore 15:50 arrivano le rappresentanze delle scuole di S. Vito dei Normanni, i gruppi Scout e ogni scuola di ordine e grado di Mesagne. Presenti anche le rappresentanze delle scuole di Brindisi - tra cui l’I.T.I.S. Giorgi - Ostuni, Campi Salentina, Comune di Trepuzzi, Comune di Ariccia (Roma) e altri. Alle ore 16:22 arrivano il presidente del Consiglio Mario Monti, Fini, Nichi Vendola, D’Alema, il massimo procuratore antimafia Piero Grasso, il presidente della provincia Massimo Ferrarese e tutti i rappresentanti del governo ai livelli più alti.

Su uno degli innumerevoli cartelloni e striscioni i ragazzi scrivono “Poche parole, ma tanti fatti”, messaggio, tra l’altro, davvero importante. Alle ore 16:30 inizia la messa, celebrata dal vescovo Rocco Talucci. Massima l’organizzazione per la presenza delle forze dell’ordine. Il Vescovo ci rivolge l’invito a “combattere per il progetto della legalità” e definisce Melissa “la vittima innocente di un attentato con lo scopo di uccidere.”

All’ombra degli ombrelli la gente segue attentamente la celebrazione, i medici sono pronti a soccorrere la gente per ogni eventuale malessere molto probabile in una giornata così “calda”. Gli occhi inevitabilmente colmi di lacrime salate e dolore che si mescola con la speranza nei cittadini e nella loro voglia di combattere. “Melissa è entrata nella gioia della luce, se pur in un modo ingiusto. Dovete sentirvi chiamati ad educare i vostri figli ai migliori valori: il mondo cattivo può essere sconfitto.” Queste le incoraggianti parole del Vescovo. Le foto della ragazza esposte fuori e il triste clima nell’aria provoca le amare lacrime di amici e parenti che non hanno aggettivi per essere descritte. “Solo tu puoi dare la forza a mamma e a papà di andare avanti”, dice l’avvocato Ferdinando Orsini e ringrazia le autorità presenti. A questo punto, il Vescovo benedice la bara della piccola e palloncini bianchi volano nel cielo. Candidi proprio come la sua anima che ora ci protegge ed è felice di vedere tutta Italia unita in una lotta per la legalità, per la libertà.

Alle ore 17:50 la salma di Melissa viene portata via dalla chiesa tra i pianti della gente. “Melissa vive” si legge su un cartellone degli studenti di Squinzano (LE), vive nel cuore della gente, nei nostri progetti, nel nostro coraggio, nella nostra forza, nella nostra unione. Bisogna combattere, soprattutto per lei! “Come può una bomba arginare un mare di cultura?” Questa è la domanda scritta su uno striscione esposto fuori da un balcone alla quale cerchiamo una risposta. Ci si chiede il perché di questa strage, i cittadini chiedono giustizia per quanto accaduto. E’ grande la fiducia che la gente ripone in essa, si spera che i colpevoli (o il colpevole) vengano/venga scoperti/o e puniti, anche se questo non ci restituirà Melissa.
(Giulia Livieri - Brindisi 22 maggio 2012 ore 19.00)

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Ore 7.45 di sabato 19 maggio … attacco al cuore della scuola

Veronica, Sabrina, Alessandra, Azzurra… Melissa, per non dimenticare

 

BRINDISI - Il pullman era partito da Mesagne in orario. Alla fermata il solito gruppo, quello che tutte le mattine s’incontra lì per andare a scuola. Durante il viaggio (breve, solo 15 chilometri appena…) le solite cose, i soliti discorsi. Si ride, si scherza…ci si passa i compiti di matematica… i primi messaggi della giornata col telefonino … l’ipod nelle orecchie. Nel pullman le ragazze del “Morvillo Falcone” sono la maggioranza: fanno a gara per conquistare i posti davanti; ma con loro viaggiano alcuni miei compagni del “Marzolla”, …altri vanno al “Fermi”, altri ancora al “Majorana”. Una piccola comunità di studenti compie questo tragitto due volte al giorno, per l’intera durata dell’anno scolastico. Melissa è seduta davanti, al suo solito posto. Accanto a lei, Selena: “migliori amiche”, come amavano definirsi. Dietro di loro, Veronica, Sabrina, Alessandra, Azzurra… Melissa si dà una ravviata ai lunghi capelli rossi, una sbirciatina allo specchio. L’autista si ferma: si aprono le porte automatiche.

Melissa non vede l’ora di scendere: c’è un’importante sfilata da organizzare. Per lei, che studia Moda, è un vero e proprio compito. Sorride entusiasta e si accinge a scendere i primi gradini: il primo, il secondo…il marciapiede… Un boato sordo, intenso investe l’intero quartiere. La scuola è al crocevia tra la Commenda e Santa Chiara: l’esplosione si sente in un’area di centinaia di metri. Sono a casa: sto mettendo le ultime cose nel mio zaino… la relazione della visita guidata a Paestum per la Professoressa Del Prete, il libretto delle giustifiche. Anch’io sento il boato… ma è ora di andare “Avranno fatto saltare qualche macchina” ho pensato. Entro in auto con mia madre. Fuori è il delirio: ambulanze a sirene spiegate sfrecciano lungo il Viale, i Vigili del Fuoco si fanno strada tra le auto in coda…Prendiamo la solita scorciatoia. Da Viale Aldo Moro ci immettiamo nella strada del Magistrale: evitiamo così almeno un semaforo. Ci avviamo verso il “Morvillo Falcone” e da lì intendiamo percorrere il tratto di fronte al tribunale per poi imboccare via Nardelli… Ma le luci sinistramente lampeggianti delle ambulanze sono ferme proprio lì, davanti al Professionale. Mia madre è preoccupata: pensa ai suoi alunni dello Scientifico Tecnologico che a quell’ora entrano a scuola: il secondo piano del “Morvillo”, infatti, è utilizzato dal Majorana come succursale. Siamo costretti ad un’inversione a U per cercare di raggiungere il Classico da un’altra strada…

Arrivo a scuola: Professori, alunni, genitori sono tutti fuori, nei pressi della scuola. Nessuno ha la forza di entrare: si guardano increduli negli occhi. Melania Bassi viene immediatamente soccorsa: investita in pieno dall’esplosione morirà circa un’ora e mezza dopo all’Ospedale Perrino. E con lei scompaiono il suo sorriso, la sua voglia di fare, i suoi progetti, i suoi sogni… Veronica è tutta ustionata: scene di panico…La collocano sulla barella e l’ambulanza corre disperata verso l’ospedale… Anche Sabrina, Azzurra, Alessandra sono gravemente ustionate e portate immediatamente al Pronto Soccorso. Le loro ferite guariranno, ma lo squarcio profondo nella loro anima non so se si colmerà mai. Erano arrivate a scuola come tutti i giorni, come noi studenti di tutte le scuole, tutte le mattine. Erano sicure che anche quella mattina sarebbero entrate con lo stesso spirito con cui si entra in un luogo familiare e sicuro. Sicuro quanto la propria casa. E invece “qualcuno” ha deciso che doveva andare diversamente, che non sarebbe stata, quella, una giornata come le altre, un sabato qualunque…

Chi? Perché? Saranno gli inquirenti a dircelo, spero presto… per sapere da chi e da cosa dobbiamo difenderci. Perché da sabato, 19 maggio 2012, ci sentiamo tutti un po’ meno sicuri: è questo il nostro Ground Zero da cui ci solleveremo con fatica. Rientreremo nelle nostre aule, perché è giusto così: perché non dobbiamo darla vinta alla paura che in questo momento è comprensibile, ma dalla quale non dobbiamo farci sopraffare. Da lunedì forse lasceremo da parte Alessandro Magno e Omero almeno per un po’, e parleremo di giustizia, di legalità, di Stato. E ci sentiremo fortunati di poterlo ancora fare, mentre ci rimarranno negli occhi e nel cuore il sorriso di Melissa e nel piazzale antistante il Professionale “Morvillo Falcone” gli zaini fumanti, le bottigliette d’acqua, i borsellini con penne e colori…e un quaderno dalle pagine bruciacchiate con dentro gli appunti, scritti con una calligrafia piccola e fitta, di una materia che dovremmo tutti studiare e amare di più…la Costituzione. Ciao Melissa…. (Davide Perlangeli - Brindisi 22 maggio 2012 ore 14.00)

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Attentato a Brindisi

La forza che nasce dal dolore

Brindisi, 19 maggio 2012, un’ insolita sveglia per i cittadini suona alle 7.45 circa. In un primo momento, tante e disparate sono le ipotesi sull’accaduto, ma il vero dramma, si svela agli occhi dei presenti. Tre bombole di GPL posizionate in un cassonetto adiacente all’entrata dell’Istituto professionale per i servizi sociali della città, intitolato a Francesca Laura Morvillo – Falcone, esplodono, provocando numerosi feriti, anche gravi, ed una vittima. Si chiamava Melissa Bassi, 16enne, originaria di Mesagne. L’esplosione le ha sottratto tutto, lasciandola inerme, senza vita, una vita di cui, per la sua giovane età, non era ancora riuscita ad “assaporare” tutti gli aspetti. Tanti sono i ragazzi, specialmente pendolari, che a quell’ora si dirigono verso la propria scuola per passare una giornata di studio, in mezzo ai libri, ai professori e ai propri amici; una cosa che mai ci si immaginerebbe, però, è che il luogo che i ragazzi potrebbero considerare come seconda casa, possa diventare un inferno di morte e distruzione.

Alle ore 16.00 di lunedì 21, si svolgono nella Chiesa Madre della città di Mesagne, le esequie di Melissa, presiedute dall’Arcivescovo Mons. Rocco Talucci. Immensa è l’affluenza di gente proveniente da tutte le città della provincia di Brindisi e non solo. Importante anche la partecipazione del Presidente del Consiglio Mario Monti e di numerosi altri esponenti politici. “Sarai tu il nostro modello e il nostro punto di riferimento, per noi il tuo banco non sarà mai vuoto; vivi e vivrai nei nostri cuori. Anche ora sei qui e ci abbracci ad uno ad uno, ci sorridi e ci incoraggi ad andare avanti… e noi saremo sempre con te, resteremo sempre insieme… sarai sempre parte di noi” sono le ultime commuoventi parole che gli amici della ragazza esprimono a suo ricordo.

Sin da subito grande è la solidarietà da parte di tutta la popolazione brindisina, verso la famiglia della povera vittima e dei feriti. Prima grande iniziativa, la manifestazione di sabato 19 in Piazza Vittoria. Gente proveniente da tutta la provincia si è ritrovata in piazza per manifestare contro la criminalità organizzata e per dimostrare la propria determinazione e il proprio coraggio nel voler combattere queste atrocità.

Accanto alla città sono in tanti: don Ciotti, sacerdote attivo nella lotta contro la mafia, il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, l’arcivescovo Rocco Talucci, Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, Luigi Angeletti, sindacalista, e poi Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, Rocco Buttiglione, accademico, e Nicola Latorre, senatore. La seconda iniziativa, nella serata di domenica 20. Sotto sollecitazione del Primo Cittadino, tutte le scuole - tra cui il Liceo Scientifico Fermi - sono rimaste aperte dalle ore 18.00 in poi, per discutere e riflettere su quanto di terribile sia accaduto, come segnale di riscossa della società civile. Il lunedì successivo, i ragazzi, accogliendo l’invito del sindaco e del ministro dell’istruzione, sono entrati in classe dimostrando quanto sia importante reagire e non lasciarsi intimorire da azioni così vili. Ad ogni istituto, attraverso l’affissione di striscioni, è stato associato il nome “Morvillo - Falcone” in segno di solidarietà.

Una “marcia della speranza”, sarà svolta, inoltre, venerdì 25 alle ore 20.00 con partenza dal luogo dell’attentato e destinazione Piazza Duomo. Tutti i partecipanti sono invitati ad indossare una maglia dal colore bianco e la cittadinanza ad esporre sulle proprie finestre un drappo o un fiore dello stesso colore, in ricordo della povera vittima. Anche i sacerdoti delle parrocchie della città di Brindisi, si sono incontrati per scrivere una lettera intitolata “Far memoria per non aver paura!”, indirizzata a tutte le comunità. Lo scritto, comincia: “Con quelle bombe saltano in aria i sogni, i progetti dei ragazzi” e riconoscendo poi che luoghi di formazione, di crescita, improvvisamente stiano diventando luoghi di morte. Va ricordato però che “La voglia di vivere è più grande della subdola strategia di morte […] C’è il bene dentro di noi che può esplodere di umanità pulita, più delle bombe che hanno tolto la vita”. Ci si affida, poi, naturalmente, alla Divina Misericordia: “La forza e il coraggio non vengono solo dal profondo di noi stessi […] C’è una parola confortante e c’è una promessa; esse valgono la credibilità di Dio, consegnataci da Gesù: “Io sto con voi”; i segni accompagnano la certezza di una presenza discreta, danno e chiedono fiducia”. Si conclude, poi, ricordando: “Far memoria di eventi tristi serve al presente e alle nuove generazioni per avere una coscienza più chiara, per sentirsi più maturi, per respirare e vivere più umanità”.

Grande la solidarietà anche sui social network. Le bacheche sono intasate da link di incoraggiamento ai feriti o a ricordo di Melissa. Non mancano, purtroppo, anche coloro che si permettono di fare dell’ironia sull’accaduto, suscitando scalpore e sdegno da parte di tutto il resto della popolazione.

Numerosi anche gli interventi di personaggi dello spettacolo come, ad esempio Maria De Filippi e Enrico Brignano. La presentatrice, durante uno dei suoi famosi programmi, ha voluto soffermarsi sulla lettura di una lettera, scritta di suo pugno, dedicata non solo a Melissa, ma a tutti i giovani, che, come lei hanno una gran voglia di vivere, come lei stessa dice, “Una vita in cui i progetti non devono essere illusioni, sogni spezzati, perché quello che chiedono è solo la normalità”. Brignano, invece, rivolge la sua indignazione agli autori di questo ignobile gesto. Ecco le sue parole: “Non mi interessa voi siate mafia, camorra, sacra corona unita, siete la stessa merda comunque. Io vorrei dire a chiunque voi siate non siete uomini, ma non siete nemmeno bestie perché gli animali di queste atrocità non ne commettono. Io spero soltanto che se esiste un inferno voi finiate diritti nella caldaia” (Federica Moro - Brindisi 22 maggio 2012 ore 12.00)

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Brindisi, bollettino medico ore 13.00 di martedì 22 maggio

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Le due pazienti ricoverate in Chirurgia Plastica sono in condizioni stazionarie. I parametri vitali sono buoni. Entrambe sono state sottoposte in data odierna ad intervento di toilette chirurgica per le ustioni e ferite riportate.

Le altre due pazienti ricoverate in Centro Ustioni sono in condizioni stazionarie. Resta riservata la prognosi per entrambe. Una paziente è stata sottoposta ad intervento chirurgico di rimozione delle microschegge e dermoabrazione, mentre la seconda paziente attualmente è in trattamento chirurgico per riduzione della frattura dell’ulna. Il Direttore Sanitario ASL Dr.ssa Graziella Di Bella

(Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, la ASL offre assistenza psicologica a studenti e docenti

Il servizio attivo da lunedì 21 maggio

 

BRINDISI - L’Azienda Sanitaria di Brindisi comunica che il personale del Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza Territoriale (Niat) e dei Centri di Salute Mentale, medici e psicologi, da lunedì mattina 21 maggio si renderà disponibile ad accogliere e accompagnare il rientro a scuola di ragazzi e docenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali “Morvillo Falcone” e del Liceo Scientifico Tecnologico “E. Majorana”.

Inoltre, i Centri Niat di Brindisi, Latiano, Carovigno e i CC.SS.MM. di Brindisi, Mesagne e Carovigno saranno a disposizione per l’intera giornata di lunedì e, in accordo con la scuola, nei giorni successivi per incontrare ragazzi e familiari e sostenerli nel percorso di elaborazione del drammatico evento che li ha visti coinvolti.


I Centri a disposizione sono:

NIAT di Brindisi -3385323457 - 3387266350

NIAT Latiano - 0831 724095

Niat Carovigno - 831 309611

CSM Brindisi - 0831 510864

CSM Mesagne CSM Carovigno - 0831 739461 - 0831 309624

Anche il Coordinatore dei Distretti Socio Sanitari comunica che i Consultori Familiari dell’Azienda Sanitaria sono a disposizione della popolazione colpita dal grave evento. I Servizi consultoriali possono essere contattatati direttamente o telefonicamente attraverso i centralini o il sito web istituzionale www.sanita.puglia.it (Il Direttore Sanitario ASL BR Dr.ssa Graziella Di Bella)

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Attentato di Brindisi, il Liceo Classico "Marzolla" in assemblea

Commovente testimonianza di un ex studente

 

MILANO - Consentitemi di rubarvi pochi minuti per sottoporre alla vostra attenzione l’umile riflessione di uno studente come voi profondamente indignato ed arrabbiato. Mi piacerebbe essere presente alla vostra Assemblea per poter sentire i vostri pareri sulla questione ed unirmi al dolore che ha colpito la nostra Brindisi ma, non vivendo più nella nostra amata città, purtroppo queste poche righe sono l’unico mezzo per discutere con voi. Il nostro caro Alessio, si presterà gentilmente a dar voce ai miei pensieri. Ciò che è accaduto ieri ha scosso il mondo ed anche trovandomi a più di mille chilometri di distanza, la macabra notizia mi ha colpito come una pugnalata nel petto. Il dissolutissimo ed efferato gesto che ieri ha macchiato la nostra città con il sangue d’innocenti è un orrido esempio di quanto la ferocia umana, anche sotto la meschina gentilezza dell’abito moderno, possa talvolta manifestarsi in maniera così crudele da colpire dei ragazzi che sabato si stavano recando innocentemente a scuola per adempiere i propri doveri.

Mi riservo però, la facoltà di lasciare alla cronaca ed alle forze di pubblica sicurezza la ricostruzione tecnica dei fatti. "So solo che una ragazza ci ha lasciati ingiustamente. Una ragazza con i suoi sogni, i suoi progetti, le sue speranze. Proprio come tutti noi. Il gesto a cui abbiamo assistito, chi da più vicino, chi da più lontano, è di inaudita gravità. Mai nessuno nella storia italiana, prima di pochi giorni fa, si era arrischiato a sfidare lo Stato, Dio e i cittadini con tanta efferatezza. Si proprio così, ragazzi. Perché prima ancora di parlare dell’elemento politico che, con le sue tante coincidenze e riferimenti con l’attentato al compianto Falcone ed entourage, ci ha condotti in un primo momento a supporre che si trattasse di un attentato di stampo mafioso, bisognerebbe disquisire sulla scelleratezza etica di tale gesto estremo. Chi ha piazzato l’ordigno l’ha fatto indiscutibilmente anelando ad una strage gratuita, altrimenti, se si fosse trattato di un gesto prettamente simbolico, suppongo che gli obiettivi sensibili degni di attenzione sarebbero stati altri. Tuttavia, amici miei, chi ripagherà il sangue di Melissa e degli altri feriti? Chi? La giustizia dite? Quella stessa giustizia che, in Italia, nel 1948 attraverso l’entrata in vigore della nostra Costituzione ha dettato sublimi modelli di legalità i quali ora sono vilipendiosamente calpestati? La giustizia degli uomini altro non è, a mio avviso, se non un misero surrogato della giustizia divina che, in questi casi, è l’unica che possa garantire un’adeguata soddisfazione ed un giusto risarcimento ai genitori ed ai cari delle vittime. Mi auguro che gli autori di tale strage siano presi e subiscano ciò che la legge prevede in questi casi. Tuttavia, che sia stato il gesto estremo di un folle o un attentato mafioso o addirittura terroristico, poco importa, si tratta sempre di assassini che né con la galera né con i risarcimenti pecuniari potranno mai ripagare, se non simbolicamente, quegli stessi genitori che in questo momento stanno piangendo la loro povera Melissa. L’unica possibilità di vendetta e l’unica speranza siamo noi, ragazzi, assurgendo al sublime ed impegnativo compito a cui lo stato delle cose ci chiama ogni giorno ad adempiere. Un compito ontologicamente creativo e distruttivo allo stesso tempo. Seminate con tanto amore la legalità, affinché noi ed in futuro i nostri figli, possiamo godere dei suoi frutti squisiti ma allo stesso tempo, bisogna essere accorti nell’estirpare le erbacce che tenacemente minacceranno di soffocare il nostro seminato. Il cambiamento parte da noi, bisogna essere coraggiosi. Non lasciamoci abbindolare, nella scelta della nostra via, dalla presunta facilità di certe strade. Sono specchi per le allodole, ci perderemmo prima ancora di raggiungere la nostra meta. Amici miei, solo con il nostro impegno e con la partecipazione di tutti la nostra società potrà fieramente schiacciare con il calcagno questa serpe maledetta che fin troppo bene si cela negli anfratti dei nostri permissivismi e che ci osserva godendo dei nostri dolori. Solo quando il vessillo Italiano ritornerà ad essere un fulgente simbolo di fratellanza e sarà portato alto da tutti in ogni dove e in ogni mentre, potremo raggiungere i nostri obiettivi con la prospettiva di un futuro migliore e pacifico che auguro con il cuore a tutti noi. Non lasciate che la morte di una di noi sia gettata nel dimenticatoio, sarebbe irrispettoso e vigliacco. E’ fondamentale che ciascuno metta tutto se stesso al servizio di quest’alto proposito e si faccia promotore, nel suo piccolo, del sano valore del rispetto della legalità. Falcone ci ammoniva con le seguenti parole: ’Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.’ Ragazzi, vi saluto affettuosamente scusandomi per l’interruzione e ringrazio tutti voi per l’attenzione prestatami. Purtroppo non potrò condividerlo con voi ma vi chiederei di osservare un minuto di silenzio in onore della povera Melissa. Per non dimenticare." (Gioele Leone (in foto) - Milano 21 maggio 2012 ore 14.00)

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Attentato di Brindisi, ecco la foto e l'identikit dello stragista

Le telecamere lo inchiodano mentre innesca la bomba

 

BRINDISI - Venticinque minuti prima dalle 8 di sabato mattina il killer è già lì, pronto a fare strage di Melissa e delle altre studentesse: le vede arrivare, le vede camminare verso la bomba, le vede saltare in aria. Poi si volta e se ne va. L'uomo che ha fatto tornare l'incubo della strategia della tensione con l'attentato davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, non è più così misterioso, anche se non è stato ancora identificato. Il video che ha fornito agli investigatori la chiave per inquadrare un gesto comunque ancora senza movente lo fornisce una telecamera che probabilmente il killer non sospettava di trovare: quella installata su un chiosco che vende bibite, panini e giornali a meno di 20 metri dall'ingresso della scuola. Proprio di fronte al cancello principale. Un chiosco senza pretese e che però potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini: la piccola telecamera montata all'angolo più vicino all'istituto e rivolta verso l'altro lato della strada, registra infatti immagini che durano abbastanza per fornire quegli elementi che il procuratore capo di Brindisi Marco Dinapoli definisce "significativi". Elementi che consentono di "non lavorare più al buio". (Foto: lastampa.it)

Un adulto bianco, molto probabilmente un italiano che potrebbe avere tra i 50 e i 60 anni. Vestito come un tipo qualunque: giacca scura, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica. Non sono ancora le 7.40 e lui è già li. Il cassonetto "armato" con la bomba è già dall'altra parte della strada, pronto ad esplodere. Portato, sembrerebbe, poco prima delle 3 di notte. Gli investigatori stanno lavorando anche su quest'aspetto perché la donna che ha raccontato di aver visto qualcuno proprio attorno a quell'ora, non avrebbe riconosciuto la persona nel video come la stessa che si sarebbe mossa verso la scuola di notte con il cassonetto. E' probabile, ed è questa l'ipotesi che prevale tra gli inquirenti, che il testimone abbia avuto difficoltà a ricordare i dettagli di una persona vista in piena notte e per pochi secondi, ma non possono escludere che il killer possa aver avuto un complice. O più d'uno. Resta il fatto che, alle 7.40, il cinquantenne è pronto a mettere in pratica il suo piano di morte.

Nel video si vede l'uomo appoggiato al muro, sul lato del chiosco più lontano dalla scuola, armeggiare con una specie di telecomando: è il meccanismo che attiva l'ordigno. Si tratta, ha spiegato Dinapoli, di un congegno volumetrico, uno di quelli che una volta attivato si innesca al passaggio delle persone. "E' qualcuno - afferma Dinapoli - che conosce l'elettronica. Il congegno non è particolarmente complesso, ma è di difficile fattura per chiunque sia a digiuno di nozioni di elettronica". L'uomo dunque sa bene che, attivando l'innesco volumetrico, chi per primo passerà davanti a quel cassonetto, farà scoppiare la bomba. E la sua volontà di seminare terrore è così evidente che non si allontana dopo aver premuto il pulsante, ma aspetta il botto. Che arriva poco dopo: l'onda d'urto scuote la telecamera, che registra immagini mosse. Riesce però a riprendere chiaramente un frammento di bombola che passa vicino al killer e quasi lo colpisce. La strage è compiuta. E mentre dall'altra parte della strada le urla di dolore delle ragazze lacerano il silenzio della mattina, l'uomo si gira e se ne va. Ora si guardano i filmati di altre telecamere: si spera dicano quando e da dove è arrivato, e dove è poi andato.
(Redazionale di Giorgio Esposito - Brindisi 20 maggio 2012 ore 22.00) - (Fonte ANSA)

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Attentato di Brindisi, pronto l'identikit del bombarolo

Ripreso da telecamere ha azionato il congegno a poca distanza

 

BRINDISI - La procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per il reato di strage per l'attentato avvenuto ieri all'istituto Morvillo Falcone. Al momento non c'è nessun iscritto sul registro degli indagati. Al momento gli inquirenti si sono indirizzati su un gesto isolato e individuale e il procuratore ha ribadito: "Non credo si ripeta".

Nel frattempo gli investigatori avrebbero un primo identikit di chi avrebbe posizionato le bombole di gas davanti all'istituto Morvillo Falcone di Brindisi, poi esplose e che hanno causato la morte di una studentessa di 16 anni e il ferimento di altre 7. Un uomo è stato ripreso da alcune telecamere: dai primi rilievi sembrerebbe un uomo non giovanissimo e non di origine straniera, che ad ora non è ancora stato identificato.

Il procuratore capo di Brindisi, Di Napoli, ha spiegato che al momento l'ipotesi privilegiata è quella di un gesto individuale isolato. Inoltre, il cassonetto nel quale erano nascoste le bombole sarebbe stato acquistato e forse anche trasportato sul posto a ridosso dell'evento. Ancora, secondo quanto emerso dalle immagini delle telecamere, sembrerebbe accreditarsi sempre di più l'ipotesi che l'ordigno sia stato azionato da un telecomando a distanza: si sarebbe trattato infatti di un "dispositivo volumetrico che esplode al passaggio, azionato a una distanza visiva con un telecomando".

L'individuo, posizionatosi nei pressi di un gazebo di panini avrebbe atteso l'arrivo dei primi autobus per innescare il congegno ma non avrebbe fatto i conti con i tanti occhi che oramai controllano la nostra vita di tutti i giorni: le onnipresenti telecamere che ci spiano come in un gigantesco e planetario grande fratello. Secondo indicrezioni da valutare con le pinze, il sospettato sarebbe un esperto di elettronica nel campo militare e questo sarebbe il collegamento con alcuni controlli operati su un sottufficiale di una non ben identificata forza armata che, però, non hanno portato a nulla di concreto.
(Giorgio Esposito - Brindisi 20 maggio 2012 ore 16.00)

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Brindisi capitale del dolore e della vergogna

Il primo attentato della storia in cui le vittime sono studenti
Una manifestazione per non dimenticare

 

BRINDISI - Sabato 19 maggio, si è svolto il presidio presso Piazza Vittoria in seguito all'attentato all’istituto professionale femminile “Morvillo Falcone” che ha avuto una vittima, la giovane adolescente Melissa Bassi e visto coinvolti vari ragazzi, con ustioni e ferite varie. L’evento è avvenuto dopo solo poche ore dal tragico accaduto, grazie anche alla prontezza con cui il neo sindaco ma soprattutto i ragazzi tramite i vari social network, hanno deciso di fare qualcosa per non far passare la tragedia inosservata. A questo accorato appello hanno partecipato in tantissimi, un po’ da tutt’Italia. Non sono mancate le contestazioni come quelle rivolte al Vescovo Rocco Talucci, per aver raccontato particolari inquietanti sulle condizioni del corpo di Melissa, e del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, scatenando in tal modo l’irritazione del sindaco Mimmo Consales che ha dichiarato con tono seccato: “Dovremmo essere qui per ricordarci di Melissa e del sangue versato dalle vittime degli attacchi terroristici, non per fare contestazioni”.

Hanno presieduto questa manifestazione esprimendo i loro pareri anche Don Ciotti, fondatore dell’ organizzazione antimafia “Libera”, il presidente della provincia Ferrarese, lo stesso neo sindaco Mimmo Consales, ma anche rappresentanze studentesche, come l’acclamata Martina Carpani, responsabile dell’ UDS (unione degli studenti) di Brindisi e provincia, che con parole semplici ed accorate ha saputo esprimere l’indignazione per questo accaduto a nome di tutti gli studenti. Tra i partecipanti vi era anche il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che scolpendo in viso di tutti amarezza e rabbia ha dichiarato con commozione: “I genitori non parcheggiano i figli a scuola, ma li affidano, perché educazione e socialità equivalgono a sicurezza; bisogna dare forza alla scuola ed ai ragazzi che la frequentano per diventare cittadini del mondo” e poi: “Le ragazze che sono riuscite a scampare alla morte sono comunque sia conferite nell’ animo e non si riprenderanno mai” - Lasciando così riflettere i manifestanti su come le persone coinvolte potessero essere il fratello, il cugino, il genitore o l’amico di tutti.

Era presente all’evento anche la segretaria nazionale della CGIL, Susanna Camusso, che pur non parlando sul palco dove si è svolta la manifestazione, si è lasciata alle interviste delle varie emittenti televisive e alle domande di chiunque volesse chiederle qualcosa. Ma le domande a cui sicuramente la manifestazione non ha saputo dare risposta, anche se si spera che qualcuno possa farlo presto sono: Chi è stato? Si avrà giustizia per questi innocenti? (Carlotta Di Stefano - Brindisi 20 maggio 2012 ore 16.00)

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Brindisi, il sindaco Mimmo Consales scrive ai dirigenti scolastici

Scuole chiuse per i funerali di Melissa, domani a Mesagne alle ore 16.30

BRINDISI - Faccio seguito all’avvenuta proclamazione del lutto cittadino da parte di questa Amministrazione, per l’atto di indicibile violenza che ha colpito l’Istituto Professionale cittadino “F.sca Morvillo-Falcone”.

La solidarietà per le famiglie, la testimonianza civile ed umana, la riflessione della Comunità, si dipana nei giorni di domenica 20, lunedì 21 maggio ed in occasione delle esequie della povera Melissa Bassi che si terranno domani alle 16.30 a Mesagne. Ciò rammentato, vengo a sottoporre alla Vs. cortese attenzione la necessità che la intensità dei momenti individuati sia massima, ed in tal fatta la conseguenza di tenere chiuse le scuole di Brindisi, di ogni ordine e grado, all’atto dell’estremo saluto alla giovane, ove mai coincidesse con le ordinarie attività scolastiche. Sono certo della Vs.condivisione. (Mimmo Consales)

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Brindisi, la speranza dopo la tempesta

Paura, Ansia, Tristezza, Rabbia, dolore, sgomento sono tanti i sentimenti che in questo momento si contendono il primo posto nel mio cuore, il più grande è forse la rabbia, la rabbia di non poter essere più sicuri neanche a scuola, la rabbia nel sapere che ognuno di noi un giorno potrebbe non tornare a casa, la rabbia nel venire a conoscenza che è stato invaso un posto sacro per noi ragazzi. E poi c’è il dolore, il dolore per Melissa, Veronica e tutti gli altri, perché sono persone ma soprattutto sono ragazzi e studenti, il dolore per un paese insicuro che attacca il nostro futuro, che attacca la speranza che c’è in tutti i giovani. Il dolore che vuole solo spegnere una lanterna, quella infinita del cuore di tutti i bambini e i ragazzi, ma non si spegnerà, non così, non l’avranno vinta anzi, tutti noi diventeremo più forti, più vivi, più coraggiosi. La paura c’è ed è anche tanta, paura nel non ritornare più a casa, paura della scuola, paura di finire come Melissa o Veronica, che adesso più che mai sono nel cuore di tutti noi, paura di assistere ad atrocità del genere, ma la paura deve sempre essere accompagnata da un po’ di coraggio.

Ansia nell’uscire di casa e nel dirigersi a scuola, la tristezza che si vede dal mattino, dal sole che si nasconde, ma in tutto questo buio c’è un po’ di luce; ieri tra tutto il silenzio e il dolore sul posto, un'immagine si distingueva dalle altre, 5 bambini in un cancello a giocare a pallone, ignari di quello che era accaduto, innocenti, indifesi e sempre così sorridenti e vivi, e allora perché, perché andare contro di loro, contro i ragazzi? Perché? Credo che questo sia il momento di iniziare a cambiare, di iniziare a decidere per noi stessi. Vogliamo un paese spento dall’indifferenza o un paese acceso dalla speranza di una vita migliore e di un futuro sereno come dovrebbe essere? Io, noi, tutti non ci arrendiamo e non ci arrenderemo, inizieremo a lottare per la legalità perché a parlarne si fa presto ma quello che ci spetta adesso è metterla in pratica, per Melissa, per Veronica e per quanto sono rimasti coinvolti nell'insano gesto. E allora la mattina alziamoci, prendiamo lo zaino con i nostri quaderni, facciamo colazione con una dose in più di speranza e coraggio e andiamo a suola, perché la scuola nessuno si può permettere di toccarla. E se esiste veramente un inferno allora io spero che chiunque abbia commesso questo gesto atroce ci rimanga per sempre.
(Aurora Di Leverano - Brindisi 20 maggio 2012 ore 10.00)

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Brindisi, la popolazione si stringe intorno alle vittime

Una folla immane invade il capoluogo per testimoniare il "no alla violenza"

 

BRINDISI - Era figlia unica Melissa Bassi, di Mesagne (Brindisi), la studentessa sedicenne morta nel vile attentato dinamitardo compiuto stamani davanti alla scuola 'Morvillo Falconè in viale Aldo Moro, a Brindisi.

Il papà di Melissa è un dignitoso operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. "Era figlia unica - racconta il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori - e ovviamente era una ragazza molto amata e coccolata, era la gioia di questi genitori che vivevano per lei. Il papà e la mamma della ragazza sono tornati a Mesagne dopo essere stati nell'obitorio dell'ospedale di Brindisi e ora - racconta il sindaco - sono nella loro casa, distrutti dal dolore. Quando li ho incontrati non sono riuscito purtroppo a trovare parole di conforto." Dalle foto e dai messaggi che scambiava su Facebook emerge il ritratto di una ragazza solare, con tante amiche. Melissa studiava moda nell'istituto di Brindisi, dove arrivava ogni mattina da Mesagne, a pochi chilometri dal capoluogo.

Ora proprio su Facebook si susseguono i messaggi sbigottiti degli amici, che non riescono ancora a credere a come si possa morire a 16 anni, andando a scuola di sabato mattina. Tanti chiedono, su Facebook, "la pena di morte per questi animali". Sono due le immagini che gli utenti di Facebook stanno condividendo per piangere la morte della ragazza: una sua foto in classe, sorridente nel suo banco, e uno scatto all'aperto, l'ultimo visibile nel suo profilo e che anche noi abbiamo utilizzato in prima pagina per rammentare la sua spensieratezza. Nelle condivisioni il commiato, e i pensieri di affetto per la sua famiglia, lasciano spazio allo sdegno. Questa la figura di una ragazzina quindicenne i cui sogni sono stati rubati da un gesto che di umano e di animale ha poco da condividere. Significative, le parole che Irene e Paola, studentesse del Majorana distaccate al Morvillo-Falcone, hanno dedicato all'accaduto e che hanno ripetuto - subito dopo l'attentato - a tutti i media che hanno avuto la fortuna di intervistarle: "siamo tutte vive per miracolo. Ancora dieci minuti e sarebbe stata una strage. Fatti del genere accadono solo nelle zone di guerra e non in pacifiche cittadine in cui vivono pacifici giovani". Poi nel pomeriggio girerà la notizia che il timer ritrovato riporterebbe effettivamente le 7.55, si cercava la strage...

E, per poter ricordare il sacrificio delle ragazze del Morvillo-Falcone, la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Un ricordo che la piazza di Brindisi ha condiviso con i milioni di telespettatori che da tutto il mondo hanno vissuto in diretta audio e video nel pomeriggio di questo 19 maggio che resterà ben fissato nella mente e nel cuore di tantissimi. Personalmente, ho partecipato a tre dirette con una radio di Palermo a cui ho raccontato: l'orrore dell'apocalittica visione del luogo dell'attentato, lo sdegno e la vergogna di appartenere allo stesso mondo dei colpevoli e la speranza che si carpiva nelle parole e nelle presenze delle migliaia di cittadini accorsi a Piazza Vittoria. Ecco, la parola magica dettata anche da don Ciotti "speranza" a cui hanno fatto seguito le accaldate parole del governatore pugliese Nichi Vendola e le arrabbiate parole degli studenti, le sonoro minacce contro i delinquenti enunciate sia dal presidente provinciale Massimo Ferrarese che dal neo sindaco di Brindisi Mimmo Consales che ha anche ricordato ai presenti di aver disposto il lutto cittadino per le giornate di domenica e lunedì nonchè per la giornata dei funerali di Melissa. Giornata in cui saranno anche chiuse tutte le scuole della città per consentire la partecipazione al luttuoso evento.
(Giorgio Esposito - Brindisi 19 maggio 2012 ore 22.00)

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Brindisi, bollettino medico ore 13.00 di domenica 21 maggio

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Una paziente ricoverata in Chirurgia Plastica è stata sottoposta in mattinata a intervento di toilette chirurgica in narcosi delle aree ustionate (volto, collo, mani e tronco) pari al 15% della superficie corporea. L’altra paziente ricoverata in Chirurgia Plastica, già operata sabato 19/05 u.s., è stabile. Una paziente ricoverata in Centro Ustioni, in data odierna è stata sottoposta a tac di controllo (torace e addome) che è risultata negativa. Attualmente stabile. Domani deve essere sottoposta ad intervento combinato con i chirurghi plastici e gli ortopedici per la riduzione della frattura all’ulna. L’altra paziente ricoverata in centro ustioni, sarà sottoposta ad intervento di toilette chirurgica in data di domani. Il Direttore Sanitario ASL Dr.ssa Graziella Di Bella

(Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, bollettino medico ore 19.00 di domenica 20 maggio

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Le due pazienti ricoverate presso la Chirurgia Plastica sono in condizioni stazionarie.

Anche per le pazienti ricoverate presso il Centro Ustioni permangono condizioni stazionarie; per una di loro è già possibile effettuare un intervento chirurgico previsto per la giornata di domani 21 maggio
. La Direzione Sanitaria Dr. Antonino La Spada

(Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, bollettino medico ore 8.00 di domenica 20 maggio

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Le condizioni delle due ragazze ricoverate nel centro ustioni sono stazionarie e i parametri vitali sono buoni. Per entrambe le pazienti viene confermata la prognosi riservata.

Per le altre due ricoverate in Chirurgia Plastica le condizioni sono anche esse stazionarie, parametri vitali soddisfacenti. La Direzione Sanitaria Dr. Antonino La Spada – (Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, bollettino medico ore 19.00

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Le quattro ragazze che sono ricoverate fra centro ustioni e chirurgia plastica sono in discrete condizioni, anche le due operate stamattina. Le ustioni sono varie dal 10% al 40%. Per le due ragazze ricoverate in centro ustioni viene confermata la prognosi riservata.

La ragazza trasferita presso il p.o. Vito Fazzi di Lecce è in condizioni stabili. Ulteriori notizie saranno fornite a cura della direzione sanitaria della predetta struttura. La direzione generale ringrazia tutti gli operatori sanitari e non dell' ospedale Perrino e del 118 per lo spirito di abnegazione e per l'efficenza dimostrata che hanno consentito di fronteggiare l'emergenza in un momento così grave. Il Direttore Sanitario ASL Br Dr.ssa Graziella Di Bella – (Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, bollettino medico ore 15.00

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - L’intervento chirurgico sulla paziente in prognosi riservata ricoverata in rianimazione si è concluso. Sono intervenuti i chirurghi generale, toracico, plastico e ortopedico. Parametri vitali stabili. La paziente con prevalenza del trauma toracico sta per essere trasferita presso la rianimazione del P.O. di Lecce per la competenza chirurgica di cui sopra. Una delle pazienti ricoverate è stata sottoposta ad intervento chirurgico da parte degli ortopedici e dei chirurghi plastici in quanto presenta ustioni, perdita di sostanza e fratture. Le condizioni sono gravi ma stabili. Un’altra paziente è attualmente in sala operatoria in quanto sottoposta ad intervento di toilette chirurgica per ferite profonde agli arti inferiori. Per il resto dei pazienti si confermano le notizie diffuse attraverso il precedente bollettino. Il Direttore Sanitario ASL Br Dr.ssa Graziella Di Bella – (Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, bollettino medico ore 13.00

La situazione in tempo reale dei giovani ricoverati

 

BRINDISI - Due pazienti ricoverati in chirurgia plastica , di cui una con ferite profonde agli arti inferiori da avviare in sala operatoria ed un'altra paziente con ustioni sul 20% del corpo di I e II grado. Due pazienti ricoverati in centro ustioni in prognosi riservata di cui una attualmente in sala operatoria ed un'altra con il 40% di ustioni di cui il 30% di III grado in condizioni stazionarie. Una paziente ricoverata nel reparto di rianimazione in prognosi riservata attualmente in sala operatoria con lesioni da scoppio a prevalenza toracica. Due pazienti dimessi dal pronto soccorso per otalgia da scoppio. Tre pazienti dimessi dal pronto soccorso con reazione ansiosa ad avvenimento.

Una paziente deceduta presso il pronto soccorso. Il direttore sanitario dell'asl Br dr.ssa Graziella Di Bella - (Giorgio Esposito per Brindisi & Italia News – www.brindisinews.com)

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Brindisi, strage tra studenti

Bombole di gas esplodono all'ingresso di una scuola superiore

 

BRINDISI - Erano le 7.43 di stamani quando due ordigni sono esplosi davanti all’Istituto Professionale per i servizi sociali “Francesca Morvillo Falcone”: una ragazza, Melissa Bassi, classe 1996 originaria di Mesagne, trasportata di urgenza al “Perrino”, non ce l’ha fatta. Un’altra, Veronica Capodieci, è ferita gravemente all’addome – per due volte è stata battuta e smentita la notizia della sua morte – ed è stata sottoposta ad intervento chirurgico, ma i sanitari sono ottimisti rispetto alle sue condizioni, nonostante la situazione sia ancora critica. Tre ragazzi hanno ustioni su oltre il 40% del corpo e gli arti inferiori spappolati, a una di queste verranno amputati. Le tre bombole a gas responsabili dell’esplosione erano sul muretto esterno della scuola (non in un bidone dell’immondizia, come si era precedentemente sospettato) e volevano dunque colpire l’istituto, che porta il nome della moglie del magistrato palermitano morto 20 anni fa – mercoledì ricorrerà l’anniversario – nella strage di Capaci.

Abbandonate dagli studenti tutte le scuole di ogni ordine e grado, correvano voci di altri ordigni posizionati in altri istituti superiori, il “Monticelli”, il “Giorgi”, il “Marzolla”, il “Fermi” e il “Majorana”, non confermate dagli investigatori e dai rappresentanti istituzionali. Oggi sarebbe passata dalla città adriatica la carovana antimafia partita l’11 aprile da Roma, che raggiungerà mercoledì Palermo. Sul posto si sono recati il governatore della Puglia Nichi Vendola, l’assessore regionale alla protezione civile Fabiano Amati, il ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo e il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta. Sta arrivando in Puglia anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Il Capo dello Sato Giorgio Napolitano sta seguendo gli sviluppi delle indagini con apprensione e partecipe vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all'intera collettività brindisina. Mimmo Consales, neosindaco di Brindisi: «È un attacco della criminalità organizzata senza precedenti. Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda, mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi». Una manifestazione di piazza è stata organizzata per le 18 in piazza Vittoria, «solo per testimoniare – continua il sindaco – che questa è una città sana, democratica che saprà reagire a questa barbarie. Non ci resta che pregare per questi nostri figli che lottano fra la vita e la morte». (Gianmarco Rizzo - Brindisi 19 maggio 2012 ore 13.00)

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Brindisi, bombe davanti al professionale Morvillo-Falcone

Muore 16enne. Forse è ancora la mafia

 

BRINDISI - Il terrore negli occhi di Brindisi. Ciò che resta sull’asfalto insanguinato sono i libri, i quaderni che stanno a significare quanta vita quelle bombe hanno ammazzato. Le 8 di mattina, l’orario di punta, l’entrata a scuola, i ragazzi che ne affollano l’ingresso. E di colpo finisce tutto. La vita per una sedicenne, la sicurezza di Brindisi, la pazienza degli italiani e le speranze che la criminalità organizzata fosse ormai agonizzante.

Vanessa Bassi, una bellissima 16enne, ha perso la vita davanti ad una scuola che forse aveva un nome troppo scomodo, soprattutto alla vigilia dei 20 anni dell’omicidio di Falcone e della moglie, Morvillo, e di tutta la scorta. E quell’istituto era intitolato proprio al magistrato siciliano e alla sua consorte. Anche altri 5 feriti nell’esplosione, una dei quali in gravissime condizioni.

Oggi sarebbe dovuta arrivare a Brindisi la carovana Antimafia, una manifestazione che riprende quella partita giorni fa da Roma. E’ questo che gli autori delle bombe hanno voluto intimidire? La liberazione del popolo brindisino dalle macerie scomode e pesanti della mafia?

Ci siamo ancora dentro, gli anni bui della mafia non sono passati, anzi, sono tornati. La crisi economica forse sta ancora di più acuendo dissidenti estremisti che stanno sfruttando la situazione per incutere terrore in tutto il Paese. È ora oggi che il Sud, che Brindisi, che la Puglia si ribelli; la nostra terra non deve più essere un terreno dove la mafia può convivere con i cittadini, si deve liberare di questo fardello che non solo non fa crescere ma oggi uccide anche. Chiunque abbia messo quelle bombe non ha niente in comune con la gente salentina. (Graziana Ingrosso - Brindisi 19 maggio 2012 ore 14.00)

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Attentato dinamitardo, colpita a morte una scuola a Brindisi

La Morvillo Falcone presa di mira dalla criminalità ed è strage

 

BRINDISI - Ore 7.45, la città si è appena svegliata, i brindisini stanno iniziando il tram tram quotidiano, gli studenti si stanno avviando verso le proprie scuole … un giorno qualunque destinato a diventare uno dei peggiori nella storia di Brindisi e di tutta l’Italia.

All’improvviso un boato squarcia l’aria e una nuvola di fumo bianco si alza da un lato della città: c’è chi dice Santa Chiara, chi Sant’Elia, ma nessuno immagina la tragica ed orrenda verità: di lì a poco si scopre che è esploso qualcosa vicino ad una scuola … si susseguono voci, si fanno ipotesi e poi la realtà si conforma nei suoi parametri più orrendi, tra i suoni di sirene, tra urla di orrore: qualcuno ha piazzato degli ordigni vicino alla Scuola professionale Morvillo Falcone, una studentessa di soli 16 anni, Melissa Bassi è morta, dilaniata dallo scoppio.

Un’altra studentessa, Veronica Capodieci, lotta fra la vita e la morte … il suo corpo è martoriato dall’esplosione; altri studenti feriti, alcuni in maniera grave, anche se non in pericolo di vita.

Ed intanto Brindisi va in tilt … appare, in pochi minuti, come una città sotto assedio: i semafori impazziti, traffico confuso e incontrollato di decine e decine di genitori che corrono da una parte all’altra della città per recuperare i propri figli nei vari istituti scolastici perché si diffonde la voce, anche se poi smentita, di altri due ordigni presenti in alcune scuole, c’è chi parla della scuola media Giulio Cesare, chi dell’istituto socio-pedagogico Palumbo. E’ un corri corri di genitori … tutti i brindisini vogliono riportarsi i propri figli a casa, al sicuro … al sicuro da tanto orrore. Mai nella storia d’Italia si era presa di mira una scuola, mai si era puntato a fare una strage di ragazzini. La scuola, il luogo più sicuro dopo la propria casa … si è sporcato di sangue la scuola, una mano assassina ha commesso uno dei peggiori crimini di cui la storia nei secoli si è mai macchiata.

Tutti i media nazionali ed internazionali hanno dato la notizia, dappertutto in Italia e nel mondo c’è lo sconcert