Istituto Tecnico Commerciale "G. Marconi" di Brindisi


 

Brindisi: gli alunni dell’istituto tecnico commerciale “G. Marconi” di Brindisi
in visita al Comando provinciale della Guardia di Finanza


Gli alunni delle quarte classi dell’istituto tecnico commerciale “G. Marconi” di Brindisi, accompagnati dal corpo docente, hanno visitato nella mattinata di oggi, il Comando provinciale della Guardia di Finanza.

Nel corso della visita, inserita nel progetto denominato “educazione alla legalita’: fisco e scuola”:
Sono stati illustrati i compiti istituzionali del corpo, mediante la proiezione di alcune slide
E’ stata eseguita una dimostrazione pratica delle unita’ cinofile antidroga del corpo


Brindisi 12 maggio 2010





 

L’I.T.C. “Marconi” di Brindisi dedica un concorso allo scienziato


Tra i premiati spiccano studenti delle scuole medie brindisine

Nel dicembre 1909, a Stoccolma, Guglielmo Marconi viene insignito del premio NOBEL per la Fisica. Guglielmo Marconi, l’insigne fisico italiano a cui è dedicato il primo Istituto Tecnico Commerciale della Provincia di Brindisi, sito in Via Cortine, è considerato lo scienziato che più di ogni altro ha creato le basi del mondo moderno. La sua prima invenzione, il telegrafo senza fili, è stata l’antesignana di una rivoluzione che ha portato l’uomo a comunicare nello spazio con le parole prima, ed anche con le immagini poi, e a sviluppare una miriade di diverse tecnologie, quali la radiotelediffusione, la comunicazione cellulare, la trasmissione digitale di dati, che hanno permesso all’umanità intera di poter effettuare passi da giganti nel panorama di ogni scibile umano. Per ricordare tale importante figura, l’I.T.C.S. “G. Marconi” di Brindisi ha proposto un concorso per l’assegnazione di borse di studio ed altri premi riservato agli studenti delle Scuole Secondarie di 1° grado della Provincia di Brindisi. La partecipazione al concorso ha rappresentato un’opportunità in termini di formazione ed informazione degli alunni che si vogliono avvicinare alla figura di questo grande italiano.

I risultati del concorso sono stati resi noti, alla comunità didattica e studentesca intervenuta all’evento, durante la cerimonia di presentazione dei vincitori. Tra essi figurano: Marta Perrone e Carmen De Tommaso, della scuola media “Giulio Cesare-Marzabotto” che si sono divise la terza posizione - Federica Moro e Marianna Ballarini “Salvemini-Virgilio” di Brindisi che hanno conseguito, rispettivamente, il secondo e il primo posto nel prestigioso concorso. Le parole espresse dal Dirigente Rosanna Maci e dal Provveditore Francesco Capobianco sono state di elogio per tutti i partecipanti che hanno ben compreso l’importanza della valorizzazione di queste figure così emblematiche per il nostro paese.

In particolare, il vivo apprezzamento del ns. giornale viene rivolto, soprattutto, a Federica Moro che, non nuova ai tanti meriti acquisiti in tutti i concorsi a cui ha partecipato, ha fornito ancora una volta prova di eccellente preparazione che si evince, anche, dalla motivazione del premio “per l’immediatezza e l’efficacia dell’impatto visivo della sua presentazione in Power Point illustrante la vita di Guglielmo Marconi”.

Ecco, ribadiamo noi, questi sono i migliori esempi che possiamo vantare per idealizzare i giovani, futuro e speranza per tutti noi. (Giorgio Esposito)




La giuria

Federica Moro e Marianna Ballarini

Carmen De Tommaso

Marta Perrone

 




 

Il "Marconi" si interroga sul ruolo della Nazioni Unite

Conferenze tematiche proposte dal Comitato Italiano Programma Alimentare Mondiale O.N.U.


Di rado la scuola dà la possibilità a noi alunni di uscire fuori dagli schemi regolati dalla routine quotidiana , sostituendo le tradizionali lezioni tra i banchi con attività diverse e a mio avviso altrettanto istruttive , come la visione di un film, la partecipazione a conferenze e quant’ altro.
Recentemente gli studenti dell’I.TC. Marconi nella aula magna del proprio istituto hanno avuto la possibilità di seguire la conferenza tenuta dal direttore editoriale del giornale "Brindisi News", Giorgio Esposito, attuale responsabile media & comunicazione del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite.
La conferenza era incentrata sul complesso e avvilente tema della povertà e su come l ‘O.N.U impiega le sue energie cercando di sopperire o meglio , affievolire tale problema, in quanto è difficile pensare di poter sconfiggere la povertà nel mondo . Dopo una breve presentazione dell’ argomento il relatore ha illustrato il problema facendo uso di strumenti audio- visivi e presentazioni in Power Point L’ .O.N.U. ( Organizzazione Nazioni Unite ) con sede a New York ( Palazzo di vetro ), nacque dopo il secondo conflitto mondiale per volere delle potenze vincitrici al fine di garantire pace e sicurezza fra le nazioni. Tra i principi ispiratori ricordiamo il rispetto dell’ indipendenza di ogni Stato, il divieto di far ricorso alle armi quando nascono controversie tra gli stati , favorendo invece una solida e reciproca collaborazione a livello internazionale. Per tanto, fin dal momento in cui l’ O.N.U. è sorta si è occupate delle guerre, delle calamità naturali, delle discriminazioni razziali, del problema della fame e dei rifugiati politici . L’ O.N.U organizzata piramidalmente, svolge le sue funzioni servendosi di diversi organi , quali l’Assemblea Generale che ingloba tutti gli Stati membri ; il Consiglio di Sicurezza con potere decisionale nei casi di conflitto, mentre l’esecuzione delle decisioni prese è controllata dal Segretario Generale ; infine il potere giudiziario è nelle mani della Corte di Giustizia internazionale . L’ O.N.U ha un corpo di polizia che partecipa alle missioni di pace per far prevalere i diritti dei più deboli; i componenti di tale corpo armato sono denominati “caschi blu”. Dopo tale presentazione Il l’attenzione dei partecipanti si è spostata sul recente disastro avvenuto ad Haiti. Prendendo questa isola come esempio significativo si è arrivati a parlare di tante altre zone povere della Terra. Il progresso economico ad Haiti, secondo indagini internazionali, tarda ad arrivare e le conseguenze si sono viste in seguito alla tragedia che ha colpito nove milioni di abitanti. Conseguenze di tipo economico, sociale che non trovano una soluzione a breve termine, a causa del pesante debito mal gestito dai numerosi governi che si sono succeduti nel tempo e dall’economia ancora controllata da potenze straniere. Il 60% degli Haitiani non ha un lavoro, gran parte di loro si occupa del settore agricolo di sussistenza. Negli ultimi anni l’escalation di violenze e criminalità non ha favorito i rapporti di convivenza interna, a scapito di uno sviluppo sociale che come quello economico tarda ad arrivare. Per non parlare poi della lotta alla mortalità infantile che costituisce un gravissimo problema non solo per Haiti ma per tante popolazioni povere: “Ogni 12 secondi, due bambini muoiono a causa della fame”. Questo messaggio è stato trasmesso alla fine della presentazione con uno spot crudo e realistico che ha fatto riflettere tutti, facendoci sentire anche un po’ in colpa per il nostro esagerato consumismo. L’O.N.U. pertanto, dopo il terremoto avvenuto nel Gennaio scorso in terra haitiana, non è rimasta impassibile a tale evento ed attualmente svolge una missione d’aiuto studiando continue soluzioni sul tema povertà, distribuendo cibo ai bambini nelle scuole favorendone la scolarizzazione, abbassando così il tasso di analfabetismo. (Chiara D'Arpa V A)



La fame nel mondo: un tunnel senza via d’uscita!

Conferenza sull’O.N.U. all' I.T.C. Marconi Brindisi

Negli ultimi anni, a causa delle numerose catastrofi naturali, la mortalità legata alla fame, nel mondo, è aumentata notevolmente. Grazie ai media, che ci informano giorno per giorno delle notizie riguardanti ciò che accade nel resto della Terra, siamo venuti a conoscenza, anche se non del tutto, a nostro avviso, degli avvenimenti terrificanti di cui sono vittime tante vite innocenti.
Uno dei fenomeni più sconvolgenti per la storia dell’umanità si è verificato nel Sud-Est Asiatico raggiungendo persino le coste dell’Africa Orientale, nel Dicembre del 2004: un improvviso maremoto o meglio uno “Tsunami”, che ha distrutto ben 230.000 vite umane. Dopo la tragedia sono stati immediati i soccorsi inviati dall’O.N.U. (Organizzazione delle Nazioni Unite), un’organizzazione nata per salvaguardare i diritti umani e la sicurezza internazionale, composta da 192 Paesi membri.
Col passare del tempo i media hanno archiviato “l’incubo Tsunami”, lasciando spazio ad altri episodi inaspettati, ultimo tra questi l’atroce terremoto di Haiti.
Il numero di vittime è stato davvero imponente, ed ancora oggi, a distanza di un mese, si cerca tra le macerie qualche vita da salvare. Gli stessi sopravvissuti continuano a scavare tra le rovine sperando di trovare qualcosa che sia commestibile e che riesca a garantire la sopravvivenza.
Anche la FAO (Food and Agricolture Organization), un’agenzia dell’O.N.U. istituita nel 1945 e che si occupa di Alimentazione ed Agricoltura a favore di chi ne necessita, si è mossa in tal senso. Costola di questa organizzazione è il WFP (World Food Programme), anch’esso nato per sostenere e sfamare, grazie a delle donazioni, le vittime di queste catastrofi.
Sede della FAO, è la capitale Italiana - Roma, mentre una sede dell’O.N.U. è la “piccola” città di Brindisi, scelta per la sua ottima posizione geografica, che comporta molti vantaggi. Pochi di noi ragazzi, partecipanti alla conferenza, erano al corrente che Brindisi fosse sede di questa importante organizzazione e che la nostra stessa città ospitasse la base logistica UNLB (United Nations Logistic Base).
Proprio da Brindisi sono partiti gran parte degli aiuti umanitari verso Haiti, ma nonostante i numerosi soccorsi, ai quali tutti abbiamo contribuito anche con piccole offerte via sms, lì la maggior parte della popolazione soffre ancora la fame!
Ci sembra doveroso porci un interrogativo: ma i soldi che noi destiniamo, utilizzando questi innovativi e tecnologici sistemi tipo sms, a favore di queste iniziative, riescono a raggiungere realmente i bisognosi? E’ questo un mistero tutto ancora da svelare. (Margherita Pezzuto e Dalila Ancora)



La più grande base umanitaria del mondo a Brindisi

Conferenza per spiegarne le funzionalità


Il 22 febbraio 2010 presso l’Istituto tecnico commerciale G. Marconi si è tenuta una conferenza avente come tema principale l’O.N.U. La conferenza è stata presieduta dal signor Giorgio Esposito, direttore del giornale “Brindisi news” e rappresentante del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale dell’O.N.U.
La sede centrale è a Ginevra, in Svizzera, e a New York. È nata da un accordo tra i Paesi vincitori della seconda Guerra Mondiale (Cina, Inghilterra, USA, Unione Sovietica e Francia) e sostituì la Società delle nazioni, istituita dopo la prima Guerra Mondiale.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite è la più importante organizzazione internazionale ed ha come scopo principale il mantenimento della pace nel Mondo, ma si occupa anche della promozione della cooperazione economica e sociale, il rispetto dei diritti umani e le libertà fondamentali, il disarmo e delle controversie internazionali.
Durante la conferenza ci siamo soffermati molto sul problema della fame nel Mondo di cui si occupa il W.F.P., World Food Programme, che aiuta le persone che non riescono a reperire o produrre cibo.
La sede principale è a Roma ma ha diverse sedi distribuite in tutto il Mondo.
Il WFP si avvale dell’aiuto di varie organizzazioni tra cui la FAO, Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura; l’IFAD, Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo. Dopo l’illustrazione generale dell’argomento, sono rimasta molto colpita dalla proiezione di un breve filmato da cui ho appreso che ogni 12 secondi muoiono due bambini a causa della fame. Questo tipo di organizzazione svolge un ruolo molto importante.
Queste organizzazioni cercano anche di promuovere l’istruzione distribuendo cibo alle mense scolastiche, in questo modo i bambini riescono ogni giorno a mangiare e portano un pò di cibo anche ai familiari; cercano anche di insegnare alle popolazioni a coltivare il loro territorio in modo da essere auto sufficienti e produrre il cibo di cui hanno bisogno, in modo da ridurre la possibilità di eventuali spostamenti di massa, che potrebbe creare contrasti e confusione.
Per quanto riguarda il nostro territorio, Brindisi ospita la Base di pronto intervento umanitario, U.N.H.R.D., e la Base Logistica delle Nazione Unite, UNLB, a sostegno delle operazioni di pace.
La Base operativa di pronto intervento umanitario è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del Mondo entro 24-48 ore, ed è gestita dal WFP.
La Base Logistica è stata scelta per la sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (Porto, aeroporti, autostrade, ferrovie) e i servizi disponibili a livello di telecomunicazione. È la prima base mondiale permanente. I compiti principali sono quelle di ricercare, immagazzinare, ispezionare e ridistribuire le materie di prima necessità, gestire il centro satellitare di telecomunicazioni. Nel 2000 la sede si è trasferito da Pisa a Brindisi.
A mio avviso tutto questo rende onore all’Italia ed in particolare alla nostra città attribuendole un ruolo di particolare importanza e responsabilità. (Muscogiuri Valeria)


 

 

I.T.C.S. "Marconi" : appuntamento con la riforma

Il binomio scuola-lavoro, tematica centrale della conferenza


Mercoledì 3 marzo ha avuto luogo presso l’aula magna dell’ I.T.C.S. “G. Marconi” la conferenza inerente la Riforma della Scuola Secondaria Superiore, alla presenza del corpo docenti. Grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Dr.ssa Rossana Maci, è intervenuta, in apertura, l'Assessore provinciale alla Cultura Paola Baldassarre, la quale, ha introdotto la conferenza sottolineando l’importanza della scuola pubblica che ha il compito di preparare i cittadini di domani al mondo del lavoro. In seguito ha preso la parola il prof. Silvano Marseglia (segretario dell’Associazione Europea degli Insegnanti) che ha ampiamente illustrato, attraverso statistiche e grafici, il panorama delle offerte lavorative, rispetto alle richieste, che necessita sempre più di persone qualificate che sappiano, quindi, svolgere il proprio lavoro. Purtroppo ultimamente si è riscontrato un calo delle iscrizioni per gli istituti tecnici e professionali a favore dei licei, ma bisogna incentivare i mestieri che richiedono una competenza tecnica in quanto fondamentali per l’andamento del mercato e dell’economia del Paese. Bisogna valorizzare il merito e la competenza dei giovani senza guardare alla Scuola come un’istituzione in decadenza, ma come la base per costruire il futuro. (Sara Libardo)

clicca per gli approfondimenti sulla riforma


 

 

Corso antiaggressione femminile all'Istituto Marconi di Brindisi

Le ragazze del Commerciale di Brindisi imparano anche .......a difendersi


Finalmente anche a Brindisi, nell'ambito delle offerte formative presentate dalle scuole, una proposta che pone l'istituto commerciale Marconi, all'avanguardia nelle metodiche che toccano la sfera giovanile.

Oggigiorno si ha notizia sempre più frequentemente di fenomeni di violenza e di abusi sui minori che avvengono ormai anche in pieno centro abitato e a qualsiasi ora del giorno.
Per cercare di fronteggiare almeno in parte tale problema, la Dirigente Scolastica del Commerciale "G. Marconi" di Brindisi dott.ssa Rosanna Maci, ha pensato di organizzare un corso di antiaggressione femminile, rivolto alle alunne dell'Istituto, coordinate dal prof. F. Travaglini e dalla prof.ssa D. Montanaro.
Il corso, che si articola in una serie di 20 incontri pomeridiani, si pone come obiettivo primario quello di preparare le ragazze sotto il piano tecnico e fisico, ma soprattutto psicologico, ad affrontare possibili situazioni di pericolo e a difendersi da malintenzionati.
Gli incontri, inutile dirlo, stanno riscuotendo notevole successo presso le future ragioniere.




Approfondimento:

Al 2006, l'ISTAT ha eseguito un'indagine per via telefonica su tutto il territorio nazionale, raccogliendo i seguenti risultati:

Le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiarano di esser state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 mila, cioè il 31,9% della popolazione femminile; considerando il solo stupro, la percentuale è del 4,8% (oltre un milione di donne).
Il 14,3% delle donne è stata oggetto di violenze da parte del partner: per la precisione, il 12% è stato oggetto di violenza fisica e il 6,1% di violenza sessuale. Del rimanente 24,7% (violenze provenienti da conoscenti o estranei), si hanno 9,8% di violenze fisiche e 20,4% di violenza sessuale. Per quanto riguarda gli stupri, il 2,4% delle donne afferma di essere stata violentata dal partner e il 2,9% da altre persone[33].
Il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge non viene denunciata; la percentuale sale al 96% se l'autore non è il partner. La quasi totalità degli stupri (91,6%) secondo l'ISTAT non è segnalata alle autorità.





 

Parlando di scuola …


La scuola di oggi è cambiata! E’ facile cogliere questo cambiamento in virtù dei molteplici aspetti che la riguardano. Il dilemma che coinvolge tutti, soprattutto studenti e istituzioni, è capire se questo cambiamento sia avvenuto in meglio o in peggio. Come mai i nostri genitori ci dicono che ai loro tempi il diploma “valeva di più” rispetto a quello che si consegue oggi?Non è forse lo stesso attestato? Una delle risposte più plausibili è che ci sia stata una sorta di “inflazione culturale”, ovvero una diffusione eccessiva dei titoli di studio, che ha determinato oggi una svalutazione degli stessi. Osservando la realtà infatti ci rendiamo conto che a questa diffusione eccessiva non corrisponde un aumento dell’istruzione rispetto al passato; inoltre c’è stato anche un cambio totale del metodo di insegnamento da parte dei docenti e un approccio diverso allo studio da parte degli studenti: in passato i professori riuscivano ad imporre rigore e disciplina attraverso un atteggiamento autoritario spesso accompagnato da punizioni corporali. Nonostante le lezioni fossero molto più “pesanti”, gli alunni erano consapevoli del fatto che poterle frequentare era un privilegio e pertanto erano molto più interessati e motivati. Ora invece, forse anche a causa dell’obbligo scolastico elevato fino a sedici anni, i ragazzi considerano la scuola un fatto scontato, si sentono quasi “forzati”a frequentarla e non apprezzano la possibilità che viene data loro di crescere a livello culturale e sociale. Tuttavia non è solo l’obbligo scolastico a dare questa sensazione all’alunno:spesso sono anche i genitori che, in buona fede, esercitando pressioni o assumendo atteggiamenti sbagliati, fanno sì che i ragazzi vedano la scuola come una “nemica” e considerano il modello scolastico inadeguato alle loro aspirazioni e aspettative. In realtà la scuola è fondamentale, non solo ai fini lavorativi, in quanto è sicuramente “palestra di vita”: ci fornisce gli elementi per poterci confrontare con gli altri e ci permette di non essere strumentalizzati da ideologie e forme di pensiero che non ci appartengono. La scuola comprende un insieme di valori che aiutano a crescere al meglio. E’ questo che i genitori dovrebbero cercare di trasmettere ai propri figli attraverso una reale collaborazione con le istituzioni scolastiche. Ma i problemi principali sono più a monte e sono riconducibili al Ministero e agli Organi preposti all’amministrazione scolastica. Criticare apertamente la scuola può essere facile, ma essere propositivi e cercare di cambiarla non è altrettanto facile! A mio avviso, al fine di realizzare un vero miglioramento nella scuola, si dovrebbe cercare di dare risposte più concrete ai problemi che la affliggono oggi, capire quali sono gli aspetti del passato che vanno presi come esempio e non finalizzare il dibattito sulla criticità della scuola italiana soffermandosi solo su problemi di natura economica, che attualmente sembrano suscitare più interesse.
(Paolo Lavino VB)





Riflessioni sulla attuale organizzazione scolastica


L’attuale istituzione-scuola è senza ombra di dubbio diversa da come era in passato, sta di fatto che essa evolve con l’evolvere della società. A volte va ricordato il clamore degli studenti del Sessantotto i quali scendevano nelle piazze riuniti in cortei per rivendicare i propri diritti negati da un sistema rigido e poco democratico. In mancanza di spazi si servivano della scuola come luogo fisico per dare voce alle diverse idee politiche che circolavano. Attualmente la scuola continua ad essere al centro di polemiche e critiche. Quotidianamente i mass-media ci tengono al corrente degli episodi poco piacevoli che si verificano nelle scuole, basti pensare alla piaga sociale del bullismo. Tante sono le testimonianze di vittime che lasciano la scuola o nei migliori dei modi la cambiano per sfuggire ad un coetaneo o non coetaneo che su di lui esercita violenza fisica o psicologica o entrambe. D’altra parte coesiste anche l’inveire contro il professore ristretto di voti o che non si dimostra disponibile nei confronti delle esigenze, anche più futili, degli alunni. Ormai è stata eliminata la figura del professore autoritario ma è sempre più difficile trovare professori autorevoli capaci di gestire le dinamiche interne della classe che vanno al di là dello studio vero e proprio. La risposta delle famiglie di fronte a questi atteggiamenti è quella di coprire o difendere il proprio figlio trovando giustificazioni ad ogni mancanza o disimpegno. Ma noi da che parte stiamo? Quanto conviene continuare con questi atteggiamenti poco responsabili? Noi rappresentiamo il futuro della società e l’impegno individuale di oggi nella scuola e nella famiglia contribuirà a farci diventare gli uomini di domani forse più sicuri e più istruiti. O no?
(Chiara D'Arpa V A)