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Migranti
Dal passato al presente: storie, volti, voci
di puglia
24/02/10. Le quarte e quinte classi
del liceo Socio-Psico-Pedagogico e Linguistico E. Palumbo hanno
accolto oggi in aula magna Milena Rizzo (docente di sociologia
economica del lavoro all’università del Salento)
, che, facendo un excursus temporale tra immigrazione e emigrazione,
ha presentato ai ragazzi questa tematica scottante. Dopo la
visione di un documentario sulle condizioni dei minatori italiani
emigrati in Belgio, ha invitato ufficialmente le classi della
nostra scuola a partecipare alla mostra itinerante dal titolo
“Migranti” che è esposta alla stazione ferroviaria
di Brindisi dal 25 al 28 febbraio. La mostra, che è partita
da Lecce, farà tappa a Taranto, Bari, Foggia e infine
Torino e ha come promotori la Regione Puglia, il Ministero della
Pubblica Istruzione e le Ferrovie dello Stato. In dodici vagoni
è illustrata, attraverso fotografie, video e installazioni,
la storia dell’emigrazione italiana a partire dal dopoguerra,
raccontando, inoltre, le vicende che riguardano l’Italia
dal punto di vista dell’immigrazione. Visitare la mostra
all’interno del treno è stato come affrontare per
davvero lo stesso esodo dei nostri nonni. Il “viaggio”
ha inizio con delle foto di emigranti risalenti al primo ‘900
che rappresentano il mito del “sogno americano”.
Si continua con una galleria fotografica raffigurante l’attesa
e la speranza del faticosissimo e penoso viaggio verso il paese
dove “i dollari crescono sugli alberi”. È
stato impressionante apprendere come gli emigranti italiani
venivano accolti: dopo un viaggio di mesi, che nella migliore
delle ipotesi lasciava la gente sporca e affamata, si era costretti
a subire delle visite mediche e dei test psicologici per essere
sicuri che non si trattasse di dementi o sovversivi. Insieme
alla storia degli italo-americani inizia anche la storia della
mafia importata. A causa della grande ondata migratoria che
colpì l’America vi erano degli enormi pregiudizi
nei confronti degli italiani, tanto da portare al clamoroso
caso di Sacco e Vanzetti, giustiziati senza processo, per ricevere
poi le inutili scuse dal governo americano. Da questo punto
del viaggio in poi cominciano, invece, le testimonianze fotografiche
dell’immigrazione in Italia, in particolar modo, dello
sbarco albanese a Brindisi nel 1991. Le foto, prese dall’archivio
di Pier Paolo Cito, raffigurano le drammatiche scene degli immigrati
albanesi, anch’essi con un sogno, sta volta “il
sogno italiano”.
L’ultima, emblematica, frase posta al termine della mostra
si commenta da sola: “ è necessario preservare
la necessità delle culture in un mondo minacciato dalla
monotonia e dall’uniformità... la tolleranza non
è una posizione contemplativa, è una posizione
dinamica, che consiste nel prevedere, capire e promuovere gli
sviluppi di una cultura. La diversità delle culture umane
è dietro di noi, attorno a noi, avanti a noi. “
Hanno contribuito alla mostra le voci di Michele Placido, Sergio
Rubini, Mario Perrotta e Cosimo Cinieri. (Sara
Libardo)
L'emigrazione verso gli "States"
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La nostra
guida Liliana Serrone
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L'attesa
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Migranti:
serie di conferenze all'istituto "Palumbo"

Durante il corso dell’anno, nel liceo Socio Psico-Pedagogico
e Linguistico si stanno presentando una serie di conferenze
a fini educativi che, risvegliando l’interesse degli studenti
su tematiche di tipo sociale e non, apportano risultati giudicati
eccellenti. L’ultima conferenza, avvenuta Mercoledì
24 febbraio, ha visto la presenza della Docente di Sociologia
Economica del Lavoro dell’Università del Salento,
Milena Rizzo che sta presentando nelle scuole il progetto "Migranti,
dal passato al presente: storie, voci e volti di Puglia".
Il progetto è stato promosso dal Consiglio Regionale
della Puglia, l’Assessorato Regionale alla Solidarietà
e la Direzione Scolastica Regionale e ha previsto l’allestimento,
all’interno di dodici vagoni merci, di una mostra multimediale
composta da documenti, fotografie, postazioni multimediali,
proiezioni e testimonianze sul tema della migrazione.
La docente Rizzo ha aperto l'argomento con una piccola premessa:
"Non bisogna credere di conoscere la Puglia se non si conosce
affatto il fenomeno migratorio, esso è parte integrante
della storia del nostro territorio". Tanti, infatti, sono
stati i pugliesi emigrati in Germania, Svizzera, Austria e non
solo. Persone che si sono armate di coraggio e si sono dirette
verso luoghi a loro sconosciuti, portando come bagaglio solo
la speranza.
Si è avviata, in seguito, la visione di un video che
presentava la storia di una famiglia migrata in Belgio, perché
incitata dai bei manifesti rosa affissi sui muri di tutti i
comuni d'Italia. In essi, si prometteva benessere e posti di
lavoro nella miniera di Marcinelle, ove, nel 1956, un incendio,
causò la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità.
136 minatori erano italiani. Queste persone, raccontano aneddoti
che al giorno d'oggi ci apparirebbero disumani; una loro affermazione
è molto forte : "l'Italia ci vendeva come animali".
Una frase apparentemente incomprensibile ma, alquanto reale,
poichè l'Italia promise l’invio di 2000 giovani
disoccupati la settimana da far lavorare nelle miniere belghe
in cambio della vendita a basso costo di un certo numero di
tonnellate di carbone. L'argomento trattato dalla Docente si
sposta, poi, sull'immigrazione attraverso le coste Pugliesi,
in particolare a Brindisi, aumentata in modo sconvolgente negli
ultimi 35 anni. Secondo alcune statistiche, ci sarebbero infatti,
sei mila immigrati solo in questo territorio, di cui 1000 minorenni.
La conferenza si è conclusa con la testimonianza di un
italo-albanese, Bledar Torozi, attuale Rappresentante della
Consulta Immigrazione della Provincia di Lecce, che ha raccontato
come egli si sia sentito accolto dal nostro territorio quando
vi arrivò nel 1991. Proseguendo, ha anche spiegato le
situazioni socio-economiche che gli immigrati devono spesso
affrontare. Sono queste, le esperienze che toccano la sensibilità
dei ragazzi abituati a vivere “le storie d’immigrazione
ed emigrazione” solo dalla bocca dei genitori e, in genere,
dei propri nonni. (Vanessa
Chinigò)
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