Eleonora Modugno cura lo Spaziogiovani

Laureata in Relazioni Pubbliche, ha al proprio attivo numerose collaborazioni con agenzie di comunicazione, Enti pubblici ed Associazioni culturali, in qualità, rispettivamente, di consulente in comunicazione, addetto stampa con mansioni redazionali-giornalistiche e responsabile nella progettazione di eventi. Attualmente gestiste con successo la Scuola Guida La Caravella, ed opera come libera professionista nel campo degli eventi e della consulenza assicurativa. Per contatti: modugno.eleonora@gmail.com

Uno spazio piccolo, ma significativo, realizzato per i giovani. Una rubrica che vuole offrire a tutti i suoi lettori l’opportunità di conoscere meglio la infinita galassia giovanile, i temi più cari e più vicini alla loro fascia di età, per scoprirne il loro mondo e linguaggio. Le tematiche: consigli sulla sicurezza stradale e sull’utilizzo improprio di sostanze stupefacenti, raccolta di notizie e iniziative sugli argomenti che riguardano i ragazzi e chi si relaziona con loro. Si indagherà sui loro sentimenti e disagi per cercare di dare degli utili suggerimenti ai loro interrogativi. Si raccoglieranno, inoltre, testimonianze interessanti, con l’obiettivo di dar voce alle esperienze dei ragazzi.

 

I pro e i contro dello stage post laurea

Ecco l’intervista a Marco, stagista presso un Ente pubblico

 

Pensavi fosse finita e invece comincia per te un nuovo inizio! C’è chi si approccia per la prima volta con la scrittura del proprio curriculum vitae, non sapendo purtroppo cosa scrivere nella sezione “Esperienze lavorative”, e chi cerca un lavoretto part-time, nell’attesa di capire se intende proseguire gli studi oppure cominciare a “guadagnarsi il pane” sin da subito.

Nel momento in cui impugniamo il tanto agognato “pezzo di carta”, l’attestato di Laurea, ci sembra di aver riconquistato la nostra libertà. Dopo il primo periodo di ritrovata tranquillità, invece, ci si ritrova a far la fila presso gli uffici di collocamento, con la consapevole illusione, che un datore di lavoro tra mille profili professionali, scelga proprio il nostro. Il tempo passa e come spesso accade, l’illusione si trasforma in amara realtà e ti spinge a scegliere di proseguire gli studi, nella speranza che il nuovo titolo ti agevoli sul mercato del lavoro , oppure, di cominciare ad accumulare esperienza facendo richiesta di tirocinio formativo.

Ho intervistato Marco, laureato di 26 anni e attualmente tirocinante presso l'ufficio di Piano Strategico di Area Vasta del Comune di Brindisi, cercando di comprendere quali sono le sue aspettative nei confronti di questa esperienza, e quali motivazioni lo hanno spinto ad effettuare questo percorso.


Perché hai deciso di svolgere il tuo tirocinio presso un Ente pubblico?


Le Aziende come le Banche cercano sempre gli stessi profili, Risorse umane, Finanza, Marketing, Commerciale, invece le Pubbliche Amministrazioni, non mirando esclusivamente al profitto, possono offrire posizioni differente. In questi uffici ad esempio ci si occupa di rilanciare l’economia brindisina, ma soprattutto di migliorare la qualità di vita delle persone e il loro benessere.

Pensi che questa esperienza possa portarti dei vantaggi nel mondo del lavoro?

Il mio obiettivo è acquisire esperienza lavorativa e aprirmi a nuove opportunità. Non penso che nello specifico mi possa agevolare nel trovare una collocazione presso questo Ente, tranne se l’Ente in questione, abbia bisogno di una particolare figura e la stia formando investendo su di me.

Ritieni il tirocinio rappresenti uno step forzato per un neolaureato?

Non lo considero uno step forzato. Le aziende cercano figure con più di un anno di esperienza, cercano l’esperienza all’estero e la conoscenza delle lingue e degli strumenti informatici. Uno stage ti offre una esperienza lavorativa di massimo 6 mesi, tuttavia l’Azienda potrebbe avere necessità di una particolare figura giovane da formare e quindi, in questo senso, lo stage potrebbe essere un ulteriore modo per essere assunti in una impresa.

Quali pensi siano le finalità di un tirocinio formativo?

Penso che la finalità del tirocinio formativo, sia quella di permettere al neolaureato di affacciarsi al mondo del lavoro, piuttosto che una finalità occupazionale; lo studente deve aspettarsi di effettuare una seria esperienza lavorativa riguardo la materia studiata, di confrontare se stesso con la mansione assegnatagli, coi colleghi, coi capi e con la macchinetta del caffè! Ritengo sia importante, che non venga lasciato solo a se stesso dietro una scrivania, ma che necessiti di un periodo iniziale di affiancamento..

Nella maggior parte dei casi questo non avviene ma consiglio, per trarre il massimo da questa esperienza, di rendervi partecipi e dimostrarvi volenterosi, perché questa opportunità potrebbe non presentarsi più.







Contro il bullismo, tolleranza zero!


A volte la realtà supera la fantasia! Te ne accorgi quando facendo “zapping” online, ti imbatti incuriosito in uno dei tanti portali di denuncia dedicati ai giovani, come ad esempio bullismo.com.

Il fenomeno bullismo nelle scuole, ormai riempie gli spazi di cronaca. Un problema cominciato con qualche caso isolato ma, a quanto pare, diventato nel terzo millennio, una vera e propria piaga sociale. Il portale, nato come sostegno ai tanti ragazzi vittime di bullismo, dedica una intera sezione, alle storie traumatiche e violente, di tanti giovani perseguitati dai propri compagni di scuola. Gli scherni, le botte, le umiliazioni, le lesioni e le minacce, sono solo parte delle ingiustizie, che una vittima di bullismo o di mobbing è costretto a vivere, contro la sua volontà.

Una recente indagine in Italia sul "bullismo" nelle scuole superiori ha evidenziato che un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica e il 33% è una vittima ricorrente di abusi. Il bullo viene definito, per via del suo agire, un vero e proprio “assassino dell’anima”, un grave veleno che va fermato. La definizione potrebbe sembrare un po’ forte, ma il “branco” si rende protagonista di veri e propri atti criminali, punibili dalla legge, perché le implicazioni psicologiche e comportamentali, che la vittima di bullismo affronta quotidianamente influenzano, negativamente, il suo modo di rapportarsi con gli altri e la sua salute mentale. Immaginate le ansie, le paure, gli imbarazzi, che sono costretti a subire questi poveri ragazzi, che incappano nella rete del bullo, senza sapere come uscirne e soprattutto con l’aiuto di chi.

L’istituzione scolastica, molto spesso, si finge cieca e sorda, sceglie di occultare piuttosto che denunciare e supportare i propri allievi, nella lotta contro le ingiustizie. L’indifferenza incita le cattive azioni e danneggia i più deboli.

I genitori dovrebbero essere più attenti a captare i segnali dei propri figli. Un forte malessere, a volte, si palesa proprio dagli atteggiamenti, dagli sguardi, dai segni delle percosse. Se tuo figlio non dorme la notte, ha paura quando entra a scuola, non gioisce più , hai solo un modo per aiutarlo, denunciando. Caro genitore impara a leggere i suoi occhi perché hanno bisogno della tua guida.

Ragazzi non abbiate paura di denunciare tutto alle autorità competenti. Per una grandissima percentuale, i persecutori di fronte alle autorità e pressati da un uomo in divisa, cedono e fanno un passo indietro. Ci sono, inoltre, molte associazioni che si occupano del tema, impegnate nella lotta contro il bullismo, che offrono supporto psicologico alle vittime.

Un consiglio per i bulli: mettetevi nei panni delle vostre vittime, di certo non vi piacerebbe ricevere simili torture e cattiverie. Fermatevi e abbiate un po’ di buon senso.

Per informazioni potete consultare il sito www.bullismo.com, uscirne è possibile!

Vi lascio con un prezioso consiglio estrapolato dal portale:

Se ami la vita di tuo figlio, se vuoi restituirgli sogni e fiducia nel mondo, se vuoi fare in modo che chi ha rovinato anni di vita ad un bambino venga punito a dovere, se vuoi che il colpevole non dica più “Io non centro nulla”, se vuoi tornare a vivere… questo potrebbe essere un primo efficace passo! Compilo…e vedrai!







La mia intervista a Francesca, una ragazza senza troppi grilli per la testa!


Molto spesso nella mia rubrica mi è capitato di parlare di voi giovani e delle vostre problematiche, dal quale è emerso un universo giovanile fragile, poco incline allo studio e senza punti di riferimento, insomma allo sbando. Ne parlano in tv, ne discutono i giornali, tanto da diventare la traccia di un tema di scuola: le nuove generazioni sono in crisi, sembrano investite da un malessere generale, che rivela situazioni di grave disagio nel mondo preadolescenziale. L’abuso di alcool e droghe, la violenza, il bullismo, il fenomeno dell’ assenteismo nelle scuole, decretano il fallimento della società odierna ma, soprattutto, della famiglia e dei suoi valori fondanti.

Oggi sono qui a mostrarvi l’altra faccia della medaglia, della quale non si parla mai perché non crea scalpore, ma che ci permette di sperare in positivo, per l’avvenire dei nostri giovani. Spero, principalmente, che la sua testimonianza, possa essere di aiuto a chi ha scelto di interrompere prematuramente gli studi, per mancanza di stimoli, oppure per tutti coloro che vivono solo il presente, senza preoccuparsi del proprio futuro. A tal fine ho intervistato Francesca, un’allieva della scuola guida. Nonostante la sua giovane età, 19 anni, sembra avere la testa sulle spalle, impara dai suoi errori, le piace leggere e non sogna, come tante, di diventare una veline.

Ma andiamo un po’ a capire come vive e cosa pensa, chi non ha “tanti grilli per la testa”! Ecco l’intervista:

Quali sono i tuoi punti di riferimento nella vita?

La mia famiglia ed il mio ragazzo.

Perché hai scelto di frequentare il Liceo Classico? Con quali risultati?

Ho scelto il classico, perchè sin da piccola ho avuto la passione della scrittura e in generale della letteratura italiana e delle materie umanistiche.. Avendolo frequentato posso dire con certezza, che sia la scuola più completa di Brindisi. Ho imparato un sacco di cose interessanti ma, ovviamente, in tutte le scuole si impara, se una persona vuole imparare, ma la differenza si trova nel MODO di apprendere. Forse, il mio desiderio di fare l'insegnante, nasce dalla passione che ho visto nei miei insegnanti, per il loro lavoro e la materia che insegnano. Il mio vero mestiere potrà essere solo lo studio, perchè è la cosa che mi riesce meglio! Il mio risultato è stato il massimo(senza lode) e mi ha dato una soddisfazione unica, perchè ho visto riconosciuti tutti i miei sforzi.

Cosa pensi delle ragazze della tua stessa età?

Che domande difficili! Nella mia scuola e, in particolare nella mia classe, ho conosciuto solo un genere di ragazze: quelle legate più alle cose materiali, che ai reali valori della vita. Sin dall'inizio, non mi sono trovata bene, io ero del tutto diversa, mi vestivo in modo sportivo, non pensavo nemmeno tanto a dare il massimo nello studio. Non è bello non riuscire ad inserirsi nell'ambiente dove passi la maggior parte dei tuoi giorni, così intorno al terzo anno sono cambiata: mettevo più cura nel vestirmi, mi interessavo alle cose degli altri (conoscere persone, uscire) ed ho iniziato a competere nello studio. Intorno al quarto anno, ero completamente immersa nella vita sociale della mia classe e mi sono legata ad un gruppo di amiche con cui, non lo nego, ho passato molti bei momenti. Poi qualcosa si è rotto, ed ho capito che l'amicizia era solo di facciata. insomma, quello che ho visto non mi è piaciuto, ho capito che le amicizie erano tutte basate su interessi: tra di loro se ne dicevano e facevano di tutti i colori, per poi ritornare, dopo poco, di nuovo amiche, come se nulla fosse accaduto. Tutto questo per non rimanere isolate, cosa che invece è successa a me. Io non ho mai voluto umiliarmi come facevano loro: ho preferito rimanere sola. è gente che non ha umiltà e che, allo stesso tempo in questi frangenti, si umilia.

Perché dopo il diploma hai scelto di non iscriverti immediatamente all’Università?

Io volevo frequentare e mi sono iscritta in facoltà, ma la scelta è stata sbagliata e, purtroppo, me ne sono accorta troppo tardi, per poter fare il trasferimento. Non è stata una mia scelta. fosse per me starei già studiando nella facoltà che più mi aggrada, tuttavia, penso che un anno mi sarà utile, per capire ciò che voglio fare veramente.

Pensi di avere le idee chiare sul tuo percorso scolastico e professionale?

Penso che sceglierò Lettere Antiche, anche se, quando ho deciso di lasciare Giurisprudenza, il mio desiderio era quello di fare Filosofia.

Qual è il tuo rapporto con i mass media e i nuovi media (internet, tv e radio)? E con Facebook?

Penso che tutte le notizie che ci propinano, siano scelte e selezionate per noi e vengono sicuramente anche distorte. Questa cosa non la accetto. Non guardo MAI la tv, quindi di conseguenza non seguo telegiornali, non leggo giornali. Odio la politica: ormai non si capisce più quali valori fondamentali fanno differenziare la sinistra dalla destra, sembrano tutti uguali. Alle prossime elezioni la mia scheda sarà bianca. La tv è uno dei maggiori paradossi esistenti, la tv non a pagamento offre solo dei programmi, che, in definitiva, sono tutti colossali schifezze. Se uno si vuole vedere un film la sera quando è stanco, deve sorbirsi un'ora di pubblicità. Il Grande Fratello esiste, solo che non ci controllano con le telecamere. Ci plagiano. Se una persona vuole scegliere cosa vedersi, deve obbligatoriamente pagare. Se questo non è un paradosso....!
La radio la ascolto perchè mi piace sentire la musica, internet lo uso solo per necessità, per trovare informazioni. Facebook ha creato più dipendenti della Playstation: gente che non si stacca per ore da uno schermo per COMUNICARE. La gente ha perso di vista cosa realmente sia la comunicazione: parlare con una persona guardandola negli occhi, per capire i sentimenti e le emozioni, che invece sul web vengono occultate da uno schermo piatto. La gente non sa più cosa significa prendere un foglio e scrivere una lettera.

Quanti sms invii al giorno?

Massimo una quindicina al giorno, di solito meno di dieci.

Cosa fai nel tuo tempo libero?

Vado in palestra, aiuto mia madre in casa, specialmente a cucinare, esco con il mio ragazzo. Mi piace molto leggere:non riesco a dormire se prima non leggo. Ultimamente utilizzo molto un programmino che si chiama burraconline con cui gioco a carte.

Ti ritieni una persona introversa o estroversa? Hai rapporti con le persone della tua stessa età?

Sono introversa con chi non conosco. Con chi ho confidenza, invece, sono l'opposto. In questo momento della mia vita non ho rapporti con persone della mia età, della mia classe sono l'unica ad essere rimasta qui. A parte il fatto che sono io a non voler avere rapporti con loro, diciamo che non ne ho nemmeno la possibilità.

Che rapporto hai con i tuoi genitori?

Eheheheheh! Io ho sempre pensato che i miei genitori siano diversi dagli altri, mi sono sempre confidata con loro e ne ascoltato i consigli, sono importantissimi per me e non potrei fare a meno di loro. Purtroppo, qualcosa si è rotto da quando ho deciso di non frequentare più Giurisprudenza: per loro sono una persona che riesce in tutto e li ho delusi. A loro non piace il mio ragazzo però a quello si dovranno rassegnare! Per il resto penso che si ricrederanno, perché la mia intenzione, non è quella di abbandonare gli studi, semplicemente di fare quello che mi piace nella vita. E’ soltanto un periodo di indecisione, ma tutto si aggiusta, perchè non è mia intenzione continuare così e, credo, nemmeno la loro.






Prostituzione minorile e figli allo sbaraglio. Cosa accade ai giovani?

Si prostituiscono a 17 anni per una ricarica telefonica o per acquistare una cintura filmata. Questo l’argomento di un servizio televisivo mandato in onda dalle “Iene Show”, che ha messo in luce una nuova moda che dilaga tra i banchi di scuola: delle ragazzine perfettamente normali e consenzienti che si concedono ad estranei, senza alcuna remora o inibizione, in cambio di un regalo, magari anche usato. Davvero sconcertante ascoltare le dichiarazioni di queste piccole donne, che ammettono di svendere il proprio corpo per non sentirsi da meno nei confronti delle proprie amiche oppure perché hanno semplicemente voglia di bruciare le tappe della propria vita e sentirsi adulte.
Le hanno definite baby prostitute, ed è davvero sconvolgente sentirle parlare con disinvoltura davanti le telecamere, giustificando con convinzione "magari ti senti già non proprio benestante, poi per di più con la crisi ci si deve arrangiare in qualche modo. Vedi magari che la tua campagna di classe arriva a scuola sempre perfetta, sempre con la borsetta abbinata...". Manon basta, a gestire il giro di prostituzione e a tutelare le ragazze da eventuali problemi con i clienti è un ragazzino del quinto anno, che come un baby imprenditore pare aver trovato il business della sua vita, ben più remunerativo della paghetta dei genitori.

Rimango senza parole e allo stesso tempo non posso non pormi degli interrogati, ma in che società viviamo? Perché tutto sembra dirigersi verso uno svilimento dei valori sociali?
Non cerco un capo espiatorio però mi limito ad analizzare i fatti. Molto probabilmente, c’è chi imputa questo degrado a livello valoriale alla Tv spazzatura, ai reality show diseducativi, al consumismo dirompente oppure semplicemente ad una società che inesorabilmente si evolve. Ma non credo che il problema sia solo da attribuire a delle cause esterne. Il vero problema, a mio giudizio, è da imputare alla mancanza di controllo e alla troppa fiducia concessa dai genitori ai propri figli, sempre troppo occupati dal lavoro, per rendersi conto di quello che accade e ai loro disturbi comportamentali.
Il lavoro assorbe tutto il loro tempo, i bambini sono spesso fuori di casa o incollati al computer a navigare in chissà quali siti, pericolosi per la loro crescita. Crescono senza punti di riferimento, con la convinzione che tutto è possibile e permesso, anche lanciare un coltello sul proprio genitore perché gli ha impedito di giocare con la playstation. Episodi simili riempiono ormai le pagine dei giornali e nessuno si chiede cosa sta accadendo, ponendo un rimedio definitivo al problema. Forse perché questo significherebbe farsi degli esami di coscienza o semplicemente perché non abbiamo il tempo di pensarci, in fondo è sempre meglio far finta che nulla stia accadendo.
Cari genitori, cercate di monitorare i vostri figli, perché hanno bisogno di voi e del vostro supporto quotidiano, a volte certi episodi si verificano perché inconsciamente il vostro bambino sfoga questa aggressività o si imbatte in situazioni pericolose, fuori dalle mura di casa, proprio perché vuole attirare la vostra attenzione.
Cari ragazzi, cominciate a comportarvi e a vivere come si conviene alla vostra fascia di età. Non svendete mai per niente e per nessuno, né il vostro corpo né tanto meno la vostra anima. Ciò che adesso vi appare giustificato, un giorno vi farà vergognare di voi stessi. Quanto detto lo capirete quando anche voi sarete genitori e non vi augurereste di certo, di avere dei figli che si prostituiscono e completamente allo sbaraglio.







I pregi e i difetti di internet

Lezione di sicurezza nell’utilizzo della rete

La rete rappresenta un grande portale “aperto sul mondo”, un potente mezzo che abbatte i confini e consente la piena libertà di espressione e di accesso all’ informazione, un mondo virtuale che si alimenta grazie allo scambio di idee dei propri navigatori, stimolando l’incontro di culture e religioni diverse. Analizzata da questo punto di vista, la rete è indubbiamente il più diffuso e utilizzato mezzo di comunicazione degli ultimi tempi, ci consente di accrescere le relazioni sociali, di diffondere notizie e di ottimizzare i tempi sul lavoro.
Facebook, Msn, Youtube, My Space, questi i nomi dei social networks più diffusi ed utilizzati dalle nuove generazioni, ideati con l’intento di risponde con immediatezza all’esigenza dei più giovani di aggregarsi e di sentirsi parte di un gruppo.
Ma qual è l’altra faccia della rete? Quali possono essere i danni derivanti dal suo abuso? Cerco di rispondere, come sempre in modo del tutto soggettivo, in base alla mia esperienza di navigazione e analizzando criticamente il comportamento dei giovani, con il quale mi apporto quotidianamente.
La pluralità, la ricchezza e la vastità di informazioni disponibili, coniugate alla mancanza di regole esplicite che individuino, selezionino e codifichino le modalità e i contenuti accessibili ai minori, fanno sì che mezzi straordinariamente utili si possano trasformare in confusivi, pericolosi e, talvolta, addirittura gravemente dannosi. Si rischia di diventare preda dei malintenzionati che navigano in rete, che nascondono la propria identità al proprio interlocutore. Un ragazzo, ad esempio, può fingersi donna o adulto, così come un adulto dalle cattive intenzioni può fare la parte del “buono” e fingere di essere un ragazzino. Come l’identità, anche le storie e i sentimenti possono essere alterati, in modo più o meno verosimile. Molte trasmissioni televisive hanno trattato questo argomento, con testimonianze ed immagini sconcertanti delle tante vittime della rete.
Quando si naviga su internet si perde, inoltre, la cognizione del tempo. Ci si isola dal resto del mondo e le vere relazioni diventano solo “virtuali”, sottraendo del tempo prezioso allo studio e all’attività fisica. La dipendenza psicologica da internet è un problema che si sta diffondendo sempre più rapidamente tra i giovani, provocando svogliatezza, disinteresse totale verso la vita “reale” e gravi danni alla salute psicofisica. Una vera e propria ossessione, che porta ad allontanarsi dalle amicizie reali e autentiche, ad inasprire i rapporti con la famiglia, provocando un totale disinteresse per l’attività scolastica.
Il mio obiettivo è quello di sensibilizzarvi nell’utilizzo corretto e consapevole della rete senza rinunciare al divertimento, attraverso un utilizzo moderato e responsabile dello strumento. Per cui ragazzi utilizzate con intelligenza e moderazione il vostro computer, per quanto faccia parte della nostra vita non lasciate che diventi tutto il vostro mondo e diffidate degli sconosciuti!







Problemi con il cibo: un malessere sempre più diffuso tra i giovani

Perfezione, bellezza, magrezza questi sono i canoni imposti dalle società moderna e dalle industrie della moda. Come un’epidemia dirompente, i messaggi pubblicitari e le modelle da copertina fanno breccia nella mente dei giovani adolescenti innescando, nelle loro menti, dei meccanismi perversi, che provocano disturbi del comportamento alimentare e malessere psicologico.
Le giovani generazione sono esposte ad uno stress notevole. Le strategie per dimagrire affollano riviste, spot pubblicitari e rubriche, almeno quanto le foto di modelle seminude dai corpi statuari, creando, spesso, un cocktail di messaggi contraddittori e pericolosi. Le ragazze sono sotto pressione, anche a causa dei genitori, che incitano alle diete i propri figli un po’ grassottelli.

E, inoltre, vi sono professioni come la ballerina, che si intraprendono da piccole, in cui si inculca l’idea ossessiva del peso e della dieta rigida, per mantenere un corpo scattante e leggero, funzionale ai movimenti ma anche all’estetica del ballo.

I disturbi del comportamento alimentare come la bulimia e l’anoressia possono portare addirittura alla morte, in circostanze più gravi. Dietro ogni problema alimentare, purtroppo, si nasconde una grave sofferenza psicologica che si manifesta a livello fisico.

Questi comportamenti sono dettati, in prevalenza, dalle esigenze della moda e della bellezza femminile, che vuole le ragazze magre e rispondenti a precisi canoni estetici.
Su questo comportamento si innestano, poi, i disagi tipici dell’adolescenza, in particolare la depressione, molto diffusa tra le ragazze.

I fattori che influiscono su questi disagi sono i seguenti:

- una educazione al cibo sbagliata sin dall’infanzia e nella preadolescenza;
- un modello materno attento alla dieta e con il problema del grasso in più;
- l’uso di farmaci che tolgono l’appetito;
- il giudizio estetico negativo dei familiari e del gruppo degli amici;
- un carico eccessivo di aspettative da parte dei genitori.

Non c’è rimedio per tutto questo, se non il rispetto per sé stessi e il sostegno dei propri parenti.
I genitori svolgono un ruolo chiave nel monitorare i comportamenti e gli stati d’animo dei propri figli, proprio durante la fase più delicata di un individuo, ovvero l’adolescenza. Ed è proprio a loro che rivolgo un consiglio: siate attenti e comunicate con i vostri figli, questi malesseri a volte agiscono sotterranei e quando si palesano è già troppo tardi.
Ai miei giovani lettori suggerisco, invece, di accettarsi e di volersi bene, di avere un buon rapporto con il cibo, gli eccessi, purtroppo, sono dannosi in entrambi i casi. Adottate un’alimentazione sana e genuina, praticate sport e attività fisica: il miglior rimedio per sentirsi in forma e prenderci cura di se stessi.
Vi consiglio, inoltre, di disdegnare i modelli imposti dalla televisione o dalle riviste di moda. La maggior parte di quelle modelle/i vive una vita triste e fatta di rinunce, la propria carriera professionale dipende dalla taglia del pantalone e continuano a dimagrire, non per un problema di peso ma soltanto per mancanza di autostima.
Allora vi chiedo, vale davvero la pena di vivere così? No, meglio con una taglia in più ma felici!







Il vizio del fumo tra i giovani

Cause e motivazioni del fenomeno

Quante volte vi siete detti, tanto smetto quando voglio? Però, con il passare del tempo la sigaretta e poi il vizio hanno avuto il sopravvento e smettere, non è affatto una passeggiata come pensavate.
Al pari delle sostanze proattive, il fumo provoca dipendenza psicofisica e pericolosi danni alla salute.
A volte si comincia per curiosità oppure per sentirsi parte di un gruppo sociale e culturale, per affermare la propria personalità., per “rilassarsi”, insomma, possono essere tante le motivazioni soggettive che ci spingono a cominciare a fumare. E’ il frutto, infatti, di un processo comportamentale individuale, ambientale e sociale, raramente riconducibile ad un evento isolato.
Ma i mezzi di informazione come disincentivano questo fenomeno? Che funzione educativa svolgono? Direi nessuna. Basta pensare alla TV, lo strumento d’informazione più seguito dai ragazzi, in grado di influenzare i comportamenti sociali dei giovani, che trasmette in media un atto-fumo ogni trentadue minuti.
Nonostante in Italia esista il divieto della pubblicità diretta delle sigarette, siamo bombardati da messaggi indiretti. Quante volte infatti abbiamo visto il nostro attore preferito o il cantante del momento accendere una sigaretta davanti alle telecamere, non curante di poter provocare, nei giovani occhi di chi guarda, desiderio ed emulazione. Il 71% degli atti-fumo che si svolgono in televisione riproducono contesti di successo, convivialità e seduzione, che stimolano la partecipazione emotiva del telespettatore, mentre il 29% viene associato a stati di ansia, sconfitta e attesa.
Qual è l’identikit dei soggetti più a rischio durante l’esposizione? Gli adolescenti tra i 13 e i 17 anni, che cominciano a fumare non per bisogno ma per imitare gli adulti, in particolare i beniamini televisivi. Per contrastare questo fenomeno, si moltiplicano le iniziative promosse dal Governo e dalle tante associazioni impegnate nella lotta contro il fumo, ma i buoni propositi vengono tuttavia vanificati dalle multinazionali del tabacco, impegnate nell'elaborare strategie di vendita sempre più attraenti, e dal mezzo televisivo che continua a proporre modelli positivi del fumo.
Aumentare le sponsorizzazioni di eventi sportivi, eventi culturali e utilizzo del marchio di sigarette, per linee di abbigliamento sportivo. Il sistema sembra tacere e occultare le pesanti ripercussioni, che il fumo provoca sulla salute delle persone.
Per diminuire la diffusione del fumo nei soggetti adulti è indispensabile, ridurre il numero delle persone che iniziano a fumare in giovane età. Fin dagli anni sessanta la scuola veniva considerata il luogo più idoneo a diffondere informazioni sulla salute. Oggi non è più così, anzi, proprio in ambiente scolastico molti giovani iniziano a fumare, stimolati dall’esempio dai coetanei. Si deve pertanto ricorrere ai mass media (radio, tv e giornali) per veicolare messaggi di tipo preventivo.
E’ pur vero però, che indipendentemente dagli interessi di chi produce sigarette e della mancanza di attenzione da parte dei mezzi di comunicazione, la responsabilità di chi sceglie di accendere la prima sigaretta è sempre e soltanto del singolo individuo. Nel terzo millennio siamo tutti abbastanza informati dei danni derivanti dal fumo e chi decide di entrare nella “fascia dei fumatori”, lo fa con razionale incoscienza.

Sulla base di quanto esposto, ritengo di darvi un consiglio: non fumate! Non esiste nessuna motivazione accettabile per rischiare la propria vita.








Solo il diploma o anche la laurea?

Semplici ed utili suggerimenti per i maturandi

Ricordiamo tutti la gioia e l’entusiasmo provati il giorno della laurea.
Tutti ti sorridono e si complimentano con te, i tuoi genitori ricevono la giusta ricompensa per i sacrifici economici sostenuti e pensi che mai più proverai l’ansia e lo stress tipici della notte prima degli esami.
Si apre una nuova pagina della tua vita, chiudi i libri in cantina e cominci a cercare lavoro, fiducioso che tanti anni di studio possano ben presto essere ricompensati.
Purtroppo però la realtà è ben diversa e l’entusiasmo lascia il posto alla delusione di non riuscire a trovare una collocazione sul mercato del lavoro.
La chiamano generazione dei mille euro al mese ma, in realtà, questa sarebbe la prospettiva migliore per tanti ragazzi neolaureati e collezionisti di tirocini non pagati.
Il pessimismo dilaga tra i giovani e la possibilità di trovare un lavoro, pagato intendo, diviene molto spesso remota.
Cosa occorre fare dopo il diploma, immettersi sin da subito nel mondo del lavoro oppure studiare altri cinque anni per una laurea?
Bel dilemma! L’esperienza mi racconta che chi, al contrario di me, 10 anni fa ha scelto l’alternativa lavoro e guadagno immediato, può vantare di aver trovato un posto fisso e qualche anno di contributi già maturati. Altri, invece, se tornassero indietro proseguirebbero gli studi, perché sognano un avanzamento di carriera all’interno del proprio percorso professionale che, il solo diploma, non gli consente di intraprendere.
E’ pur vero che il sistema lavoro in Italia ha subito un’evoluzione nel tempo e le logiche, che lo regolavano dieci anni fa, sembrano essere del tutto diverse da oggi. Attualmente un neo diplomato, molto probabilmente, dovrebbe accontentarsi di piccoli lavoretti poco retribuiti, almenocchè, non abbia la fortuna di poter trovare una collocazione nell’azienda di famiglia. Ma lo sappiamo, solo pochi hanno questa fortuna.
Così come tanti laureati speranzosi si sono scontrati con un’offerta spietata, che richiede competenze specialistiche e almeno tre anni di esperienze. Tanti altri, invece, hanno avuto la fortuna, dopo uno stage di sei mesi in azienda, di essere assunti e si ritengono soddisfatti delle proprie scelte professionali.
Allora in tutto questo marasma, quale sembra essere la soluzione più giusta?
Sia che optiate di fermarvi al diploma o di proseguire corso un corso di laurea, occorre sempre spirito di sacrificio e tanta forza di volontà. La formazione continua, lo studio, l’intraprendenza e perché no anche capacità imprenditoriale, sono le armi migliori per combattere ed affrontare al meglio le contraddizioni del mercato.
Accettate di svolgere stage attinenti con il vostro percorso scolastico, rendetevi partecipi, curiosi di apprendere le arti del mestiere, soprattutto dai vostri colleghi. I tirocini formativi, anche se non pagati, rappresentano delle possibilità da cogliere al volo per poter acquisire esperienza. La passività è pari alla perdita di tempo, occorre seminare il più possibile senza farsi scoraggiare dalle difficoltà.
Nella scelta dell’università, non fate affidamento soltanto sulle predisposizioni personali verso quella o quell’altra materia di studio, ma analizzate più approfonditamente l’offerta del mercato, per capire dove si sta orientando e di quali figure professionali esso necessita.
Siate grintosi, organizzate la ricerca del lavoro come se doveste promuovere le vostre capacità, usate i canali internet, imparate ad utilizzare bene il computer e i suoi programmi, siate “commerciali di voi stessi”. Associate sempre lo studio alla pratica sul campo, vi permette di comprendere meglio ed imparare più facilmente.
Ecco i miei consigli…..
L’unica speranza oggi è non fare affidamento sulla speranza ed essere consapevoli del momento che stiamo vivendo: abbandoniamo i sogni e poniamoci degli obiettivi alla luce della realtà che oggi ci troviamo ad affrontare.
Il mercato del lavoro è diventato sempre più selettivo e richiede competenze professionali specifiche. A tal proposito il consiglio che mi sento di darvi è di proseguire gli studi, se ne avete la possibilità.
Non solo per ampliare le proprie conoscenze personali, ma soprattutto, perché un titolo di studio come la laurea rappresenta un passaporto importante e maggiormente qualificante nel mondo del lavoro.
Quindi forza e coraggio!!!



Racconta la tua esperienza scrivi a redazione@brindisinews.com






Piccole regole di sicurezza stradale

Sin dalla notte dei tempi la natura dell’uomo è attratta dal movimento, in tutte le sue forme.
Dedichiamo molto tempo agli spostamenti: scuola, lavoro e tempo libero, ricercando e ideando mezzi di trasporto che ci aiutino a spostarci più velocemente e in condizioni di sicurezza.
Amiamo viaggiare con la fantasia, recarci in altre parti del mondo, spostarci a piedi, in moto e in auto, per fare nuove esperienze e conoscere persone stimolanti.
Ci sono però delle piccole regole da rispettare, per salvaguardare la propria sicurezza e delle persone che incontriamo sulla nostra strada.
Le statistiche e i dati che emergono sono ogni anno sempre più drammatici, ci dimostrano come l’eccesso e la disattenzione rappresentino le cause più ricorrenti di incidentalità giovanile.
Negli ultimi anni, infatti, gli incidenti stradali hanno costituito la nona causa di mortalità e di invalidità relativa alla popolazione mondiale.
Come una vera e propria “epidemia”, gli incidenti stradali rappresentano un problema prioritario di sanità pubblica. Le conseguenze dei traumi stradali sono drammatiche, non solo in termini di riduzione della durata della vita ma anche perché rappresentano, nelle classi di età più giovani, la più importante causa di disabilità grave e di morte.
Le cause maggiori di incidente stradale sono: eccesso di velocità, guida distratta e pericolosa, mancato rispetto della precedenza o della distanza di sicurezza, assunzione di alcool e sostanze stupefacenti.
Non voglio spaventarvi, ma occorre una vera e propria presa di coscienza per poter prevenire e correggere dei comportamenti errati alla guida.
Non è solo l’automobilista ad essere sotto la lente d’ingrandimento. Anche i pedoni, i ciclisti e i motociclisti sono indisciplinati e mettono a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri, semplicemente perché non rispettano le regole imposte dal codice della strada.
Ci sono luoghi in Italia, dove andare senza casco o salire in tre (papà, mamma, figlio piccolo) a bordo di uno scooter rappresenta la normalità e gli agenti che avviano un sequestro del mezzo, sono impegnati mezza giornata solo su quel caso; dove abusare di alcool e di altre sostanze passa pressoché inosservato, a meno che non si vada a sbattere contro un muro, contro innocenti oppure non si incontri una delle poche pattuglie in servizio di prevenzione. Ci dimostriamo troppo spesso spavaldi e pronti a maledire coloro che hanno introdotto norme e pene più severe.
Bastano dei piccoli accorgimenti per prevenire tutto questo: rispetto delle regole e buon senso.
Non vale la pena mettere a repentaglio la vita di qualcuno solo per il gusto di trasgredire!


Torre Guaceto 14 novembre 2009



Eleonora Modugno, laureata in Relazioni Pubbliche, ha al proprio attivo numerose collaborazioni con agenzie di comunicazione, Enti pubblici ed Associazioni culturali, in qualità, rispettivamente, di consulente in comunicazione, addetto stampa con mansioni redazionali-giornalistiche e responsabile nella progettazione di eventi. Attualmente gestiste con successo la Scuola Guida La Caravella, ed opera come libera professionista nel campo degli eventi e della consulenza assicurativa. Per contatti: modugno.eleonora@gmail.com