Didattica









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Maturità 2011: le materie della seconda prova

Il ministro Gelmini in videoconferenza

 

Maturità e materie della seconda prova: il Ministero svela il mistero e lo comunica via internet. Con un videomessaggio sul proprio canale ufficiale di Youtube il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini ha annunciato le materie d'esame per la seconda prova della Maturità 2011, e i ragazzi già tremano: al liceo Classico ci sarà il latino, per il liceo Scientifico la prova di matematica, lingua straniera al liceo Linguistico, pedagogia al liceo Pedagogico (nuovo liceo delle Scienze Umane), per il Liceo artistico gli studenti saranno invece impegnati nel compito in disegno geometrico, prospettiva e architettura; per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali, le materie scelte saranno: per l’istituto tecnico- commerciale, economia aziendale; per l’istituto tecnico per geometri, costruzioni; per l’istituto tecnico per il turismo, tecnica turistica;


per gli istituti professionali per i servizi alberghieri e della ristorazione, alimenti e alimentazione; per gli istituti professionali per i servizi sociali, tecnica amministrativa; per gli istituti professionali tecnici industriali, macchine a fluido. La maturità 2011 comincerà il 22 giugno, mentre la seconda prova verrà effettuata il giorno successivo 23 giugno. Ricordiamo che per il settore artistico la prova si svolge nell’arco di tre giorni, in quanto ha carattere progettuale ed elaboratoriale, mentre per gli istituti tecnici la prova potrà essere svolta in forma scritta, grafica, scritto-grafica o scritto-pratica. Evidente è l’impegno da parte del ministero di rendere sempre più temibile l’esame di Stato per i ragazzi che si vedranno impegnati maggiormente proprio nelle materie professionalizzanti. Se da una parte, infatti, questo provvedimento rende imparziale e obiettivo l’esito dell’esame stesso, dall’altra parte mette in grossa difficoltà i maturandi che, potrebbero esserne penalizzati. (Sara Libardo - Brindisi 31 gennaio 2011 - ore 21.00)

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Verso il nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi

L’Amministrazione Comunale di Brindisi, la Presidenza del Consiglio, l’Assessorato alle Politiche Sociali, l’Assessorato alle Politiche Educative e di Istruzione Pubblica e la Cooperativa Sociale Amani sono oramai giunti ad uno dei momenti più importanti in vista della costituzione del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Dal 29 novembre al 4 dicembre, all’interno di tutte le Scuole primarie e secondarie di 1° grado di Brindisi, si svolgeranno le Elezioni Primarie per individuare gli otto alunni di ciascuna Scuola che costituiranno i Consigli Scolastici e che saranno i candidati al nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi della città.
Il progetto, che sta riscontrato un alto grado di interesse, molto entusiasmo e tanta voglia di riuscire a realizzare un sogno comune, sta coinvolgendo i bambini delle IV e V classi dei 9 Circoli Didattici e tutti i ragazzi delle 5 Scuole Secondarie di 1° grado della città: 29 plessi, 206 classi; circa 5.000 tra bambini e ragazzi.
La costituzione dei singoli Consigli Scolastici offrirà ad ogni scuola la possibilità “provare in piccolo” la gestione di un Consiglio formato ciascuno da otto ragazzi (in rappresentanza degli alunni della propria scuola) impegnati in diversi ambiti: socialità e solidarietà, sport e tempo libero, legalità e sicurezza, scuola ed educazione, ambiente e salute, cultura e comunicazione. Tanti piccoli laboratori dove sperimentare percorsi di cittadinanza attiva, di democrazia, di ascolto e di confronto, di progettazione e di realizzazione di piccoli progetti.
Gli otto bambini e ragazzi democraticamente eletti in ciascuna Scuola nei prossimi giorni, saranno i candidati che nel mese di gennaio si costituiranno in liste per l’elezione del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Brindisi fissata per l’11 febbraio 2011.
A partire da lunedì 29 novembre, dunque, con la collaborazione di alunni, insegnanti e genitori, in orario scolastico (8.30-11.15 votazioni - 11.15-13.00 spoglio) si voterà in tutti i Plessi delle prime due Scuole: nel I e nell’VIII Circolo Didattico. A seguire, con gli stessi orari: martedì 30 si voterà nel IV e nel VII Circolo e alla Scuola Salvemini-Virgilio; mercoledì 1 dicembre si voterà al IX Circolo, alla Scuola Kennedy-Mameli ed alla Marzabotto-G. Cesare; giovedì 2 si voterà nel III Circolo ed alla Scuola Pacuvio-Don Bosco; venerdì 3 si voterà nel II, V e VI Circolo; si chiude sabato 4 con le votazioni presso la Scuola D. Alighieri-L. Da Vinci.
Per incoraggiare i piccoli elettori, ogni giorno, nei diversi seggi saranno presenti Amministratori Comunali cittadini: nel giorno di apertura, al I Circolo Didattico “Perasso” sarà presente l’Assessore alle Politiche Sociali, Avv. Gabriella Dell’Aquila, e il Presidente del Consiglio Comunale, Dr. Giampiero Pennetta.
La sfida è aperta: vincano i più votati!!! … con la speranza che la costituzione di un Consiglio di bambini e ragazzi della città di Brindisi, in collaborazione con gli adulti, possa finalmente “far sentire” la voce dei più piccoli!!!

 

 

Università... che confusione!!!

I test d’ammissione e il mondo universitario

Articolo di Silvia Miceli.....






Speciale - Il diploma… e poi ?

Quali facoltà, di quali università, di quali città...

Servizi esclusivi di Graziana Ingrosso e Federica Pignataro.....





 

Cambia la scuola italiana con la nuova riforma di Mariastella Gelmini

Tante novità alla vigilia del nuovo anno scolastico

 

 

Settembre è arrivato…: gli ombrelloni li abbiamo tutti chiusi ed i costumi riposti nell’armadio! Ora è tempo di spese per il corredo scolastico, per i libri e per quant’altro serve per iniziare il nuovo anno scolastico oramai alle porte. Insomma, come si suol dire “Studenti, tutti ai blocchi di partenza!...” E questo, chiaramente, anche a Brindisi, dove le varie scuole hanno già stabilito il loro calendario. Ad esempio, la scuola elementare di Bozzano aprirà i battenti giorno 16, insieme alla scuola media “Giulio Cesare- Marzabotto”, i licei scientifici “Fermi” e “Monticelli”, riapriranno giorno 14, l’Istituto tecnico “Majorana” il 15, l’alberghiero “Sandro Pertini” il 20, e così via…

E tante sono le novità con cui prende il via questo nuovo anno scolastico; prima fra tutte il tetto massimo di assenze consentite: non si potranno fare più di cinquanta assenze, oltre le quali, dunque, si viene bocciati! Questo è per impedire allo studente la frammentazione nello studio. Vengono poi, incrementati gli orari di fisica, matematica, scienze; viene posta maggiore attenzione allo studio e all’insegnamento dell’Italiano, con una rivalutazione del periodo storico del 900, in passato spesso trascurato e che invece, verrà rivalutato tanto in storia, quanto in filosofia, quanto in Italiano.

Nascono poi due nuovi licei: il liceo musicale e coreutico e il liceo delle Scienze umane. Quindi i licei, da quattro diventeranno sei: il liceo classico, il liceo scientifico, il liceo linguistico, il liceo artistico, il liceo musicale e il liceo delle scienze umane. Ognuno avrà la durata di cinque anni: un biennio ed un triennio. I vecchi licei verranno aggiornati e rimodernati nel programma, eliminando le sperimentazioni che la Gelmini ha definito “inutili”. Insomma il Ministro della Pubblica Istruzione con queste ed altre innovazioni, vuole dare una svolta alla scuola,sottoporla ad un processo di “svecchiamento” che la vede ancora ancorata alla Riforma Gentile del 1923…Speriamo solo che il tutto piaccia agli studenti che sono i veri protagonisti del la Scuola Italiana.
(Federica Pignataro)

 




 

Europa in festa - Festa dell'Europa


In occasione del progetto europeo LLP - Comenius tenutosi nella scuola media "Pacuvio-Don Bosco", a partire da lunedi 17 Maggio, la preside Rosanna Puglia ci fornisce con un'intervista la carta d'identità dell'iniziativa.


Innanzitutto, cos'è l' LLP-Comenius?

Il progetto LLP-Comenius (Lifelong Learning Programme) coinvolge Italia, Francia, Germania, Polonia e Finlandia ed ha lo scopo di formare cittadini europei. Nell'arco di due anni, le scuole di questi cinque paesi si sono impegnate a scambiarsi attività di studio, visite di lavoro e di piacere con lo scopo di imparare le rispettive usanze, i rispettivi costumi, lingua e metodo di lavoro.
questa loro "visita" quindi non è altro che una parte di un progetto più lungo e complesso, è quindi questo un incontro di lavoro per progettare le imminenti attività e prossimi viaggi.

In che modo questo progetto ha coinvolto i ragazzi della scuola "Pacuvio"?

Come prima cosa, questi ragazzi hanno accolto i nostri ospiti europei lunedi 17 con una manifestazione d'accoglienza nel laboratorio artistico multimediale appena rinnovato con l'aiuto dei fondi FESR: canzoni tipiche del folklore nostrano, gli inni delle varie nazioni e brani presentati dai docenti di strumento della scuola stessa, per poi il pomeriggio festeggiare nella sede di Tuturano con un incontro curato dai genitori dei ragazzi della frazione che ringrazio moltissimo.
per quanto riguarda l'itinerario del programma di "Europa in festa", manifestazione organizzata dalla scuola pacuvio-don Bosco, che avrà culmine il 20\05 con performance di ogni genere, c'è stata la collaborazione delle scuola : artistico "E.Simone" e del terzo e del nono circolo didattico che hanno portato esibizioni musicali e non.
Ancora, la nostra scuola ha offerto il frutto del lavoro dei vari PON.

Cosa aspetta questi ragazzi lungo la loro permanenza?

Come primo giorno, i ragazzi ospitati parteciperanno a tre diversi laboratori: il laboratorio sportivo, di pizzica e di carta pesta.
esploreranno le ricchezze del nostro territorio come Torre Guaceto, i Laghi Alimini e Otranto.
infine, anche loro potranno essere parte dello spettacolo: l'orchestra finale sarà infatti formata da "musicisti" stranieri.

Infine, Preside, cosa si aspetta per i suoi alunni alla fine di questa esperienza?

Spero che i miei alunni possano davvero comprendere il significato dell'esperienza: non essere solo cittadini brindisini, italiani, ma anche mi auguro che possano nutrire uno spirito europeo, sentendo concittadini i loro amici stranieri che in questi giorni hanno vissuto nelle loro case.

Ecco dunque il progetto che si concluderà il prossimo 20 maggio e che ha visto coinvolta la scuola media "Marco Pacuvio-Don Bosco" come tante altre realtà italiane ed europee che ha come fine l'intenzione di educare ogni ragazzo al saper vivere civile non solo nella propria nazione, ma anche in quella dei propri amici stranieri. (Chiara Leone)





Finale nazionale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici

 

 

Sabato 15 maggio, si è tenuta a Milano, presso l’Università Bocconi, la finale nazionale dei “Campionati Internazionali di Giochi matematici”, la ventiquattresima edizione del mondo e la diciassettesima organizzata in Italia. La prima edizione nel nostro paese, risale, infatti, al 1994 con poco più di 400 concorrenti quasi tutti dell’area milanese. Il numero dei partecipanti è cresciuto nel corso degli anni, fino ad arrivare, nel 2010 a più di 40.000 concorrenti provenienti da un centinaio di sedi italiane. In generale i ragazzi (ed ex ragazzi, cat. GP) che quest’anno hanno giocato con la matematica, hanno superato i 150.000: fino a questo momento una partecipazione da record!

In questa occasione è stata selezionata la squadra (costituita dai primi 3 classificati delle cat. L1 (seconda, terza e quarta superiore), L2 (maturandi e primo biennio universitario), GP (universitari dal terzo anno in poi e adulti) e dai primi 5 delle cat. C1 (prima e seconda media), C2 (terza media e prima superiore ) che rappresenterà l’Italia alla finale internazionale che si terrà a Parigi a fine agosto.

Per l’esistenza di questa iniziativa, dobbiamo ringraziare il P.RI.EST.EM, Centro di ricerca dell’Università “Bocconi”, orientato verso la Storia della Matematica, l’informazione e la cultura matematica e la divulgazione delle sue acquisizioni. L’acronimo P.RI.ST.EM. indica il “Progetto Ricerche Storiche e Metodologiche”.

 

Breve cronaca della giornata

Ore 14.00, orario fissato per l’incontro nelle aule assegnate a ciascun partecipante . Dopo l’appello, i professori presenti in qualità di “sorveglianti”, spiegano le varie modalità di gioco ed i criteri che determineranno la graduatoria finale.
Ore 15.00, inizio dello svolgimento dei “giochi”. Un silenzio tombale avvolge le aule: è severamente vietato parlare e chiedere spiegazioni, pena l’annullamento della prova!
La durata delle prove varia a seconda delle categorie.
Scaduto il tempo i partecipanti sono chiamati a riunirsi in una grande sala dove incontrano un docente che illustra le soluzioni dei quesiti . Le classifiche complete di tutti i concorrenti delle varie categorie saranno pubblicate , nei giorni successivi, sul sito ufficiale della Bocconi.

Chiude l’incontro l’illustre enigmista italiano Ennio Peres, autore di rebus e parole crociate che ama definirsi con il termine“giocologo”.

A ciascun partecipante viene consegnato un attestato di partecipazione e una t-shirt.

…ma il ricordo più bello è quello che rimarrà impresso in ogni concorrente che, arrivato da ogni parte d’Italia, ha condiviso con tutti gli altri l’emozione di una giornata di “sano” divertimento. (Federica Moro)

 






Scuola: Cassazione, i bimbi della materna mai da soli in bagno

I bambini della scuola materna non devono mai andare soli in bagno. In caso di incidente, dice la Cassazione, la maestra e' responsabile per 'culpa in vigilando' dal momento che per lei non c'e' solo "l'obbligo di istruire ed educare" gli alunni ma anche di "proteggerli".

In questo modo la terza sezione civile ha confermato la condanna del ministero della Pubblica istruzione a risarcire i danni ai genitori di una bambina di 3 anni che, in una scuola materna di Lecce, si era infortunata mentre era in bagno. La piccola, ricostruisce la sentenza 9906, dopo essere stata accompagnata dall'insegnante era stata lasciata sola visto che in classe erano rimasti altri 26 bambini.

Circostanza irrilevante per piazza Cavour che sottolinea come la docente "avvalendosi eventualmente dell'ausilio e dell'intervento del personale non docente", avrebbe comunque dovuto interessarsi della bambina. Gia' la Corte d'Appello di Lecce, nel luglio 2005, aveva dichiarato la responsabilita' della maestra Maria M., condannando il ministero a risarcire i genitori della minorenne.



 

 

I.T.C.S. "Marconi" : appuntamento con la riforma

Il binomio scuola-lavoro, tematica centrale della conferenza


Mercoledì 3 marzo ha avuto luogo presso l’aula magna dell’ I.T.C.S. “G. Marconi” la conferenza inerente la Riforma della Scuola Secondaria Superiore, alla presenza del corpo docenti. Grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Dr.ssa Rossana Maci, è intervenuta, in apertura, l'Assessore provinciale alla Cultura Paola Baldassarre, la quale, ha introdotto la conferenza sottolineando l’importanza della scuola pubblica che ha il compito di preparare i cittadini di domani al mondo del lavoro. In seguito ha preso la parola il prof. Silvano Marseglia (segretario dell’Associazione Europea degli Insegnanti) che ha ampiamente illustrato, attraverso statistiche e grafici, il panorama delle offerte lavorative, rispetto alle richieste, che necessita sempre più di persone qualificate che sappiano, quindi, svolgere il proprio lavoro. Purtroppo ultimamente si è riscontrato un calo delle iscrizioni per gli istituti tecnici e professionali a favore dei licei, ma bisogna incentivare i mestieri che richiedono una competenza tecnica in quanto fondamentali per l’andamento del mercato e dell’economia del Paese. Bisogna valorizzare il merito e la competenza dei giovani senza guardare alla Scuola come un’istituzione in decadenza, ma come la base per costruire il futuro. (Sara Libardo)

clicca per gli approfondimenti sulla riforma


 

 

Marina Caforio: un connubio di passione ed energia

 

Marina Caforio 17 anni. Frequenta solo il 4° anno al liceo socio psico-pedagogico, ma svolge già un importante ruolo nell’u.d.s. (unione degli studenti) e nella consulta nazionale.
Durante l’intervista si mostra disponibile nello spiegarmi le basi dell’istituzioni di cui fa parte e a raccontarmi le varie tappe della sua “carriera”.
"Sono entrata nell’uds, come “attivista” – racconta- distribuivo volantini, e davo una mano nelle manifestazioni. Ho capito l’importanza del nostro ruolo solo dopo il primo campeggio estivo. Ho fatto lì il mio primo discorso, e da quel momento ho cominciato ad occuparmi di compiti più impegnativi. Fino ad arrivare dove sono ora."
In effetti in così poco tempo, grazie alla sua passione e al suo impegno, è diventata presidente della consulta e vice coordinatrice (o resporg) nell’uds.
In ambedue le istituzioni svolge ruoli di primaria importanza, come l’organizzazione della plenaria, o la stesura del piano finanziario, che le portano via tempo e fatica.
"Sicuramente è diminuito il mio tempo libero, a volte mi trovo a studiare anche di notte, ma riesco ancora a concedermi l’uscita con gli amici di sabato sera.
"
 
Si, perché nonostante tutti i suoi impegni, Marina riesce ancora ad avere un ottima media a scuola, ed essere, da ormai due anni, rappresentante d’istituto.

Grazie anche alla sua attiva partecipazione, la Puglia oggi è diventata un modello di esempio per le altre scuole, grazie a diverse leggi regionali, che non venivano riviste dagli ormai lontani anni ’80, come il diritto al comodato d’uso sui libri, o alcune agevolazioni per gli studenti pendolari. Altro importante obiettivo, sarà quello di cercare i fondi per alcune nuove borse di studio.
La lotta per i diritti degli studenti, probabilmente continuerà ancora per molto, ma sapere di avere ragazzi come Marina, a mediare per noi, è una delle maggiori consolazioni che si possano avere.

Il calendario di quest’anno, organizzato dall’unione degli studenti, prevede queste tappe:

Febbraio: convegno sull’omosessualità, comprendente dibattiti sul piano sociologico e antropologico.

Marzo: assemblee nelle scuole con dibattito sul mese antimafia.
Organizzazione di un viaggio a Milano, data prevista 21 Marzo, per partecipare alla manifestazione nazionale.

Aprile: galleria fotografica in piazza Vittoria. Tema: 25 aprile.

Maggio: Bums, concerto per i gruppi brindisini emergenti. Iscrizioni ad Aprile.

 

Approfondimenti: Consulta nazionale e Unione degli studenti

Consulta Nazionale: organo istituzionale riconosciuto dal ministro della pubblica istruzione. Si incontra ogni mese, nella cosiddetta plenaria sopra citata, e si occupa sia delle iniziative scolastiche, comprendente diritti e leggi a essi collegati, degli studenti, ma anche di argomenti riguardanti lo sviluppo sociale dei ragazzi.

Unione degli studenti (uds) : organizzazione studentesca d’ispirazione sindacale che promuove la difesa dei diritti degli studenti e il protagonismo degli stessi, fuori e dentro la scuola. Azione che avviene tramite la rappresentanza negli organi collegiali e istituzionali e attraverso la partecipazione attiva dei singoli studenti. (Giulia Zanzariello)





 

Brindisi, scuola, tennis: un trinomio diventato realtà
Proprio nella nostra città le Finali Nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi di Tennis


“Grazie, Flavia: sei l’orgoglio di Brindisi nel mondo”: questa la frase sul grande poster di Flavia Pennetta all’entrata del Circolo Tennis della nostra città. E la tennista italiana più valida nella storia del tennis ci ha reso orgogliosi davvero, conquistando faticosamente, quest’estate, il nono posto nella classifica mondiale. Ma noi suoi concittadini dobbiamo esserle grati per un motivo in più: è infatti per il suo talento, per la sua fama e per la sua straordinaria abilità, che la scelta della sede della fase finale nazionale dei Giochi Sportivi Studenteschi di Tennis è ricaduta proprio su Brindisi, sua città natale. Un avvenimento straordinario, che ha richiesto la collaborazione di centinaia di persone, ma che è diventato realtà proprio in questi giorni. Stamattina, decine e decine di studenti, provenienti da ogni regione d’Italia, hanno sfilato attorno a uno dei campi del Circolo Tennis e cantato l’Inno Nazionale, in una breve ma festosa cerimonia d’apertura. Brevemente ha anche parlato il sindaco, Domenico Mennitti, il quale, emozionato, non ha potuto fare a meno di citare nel suo discorso la cittadina che ha reso onore a Brindisi in tutto il mondo. Purtroppo assente, invece, tra gli ospiti d’onore, il nostro Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, la quale però, in una lettera, letta dal suo rappresentante Francesco Capobianco, direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha ribadito l’importanza dello sport nella formazione di ciascun ragazzo. E’ risaputo infatti che lo sport insegna a sfidare se stessi, a raggiungere con tenacia i propri obiettivi, a gioire delle vittorie così come ad accettare le sconfitte. E benché il tennis sia uno sport individuale, gli atleti che in questi giorni si sfideranno dovranno essere abili anche nel gioco di squadra: infatti, sarà premiata anche la regione che otterrà i migliori risultati. Non ci resta che aspettare l’esito delle partite che si svolgeranno dal primo pomeriggio di oggi fino a sabato, nella speranza che la squadra della Puglia si dimostri brillante. Forse ancora una volta un brindisino potrebbe portare in alto il nome della nostra città: sono infatti due i ragazzi in gara, allievi entrambi del Liceo Classico “Benedetto Marzolla”, pronti a destreggiarsi con la racchetta. E, si spera, a renderci orgogliosi ancora.
(Francesca Tammone)




RISULTATI FINALI

CLASSIFICA A SQUADRE MASCHILE


1. FRIULI V.G. - L.S. OBERDAN TRIESTE – DI LENARDA, ZACCHIGNA, GUERTCHE
2. LAZIO – L.S. TALETE ROMA – BERGAMO, SACCHI, CASAMASSIMA
3. PUGLIA – L.S. DA VINCI BISCEGLIE – MONTERISI, LOGOCUSO, PAPPALETTERA
4. VENETO – I.I.S DA VINCI ARZIGNANO – ZANIN, FARINON, FANTUZ

CLASSIFICA INDIVIDUALE MASCHILE

1. PUGLIA – MONTICELLI MASSIMILIANO – L.C. MARZOLLA BRINDISI
2. ALTO ADIGE – DE MENECH ALESSANDRO – L. TORRICELLI BOLZANO
3. FRIULI V.G. - DI LENARDA LUCA – L.S. OBERDAN TRIESTE
4. VENETO – ZANIN MARCO – I.I.S. DA VINCI ARZIGNANO

CLASSIFICA A SQUADRE FEMMINILE

1. PUGLIA – L.S. DA VINCI BISCEGLIE – PELLEGRINO RIZZI, MARTUCCI
2. VENETO – L.S. FRACASTORO VERONA – SPINALE, TRUZZI, ZANINI
3. LAZIO – L.C. TURRIZZIANI FROSINONE – ARCHILLETTI, ALTOBELLI, MACERON
4. UMBRIA - - CONOCCHIA, STACCHIOTTI, MANCINI

CLASSIFICA INDIVIDUALE FEMMINILE

1. ALTO ADIGE – MORELLO ERICA – L.S. TORRICELLI BOLZANO
2. MARCHE – BASSI CARLA – I.T.I.S. CORRIDONI CAMPA OSIMO
3. PUGLIA – FAGGIANO FEDERICA – L.C. MARZOLLA BRINDISI
4. LAZIO – ARCHILLETTI ANNA CARLA – L.C. TURRIZZIANI FROSINONE






 

Promesse non mantenute...
“Agevolazioni” inesistenti (o quasi) per gli studenti

 

Nonostante siano passati circa tre anni dalla nascita della Green Card e circa un anno dalla creazione della Carta dello Studente-Io studio, realizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione, queste due agevolazioni per gli studenti delle scuole superiori non sono mai entrate in funzione o quasi. La Green Card infatti, utilizzabile nella sola provincia di Brindisi, dato che il progetto era stato approvato dal Comune, dalla Provincia di Brindisi e dall’Unione degli Studenti locali, è stata riconosciuta valida non da tutti, ma solo da pochissime librerie e cinema del capoluogo. La Carta dello Studente, “creata” dal Ministero della Pubblica Istruzione, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l’Unesco nell’aprile del 2008, avrebbe dovuto dar accesso a diverse agevolazioni e convenzioni quali lo ingresso gratuito a tutti i musei, i siti archeologici e i complessi monumentali in Italia, a tutti i siti patrimonio dell’Umanità e alle Riserve della Biosfera situate sul territorio italiano, l’accesso agevolato alle strutture e ai servizi della rete dei beni artistici e paesaggistici della rete di Italia Nostra, uno sconto dell’8% per la permanenza presso gli agriturismi confiscati alla mafia e gestiti da "Libera ", agevolazioni, sconti sui libri acquistati in librerie e per le proiezioni di film nei cinema. Tuttavia, nonostante la Carta dello Studente sia entrata in vigore quasi da due anni e nonostante le rassicurazioni della redazione di “Io Studio” da noi interpellata, il Progetto non sembra funzionare, e addirittura molti commercianti e titolari di librerie, non sembrano informati dell’iniziativa. Se ci si lamenta tanto dell’ignoranza e della mancanza della crescita culturale delle nuove generazioni, perchè il Ministero della Pubblica Istruzione e la Provincia di Brindisi, ideatori di queste convenzioni, non le concretizzano, tradendo fortemente le aspettative dei giovani? Anche questo ci fa capire perchè le nuove generazioni sono già fortemente deluse dalla politica... (Silvia Miceli)


 

 


Ministero della Istruzione - Ministero della Salute
RACCOMANDAZIONI PER LA GESTIONE DEI CASI DI INFLUENZA PANDEMICA
DA VIRUS A/H1N1 NELLE SCUOLE


NELL’ATTUALE FASE PANDEMICA (FASE 6 – LIVELLO 1)

Il presente documento è stato concordato tra le due Amministrazioni in epigrafe e contiene indicazioni, di ordine sanitario e amministrativo, sui comportamenti che le scuole debbono osservare al verificarsi delle circostanze nello stesso documento evidenziate. Esso non vuole essere esaustivo rispetto alle concrete situazioni che possono verificarsi e che possono presentare caratteristiche tali da richiedere giudizi di adattamento, valutabili caso per caso.
Aggiornamenti e nuove eventuali informazioni verranno prontamente inviate a seguito delle indicazioni del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell’Unità di crisi, in esso istituita.
Si ritiene, tuttavia, di segnalare che la sintomatologia dell’influenza A/H1N1V non si discosta, allo stato attuale, da quella di altre analoghe forme di influenza stagionale.

1. MISURE IGIENICHE E COMPORTAMENTALI DA ADOTTARE A SCUOLA (da parte degli studenti e del personale)

• Igiene delle mani: lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo avere tossito, starnutito e avere soffiato il naso;
• Corretta gestione delle secrezioni respiratorie (“etichetta respiratoria”): coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e si starnutisce,
possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso;
• Pulizia ordinaria, con i normali prodotti comunemente in uso, delle superfici e suppellettili che sono a contatto con le mani (banchi, sedie, lavagne, dispostivi elettronici utilizzati: video-proiettori, computer, ecc.). Effettuare la pulizia subito, nei casi in cui tali superfici si presentino visibilmente sporche;
• Non consumare cibi, bevande già assaggiate da altri, o da confezioni non integre;
• Non mangiare utilizzando le posate di altri;
• Non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso scolastico e/o comune;
• Aerare le aule e gli ambienti regolarmente durante l’intervallo e dopo la fine di tutte le attività scolastiche quotidiane.

2. RESTARE A CASA QUANDO SI È MALATI

Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale*
(*generalmente febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte, vomito e/o diarrea) devono responsabilmente rimanere a casa nel proprio ed altrui interesse, ed è consigliabile contattare il proprio medico o pediatra di famiglia, quando i sintomi persistono o si aggravano.

I VANTAGGI di tale misura sono:
• evitare l’insorgenza di complicanze dell’influenza per la persona che ne è affetta;
• evitare di contagiare altre persone (tra cui persone che appartengono a categorie a rischio di sviluppare gravi sequele);
• limitare e/o circoscrivere il diffondersi dell’evento morboso
La riammissione alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre, salvo diversa indicazione da parte del medico.
Tale periodo, tuttavia, varia a seconda del quadro clinico e della scomparsa della febbre.
Pertanto, si raccomanda di mantenere il flusso informativo tra amministrazione scolastica, ASL, medici e pediatri curanti e genitori in maniera più coerente possibile. E’ altresì fortemente raccomandata la corretta gestione delle secrezioni respiratorie (“etichetta respiratoria”), come precisato al punto 1.
Poiché è stato evidenziato, tramite test di laboratorio, che i bambini in particolare possono eliminare, attraverso le secrezioni respiratorie, il virus influenzale oltre le 24 ore dalla scomparsa della febbre, seppure con frequenza minore rispetto agli individui febbrili, è raccomandata comunque, al ritorno a scuola, la corretta applicazione della gestione delle secrezioni respiratorie e l’igiene delle mani, per limitare il più possibile il contagio di persone appartenenti a categorie a rischio di complicanze.
La riammissione a scuola avverrà secondo le modalità già in uso nelle singole Regioni e province Autonome.

3. STUDENTI E PERSONALE SCOLASTICO CHE PRESENTANO I SINTOMI INFLUENZALI

In caso di febbre o sintomatologia influenzale* il personale scolastico deve contattare direttamente i genitori o chi ne fa le veci, per la presa in carico dei minori a domicilio.
Nel caso la sindrome influenzale* si manifesti nel personale della scuola, il dirigente scolastico, o chi da lui delegato, lo inviterà a recarsi a casa ed eventualmente a contattare il medico curante, il quale si occuperà dei provvedimenti di astensione dal lavoro, come da normativa vigente.
Resta indispensabile e doveroso, ai fini di sanità pubblica, mantenere la gestione trasparente dell’informazione tra il Responsabile dell’Istituzione scolastica, il competente servizio della ASL di riferimento territoriale, i medici curanti (pediatra, medico di medicinagenerale) e i genitori.
In corrispondenza del picco epidemico atteso, sarà pianificato con le Regioni/PP.AA. un sistema sentinella per monitorare le assenze (dagli asili nido alle scuole superiori), identificando le scuole da coinvolgere per ciascuna Azienda Sanitaria Locale, d’intesa con le Autorità scolastiche.
Tali dati permetteranno di monitorare l’andamento delle assenze rispetto al dato storico degli anni precedenti, l’evoluzione della curva epidemica, l’eventuale presenza di un cluster all’interno di una scuola.

4. GESTIONE DELLA LOGISTICA SCOLASTICA COME PREVENZIONE

In caso di picchi o di focolai diffusi di influenza pandemica da virus AH1N1v, potranno essere implementate misure per limitare gli ‘assembramenti’ e, secondo le indicazioni della ASL competente, si valuterà, da parte dei Dirigenti scolastici, la possibilità di posporre gite scolastiche, eventi e altre manifestazioni che assemblino più classi/istituti scolastici nei periodi di picco della patologia.

5. EVENTUALE CHIUSURA MIRATA DI SCUOLE.

I vantaggi della chiusura delle scuole appaiono decisamente modesti in relazione ai problemi sociali, sanitari e di sicurezza che si verrebbero a creare.
La chiusura può invece mantenere un significato di opportunità in presenza di un andamento particolarmente grave dei casi di malattia.
Tali situazioni, ad oggi a bassissima probabilità di accadimento, saranno valutate al momento ed potranno essere, eventualmente, oggetto di ulteriori indicazioni.
Su segnalazione delle autorità sanitarie – ASL, e previa adeguata valutazione del rischio, il Sindaco del Comune ove è sita la scuola, d’intesa con il dirigente scolastico, può determinare la sospensione in tutto o in parte delle attività didattiche per gli studenti o la possibile chiusura della scuola.
La durata della sospensione delle attività didattiche o della chiusura della scuola dipenderà dalla gravità e dall’estensione della malattia.
Le scuole, per le quali sarà disposta la sospensione dell’attività didattica, potranno comunque rimanere accessibili agli insegnanti e al personale, per facilitare la continuità dell’insegnamento, anche se con altre modalità.



APPROFONDIMENTO

Premesso che l’influenza è una malattia provocata da virus influenzali, che colpisce prevalentemente le vie respiratorie e si trasmette per via aerea, attraverso goccioline di saliva, emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando o attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie, è opportuno ricordare le misure di igiene e protezione individuale non farmacologiche raccomandate dall’ ECDC. 1-Frequente lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) 2-Buona igiene respiratoria ( coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) 3-Isolamento volontario a casa di persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale 4-Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari(ospedali) 5-evitare di recarsi a lavoro, se si è affetti da sintomi influenzali, per evitare di contribuire alla diffusione del contagio. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia. L’obiettivo della campagna vaccinale stagionale contro l’influenza infatti mira alla riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte ed alla riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità.

E’ utile chiarire che i vaccini disponibili in Italia sono sicuri in quanto sono tutti inattivati e quindi non contengono particelle virali intere attive Essi sono consigliati a: Soggetti di età pari o superiore a 65 anni; Bambini di età superiore a 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da varie patologie come ad es. diabete mellito, malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie renali, tumori, e comunque il proprio medico di base consiglierà la vaccinazione; Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano a secondo e terzo mese di gravidanza; Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; Medici e personale sanitario di assistenza; Familiari e contatti soggetti ad alto rischio; Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori; Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; Bambini e adolescenti, a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

E’ opportuno ricordare che solo una dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per l’immunizzazione di tutte le età tranne che ai bambini sotto i nove anni mai vaccinati in precedenza a cui va ripetuta la vaccinazione a quattro settimane di distanza. I soggetti controindicati alla vaccinazione sono: Lattanti al di sotto di sei mesi; Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti; Una malattia acuta di media o grave entità che rimanda la vaccinazione a guarigione avvenuta Per quanto attiene la situazione epidemiologica del nuovo virus A(H1N1)v comunemente chiamata ( febbre suina) e le relative misure di mitigazione e controllo, queste sono in continua evoluzione e differiscono da quelle condotte per la prevenzione e controllo dell’influenza stagionale. (Giorgio Esposito)





Università


PRONTI? SI PARTE!!!
Le nuove matricole universitarie incontro al loro futuro

L’anno scolastico è da poco iniziato e i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni popolano già i banchi di scuola, ma c’è ancora chi a casa, tra pacchi e valigie, attende l’inizio ufficiale, previsto per l’1 ottobre, del nuovo anno accademico. Sono tantissimi, i brindisini e non solo, che si accingono ad iniziare una nuova fase della loro vità: l’università. Neo diplomati, con tanta voglia di fare, con la paura di lasciare il nido e di gettarsi nella mischia della vita adulta, sono lì ad attendere il loro futuro che è ormai alle porte. E mentre alcuni atenei hanno già iniziato le prime lezioni (parliamo di Lecce, ma anche della Bocconi di Milano che è all’opera da circa tre settimane), per molti è ancora tempo di cercare una sistemazione. C’è chi sceglie di affittare una casa con i compagni del liceo, chi con gli amici più intimi, chi invece preferisce una residenza universitaria. Ciò che è certo, è che la maggior parte degli studenti brindisini e della provincia opta per un’università in una diversa città da quella natale. Le “mete” più gettonate sono da anni sempre le stesse: Milano, Roma, Bari, Ferrara, Torino, per non dimenticare anche Lecce, Pisa, Parma, Urbino. Sono centinaia, forse, gli studenti che annualmente lasciano Brindisi per proseguire i propri studi. Una perdita non poco rilevante per una città che purtroppo ad oggi non comprende la necessità di fondo di impegnarsi nell’istruzione superiore come soluzione a ciò. Un disagio anche per le famiglie impegnate nelle spese ingenti dei figli che si trovano quasi costretti ad andar via di casa. Tuttavia, guardando il lato positivo della medaglia, è questa un’occasione da molti attesa da sempre di vivere una realtà differente da quella quotidiana e soprattutto un modo per crescere e diventare i futuri uomini e donne del mondo. Pertanto, non possiamo che augurare un grande in bocca al lupo a tutti loro. (Alessia Mastrovito)

 

La scuola in europa

Analisi dei vari sistemi scolastici nei paesi europei


Austria
Il sistema educativo-scolastico ha una struttura alquanto complessa, succedanea a quella tedesca che analizzeremo ex professo tra qualche settimana, ed è gestito contemporaneamente dal governo centrale e dalle regioni federali austriache (Bundesländer). Il Bildungssystem è regolato in modo unitario a livello nazionale sia per quanto riguarda i tipi di scuola sia i programmi scolastici. Per la scuola dell'obbligo la legislazione è di competenza delle regioni federate e dei vari comuni. Invece il settore dell'istruzione secondaria è compito dello Stato federale. L’obbligatorietà scolastica è come abbiamo illustrato di 9 anni (dai 6 anni di età ai 15 anni). Il sistema scolastico austriaco, prevalentemente gratuito, si differenzia inoltre in scuole pubbliche e private. In particolare, la struttura dell’educazione scolastica austriaca prevede una gestione in comune tra il governo centrale e le singole regioni austriache (le Bundesländer). L’età scolastica obbligatoria in Austria inizia a 6 anni e termina a 15 anni. In Austria è prevista anche la scuola privata ao l’insegnamento educativo da casa, i quali sono comunque regolati dalla normativa scolastica statale. L’educazione scolastica austriaca si basa principalmente sulla normativa del 1962 (in parte riformata per il settore accademico-universitario) e viene suddivisa in Scuola obbligatoria (elementare e media): Allgemein bildende Pflichtschulen o APS - a sua volta suddivisa in: - Volksschule (scuola elementare): che ancora si suddivide in Grundschule (scuola primaria regolare) e che comprende le scuole materne e i primi 4 gradi della scuola elementare; - Oberstufe oppure Hauptschule (che comprendono i successivi livelli: gradi da 5 a 8); - Polytechnische Schule (scuole pre-professionali che comprendono in genere il grado 9); - Sonderschule (scuole speciali e che comprendono i gradi da 1 a 8 e che possono arrivare sino al grado 9). Sussiste poi la scuola secondaria accademica (scuole superiori): Allgemein bildende höhere Schulen" (AHS) - che ingloba, a sua volta - il Gymnasium (scuole di liceo classici), il Realgymnasium (licei scientifi) e il Wirtschaftskundliches Realgymnasium (scuole economiche), esse comprendono i gradi dal 5 al 12; - l'Oberstufenrealgymnasium (scuole speciali di livello accademico superiore (gradi 9-12). Al termine della scuola secondaria superiore allo studente che passa gli esami scolastici, viene rilasciato un diploma di maturità, in Austria denominato Reifeprüfung. Il sistema universitario austriaco è regolato da diverse leggi, in particolare quelle emanate nel 1966, 1975, e nel 2001. La legge universitaria austriaca del 2001 (Universitäts-Akkreditierungsgesetz), in particolare, ha stabilito le Università libere e non più pubbliche. Si deve inoltre notare che di recente il Sistema universitario austriaco ha ulteriormente subito una riforma strutturale (la famosa riforma Gehrer che prende l nome dall’ex ministro all’educazione Elisabeth Gehrer del governo Schüssel che conferisce maggiore indipendenza alle università e una struttura organica di tipo manegeriale. Va in particolare illustrato che il Reifeprüfung costituisce l'Esame finale organizzato al termine dei 4 anni di istruzione secondaria superiore generale (Ahs-Oberstufe o Oberstufenrealgymnasium). L’esame è organizzato internamente dalla scuola e consiste di 7 parti, alcune scritte altre orali e verte su almeno quattro materie, fra le quali tedesco, matematica e una lingua straniera. In particolare in Austria, il capo della commissione d’esame sceglie domande solo tra quelle elaborate dal corpo insegnante interno. Può comprendere una tesi specialistica (Fachbereichsarbeit) che deve essere completata alla fine del primo semestre dell’ultimo anno e che può sostituire una delle prove scritte. La commissione d’esame è composta da insegnanti della scuola e da rappresentanti dell’autorità educativa regionale o del capo di istituto di un’altra scuola. Gli studenti che superano l’esame conseguono il Reifeprüfungszeugnis.

Belgio
Antica e ricca nazione a monarchia unitaria e centralizzata, il Regno del Belgio è stato, sussistendo sul suo territorio tre diverse aree culturali, prima trasformato in stato regionale e, nel 1993, in stato federale caratterizzato da 6 organismi interni (essendovi 3 regioni e 3 comunità) che hanno competenze specifiche. In particolare le attuali tre comunità che hanno personalità giuridica autonoma tanto da poter sottoscrivere trattati internazionali, sono la Comunità fiamminga del Belgio (in olandese: Vlaamse Gemeenschap) con sede a Bruxelles, competente per le Fiandre e per i cittadini di lingua fiamminga residenti nella Regione di Bruxelles-Capitale. Vi è poi, quale seconda comunità, la vallona di lingua francese (in francese: Communauté française de Belgique oppure anche Communauté française Wallonie-Bruxelles) con sede a Bruxelles e competente per la popolazione francofona della Vallonia e della Regione di Bruxelles-Capitale. Sussiste, infine, la Comunità tedesca, recte germanofona, del Belgio con sede a Eupen e competente per la popolazione di lingua germanica residente in 9 comuni della Vallonia Orientale. Ogni Comunità possiede un consiglio, un organo legislativo ed un governo esecutivo. Per l'esercizio delle materie comunitarie nella Regione di Bruxelles-Capitale, sono stati istituiti tre commissioni comunitarie: una per ogni regione. I consigli e i governi comunitari esercitano collegialmente il potere di emanare decreti, che hanno valore di legge. Le materie di competenza sono soprattutto, istruzione, cultura, uso della lingua, cooperazione intercomunitaria e internazionale. Quest’ultima è particolarmente importante perché consente loro come illustrato persino di firmare dei trattati internazionali che riguardano settori di loro competenza. Il sistema scolastico belga - che prevede una fruizione obbligatoria tra i 6 e i 18 anni - risente delle peculiarità linguistiche e delle tradizioni culturali delle aree in ui il Paese è amministrativamente suddiviso. In particolare, per ragioni linguistiche e culturali esso viene gestito separatamente dalle tre diverse regioni del Belgio (Fiandre, Vallonia e Bruxelles-capitale). Ciò nonostante il tipo di percorso scolastico è identico. Le scuole belghe vengono ulteriormente suddivise in tre gruppi (Netten- Réseaux): -Scuole della Comunità Regionale belga (in fiammingo: Onderwijs van de Vlaamse gemeenschap; in francese: Réseau de la Communauté); - Scuole pubbliche belghe (in fiammingo: officieel gesubsidieerd onderwijs; in francese: Réseau officiel subventionné) e - Scuole private belghe (in fiammingo: vrij gesubsidieerd onderwijs; in francese: Réseau libre). La legislazione scolastica belga prevede la possibilità dell’istruzione privata on-line, la quale, negli ultimi anni, risulta ulteriormente in crescita. L’insegnamento scolastico belga divide la struttura educativa in tre livelli: elementare, superiore e accademico. Il livello elementare viene suddiviso nella Scuola d’Infanzia (kleuteronderwijs-Einseignement maternel) sino ai 6 anni d’età e nella Scuola elementare (Lager onderwijs-Enseignement primaire) dai 6 ai 12 anni. Il livello superiore si concentra nella Scuola superiore (Secundair onderwijs-Enseignement secondaire) dai 12 ai 18 anni. Il livello accademico belga (Hoger onderwijs-Enseignement supérieur) si sviluppa nelle Università (Universiteit-Université) e nei Politecnici-Istituti Tecnici superiori (Hogeschool-Haute école). In particolare, L’educazione scolastica in Belgio è obbligatoria per un totale di 10 anni. Esso, dunque, si suddivide in tre livelli: quello obbligatorio con la scuola primaria-elementare (dai 6 ai 12 anni) e con la scuola secondaria (dai 12 ai 18 anni), e quello di libera scelta universitaria-accademica (che potrebbe ulteriormente scomporsi in ulteriori specifici programmi di studio). Da un punto di vista amministrativo il sistema scolastico belga è decentrato e articolato in un complesso di poteri e responsabilità amministrattive e finanziarie suddivise tra le tre aree regionali: Fiandre, Vallonia e Bruxelles-capitale. La posizione legislativa del governo centrale viene assicurata esclusivamente nella legiferazione dei principi base dell’educazione scolastica. Quanto ai diversi tipi di esame alla conclusione dei rispettivi cicli d'istruzione secondaria debbono essere sostenuti diversi tipi d'esame per diversi tipi di diplomi. Nella comunità francese il diploma finale si chiama Cess o Certificat d’Enseignement Secondaire Supérieur rilasciato agli studenti dell’ultimo anno dell’istruzione secondaria superiore generale, tecnica o artistica (6 anni) e professionale (7 anni) sulla base dei risultati scolastici. La maggior parte degli istituti organizza un esame finale interno relativo alle materie principali (decise dalla scuola). Il certificato indica gli indirizzi di studio e le relative sezioni. Costituisce una qualifica minima per accedere all’istruzione superiore universitaria e non universitaria. I titolari del certificato dell’indirizzo professionale possono accedere solo agli studi superiori non universitari di tipo breve, mentre possono accedere all’istruzione superiore universitaria e anche all’istruzione superiore non universitaria di tipo lungo se ottengono il Diplôme d’Aptitude à accéder à l’Enseignement Supérieur. Vi è anche un esame facoltativo organizzato al termine dell’istruzione secondaria superiore professionale dalla Commissione d’esame della Comunità francese, chiamato Eaes o Examen d’Aptitude à accéder à l’Enseignement Supérieur. Il superamento di questo esame permette di ottenere il Diplome d’Aptitude a acceder a l’Enseignement Superieur. Esso si rivolge principalmente agli studenti che hanno completato con successo un settimo anno di istruzione secondaria professionale che dà diritto a ottenere il Certificat d’Enseignement Secondaire Superieur, e agli studenti stranieri. Agli studenti che hanno superato l' Eaes viene rilasciato dalla Commissione d’esame della Comunita francese il cd. Daes o diplome d’Aptitude a acceder a l’Enseignement Superieur che dà accesso agli studi superiori universitari o non universitari. Invece nella comunità germanofona, al termine del ciclo d'istruzione di livello secondario viene rilasciato il Peaos o Prufung zum Erwerb des Abschlusszeugnisses der Oberstufe des Sekundarunterrichts, sulla base di un esame valutato da una commissione esterna alla scuola, nominata dal Ministero della Comunità tedesca per il rilascio dell’Abschlusszeugnis der Oberstufe des Sekundarunterrichts. L’esame è destinato ad alunni e adulti che non hanno ancora conseguito questo certificato. In base al tipo di istruzione (generale, tecnica o professionale), la prova d'esame deve vertere sui programmi del quinto e sesto anno (nell’istruzione generale o tecnica) o del quinto, sesto e settimo anno (nell’istruzione professionale).


Repubblica ceca

Il sistema scolastico nella Repubblica ex comunista, dopo la divisione tra Repubblica Federativa Ceca e Slovacca, è stato riconfermato come obbligatorio, ma i profondi mutamenti storici, sociali, politici ed economici che erano avvenuti nel Paese dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, hanno causato nuovi sistemi organizzativi, didattici, ma soprattutto ideologici e pedagogici nel sistema educativo e formativo, con l’adozione di un orientamento democratico, ispirato al modello europeo occidentale. L’istruzione obbligatoria, dopo la riforma avvenuta nel nuovo millennio è stata estesa a 10 anni di durata. L’educazione pre-primaria, per bambini tra i 2 ed i 6 anni di età, non è obbligatoria e viene offerta presso le scuole dell’infanzia, mentre l’istruzione di base si articola in due livelli: il primo della durata di 4 anni (da 6 a 10 anni) che viene fornito dalle scuole di base di primo grado; il secondo dura 5 anni (10-15 anni), offerto dalle scuole di secondo grado. Il 9° anno è diventato obbligatorio nel 1997, mentre l’educazione secondaria viene impartita da diverse tipologie di istituti, previo superamento di un esame d’ingresso: scuole secondarie generali, ginnasio (dai 15 ai 19 o dai 10 ai 18 anni), che dà diritto al conseguimento del diploma ginnasiale, preparando agli studi universitari o ad altre istituzioni educative specializzate ad indirizzo tecnico, economico, agrario, artistico, della durata di 4/5 anni (dai 15 ai 19 anni) che conferiscono il diploma di laurea breve e preparano gli studenti non solo per un lavoro post-secondaria. Tra le scuole specializzate possono essere annoverati anche i conservatori di danza e musica. Vi sono anche le scuole secondarie professionali della durata di 4 anni (dai 15 ai 19 anni), che conferiscono il diploma di apprendistato o di maturità e permettono l’accesso all’università. Inoltre è possibile accedere ai centri di preparazione alle attività professionali della durata di 3 anni (dai 14 ai 17 anni) che conferiscono il solo diploma di apprendistato e non permettono l’accesso all’educazione postsecondaria. L’istruzione universitaria si suddivide in 4 livelli: il 1° livello o laurea breve nel quale i corsi durano di norma 3-4 anni e riguardano tutte le discipline, tranne Medicina, Veterinaria, Farmacia e Legge; il 2° livello con durata dai 4 ai 6 anni. Il 3° livello, il dottorato di ricerca, al quale si accede dopo aver completato il secondo livello universitario e richiede 3 anni di studi a tempo pieno o 5 a metà tempo. Infinel il 4° livello, dottore in Scienze che riguarda sviluppi di ricerca scientifica successivi. Ma torniamo al principale aspetto che ci riguarda ovvero al certificato o diploma finale del ciclo scolastico secondario. Al termine degli studi di istruzione secondaria superiore generale, specializzata e professionale della durata di 4 anni, gli alunni debbono sostenere un esame denominato Maturitni zkouška o MZ, un esame finale obbligatorio sostenuto al termine dell’ultimo anno di istruzione secondaria superiore generale, tecnica o professionale presso il gymnázium, strední odborná škola e strední odborné ucilište. Gli alunni che superano l’esame ottengono il certificato Vysvedceni o maturitní zkoušce. Le prove sono stabilite dal singolo istituto e variano a seconda del tipo di scuola, fermo restando che nelle scuole secondarie superiori generali, gli esami prevedono prove scritte e orali di lingua e letteratura ceca, una lingua straniera e due materie a scelta, a seconda dell’ambito di specializzazione dell’alunno. Nelle scuole secondarie superiori tecniche o professionali, gli esami prevedono una prova scritta e orale di lingua e letteratura ceca, una sola prova orale e la scelta di una materia di specializzazione, più una prova pratica in materie pratiche o professionali. Coloro che possiedono i certificati Výucní list o Vysvedcení o záverecné zkoušce, possono sostenere l’esame dopo aver completato 2 anni di corsi supplementari (nástavbové studium) a livello post-secondario. Il contenuto e l’organizzazione di questi corsi sono simili a quelli dei corsi che sono offerti dalle scuole secondarie superiori tecniche o professionali. Nelle scuole secondarie superiori ad indirizzo artistico (strední umelecká škola), la storia dell’arte e della cultura si aggiunge come materia d’esame alla prova obbligatoria di lingua e letteratura ceca e di lingua straniera, cosi come alla materia specialistica. Questo esame è valutato da una commissione esaminatrice il cui presidente e membri sono nominati, rispettivamente, dalle autorità educative regionali e dal preside o capo d'istituto. Nella Repubblica ceca, il Programma nazionale di sviluppo dell’educazione pone l’accento sul rafforzamento della coesione della società, sul sostegno alla democrazia e la preparazione della cooperazione tra società europee e globali.

Danimarca
Come accade in molti paesi d'Europa, in Danimarca vige l'obbligo scolastico fino all'età di 16 anni; ma contrariamente a quanto di solito si verifica lo studente non é obbligato a frequentare un'istituzione scolastica, essendo solo l'istruzione ad essere obbligatoria, non il frequentare fisicamente una scuola. La famiglia può scegliere di mandare un bambino ad una scuola privata oppure farlo istruire a casa anche on-line, se però poi può dimostrare che questo tipo di istruzione ha raggiunto gli stessi obiettivi e ha compreso un numero adeguato di materie. La maggior parte dei giovani tra i 7 e i 16 anni (circa l'89%) frequentano la scuola pubblica per un periodo minimo di 9 anni, mentre il decimo anno è opzionale. Per quanto riguarda invece l'istruzione prescolastica, malgrado essa non sia obbligatoria la maggior parte dei bambini danesi se ne avvantaggia, come accade anche negli altri paesi dell'area scandinava, dove la maggior parte delle donne lavora fuori casa. La scuola dell'obbligo in Danimarca è nota con il nome di Folkeskole, fondata nel 1814 e riformata sostanzialmente solo cinque volte da allora (l'ultima nel 1993). Questa ultima riforma ha avuto origine da una ricerca condotta in oltre 8.000 scuole di tutto il Paese, e si è quindi basata sulla realtà del mondo dell'istruzione. Gli scopi della scuola danese sono espressi chiaramente, facendo in particolare riferimento alla crescita individuale di ogni allievo, allo sviluppo di una personalità indipendente e matura e (a mio parere cosa importantissima) alla preparazione di ognuno ad essere membro di una società basata sulla libertà, sull'uguaglianza e sulla democrazia. Un altro aspetto fondamentale della Danimarca è che la proporzione fra allievi e insegnanti è di circa 10,4%. Il sistema scolastico danese è decentralizzato e tutte le decisioni concernenti i contenuti educativi vengono prese a livello locale (comunale, in questo caso). Negli ultimi anni questa forma di autonomia si è ulteriormente rafforzata. Ogni istituto ha un comitato scolastico formato da un gruppo di genitori (normalmente da 5 a 7), due insegnanti, due studenti e il preside. Questo consente ai genitori e agli studenti di avere una notevole influenza sul funzionamento della scuola. La collaborazione fra scuole e famiglie è uno dei punti essenziali della scuola dell'obbligo, e le famiglie hanno il diritto di essere regolarmente informate dei progressi dei loro figli. Questo significa che ai genitori vengono date notizie sull'andamento dei figli almeno due volte all'anno (per iscritto o, più di frequente, verbalmente). Inoltre, frequenti incontri informali fra insegnanti, studenti e famiglie vengono organizzati in tutte le scuole. In Danimarca esistono circa 450 scuole private. Le famiglie che scelgono questo tipo di istruzione pagano solamente fino al 20% della retta, mentre il rimanente è coperto dallo Stato. Comunque, anche se secondo recenti statistiche (agosto 2007) il numero degli studenti che frequentano istituzioni private è raddoppiato negli ultimi 20 anni, la percentuale rimane bassa (non più del 12%), e la scelta non ha motivazioni elitarie quanto pratiche: cioè, gli studenti sarebbero seguiti meglio e i genitori avrebbero più voce in capitolo. Fortunatamente, però, il fatto di aver frequentato una scuola privata non costituisce un vantaggio nella società danese, al contrario di quanto avviene per esempio in Gran Bretagna. Quasi tutti i giovani danesi rimangono a scuola dopo aver finito l'obbligo. Circa il 45% sceglie di frequentare il 10 anno opzionale della Folkeskole; solamente il 5% smette di studiare alla fine della scuola dell'obbligo. Il 50% dei giovani si iscrive ad un corso di studi professionali (tecnico o commerciale); mentre il 45% si iscrive alla scuola secondaria superiore. Circa il 99% della popolazione frequenta almeno la scuola elementare (che termina a 9 o 10 anni); il 93% frequenta la scuola secondaria e il 49% continua ulteriormente gli studi. La scuola elementare in Danimarca si chiama "den Danske Folkeskole" (La scuola pubblica danese). Si compone di 10 gradi/anni (il 10° anno è facoltativo). Si può anche iscriversi ad una "Friskole"/"Privatskole", ovvero scuole che non sono sotto il diretto controllo dei comuni, come ad esempio la "scuola Steineriana". Ulteriore tipica scuola danese è la "Efterskole", la "Doposcuola", una scuola facoltativa che si può frequentare dall' 8° al 10° anno, come un collegio alquanto libero in cui gli alunni possono rimanere fino a 2 anni. La maggior parte dei ragazzi si iscrive al decimo anno, ma alcuni lo fanno anche al nono. In queste scuole si pone una particolare attenzione su di una particolare materia, ad esempio l'educazione fisica o lo studio delle lingue. la principale differenza tra una "Efterskole" ed un collegio sta nel fatto che qui gli alunni godono di una libertà assai maggiore di quanto avviene nei collegi. Il più importante contributo danese alla scienza dell'educazione è probabilmente la folkehøjskole, inventata nel XIX secolo da N.F.S. Grundtvig. Vi è poi la "Scuola superiore del popolo", la folkehøjskole che è una particolare struttura educativa in cui non si effettuano esami e valutazioni e che punta l'attenzione non su risultati dimostrabili e valutabili ma piuttosto sulla cultura generale, la capacità di apprendere e pensare correttamente. Molti giovani danesi frequentano una folkehøjskole alcuni mesi od anche un anno dopo essersi diplomati al Gymnasium (paragonabile alla scuola superiore), prima di iscriversi all'università. Le folkehøjskole, comunque, possono essere frequentate in qualsiasi momento della vita. Alcune sono specializzate in particolari materie come lo sport, la musica o la protezione dell'ambiente e la maggior parte propone un'ampia offerta di insegnamenti di tipo artistico. Dopo essersi diplomati alle "Folkeskolen" vi sono diverse opportunità di proseguire gli studi, tra cui il già menzionato "Gymnasium", le HF (simili al Gymnasium ma più corte di un anno), le HTX (che focalizzano gli studi su matematiche e materie tecniche), le HHX (ad indirizzo commerciale). In Danimarca esistono due tipi di scuola secondaria superiore non professionale: il gymnasium, che dura 3 anni e che prepara gli studenti per gli studi a livello universitario o equivalente; e i corsi HF (Höjere Forberedelseseksamen), che preparano gli studenti ad affrontare gli esami a livello superiore in una o più discipline. Gli istituti di istruzione secondaria superiore sono amministrati dai consigli provinciali, e l'85% di essi sono di proprietà dello Stato. Gli esami a livello nazionale sono amministrati invece dal Ministero dell'Istruzione, che è anche responsabile di sorvegliare sulla qualità dell'istruzione impartita nelle varie scuole. Tutti i materiali usati per gli esami devono essere approvati dal Ministero, che assegna anche due esaminatori esterni per valutare gli esami scritti e orali. Come noto la Danimarca, paese dal clima rigido e dalla grande tradizione marinara e quindi aperto alle contaminazioni culturali più varie, pur mantenendo una sua integrità tipologica, risulta sempre tra i primi posti a livello mondiale, in compagnia sovente delle cugine scandinave, nelle statistiche sulla qualità dei servizi pubblici ed in toto della vita. Non fa pertanto eccezione l'eccellente sistema d'istruzione, tra i primi per rapporto qualità dei servizi, costi dell'offerta e risultati conseguiti almeno a guardare i parametri e gli indicatori risultanti dalle statistiche che organismi terzi, more solito sovranazionali, come l'UE, l'Unesco o l'Ocse, sfornano a ciclo continuo. Va peraltro rammentato come il Regno di Danimarca, coi suoi oltre mille anni di durata, è la seconda monarchia più antica del mondo, dopo quella nipponica ed ha uno standard di vita di tipo scandinavo, talmente alto che secondo le più recenti statistiche dell'Unesco è risultato in base alla percezione dei propri cittadini il paese più felice del mondo. La Danimarca che comprende anche la Groenlandia e le isole Fær Øer e stabilmente fa parte dell'Unione europea ha uno standard scolastico d'eccellenza. Come in Finlandia, Norvegia e Svezia, al termine dell’istruzione secondaria superiore generale della durata di 3 anni (gymnasium) o dell’istruzione secondaria superiore degli adulti della durata di 2 anni (studenterkursus), si deve sostenere lo Studentereksamen, organizzato dal Ministero dell’educazione, il quale prevede prove scritte stabilite a livello nazionale, più varie prove orali valutate da esaminatori esterni e un lavoro scritto di rilievo. Gli studenti che superano l’esame conseguono il certificato Studentereksamensbevis.Invece vi è poi il Getuigschrift, il certificato rilasciato agli studenti che hanno superato gli esami finali dell’istruzione secondaria inferiore e secondaria superiore professionale. Il getuigschrift tweede graad secundair onderwijs (certificato di istruzione secondaria superiore) viene rilasciato al termine dei due primi anni di istruzione secondaria superiore agli studenti che hanno già ottenuto il certificato di fine studi secondari inferiori (può sostituire lo Studiegetuigschrift); il getuigschrift van leertijd (certificato di apprendistato) viene rilasciato al termine dei primi due anni di istruzione secondaria superiore professionale che comprende un apprendistato simultaneo. Gli esami scritti, orali o pratici sono definiti da ciascun istituto e sono relativi a tutte le materie seguite. Il certificato fa riferimento al corso seguito e può essere tenuto in considerazione per l’ammissione dello studente al livello d’istruzione successivo. Diploma SO o Ssecundair onderwijs = rilasciato agli alunni gia in possesso del Getuigschrift (tweede graad secundair onderwijs) e che hanno superato gli esami scritti e orali organizzati al termine del ciclo di istruzione secondaria generale, tecnica, artistica della durata di 2 anni. Nell’istruzione professionale, il diploma viene rilasciato ai titolari del Getuigschrift (tweede graad secundair onderwijs) (certificato di istruzione secondaria superiore). Gli esami sono organizzati da ciascun istituto e sono relativi a tutte le materie seguite. Negli indirizzi professionali, tecnici e artistici, esiste una prova combinata (esame pratico), chiamata geïntegreerde proef, organizzata al termine del terzo ciclo e degli anni di specializzazione (3 anni); questa prova fa parte della valutazione globale. Il diploma è un requisito di base per accedere all’istruzione superiore. Per quanto riguarda gli indirizzi generale, tecnico e artistico, nella maggior parte dei casi dà accesso anche alla professione o al lavoro corrispondente. Ogni anno il Ministero decide le materie in cui gli studenti del gymnasium devono essere esaminati oralmente; mentre l'esame HF deve essere sostenuto in tutte le materie. Il gymnasium conduce dopo tre anni ad un esame di licenza detto Studentereksamen. Questo tipo di scuola è diviso in due indirizzi: quello matematico e quello linguistico. Essi hanno alcune materie obbligatorie in comune ed altre che sono caratteristiche di ciascun indirizzo. Alcune materie opzionali possono essere seguite a due livelli, intermedio ed avanzato. Almeno due delle materie scelte da uno studente devono essere a livello avanzato. Per essere ammesso a frequentare il gymnasium, ogni studente deve aver completato i nove anni di istruzione obbligatoria ed aver studiato inglese dal quarto anno ed un'altra lingua straniera (tedesco o francese) dal settimo anno. La scuola di provenienza dello studente deve inoltre dichiarare che questi è pienamente qualificato per frequentare questo tipo di istruzione. Alla fine del terzo anno, tutti gli studenti devono sostenere un esame nella lingua materna e nelle materie scelte a livello avanzato. Il numero di esami orali varia a seconda delle materie scelte. Per superare l'esame in tutte le sue parti gli studenti devono sostenere un totale di 10 esami. Di questi un terzo possono essere sostenuti dopo il primo e il secondo anno. In Danimarca esistono 150 scuole di questo tipo, di cui 20 private, sebbene siano quasi integralmente finanziate dallo Stato.

Finlandia
La Finlandia, Paese dal clima rigido noto per le famose notti bianche (con sei mesi di luce ed altrettanti di buio), risulta sempre tra i primi posti a livello mondiale, in compagnia delle cugine scandinave, nelle statistiche sulla qualità dei servizi pubblici ed in toto della vita. Non fa naturaliter eccezione l'eccellente sistema d'istruzione finnico, verosimilmente il primo per rapporto qualità dei servizi, costi dell'offerta e risultati conseguiti almeno a guardare i parametri e gli indicatori risultanti dalle statistiche che organismi terzi, more solito sovranazionali, come l'UE, l'Unesco o l'Ocse, sfornano a ciclo continuo. Al di là della iperselezione attraverso cui vengono assunti gli insegnanti (solo il 20% circa degli aspiranti viene assunto ogni anno), le caratteristiche più originali sono quella del generale e costante rispetto della privacy, per cui non possono essere divulgati a terzi i risultati scolastici, e soprattutto le valutazioni incrociate comparative allievi-insegnanti e l'autovalutazione che trasforma gli insegnanti, a partire dai cicli scolastici per alunni di 14 anni, in notai con la conseguenza che i discenti sono spinti ad autovalutarsi ed a studiare motivati essenzialmente dal piacere del sapere e per una crescita culturale personale. Inoltre davvero in base al sistema scolastico finlandese il diritto allo studio è una inalienabile espressione della civiltà. Nella scuola finlandese, inoltre si può essere respinti solo a partire dai 16 anni, viene adottata sistematicamente la psicologia, la psicopedagogia e la psicoanalisi fin dalle elementari, con sostituzione dei voti con le più icastiche icone, dette “smile”, del linguaggio informatico giovanile. E quando saranno adottati i voti decimali, questi non saranno mai inferiori a 4, per non mortificare l'Io dei discenti. In particolare il sistema scolastico finnico si rifà al sistema nordico in uso nei paesi scandinavi e, come avremo modo di vedere presto, al di là del potere delegato ai Landër, in Germania. Indubbiamente uno dei più progrediti e efficienti al mondo, prevede l’accesso gratuito all’educazione e una obbligatorietà scolastica di nove anni, con una scuola elementare, una secondaria e un terzo livello universitario. Gli studi secondari e universitari vengono, come da modello nordico, suddivisi in studi accademici e professionali. La scuola rappresenta per i finnici un luogo non solo di studio e apprendimento accademico ma anche e soprattutto un luogo dove socializzare e crearsi una propria indipendenza al di fuori della famiglia. Indubbiamente il sistema d'istruzione finlandese deve funzionare, se gli studenti finlandesi risultano nelle statistiche tra i più preparati e dotti a livello internazionale, in particolare in materie quali letteratura, matematica e scienze. In particolare il sistema scolastico della Finlandia, come da modello nordico è strutturato su tre-quattro livelli di educazione scolastica, due di questi, il livello secondario e il livello universitario, distinguono l’educazione accademica da quella professionale. La scuola obbligatoria finlandese (Peruskoulu) dura nove anni, con obbligo di frequenza che inizia generalmente a 6 anni e termina a 15-16 anni. Paragonando la Peruskoulu con le scuole italiane, essa comprende la scuola primaria, la scuola media, più i primi due anni delle scuole superiori, che pertanto sono obbligatori. La scuola obbligatoria della Finlandia è gratuita, non prevede costi, e pertanto per la famiglia finlandese, libri, mensa scolastica, rate scolastiche e sistema sanitario sono gratuiti. Al termine della scuola obbligatoria lo studente finlandese sceglie se iscriversi alla scuola secondaria superiore (Lukio-Gymnasium) o alla scuola professionale superiore (Ammatillinen oppilaitos-Yrkesinstitut). Queste hanno durata triennale. La scuola secondaria superiore prevede un esame finale chiamato ylioppilastutkinto il quale è necessario come dirito di accesso al successivo livello universitario. Infatti, al termine dell’istruzione secondaria superiore di tipo generale, si deve sostenere l'Ylioppilastutkinto (S=Studentexamen), cioè l'esame nazionale di ammissione all’università, sebbene gli studenti possano completare l’esame a tappe entro un massimo di tre periodi successivi.. Coloro che superano l’esame possono accedere a tutti i tipi di istruzione superiore. Le materie obbligatorie sono in genere la lingua materna, la seconda lingua ufficiale (finlandese o svedese), una lingua straniera e matematica o materie generali scelte dal candidato. L’esame porta al conseguimento del certificato Ylioppilastutkintotodistus e conferisce il titolo di Ylioppilas. Il terzo livello di studi nell’educazione finlandese è suddiviso generalmente in università (yliopisto) e politecnici (ammattikorkeakoulu, abbreviati AMK). I livelli di educazione superiori al terzo livello prevedono i master, le specializzazioni di laurea (come in medicina) e i dottorati. In Finlandia, la legislazione sull’istruzione di base del 1998, sottolinea che “l’obiettivo dell’educazione descritto nella presente legge consiste nel sostenere lo sviluppo degli alunni come individui con senso umanitario e membri etici e responsabili della società”. In seguito, un decreto del governo emanato dal ministro dell’Educazione nel 2001 stabilisce che l'"obiettivo dell’educazione è di sostenere lo sviluppo degli alunni per divenire individui armoniosi e dotati di un ego sano, membri di una società e capaci di esercitare un’opinione critica sul loro ambiente sociale e naturale. Alla base, sta il rispetto per la vita, la natura e i diritti umani, così come l’apprezzamento dello studio e del lavoro personale proprio e altrui”.


Francia
Il Sistema Scolastico Francese risente di un'impostazione burocratica centralista che offre una formazione di base, tecnologica o a finalità professionale. Il governo centrale opera attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione (Ministère dell’Éducation Nationale, de l'enseignement supérieur et de la recherche), detto Ministero dell’Educazione che risulta riguardo al personale docente, i programmi d’insegnamento e la gestione delle certificazioni finale, il dominus assoluto ed è uno dei più grandi datori di lavoro al mondo. Da oltre vent’anni si assiste tuttavia ad un costante decentramento di poteri e responsabilità alle amministrazioni locali delle regioni, dei dipartimenti e dei comuni, soprattutto in materia di investimenti strutturali e di competenze materiali. Per quanto i tutte le competenze spettano al governo centrale, il Ministero è assistito da tre istituti per l'insegnamento universitario, per la ricerca e per la scuola. Da oltre vent’anni il sistema scolastico francese ha visto un ampliamento di poteri decentralizzati a carico delle divisioni amministrative della nazione: regioni, provincie, comuni. Per esempio in materia di investimenti scolastici in Francia il comune è responsabile degli investimenti nelle scuole elementari, il dipartimento dell'investimento dei college, la regione dei licei e il governo centrale delle Università. In materia di personale docente francese, è il Governo centrale ad avere completa competenza (nomina e formazione degli insegnanti, loro reclutamento e pagamento). La scuola dell'obbligo francese va dai 6 ai 16 anni mentre il sistema educativo francese al completo viene suddiviso in educazione elementare (enseignement primaire), educazione secondaria (enseignement secondaire) e educazione accademica (enseignement supérieure). L'Insegnamento primario che comprende la scuola materna e la scuola elementare. L’école maternelle (il corrispondente nostro asilo che va dai 2 o 3 anni di età ai 6 anni) a sua volta si divide in tre sezioni a seconda dell’età: petite, moyenne, grande). L’école élémentaire (la nostra scuola elementare che va dai 6 anni agli 11 anni) a sua volta suddivisa in base all’età in un corso preparatorio (course préparatorie), corso elementare (course élémentaire niveau 1 et 2) e corso intermedio (course moyen 1 et 2). L'Insegnamento secondario corrisponde alle nostre scuole superiori composto dal college e seguito dal liceo. Il College comprende i livelli di studio sixième, cinquième, quatrième, troisième che vanno in genere dagli 11 anni ai 14 anni e che attesta gli studi con il Diplôme national du brevet, il Certificat de formation générale, Brevet informatique et internet (B2i) e la Attestations scolaires de sécurité routière. Il Liceo (Lycee) a sua volta comprende le attestazioni di studio Bac (baccalauréat général, baccalauréat technologique, baccalauréat professionnel), Brevetto (Brevet Informatique et internet (B2i) e Brevet d'études professionnelles) e Certificazione professionale (Certificat d'aptitudes professionnelles). Una parte degli studenti fermano i loro studi ai 16 anni, mentre per altri il Bac raggiunge la maturità con i 18 anni, che è ormai il diploma indispensabile per la maggior parte degli studenti. Il sistema scolastico francese è obbligatorio dai 6 anni ai 16 anni. Sono inoltre previsti gli esami per passare da un livello all’altro di studio. Il sistema accademico superiore comprende due grandi istituzioni: le Grandes écoles (per esempio l’École polytechnique) e le Università. Si stima che, in particolare La Sorbona, ma anche molte altre università in Francia accolgano oltre 1,5 milioni di studenti, tra cui circa il 10% proveniente da nazioni estere. Ma vediamo adesso in filigrana l'argomento principale del nostro excursus comparativo europeo, ossia il diploma o certificato d'istruzione secondaria francese. Come abbiamo visto esso viene chiamato Baccalauréat o Bac cioè il titolo attestante il compimento con successo dell'esame di maturità sostenuto dagli allievi francesi alla fine del ciclo di studio delle scuole superiori dopo tre anni (liceo generale e tecnologico) o quattro anni (liceo professionale o tecnologico) a differenza dei cinque in Italia. L’esame è organizzato dal ministero dell’educazione nazionale e consiste in prove scritte e orali obbligatorie e in prove opzionali. Le prove obbligatorie comuni dell’indirizzo generale sono di matematica, scienze, una lingua straniera, una seconda lingua (straniera o regionale o, per l’indirizzo letterario, latino), filosofia, storia-geografia, educazione civica e educazione fisica e sportiva. Le prove opzionali variano a seconda del tipo di studi svolti dallo studente: baccalauréat generale, tecnologico o professionale. Il diploma indica l’indirizzo di studio e i voti finali. Dà accesso all’istruzione superiore e/o, per gli studenti dell’istruzione professionale, al mondo del lavoro. Conferisce il titolo di Bachelier/ère. Secondo le serie e le opzioni l'alunno ha tra le 24 e le 36 ore di lezioni al liceo. Le sezioni delle superiori francesi sono principalmente tre: L (Littéraire: similare al classico italiano), ES (Economique et Social: sezione specializzata in economia e sociologia; con un insegnamento avanzato in matematica o lingue) e S (Scientifique: succedaneo del liceo scientifico italiano). Comune alle serie generali e tecnologiche, è la Classe 1a: Seconde générale et technologique in cui si studia: Francese, Matematica, Fisica-Chimica, Biologia-Geologia, Lingua straniera 1, Educazione Civica, Sociale e Giuridica (detta ECJS), Ed. fisica, Storia e Geografia con 2 opzioni obbligatorie (di determinazione) tra 17 proposte. La scelta delle opzioni non impedisce ad un alunno di scegliere in un indirizzo diverso da quello delle opzioni. Solo le serie generali e la serie tecnologica terziaria obbligano alla preventiva scelta di una seconda lingua straniera. Nella prima classe L e ES è prevista la scelta di un'opzione obbligatoria tra: Latino, Greco, Arte, Lingua Straniera 1 o 2 avanzata, Lingua Straniera 3 (per L); invece tra: Matematica, Scienze Politiche, Lingua 1 o 2 avanzata (per gli ES). Gli Scientifici scelgono tra Matematica o Fisica-Chimica o Biologia. Però quelli che fanno l'indirizzo S con Scienze dell'ingegneria non hanno quest'opzione obbligatoria e non hanno più biologia dalla 1a. Possono essere scelte come opzioni facoltative Educazione fisica, Arte (storia o cinema ecc...), Latino, Greco, Lingua Straniera 3. La prova del Baccalauréat è affrontata alla fine dei due ultimi anni. Tutte le prove sono generalmente programmate durante il mese di giugno. Si comincia sempre con le opzioni facoltative poi la filosofia (scritta) (insegnata a tutte le sezioni generali e tecnologiche nell'ultimo anno). Generalmente gli alunni (di tutti gli anni) finiscono la scuola circa una settimana prima della prova di filosofia perché i licei si possano preparare e gli alunni ripassare. Alla fine della première (penultimo anno) si sostiene la prova di Francese (scritto e orale) per le 3 sezioni, più Biologia per gli ES e Matematica e Scienze per gli L. Alla fine della Terminale (l'ultimo anno) viene sostenuto l'esame in tutte le altre materie (quelle che sono passate all'orale: l'opzione obbligatoria per gli L, Lingua Straniera 2 per gli ES, opzioni facoltative per tutte le serie generali). Il voto finale è espresso in ventesimi, ed esistono delle mentions assegnate in base alla classe di voto al di sopra della sufficienza. Tra 12 e 14 è Assez Bien, tra 14 e 16 è Bien, tra 16 e 18 è Très Bien e tra 18 e 20 è Excellent. Se un alunno che ottiene 8 sceglie due materie da sostenere nuovamente all'orale (che sono state valutate allo scritto), e con queste più gli altri voti ottiene un 10, ha allora le Baccalauréat.


Germania
Il modello educativo tedesco, presenta un complesso sistema frutto delle diverse modifiche apportate in seguito a quanto verificatosi sul piano storico, dopo la II guerra mondiale con la caduta del Nazismo e nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione nella Grande Germania. Esso offre oggi un grande livello di qualità e di modernità con un grado di scolarizzazione molto elevato. In Germania, lo Stato controlla, in base alla Costituzione vigente, attraverso i Ministeri dell’Educazione e degli Affari Culturali gli omologhi organi dei diversi Länder che a loro volta controllano l’amministrazione dell’istruzione sia generale che professionale e gli organismi, gli Enti e gli istituti sotto la loro autorità e danno le direttive in materia di politica sociale. Il sistema scolastico germanico è ripartito su tre livelli: il livello inferiore rappresentato dagli uffici scolastici delle autorità locali. Il livello intermedio formato dai dipartimenti scolastici dei governi regionali ed il livello superiore composto dei Ministeri dell’Educazione e degli Affari culturali dei singoli Länder. Lo Stato controlla anche le scuole private che devono conformarsi per qualità d'insegnamento ed insegnanti alle normative ufficiali sancite dai Länder d'appartenenza territoriale. L’Ente preposto al coordinamento delle attività dei singoli Länder è la Conferenza permanente dei ministri dell’Educazione e degli affari culturali dei Länder nella repubblica Federale di Germania (Ständige Konferenz der Kulturminister der Länder in der Bundesrepublik Deutschlands) che ha come la funzione primaria della rappresentazione degli interessi generali con la creazione e la garanzia di una concordanza sulle normative emesse dai Länder. Tutte le decisioni devono essere prese all’unanimità e hanno valore solo di raccomandazione affinché i parlamenti dei diversi Länder le adottino. Nel 1964 e per l’ultima volta nel 1971 i Länder si accordarono ad Amburgo per garantire una struttura comune a tutta la Germania nel campo dell’istruzione. I punti salienti contenuti in tale accordo sono l'inizio e durata dell’istruzione obbligatoria a tempo pieno; l'inizio e fine dell’anno scolastico (dai 188 ai 208 giorni tra agosto e luglio) e la durata delle vacanze, la possibilità di passaggio tra i diversi tipi di scuole, su quando introdurre una lingua straniera e l’ordine in cui le lingue vengano insegnate, la denominazione dei diversi istituti di istruzione e la loro forma organizzativa, il riconoscimento dei certificati e dei diplomi degli insegnanti, i sistemi di votazione e corrispondenza ed il riconoscimento reciproco dei diplomi conferiti dalle scuole di istruzione generale e professionale di tutti i Länder. Il ciclo della scuola obbligatorio dai sei ai 18 anni prevede: il Kindergarten (scuola materna), non obbligatorio e riguarda i bambini in età compresa tra i tre e i sei anni. Viene gestita da enti non pubblici e anche i genitori sono chiamati a contribuire. In alcuni Länder esistono le Vorklassen (le classi di pre-scuola) per i bambini di cinque anni. Segue poi la Grundschule (scuola di base/elementare): inizia al sesto anno di vita che dura quattro anni. A Berlino e nel Brandeburgo dura sei anni. Le discipline di base sono: lettura, scrittura, aritmetica, Sachunterricht (area disciplinare introduttiva alle Scienze naturali e Sociali), arte, musica, sport, educazione religiosa, impostata su 26-28 ore settimanali, con lezioni dalle 8,00 alle 13,00. L’intervallo dura circa venti minuti. Nella terza classe è introdotto l’insegnamento di una lingua straniera, di solito l’inglese. La valutazione continua, basata su verifiche scritte e prove orali, è una pratica utilizzata a tutti i livelli. Gli alunni che raggiungono uno standard adeguato al termine dell’istruzione secondaria inferiore ricevono un certificato di fine studi secondari inferiori. Nella maggior parte dei casi la valutazione viene effettuata dagli insegnanti. Al termine della Grundschule lo studente non deve sostenere alcun esame. La scuola consiglia il tipo di istruzione secondaria che ritiene più adatto alle capacità mostrate dallo studente solo in caso di richiesta da parte dei genitori di far frequentare al figlio una scuola superiore diversa da quella consigliata, l’alunno dovrà superare un esame di ammissione. All’interno dell’intera organizzazione della scuola di base si devono evidenziare tipologie differenti di scuole secondarie di primo grado appartengono: Orientierungsstufe, Hauptschule, Realschule e Gymnasium Unterstufe, Geasamtschule. La prima denominata Orientierungsstufe (biennio comune) ha lo scopo di favorire l’orientamento di tutti gli studenti in prospettiva della frequentazione di altri ambiti scolastici e di mantenere aperta la decisione sino alla fine della sesta classe. Hauptschule che è una tipologia di scuola poco selettiva e molto simile alla formazione professionale e dura cinque anni e in alcuni Länder anche sei e trasmette un’istruzione di base a carattere generale. I curricola abbracciano un insieme d’indirizzi disciplinari piuttosto ampio e a carattere generale. La seconda detta Realschule, simile all’istituto tecnico, dura sei anni e in alcuni Länder quattro. La sua struttura è abbastanza flessibile, l’offerta educativa è più ampia di quella offerta dalla Hauptschule. Gli obiettivi formativi riguardano conoscenze di base a carattere generale e i percorsi prevedono un’aria opzionale di insegnamenti con livelli di competenze differenziati. La forma quadriennale si è sviluppata soprattutto a Berlino Est, Brema, Amburgo, Niedersachsen e Baviera. La Realschule offre un diploma medio che è la condizione preliminare per una serie di offerte culturali qualificate professionalmente. I diplomati della Realscule con una votazione molto elevata possono passare al Gymnasium. Questo indirizzo è frequentato più da ragazze. Il terzo o Gymnasium è la forma di istruzione più elevata e dura nove anni. Il ginnasio tende sempre più ad offrire le basi per studi economici a livello universitario, dopo la battuta di arresto nella scelta di un indirizzo più letterario che veniva sempre meno incontro alle esigenze del mercato del lavoro. L’espansione maggiore s’è avuta intorno agli anni Ottanta. Solo in Baviera s’utilizza ancora la distinzione tra ginnasio umanistico, delle lingue moderne e matematico-scientifico. Esso comprende classi inferiori e superiori. Gli obiettivi formativi riguardano conoscenze di base a carattere generale, dettagliatamente articolate. Alla fine del nono anno si deve sostenere l’Abitur (esame di maturità) con il quale si consegue l’Allgemeine Hochschulreife (diploma di maturità di scuola superiore). La quarta o Gesamtschule (scuola polivalente) offre parecchi tipi di istruzione impartiti normalmente nei diversi tipi di istituti secondari di secondo livello. La Gesamtschule può essere di due tipi: cooperativa o integrata. Il tipo cooperativo è una integrazione dell’ offerta formativa proposta da Hauptschule, Realschule e Gymnasium. Gli studenti sono raggruppati in classi differenti in funzione del certificato di fine studi che desiderano conseguire. Il secondo tipo di Gesamtschule (scuola polivalente), quello integrato, costituisce una sola entità organizzative e pedagogica. I corsi di certe materie sono impartiti in più gruppi di attitudine e i livelli sono definiti in funzione del programma. Il programma a più livelli di attitudine inizia al settimo anno per la matematica e la prima lingua straniera, all’ ottavo anno o al più tardi al nono per il tedesco e una disciplina scientifica (fisica o matematica). Le scienze sociali, le arti, la musica, lo sport e la religione sono insegnate a tutti gli alunni senza differenziazione in gruppi di attitudine. Gli studenti sono tenuti a studiare materie da ogni area disciplinare fino al completamento del livello di istruzione. Religione e sport sono obbligatori. Tedesco, una lingua straniera e matematica devono essere seguiti per i due anni di qualificazione e i risultati ottenuti in queste materie verranno tenuti in considerazione per il voto finale di maturità. Gli studenti che superano l’esame di fine studi ottengono lo Zeugnis der Allgemeinen Hochschulreife. Una delle caratteristiche tedesche è il forte legame tra mondo dell’istruzione e quello del lavoro. Un’altra è la varietà dell’offerta formativa e il carattere qualificante e specialistico dei vari indirizzi. Molti studenti tedeschi preferiscono proseguire la formazione professionale in “alternanza”, nel sistema duale, per cui ogni studente stipula un contratto biennale o triennale di apprendista con l’azienda ospitante; l’impresa s’assume il compito di formare l’apprendista e di garantirgli una retribuzione; l’ apprendista viene seguito da un Meister. Va segnalato che l'articolo 1 della Erstes Gesetz zur Ordnung des Schulwesens (Prima Legge sull’Ordinamento del Sistema Scolastico) del Land Renania-Vestfalia contempla il “rispetto di Dio” come uno dei principali obiettivi dell’istruzione ed a tal fine anche “I giovani devono essere educati in uno spirito di umanità, di democrazia e di libertà, in un obiettivo di tolleranza e di rispetto per le convinzioni degli altri, di responsabilità per la preservazione dell’ambiente naturale. I giovani dovrebbero potere e volere dimostrare che possono servire con successo la comunità, la famiglia, la professione, gli individui e lo Stato”. Al termine del ciclo d'istruzione secondaria superiore generale (Gymnasiale Oberstufe) in Germania si deve affrontare la prova dell'Abiturprüfung, esame finale dopo 12 o 13 anni di studio che consente di ottenere i certificati Abitur e Allgemeine Hochschulreife, entrambi certificati nello Zeugnis der Allgemeinen Hochschulreife. L’esame è costituito da prove scritte e orali in quattro materie (ma, in alcuni Länder, può essere prevista una quinta materia o una besondere Lernleistung ossia un particolare risultato accademico). Le materie d’esame devono coprire tre diverse tematiche: lingue, letteratura e arte; scienze sociali; matematica, scienze naturali e tecnologia. A seconda del Land, l'Autorità di sovrintendenza scolastica (Schulaufsichtsbehörde) può definire a livello centrale le materie degli esami scritti o approvare la scelta di queste materie da parte della scuola. Anche le scuole professionali (berufliches Gymnasium, Fachgymnasium e Berufsfachschule di 3 anni) organizzano la parte professionale di questo esame, che si chiama Berufliche Abschlussprüfung.

Gran Bretagna
La Gran Bretagna è conosciuta anche come Regno unito, essendo il risultato dell'unione di quattro preesistenti stati - in primis l'Inghilterra e la Scozia, il Galles e la parte settentrionale irlandese soprattutto anglicana - che anche nel proprio sistema educativo interno, presentano ciascuno sovente delle peculiarità strutturali in campo pedagogico. Il sistema scolastico britannico è comunque in toto da sempre considerato un punto di riferimento di estrema qualità, tanto che, a partire dalla sua graduale sostituzione alla lingua francese, come lingua internazionale, soprattutto alla fine della Seconda guerra mondiale, l'inglese ha esportato nel mondo un modo nuovo e moderno d'interpretare, in chiave pedagogica, l'istruzione. Anche per ciò il sistema britannico risulta rinomato in tutto il mondo per la sua eccellente qualità capace di formare le nuove classi dirigenti internazionali e di generare numerose opportunità per i più giovani garantendo al contempo una salda preparazione per poter affrontare le più impervie sfide del futuro nel mondo del lavoro. Al di là dei famosi college e dei centri d'eccellenza, le scuole del Regno Unito si distinguono in statali e private. Le scuole statali sono amministrate dalle LEAs (Local Education Authorities). Primary education (Istruzione Primaria). L'obbligo scolastico ha inizio a 5 anni. L'istruzione primaria ha una durata di 7 anni dopodichè, all'età di 11 anni, avviene il passaggio alla scuola secondaria. Secondary education (Istruzione Secondaria). L'istruzione secondaria è obbligatoria dagli 11 ai 16 anni. Alla fine della scuola dell'obbligo gli studenti sostengono il GCSE (General Certificate of Education). Gli studenti possono in seguito proseguire per ulteriori due anni per il conseguimento degli Advanced Levels, necessari per l'ammissione universitaria. KEY STAGES (Fasi Chiave). Il sistema scolastico britannico è suddiviso, sino all'età di 16 anni, in quattro key stages (fasi chiave): key stage 1: fino a 7 anni; key stage 2: 7-11 anni; key stage 3: 11-14 anni (pre-GCSE); key stage 4: 14-16 anni (preparazione al GCSE). Scuola nel Regno Unito Le scuole del Regno Unito si distinguono in: maintained (statali) e independent (private). Le scuole statali sono amministrate dalle Local Education Authorities (LEAs), Autorità Scolastiche Locali. L’intero paese è suddiviso in 96 LEAs che hanno la responsabilità di garantire l’istruzione pubblica gratuita nell’area di loro competenza. Il Ministero della Pubblica Istruzione (Department for Education & Skills) non è quindi coinvolto direttamente con le singole scuole, sebbene effettui periodicamente dei controlli. Negli ultimi anni è sempre più comune che delle scuole preferiscano la richiesta di fondi provenienti dal governo centrale staccandosi così dal controllo delle LEA. Le scuole private (independent) nel Regno Unito, sono circa 2,500 e si sostengono con il pagamento delle rette scolastiche o con aiuti provenienti da privati. L’istruzione prescolastica (prima dei 5 anni) avviene presso asili o gruppi di gioco, sia privati sia statali. In questa fase l'apprendimento è raggiunto tramite giochi di gruppo, attività creative e gioco guidato. L’istruzione scolastica britannica, come abbiamo accennato, si divide in tre fasi la Primary Education (Istruzione primaria) che copre la fascia d’età dai 4/5 agli 11 anni, per cui l’obbligo scolastico ha inizio a 5 anni, età in cui l'apprendimento è mirato all’alfabetizzazione ed alla capacità aritmetica. Segue poi la Secondary Education (Istruzione Secondaria): Copre la fascia d’età dagli 11 ai 16 anni. Nell’Inghilterra e nel Galles il passaggio alla scuola secondaria avviene a 11 anni. L’obbligo scolastico termina all’età di 16 anni. Vi è infine la cd. Tertiary Education (Istruzione Terziaria): dai 16 anni, non obbligatoria. Circa il 90% degli studenti prosegue gli studi fino al conseguimento del titolo richiesto per l’iscrizione universitaria all'età di 18 anni. E adesso parliamo di un importante documento il National curriculum: l’Education Reform Act del 1988 ha introdotto un curriculum nazionale per le materie fondamentali con programmi comuni a tutte le scuole. Gli studenti devono sostenere gli esami nelle seguenti materie: Inglese, Matematica e Scienze (3 materie fondamentali) all’età rispettivamente di 7 e 11 anni. Le scuole mantengono la libertà di scelta sulle metodologie da seguire ed i libri di testo da adottare. Le scuole private non sono tenute a seguire il National Curriculum, sebbene quasi tutte lo adottano. Il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria avviene di norma all’età di 11 anni senza dover sostenere esami, poiché, in seguito allo Standard Assessment Task (SAT) introdotto dal National Curriculum, gli studenti sono valutati durante tre stadi dell'iter scolastico (sette, undici e quattordici anni). I SATs sono esami nazionali esterni che si aggiungono alle valutazioni degli insegnanti e agli esami della scuola ed hanno lo scopo di misurare i progressi degli alunni in base ai parametri standard nazionali. Il General Certificate of Secondary Education (GCSE), introdotto nel 1988, ha sostituito gli esami in precedenza denominati GCE O-level e Certificate of Secondary Education (CSE). Il GCSE è amministrato da sette Commissioni d’esame autonome nel Regno Unito che si attengono a criteri nazionali. L’esame si sostiene alla fine dell’istruzione scolastica secondaria di solito all’età di 16 anni ed il numero e la scelta delle materie dipendono dalle capacità dello studente. Ciascuna materia è oggetto di un esame a sè che può essere superato, a prescindere dall’esito degli altri esami. Il superamento di questi esami dà accesso a determinati impieghi e all’iscrizione a corsi professionali, ma da soli non costituiscono titolo di ammissione all’università. Il Vocational GCSE (Part One GNVQ) è un esame mira alla preparazione professionale e deve essere preparato assieme al GCSE. Gli studenti possono sostituire un Vocational GCSE con due GCSE tradizionali. General Certificate of Education: GCE Advanced Level (GCE A level) e GCE Advanced Supplementary (GCE AS level) Il General Certificate of Education Advanced Level comunemente denominato A-level, è sostenuto da studenti con un buon curriculum scolastico, all’età di 18 anni. A questa età, lo studente di solito si specializza nelle materie fondamentali per il corso di Laurea a cui aspira ad accedere. Due o più materie superate a questo livello costituiscono titolo necessario per l’ammissione universitaria. In considerazione dell’esistenza del numero chiuso presso le università inglesi a nessuno è concesso il diritto automatico d’iscrizione. GCE Advanced Supplementary (GCE AS level) Gli Advanced Supplementary sono stati introdotti nel 1987 per ampliare la scelta di materie offerta dal GCSE oltre alla tradizionale divisione fra materie scientifiche ed umanistiche, offrendo così agli studenti la possibilità di combinare studi anche divergenti. Essi richiedono la metà di ore di studio e di insegnamento rispetto all’Advanced e due AS sono considerati equivalenti ad un Advanced per quanto concerne l’iscrizione all’università. Vocational A level (già Advanced GNVQ), spesso il sopraindicato esame è sostenuto assieme agli A levels tradizionali. Ha lo stesso valore ed è riconosciuto per l'ammissione all'università. International Baccalaureate: alcune scuole preparano all'International Baccalaureate in alternativa agli A levels, è un esame riconosciuto a livello internazionale che si sostiene all’età di 18 anni e permette l’ammissione alle università. L'esame di stato conseguito dallo studente italiano, di solito, è considerato di solito equivalente agli A levels per chi desidera fare domanda di ammissione ad un'università britannica. Bisogna poi tenere in considerazione che le università britanniche sono a numero chiuso e l’entrata non è garantita. In conclusione in ordine all'educazione entro la Gran Bretagna è opportuno effettuare una summa divisio tra due alternativi sistemi. Il primo adottato nella maggior parte del Regno, ossia in Inghilterra, Galles ed Irlanda del Nord. Il secondo alquanto originale adottato soltanto in Scozia. Al riguardo al termine del percorso di studi secondati in Inghilterra, Galles ed Irlanda del nord viene rilasciato il GCEA o Geeneral Certificate of Education Advanced level, una qualifica in una sola materia, data soltanto a studenti che hanno compiuto 18 anni, al termine dell’istruzione secondaria superiore generale. Comprende due parti: il General Certificate of Education Advanced Subsidiary level (GCE AS level) che copre le materie meno impegnative di un corso di livello A (A level) e generalmente viene ottenuto al termine del primo anno di studi. È composto da tre unità e costituisce una qualifica a tutti gli effetti. Il General Certificate of Education Advanced level (o A2) completo richiede tre unità di studio supplementari durante il secondo anno. Alcuni corsi AS non portano a un A level completo. La maggior parte degli alunni studiano 4 o 5 materie a livello AS e continuano 3 materie a livello A2, scelte tra una vasta gamma di materie generali e alcune materie professionali. Le qualifiche vengono rilasciate dagli awarding bodies indipendenti e sono regolamentate dalle autorità responsabili delle qualifiche e dei programmi. Alla fine della maggior parte delle unità viene organizzato un esame; altre vengono valutate durante i corsi. Il/i certificato/i indica/no la denominazione di ogni materia e il giudizio ottenuto. I giudizi positivi sono classificati su una scala discendente da A a E, mentre il giudizio U (unclassified – non classificato) rappresenta una bocciatura. La qualifica A2 dà accesso all’istruzione superiore, in funzione dell’istituto, del programma e dei risultati ottenuti. Mentre in Scozia al termine del corso d'istruzione superiore viene rilasciata l'AH o Advanced Higher, un attestata di qualificazione consegnato agli alunni al termine dell’ultimo (sesto) anno dell’istruzione secondaria. Viene rilasciata in una serie di materie generali e professionali. Il numero obbligatorio di materie da studiare non è definito. Questa qualifica è divisa in unità valutate dalla scuola sulla base del lavoro svolto in classe, ma esiste anche una valutazione esterna che determina il livello su una scala da A a C. Le unità possono essere sostenute separatamente. La Scottish Qualifications Authority (SQA) rilascia la qualifica, svolge le valutazioni esterne e supervisiona le valutazioni interne. Le prove di solito sono scritte ma, in funzione delle materie, possono essere organizzate prove orali e pratiche. Gil Advanced Highers permettono l’accesso all’istruzione superiore e facilitano anche l’accesso nel mondo del lavoro.


Lussemburgo
Concentrato al centro dell'Unione Europea in meno di 3000 kmq di superficie, il Lussemburgo, sebbene sia il più piccolo stato dell’UE in cui vivono circa mezzo milione di cittadini - con un congruo numero di stranieri pari al 37,3% della popolazione - è un gigante finanziario. Originariamente dedito all'agricoltura ed alla pastorizia, grazie alla particolare posizione sita a poche centinaia di chilometri dalle più grandi capitali europee (come Parigi, Bruxelles ed Amsterdam) e con un sistema finanziario favorevole sul piano della tassazione e poco permeabile alle indagini giudiziarie e giornalistiche, il Granducato -similmente al Liechtenstein il cui sistema educativo analizzeremo tra breve - è oggi una delle più importanti piazze finanziarie al mondo (la seconda per gestione di fondi d'investimento dopo gli USA) con la presenza di 157 banche di 25 diverse nazionalità, 95 compagnie di assicurazione e 270 società di riassicurazione. Non meraviglia quindi che il Granducato sia il centro finanziario dell'Unione Europea, ospitando le sedi della Banca Europea degli Investimenti, del Fondo Europeo degli Investimenti, della direzione generale “Crediti ed Investimenti” della Commissione Europea e della Corte dei Conti dell'Unione Europea. Possiamo dunque notare come gli indicatori statistici dipingano una realtà alquanto particolare, con una qualità della vita elevatissima in ogni ambito della società. Ciò naturalmente si riverbera anche nel sistema scolastico lussemburghese che in base alle statistiche è uno dei migliori e più severi al mondo. Esso comprende due anni di scuola materna (enseignement préscolaire) obbligatoria, seguita da sei anni di scuola elementare (enseignement primaire) e da un numero variabile di anni di studio (da tre a sette, in funzione delle capacità e delle scelte dell’alunno) in un istituto secondario (enseignement postprimaire ou secondaire). Le scuole materne ed elementari sono totalmente gratuite, l’istruzione secondaria è gratuita solo nelle scuole pubbliche, ma resta a carico dello studente il costo dei libri. La lingua di base dell’insegnamento elementare è ufficialmente il tedesco, ma di fatto, se l’apprendimento della lettura e della scrittura è effettivamente in tedesco (il lussemburghese è prevalentemente una lingua orale, con norme ortografiche non ancora ben disciplinate) la lingua parlata durante le lezioni è comunque il lussemburghese. A partire dal secondo semestre del secondo anno viene introdotto il francese come lingua veicolare. I cittadini stranieri hanno la possibilità di seguire dei corsi integrati (cours intégrés) nella propria madrelingua, organizzati in collaborazione con la scuola ed i consolati. Grossi problemi nascono comunque da questa molteplicità di lingue: un bambino che inizia la scuola si trova davanti alla necessità di conoscere tre, a volte quattro, lingue diverse. In particolare, i bambini di madrelingua neolatina hanno moltissime difficoltà a capire e ad esprimersi in una lingua germanica. Problemi come la dislessia e la disortografia sono comunissimi. Per questo motivo, molte scuole organizzano corsi di sostegno (cours d’appui), classi di accoglienza (classes d’accueil) o classi di attesa (classes d’attente); le informazioni in merito vengono date dal servizio dell’insegnamento (Service de l’enseignement) del comune di residenza o dal Service de l’enseignement de la ville de Luxembourg. Una peculiarità tutta lussemburghese è che non esiste una scuola denominata in modo corrispondente alla nostra scuola “media”, tuttavia come in Italia l’istruzione obbligatoria comprende la scuola elementare più tre anni di scuola secondaria. Una parte dell’insegnamento secondario fa quindi parte della scuola dell’obbligo senza però che la fine di questo periodo sia marcata da un passaggio netto come l’esame di terza media italiano. Il passaggio dalla scuola elementare a quella secondaria avviene tramite una serie di test di valutazione, in base ai quali gli insegnanti consiglieranno di seguire l’istruzione secondaria generale (enseignement secondaire général) o tecnica (enseignement secondaire technique). L’esame di passaggio da una scuola all’altra, il cui risultato era vincolante per poter seguire l’istruzione generale, è stato abolito tra il 1995 e il 1996. L’istruzione secondaria generale corrisponde più o meno al nostro liceo, ha una durata di sette anni e permette il passaggio all’università. Dopo un primo anno orientativo, lo studente sceglierà l’insegnamento classico (latino) o moderno (inglese); alla fine del terzo anno, dovrà poi decidere un orientamento (letterario o scientifico) all’interno del quale, nel corso del sesto anno, sceglierà le materie predominanti. Alla fine del percorso gli verrà rilasciato un diplôme de fin d’études secondaires (equivalente più o meno a un diploma di maturità). Vi è poi l’istruzione secondaria tecnica che ha una durata di sei o sette anni, a seconda delle scelte e delle capacità dell’alunno. Tuttavia è possibile interrompere gli studi già alla fine del terzo anno per entrare, a 15 anni, nel mondo del lavoro. Il ciclo completo di sette anni porta a un diplôme de fin d’études secondaires techniques che consente l’accesso all’università. Per coloro che non volessero o non riuscissero ad arrivare fin là, vi sono alcuni diplomi intermedi, come il certificato di attitudine tecnica e professionale (CATP, Certificat d’Aptitude Technique et Professionnelle), il certificato di avviamento tecnico e professionale (CITP, Certificat d’Initiation Technique et Professionnelle) o il certificato di capacità manuale (CCM, Certificat de Capacité Manuelle) che aprono comunque le porte all’esercizio di vari mestieri. Esistono inoltre delle classi dette preparatorie (régime préparatoire), a cui si accede dopo l’istruzione primaria, e che sono destinate a preparare gli studenti più deboli all’accesso all’istruzione tecnica postprimaria. Le competenze da acquisire sono suddivise in moduli e lo studente ha la possibilità di seguire il proprio ritmo di apprendimento, fino al raggiungimento del livello voluto. Le classi preparatorie durano normalmente uno, due o tre anni, ma possono essere anche più lunghe se il ritmo dello studente lo richiede. Va poi sottolineato che nel minuscolo ma importante Granducato di Lussemburgo (e, come abbiamo visto, nella maggior parte degli Stati dell'Est), gli esaminatori esterni attribuiscono un voto finale tenendo conto anche dei risultati ottenuti alla prova esterna e del lavoro svolto durante l’anno. Per venire, poi, incontro alle difficoltà degli studenti di madrelingua neolatina (in genere italiani, spagnoli, portoghesi), alcuni istituti tecnici organizzano delle classi in cui la lingua veicolare è il francese. Esistono inoltre, in alcuni istituti, delle classi dette d’integrazione e destinate ad accogliere i giovani che, avendo frequentato le elementari in un altro paese, non conoscono né il francese né il tedesco. In tali classi lo studio di queste lingue è, ovviamente, predominante. Quanto alla tipologia d'esame finale che s'affronta dopo aver compiuto il percorso d'istruzione secondaria, va detto che in Lussemburgo ci sono l'EFES e l'EFET. Il primo o Examen de fin d’études secondaires è un esame nazionale organizzato al termine dell’istruzione secondaria generale dal ministero dell’educazione e incentrato sulle materie dell’ultimo anno della sezione di studi dello studente, compreso il tedesco come lingua di insegnamento, matematica, scienze e una lingua straniera. Il superamento di questo esame dà diritto al Diplome de fin d’etudes secondaires. Un'altra tipologia è costituita dall'EFET o Examen de fin d’études du technicien, un esame nazionale organizzato al termine degli studi secondari per la formazione di tecnici, il cui contenuto viene definito dal ministero dell’educazione nazionale. Il superamento di questo esame dà diritto al Diplome de technicien.

Grecia
Culla del pensiero filosofico, artistico e letterario ed, in una parola, della cultura, occidentale se non umana, per diversi secoli, la Grecia denominata oggi Repubblica Ellenica, è un paese membro dell'Unione europea che aderisce allo Spazio Economico Europeo ed al sistema monetario dell’Euro. Benché sia stato uno dei luoghi in cui, insieme all'antica Roma, all’India, alla Cina, all'Egitto, alla Mesopotamia e ad Israele hanno avuto origine la storia e la civiltà dell'uomo, tuttavia, in progresso di tempo, la Grecia passando il testimone culturale nel mondo antico ai romani e, quindi, ai popoli neolatini, per diversi secoli si è chiusa nel proprio oblio (anche se talvolta ha toccato punte d’eccellenza sul piano culturale). Oltre alla Grecia classica, infatti, capace di suscitare emozioni mnemoniche intense, che rimandano a Socrate, Platone, Aristotele, Omero, etc., ci fu poi la Grecia Bizantina, capace insieme a Costantinopoli di conservare gelosamente il sapere tralatizio, insidiato dal caliginoso Medioevo, prima di subire l'ascendente di ottomani, franchi, veneziani, crociati, ecc. In particolare il sistema educativo ellenico, dopo mille "odissee", fu fino agli anni 70 del secolo scorso, con l’avvento della cd. Dittatura militare, uno tra i più arretrati d'Europa. In quell’epoca difatti la Grecia compì grandi sforzi per riformare, nel 1976, la sua istruzione e portando l'obbligo scolastico da sei a nove anni, con la conseguente riduzione del tasso d’analfabetismo dal 46 al 7% nel giro di trent’anni. Il sistema scolastico greco - che ha quindi oggi un obbligo scolastico di 9 anni, da 6 a 15 anni - è suddiviso in Scuola Primaria o Demotiko (6-11 anni); Scuola Secondaria o Gymnasio (12-15 anni); e Scuola Superiore o Eniaio Lykeio (3 anni) con una suddivisione in una Scuola di formazione Tecnico-professionale o Technika Epaggelmatika Ekpaideftiria-TEE (dopo i 15 anni) ed una Scuola di formazione Professionale denominata Institouto Epaggelmatikis Katartisis-IEK (che dura 2 anni dopo i 17 anni). In particolare, il sistema educativo del Demotiko primario prescrive quale figura centrale il maestro prevalente, affiancato da un cd. maestro specialista per l’insegnamento dell'inglese o d'altra lingua straniera, e dell'educazione fisica o musicale. Come si nota particolare cura ed attenzione è posta da parte delle istituzioni verso il ruolo centrale del corpo docente, cercando d'incentrare su pochi autorevoli precettori la responsabilità didattica. Ciò, seppur coi dovuti aggiustamenti, viene riprodotto in ogni ordine e grado d'insegnamento, persino nelle prestigiose università greche, di cui le sedi universitarie più famose sono Atene, Salonicco, Patrasso in Tracia e Ionani a Creta. Come abbiamo accennato, Ia durata dell'istruzione obbligatoria è di 9 anni (dai 6 ai 15 anni di età). I primi sei anni sono quelli della scuola elementare e i tre anni successivi costituiscono il ginnasio o istruzione secondaria inferiore. La scuola dell'obbligo è completamente gratuita. Gratuiti sono anche libri di testo e il trasporto da e per la scuola. I bambini che concludono con successo la scuola elementare sono ammessi automaticamente, senza esami, alla prima classe del ginnasio. Importante è anche lo studio di una lingua straniera (l'inglese) a partire dalla quarta elementare (tre ore settimanali), cui si abbina una seconda lingua al ginnasio (francese, arabo o tedesco). Al termine di ogni anno ginnasiale gli studenti devono sostenere esami scritti e orali. Si è ammessi alla classe successiva se il voto finale in tutte le materie è di almeno 10 su 20. Se il voto è inferiore a 10 in un massimo di quattro materie, l'alunno è rimandato agli esami di riparazione di settembre. Se il voto è inferiore a 10 in più di quattro materie, l'alunno deve ripetere la classe. Gli alunni possono ottenere un aiuto finanziario dallo Stato sotto forma di borse di studio e di prestiti ed in determinati casi possono altresì fruire di vitto e alloggio gratuiti. L'assistenza sociale è limitata e comprende un piccolo numero di borse, doni e aiuti finanziari per le scuole di tutti i gradi, provenienti da fonti sia pubbliche che private. Esistono inoltre due tipi di assegni di famiglia: un'indennità scolastica e un'indennità per famiglie numerose. L'istruzione secondaria superiore è impartita nei licei e nelle scuole tecniche professionali (TES). Il corso di studi dei licei ha durata triennale e le lezioni sono diurne o serali. Nei licei serali la durata degli studi è quadriennale. All'età di 15 anni gli studenti devono compiere la prima scelta di orientamento. Esistono i seguenti tipi di liceo: liceo generale, liceo tecnico-professionale, liceo polivalente unico, liceo classico, liceo ecclesiastico e liceo musicale. Esistono anche sezioni speciali del liceo che prevedono facilitazioni per gli studenti che praticano attività sportive. Per accedere a questo livello non è necessario sostenere alcun esame d'ammissione, ma è sufficiente aver ottenuto la licenza ginnasiale. Nei licei pubblici l'insegnamento è gratuito e i libri di testo sono distribuiti gratuitamente dallo Stato. L'insegnamento delle lingue straniere (inglese, francese o tedesco) è impartito in tutti i tipi di liceo, tranne che nel liceo classico ove è sempre insegnato il tedesco. Alla fine d’ogni anno scolastico gli studenti sostengono esami scritti ufficiali per ogni materia, in base all'esito dei quali è decisa la loro ammissione alla classe successiva. Il voto finale di ciascuno studente corrisponde alla media del voto riportato nella valutazione orale e dei voti degli esami scritti di fine anno. Alla fine del terzo anno del liceo tutti gli studenti - di istituti statali e privati - sostengono degli esami, uguali per tutti, per ottenere la licenza liceale. Sulla valutazione complessiva incide lo scritto per il 70% e l'orale per il 30%. Le statistiche mostrano che risultati migliori sono ottenuti dagli studenti delle scuole private, che però hanno un costo elevato e pertanto non sono accessibili a tutti. L'istruzione superiore universitaria è impartita nelle università (AEI) e negli istituti superiori di tecnologia (TEI). La recente riforma ha praticamente parificato i TEI agli AEI, rendendoli simili a quelle che in Italia sono le lauree brevi. Le università sono costituite da facoltà, suddivise in dipartimenti. Gli istituti superiori di tecnologia si articolano in dipartimenti, raggruppati in facoltà che corrispondono alle principali discipline (arti grafiche e belle arti, amministrazione aziendale ed economia, professioni della sanità e della previdenza, tecnologia e agronomia, tecnologia applicata e tecnologia dell'alimentazione). Il programma di studi ha un indirizzo prevalentemente pratico. Per essere ammessi bisogna sostenere gli esami in quattro materie a scelta del candidato tra quelle studiate nell'ultimo anno del liceo. Tali materie determinano l'indirizzo di studi che si vuole intraprendere. Gli esami nelle quattro materie prescelte possono essere ritentati in caso di esito negativo. Il numero degli ammessi è limitato per tutti i corsi di studi dell'istruzione superiore. Il numero dei posti disponibili ogni anno è stabilito dal Ministero previa consultazione degli istituti interessati. Anche l'istruzione superiore gratuita comprende anche i libri di testo. Voglio ricordare, quanto all'oggetto principale della nostra indagine comparativa in giro per l'Europa, che, al termine del ciclo di studi secondari viene tra gli altri esami sostenuta la prova principale consistente in esami scritti interni definiti AE o Apolytiries Exetaseis, organizzati in alcune materie al termine del terzo anno nell’eniaeo Lykeio (istruzione secondaria superiore generale). L’organo responsabile di questi esami è la scuola e i risultati ottenuti sono indicati sul certificato corrispondente (Apolytirio genikou lykeiou). Infine, superati quelli interni, gli esami sono completati da esami scritti esterni (Panelladikes exetaseis) organizzati a livello nazionale.

Irlanda
L'Isola d’Irlanda è oggi probabilmente il più dinamico degli Stati europei, tanto che in pochi anni un Paese dedito essenzialmente alla pastorizia ed all'agricoltura e che è stato lambito dalla Rivoluzione industriale soprattutto quale vassallo della progredita ed incube Gran Bretagna, di recente è divenuto un paese up-to-date che ha sfruttato intelligentemente i fondi comunitari per realizzare una compiuta Società dell'Informazione, con il massivo impiego dell'informatica. Pur possedendo una lunga tradizione scolastica (tanto che nella costituzione, come in quella italiana, il diritto allo studio e all’educazione scolastica viene contemplato come un diritto fondamentale) è solo negli ultimi anni che il dinamico governo irlandese ha posto nel sistema educativo irlandese uno dei cardini principali del proprio investimento per il futuro dell'Irlanda, tanto che oggi essa si presenta con la più alta partecipazione scolastica al mondo (81% degli studenti irlandesi completa la scuola secondaria mentre approssimativamente il 60% s’iscrive all’università). Tale trend nell'educazione scolastica della popolazione irlandese sta lasciando un marchio positivo a livello nazionale e internazionale, con aziende sempre più numerose alla ricerca del laureato irlandese per le posizioni dirigenziali o di alta specializzazione. La gestione e responsabilità del sistema scolastico irlandese viene operata dal Dipartimento di Educazione e Scienze (Department of Education and Science) il quale amministra tutti gli aspetti di politica educativa inclusi gli esami. In Irlanda l’obbligo scolastico è obbligatorio dagli anni 6 agli anni 15, gratuito nella maggior parte delle scuole e nelle università sino al terzo anno di corso. Il sistema scolastico irlandese veniva tradizionalmente diviso in tre livelli base: Primario (elementare); Secondario (superiore) con una durata di 5 o 6 anni e che comprende un Junior Cycle per 1-3 anni, un Transition year al 4º anno, e un Senior cycle dal 5º al 6º anno; e Terzo livello (universitario o professionale) che comprende il sistema universitario, gli instituti di tecnologia, le scuole professionali o i c.d. NUI college, e che è appunto supposto ad offrire una vasta gamma di opportunità tra orientamento professionale e tirocinio, laurea universitaria o master universitario. Recentemente il modello tradizionale ha subito diverse modiche atte a comprendere anche una educazione pre-scolastica e una ulteriore educazione adulta in simbiosi con il concetto di continua formazione educativo/professionale del soggetto per il beneficio personale e aziendale (Life-long learning) Il sistema scolastico irlandese, come abbiamo illustrato, è suddiviso in 8 anni di scuola primaria e 5 di scuola secondaria. La scuola secondaria a sua volta è divisa in due cicli: il Junior Cycle di tre anni, è uguale per tutti e si conclude con il Junior Certificate Exam; il Senior Cycle inizia con un Transition Year e prosegue con un biennio di preparazione agli esami di ingresso all'università. Al termine del Senior Cycle si ottiene il Leaving Certificate. Le materie del Junior e del Senior Cycle sono: Inglese, Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, Storia, Geografia, Lingue Straniere, Economia, Informatica, Musica, Gaelico (idioma non obbligatorio per gli Exchange Students). Alcune materie, come Inglese e Matematica, sono obbligatorie, altre invece, come Economia. Musica, Francese, Tedesco o Spagnolo opzionali. L'atmosfera a scuola è generalmente piuttosto informale, anche se per tradizione ci si rivolge ai docenti con Mister o Miss. Nella maggior parte delle scuole si indossa la divisa. L'Università e il college in Irlanda sono Il terzo livello scolastico di studi in Irlanda comprende un livello di educazione avanzata al quale lo studente accede dopo il superamento del livello secondario di studi. Tradizionalmente il settore viene suddiviso in settore universitario, settore tecnologico, e scuole di formazione alla professione di insegnante (Colleges of Education). Tutti e tre i settori sono autonomamente amministrati e godono di finanziamenti pubblici. Il numero di studenti partecipanti ad un livello di studi superiore è notevolmente cresciuto negli ultimi 20 anni, portando la popolazione attiva studentesca al 55% (una delle percentuali maggiori al mondo). Come in tutti i paesi anglosassoni, anche l’Irlanda prevede una forte competizione di accesso al livello avanzato di studi, con condizioni diverse per studenti nazionali e internazionali (a quest’ultimi è infatti richiesta anche una certificazione che qualifichi la conoscenza della lingua inglese). I diplomi di educazione superiore (ivi comprese le lauree) sono generalmente conferiti dagli stessi istituti e quindi dalle università, dall’Istituto Tecnologico di Dublino, e da altri Istituti di Tecnologia. In relazione ai restanti Istituti non universitari, l’organismo preposto al rilascio dei diplomi di educazione avanzata è l’Higher Education and Training Awards Council (HETAC). In effetti la funzione dell’HETAC non si esaurisce nel solo rilascio dei diplomi nel settore non universitario-tecnologico, esso infatti è il dipartimento nazionale che sovrintende al terzo livello di educazione e che orienta al livello post-accademico (master e dottorato). Tutte le qualifiche del terzo livello di studi fanno parte del c.d. National Framework of Qualifications (NFE), nel quale vengono compresi pertanto tutti i diplomi avanzati riconosciuti in Irlanda. Il NFE viene controllato e gestito dall’autorità pubblica NQAI (National Qualifications Authority of Ireland) che conferisce al sistema di educazione avanzato uno specifico valore europeo e internazionale. La certificazione finale di terzo livello o livello avanzato in Irlanda viene così suddivisa: Diploma di laurea: due anni. Laurea ordinaria: tre anni. Laurea superiore: quattro anni. Specializzazione di laurea: laurea professionale-specialistica di 1 anno. Master: uno o due anni. Dottorato: circa tre anni. Come abbiamo visto nella nostra analisi della Gran Bretagna, in Irlanda del Nord l'istruzione è gestita dal Governo centrale britannico che controlla il programma d’insegnamento generale mentre la responsabilità diretta è attribuita ai diversi Dipartimenti per l’Educazione del governo. Al termine degli studi viene rilasciato il LC o Leaving Certificate, un Certificato conseguito dagli studenti che hanno superato l’esame Leaving Certificate Examination al termine di un corso di istruzione secondaria superiore di due anni (Senior cycle). Il certificato permette l’accesso ai percorsi professionali o al proseguimento degli studi. Costituisce anche la qualifica di base per accedere a determinati istituti di istruzione superiore, comprese le università, e rappresenta anche una test di accesso per una serie di professioni. Si identificano tre tipi di esami, il Leaving Certificate, il Leaving Certificate Vocational Programme (LCVP) e il Leaving Certificate Applied (LCA). I candidati del Leaving Certificate vengono valutati generalmente su sette materie , con i seguenti voti: A1, A2, B1, B2, C1-C3, D1-D3, E, F e NG (non classificato). Il LCVP ha una forte connotazione professionale e comprende unità di studio chiamate Link Modules, oltre a quanto è richiesto dal LC. L’LCE comprende corsi modulari che prevedono la preparazione professionale, l’istruzione generale e l’istruzione professionale.

Islanda
Pur non facendo parte dell'Unione europea per ragioni essenzialmente legate alla pervicace continuazione della pesca alle balene, che naturalmente sarebbe vietata dopo una sua adesione come stato membro all'UE, l'Islanda, per i suoi alti standard educativi, merita la nostra indagine. Malgrado sia un'isola, difatti, l'Islanda è legata a doppio filo alla cultura scandinava continentale e per conseguenza gli islandesi, in origine pescatori e cacciatori come tutti i popoli nordici, hanno il culto della cultura ed amano molto leggere. In Islanda il libro è il frutto e l'albero della comunicazione umana, secondo il motto: “Meglio rimanere senza scarpe che senza un libro”. Così vi sono 320 biblioteche per una popolazione complessiva nell'Isola di meno di 300.000 abitanti che leggono in media circa 3.000.000 di libri annui ossia circa 10 libri pro capite. Vi è quindi un alto livello culturale e non esiste l'analfabetismo. È interessante notare come l’Islanda includa il rispetto della natura e la promozione della coscienza religiosa e dell'etica non materialista tra gli elementi da promuovere nelle scuole nel quadro dello sviluppo della “cittadinanza responsabile” degli alunni. Così, secondo la legge scolastica islandese, i metodi e le pratiche educative devono essere caratterizzati dal rispetto della natura, dalla tolleranza verso gli altri, dall’etica cristiana anche sul piano dei costumi e dalla cooperazione democratica. L'istruzione è obbligatoria e gratuita dai 6 ai 15 anni. La scuola secondaria dura dai due ai quattro anni, dall’età di 16 anni ai 20 ma la maggior parte degli islandesi oltre i 20 anni continua a studiare. Molteplici organizzazioni in Islanda offrono una vasta gamma di opportunità per l’istruzione superiore, la formazione professionale, l’apprendimento delle lingue e percorsi accademici alternativi. In Islanda ci sono otto istituti di istruzione universitaria: l’University of Iceland è la più importante, istituita nel 1911, nacque dalla fusione di tre istituti professionali fondati nel secolo XIII: la scuola di teologia, quella di medicina e quella di legge. Prima di allora gli studenti islandesi compivano gli studi universitari in Danimarca, Svezia o USA. L’Università di Islanda è cresciuta notevolmente e in maniera rapida e nel corso del secolo sono state aggiunte ben dieci facoltà. Le altre università offrono corsi di Scienze della Formazione (Iceland University of Education), Ingegneria (Tecnical University of Iceland), corsi tecnico-professionali (University of Akureyri) e Scienze Agrarie (Hvanneyri Agricultural University). Due istituti privati offrono programmi di Economia e Scienze dell’Informazione (Bifröst School of Business and Reykjavík University) e un altro offre programmi di Arte, Teatro e Musica (Iceland Academy of the Arts), anche se mancano alcuni insegnamenti universitari, che costringono ad emigrare in Svezia od in USA soprattutto i futuri medici. Infatti il 16,7% degli studenti universitari islandesi ha continuato nel 2006 a studiare all’estero. Al termine del percorso secondario islandese si deve sostenere il cd. Studentspróf, un esame organizzato nelle scuole secondarie superiori generali dopo 4 anni di studi, obbligatorio per il conseguimento del certificato Stúdents-Prófsskírteini. L’esame verte su tutte le materie insegnate, inclusi islandese, matematica, scienze e lingue straniere, mentre le prove sono distribuite nei 4 anni di studio ma la parte principale dell’esame si svolge al termine dell’ultimo anno. L’esame è di responsabilità dei singoli istituti di istruzione secondaria superiore. Come si vede si tratta di un sistema che, malgrado sia stato minato di recente dagli ultimi eventi di carattere economico che hanno messo
in allarme i cittadini sussistendo la minaccia che il sistema bancario isolano potesse di colpo dissolversi, costituisce comunque un laboratorio di piccole dimensioni ma di grande respiro nell'ambito dei migliori sistemi educativi del mondo.

Lettonia
La Repubblica baltica di Lettonia ha negli ultimi decenni riformato il sistema della pubblica istruzione, prevedendo sin dal 1989 un primo ciclo obbligatorio novennale, cui segue un secondo ciclo di tre anni o/e da una formazione professionale della durata variabile da uno a sei anni. Il tasso di alfabetizzazione della Popolazione totale è del 99,8%, e l’educazione prescolare è considerata il 1° livello del sistema educativo ed è opzionale. Gli istituti di educazione prescolare (pubblici e privati) accolgono i bambini da 1 a 7 anni. Gli istituti del settore pubblico richiedono che i genitori contribuiscano economicamente alla copertura dei costi per la mensa e per le spese di gestione, ma l’accesso alle attività educative è gratuita. Nel settore privato, la tassa pagata copre tutti i costi del programma. L’istruzione obbligatoria dura dai 6/9 anni di età fino al completamento della scuola di base, tra i 15 e i 18 anni. La scuola di base (pamatskola) consiste di 2 livelli. Il 1°, che corrisponde all’istruzione primaria (sakumskola) dura dal 1° al 4° anno; il 2°, che corrisponde all’istruzione secondaria inferiore, dura dal 5° al 9° anno. Alcune scuole offrono l’istruzione solo dal 1° al 6° anno, coprendo l’intero ciclo primario ma lasciando incompleto il ciclo seguente. Altre offrono tutti i 9 anni. Inoltre, alcune scuole di base offrono corsi professionali. Dobbiamo sottolineare come non esistono in Lettonia esami di ammissione alla scuola di base e non è prevista nessuna tassa di iscrizione. L’anno scolastico inizia a settembre e termina alla fine di maggio, suddiviso in 34 settimane di lezione al 1° anno, 35 settimane dal 2° all’8° anno e 37 settimane al 9° anno. Le lezioni sono distribuite su 5 giorni e durano 35 minuti al 1° anno e 40 o 45 minuti dal 2° al 9° anno. Il numero di ore di lezioni giornaliere varia da 5 al 1° anno a 8 all’8° e 9° anno. Le classi possono essere composte da un minimo di 8 alunni a un massimo di 34. Le classi sono composte da alunni della stessa età. Nell’istruzione primaria, le materie vengono insegnate da un insegnante unico sostituito da altri docenti per le attività specialistiche. Dal 5° al 9° anno ogni materia viene insegnata da un insegnante specialista. Il curriculum viene stabilito a livello centrale. Tutte le materie (Lettone, Letteratura, 2 Lingue Straniere, Storia, Studi sociali, Introduzione all’Economia, Educazione Civica, Matematica, Informatica, Biologia, per l’istruzione primaria e secondaria, che stabiliscono gli obiettivi principali dei programmi educativi, i contenuti obbligatori e i criteri per la valutazione. Inoltre, sono stati fatti grandi sforzi per introdurre un’istruzione bilingue dal momento che circa il 45% della popolazione non parla il lettone. Infatti, il lettone è riconosciuto come lingua ufficiale dal 1989, tuttavia c’è una forte presenza di minoranze etniche e una grande percentuale di popolazione parla russo. A partire dall’anno scolastico 2002/2003 tutte le scuole primarie con minoranze prevedono l’introduzione dell’istruzione bilingue per garantire un passaggio graduale all’istruzione in lingua lettone a livello secondario entro il 1 gennaio dell'anno prossimo ovvero il 2009. I nuovi standard relativi alla valutazione definiscono le conoscenze e le abilità da acquisire al termine di ogni livello di istruzione. A partire dall’anno scolastico 2000/2001 è stato introdotto un nuovo sistema di valutazione nel 1° livello dell’istruzione di base. Questo sistema non si basa sui voti ma sulla valutazione della padronanza dell’alunno relativamente ad un determinato argomento. Coloro che hanno difficoltà possono ripetere l’anno o ricevere un aiuto supplementare nelle classi di recupero. Alla fine dell’istruzione obbligatoria, gli alunni sostengono gli esami stabiliti dal Ministero dell’Educazione e delle Scienze e ottengono un certificato di fine istruzione obbligatoria. Tipi di istituti sono il Vitusskola (istruzione secondaria superiore di tipo generale) ed il Arodvidusskola (istruzione secondaria superiore di tipo professionale), entrambi della durata analoga di 3 anni dai 16 ai 19/20 anni. Tutti gli istituti di istruzione secondaria richiedono un certificato di istruzione obbligatoria e ogni scuola può definire i propri criteri di ammissione. Le scuole secondarie del settore pubblico sono gratuite. L’anno scolastico lettone inizia il 1° settembre, termina alla fine di maggio ed è diviso in 2 semestri (settembre/dicembre e gennaio/maggio). Le scuole stabiliscono autonomamente l’orario giornaliero, che non deve superare il limite massimo stabilito dal Ministero, corrispondente a 34 lezioni per il 10° e l’11° anno e 36 lezioni per il 12° anno. Nell'ambito dell'oggetto principale della nostra indagine a puntate nel sistema scolastico dei paesi europei in merito al certificato d'istruzione secondaria, possiamo notare, in conclusione, come in Lettonia, vi sia un sistema analogo a quello di un'altra repubblica baltica che abbiamo già illustrato: lìEttonia. Difatti, al termine del ciclo secondario è obbligatorio sostenere il cd. CE o Centralizets Eksamens, che è un esame organizzato conformemente a una metodologia specifica definita dal governo, al termine dei 9 anni di istruzione obbligatoria di base (pamatizglitiba) e dei 3 anni di istruzione secondaria superiore generale (vispareja videja izglitiba). L’esame ha un ordine specifico per la valutazione del rendimento degli alunni. Il contenuto dell’esame viene definito a livello nazionale. È organizzato dal governo e dalle autorità educative locali in cooperazione con gli istituti. Gli alunni che superano l’esame ricevono il certificato Pamatizglitibas sertifikats (istruzione di base) o Visparejas videjas izglitibas sertifikats (istruzione secondaria superiore). Molta attenzione è rivolta allo studio della musica colta, classica e corale. Va, in conclusione, segnalato che in Lettonia, i Concetti dello sviluppo dell’educazione (2002-2005) hanno tentato di “realizzare dei cambiamenti nel sistema educativo in maniera da promuovere la formazione di una società democratica e socialmente integrata”.

Liechtenstein
Malgrado il Liechtenstein non faccia parte, come la contigua Confederazione elvetica, dell'Unione europea, che la circonda, per le sue caratteristiche d’eccellenza, il suo sistema educativo merita, a mio parere, il nostro interesse. Più noto per ragioni politiche e soprattutto economiche, per la proverbiale impermeabilità dei conti del suo sistema bancario, il piccolo principato alpino, sebbene non sia membro dell’UE, è ormai strettamente legato ad essa in base all’Accordo sullo Spazio Economica Europeo (See). A causa delle sue piccole dimensioni (la popolazione è di 34.000 abitanti) il Paese di lingua prevalentemente tedesca, ha stipulato l’unione doganale con la Confederazione Elvetica o Svizzera cui si affida anche per quanto riguarda la valuta, la difesa, le rappresentanze (diplomatica e consolare) all'estero, la posta e alcune funzioni normative. Il sistema scolastico del Liechtenstein succedaneo di quello elvetico, prevede 8 anni di istruzione obbligatoria (compresi fra i 6 e i 14 anni di età). Dopo 5 anni di scuola primaria si accede a un triennio di scuola secondaria inferiore, da cui è possibile seguire un ulteriore triennio di scuola secondaria superiore, oppure si frequenta un corso di studi secondari della durata globale di 8 anni (Liechtensteinisches Gymnasium) che consente l'accesso agli studi universitari, svolti all'estero (Austria, Germania, Svizzera) poiché nel Liechtenstein non esiste l'università, mentre antiche ed importanti istituti di istruzione sono la scuola tecnica serale e la scuola musicale. Al termine della scuola obbligatoria (9 anni) i giovani, a seconda del loro livello di rendimento hanno la possibilità di frequentare una scuola superiore nella regione o di fare un apprendistato presso un’azienda. La scuola privata “Formatio” a Triesen è una scuola con lezioni tutto il giorno (scuola secondaria e scuola elementare bilingue) con classi piccole. La Waldorfschulea Schaan è orientata alla pedagogia di Rudolf Steiner e offre un asilo d’infanzia e una Gesamtschule (scuola collettiva) fino al nono anno scolastico. La International School Rheintal a Buchs (territorio svizzero confinante) è una scuola elementare per i bambini dai sei ai dodici anni che abitano nel Liechtenstein, nel Canton San Gallo e nel Vorarlberg. Le lezioni si tengono in lingua inglese. La frequenza della scuola materna è volontaria e gratuita. Il 90 percento dei bambini residenti nel Liechtenstein frequenta la scuola materna. Per i bambini di lingua straniera esiste l’obbligo di frequentare un anno di scuola materna. In questo periodo hanno diritto a corsi di tedesco. Per frequentare la scuola materna, i bambini devono aver compiuto almeno quattro anni entro il 30 giugno dell‘anno in cui comincia l‘asilo (metà agosto). L’obbligo scolastico per legge è di nove anni. I bambini che hanno compiuto il sesto anno di età entro il 30 giugno possono iniziare la scuola a metà dell’agosto successivo. I bambini frequentano cinque anni di scuola elementare e dopo, a seconda del loro rendimento, la Oberschule (quattro anni), la Realschule (quattro anni) o il Gymnasium (sette anni corrispondente al liceo in Italia). Dopo i nove anni di scuola obbligatoria esiste la possibilità di frequentare il decimo anno scolastico volontario. Il Matura o Maturaprufung costituisce l'Esame finale organizzato a livello nazionale nelle scuole dell’istruzione secondaria superiore di tipo generale dopo 8 anni di studi (Gymnasium di tipo B: otto anni - Gymnasium di tipo E: 5 anni). Il superamento dell’esame è obbligatorio per ottenere il certificato Maturazeugnis. Nel percorso di studi di tipo B, sono previste prove scritte e orali in tedesco, latino, francese e
matematica, un lavoro scritto in inglese e un test orale su una materia a scelta fra fisica, chimica, biologia, geografia, storia e inglese. Nel percorso di studi di tipo E, l’esame è simile a quello del percorso di tipo B, ma l’esame di latino è sostituito da prove orali e scritte di economia. Il contenuto dell’esame è stabilito dalla scuola.

Lituania
Questa repubblica baltica divenuta, con Estonia e Lettonia, parte integrante dell'Unione europea, con la sua forte presenza di cattolici ha un rapporto d'interscambio commerciale e culturale privilegiato con l'Italia. In quest'ambito di recente una delegazione culturale intergovernativa lituana si è recata nel nostro paese per acquisire ed in seguito mutuare gli elementi più positivi del nostro sistema educativo nazionale. Di conseguenza oggi il sistema di istruzione vigente nelle Repubblica di Lituania che si è giovato del nostro background esperienziale, comprende l'istruzione prescolare, l'istruzione a indirizzo generale per bambini e ragazzi, la formazione professionale e imprese di primo livello, l'istruzione superiore e formazione professionale avanzata (VET ovvero Vocational Education and Training) (o scuole professionali superiori) e l'istruzione superiore ed integrativa per adulti, statali o non statali (comunali, privati o altro). Secondo la costituzione lituana, l'istruzione è obbligatoria fino al sedicesimo anno d'età. L'istruzione prescolare è accessibile a tutti e destinata ai bambini di 5 e 6 anni. L'istruzione prescolare può essere impartita in lituano, russo, inglese e francese (solo a Vilnius, la capitale). L'istruzione obbligatoria viene impartita nell'arco di dieci anni in base a programmi d'istruzione primaria (classi 1a-4a, da 6/7 a 10/11 anni) e secondaria inferiore (classi 5a-10a, da 10/11 a 16/17 anni). A conclusione dei dieci anni e previo esame finale, gli allievi conseguono un certificato di fine ciclo di base (istruzione generale). L'istruzione secondaria inferiore si può acquisire anche con i programmi di livello 1 delle scuole di formazione professionale iniziale (di base). Sono ammessi in queste scuole allievi di almeno 14 anni di età, che non hanno conseguito il certificato di scuola secondaria inferiore ma desiderano acquisire competenze professionali del livello più basso (ad esempio: operai, lavoratori portuali, braccianti agricoli, addetti agli impianti igienico-sanitari) per corsi della durata di 2-3 anni. Poi la formazione professionale di livello secondario superiore è destinata agli allievi in possesso di un'istruzione di livello secondario inferiore. I corsi, per allievi da 15/16 a 17/18 anni, sono triennali e portano al conseguimento di una semplice qualificazione professionale. L'istruzione secondaria superiore (il cd. livello ISCED) a indirizzo generale, in base a programmi d'istruzione secondaria ad indirizzo accademico o professionale ovvero misto, dura di norma 2 anni e comprende l'11a e la 12a classe (da 16/17 a 18/19 anni). Altri tipi di scuole d'istruzione a indirizzo generale sono i ginnasi e le scuole internazionali di baccalaureato. I ginnasi di norma prevedono corsi che durano quattro anni e sono frequentati da allievi delle classi dalla 9a alla 12a. I ginnasi con materie umanistiche e discipline pratiche hanno un curriculum quadriennale e vi sono ammessi gli allievi che hanno portato a termine l'ottava classe dell'istruzione generale. Nei ginnasi di belle arti, il corso dura da sei a nove anni. Mentre la scuola internazionale di baccalaureato ha un curriculum biennale di istruzione secondaria superiore. Le lezioni sono tenute in inglese. Vi sono ammessi studenti che abbiano portato a termine il secondo anno di ginnasio, con vari indirizzi: umanistico, scientifico, tecnologico (attuato nelle scuole professionali e nei ginnasi a indirizzo tecnologico), artistico (attuato nei ginnasi a indirizzo artistico, nell'Accademia nazionale d'arte e nei conservatori). I curricula del profilo umanistico e di quello scientifico prevedono una parte obbligatoria e una parte facoltativa. L'istruzione secondaria superiore si acquisisce al termine del relativo programma di studi con il superamento dell'esame di maturità. La formazione professionale post-secondaria (livello 4) è destinata ai diplomati della scuola secondaria superiore che intendono acquisire una qualifica professionale. Gli studenti si iscrivono all'età di 18/19 anni e si diplomano a 20/21. La durata del corso dipende dalla complessità della professione (da uno due anni). L'istruzione e formazione professionale (VET) avanzata si acquisisce al termine di un programma di studio VET avanzato. Circa sette anni fa in conseguenza della riforma istituzionale del 2000 è stata attuata una riforma scolastica. Nell'ambito della riforma, le scuole VET avanzate sono soggette a valutazione. Se riconosciute come sufficientemente qualificate per fornire programmi d'istruzione superiore non universitaria, esse vengono trasformate in scuole superiori o in dipartimenti di tali scuole. Le scuole VET avanzate che non sono state oggetto della procedura di valutazione verranno riorganizzate, nel giro di qualche anno, in istituti di tipo diverso. La frequenza di scuole statali e comunali per l'istruzione generale, la formazione professionale e la formazione professionale avanzata è gratuita. Gli istituti non statali applicano tasse di frequenza da concordare. In Lituania esistono due tipi di istituti di istruzione superiore: le università e le scuole superiori. Le università vengono anche chiamate accademie, seminari e istituti d'istruzione superiore, con 35 istituti che forniscono istruzione superiore e conferiscono certificati (diplomi) d'istruzione superiore: 19 università o istituti di tipo universitario (15 statali e 4 non statali) e 16 scuole superiori (7 statali e 9 non statali). Gli studi che si possono svolgere negli istituti d'istruzione superiore sono: studi universitari, che danno la possibilità di acquisire un'istruzione superiore su una base teorica e di analisi scientifica, e di conseguire un titolo accademico e un titolo di dottorato (previa discussione di una tesi con contraddittorio); oppure studi professionali post-secondari non universitari, finalizzati a preparare ad un'attività professionale. Questi studi danno la possibilità di acquisire qualifiche professionali sulla base di analisi scientifiche applicate e/o di attività di ricerca applicata. Gli studi post-secondari possono essere studi universitari consecutivi di primo grado o studi non universitari. Gli studi post-secondari universitari hanno una durata da 3,5 a 4,5 anni. A conclusione del programma, si consegue un titolo accademico (Bachelor) e/o una qualifica professionale. Gli studi non universitari hanno una durata di 3-4 anni e portano al conseguimento di un diploma d'istruzione superiore attestante le qualifiche professionali. Successivamente agli studi universitari di primo grado, si può accedere al programma professionale specialistico, o al Master (studi di secondo grado o studi integrati ). A conclusione di studi (accademici) della durata di 1,5-2 anni si consegue il titolo di Master. Gli studi professionali specialistici durano 1-2 anni e si concludono con il conseguimento di attestati di qualifiche professionali. Il volume degli studi è misurato in crediti. Un credito corrisponde a 40 ore di lavoro dello studente (in aula, in laboratorio, ecc.) pari ad una settimana di lavoro. In funzione del programma di studio e delle qualifiche conseguite, tutti i programmi consecutivi si suddividono in 61 campi di studio, raggruppati in sei settori: umanistico, sociale, fisico, biomedico, tecnologico e artistico. I programmi di studio universitari si compongono di tre gruppi di discipline: discipline fondamentali, materie di base del programma di studio (che di norma fanno capo al settore scientifico o artistico prescelto) e materie di formazione speciale (tratte dal campo di studio principale). Il volume di studio per le materie dei tre gruppi deve essere pari, rispettivamente, a 24, 40 e 64 crediti. Il 70% circa dei corsi (crediti) dei programmi di studio universitari è obbligatorio, il 20% circa è facoltativo (gli studenti possono scegliere un certo numero di corsi tra quelli proposti per acquisire il numero di crediti previsto dal curriculum) mentre almeno il 5% è rappresentato da corsi liberi. Nel programma finalizzato al Master, sono da dedicare agli studi teorici almeno 25 crediti e almeno il 40% del volume del programma è destinato alla ricerca e ad un lavoro finale obbligatorio di natura analitica (o a progetti creativi nel caso degli studi artistici). I candidati sono ammessi agli istituti d'istruzione superiore con una selezione, e devono essere in possesso come minimo di un titolo d'istruzione secondaria generale. Esistono vari programmi postsecondari ai quali si viene ammessi solo se in possesso di un'istruzione superiore. I criteri di ammissione consistono di solito in una selezione basata sui voti conseguiti in determinate materie, normalmente in non più di quattro, e sui risultati degli esami di fine ciclo e/o sui voti degli esami di ammissione tenuti dagli istituti stessi. I requisiti e le norme di ammissione vengono predisposti da ciascun istituto d'istruzione superiore e poi coordinati con il ministero dell'Istruzione e delle Scienze. Esistono tre modalità di studi consecutivi: diurni, serali e extramoenia. Va ricordato che al compimento del ciclo d'istruzione secondaria bisogna sostenere nella Repubblica Lituana una rigida prova d'esame denominata BE o Brandos Egzaminai. Si tratta di una serie di esami nazionali organizzati al termine dell’istruzione secondaria superiore dalle Nacionalinis egzaminu centras (organismi esterni sotto la responsabilità del ministero dell’educazione e delle scienze). Gli esami sono scritti e sono relativi ad almeno 3 materie del programma, di cui obbligatoriamente il lituano. I candidati che superano questi esami ricevono il Brandos atestatas. In Lituania, la Strategia nazionale dell’istruzione per il 2003-2012 definisce la missione dell’istruzione nei termini seguenti: “aiutare l’alunno a comprendere il mondo contemporaneo, ad acquisire una competenza culturale e sociale e a diventare una persona indipendente, attiva e responsabile, volitiva e capace di imparare costantemente, che costruisca la propria vita e contribuisca a costruire quella della sua comunità”.

Malta
Uno dei punti di forza di Malta - che ha creato una serie di relationship con le regioni mediterranee ed in particolare degli accordi di libero scambio e sinergia economica e culturale con la Regione Siciliana per l'Italia, ma anche con la Libia e la Tunisia - è dato dalla lingua inglese, che s'inizia a studiare sin dalla Kinderheim. L’obbligo scolastico è fino ai 16 anni e il 90% degli studenti prosegue gli studi dopo la scuola dell’obbligo. L’insegnamento delle lingue straniere si differenzia per il fatto che dall’età di 5 anni gli scolari imparano l’inglese e il malti o maltese. Gli esami costituiscono poi un cardine del sistema scolastico, ed a 11 anni gli studenti ne devono superare uno molto importante, che determina sia il tipo di scuola secondaria sia gli esami finali che sosterranno a 16 anni. Da circa un decennio, e precisamente dal febbraio del 1996, l'informatica è prepotentemente entrata a far parte delle discipline studiate in ogni ordine e grado d'istruzione della scuola maltese. Nell’istruzione primaria le TIC vengono usate come strumento interdisciplinare e tutte le aule sono dotate di quattro computer. Oggigiorno, il settore scolastico di Malta s’ispira soprattutto al sistema d’istruzione britannico nella sua articolazione in tre gradi: l’istruzione primaria (dai 5 a 11 anni), secondaria (da 11 a 16 anni) e terziaria (16+). I genitori possono scegliere se mandare i propri figli a scuole statali, private o religiose. Il 70% circa degli studenti frequenta scuole del settore statale. Dopo due anni al sesto corso, gli studenti del Junior College sostengono gli esami di ammissione a livello intermedio e avanzato. Gli studenti che li superano accedono all’istruzione terziaria dell’università. A Malta esiste un’università riconosciuta da rinomate università straniere, gemellata con quella italiana di Roma. Al termine del regolare percorso di studi d'istruzione secondaria di stampo anglosassone, viene rilasciato il cd. Matriculation certificate examination, che prevede un esame a livello nazionale organizzato dal Matriculation and Secondary Education Certificate (MATSEC) Board dell’Università di Malta. L’esame è sostenuto al termine di un corso di studi di livello secondario superiore della durata di due anni. II sistema educativo maltese grazie alla posizione geopolitica costituisce una sorta di archetipo su cui molteplici nazioni emergenti dell'Africa mediterranea stanno conformando i loro rispettivi sistemi d'istruzione e ricerca nazionali. Va, inoltre ricordato che, Malta grazie alla sua posizione strategia, al clima mite in ogni stagione, tranne che nella bruciante estate maltese d'agosto, grazie anche a vantaggiosi prezzi e tariffari, ed in virtù ex professo del bilinguismo, costituisce una meta privilegiata del cd. turismo d'istruzione in particolare grazie all'ottima struttura ricettiva ed all'elevata specializzazione nell'insegnamento della lingua inglese, per cui molti istituti sono abilitati a rilasciare diplomi e certificati riconosciuti in tutto il mondo (anche per full-immersion, come ben sanno i numerosi cittadini dell'UE che vi si stanno recando per le vacanze estive).

Norvegia
Il sistema educativo norvegese appare in generale succedaneo a quelli eccellenti dei paesi scandinavi ed in particolare a quello finlandese, già illustrato in precedenza, ma presenta sue proprie caratteristiche di alto livello. Esso prevede un’educazione scolastica obbligatoria di 10 anni con inizio a 6 anni. La spesa pubblica per l’istruzione in Norvegia ammonta al 6,6% del prodotto interno lordo, rispetto a una media europea del 4,9 %. Il livello di istruzione medio in Norvegia è così elevato, che in base alle statistiche rilasciate il 31 dicembre 2006, il 91% dei cittadini di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha studiato per più di nove anni, il 59% ha completato le scuole superiori e il 37% ha terminato gli studi accademici. La scuola è obbligatoria sino al compimento del sedicesimo anno d’età. Il sistema obbligatorio di studi norvegese è diviso in 2 parti: scuola elementare (Barneskole) dai 6 anni ai 13 anni (comprende 7 livelli) e scuola secondaria inferiore (Ungdomsskole) (dai 13 anni sino ai 16 anni) che si concentra in particolare su studi di tipo accademico, in previsione soprattutto alla continuità agli studi. Il percorso di studi (non obbligatorio) continua con la scuola secondaria superiore (Videregående skole) che comprende studenti dai 16 ai 19 anni. Il terzo livello di educazione scolastica norvegese è quello universitario. Il sistema universitario dura in genere tre anni ed è suddiviso in diversi vari livelli di studi tra università e college universitari (høgskole). La Norvegia conta circa 3250 scuole elementari e medie, per un totale di quasi 60.000 insegnanti all’anno. Come abbiamo visto l’obbligo scolastico in Norvegia è di 10 anni, e i bambini iniziano ad andare a scuola all’età di sei anni. La scuola elementare (o primaria) norvegese (in lingua locale Barneskole) è prevista per un totale di 7 anni, con inizio all’età di 6 (in precedenza, prima della riforma del 1997, l’obbligatorietà agli studi iniziava a 7 anni). Essa termina ai 13 anni d’età. I primi anni sono naturalmente attitudinali, con insegnamenti specificatamente orientati all’accrescimento delle capacità sociali e caratteriali dei bambini. Successivamente gli scolari vengono introdotti allo studio di materie specifiche come la matematica, le scienze, la religione, la ginnastica e le lingue, quella norvegese e quella inglese. Seguono materie come la geografia e la storia, arte e musica. Il tipo di insegnamento applicato nel primo livello scolastico norvegese è quello di gruppo. Particolare attenzione viene fatta nel suscitare la curiosità intellettiva del bambino, mantenendo viva la sua attenzione con attività e giochi relativi alla materia d’insegnamento. Questo accade in particolare nella prima parte del livello primario di educazione. In seguito, nell’ultima parte del programma (dal quinto al settimo livello) l’insegnamento si focalizza sullo sviluppo delle capacità individuali e del senso critico di ogni alunno. Questo avviene in particolare tramite delle esperienze di problem solving (analizzare e risolvere positivamente situazioni tipo). tra le varie verifiche previste nel tempo molta importanza viene riconosciuta all'Eksamen fra videregående opplæring, che è l'esame di fine studi secondari superiori della durata di 3 anni (videregaende skole) organizzato dalle autorità educative nazionali. Esso prevede degli esami di lingua e letteratura norvegese, e in una o più materie principali dell’ultimo anno e costituisce un prerequisito per ottenere il certificato Vitnemal. Più in generale, partendo da un curriculum nazionale comune, l’istruzione dell’obbligo si basa su un apprendimento adeguato alle necessità individuali di ciascuno, in modo da fare sì che tutti i bambini e ragazzi acquisiscano conoscenze di base sul quadro culturale norvegese, imparino principi e valori della società norvegese, e abbiano uguale accesso al sapere. La scolarizzazione pubblica per bambini fu introdotta in Norvegia nel 1739. L’obbligo scolastico fu fissato a sei anni nel 1889. Nel 1969 fu esteso a nove anni, e nel 1997 a dieci. L’istruzione obbligatoria è suddivisa a partire dall’autunno 2006 in due segmenti: la scuola elementare (dalla 1a alla 7a classe) e la scuola media (dalla 8a alla 10a classe). Le dimensioni delle scuole variano molto, passando da quelle più piccole presenti nelle zone meno popolate rurali o montane, dove le classi sono composte da bambini di età diverse, a quelle delle grandi città formate da centinaia di allievi. Alcune scuole offrono soltanto la scuola elementare, altre solo quella media, altre ancora tutte le classi dalla prima alla decima. Il curriculum nazionale traccia le linee guida e determina i principi dell’obbligo scolastico in Norvegia fissati nella legge sull’istruzione. È stato elaborato un curriculum speciale per bambini audiolesi che utilizza la lingua dei segni norvegese come prima lingua. Come suddetto, circa un anno fa, a partire dall’autunno 2006 è entrato in vigore il nuovo Curriculum Nazionale Scolastico per il Miglioramento del Sapere, che prevede obiettivi precisi di conoscenze da parte degli studenti a secondo della classe scolastica frequentata. Nei distretti lapponi in cui vivono gli aborigeni sami sussiste il Curriculum Nazionale Scolastico per il Miglioramento del Sapere – Sami. I Sami, a cui è riconosciuto lo status di popolo indigeno della Norvegia, hanno il diritto individuale all’istruzione in lingua sami (lappone). Ciò avviene quando abitano in distretti sami o in altre zone della Norvegia qualora la classe sia composta da almeno dieci studenti sami. Tutti i comuni norvegesi sono tenuti a fornire strutture di assistenza ai bambini delle classi di 1-4 prima e dopo il regolare orario scolastico. Tali strutture offrono possibilità di gioco e partecipazione ad attività culturali e ricreative adatte all’età, alla capacità fisica e agli interessi dei bambini, adeguati alle necessità anche dei bambini disabili. Sui 4,5 milioni di abitanti della Norvegia, più di 1.000.000 risultavano al gennaio 2007 iscritti a un corso di studio. Inoltre, oltre 750.000 persone frequentano annualmente strutture di istruzione per adulti. Più di 600.000 erano gli scolari iscritti alle scuole elementari e medie norvegesi per l’anno scolastico 2004-05, oltre ai 15.000 studenti iscritti a scuole private per gli stessi cicli di studio. Questi dati rappresentano il più alto numero di iscritti alle scuole elementari e medie mai registrato in Norvegia. Il 60% degli studenti è oggi rappresentato da donne. Ogni anno, 15.000 studenti norvegesi ricevono contributi dal Fondo Norvegese di Stato per i Prestiti di Studio per conseguire la propria laurea all’estero. Inoltre, 7.000 studenti norvegesi ricevono aiuti per svolgere parte dei loro studi all’estero, oppure per partecipare a scambi internazionali. Va infine indicato che nel preambolo alla legge sull’educazione norvegese del 1999 si legge che: “La scuola primaria e secondaria inferiore contribuisce, in collaborazione e in accordo con la famiglia, a dispensare agli alunni un’educazione cristiana e morale. L’istruzione secondaria superiore contribuisce ad elargire le conoscenze e la comprensione dei valori elementari cristiani e umanisti, l’eredità culturale nazionale, le idee democratiche e un modo di pensiero e di lavoro scientifico”

Olanda
Il moderno e rinomato sistema scolastico olandese, per taluni aspetti succedaneo a quelli celebrati - che stanno in cima alle statistiche internazionali in tema di qualità ed offerta d'istruzione e ricerca - dei paesi scandinavi, prevede un'istruzione obbligatoria di 12 anni, dai 4 ai 16 anni d'età. Il sistema si distingue nella Scuola Primaria-elementare (Basisonderwijs oppure Bao, sbao) che va dai 4 ai 12 anni e nella Scuola Secondaria-superiore (Voortgezet onderwijs) che va dai 12 ai 18 anni. Sono inoltre previsti dei corsi professionali i quali consentono d'intraprendere una professione ovvero di accedere agli studi universitari. Il sistema superiore comprende l’istruzione universitaria (WOWetenschappelijk Onderwijs) e l’istruzione superiore professionale (HBO Hoger Beroepsonderwijs) che viene impartita nelle Hogescholen. La scuola primaria e elementare olandese inizia a 4 anni e viene chiamata Basisonderwijs o semplicemente Bao. Questa scuola di base elementare prevede 8 livelli, dal Groep 1 sino al Groep 8. L’obbligatorietà scolastica olandese inizia dal secondo livello e pertanto all’età di 5 anni. Gli insegnamenti si basano su dei livelli di Groep, come scrivere e leggere, o, più avanti, con l’apprendimento di una lingua straniera, principalmente la lingua semiufficiale accanto all'olandese id est l'inglese. Al termine dell’ottavo e ultimo livello, in genere all’età di 12 anni, l'alunno dovrà sostenere un Citotoets, un esame con cui si apprende il migliore corso di studi successivo (Voortgezet Onderwijs) a cui lo studente risulta essere più idoneo. Il terzo livello di studi in Olanda comprende l'istruzione universitaria (WOWetenschappelijk Onderwijs) e l’istruzione superiore professionale (HBO Hoger Beroepsonderwijs). Il sistema universitario olandese comprende un totale di 13 centri universitari: 9 specializzati in scienze sociali, naturali e umanistiche (Leiden, Groningen, Limburg, Rotterdam, Amsterdam, Utrecht, Nijmegen, Tilburg e Maastricht) ed i restanti 4 con orientamento di tipo tecnico (Delft, Eindhoven e Universiteit Twente) o professionale agricolo (come il centro universitario Universiteit Wageningen). Analizziamo, in conclusione, il sistema di certificazione dei compiuti studi d'istruzione secondaria in Olanda. L'HAVO o Eindexamen hoger algemeen voortgezet onderwijs, l'esame di fine studi organizzato al termine del quinto e ultimo anno dell’istruzione secondaria superiore generale (havo). Comprende uno Schoolexamen (esame interno all’istituto) e un Centraal examen (esame nazionale). L’esame del havo è relativo a sei materie, tra cui la lingua e la letteratura olandese e l’inglese che sono obbligatorie. Chi supera l'esame riceve il Diploma hoger algemeen voortgezet onderwijs. Mentre l'EVWO o Eindexamen voorbereidend wetenschappelijk onderwijs, l'esame di fine studi organizzato al termine del sesto e ultimo anno dell’istruzione preparatoria all’istruzione superiore (vwo). Comprende uno Schoolexamen (esame interno all’istituto) e un Centraal examen (esame nazionale). L’esame del vwo verte su un minimo di sette materie, tra cui la lingua e letteratura olandese, l’inglese e, per gli alunni del gymnasium, una lingua classica (lingua e letteratura latina o greca) è obbligatoria. Gli studenti che superano l’esame ricevono il Diploma voorbereidendwetenschappelijk onderwijs.

Polonia
Il sistema scolastico polacco è erede di una delle più antiche istituzioni educative al mondo, la Commissione Nazionale all’Educazione polacca (Komisja Edukacji Narodowej), nata nel 1773. Nonostante la grande tradizione culturale, l’educazione non ha sempre trovato facile libertà di espressione, come nelle università polacche durante la II Guerra Mondiale e nel periodo del blocco sovietico. Sin dal 1999, la Polonia ha attuato un nuovo programma scolastico con il quale ha introdotto l'uso generalizzato di strumenti informatici e l'apprendimento della lingua straniera. Il nuovo sistema educativo, con 6 anni di scuola primaria (contro gli 8 anni previsti dal sistema precedente) e 3 anni di liceo, prescrive un obbligo scolastico ferreo a partire in linea con le guide-lines europee della Strategia di Lisbona, dai 7 anni di età, che inizia quindi con la frequenza della scuola primaria-elementare. Pertanto, in totale, gli anni obbligatori tra la scuola primaria e la scuola secondaria sono 12 o 13, con la scuola elementare polacca - chiamata szkola Podstawowa - che al termine del primo livello di studi, da accesso allo studente all’obbligo di frequenza della scuola secondaria-media, strutturata in 3 anni di ginnasio (gimnazjum), che inizia in genere al compimento dei 13 anni. Il livello medio di studio termina con un esame finale onnicomprensivo. La scuola secondaria-superiore in Polonia viene suddivisa in altrettanti indirizzi, come exempli gratia il liceo specializzato ed il liceo generale (liceum, 3 anni), l’indirizzo tecnico (technikum, di 4 anni) e l'indirizzo professionale (2 o 3 anni). Al termine del livello secondario di studi, è previsto un esame di maturità chiamato 'egzamin dojrzalosci' il quale, se positivo, rilascia un certificato di diploma di maturità scolastica (swiadectwo dojrzalosci). L'Esame nazionale organizzato al termine dell’istruzione secondaria superiore generale o specialistica o dell’istruzione secondaria tecnica e professionale prende il nome di Matura o ED o Egzamin dojrzalosci. È obbligatorio solo per gli alunni che vogliono ottenere il certificato Swiadectwo dojrzalosci richiesto per accedere all’istruzione superiore. È definito dalle autorità educative regionali e comprende una prova scritta di lingua e letteratura polacca, e una su una materia opzionale scelta dall’alunno. Gli esami orali (stabiliti da ogni istituto) sono relativi alla lingua e letteratura polacca, una lingua straniera e una materia opzionale. In conclusione il livello universitario polacco, tradizionalmente eccellente, vanta una lunga e prestigiosa tradizione, avendo studiato al suo interno personaggi di fama, come Copernico o Karol Woityla ed ha subito di recente una significativa riforma che ha introdotto la lingua straniera - soprattutto tedesco ed inglese - in quasi tutte le discipline. Al termine degli studi universitari viene rilasciato il titolo di laurea (inzynier) valido entro l'UE, che eventualmente porta ad un master (magister) e ad un dottorato (doktor).

Portogallo
Quando si parla di un paese che oggi non costituisce statisticamente uno dei più ricchi od importanti sul piano mediatico a livello internazionale, non va dimenticato come esso sia stato un grande impero coloniale fino a metà del secolo scorso per le refluenze che ciò ha prodotto sul piano civile ed economico. Va, infatti, rammentato per l'importanza che il Portogallo ha sotto il profilo culturale e dunque anche scolastico, che nel mondo il portoghese è una lingua parlata oltre che in Portogallo, anche in Brasile, Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Macao e Timor Est, con più di 200 milioni di parlanti nativi. Pertanto il portoghese è la sesta lingua madre più parlata al mondo, e la seconda lingua neolatina, superata solo dallo spagnolo. Infatti la lingua portoghese si diffuse nel mondo nel XV e XVI secolo, cioè nel momento in cui il Portogallo, il primo e più duraturo impero coloniale e commerciale d'Europa, stava estendendosi dal Brasile, nelle Americhe, fino a Macao, in Cina, ed in Giappone. Il risultato di questa espansione è che il Portoghese, al giorno d'oggi, è la lingua ufficiale di otto Paesi indipendenti, ed è largamente parlato o studiato come seconda lingua in molti altri. Esistono ancora circa venti lingue creole portoghesi. È un'importante lingua minoritaria in Andorra, Lussemburgo, Paraguay, Namibia, Svizzera e Sudafrica. Esistono, inoltre, immense comunità parlanti portoghese in molte città e regioni del mondo, come per esempio Parigi in Francia, Tokyo in Giappone, Boston, New Jersey e Miami negli Stati Uniti d'America, nonché le Province argentine di Corrientes, Misiones, Entre Ríos e Buenos Aires. Per andare in medias res, va detto come il recente sistema scolastico portoghese, costituisca in base alla costituzione lusitana, il mezzo per garantire il diritto allo studio ed alla formazione, espresso in garanzia dell'accesso alla formazione continua, come modo di favorire lo sviluppo globale della personalità individuale, del progresso sociale e della democratizzazione della società. La legge sull'insegnamento (legge n. 46/86 del 14 ottobre, modificata dalla legge n. 115/97 del 19 settembre), ha stabilito il quadro generale ed ha riorganizzato i principi del sistema educativo lusitano compresa la maggior parte delle disposizioni legali che regolano il sistema. Il sistema educativo del Portogallo è diviso in due settori di responsabilità: Ministério da Educação (ministero dell'insegnamento) è responsabile delle scuole e delle strutture professionali, delle scuole materne federali, delle scuole primarie e delle scuole dell'insegnamento secondario e Ministério da Ciência, Tecnologia e Ensino Superior (ministero delle università di scienza, tecnologia ed insegnamento superiore) è responsabile degli stabilimenti superiori federali, privati e cooperativi. Il sistema portoghese costituisce un modello educativo composto da scuola materna, scuola primaria e scuola secondaria. Nel contesto della fase secondaria regolare si può scegliere tra un ramo educativo comune o un ramo professionale ed anche un corso speciale artistico. Si può anche scegliere una formazione professionale speciale, collegio/università con ensino a distância (insegnamento a distanza). L'insegnamento superiore è organizzato in due sottoinsiemi: ensino universitário (università) ed ensino politécnico una scuola di formazione tecnica orientata alla vita professionale. Al termine del ciclo di studi secondari in Portogallo viene previsto il cd. EFAN o Exame final de ambito nacional. Questo è un vero e proprio esame finale obbligatorio organizzato a livello nazionale al termine dell’istruzione secondaria superiore (12° anno dell’istruzione generale e tecnologica), che porta al conseguimento del Diploma de estudos secundarios. Deve essere sostenuto in determinate materie dagli alunni che frequentano scuole abilitate ufficialmente a organizzare gli esami, dagli alunni che hanno interrotto gli studi, dagli alunni esterni che frequentano scuole private senza autonomia didattica e da candidati indipendenti che seguono l’istruzione generale o tecnologica. Coloro che non superano questo esame possono sostenere l’esame Exame de equivalencia a frequencia. Vi è ancora l'EEF o Exame de equivalência à frequência. Si tratta di un esame obbligatorio su tutte le materie del 10° e 11° anno di studi, e sulle materie del 12° anno per le quali non è organizzato nessun esame finale obbligatorio a livello nazionale. Questo esame è organizzato anche per gli alunni esterni e i candidati indipendenti che seguono corsi di tipo generale o tecnologico. Rappresenta una seconda possibilità di valutazione finale per gli studenti che non hanno superato l’Exame final de ambito nacional.

Slovacchia
Il sistema scolastico nella Repubblica Slovacca, dopo la divisione tra Repubblica Federativa Ceca e Slovacca, è stato riconfermato come obbligatorio, ma i profondi mutamenti storici, sociali, politici ed economici che erano avvenuti nel Paese dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, hanno causato anche cambiamenti organizzativi, didattici, ma soprattutto ideologici e pedagogici nel sistema educativo e formativo, con l’adozione di un orientamento democratico, ispirato al modello europeo occidentale. L’istruzione obbligatoria, dopo la riforma avvenuta nel 1998 è stata estesa a 10 anni di durata. L’educazione pre-primaria, per bambini tra i 2 ed i 6 anni di età, non è obbligatoria e viene offerta presso le scuole dell’infanzia. L’istruzione di base invece si articola in due livelli. L’istruzione di base si articola in due livelli: il primo della durata di 4 anni (da 6 a 10 anni) che viene fornito dalle scuole di base di primo grado; il secondo dura 5 anni (10-15 anni) e viene offerto dalle scuole di secondo grado. Il 9° anno, prima facoltativo, è diventato obbligatorio nel 1997.L’educazione secondaria viene impartita da diverse tipologie di istituti, previo superamento di un esame d’ingresso: scuole secondarie generali, il ginnasio (dai 15 ai 19 o dai 10 ai 18 anni), che da diritto al conseguimento del diploma ginnasiale o di maturità, preparando agli studi universitari o ad altre istituzioni educative post-secondarie; vi sono poi le scuole secondarie specializzate ad indirizzo tecnico, economico, agrario, artistico, della durata di 4/5 anni (dai 15 ai 19 anni) che conferiscono il diploma di apprendistato o di maturità e preparano gli studenti non solo per un lavoro, ma anche per l’educazione post-secondaria. Tra le scuole specializzate possono essere annoverati anche i conservatori di danza e musica. Vi sono anche le scuole secondarie professionali della durata di 4 anni (dai 15 ai 19 anni), che conferiscono il diploma di apprendistato o di maturità e permettono l’accesso all’università. Inoltre è possibile accedere ai centri di preparazione alle attività professionali della durata di 3 anni (dai 14 ai 17 anni) che conferiscono il solo diploma di apprendistato e non permettono l’accesso all’educazione postsecondaria. L’istruzione universitaria si suddivide in 4 livelli: il 1° livello o laurea breve nel quale i corsi durano di norma 3-4 anni e riguardano tutte le discipline, tranne Medicina, Veterinaria, Farmacia e Legge; il 2° livello con durata dai 4 ai 6 anni. Il 3° livello, il dottorato di ricerca, al quale si accede dopo aver completato il secondo livello universitario e richiede 3 anni di studi a tempo pieno o 5 a metà tempo. Infinel il 4° livello, dottore in Scienze che riguarda sviluppi di ricerca scientifica successivi. Ma torniamo al principale aspetto che ci riguarda ovvero al certificato o diploma finale del ciclo scolastico secondario. Al termine degli studi di istruzione secondaria superiore generale, specializzata e professionale della durata di 4 anni, gli alunni debbono sostenere un esame denominato MS o Maturitna skuška, e superatolo, ottengono il certificato di fine studi Vysvedcenie o maturitnej skúške. Il contenuto dell’esame è stabilito dalla commissione esaminatrice e approvato dal capo di istituto. Negli istituti di istruzione generale (gymnázium), l’esame prevede anche una parte orale e scritta di lingua e letteratura slovacca, e un esame orale di matematica o su una lingua straniera e due materie a scelta. Nelle scuole di istruzione professionale e specializzata (stredná odborná škola e stredné odborné ucilište), l’esame prevede prove scritte e orali di lingua e letteratura slovacca e sulle materie di specializzazione, più un esame orale su una materia facoltativa. Gli esami nelle materie di specializzazione possono anche prevedere una parte pratica. Inoltre, il Maturitná skúška si tiene al termine di 2 anni di corsi supplementari per gli alunni che hanno superato il Záverecna skúška e hanno ottenuto il certificato Výucný list.

Slovenia
Oggi, il sistema scolastico sloveno prevede un obbligo di istruzione di 9 anni, da 6 a 15 anni ed è così articolato: Scuola Primaria/Basic Education: - Otto anni due livelli (7-15 anni); - Nove anni tre livelli (6-15 anni) e - Scuola Superiore (15-19 anni). Dunque i piccoli studenti cominciano a sei anni e non più a sette, e l’intero primo ciclo è passato da 7 a 9 anni con al termine la prova d'esame finale. La scuola superiore può essere professionale, finalizzata all’inserimento rapido nel mondo del lavoro, o di tipo preparatorio per l’università. Nella scuola professionale la formazione varia, a seconda della qualifica che si intende conseguire, da due (qualifica di primo livello) a quattro anni, e prevede un esame finale. Il maturato a questo punto ha la possibilità di seguire dei corsi post diploma, o di iscriversi all’università, dopo aver frequentato un anno integrativo. I licei offrono una base di cultura generale, e hanno diversi indirizzi: classico, scientifico, economico e artistico. Alla conclusione dei quattro anni di corso è previsto un esame, che permette l’accesso all’università o alle scuole professionali superiori. I ragazzi che dopo il liceo intendano inserirsi subito nel mondo del lavoro possono ottenere una qualifica professionale frequentando un anno integrativo. L'Università slovena ha diverse Facoltà (fakultete), le Accademie di Belle Arti e gli Istituti di Alta Formazione Professionale. I corsi variano da quattro a sei anni, dopo i quali si può accedere al dottorato. Attualmente l’università slovena comprende 22 facoltà e tre accademie. L’anno accademico è diviso in due semestri, con tre sessioni di esami. Come cittadino appartenente alla Unione Europea, uno studente italiano può frequentare singoli corsi in una facoltà slovena, sostenere degli esami e richiedere il riconoscimento dei crediti formativi alla facoltà di origine. L’università più antica è quella di Lubiana, fondata nel 1917, cui si sono aggiunte l’Università di Maribor nel 1975 e quella di Primorska alcuni anni fa. A Lubiana gli studenti sono quasi un decimo della popolazione. In città è molto attiva la ŠOU, un'organizzazione studentesca che dà assistenza e organizza attività per gli studenti, e la ESN, Erasmus Student Network, che aiuta gli studenti stranieri ad ambientarsi, fornendogli un Tutor, uno studente di riferimento preziosissimo per venire a capo degli inevitabili problemi burocratici legati all’iscrizione, alla ricerca dell’alloggio e di nuove amicizie e ovviamente all'organizzazione dello studio. Al termine dell’ultimo anno dell’istruzione secondaria superiore generale della durata di 4 anni (gimnazija) ha luogo il Matura = Esame finale obbligatorio esterno organizzato dalla Commissione nazionale per il Matura. Questo esame può essere sostenuto anche da alunni che abbiano conseguito un maturitetni tecaj, al termine di un programma di istruzione di un anno rivolto principalmente a coloro che completano il loro corso di studi presso una scuola secondaria tecnica di 4 anni (srednja strokovna šola) e che intendono sostenere l’esame matura e accedere all’istruzione superiore universitaria. L'esame consiste in prove scritte e orali su cinque materie, tre delle quali sono obbligatorie: sloveno (o italiano o ungherese nel caso di comunità nazionali), matematica e una lingua straniera; le altre due materie sono a scelta. Oltre ai test scritti, alcune materie richiedono la realizzazione di un lavoro pratico o di un progetto, oppure un esame orale. Gli alunni che superano l’esame ricevono il certificato di Maturitetno spricevalo.

Spagna
In generale la scuola dell’obbligo in Spagna è di 10 anni, da 6 e fino a 16 anni, mentre il sistema scolastico è così articolato: Scuola Primaria denominata Educacion Primaria (6-12 anni). - Scuola Secondaria denominata Educacion Secundaria (12-16 anni).- Scuola Superiore denominata Bachillerato (16-18 anni). - Formazione Professionale denominata Formación professional (16-20 anni). Il sistema scolastico spagnolo prevede quindi una distinzione tra l’insegnamento di Regime generale e l’insegnamento di Regime speciale che riguarda l’ambito Artistico, nel quale si distinguono i corsi formativi in arti plastiche e disegno, che hanno un iter formativo alternativo all’insegnamento generale a partire dal termine della scuola secondaria obbligatoria; appartengono al regime speciale gli insegnamenti di musica, danza e arte drammatica. La strutturazione del sistema scolastico è così ripartita: - Educazione infantile da 0 a 6 suddivisa in 2 cicli (da 0 a 3 e da 3 a 6 anni); - Educazione primaria da 6 a 12 suddivisa in 3 cicli; - Educazione secondaria obbligatoria – ESO - da 12 a 16 suddivisa in 2 cicli (da 12 a 14 e da 14 a 16 anni). Dall’educazione secondaria obbligatoria, conseguito il Diploma, si accede a tre possibilità distinte: il Bachillerato dai 16 ai 18 anni, suddiviso in 2 cicli, dà luogo al titolo di Bachiller (maturo) distinto in Grado medio di formazione professionale specifica e Grado medio di formazione in arti plastiche e disegno. Ovvero all'Educazione universitaria nei medesimi 2 gruppi di discipline. Il Ciclo formativo di Grado Medio in formazione professionale specifica dai 16 ai 18, dà luogo al titolo di Tecnico, titolo che si consegue del pari mediante il Ciclo formativo di Grado Medio in arti plastiche e disegno. Dunque dal Bachillerato si accede sia alla Educazione Universitaria, sia al Grado Superiore di Formazione professionale specifica. Invece dal Ciclo formativo di Grado Medio in formazione professionale, oltre che all'università, si accede al Grado Superiore di Formazione professionale specifica o in arti plastiche e disegno e si consegue il Titolo di Tecnico superiore. Da qui si accede alla Educazione Universitaria, oppure per il tecnico in arti, al Diploma universitario di esperto in conservazione e restauro dei beni culturali, disegno, ceramica e vetro. L'Educazione secondaria obbligatoria o ESO costituisce la prima tappa dell’educazione secondaria e comprende 4 anni scolastici, frequentati normalmente tra i 12 e i 16 anni. Gli studenti mantengono il diritto a completare la secondaria entro i 18 anni, tenuto conto della valutazione del consiglio di classe. 1° Ciclo 1° e 2° anno. Al termine dei 2 cicli gli studenti possono accedere: - al Bachillerato; - ai Cicli formativi di grado medio della Formazione Professionale e Arti Plastiche; - al mondo del lavoro. Il bachillerato è l’ultima tappa dell’educazione secondaria, con carattere facoltativo e durata di 2 anni normalmente frequentati tra i 16 e i 18 anni di età per acquisire una formazione generale, che favorisca la crescita intellettuale e personale e la capacità di acquisire un’ampia gamma di saperi e abilità; che sia propedeutica, che assicuri le basi per gli studi successivi, tanto universitari, quanto di formazione professionale; e sia al contempo orientativa che permetta agli alunni di valorizzare le loro preferenze e interessi. Il Bachillerato contempla 4 itinerari differenti: Scienza della Natura e della Salute, Umanistica e Scienze sociali e tecnologia. Le materie che si insegnano in ognuno degli itinerari sono di 3 tipi: 1) le materie comuni, uguali per tutti gli studenti indipendentemente dall’itinerario, contribuiscono alla formazione generale della personalità dell’alunno. 2) le materie specifiche caratterizzano ogni itinerario e contribuiscono alla formazione specifica in relazione all’itinerario scelto. Data la loro importanza lo studente deve studiare obbligatoriamente 6 Materie Specifiche (3 nel 1° e 3 nel 2° anno). 3) le materie opzionali ampliano la possibilità di scelta dello studente che deve includere obbligatoriamente 1 materia opzionale nel 1° e nel 2° anno del ciclo. Questo corso di studi permette allo studente di valorizzare le sue preferenze, scegliendo un itinerario tra i 4 previsti, una opzione interna all’itinerario e alcune materie opzionali. Queste scelte successive configurano il percorso formativo individualizzato. Quanto al core business dell'economia della nostra indagine giornalistica al termine del ciclo di studi d'istruzione secondaria si deve sostenere una prova d'esame denominata Selectividad ovvero PAU o Pruebas de Acceso a la Universidad. Essa è una prova obbligatoria per l’ammissione agli studi universitari di tipo lungo al termine dell’istruzione secondaria superiore, destinato agli alunni che hanno già superato gli esami del programma e che hanno conseguito il certificato Bachiller. Gli alunni devono sostenere prove di lingua spagnola (ed eventualmente della lingua e letteratura della Comunità autonoma), di lingua straniera, di filosofia o storia cosi come esami in tre o più materie già studiate nel secondo anno di Bachillerato. Questi esami sono organizzati due volte per ogni anno scolastico e i candidati che non superano l’esame hanno diritto ad altri tre tentativi.

Svezia
La Svezia è il paese scandinavo, che vanta più primati nelle statistiche economiche, ecologiche, culturali e civili a livello internazionale, ed è anche all’avanguardia nel sistema d'istruzione sia in Europa, sia nel globo. Il sistema si caratterizza in primis per possedere un’educazione quasi totalmente gratuita, dalle scuole primarie (Förskola) e elementari, fino all'università, la cui tradizione risale al 1477, anno di costituzione dell'università di Upsala, che è gratuita, ma prevede a pagamento - come potremo illustrare oltre - solo l'iscrizione alle Unioni Studentesche. In Svezia, l'istruzione obbligatoria è di 9 anni, da 6/7 a 15/16 anni. Il sistema scolastico è così articolato: - educazione pre-scolastica (Förskola) con la scuola materna (daghem oppure dagis) da 1 anno ai 5 anni; - scuola pre-elementare (Förskoleklass) a 6 anni di età; - scuola Primaria e Secondaria denominata Grundskola da 6/7 a 15/16 anni (scuola dell’obbligo) la quale prevede 9 livelli di studio (Årskurs); - scuola superiore (Gymnasieskola) della durata di 3 anni, dai 16 ai 20 anni; - educazione di tipo universitario (Grundläggande högskoleutbildning) con le Università (Universitet) e college universitari (Högskola) dalla durata media di 2/5 anni (dal 1 luglio 2007 il sistema universitario svedese di studi ha subito, come vedremo, notevoli cambiamenti); - educazione post-universitaria (Forskarutbildning-forskarnivå). In Svezia l'obbligo scolastico a tempo pieno come suddetto ha una durata di nove anni per bambini di età compresa tra 7 e 16 anni. I bambini possono però iniziare la scuola all'età di 6 anni se i genitori lo desiderano e se il comune di residenza può offrire tale possibilità. Tutti i comuni hanno offerto questa possibilità dall'anno scolastico 2006-2007. Il 1° luglio 1995 è stato varato un nuovo programma d'insegnamento, con nuovi programmi dei corsi e orari scolastici che valgono per tutta la scuola dell'obbligo. I programmi dei corsi indicano gli obiettivi da raggiungere alla fine del quinto e del nono anno scolastico. Negli orari scolastici è indicato il numero minimo delle ore di corso che vengono garantite agli allievi durante i nove anni della scuola dell'obbligo (6665 ore). L'anno scolastico inizia in agosto e termina nel giugno dell'anno prossimo ed è suddiviso in due semestri. Le date variano ogni anno ed in ciascun comune. In base alla legge, la scuola è obbligatoria per tutti i residenti in Svezia che hanno diritto all'istruzione nel contesto del sistema educativo nazionale. L'istruzione obbligatoria si svolge nell'ambito della scuola di base comune ed è gratuita. I comuni sono obbligati a fornire agli allievi tutto il materiale didattico necessario per lo svolgimento del lavoro scolastico, soprattutto i testi, nonché i mezzi di trasporto scolastico. Gli allievi non hanno diritto al trasporto gratuito se frequentano una scuola diversa da quella del comune di residenza. L'inglese è la prima lingua straniera obbligatoria. Sono le singole scuole a decidere quando inizia l'insegnamento della lingua straniera ma il requisito del livello di conoscenze alla fine del quinto anno è uguale per tutti. Gli alunni devono scegliere una seconda lingua straniera fra le seguenti lingue obbligatorie: tedesco, francese e spagnolo. Ogni comune deve poter offrire l'insegnamento in almeno due fra queste lingue. Può venire offerto l'insegnamento di una terza lingua a titolo di opzione locale o di libera scelta da parte degli allievi. I progressi degli allievi vengono ponderati tramite una valutazione permanente. Di regola, gli allievi vengono promossi alla classe successiva, ma l'insegnante può, l'accordo dei genitori, decidere di non promuovere un alunno alla classe successiva. Nel 2005 è stato introdotto un sistema di assegnazione di voti in rapporto con gli obiettivi e con le conoscenze acquisite. A partire dall'ottavo anno vengono assegnati giudizi di triplice livello: sufficiente, buono, ottimo. Alla fine della carriera scolastica di un allievo viene assegnato un voto conclusivo. Tale voto viene assegnato al termine della scuola dell'obbligo, oppure ancora prima se l'allievo soddisfa i requisiti del nono anno. Oltre al materiale scolastico gratuito, tutti i bambini in Svezia hanno diritto agli assegni familiari fino al 1° trimestre compreso dell'anno in cui compiono 16 anni. C'è poi la possibilità di beneficiare di una proroga del versamento degli assegni familiari per i mesi in cui l'allievo continua a frequentare la scuola dell'obbligo dopo l'età di 16 anni. Quanto agli esami dobbiamo sottolineare come vi sono due tipi di esami: esame generico ed esame professionale. La lunghezza del periodo di istruzione varia da 2 a 5 anni e mezzo e l'esame professionale vale soprattutto per le professioni che richiedono un riconoscimento ufficiale (per esempio, la medicina). Esame di scuola superiore con specializzazione stabilita da un'università o scuola superiore (almeno due anni di studi); Kandidatexamen (almeno 3 anni di studi); Magisterexamen (almeno 4 anni di studi). La Svezia prevede - come abbiamo illustrato - iscrizione e frequenza sempre gratuiti. Malgrado questo valga per tutti i livelli d’istruzione (dalla scuola dell’obbligo all’università), gli studenti universitari, iscrittisi a pagamento alle Unioni studentesche, vengono assistiti nelle loro spese dall’Istituto Nazionale Studentesco Svedese (Centrala studiestödsnämnden (CSN) attraverso l’erogazione di una somma di denaro che nel luglio di quest'anno ammonta a circa 200 euro alla settimana (di cui circa 70 euro a fondo perduto, il restante erogato sotto forma di prestito studentesco). Nel 2001 il parlamento svedese ha promulgato la Legge di uguale trattamento degli studenti nell’educazione superiore, nei riguardi del sesso e dell'orientamento sessuale, dell'etnia, dell'origine, della religione e di handicap fisici o psichici, che comprende un corredo sanzionatorio tale da prevenire e reprimere esemplarmente qualsiasi sua violazione (atti di discriminazione, abuso verbale e fisico tra studenti - come il cd. bullismo - o personale impiegato). Quanto all'oggetto precipuo della nostra analisi ovvero il certificato d'istruzione secondaria, va sottolineato che il SG o Slutbetyg fran gymnasieskolan è ex professo un certificato di compiuti studi, che indica le materie dei corsi e i voti ottenuti e costituisce il requisito minimo per accedere alle classi d’istruzione superiore, non comporta alcun preliminare esame; ma viene rilasciato al termine dei 3 anni d'istruzione secondaria superiore (gymnasieskola) sulla base dei voti ottenuti in ciascun corso. Al fine di facilitare la standardizzazione della valutazione degli alunni, possono essere tenuti in considerazione i risultati degli esami nazionali in alcune materie.

Svizzera
La Svizzera, ricca nazione a noi confinante, nota per la sua florida finanza ed in generale per l’elevato tenore di vita, ha tante peculiarità anche in campo educativo. A cominciare dal fatto che non ha un vero e proprio ministero della pubblica istruzione, anche se alcuni aspetti amministrativi dell'educazione pubblica, come la durata dell'anno scolastico ed il numero degli anni di scuola dell'obbligo, sono comuni in tutto il paese. In altre aree i Cantoni, ma a volte anche i comuni, godono tradizionalmente di ampia autonomia. Ogni Cantone ha un suo responsabile dell'educazione che, insieme agli omologhi di tutti gli altri cantoni, fa parte della Conferenza dei Direttori Cantonali della Pubblica Educazione (CDPE). La CPDE ha un ruolo fondamentale nelle discussioni sui valori chiave e nella coordinazione della politica dell'educazione.Il sistema scolastico elvetico si caratterizza per un'offerta ampia e diversificata da parte di istituzioni private. Nello spirito del «federalismo cooperativo», la Confederazione e i cantoni, come accennato, si ripartiscono le competenze nel campo dell'insegnamento. In linea generale, i 26 cantoni ed i semi-cantoni godono di grande autonomia. Questa varia tuttavia a seconda del tipo di istituzione e del livello di studi all'interno del sistema svizzero di educazione. Al livello del pre-primario (scuola d'infanzia) e a quello della scuola obbligatoria (grado primario + grado secondario I), i cantoni sono gli unici responsabili. La Confederazione tuttavia vigila affinché sia rispettato il diritto a un insegnamento primario che risponda a determinate esigenze di qualità e al principio di gratuità. Al grado secondario II, la Confederazione ha la responsabilità della formazione professionale. Il riconoscimento degli attestati è federale: attestato federale di capacità e maturità professionale. Il sistema educativo svizzero può essere suddiviso in tre livelli, ossia primario, secondario e terziario. A sua volta, come preparazione al livello primario, esiste il grado pre-primario, che non è obbligatorio ma prepara alla scuola dell'obbligo ed è un diritto di cui godono i bambini in tutti i cantoni che lo propongono. Il grado secondario è suddiviso ulteriormente in due parti, di cui soltanto la prima è obbligatoria. La scuola obbligatoria costituisce la base del sistema scolastico svizzero e dura generalmente nove anni. Non bisogna dimenticare che nelle Confederazione elvetica vige un sistema originale e variegato che comunque quale comune denominatore possiede uno standard elevato, una disciplina paternalistica ma efficace ed un rispetto assoluto sia del discente sia del corpo insegnante, con un grande valore dei titoli d'esame tanto che meno del 50% degli alunni consegue una maturità generale, fermo restando che la scuola pubblica (fino all’università) è gratuita. Secondo la Costituzione del 1999, la Confederazione legifera sulla formazione professionale superiore. Ha quindi la responsabilità della formazione professionale superiore e delle alte scuole di specializzazione. La scuola iniziale come detto è ripartita tra il grado primario (scuola elementare) e il primo grado secondario (scuola media). Nella maggior parte dei cantoni, il grado primario dura 6 anni. Lo segue il grado secondario I, generalmente per una durata di 3 anni, con cui termina l'obbligo scolastico. Il grado secondario II costituisce la prima fase della scolarità post-obbligatoria e contempla tutti i programmi di formazione professionale e di formazione generale. L'insegnamento generale del grado secondario II, in particolare i ginnasi, è sotto la responsabilità dei cantoni. Gli esami di maturità che segnano la fine degli studi ginnasiali sono cantonali. Le maturità ginnasiali sono riconosciute o meno dalla Confederazione. Gli attestati testimoniano così che i loro possessori hanno le conoscenze e le attitudini generali necessarie per intraprendere degli studi universitari. Alcune scuole private, non riconosciute dalla Confederazione, preparano direttamente all'esame svizzero di maturità. Al livello dell'insegnamento superiore o del grado terziario dell'educazione, le competenze sono condivise. Inoltre, sussistono due scuole politecniche danno risalto al proprio settore di competenza, in particolare l'incoraggiamento della ricerca. I cantoni hanno la responsabilità delle dieci università che sono finanziariamente sostenute dalla Confederazione. In Svizzera il sistema scolastico è molto diversificato ed articolato a seconda del cantone, che è libero di scegliere il proprio programma. Ad esempio in alcuni cantoni l'obbligo scolastico termina a 18 anni, in altri a 19. Contrariamente a quanto accade in Italia, in Svizzera gli indirizzi non generali sono molto apprezzati. Gli alunni non vengono messi sotto pressione e sono molti i sistemi che non prevedono un esame di stato generale. I possessori di diplomi di formazione professionale non sono considerati negativamente. La scuola obbligatoria costituisce la base del sistema scolastico svizzero. Le scuole superiori, hanno generalmente una durata di 3 anni. L’obbligo scolastico termina all’età di sedici anni. Le istituzioni per la prima infanzia destinate a bambini di meno di 4 anni propongono dei tipi d’accoglienza diversi a seconda dei bisogni delle famiglie: nidi, spazi di vita infantile, nidi familiari, asili, giardini d’infanzia. Ogni grande comprensorio cantonale (ad es. la Città di Ginevra) ha un Ufficio di Informazione per la Prima Infanzia (BIPE). Questo orienta i genitori nella scelta tra le diverse forme di educazione e registra le richieste di iscrizione per l’insieme delle istituzioni sostenute dal comune cantonale, essendo il servizio riservato solo agli abitanti. Le persone che risiedono in altri comuni del cantone possono informarsi direttamente presso le varie istituzioni che appaiono sulla lista delle strutture d’accoglienza o presso la propria amministrazione comunale. Molte istituzioni specializzate propongono delle condizioni adattate a bambini in età prescolastica che hanno problemi particolari (di udito, vista, fisici, etc.). Come noto, la scuola svizzera è obbligatoria a partire dai 6 anni (classe 1P). Il Dipartimento dell’Istruzione Pubblica (DIP) incoraggia comunque un’iscrizione alla scuola infantile a partire dai 4 anni (classe 1E). La scuola elementare è organizzata su una base di quattro anni alle elementari (due infantili e due elementari) e quattro anni di medie (dalla 3° alla 6° elementare). I primi due anni della scuola infantile (1E - 2E) sono facoltativi. Alla fine della scuola elementare, gli alunni entrano nel ciclo d’orientamento (CO). Al di fuori delle ore in classe, il Gruppo Intercomunale per l’Animazione Parascolastica (GIAP) propone agli alunni delle attività (mattino, mezzogiorno e pomeriggio). Dai 12 ai 15 anni, il Ciclo d’Orientamento (CO) costituisce una tappa importante nel curriculum degli alunni. Alla fine dei tre anni di CO, dovranno infatti scegliere uno dei tre indirizzi proposti dall’insegnamento superiore post-obbligatorio. Il CO evita una scelta precoce e definitiva. La scolarità è adattata ai ritmi d’apprendimento dei giovani. Durante questi tre anni, è sempre possibile riorientarsi, in funzione dell’evoluzione dei risultati scolastici e dell’elaborazione progressiva, da parte dello stesso alunno, del suo proprio progetto formativo. Gli insegnamenti dispensati mirano a far acquisire conoscenze e attitudini che permetteranno agli alunni di stabilire la loro scelta d’orientamento nelle migliori condizioni possibili. Il CO ha anche come obiettivo di sviluppare l’apertura di spirito, la capacità di comunicare, l’autonomia e la solidarietà necessarie a dei futuri cittadini e a dei cittadini illuminati. Ogni anno gli alunni sono sottoposti a prove comuni all’insieme degli istituti di CO. Queste prove completano i voti scolastici e permettono delle comparazioni indispensabili all’orientamento degli alunni. Dopo i 15 anni, alla fine del Ciclo d’Orientamento (CO), gli alunni possono continuare la loro formazione nelle scuole dell’insegnamento superiore post-obbligatorio. Esistono tre possibilità. L’indirizzo del ginnasio del Collège che porta agli studi universitari (cantonale e scuole politecniche federali) come pure le scuole superiori specializzate e le scuole superiori generali, l’indirizzo professionale delle scuole commerciali e delle scuole professionali e l’indirizzo di cultura generale delle scuole di cultura generale. Per gli alunni che devono consolidare le loro conoscenze prima di continuare con la formazione o di entrare nel mondo professionale, ci sono due strutture di inserimento professionale e d’accoglienza: il Servizio delle Classi D’accoglienza o Inserimento (SCAI) e la Società Svizzera per l’Integrazione Professionale degli Adolescenti e degli Adulti (SSIPA). Va sottolineato che, per stare al passo coi tempi, il direttorio di governo svizzero ed i singoli cantoni decisero, nel 1993, con l'introduzione della maturità professionale, di migliorare le condizioni generali della formazione professionale con la maturità professionale, basata sulla pratica, che consente ai diplomati di avviare gli studi in un'alta scuola specializzata. Nel 1995, si è avviata una profonda riforma della maturità ginnasiale. La nuova regolamentazione prevede un solo tipo di maturità, una riduzione del numero di materie di studio e di esame e una tesina di maturità. Attualmente esistono diversi tipi di maturità, tra cui cinque tipologie professionali diverse: tecnica, commerciale, artigianale, artistica e tecnico-agricola. L'insegnamento superiore è chiamato anche grado terziario di educazione. L'offerta di formazione a tale livello in Svizzera è molto importante. Si divide principalmente in due campi, quello delle alte scuole e quello della formazione professionale superiore. Il primo comprende le alte scuole universitarie (università cantonali e Scuole politecniche federali) così come le alte scuole di specializzazione. La formazione professionale superiore è costituita da tutte le altre formazioni di grado terziario e si divide tra le scuole superiori specializzate, comprese le scuole tecniche, gli esami professionali e gli esami professionali superiori. In questi ultimi anni del XXI secolo, la Svizzera sta compiendo uno sforzo riformatore del proprio sistema educativo per adattarsi ai requisiti posti dalla globalizzazione e dalle crescenti necessità d'interscambio con gli altri paesi, in ottemperanza al principio costituzionale per cui lo scopo dell’istruzione non deve limitarsi ad assicurare un’adeguata preparazione degli allievi, ma deve fornire loro la capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti del mondo. Tra le materie che più vedono la concentrazione di questi sforzi vi sono la lingua madre, l’introduzione dello studio dell'informatica e dell'inglese a partire, in vari step, dalla scuola elementare. Tradizionalmente, la prima lingua straniera insegnata era sempre una delle altre due lingue nazionali (italiano. francese o tedesco). La spinta all’introduzione dell’inglese è venuta nel 2002 dal direttore cantonale della pubblica istruzione di Zurigo e altri cantoni germanofoni. Ma gradualmente anche altri canoni, come il Ticino di idioma italiano, ne hanno seguito l’esempio. La scelta ha incontrato la ferma disapprovazione degli svizzero-francesi che hanno visto la loro lingua relegata in posizione secondaria. Le obiezioni a una generale introduzione dell’inglese a partire dalla seconda classe elementare sono principalmente due: la promozione di una lingua non-svizzera rappresenterebbe un'implicita minaccia alla coesione nazionale e, peraltro, la troppo giovane età degli alunni del secondo anno di scuola elementare (8 o 9 anni di età) per l'apprendimento di una lingua straniera. Un ulteriore problema è rappresentato dalla mancanza di corpo docente qualificato nell'insegnamento dell’inglese. I fautori dello schema rispondono alle obiezioni sostenendo che l'importanza internazionale dell'inglese è innegabile e diventata necessaria mentre per l'apprendimento di una delle lingua nazionali c’è sempre tempo e che, per quanto riguarda l’età, i bambini imparano le lingue straniere con facilità, specialmente se insegnate in modo divertente, ed hanno un particolare stimolo verso l’inglese che conoscono attraverso la Tv, il computer ed il cinema. U n altro cambiamento proposto ai programmi scolastici è l’introduzione dell’informatica, da effettuarsi al livello secondario I. Alcuni Cantoni utilizzano però sistemi informatici didattici già dalle classi elementari. Anche l’insegnamento delle materie religiose ha provocato controversie. In alcuni cantoni la materia è stata addirittura eliminata dai programmi per ragioni finanziarie, in altri si dibatte sull’opportunità dell’insegnamento cristiano nei programmi scolastici, e/o sulla necessità di rivedere la materia ampliandola per includere le altre realtà religiose presenti ormai stabilmente a seguito della più recente immigrazione asiatica nel Paese.

Ungheria
Nell'ultimo ventennio il sistema d'istruzione e ricerca ungherese ha subito, per paesi insistenti sulla medesima area in passato sotto la sfera d'influenza russa, una sorta di palingenesi, un radicale cambiamento a seguito dei rivolgimenti determinati dalla fine del regime comunista filosovietico e del repentino avvicinamento all'Unione europea che l'ha condotta sino all'attuale compiuta integrazione. Così, il crescente bisogno di cultura ed istruzione della società magiara ha instaurato un processo di ristrutturazione del sistema educativo, che ha consentito che i giovani ungheresi che partecipano a differenti programmi educativi in vista di uno sviluppo considerevole della scuola superiore e della istruzione universitaria supereranno verosimilmente, se a questo ritmo di crescita, entro l‘ormai prossimo 2010, in percentuale di scolarizzazione i colleghi di nazioni di grande tradizione civile in materia d'istruzione come la Francia e l'Italia. Naturalmente oggi la politica educativa generalizzata è una delle priorità di un paese moderno, europeo e postcomunista, come l'Ungheria, in cui la scuola è il pilastro essenziale per lo sviluppo dell'economia, della coesione sociale e della competitività, potendo contribuire a formare una qualificata forza lavoro che possa disporre di forti strumenti educativi e di moderni mezzi di informazione per garantire pari opportunità scolastica ed educazione alla popolazione generale. Il sistema scolastico ungherese prevede l'istruzione educativa obbligatoria sino al compimento dei 16 o 18 anni (per i nati prima o dopo il 1998), articolata nei tre livelli di educazione classica: livello primario, livello secondario - che, come analizzeremo partitamente contempla diversi istituti di educazione a seconda della materia prescelta e del livello d'istruzione professionale intrapreso - ed universitario. Oltre alle scuole, per la magna pars, pubbliche, l’Ungheria del XXI secolo sta gradualmente aprendo il proprio sistema educativo anche a scuole di tipo privato o religioso (come per esempio i centri Don Bosco, l'American International School of Budapest, la Greater Grace International, la Scuola Internazionale Cristiana di Budapest, la Scuola di Musica Miskolc, il PGS). In particolare il sistema scolastico magiaro prevede una scuola materna (óvoda) con un incipit scolastico a 3 anni sino al 5º anno di età obbligatorio e fino ai sette facoltativo. Segue poi la scuola primaria-elementare (általános iskola), che prevede l’obbligatorietà scolastica per altri 5 anni e che va dai 7 agli 11 anni. Peculiare attenzione merita la scuola media (évfolyamos gimnázium) dell'obbligo che va dagli 11 ai 14 anni e che da un decennio (dal 1997) è integrata e prosegue il piano di studi obbligatorio iniziato con la scuola primaria. Le materie nella scuola elementare e media si concentrano in modo differente a seconda del grado-livello e prevedono la lingua ungherese, matematica, geografia, ginnastica, scienza, fisica, letteratura, chimica e due lingue straniere (in genere inglese e tedesco). La scuola superiore-secondaria ungherese dai 14 ai 18 anni è invece divisa in tre diversi strutture in funzione dell'indirizzo educativo intrapreso: ginnasio (gimnázium) che forma studenti per il terzo livello-universitario, scuole professionali (szakközépiskola) per un'educazione professionale od accademica ed infine programmi di esclusiva formazione professionale (szakképzo programok), con materie come storia, lingua ungherese e matematica, più lingue (minimo due) ed informatica. Al termine della scuola superiore-secondaria lo studente magiaro si appresta ad eseguire l’esame di maturità. In particolare il cd. GEB o diploma Gimnaziumi erettsegi bizonyitvany si consegue dopo l'Érettségi vizsga = Esame di fine istruzione secondaria superiore generale, rivolto agli studenti che hanno già ottenuto il certificato Gimnaziumi bizonyitvany e che hanno completato diversi programmi (4, 6 o 8 anni di istruzione) in uno dei tre tipi di gimnazium. Viene affrontato quasi alla maggiore età dopo 12 anni di studio e comprende uno scritto, su un elaborato la cui tematica è scelta dal ministero dell’educazione, e una prova orale, organizzata dalla scuola interna corporis. Entrambe sono relative a materie propedeutiche obbligatorie (lingua e letteratura ungherese, matematica, storia e una lingua straniera) ed a discipline secondarie opzionali e specialistiche. Da diverse fonti statistiche si apprende che tra il 1992 ed il 2004, s'è registrato un incremento del 25% in più di studenti che hanno conseguito il diploma di maturità. Così nel 2004, il 57,3% dei diciottenni aveva un diploma di scuola superiore. Infine il livello di educazione universitaria ungherese è strutturato in università tout court (di durata in genere di 6 anni) ed in College (di durata media di 4 anni), la cui struttura educativa è suddivisa in: Föiskolai: struttura post-secondaria ma non universitaria. Egyetemi: laurea universitaria di durata media di 4 anni; Szakirányú Továbbkéozési: master o specialistica di laurea, di durata media di 2 anni; Doktori: dottorato dalla durata media di 3 anni.