Istituto Tecnico & Liceo Tecnologico "Majorana" di Brindisi


 

Conferenze sulle Nazioni Unite all'istituto Majorana di Brindisi

Studenti e docenti partecipano ad una serie di conferenze sulla organizzazione dell'O.N.U.



Una consistente fetta di studenti dell'Istituto Tecnico e del Liceo Tecnologico ha occupato, per alcuni giorni, l'intera e funzionale aula magna del "Majorana" per assistere alle "conversazioni" che il direttore editoriale di "Brindisi news" e addetto stampa del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite Giorgio Esposito, ha tenuto. Lo scopo degli incontri, una maggiore informazione sulle tematiche di questa organizzazione che sul territorio possiede una delle basi più grandi e attive del mondo. La presenza a Brindisi, poi, della base W.F.P. - U.N.H.R.D. la base di Pronto Intervento Umanitario a capo di un Network mondiale, chiarisce il ruolo strategico che il territorio di Brindisi vive negli ambienti internazionali. Calorosi e apprezzati applausi hanno fatto da contorno alle conferenze che continueranno, senz'altro, con le altre classi. Il plauso, infine, al dirigente Salvatore Giuliano e al corpo docente che ha ottimizzato le proprie risorse per consentire la più ampia partecipazione. (Istituto Majorana)

 

 





Paolo Brosio a colloquio coi gli studenti del “Majorana”

Occasione anche per presentare e discutere del suo ultimo libro



Il 2 febbraio, su invito del Rotary - Club Brindisi Valesio, accolto dal Presidente Enzo Pirato e dal Prefetto Mimma Piliego, Paolo Brosio si è presentato ai numerosi studenti dell’istituto Majorana di Brindisi per raccontare, attraverso il suo ultimo libro, la storia della sua vita. Dopo il suo esordio come giornalista per il telegiornale di Emilio Fede, la vita di Brosio ha subito una grande trasformazione: televisione, belle donne ma anche droga e orge. E poi, due matrimoni finiti male. Adesso per Brosio sembra arrivato il momento di una nuova trasformazione che lui stesso ha definito “una svolta mistica”. Uomo simpatico e spigliato tenta, attraverso il suo libro, “A un passo dal baratro” e i profondi discorsi, di convincere le nuove generazioni a non commettere i suoi stessi errori. “Credere in un sogno è il punto di partenza, avere un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo aiuta ognuno a sentirsi vivi ma è proprio per quel sogno che non dobbiamo rovinare la nostra vita”. Lui è diventato giornalista, realizzando il suo grande sogno ma, numerosi episodi quali: la morte del padre, una morte struggente e piena di dolore, il fallimento del primo e del secondo matrimonio, l’aborto taciuto della sua fidanzata a soli 17 anni, la distruzione del suo locale, l’attesa di un bambino della sua seconda moglie con un uomo che lui conosceva e che frequentava il suo locale, lo hanno portato in un abisso da cui Dio è riuscito a tirarlo fuori. Un giornalista tanto fulminante quanto brillante, si mette completamente a nudo raccontando tutta la sua vita, dai primi successi ai momenti più oscuri. E, proprio in questi momenti lui trovava la forza di andare avanti grazie ad uno sfrenato divertimento, che gli recava tanto dolore; non si sfogava con la violenza su gli altri ma inconsciamente stava distruggendo se stesso. Anche se la donna che più aveva amato lo umiliava, lui si vendicava con decine di ragazze anche senza saperne il nome. Così, poi, è arrivato l’alcol, lo stordimento e la droga. Ora, mentre continua il suo umiliante racconto appare sconvolto nel riferire i dettagli scabrosi della sua vita. Allora ci chiediamo cosa c’èntra Dio in tutto questo? Dio per Brosio c’èntra sempre. Così, propone alla numerosa platea, l’episodio più significativo che lo ha portato finalmente a riflettere. “In una notte a Torino, mi è come esploso il petto, sentivo il cuore pompare come un matto ma, non era il cuore, era la mia coscienza: una voce dentro mi diceva: “prega”. Mi sentivo sconvolto perché tutto succedeva in un momento di divertimento esasperato. Scappai dicendo a tutti che la festa era finita. Il giorno dopo in albergo chiesi quale fosse il santuario più famoso di Torino e mi hanno subito indicato quello della Consolata, dove incontrai Don Ferruccio. In quella occasione, mi spogliai di tutti i peccati, donne, fallimenti, droga, divertimenti. Lì scoprii che la preghiera fa sparire il dolore e finalmente ritrovai la Madonna, era il 3 gennaio del 2009. Il 2 febbraio 2009 sono andato per la prima volta a Madjugorje. Io sono un ex peccatore, le mie preghiere valgono poco ma, sono anche un uomo di comunicazione, sono simpatico, posso convincere la gente a donare il proprio aiuto a chi ne avesse bisogno.” Conclude “Dio ha un progetto per ognuno di noi. Ha voluto che raggiungessi il top del successo con grandi sofferenze e poi ha voluto………salvarmi.”
(Sonia Sardanelli)




Paolo Brosio è lontano dalla fede e dalla preghiera negli anni in cui acquisisce la notorietà di personaggio televisivo, prima come giornalista del TG4-con Emilio Fede, nei giorni di Tangentopoli, poi con la partecipazione a programmi importanti: da "Quelli che il calcio", a "Sanremo Notte", a "Domenica In" fino alla "Isola dei Famosi" e a "Stranamore". Il successo, i soldi, la carriera si intrecciano a una vicenda umana inquieta e travagliata che lo porterà nel baratro più profondo del lutto, della sconfitta affettiva, della depressione. Nasce nel cuore una preghiera alla Madonna e il desiderio d'incontrarla a Medjugorje, il villaggio della Bosnia-Erzegovina dove, dal 24 giugno 1981, sei ragazzi hanno apparizioni mariane e dove si recano in pellegrinaggio milioni di persone. Per Brosio è una svolta. L'incontro con i veggenti e con tante persone di fede, ma soprattutto il desiderio di fare del bene. Con la semplicità e la simpatia che lo contraddistinguono il giornalista racconta la sua vicenda umana e i passi di un ritorno a Dio che gli ha restituito forza, ottimismo e amore per la vita.




Una medaglia all’efficienza del Liceo Tecnologico Majorana di Brindisi

Il presidente della Repubblica Napolitano premia lo staff dell’istituto brindisino


“Sono lieto di comunicarle che il Capo dello Stato ha deciso di destinare all’iniziativa una medaglia, quale testimonianza della sua ideale partecipazione a un momento importante della vita dell’istituto tecnico “Majorana” di Brindisi”.

Parole importanti dettate dal Quirinale, che rivelano la straordinaria riuscita di un progetto inaspettato, il quale porta avanti in maniera esaustiva il nome della nostra regione ed in particolar modo della nostra città. Il book in progress è un incentivo all’istruzione, un motivo in più per esaltare i giovani ad accostarsi all’apprendimento. L’istruzione è il primo passo per migliorare e progredire il nostro sapere e il nostro essere. Con il book in progress i libri di testo vengono surrogati da dispense prodotte dagli stessi professori della scuola, dispense stampate e rilegate nello stesso istituto. Ogni dispensa ha una sua validità che può essere bimestrale o trimestrale e viene poi sostituita da quella successiva, sempre ovviamente scritta dal docente che dovrà poi farne apprendere il contenuto agli alunni. Un successo esuberante partito e ideato dalla nostra Brindisi all’interno dell’istituto tecnico Majorana grazie al preside Salvatore Giuliano, imitato, poi successivamente, da altri istituti, precisamente 8. L’appoggio nazionale a questo progetto crea speranze per il progresso e il successo dell’iniziativa. I vantaggi sono svariati, di tipo economico,fisico e didattico. Didattico, in quanto gli appunti su cui lo studente dovrà studiare saranno scritti direttamente dai professori, i quali utilizzeranno un linguaggio “a misura di alunno” che dovrebbe risultare più scorrevole e comprensibile. Fisico, in quanto lo studente non sarà costretto a sobbarcarsi il peso di libri pesantissimi ma utilizzerà di volta in volta le dispense. Economico, poiché questi libri permettono un risparmio stimato in almeno 200 euro per alunno. Una medaglia, quindi, ottenuta con onore per la passione e l’impegno con cui l’istituto affronta il fondamentale compito di formare generazioni di giovani studenti, guidandoli in un percorso di sviluppo umano, culturale e civile. L’iniziativa già approvata è un valido rimedio contro il “caro libri”.
(Sonia Sardanelli)



Italiani brava gente
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
conduttori radiofonici

Un preside sovversivo

È stato il preside più giovane d’Italia e, secondo alcuni, è anche il più geniale. Si chiama Salvatore Giuliano e siede sul ponte di comando dell’Istituto tecnico industriale liceo scientifico tecnologico Ettore Majorana di Brindisi. Le tormentate acque che lo vedono protagonista sono quelle dei libri scolastici: costano sempre di più e le famiglie italiane hanno sempre meno soldi da spendere. Secondo Federconsumatori nel 2009 i testi per la scuola sono aumentati in media del 3,5 % rispetto al 2008 e ogni famiglia tira fuori dal portafoglio circa 400-450 euro all’anno per dei tomi che dopo dieci mesi sono già vetusti. Anche se non si capisce bene perché, posto che, ad esempio, è più o meno dal medioevo che la lingua latina non subisce variazioni rilevanti e la geometria è grosso modo la stessa dai tempi di Pitagora.
Comunque sia, lui, il Salvatore Giuliano ha detto basta. Sprezzante dei pericoli, incurante delle potenziali minacce della potentissima lobby degli editori scolastici, ci ha pensato, poi ci ha ripensato, valutando i pro e i contro. Poi ha assunto un esercito di feroci body-guard per garantire protezione per sé e per la sua famiglia e alla fine lo ha fatto: i libri da lui al Majorana costano al massimo 25 euro. Tutti. Non 25 euro l’uno, 25 euro per tutto il blocco. L’iniziativa si chiama Book in Progress (il preside essendo un giovane quarantaduenne mastica in lingue e informatica) ed è tanto semplice quanto geniale: i libri li scrivono i professori della scuola, a mo’ di fascicoli, così li possono modellare sulle esigenze specifiche dei loro studenti. Poi il Giuliano li mette insieme, li rilega e li consegna alle famiglie a fronte di un contributo dei citati 25 euro. Giusto per coprire le spese vive dell’operazione.
Quest’anno ne stamperanno ottomila copie: diritto, economia, italiano, storia, geografia, matematica e chimica. Basterebbe questo per fare del giovane dirigente un imperituro e fulgido esempio per le future generazioni della Pubblica Amministrazione. Ma il Giuliano non è uomo che si accontenta e ha deciso di esagerare: con 25 euro lo studente oltre ai libri si porta a casa pure, in regalo, lo zainetto dell’Itis Majorana. Così mamma e papà non devono aggiungere alle sofferenze economiche della crisi anche gli ingenti costi di zainetti sempre più griffati e spersonalizzanti!
Con lo zainetto della scuola l’adolescente si identifica e si riconosce, c’è orgoglio d’Istituto, federalismo studentesco, sano campanilismo giovanilista, in una parola: roots, radici. Senza contare poi che con il sistema dei fascicoli i libri sono anche più snelli e pesano meno sulle spalle della futura classe dirigente, che già dovrà sgobbare di suo per tirarci fuori dal pantano della prima, seconda e terza repubblica. Se alleviamo queste adolescenziali fatiche, forse, gli facciamo un piacere.
Cantino allora festose le fotocopiatrici, risplendano luccicanti mille e mille zainetti nelle scuole del regno e inizi alfine lo scontro finale contro il carovita scolastico: avanti Giuliano! Vinceremo.