Liceo Socio Psico Pedagogico e
Liceo Linguistico"Palumbo" di Brindisi




 

Dieci studentesse brindisine a San Pietroburgo

Due settimane alla scoperta di una nuova cultura


E’ stata San Pietroburgo, quest’ anno, per la prima volta, la meta scelta dal liceo linguistico E. Palumbo per il progetto intercultura. Un viaggio alla scoperta della città più europea fra le città russe. Tutto ha avuto inizio mercoledì 28 aprile quando 10 ragazze scelte in base al merito scolastico, accompagnate da una professoressa del liceo, sono partite per la Russia. E’ il primo anno, questo, che la scuola organizza un viaggio verso una città così lontana e, a sentire le ragazze da noi intervistate, così fuori dal comune. E in effetti è proprio così. Non capita tutti i giorni di visitare luoghi che spesso si fa fatica a riconoscere. Le ragazze, infatti, hanno camminato per il centro storico di quella che è stata la capitale d’ inverno degli zar, visitando l’ Ermitage, famoso in tutto il mondo, numerosi altri musei e chiese pur trovando ovviamente un po’ di difficoltà nella comprensione della lingua. “ La famiglia che mi ospitava non parlava bene l’inglese, ma si è dimostrata molto disponibile e affettuosa nell’accogliermi ed è per questo che il divertimento non è mancato!”- afferma una delle ragazze che ha vissuto appieno l’esperienza di vivere per due settimane in una famiglia a dir poco sconosciuta. “ E’ un bene che la scuola organizzi questi viaggi per noi giovani in modo da approfondire le nostre conoscenze, poiché la conoscenza è alla base del crescere” . L’obbiettivo, infatti, è quello di ampliare le proprie conoscenze, andando alla scoperta di una cultura poi non così diversa dalla nostra, per non fermarci davanti a un muro che spesso la società e il mondo in cui viviamo ci presentano, per scavalcarlo riuscendo a capire che il sapere e l’integrazione sono importanti. Ed è proprio con questo spirito che le ragazze hanno intrapreso questo viaggio e, a dirla tutta, non vedono l’ora di ritornarci!
(Sara Dadamo)

 




 

Stage linguistici 2010 : destinazione … Francia!

Nuovi orizzonti per sentirsi cittadini europei


Anche quest’anno gli studenti frequentanti le terze classi del Liceo Linguistico E. Palumbo di Brindisi hanno avuto l’opportunità di partecipare allo stage che ha come meta Cannes. Sono ormai diversi anni che il nostro istituto ha stabilito dei rapporti con una scuola locale che ospita e segue esclusivamente ragazzi stranieri che studiano francese. La direttrice della scuola si occupa personalmente della sistemazione dei ragazzi presso famiglie selezionate e talvolta partecipa anche alle escursioni pomeridiane, per garantire la buona riuscita del soggiorno linguistico. Avendo come mezzo di trasporto l’autobus, la partenza ha avuto luogo sabato 10 aprile alle ore 16.00 presso il piazzale antistante il nostro liceo, per arrivare in Francia il mattino seguente. La domenica ha previsto la sistemazione presso le famiglie e, quindi, dopo un primo approccio, niente di meglio che un giro pomeridiano, tutti insieme, sul celebre lungomare meglio noto come “La Croisette”.

Cannes, a caccia di VIP – Cannes è una splendida città del mar Mediterraneo, nella quale abbiamo soggiornato per una settimana. Essa offre molte opportunità ai giovani, tanto più dal punto di vista turistico: le belle spiagge, il clima gradevole e i vari divertimenti che durano tutto l’anno, ma soprattutto in estate, una meta ambitissima da turisti provenienti dall’intera Europa. Il periodo in cui abbiamo effettuato lo stage era esattamente la settimana prima del rinomato Festival del Cinema di Cannes; infatti, era possibile osservare il fermento e la laboriosità di decine di addetti ai lavori, impiegati nei preparativi. Cannes è anche una città magnifica per lo shopping e lo dimostrano le boutique più prestigiose del mondo che si affacciano lungo La Croisette. Noi studenti però, abbiamo preferito fare compere in negozi più accessibili, che si trovano in rue d’Antibes e rue Menadier. Nonostante tutto, nessuno ha avvistato alcuna star come Brad Pitt o Scarlett Johansson durante il soggiorno … ma in fondo loro sono VIP!

La scuola – si trova essenzialmente in centro, più o meno vicina alle abitazioni delle famiglie ospitanti e facile da raggiungere. Le lezioni si tengono dalle ore 9.00 alle ore 12.30 (ora in cui si pranza, prima di mettersi in viaggio per una nuova visita). Ogni classe ha avuto un docente nel corso di tutta la settimana, il quale ha affrontato le lezioni in lingua, spaziando dalla pura grammatica, alla civiltà, alla musica. Per tutti noi è stata l’occasione di approfondire la personale conoscenza del francese, potendo studiare sul posto.

Grasse e les Parfumeurs- Grasse è conosciuta in tutto il mondo come la capitale del Profumo. Lì vi sono, infatti, diverse industrie profumiere che non solo producono il profumo, ma nelle quali vengono inventate nuove fragranze. Le più celebri sono solo 3 e noi abbiamo visitato una di queste: la profumeria Fragonard. Una guida ci ha mostrato i laboratori dove si lavorano le essenze, le antiche tecniche di fabbricazione del profumo e per finire ci ha invitato ad annusare diversi prodotti della casa per testare personalmente la qualità e il valore del profumo. Ovviamente era possibile acquistare per chiunque volesse.

Saint Paul de Vence e il suo fascino medievale – è un paesino a ridosso di una collina, circondato ancora dalle mura di cinta che un tempo servivano a proteggerlo dagli attacchi esterni. Il panorama, tuttavia, non è solo montuoso; infatti, se si sale fino in cima, si può ammirare uno splendido squarcio di costa Azzurra. Saint Paul vive essenzialmente di turismo e di arte. Il paese, infatti, è rinomato per essere stato rifugio di moltissimi artisti, in vita poveri, che in seguito hanno riscosso molta fama. Nelle strette vie è possibile individuare gallerie d’arte che si susseguono a poca distanza l’una dall’altra e, proprio all’entrata del paese, esiste ancora la famosa osteria “ La Colombe” alla quale, nei secoli precedenti, molti pittori concedevano le loro opere in cambio di un pasto caldo.

Saint Tropez – celebre località balneare e turistica, Saint Tropez si è rivelata esattamente così come ce la si aspetta. Essa vive soprattutto di turismo e dell’affollato porto. Sul lungomare è possibile osservare i velieri e gli yacht attraccati al molo, mentre si gusta un fresco gelato. Piena di negozi e boutique, è una meta privilegiata per tutti coloro che non badano a spese pur di divertirsi.

Nizza e il suo splendore provenzale – Nizza è il capoluogo della regione delle Alpi Marittime e, in quanto tale, rispecchia l’importanza che ha dal punto di vista politico. Da una parte le spiagge ciottolate, con i primi turisti e gli appassionati di sport intenti nei loro allenamenti. Dall’altra, la frenesia della città: l’imponente biblioteca con la sua singolare forma di testa cubica, i negozi più prestigiosi assieme con la rinomata galleria Lafayette popolano le vie della parte più recente di Nizza. Tuttavia, se ci si inoltra a visitare i viottoli della città vecchia si può percepire la vera essenza della città, fatta anch’essa di tradizione e cultura. È d’obbligo, ad esempio, assaporare il rinomato gelato, mentre si spulcia tra i vari negozi e, successivamente, visitare la Cattedrale cittadina. Ad ogni angolo è possibile acquistare del vero sapone di Provenza, per non parlare della pianta di lavanda, che è una specialità della regione. A Nizza abbiamo visitato il museo di Chagall, con i suoi dipinti surreali e le sue suggestive vetrate.

Biot e la vetreria – della piccola cittadina di Biot abbiamo fatto meta solo alla vetreria artigianale, nella quale operai specializzati ci hanno dato dimostrazione delle varie fasi che concorrono alla creazione del materiale stesso e di qualunque oggetto in vetro. Nella galleria di esposizione, pezzi unici e pregiatissimi sfavillavano sotto i nostri occhi meravigliati. Era possibile effettuare i propri acquisti.

Antibes – è una città meravigliosa e molto mediterranea. Essa si affaccia, infatti, sulla costa, dove è situato il porto con le vari barche miliardarie e le attrezzate spiagge. Ad Antibes abbiamo visitato il museo di Picasso che, attraverso il suo ermetismo e la sua astrazione, ha colpito particolarmente la sensibilità di tutti noi.

Le isole di Lerins, una dimensione fiabesca – queste isole sono situate a poche miglia dal porto turistico di Cannes. Esse sono solo due e di esigue dimensioni: l’isola di Saint-Honorat e l’isola di Sainte-Marguerite. Noi abbiamo visitato quest’ultima che si è presentata ai nostri occhi incontaminata e selvaggia. Non è consentito, infatti, abitare sull’isola, in quanto solo meta turistica. Vi sono spiagge rocciose e acque cristalline, che si apprezzano dalla cima della verde montagna silenziosa. La nostra meta era l’antica fortezza, utilizzata nei secoli precedenti come prigione. Su quest’isola nasce, infondo, la leggenda della “Maschera di ferro” (dalla quale hanno tratto l’omonimo film), che è vissuta proprio all’interno delle mura di questa prigione.

Il Principato di Monaco, una bellezza d’altri tempi – come ultima meta, prima della tanto temuta partenza per Brindisi, abbiamo visitato Monte Carlo. Bellissimo e suggestivo è il museo oceanografico del Principato, il quale ci ha offerto delle grandissime emozioni tra pesci tropicali, squali e tartarughe giganti. Dopo la nostra – è il caso di dirlo – immersione nel mondo scientifico animale, ci siamo diretti verso il palazzo reale in attesa del celebre cambio della guardia. Vedere marciare a tempo di musica gli uomini in alta uniforme è stato uno spettacolo pittoresco ed emozionante.
(Sara Libardo)

 






"Il liceo E. Palumbo per la comunicazione: i ragazzi aderiscono al progetto Newspaper Game"

La Gazzetta del Mezzogiorno - 5 maggio2010


 

 

La redazione di Brindisi news intervista una giovane promessa della "comunicazione"

Intraprendente, energica e spiritosa: Sara Dadamo si racconta



Ha appena 14 anni. Frequenta il primo anno del liceo Linguistico E. Palumbo di Brindisi e ha già vinto il primo premio di un importante concorso indetto dall’S.T.P. di Brindisi e il riconoscimento di un premio speciale dalla giuria a livello nazionale : “Parole in Corsa”. Sara Dadamo è una ragazza esemplare e, noi, della redazione di Brindisi News, abbiamo voluto intervistarla, per conoscerla meglio …

Come mai hai scelto il liceo linguistico?
“Perché le lingue mi piacciono e sono molto importanti per trovare lavoro.”

Quali sono le tue aspirazioni?
So che può sembrare strano ma mi piacerebbe studiare psicologia o pedagogia, anche se non mi dispiacerebbe affatto fare l’interprete..”

Come sei venuta a sapere del concorso? E perché hai partecipato?
“Ne sono venuta a conoscenza attraverso la mia scuola media (Marzabotto - G. Cesare) che offre molte opportunità di partecipare a questo genere di concorsi, quindi la mia professoressa mi ha incoraggiato a farlo; anche se, lo confesso, è cominciato quasi come un gioco..e fino alla fine per me è stato davvero un gioco tanto che, quando mia madre mi ha detto, entusiasta, che avevo vinto il primo premio..me ne ero addirittura dimenticata!”

Scrivi per hobby o per passione?
“Per entrambi sostanzialmente. Scrivere è sempre stata la mia passione, ma lo faccio anche per diletto.”

Cosa ti ha avvicinato alla scrittura?
“Penso che sia qualcosa che nasce dentro di te. La senti crescere fino a che non ti spinge, per la prima volta a provarci, a dire posso farcela. E allora diventa come un fiume in piena che ti travolge, se non riesci ad arginarlo come si deve. Quando devo esprimermi trovo più facile scriverlo, che dirlo.”

E’ la prima volta che partecipi a questo genere di iniziative?
“No, questa non è la prima volta. Ho partecipato anche ad altre iniziative inerenti sempre alla scrittura.”

Bene, adesso raccontaci qualcosa di te … vogliamo conoscere davvero chi è Sara Dadamo.
“Cosa dire di me? Sono una ragazza comune, a cui piacciono le cose che piacciono un po’ a tutte le mie coetanee. Oltre alla scrittura, una mia passione è il teatro, che ho praticato per quattro anni, anche se ora ho temporaneamente smesso. Un mio sogno nel cassetto è di fare l’attrice, ma per ora rimane solo un sogno. Non pratico alcuno sport anche se mi piacerebbe fare calcio; un altro interesse che coltivo è quello della lettura, che trovo indispensabile per chi voglia scrivere. In realtà io cerco sempre di dare il meglio di me in tutto ciò che faccio. Molte persone mi fanno i complimenti, mi dicono quanto sono brava, ma il merito, secondo me, va tutto alle famiglie. Perché è dalla famiglia che parte l’educazione e la forma mentis di ognuno di noi.”
(Sara Libardo)


Un incontro … diverso!

Camminava sul marciapiede di Corso Garibaldi, sotto il sole caldo di quel 15 luglio e il cielo senza neanche l’ombra di una nuvola. Miriam osservava: la porta del negozio all’angolo che sbatteva, le foglie degli alberi che si muovevano leggermente e ragazzine che passeggiavano indossando pantaloni, scarpe, magliette tutte prese dai negozi più costosi della città. Miriam si sentiva diversa; era arrivata in città da qualche giorno e già tutti gli occhi erano puntati su di lei. Non per i vestiti “all’ultima moda”, più che altro per il suo colore della pelle, così scuro e simile alla cioccolata e un puntino sulla fronte che la distingueva più di tutto dagli altri. Non riusciva più ad accettarsi per quello che era davvero, una ragazza come tante altre, ma solo con qualche differenza esteriore, con abitudini e religione diversa. Ma continuava a camminare con lo sguardo fisso in un punto, come se fosse lo sguardo di un militare sull’ attenti; doveva raggiungere la casa di un’amica di sua madre che non vedeva da dieci anni.
Finalmente arrivò. Bussò alla porta e uscì una signora di circa una cinquantina d’anni.
-“Buongiorno signora, sono Miriam, la figlia di Ester.“
- “Sei proprio tu Miriam? Sei davvero cresciuta!” - Disse la signora con uno sguardo sorpreso, abbandonandosi poi ad un abbraccio affettuoso.
-“Entra pure, cara. Posso offrirti qualcosa?”- Chiese gentilmente la signora.
-“Si grazie, un bicchiere d’acqua.”-
Miriam intanto osservava le fotografie presenti nella casa. Ce n’erano tantissime, ma tra tutte ne trovò una. Riconobbe subito il volto della madre, il suo e quello della signora.
-“Ti piace quella foto?”- chiese la signora entrando con un bicchiere d’acqua in mano.
Miriam non rispose ma fece un cenno con la testa. In un attimo la stanza fu travolta da un enorme silenzio.
–“Sei così silenziosa Miriam! Eppure mi ricordavo che tu eri una forza della natura, sempre allegra, sorridente, ma soprattutto chiacchierona … è successo qualcosa?” -
- “Posso farle una domanda?” -
- “Sì, ma solo se mi dai del tu” -
-“Va bene signo … cioè, voglio dire, Sophie! Volevo chiederti … come hai fatto ad integrarti subito in questo luogo pieno di gente che non smette di fissarti solo perché sei diversa?” -
–“Ah ho capito … allora è questo il tuo problema? Ti senti diversa rispetto agli altri?” -
-“Io non ho mai avuto problemi per la differenza estetica, ma non riesco a capire perché molte persone facciano questa grande differenza tra noi e loro.” -
-“Vedi, Miriam, quando avevo circa 12 anni, proprio come te, mi facevo la stessa domanda. Non riuscivo a sopportare la gente che mi fissava perché diversa. Col passare del tempo ho capito che al mondo siamo tutti diversi e che la diversità non riguarda l’aspetto esteriore di una persona, il colore della pelle o l’appartenenza a un popolo diverso. La vera diversità è nell’anima di ognuno di noi. La vera bellezza non è quella esteriore che ormai quasi ogni ragazzina mette in mostra con un po’ di trucco in più, ma quello che importa è come si è dentro, la presenza di veri valori come l’amore, la generosità, la solidarietà, che non si dimostrano con un pantalone o una maglietta firmata in più, ma con le scelte di vita che ognuno fa. Quindi non cercare nell’aspetto esteriore degli altri la vera bellezza, ma ricercala in te stessa attraverso le scelte di vita che fai quotidianamente.” -
Miriam era sbalordita. Finalmente aveva capito.
–“Ora scusa ma devo tornare da mia madre, grazie di tutto. Tornerò qualche altro giorno prima di ripartire”- disse la ragazza che con un grande sorriso uscì dalla casa di Sophie.
Ripercorse la stessa strada di prima, ma questa volta non diede importanza agli sguardi della gente, camminò dritto sicura di se stessa.




 

Migranti

Dal passato al presente: storie, volti, voci di puglia


24/02/10. Le quarte e quinte classi del liceo Socio-Psico-Pedagogico e Linguistico E. Palumbo hanno accolto oggi in aula magna Milena Rizzo (docente di sociologia economica del lavoro all’università del Salento) , che, facendo un excursus temporale tra immigrazione e emigrazione, ha presentato ai ragazzi questa tematica scottante. Dopo la visione di un documentario sulle condizioni dei minatori italiani emigrati in Belgio, ha invitato ufficialmente le classi della nostra scuola a partecipare alla mostra itinerante dal titolo “Migranti” che è esposta alla stazione ferroviaria di Brindisi dal 25 al 28 febbraio. La mostra, che è partita da Lecce, farà tappa a Taranto, Bari, Foggia e infine Torino e ha come promotori la Regione Puglia, il Ministero della Pubblica Istruzione e le Ferrovie dello Stato. In dodici vagoni è illustrata, attraverso fotografie, video e installazioni, la storia dell’emigrazione italiana a partire dal dopoguerra, raccontando, inoltre, le vicende che riguardano l’Italia dal punto di vista dell’immigrazione. Visitare la mostra all’interno del treno è stato come affrontare per davvero lo stesso esodo dei nostri nonni. Il “viaggio” ha inizio con delle foto di emigranti risalenti al primo ‘900 che rappresentano il mito del “sogno americano”. Si continua con una galleria fotografica raffigurante l’attesa e la speranza del faticosissimo e penoso viaggio verso il paese dove “i dollari crescono sugli alberi”. È stato impressionante apprendere come gli emigranti italiani venivano accolti: dopo un viaggio di mesi, che nella migliore delle ipotesi lasciava la gente sporca e affamata, si era costretti a subire delle visite mediche e dei test psicologici per essere sicuri che non si trattasse di dementi o sovversivi. Insieme alla storia degli italo-americani inizia anche la storia della mafia importata. A causa della grande ondata migratoria che colpì l’America vi erano degli enormi pregiudizi nei confronti degli italiani, tanto da portare al clamoroso caso di Sacco e Vanzetti, giustiziati senza processo, per ricevere poi le inutili scuse dal governo americano. Da questo punto del viaggio in poi cominciano, invece, le testimonianze fotografiche dell’immigrazione in Italia, in particolar modo, dello sbarco albanese a Brindisi nel 1991. Le foto, prese dall’archivio di Pier Paolo Cito, raffigurano le drammatiche scene degli immigrati albanesi, anch’essi con un sogno, sta volta “il sogno italiano”.
L’ultima, emblematica, frase posta al termine della mostra si commenta da sola: “ è necessario preservare la necessità delle culture in un mondo minacciato dalla monotonia e dall’uniformità... la tolleranza non è una posizione contemplativa, è una posizione dinamica, che consiste nel prevedere, capire e promuovere gli sviluppi di una cultura. La diversità delle culture umane è dietro di noi, attorno a noi, avanti a noi. “
Hanno contribuito alla mostra le voci di Michele Placido, Sergio Rubini, Mario Perrotta e Cosimo Cinieri.
(Sara Libardo)




L'emigrazione verso gli "States"

La nostra guida Liliana Serrone



L'attesa




Migranti: serie di conferenze all'istituto "Palumbo"



Durante il corso dell’anno, nel liceo Socio Psico-Pedagogico e Linguistico si stanno presentando una serie di conferenze a fini educativi che, risvegliando l’interesse degli studenti su tematiche di tipo sociale e non, apportano risultati giudicati eccellenti. L’ultima conferenza, avvenuta Mercoledì 24 febbraio, ha visto la presenza della Docente di Sociologia Economica del Lavoro dell’Università del Salento, Milena Rizzo che sta presentando nelle scuole il progetto "Migranti, dal passato al presente: storie, voci e volti di Puglia". Il progetto è stato promosso dal Consiglio Regionale della Puglia, l’Assessorato Regionale alla Solidarietà e la Direzione Scolastica Regionale e ha previsto l’allestimento, all’interno di dodici vagoni merci, di una mostra multimediale composta da documenti, fotografie, postazioni multimediali, proiezioni e testimonianze sul tema della migrazione.
La docente Rizzo ha aperto l'argomento con una piccola premessa: "Non bisogna credere di conoscere la Puglia se non si conosce affatto il fenomeno migratorio, esso è parte integrante della storia del nostro territorio". Tanti, infatti, sono stati i pugliesi emigrati in Germania, Svizzera, Austria e non solo. Persone che si sono armate di coraggio e si sono dirette verso luoghi a loro sconosciuti, portando come bagaglio solo la speranza.
Si è avviata, in seguito, la visione di un video che presentava la storia di una famiglia migrata in Belgio, perché incitata dai bei manifesti rosa affissi sui muri di tutti i comuni d'Italia. In essi, si prometteva benessere e posti di lavoro nella miniera di Marcinelle, ove, nel 1956, un incendio, causò la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità. 136 minatori erano italiani. Queste persone, raccontano aneddoti che al giorno d'oggi ci apparirebbero disumani; una loro affermazione è molto forte : "l'Italia ci vendeva come animali". Una frase apparentemente incomprensibile ma, alquanto reale, poichè l'Italia promise l’invio di 2000 giovani disoccupati la settimana da far lavorare nelle miniere belghe in cambio della vendita a basso costo di un certo numero di tonnellate di carbone. L'argomento trattato dalla Docente si sposta, poi, sull'immigrazione attraverso le coste Pugliesi, in particolare a Brindisi, aumentata in modo sconvolgente negli ultimi 35 anni. Secondo alcune statistiche, ci sarebbero infatti, sei mila immigrati solo in questo territorio, di cui 1000 minorenni. La conferenza si è conclusa con la testimonianza di un italo-albanese, Bledar Torozi, attuale Rappresentante della Consulta Immigrazione della Provincia di Lecce, che ha raccontato come egli si sia sentito accolto dal nostro territorio quando vi arrivò nel 1991. Proseguendo, ha anche spiegato le situazioni socio-economiche che gli immigrati devono spesso affrontare. Sono queste, le esperienze che toccano la sensibilità dei ragazzi abituati a vivere “le storie d’immigrazione ed emigrazione” solo dalla bocca dei genitori e, in genere, dei propri nonni.
(Vanessa Chinigò)




 

Classi dei due licei interessate ad un ciclo di conferenze sulle Nazioni Unite

Lunedì 8 e Mercoledì 10 febbraio, presso l'istituto "Palumbo" si sono tenute alcune conferenze esplicative
riservate alle classi terze e quarte del Liceo Socio Psico Pedagogico e terze, quarte e quinte del Liceo Linguistico, sull'organizzazione delle Nazioni Unite con particolare riferimento all'importante ruolo che svolge
il W.F.P. - U.N.H.R.D. ed il Comitato Italiano P.A.M. sul territorio di Brindisi.

 





Brindisi nel mondo: ponte tra le varie realtà?


Un’opportunità per le classi del triennio del Liceo Socio Psico-Pedagogico: una conferenza dall’argomento apparentemente non ben definito che, in quel momento, è apparsa ai più come un’occasione per evitare una qualche interrogazione. A prescindere da chi è riuscito a coglierne l’importanza, è stato uno di quegli incontri che ti lasciano dentro qualcosa, quell’amarezza tipica della presa di coscienza dei nostri errori e delle nostre debolezze. La conferenza è cominciata in maniera tranquilla, con qualche brusio di sottofondo, quasi con un senso di liberazione anche se con il timore che in quel paio d’ore si sarebbe parlato sempre delle solite, noiose, cose.
Fondamentalmente la giornata dell'8 febbraio è cominciata così. Ciò che mi ha sorpreso è stato il suo prosieguo.
Si presenta Giorgio Esposito, direttore editoriale del giornale “Brindisi News” e addetto stampa del Comitato Italiano P.A.M.; inizia a parlarci dell’Organizzazione Mondiale per eccellenza: l’ONU. Ben presto veniamo a sapere che “P.A.M” sta per “Programma Alimentare Mondiale” (World Food Programme), che questa breve sigla sta ad indicare il più importante Programma Alimentare e che si occupa di procurare cibo a tutte quelle zone del mondo “dimenticate da Dio”, ovvero a quei paesi di cui conosciamo meno in assoluto.
Il P.A.M., come la F.A.O, l’UNICEF, l’AMREF è frutto, appunto, di una straordinaria collaborazione tra i paesi mondiali, avviata nel 1945, che oggi porta il nome di O.N.U. e che ha le sue sedi principali in città come New York e Ginevra. Tra le sedi delle varie agenzie, troviamo la nostra Brindisi che, ancora una volta, si propone come ponte tra le diverse culture; la più grande base operativa di pronto intervento umanitario, l’UNHRD, infatti, è situata presso il nostro aeroporto militare grazie, anche, alla posizione geografica privilegiata di cui gode la nostra città in rapporto a tutte le zone d’intervento del mondo.
Ovviamente vi sono altre sedi sparse per il globo e ognuna di queste utilizza e amministra i fondi provenienti da donazioni volontarie di ogni paese per poter garantire, per quel che può, almeno un pasto al giorno alle popolazioni piegate in ginocchio dalla povertà, da catastrofi naturali o da guerre.
Mi preme sottolineare come questa organizzazione provvede a fornire cibo in qualunque situazione di difficoltà, senza aspettare un tragico terremoto ad Haiti o una devastante alluvione in Albania, perché il vero aiuto è nella continuità, nell’esempio costante e continuo di come ci si può rialzare, con il contributo di tutti.
Abbiamo visto tre brevi video al riguardo; uno di questi, quello che più mi ha colpito era brevissimo, della durata di soli dodici secondi, e conteneva un messaggio estremamente diretto: “Ogni dodici secondi due bambini muoiono di fame.”
Per combattere un problema del genere non basta commuoversi di fronte all’immagine di un bambino denutrito, occorre un impegno concreto, costante perché la fame non si commuove, né aspetta nessuno.
(Silvia Schena)




Brindisi: tra natali gloriosi e un anonimo presente


10/02/10. La plumbea giornata di oggi, per gli studenti del liceo Palumbo, è stata scandita dall’intervento di Giorgio Esposito, direttore editoriale del giornale “Brindisi News” - www.brindisinews.com. Egli è stato invitato, dalla nostra dirigente scolastica, ad esporre le problematiche relative alle Nazioni Unite e in particolare al W.F.P. (World Food Programme). Una sede importantissima dell’ONU, infatti, è situata proprio qui a Brindisi. La nostra città ospita la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite e la Base Logistica delle Nazioni Unite a sostegno delle operazioni di pace. Brindisi è stata scelta per la sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (porto, aeroporto, ferrovia e autostrade) e i servizi disponibili sia a livello di telecomunicazioni che generali. È stata la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite. Molti di noi studenti non erano al corrente di questa situazione e sicuramente molti dei brindisini non conoscono le iniziative che partono proprio da qui. Nell’antichità il porto di Brindisi era fulcro del commercio con l’Oriente e con il Sud. Al giorno d’oggi sembra quasi assurdo pensare che la nostra città abbia conosciuto tanta gloria e fama nel corso della storia. Ma allora perché non ci valorizziamo? Dobbiamo aspettare davvero che lo faccia qualche “straniero” arrogante che non conosce nulla della cultura latina? Brindisini, sveglia! Il letargo è terminato! È ora di riportare la nostra città al suo antico splendore a partire proprio dai nostri punti di forza, come ad esempio la base O.N.U. Noi, studenti del liceo linguistico, non siamo indifferenti a queste problematiche e sono certa che, in seguito a questo intervento, saremo pronti a cogliere tutte le opportunità che il nostro territorio ci offre (per quanto esigue).
(Sara Libardo)