Questo tentativo è il nucleo principale
che ha dato forma e nutrimento alla narrazione
e alle immagini del cortometraggio “Area
Protetta”, film premiato dalla giuria
del MitreoFilmFestival (MFF) nell’incantevole
scenario del teatro Garibaldi di Santa Maria
Capua Vetere, lo scorso sabato 3 dicembre, a
seguito della giornata Unicef dedicata ai corti
ideati dalle scuole e al dibattito “A
viva voce”, presieduto da Margherita
Dini Ciacci (Presidente Comitato Regionale
Unicef), Emilia Narciso (Presidente
Comitato Provinciale Unicef di Caserta), Mariagrazia
Guarino (Delegata Provveditorato agli
studi di Caserta) e Massimiliano Pellino
(Comando Carabinieri della Provincia di Caserta)
e moderato dalla giornalista Lidia Luberto.
Da anni, la scuola “Pacuvio-Don
Bosco” è impegnata ad
indagare il disagio di un territorio che tra
mille difficoltà cerca forme di riscatto
e di crescita. Da questo tentativo scaturiscono
diverse iniziative di educazione alla legalità
che la scuola persegue tenacemente e caparbiamente
attraverso una pluralità di forme e di
linguaggi che obbligano la scuola ad uscire
dallo spazio dell’aula e a guardare oltre.
Si tratta di un approccio educativo fortemente
sostenuto dalla dirigente Rosanna Puglia, da
sempre sensibile alle iniziative di crescita
educativa e culturale del territorio e sempre
più preoccupata di quell’orizzonte
ristretto che si affaccia sugli sguardi dei
ragazzi e dei bambini di oggi.
Il cortometraggio “Area Protetta”,
scritto, girato e montato dagli alunni sotto
la guida della giovane sceneggiatrice e regista
Lucilla Mininno, è uno dei tanti percorsi
attraverso i quali si snoda la proposta di educazione
alla legalità della scuola. Il film è
il prodotto finale di due progetti del Piano
Operativo Nazionale che hanno fatto interagire
la riflessione sui temi della legalità
e della cittadinanza attiva e responsabile con
il lavoro del “fare cinema” nell’ambito
di un laboratorio audiovisivo e di scrittura
creativa per il cinema. La dott.ssa Anna
Maria Casaburi ha condotto insieme
a Lucilla Mininno i due progetti.
Le professoresse Mina Rubino
e Antonietta De Bitonti hanno
curato l’organizzazione e la realizzazione
del lavoro.
Gli alunni hanno voluto mettere in scena la
difficoltà di realizzare un sogno e la
facilità con cui ci si abbandona al disimpegno,
alla vita miope, gregaria, facile, che non esige
nessun sacrificio e rimuove la paura dell’isolamento
e della diversità. Il protagonista
del film è Daniele, un ragazzo
che ha un grande sogno e la speranza di realizzarlo,
anche a costo di sacrifici. Alle sue spalle
c’è una famiglia stretta dalla
morsa della precarietà lavorativa e della
depressione economica alla quale rimane l’unico
conforto del “sorriso dei propri figli”.
Intorno a Daniele degli amici allegri, pieni
di vita e altri che hanno perso il gusto del
gioco e tentano impacciati di scimmiottare un
universo adulto fatto di violenza e menefreghismo.
Location eccezionale del film la riserva di
Torre Guaceto, luogo emblematico della “protezione”
che gli adulti devono prestare verso i piccoli
e i giovani, sostenendo con coraggio e con fiducia
i loro sogni e il loro futuro. La presentazione
del film al MFF, nella sezione che l’Unicef
dedica ai cortometraggi scolastici, è
stata una conclusione naturale del percorso.
Il progetto culturale del MFF aderisce perfettamente
alle prerogative dell’educazione moderna
e si configura come uno spazio aperto, libero,
creativo nel quale “esplorare e far emergere
le periferie del mondo, moltiplicando i personaggi,
le storie, le immagini, i linguaggi contaminati,
i luoghi fisici e metafisici del disagio e della
vita ai margini”. Festival di cortometraggi
e lungometraggi la realtà del MFF si
è rivelata negli anni come una delle
più interessanti per i corti italiani,
punto di riferimento nel panorama cinematografico
e audiovisivo italiano. Tuttavia, il MFF non
è solo un festival cinematografico: è
un associazione culturale impegnata nella diffusione
e sensibilizzazione delle tematiche relative
alla legalità e all’educazione
civica dei cittadini, nella formazione e la
valorizzazione dei giovani nei mestieri del
cinema e nei vari campi artistici, nella convivenza
fra diverse culture.
Il premio è stato ricevuto dalla regista
Lucilla Mininno che farà presto
arrivare a Brindisi la targa e un pacco di libri
per i ragazzi. La motivazione della giuria al
film dei ragazzi della Pacuvio recita testualmente:
“Per aver toccato
in pochi minuti temi delicati come: la disoccupazione,
la violenza, il lavoro minorile, e aver dimostrato
come il valore dell’amicizia possa aiutare
a vincere tutte le peggiori difficoltà”.
Come
era prevedibile, tra il pubblico in sala una
grande curiosità è nata rispetto
alla figura di “Luigi Marlyn”, un
pesciolino rosso vittima lui stesso del disagio
del mondo, che assiste inerme e muto, come solo
i pesci sanno fare, agli eventi narrati nel
film. La sua “misteriosa” presenza
ha dato vita a domande e ipotesi e in generale,
con la sua forza simbolica, ha aiutato la riflessione
sul senso del film. Un'immagine forte e chiara,
come il cinema richiede ed esige, che lascia
allo spettatore la possibilità di sognare,
di evocare, di andare oltre la retorica, il
finito e il detto e di cercare così il
proprio senso delle cose.

Gli
alunni che hanno partecipato ai progetti e ai
quali è dedicato il premio: Amatori
Roberto, Angelotti Davide, Borsetti Claudia,
Calà Ilaria, Caragnulo Sara, Ciullo Mattia,
Colaianni Noemi, Colucci Melania, Corsa Daniele,
Dalloni Alba, De Vito Asia, Falconieri Ilaria,
Grasselli Noemi, Hu Federica, La Spada Andrea,
Lonoce Ruben, Mariutti Francesca, Martucci Marco,
Montanaro Alessia, Muolo Paolo, Ostuni Omar,
Panareo Mauro, Robassa Gabriele, Semeraro Roberto,
Spedicato Matteo, Spluga Chiara, Vitali Sara.
Un
ringraziamento particolare a Rossella
De Donno, DSGA della scuola
che ha recitato il ruolo della mamma del protagonista
e a Francesca Santoro
che ha curato la traduzione in inglese dei sottotitoli.
Sito web: http://www.mitreofilmfestival.it/web