Brindisi d'amare ?!
Il bello e il peggio
della nostra città

 


Perché avere 15 anni a Brindisi vuol dire…

Essere adolescente in una città come la nostra!

 

C’è una vecchia canzone che dice “15 anni, 15 anni, 15 anni…poesia di un’età che non ritorna…!!!” e così è: i 15 anni si hanno una sola volta nella vita e perciò vanno vissuti al meglio, perché avere 15 anni vuol dire essere nel pieno di quel tortuoso percorso chiamato “adolescenza”, ma anche essere nel pieno della fanciullezza che dovrebbe essere vissuta nel modo più spensierato e tranquillo! Ma cosa vuol dire avere 15 anni a Brindisi? Come vivono i ragazzi di questa nostra, un po’ complicata città? Chiaramente tutti vanno a scuola, intrappolati nel traffico della mattina o sonnecchianti in qualche bar a “fare colazione” prima di iniziare lezione. Molti, infatti, proprio non sanno rinunciare al “caffellatte e cornetto” preso con gli amici alle 8.00 di mattina. Tanti, li si ritrova sul pullman, a ripetere freneticamente questa o quella materia, perché i compiti sono sempre tanti, perché a volte, i professori esagerano e dimenticano che, i ragazzi, oltre al dovere scolastico, hanno bisogno di svolgere anche qualche altra attività dopo la scuola, ma che a volte, anzi spesso, le ore non bastano e, per i compiti, occorre sacrificare l’ora di sport o di qualsiasi altro hobby.

Si ha sempre la voglia di dirlo, di chiedere un po’ di tregua, di comprensione, ma chissà perché, poi il coraggio manca…e la voce pure! Poi si entra a scuola, si fanno le proprie ore di lezione, fra ansie, paure, gioie, soddisfazioni, delusioni…tutto nella norma, a 15 anni! Così c’è chi esce pensando”Oggi valgo solo 3”…e chi, “oggi sono stato da 8!”, insomma triste o felice per un numero (il voto) più o meno giusto! All’uscita è un corri corri di qua o di là per la città per prendere il pullman, che spesso hanno orari non sempre coincidenti con le esigenze degli studenti che invece, hanno voglia di correre a casa e rilassarsi un po’ (ma proprio un po’!)…e poi i compiti, se si può lo sport, gli amici, Internet! Brindisi, a dire il vero, non offre tantissimo, ma spesso ci si accontenta di una passeggiata lungo i corsi cittadini, chiacchierando o scherzando con gli amici, sotto i neon dei negozi…Un salto al Bar Betty o Yogurthlandia, giusto così…per mangiare insieme un dessert o un gelato, perché condividere un momento così con i propri amici “non ha prezzo!”. Discoteche non ce ne sono e a 15 anni, qui a Brindisi, non tutti, o quasi nessuno può spostarsi fuori città per ballare, così ci si accontenta di una serata in pizzeria o in qualche pub! Ma spesso ci si ritrova a casa di qualche amico tutti insieme a ridere e scherzare! Tante volte ci sono i “Gruppi Giovani” delle chiese, come a rione Bozzano, o a rione Sant’Angelo, e questa è un’altra alternativa alla “noia”! Per lo sport, fra le quindicenni va molto la pallavolo, fra i quindicenni la pallacanestro, sport, questo, che negli ultimi anni a Brindisi, fa davvero sognare i teen-ager e non solo… Ma la passione più grande rimane per tutti “Internet”!...Quasi tutti i quindicenni brindisini sono iscritti a “Facebook”, e così tutte le serate, soprattutto invernali, finiscono “in rete”, alla ricerca di link divertenti o “chattando” in gruppo e parlando, il più delle volte di “scuola”, la scuola del giorno dopo! Perché l’inverno passa così, giorno dopo giorno, chat dopo chat e finendo con lo scrivere ogni domenica sera “Uffa! Domani è di nuovo Lunedì!”(Federica Pignataro)

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È troppo chiedere un po’ di svago?

Ecco come i giovani brindisini (non) si divertono durante le loro serate.

 

Finite le vacanze estive Brindisi si svuota (definitivamente). Dopo il boom della festa Patronale, dove la gioventù autoctona si è scatenata sulle giostre, ha fatto scorpacciate di torrone e cupeta, su Corso Garibaldi si sono (purtroppo) calmate le acque, ed è scesa la calma piatta.

Le strade ancora più vuote di quanto non fossero nella bella stagione dimostrano come Brindisi stia invecchiando. Dopo solo qualche parvenza pomeridiana di movimento, tutto si spegne per le 21. Un po’ per l’esodo giovanile dovuto all’università, un po’ perché chi può riesce a fare una passeggiata a Lecce, Brindisi finisce per svuotarsi.


Vogliamo chiederci perché? Possiamo partire allora dalle appena concluse ferie estive.

Ebbene si, anche la passata “Estate Brindisina” impallidisce di fronte ai nomi e alle attività che le città della provincia hanno presentato: possiamo fare benissimo l’esempio di Ostuni che si è portata in casa nomi come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Mario Biondi e Deep Purple. Ma sono solo alcuni nomi. Mesagne che ha vissuto una sagra al giorno e per tutti i giorni dell'estate. Ogni parvenza di "paesino" della provincia ha riciclato tradizioni e feste popolari che hanno attirato turisti e trattenuti i concittadini. Insomma, il compenso di Gloria Glaynor avrebbe sovvenzionato una intera estate dedicata ai giovani "senza patente" e, quindi, impossibilitati a varcare i confini della "città d'acqua".

Chiuse poi le “sere d’estate” con gli scoppiettanti fuochi pirotecnici di San Teodoro, lo scenario della vita invernale brindisina non sembra scoppiare di colori.

Finite le famosissime “vasche” del corso, girati i (pochi) pub e pizzerie, si sono esaurite le idee del divertimento.

Strapiene nel periodo scolastico, pizzerie e simili sembrano essere l’unica attrattiva invernale, lasciando quindi morire quello che è il passeggio della sera e quel giusto movimento che rende piacevole fare un giro in città.
Senza doversi poi chiudere nei locali, sarebbe divertente e affascinante vedere come si colorerebbero i corsi con gli artisti di strada, gambe e braccia di una città, vita del quotidiano.

E la pubblicità? Non è capitato anche a voi di venire a conoscenza per caso di un’iniziativa, di imbattersi per sbaglio in una manifestazione, di incrociare per errore un concerto o un mercatino? O ancora di venirlo a sapere quando ormai era troppo tardi? Ecco, forse Brindisi manca anche di quella famosa divulgazione.

Cosa fare quindi per invitare i giovani cittadini a restare? Nell’attesa di un calendario invernale ricco di iniziative, fuggiremo tutti quanti per il sabato sera. (Chiara Leone)


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Brindisi ai Brindisini… soprattutto ai giovani ma con quale futuro?

Intervista al vicesindaco Mauro Dattis

 

Brindisi è una città che entra nel cuore a tutti: a chi ci vive, a chi è costretto ad emigrare, a chiunque, aldilà dei tanti disagi, ha comunque modo di apprezzare una città tutta da amare per la generosità dei suoi abitanti, ma anche per i numerosi angoli ricchi di storia, tradizione e perché no? A volte anche di poesia!

 

Brindisino doc è il nostro vicesindaco Mauro Dattis, che ci si mette veramente poco a capire quanto sia innamorato della sua città e quanto si batta quotidianamente per migliorarla. Mauro Dattis è, infatti cresciuto in questo angolo di mondo, frequentando le scuole brindisine, facendo il rappresentante degli studenti al tempo delle superiori, nell’ITCS Marconi e divenendo uno dei più noti rappresentanti politici della cittadina pugliese. E’ stato, infatti, per cinque mandati consecutivi Consigliere Comunale, è stato Assessore allo Sport ed alle Politiche educative ed attualmente svolge il ruolo di vicesindaco. La sua è una politica giovanile, nel senso che vorrebbe e cerca di far tanto soprattutto per i giovani, infatti noto è che egli abbia sempre sostenuto riguardo ad essi “Liberi di essere protagonisti!”


Incontro Mauro Dattis nella sala giunta al Palazzo Nervegna. Il suo cellulare squilla in continuazione, indicazione, questa, di quanto la sua giornata sia piena di impegni. Trova, comunque, il tempo da dedicarmi, è gentile, cordiale e disponibile!

Inizia, così, con lo spirito giusto, la nostra intervista!

Da quanto tempo è il vicesindaco di Brindisi? E’ un impegno gravoso? Quali le difficoltà?

Sono vicesindaco dal luglio 2009. E’ un incarico molto gravoso e pieno di responsabilità. C’è sempre tanto da fare, però a me piace! E’ ciò che voglio fare. Cerco sempre di rispettare e accontentare le aspettative di tutti per migliorare questa città, cerco di risolvere i problemi più urgenti, di risolvere i disagi della gente. Affronto difficoltà quotidiane di ogni genere, opposizioni politiche, mi cerco sempre di rapportare con gli altri, di dialogare…

Lei è giovane, e allora, dal suo punto di vista, cosa offre Brindisi ai giovani?

Devo dire che per quanto riguarda il lavoro, molto poco. Le opportunità di un futuro lavorativo qui infatti, scarseggiano, ma questo non è solo un problema brindisino, perché un po’ in tutta la Puglia, nel Sud, ma anche in tutta l’Italia, le opportunità sono poche! Come divertimenti, qui a Brindisi ce ne sono, ma spesso i giovani brindisini preferiscono spostarsi nei luoghi limitrofi, perché forse questi offrono qualcosa in più…Ed infatti, penso che Brindisi offra ciò che è necessario, però potrebbe, senz’altro offrire di più!

Brindisi e l’Università: pensa che sia una strada vincente?

L’Università, a Brindisi, è stata avviata troppo in ritardo…lo si sarebbe potuto fare prima! I disagi incontrati, sono dovuti proprio a questo ritardo. L’Università è nata soprattutto con lo scopo di far crescere la cultura a Brindisi, al pari di altre città dove ormai l’Università è da molto tempo parte integrante. Occorre migliorarla sempre più e questo è un nostro costante impegno!

Brindisi e lo sport: lo sport a Brindisi non è solo pallacanestro, però le società di altri sport si lamentano per la carenza di strutture, lei ha pensato ad una soluzione?

Non è vero che c’è carenza di strutture, le strutture ci sono e le società ne usufruiscono anche gratuitamente, tutte hanno un luogo gratis dove allenarsi. Inoltre a Brindisi si stanno anche avviando i lavori per una piscina comunale e questa iniziativa è molto valida ed importante.

Se Fabio e Mingo di “STRISCIA LA NOTIZIA” venissero a trovarla a causa (uno tra i tanti) del degrado in cui versa la pista ciclabile, lei in quanto tempo prometterebbe di renderla funzionale? Faccio un “nodo al fazzoletto”?

Per la pista ciclabile si stanno prendendo già provvedimenti con l’intenzione di mettere poi a controllare che la manutenzione sia fatta quotidianamente e nei giusti termini da chi di competenza, dei Vigili Urbani, ma non solo nella pista ciclabile, ma anche in altre strutture. Comunque il “nodo al fazzoletto” non dovreste farlo a me, bensì al vero responsabile di quella struttura…che non è il vicesindaco!

Qualche tempo fa un giornalista brindisino ha scritto in un suo articolo “Fanculo Brindisi”, in un momento di amara considerazione di un certo degrado della città: lei cosa ne pensa?

Conosco quell’articolo perché l’ho letto! In questo caso quel giornalista ha dimostrato scarsa responsabilità perché è semplice parlare … comunque ognuno è libero di fare, dire è pensare ciò che vuole, Però chi lavora per Brindisi e s’impegna, sempre, per cercare di migliorarla non ha il tempo di pensare a quegli sciocchi stati d’animo!

Il nostro giornale “Bindisi News ” ha, tra i collaboratori, alcuni giovani studenti: cosa ne pensa?

Mi piace,…mi piace tanto quest’iniziativa! E’ una bella iniziativa, …io credo nel vostro giornale, perchè è giusto che i giovani debbano sfruttare tutte le opportunità di crescita che portino loro nuove esperienze.

L’incontro si conclude con un saluto e quattro chiacchiere con il sindaco Domenico Mennitti, che si mostra anche lui interessato al nostro giornale, chiedendomi gli argomenti trattati di solito. Anche a lui piace la nostra testata e mi fa i complimenti e gli “auguri” per questo. (Federica Pignataro)


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Abbiamo il coraggio di amare la nostra citta’ ?

Brindisi, gioiello del mediterraneo, porta d’oriente… maltrattata dai suoi cittadini.

 

Brindisi, nostra città, da amare e rispettare come le nostre case, non gode di ottima salute. Strade sporche e rovinate, cattivo odore e un tappetto di carte per terra non aiutano ad apprezzarla, per tutta la cultura che offre, ai turisti ma soprattutto ai suoi cittadini.

Ricchi spazi verdi, parchi per bambini e non, ridotti in spazzatura.
Questo è l’esempio di via Bastioni, strada direttamente collegata alla stazione e che, provenendo dall’antica porta Mesagne, conduce al Porto della nostra città. È una zona costantemente trafficata dai turisti, specie in estate, per la presenza dei principali mezzi di trasporto che la circondano, ma anche da noi abitanti degli edifici vicini e dai dipendenti degli uffici dell’Agenzia dell’entrate.


I marciapiedi lungo la via sono un pericolo: pavimentazione vecchia e consumata, sporcizia dovuta ai passanti e non solo e dossi (o per meglio dire squarci) naturali o meno che minano la sicurezza dei bambini e anche a quella dei più grandi.
Inoltre, il lato dell’agenzia dell’entrate che si affaccia proprio su questa via, costituito da una sezione verde trascurata, è ormai diventato casa di molti animali randagi a cui la gente lascia i pasti che vengono poi abbandonati quasi sulla strada non mostrando un bello spettacolo. E non solo. Tutto quello che non viene gettato nei cassonetti posti li a fianco, viene depositato proprio aldilà del cancello che delimita lo spazio riservato agli uffici.
Per non parlare poi dello storico parco delle Rimembranze che commemora e rende memoria ai caduti; ma tra i vivi chi è che si ricorda di questo antico spazio naturale? Un tempo fiorente per la sua bellezza, ora utilizzato come “spazzatura” per i bisogni degli animali domestici: erba non più curata e per una parte ormai morta, escrementi lasciati senza minimo senso di colpa e anche qui pavimentazione rovinata da radici, usura e tempo.
E cosa dire del nuovo parchetto a ridosso del bastione, finito di costruire non meno di due anni fa e che ora accoglie già spazzatura e siringhe nonostante la presenza di sei cestini dell’immondizia?
Muri già imbrattati di scritte, lampioni distrutti e assenza di manutenzione per il prato.
Spesso ci lamentiamo della nostra città: “Brindisi puzza. Brindisi è sporca. Brindisi è poco curata.”
Ma noi? Abbiamo mai evitato di buttare carte fuori dal finestrino per non “sporcare la nostra auto”, abbiamo raccolto mai i rifiuti biologici dei nostri adorati animali domestici o il disgusto ha avuto il sopravvento?
Di certo sarebbe opportuno un sostegno maggiore da parte delle istituzioni comunali, ma se noi stessi cittadini trattassimo e amassimo le nostre strade come fossero la nostra casa, riusciremmo a vivere una città più pulita e più bella come la nostra amata Brindisi merita. (Chiara Leone)


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