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Eleonora
Modugno cura lo Spaziogiovani
Laureata
in Relazioni Pubbliche, ha al proprio attivo numerose
collaborazioni con agenzie di comunicazione, Enti pubblici
ed Associazioni culturali, in qualità, rispettivamente,
di consulente in comunicazione, addetto stampa con mansioni
redazionali-giornalistiche e responsabile nella progettazione
di eventi. Attualmente gestiste con successo la Scuola
Guida La Caravella, ed opera come libera professionista
nel campo degli eventi e della consulenza assicurativa.
Per contatti: modugno.eleonora@gmail.com
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Uno
spazio piccolo, ma significativo, realizzato per i giovani.
Una rubrica che vuole offrire a tutti i suoi lettori l’opportunità
di conoscere meglio la infinita galassia giovanile, i temi
più cari e più vicini alla loro fascia di età,
per scoprirne il loro mondo e linguaggio. Le tematiche: consigli
sulla sicurezza stradale e sull’utilizzo improprio di
sostanze stupefacenti, raccolta di notizie e iniziative sugli
argomenti che riguardano i ragazzi e chi si relaziona con
loro. Si indagherà sui loro sentimenti e disagi per
cercare di dare degli utili suggerimenti ai loro interrogativi.
Si raccoglieranno, inoltre, testimonianze interessanti, con
l’obiettivo di dar voce alle esperienze dei ragazzi. |
I
pro e i contro dello stage post laurea
Ecco
l’intervista a Marco, stagista presso un Ente pubblico
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Pensavi
fosse finita e invece comincia per te un nuovo inizio!
C’è chi si approccia per la prima volta
con la scrittura del proprio curriculum vitae, non
sapendo purtroppo cosa scrivere nella sezione “Esperienze
lavorative”, e chi cerca un lavoretto part-time,
nell’attesa di capire se intende proseguire
gli studi oppure cominciare a “guadagnarsi il
pane” sin da subito.
Nel momento in cui impugniamo il tanto agognato “pezzo
di carta”, l’attestato di Laurea, ci sembra
di aver riconquistato la nostra libertà. Dopo
il primo periodo di ritrovata tranquillità,
invece, ci si ritrova a far la fila presso gli uffici
di collocamento, con la consapevole illusione, che
un datore di lavoro tra mille profili professionali,
scelga proprio il nostro. Il tempo passa e come spesso
accade, l’illusione si trasforma in amara realtà
e ti spinge a scegliere di proseguire gli studi, nella
speranza che il nuovo titolo ti agevoli sul mercato
del lavoro , oppure, di cominciare ad accumulare esperienza
facendo richiesta di tirocinio formativo.
Ho intervistato Marco, laureato
di 26 anni e attualmente tirocinante presso l'ufficio
di Piano Strategico di Area Vasta del Comune di Brindisi,
cercando di comprendere quali sono le sue aspettative
nei confronti di questa esperienza, e quali motivazioni
lo hanno spinto ad effettuare questo percorso.
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Perché hai deciso di svolgere il tuo tirocinio presso
un Ente pubblico?
Le Aziende come le Banche cercano sempre gli stessi
profili, Risorse umane, Finanza, Marketing, Commerciale,
invece le Pubbliche Amministrazioni, non mirando esclusivamente
al profitto, possono offrire posizioni differente. In questi
uffici ad esempio ci si occupa di rilanciare l’economia
brindisina, ma soprattutto di migliorare la qualità
di vita delle persone e il loro benessere.
Pensi
che questa esperienza possa portarti dei vantaggi nel mondo
del lavoro?
Il mio
obiettivo è acquisire esperienza lavorativa e aprirmi
a nuove opportunità. Non penso che nello specifico
mi possa agevolare nel trovare una collocazione presso questo
Ente, tranne se l’Ente in questione, abbia bisogno
di una particolare figura e la stia formando investendo
su di me.
Ritieni
il tirocinio rappresenti uno step forzato per un neolaureato?
Non lo
considero uno step forzato. Le aziende cercano figure con
più di un anno di esperienza, cercano l’esperienza
all’estero e la conoscenza delle lingue e degli strumenti
informatici. Uno stage ti offre una esperienza lavorativa
di massimo 6 mesi, tuttavia l’Azienda potrebbe avere
necessità di una particolare figura giovane da formare
e quindi, in questo senso, lo stage potrebbe essere un ulteriore
modo per essere assunti in una impresa.
Quali
pensi siano le finalità di un tirocinio formativo?
Penso
che la finalità del tirocinio formativo, sia quella
di permettere al neolaureato di affacciarsi al mondo del
lavoro, piuttosto che una finalità occupazionale;
lo studente deve aspettarsi di effettuare una seria esperienza
lavorativa riguardo la materia studiata, di confrontare
se stesso con la mansione assegnatagli, coi colleghi, coi
capi e con la macchinetta del caffè! Ritengo sia
importante, che non venga lasciato solo a se stesso dietro
una scrivania, ma che necessiti di un periodo iniziale di
affiancamento..
Nella maggior parte dei casi questo non avviene ma consiglio,
per trarre il massimo da questa esperienza, di rendervi
partecipi e dimostrarvi volenterosi, perché questa
opportunità potrebbe non presentarsi più.
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Contro
il bullismo, tolleranza zero!
A volte la realtà supera la fantasia! Te ne accorgi
quando facendo “zapping” online, ti imbatti incuriosito
in uno dei tanti portali di denuncia dedicati ai giovani,
come ad esempio bullismo.com.
Il fenomeno bullismo nelle scuole, ormai riempie gli spazi
di cronaca. Un problema cominciato con qualche caso isolato
ma, a quanto pare, diventato nel terzo millennio, una vera
e propria piaga sociale. Il portale, nato come sostegno ai
tanti ragazzi vittime di bullismo, dedica una intera sezione,
alle storie traumatiche e violente, di tanti giovani perseguitati
dai propri compagni di scuola. Gli scherni, le botte, le umiliazioni,
le lesioni e le minacce, sono solo parte delle ingiustizie,
che una vittima di bullismo o di mobbing è costretto
a vivere, contro la sua volontà.
Una recente indagine in Italia sul "bullismo" nelle
scuole superiori ha evidenziato che un ragazzo su due subisce
episodi di violenza verbale, psicologica e fisica e il 33%
è una vittima ricorrente di abusi. Il bullo viene definito,
per via del suo agire, un vero e proprio “assassino
dell’anima”, un grave veleno che va fermato. La
definizione potrebbe sembrare un po’ forte, ma il “branco”
si rende protagonista di veri e propri atti criminali, punibili
dalla legge, perché le implicazioni psicologiche e
comportamentali, che la vittima di bullismo affronta quotidianamente
influenzano, negativamente, il suo modo di rapportarsi con
gli altri e la sua salute mentale. Immaginate le ansie, le
paure, gli imbarazzi, che sono costretti a subire questi poveri
ragazzi, che incappano nella rete del bullo, senza sapere
come uscirne e soprattutto con l’aiuto di chi.
L’istituzione scolastica, molto spesso, si finge cieca
e sorda, sceglie di occultare piuttosto che denunciare e supportare
i propri allievi, nella lotta contro le ingiustizie. L’indifferenza
incita le cattive azioni e danneggia i più deboli.
I genitori dovrebbero essere più attenti a captare
i segnali dei propri figli. Un forte malessere, a volte, si
palesa proprio dagli atteggiamenti, dagli sguardi, dai segni
delle percosse. Se tuo figlio non dorme la notte, ha paura
quando entra a scuola, non gioisce più , hai solo un
modo per aiutarlo, denunciando. Caro genitore impara a leggere
i suoi occhi perché hanno bisogno della tua guida.
Ragazzi non abbiate paura di denunciare tutto alle autorità
competenti. Per una grandissima percentuale, i persecutori
di fronte alle autorità e pressati da un uomo in divisa,
cedono e fanno un passo indietro. Ci sono, inoltre, molte
associazioni che si occupano del tema, impegnate nella lotta
contro il bullismo, che offrono supporto psicologico alle
vittime.
Un consiglio per i bulli: mettetevi nei panni delle vostre
vittime, di certo non vi piacerebbe ricevere simili torture
e cattiverie. Fermatevi e abbiate un po’ di buon senso.
Per informazioni potete consultare il sito www.bullismo.com,
uscirne è possibile!
Vi lascio con un prezioso consiglio estrapolato dal portale:
Se ami la vita di tuo figlio, se vuoi restituirgli sogni e
fiducia nel mondo, se vuoi fare in modo che chi ha rovinato
anni di vita ad un bambino venga punito a dovere, se vuoi
che il colpevole non dica più “Io non centro
nulla”, se vuoi tornare a vivere… questo potrebbe
essere un primo efficace passo! Compilo…e vedrai!
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La
mia intervista a Francesca, una ragazza senza troppi grilli
per la testa!
Molto spesso nella mia rubrica mi è capitato di parlare
di voi giovani e delle vostre problematiche, dal quale è
emerso un universo giovanile fragile, poco incline allo
studio e senza punti di riferimento, insomma allo sbando.
Ne parlano in tv, ne discutono i giornali, tanto da diventare
la traccia di un tema di scuola: le nuove generazioni sono
in crisi, sembrano investite da un malessere generale, che
rivela situazioni di grave disagio nel mondo preadolescenziale.
L’abuso di alcool e droghe, la violenza, il bullismo,
il fenomeno dell’ assenteismo nelle scuole, decretano
il fallimento della società odierna ma, soprattutto,
della famiglia e dei suoi valori fondanti.
Oggi sono qui a mostrarvi l’altra faccia della medaglia,
della quale non si parla mai perché non crea scalpore,
ma che ci permette di sperare in positivo, per l’avvenire
dei nostri giovani. Spero, principalmente, che la sua testimonianza,
possa essere di aiuto a chi ha scelto di interrompere prematuramente
gli studi, per mancanza di stimoli, oppure per tutti coloro
che vivono solo il presente, senza preoccuparsi del proprio
futuro. A tal fine ho intervistato Francesca, un’allieva
della scuola guida. Nonostante la sua giovane età,
19 anni, sembra avere la testa sulle spalle, impara dai
suoi errori, le piace leggere e non sogna, come tante, di
diventare una veline.
Ma andiamo un po’ a capire come vive e cosa pensa,
chi non ha “tanti grilli per la testa”! Ecco
l’intervista:
Quali sono i tuoi punti di riferimento nella vita?
La mia famiglia ed il mio ragazzo.
Perché hai scelto di frequentare il Liceo Classico?
Con quali risultati?
Ho scelto il classico, perchè sin da piccola
ho avuto la passione della scrittura e in generale della
letteratura italiana e delle materie umanistiche.. Avendolo
frequentato posso dire con certezza, che sia la scuola più
completa di Brindisi. Ho imparato un sacco di cose interessanti
ma, ovviamente, in tutte le scuole si impara, se una persona
vuole imparare, ma la differenza si trova nel MODO di apprendere.
Forse, il mio desiderio di fare l'insegnante, nasce dalla
passione che ho visto nei miei insegnanti, per il loro lavoro
e la materia che insegnano. Il mio vero mestiere potrà
essere solo lo studio, perchè è la cosa che
mi riesce meglio! Il mio risultato è stato il massimo(senza
lode) e mi ha dato una soddisfazione unica, perchè
ho visto riconosciuti tutti i miei sforzi.
Cosa pensi
delle ragazze della tua stessa età?
Che domande difficili! Nella mia scuola e, in particolare
nella mia classe, ho conosciuto solo un genere di ragazze:
quelle legate più alle cose materiali, che ai reali
valori della vita. Sin dall'inizio, non mi sono trovata
bene, io ero del tutto diversa, mi vestivo in modo sportivo,
non pensavo nemmeno tanto a dare il massimo nello studio.
Non è bello non riuscire ad inserirsi nell'ambiente
dove passi la maggior parte dei tuoi giorni, così
intorno al terzo anno sono cambiata: mettevo più
cura nel vestirmi, mi interessavo alle cose degli altri
(conoscere persone, uscire) ed ho iniziato a competere nello
studio. Intorno al quarto anno, ero completamente immersa
nella vita sociale della mia classe e mi sono legata ad
un gruppo di amiche con cui, non lo nego, ho passato molti
bei momenti. Poi qualcosa si è rotto, ed ho capito
che l'amicizia era solo di facciata. insomma, quello che
ho visto non mi è piaciuto, ho capito che le amicizie
erano tutte basate su interessi: tra di loro se ne dicevano
e facevano di tutti i colori, per poi ritornare, dopo poco,
di nuovo amiche, come se nulla fosse accaduto. Tutto questo
per non rimanere isolate, cosa che invece è successa
a me. Io non ho mai voluto umiliarmi come facevano loro:
ho preferito rimanere sola. è gente che non ha umiltà
e che, allo stesso tempo in questi frangenti, si umilia.
Perché
dopo il diploma hai scelto di non iscriverti immediatamente
all’Università?
Io volevo frequentare e mi sono iscritta in facoltà,
ma la scelta è stata sbagliata e, purtroppo, me ne
sono accorta troppo tardi, per poter fare il trasferimento.
Non è stata una mia scelta. fosse per me starei già
studiando nella facoltà che più mi aggrada,
tuttavia, penso che un anno mi sarà utile, per capire
ciò che voglio fare veramente.
Pensi di avere le idee chiare sul tuo percorso scolastico
e professionale?
Penso che sceglierò Lettere Antiche, anche se,
quando ho deciso di lasciare Giurisprudenza, il mio desiderio
era quello di fare Filosofia.
Qual è il tuo rapporto con i mass media e i nuovi
media (internet, tv e radio)? E con Facebook?
Penso che tutte le notizie che ci propinano, siano scelte
e selezionate per noi e vengono sicuramente anche distorte.
Questa cosa non la accetto. Non guardo MAI la tv, quindi
di conseguenza non seguo telegiornali, non leggo giornali.
Odio la politica: ormai non si capisce più quali
valori fondamentali fanno differenziare la sinistra dalla
destra, sembrano tutti uguali. Alle prossime elezioni la
mia scheda sarà bianca. La tv è uno dei maggiori
paradossi esistenti, la tv non a pagamento offre solo dei
programmi, che, in definitiva, sono tutti colossali schifezze.
Se uno si vuole vedere un film la sera quando è stanco,
deve sorbirsi un'ora di pubblicità. Il Grande Fratello
esiste, solo che non ci controllano con le telecamere. Ci
plagiano. Se una persona vuole scegliere cosa vedersi, deve
obbligatoriamente pagare. Se questo non è un paradosso....!
La radio la ascolto perchè mi piace sentire la musica,
internet lo uso solo per necessità, per trovare informazioni.
Facebook ha creato più dipendenti della Playstation:
gente che non si stacca per ore da uno schermo per COMUNICARE.
La gente ha perso di vista cosa realmente sia la comunicazione:
parlare con una persona guardandola negli occhi, per capire
i sentimenti e le emozioni, che invece sul web vengono occultate
da uno schermo piatto. La gente non sa più cosa significa
prendere un foglio e scrivere una lettera.
Quanti sms
invii al giorno?
Massimo una quindicina al giorno, di solito meno di
dieci.
Cosa fai
nel tuo tempo libero?
Vado in palestra, aiuto mia madre in casa, specialmente
a cucinare, esco con il mio ragazzo. Mi piace molto leggere:non
riesco a dormire se prima non leggo. Ultimamente utilizzo
molto un programmino che si chiama burraconline con cui
gioco a carte.
Ti ritieni una persona introversa o estroversa? Hai rapporti
con le persone della tua stessa età?
Sono introversa con chi non conosco. Con chi ho confidenza,
invece, sono l'opposto. In questo momento della mia vita
non ho rapporti con persone della mia età, della
mia classe sono l'unica ad essere rimasta qui. A parte il
fatto che sono io a non voler avere rapporti con loro, diciamo
che non ne ho nemmeno la possibilità.
Che rapporto
hai con i tuoi genitori?
Eheheheheh! Io ho sempre pensato che i miei genitori
siano diversi dagli altri, mi sono sempre confidata con
loro e ne ascoltato i consigli, sono importantissimi per
me e non potrei fare a meno di loro. Purtroppo, qualcosa
si è rotto da quando ho deciso di non frequentare
più Giurisprudenza: per loro sono una persona che
riesce in tutto e li ho delusi. A loro non piace il mio
ragazzo però a quello si dovranno rassegnare! Per
il resto penso che si ricrederanno, perché la mia
intenzione, non è quella di abbandonare gli studi,
semplicemente di fare quello che mi piace nella vita. E’
soltanto un periodo di indecisione, ma tutto si aggiusta,
perchè non è mia intenzione continuare così
e, credo, nemmeno la loro.
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Prostituzione
minorile e figli allo sbaraglio. Cosa accade ai giovani?
Si prostituiscono
a 17 anni per una ricarica telefonica o per acquistare una
cintura filmata. Questo l’argomento di un servizio
televisivo mandato in onda dalle “Iene Show”,
che ha messo in luce una nuova moda che dilaga tra i banchi
di scuola: delle ragazzine perfettamente normali e consenzienti
che si concedono ad estranei, senza alcuna remora o inibizione,
in cambio di un regalo, magari anche usato. Davvero sconcertante
ascoltare le dichiarazioni di queste piccole donne, che
ammettono di svendere il proprio corpo per non sentirsi
da meno nei confronti delle proprie amiche oppure perché
hanno semplicemente voglia di bruciare le tappe della propria
vita e sentirsi adulte.
Le hanno definite baby prostitute, ed è davvero sconvolgente
sentirle parlare con disinvoltura davanti le telecamere,
giustificando con convinzione "magari ti senti già
non proprio benestante, poi per di più con la crisi
ci si deve arrangiare in qualche modo. Vedi magari che la
tua campagna di classe arriva a scuola sempre perfetta,
sempre con la borsetta abbinata...". Manon basta, a
gestire il giro di prostituzione e a tutelare le ragazze
da eventuali problemi con i clienti è un ragazzino
del quinto anno, che come un baby imprenditore pare aver
trovato il business della sua vita, ben più remunerativo
della paghetta dei genitori.
Rimango senza parole e allo stesso
tempo non posso non pormi degli interrogati, ma in che società
viviamo? Perché tutto sembra dirigersi verso uno
svilimento dei valori sociali?
Non cerco un capo espiatorio però mi limito ad analizzare
i fatti. Molto probabilmente, c’è chi imputa
questo degrado a livello valoriale alla Tv spazzatura, ai
reality show diseducativi, al consumismo dirompente oppure
semplicemente ad una società che inesorabilmente
si evolve. Ma non credo che il problema sia solo da attribuire
a delle cause esterne. Il vero problema, a mio giudizio,
è da imputare alla mancanza di controllo e alla troppa
fiducia concessa dai genitori ai propri figli, sempre troppo
occupati dal lavoro, per rendersi conto di quello che accade
e ai loro disturbi comportamentali.
Il lavoro assorbe tutto il loro tempo, i bambini sono spesso
fuori di casa o incollati al computer a navigare in chissà
quali siti, pericolosi per la loro crescita. Crescono senza
punti di riferimento, con la convinzione che tutto è
possibile e permesso, anche lanciare un coltello sul proprio
genitore perché gli ha impedito di giocare con la
playstation. Episodi simili riempiono ormai le pagine dei
giornali e nessuno si chiede cosa sta accadendo, ponendo
un rimedio definitivo al problema. Forse perché questo
significherebbe farsi degli esami di coscienza o semplicemente
perché non abbiamo il tempo di pensarci, in fondo
è sempre meglio far finta che nulla stia accadendo.
Cari genitori, cercate di monitorare i vostri figli, perché
hanno bisogno di voi e del vostro supporto quotidiano, a
volte certi episodi si verificano perché inconsciamente
il vostro bambino sfoga questa aggressività o si
imbatte in situazioni pericolose, fuori dalle mura di casa,
proprio perché vuole attirare la vostra attenzione.
Cari ragazzi, cominciate a comportarvi e a vivere come si
conviene alla vostra fascia di età. Non svendete
mai per niente e per nessuno, né il vostro corpo
né tanto meno la vostra anima. Ciò che adesso
vi appare giustificato, un giorno vi farà vergognare
di voi stessi. Quanto detto lo capirete quando anche voi
sarete genitori e non vi augurereste di certo, di avere
dei figli che si prostituiscono e completamente allo sbaraglio.
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I
pregi e i difetti di internet
Lezione di sicurezza nell’utilizzo
della rete
La rete rappresenta
un grande portale “aperto sul mondo”, un potente
mezzo che abbatte i confini e consente la piena libertà
di espressione e di accesso all’ informazione, un
mondo virtuale che si alimenta grazie allo scambio di idee
dei propri navigatori, stimolando l’incontro di culture
e religioni diverse. Analizzata da questo punto di vista,
la rete è indubbiamente il più diffuso e utilizzato
mezzo di comunicazione degli ultimi tempi, ci consente di
accrescere le relazioni sociali, di diffondere notizie e
di ottimizzare i tempi sul lavoro.
Facebook, Msn, Youtube, My Space, questi i nomi dei social
networks più diffusi ed utilizzati dalle nuove generazioni,
ideati con l’intento di risponde con immediatezza
all’esigenza dei più giovani di aggregarsi
e di sentirsi parte di un gruppo.
Ma qual è l’altra faccia della rete? Quali
possono essere i danni derivanti dal suo abuso? Cerco di
rispondere, come sempre in modo del tutto soggettivo, in
base alla mia esperienza di navigazione e analizzando criticamente
il comportamento dei giovani, con il quale mi apporto quotidianamente.
La pluralità, la ricchezza e la vastità di
informazioni disponibili, coniugate alla mancanza di regole
esplicite che individuino, selezionino e codifichino le
modalità e i contenuti accessibili ai minori, fanno
sì che mezzi straordinariamente utili si possano
trasformare in confusivi, pericolosi e, talvolta, addirittura
gravemente dannosi. Si rischia di diventare preda dei malintenzionati
che navigano in rete, che nascondono la propria identità
al proprio interlocutore. Un ragazzo, ad esempio, può
fingersi donna o adulto, così come un adulto dalle
cattive intenzioni può fare la parte del “buono”
e fingere di essere un ragazzino. Come l’identità,
anche le storie e i sentimenti possono essere alterati,
in modo più o meno verosimile. Molte trasmissioni
televisive hanno trattato questo argomento, con testimonianze
ed immagini sconcertanti delle tante vittime della rete.
Quando si naviga su internet si perde, inoltre, la cognizione
del tempo. Ci si isola dal resto del mondo e le vere relazioni
diventano solo “virtuali”, sottraendo del tempo
prezioso allo studio e all’attività fisica.
La dipendenza psicologica da internet è un problema
che si sta diffondendo sempre più rapidamente tra
i giovani, provocando svogliatezza, disinteresse totale
verso la vita “reale” e gravi danni alla salute
psicofisica. Una vera e propria ossessione, che porta ad
allontanarsi dalle amicizie reali e autentiche, ad inasprire
i rapporti con la famiglia, provocando un totale disinteresse
per l’attività scolastica.
Il mio obiettivo è quello di sensibilizzarvi nell’utilizzo
corretto e consapevole della rete senza rinunciare al divertimento,
attraverso un utilizzo moderato e responsabile dello strumento.
Per cui ragazzi utilizzate con intelligenza e moderazione
il vostro computer, per quanto faccia parte della nostra
vita non lasciate che diventi tutto il vostro mondo e diffidate
degli sconosciuti!

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Problemi
con il cibo: un malessere sempre più diffuso tra
i giovani
Perfezione,
bellezza, magrezza questi sono i canoni imposti dalle società
moderna e dalle industrie della moda. Come un’epidemia
dirompente, i messaggi pubblicitari e le modelle da copertina
fanno breccia nella mente dei giovani adolescenti innescando,
nelle loro menti, dei meccanismi perversi, che provocano
disturbi del comportamento alimentare e malessere psicologico.
Le giovani generazione sono esposte ad uno stress notevole.
Le strategie per dimagrire affollano riviste, spot pubblicitari
e rubriche, almeno quanto le foto di modelle seminude dai
corpi statuari, creando, spesso, un cocktail di messaggi
contraddittori e pericolosi. Le ragazze sono sotto pressione,
anche a causa dei genitori, che incitano alle diete i propri
figli un po’ grassottelli.
E, inoltre, vi sono professioni come
la ballerina, che si intraprendono da piccole, in cui si
inculca l’idea ossessiva del peso e della dieta rigida,
per mantenere un corpo scattante e leggero, funzionale ai
movimenti ma anche all’estetica del ballo.
I disturbi del comportamento alimentare
come la bulimia e l’anoressia possono portare addirittura
alla morte, in circostanze più gravi. Dietro ogni
problema alimentare, purtroppo, si nasconde una grave sofferenza
psicologica che si manifesta a livello fisico.
Questi comportamenti sono dettati,
in prevalenza, dalle esigenze della moda e della bellezza
femminile, che vuole le ragazze magre e rispondenti a precisi
canoni estetici.
Su questo comportamento si innestano, poi, i disagi tipici
dell’adolescenza, in particolare la depressione, molto
diffusa tra le ragazze.
I fattori che influiscono su questi
disagi sono i seguenti:
- una educazione al cibo sbagliata
sin dall’infanzia e nella preadolescenza;
- un modello materno attento alla dieta e con il problema
del grasso in più;
- l’uso di farmaci che tolgono l’appetito;
- il giudizio estetico negativo dei familiari e del gruppo
degli amici;
- un carico eccessivo di aspettative da parte dei genitori.
Non c’è rimedio per tutto
questo, se non il rispetto per sé stessi e il sostegno
dei propri parenti.
I genitori svolgono un ruolo chiave nel monitorare i comportamenti
e gli stati d’animo dei propri figli, proprio durante
la fase più delicata di un individuo, ovvero l’adolescenza.
Ed è proprio a loro che rivolgo un consiglio: siate
attenti e comunicate con i vostri figli, questi malesseri
a volte agiscono sotterranei e quando si palesano è
già troppo tardi.
Ai miei giovani lettori suggerisco, invece, di accettarsi
e di volersi bene, di avere un buon rapporto con il cibo,
gli eccessi, purtroppo, sono dannosi in entrambi i casi.
Adottate un’alimentazione sana e genuina, praticate
sport e attività fisica: il miglior rimedio per sentirsi
in forma e prenderci cura di se stessi.
Vi consiglio, inoltre, di disdegnare i modelli imposti dalla
televisione o dalle riviste di moda. La maggior parte di
quelle modelle/i vive una vita triste e fatta di rinunce,
la propria carriera professionale dipende dalla taglia del
pantalone e continuano a dimagrire, non per un problema
di peso ma soltanto per mancanza di autostima.
Allora vi chiedo, vale davvero la pena di vivere così?
No, meglio con una taglia in più ma felici!

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Il
vizio del fumo tra i giovani
Cause
e motivazioni del fenomeno
Quante volte
vi siete detti, tanto smetto quando voglio? Però,
con il passare del tempo la sigaretta e poi il vizio hanno
avuto il sopravvento e smettere, non è affatto una
passeggiata come pensavate.
Al pari delle sostanze proattive, il fumo provoca dipendenza
psicofisica e pericolosi danni alla salute.
A volte si comincia per curiosità oppure per sentirsi
parte di un gruppo sociale e culturale, per affermare la
propria personalità., per “rilassarsi”,
insomma, possono essere tante le motivazioni soggettive
che ci spingono a cominciare a fumare. E’ il frutto,
infatti, di un processo comportamentale individuale, ambientale
e sociale, raramente riconducibile ad un evento isolato.
Ma i mezzi di informazione come disincentivano questo fenomeno?
Che funzione educativa svolgono? Direi nessuna. Basta pensare
alla TV, lo strumento d’informazione più seguito
dai ragazzi, in grado di influenzare i comportamenti sociali
dei giovani, che trasmette in media un atto-fumo ogni trentadue
minuti.
Nonostante in Italia esista il divieto della pubblicità
diretta delle sigarette, siamo bombardati da messaggi indiretti.
Quante volte infatti abbiamo visto il nostro attore preferito
o il cantante del momento accendere una sigaretta davanti
alle telecamere, non curante di poter provocare, nei giovani
occhi di chi guarda, desiderio ed emulazione. Il 71% degli
atti-fumo che si svolgono in televisione riproducono contesti
di successo, convivialità e seduzione, che stimolano
la partecipazione emotiva del telespettatore, mentre il
29% viene associato a stati di ansia, sconfitta e attesa.
Qual è l’identikit dei soggetti più
a rischio durante l’esposizione? Gli adolescenti tra
i 13 e i 17 anni, che cominciano a fumare non per bisogno
ma per imitare gli adulti, in particolare i beniamini televisivi.
Per contrastare questo fenomeno, si moltiplicano le iniziative
promosse dal Governo e dalle tante associazioni impegnate
nella lotta contro il fumo, ma i buoni propositi vengono
tuttavia vanificati dalle multinazionali del tabacco, impegnate
nell'elaborare strategie di vendita sempre più attraenti,
e dal mezzo televisivo che continua a proporre modelli positivi
del fumo.
Aumentare le sponsorizzazioni di eventi sportivi, eventi
culturali e utilizzo del marchio di sigarette, per linee
di abbigliamento sportivo. Il sistema sembra tacere e occultare
le pesanti ripercussioni, che il fumo provoca sulla salute
delle persone.
Per diminuire la diffusione del fumo nei soggetti adulti
è indispensabile, ridurre il numero delle persone
che iniziano a fumare in giovane età. Fin dagli anni
sessanta la scuola veniva considerata il luogo più
idoneo a diffondere informazioni sulla salute. Oggi non
è più così, anzi, proprio in ambiente
scolastico molti giovani iniziano a fumare, stimolati dall’esempio
dai coetanei. Si deve pertanto ricorrere ai mass media (radio,
tv e giornali) per veicolare messaggi di tipo preventivo.
E’ pur vero però, che indipendentemente dagli
interessi di chi produce sigarette e della mancanza di attenzione
da parte dei mezzi di comunicazione, la responsabilità
di chi sceglie di accendere la prima sigaretta è
sempre e soltanto del singolo individuo. Nel terzo millennio
siamo tutti abbastanza informati dei danni derivanti dal
fumo e chi decide di entrare nella “fascia dei fumatori”,
lo fa con razionale incoscienza.
Sulla base di quanto esposto, ritengo
di darvi un consiglio: non fumate! Non esiste nessuna motivazione
accettabile per rischiare la propria vita.

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Solo
il diploma o anche la laurea?
Semplici ed utili suggerimenti per i maturandi
Ricordiamo
tutti la gioia e l’entusiasmo provati il giorno della
laurea.
Tutti ti sorridono e si complimentano con te, i tuoi genitori
ricevono la giusta ricompensa per i sacrifici economici sostenuti
e pensi che mai più proverai l’ansia e lo stress
tipici della notte prima degli esami.
Si apre una nuova pagina della tua vita, chiudi i libri in
cantina e cominci a cercare lavoro, fiducioso che tanti anni
di studio possano ben presto essere ricompensati.
Purtroppo però la realtà è ben diversa
e l’entusiasmo lascia il posto alla delusione di non
riuscire a trovare una collocazione sul mercato del lavoro.
La chiamano generazione dei mille euro al mese ma, in realtà,
questa sarebbe la prospettiva migliore per tanti ragazzi neolaureati
e collezionisti di tirocini non pagati.
Il pessimismo dilaga tra i giovani e la possibilità
di trovare un lavoro, pagato intendo, diviene molto spesso
remota.
Cosa occorre fare dopo il diploma, immettersi sin da subito
nel mondo del lavoro oppure studiare altri cinque anni per
una laurea?
Bel dilemma! L’esperienza mi racconta che chi, al contrario
di me, 10 anni fa ha scelto l’alternativa lavoro e guadagno
immediato, può vantare di aver trovato un posto fisso
e qualche anno di contributi già maturati. Altri, invece,
se tornassero indietro proseguirebbero gli studi, perché
sognano un avanzamento di carriera all’interno del proprio
percorso professionale che, il solo diploma, non gli consente
di intraprendere.
E’ pur vero che il sistema lavoro in Italia ha subito
un’evoluzione nel tempo e le logiche, che lo regolavano
dieci anni fa, sembrano essere del tutto diverse da oggi.
Attualmente un neo diplomato, molto probabilmente, dovrebbe
accontentarsi di piccoli lavoretti poco retribuiti, almenocchè,
non abbia la fortuna di poter trovare una collocazione nell’azienda
di famiglia. Ma lo sappiamo, solo pochi hanno questa fortuna.
Così come tanti laureati speranzosi si sono scontrati
con un’offerta spietata, che richiede competenze specialistiche
e almeno tre anni di esperienze. Tanti altri, invece, hanno
avuto la fortuna, dopo uno stage di sei mesi in azienda, di
essere assunti e si ritengono soddisfatti delle proprie scelte
professionali.
Allora in tutto questo marasma, quale sembra essere la soluzione
più giusta?
Sia che optiate di fermarvi al diploma o di proseguire corso
un corso di laurea, occorre sempre spirito di sacrificio e
tanta forza di volontà. La formazione continua, lo
studio, l’intraprendenza e perché no anche capacità
imprenditoriale, sono le armi migliori per combattere ed affrontare
al meglio le contraddizioni del mercato.
Accettate di svolgere stage attinenti con il vostro percorso
scolastico, rendetevi partecipi, curiosi di apprendere le
arti del mestiere, soprattutto dai vostri colleghi. I tirocini
formativi, anche se non pagati, rappresentano delle possibilità
da cogliere al volo per poter acquisire esperienza. La passività
è pari alla perdita di tempo, occorre seminare il più
possibile senza farsi scoraggiare dalle difficoltà.
Nella scelta dell’università, non fate affidamento
soltanto sulle predisposizioni personali verso quella o quell’altra
materia di studio, ma analizzate più approfonditamente
l’offerta del mercato, per capire dove si sta orientando
e di quali figure professionali esso necessita.
Siate grintosi, organizzate la ricerca del lavoro come se
doveste promuovere le vostre capacità, usate i canali
internet, imparate ad utilizzare bene il computer e i suoi
programmi, siate “commerciali di voi stessi”.
Associate sempre lo studio alla pratica sul campo, vi permette
di comprendere meglio ed imparare più facilmente.
Ecco i miei consigli…..
L’unica speranza oggi è non fare affidamento
sulla speranza ed essere consapevoli del momento che stiamo
vivendo: abbandoniamo i sogni e poniamoci degli obiettivi
alla luce della realtà che oggi ci troviamo ad affrontare.
Il mercato del lavoro è diventato sempre più
selettivo e richiede competenze professionali specifiche.
A tal proposito il consiglio che mi sento di darvi è
di proseguire gli studi, se ne avete la possibilità.
Non solo per ampliare le proprie conoscenze personali, ma
soprattutto, perché un titolo di studio come la laurea
rappresenta un passaporto importante e maggiormente qualificante
nel mondo del lavoro.
Quindi forza e coraggio!!!

Racconta la tua esperienza scrivi a
redazione@brindisinews.com
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Piccole
regole di sicurezza stradale
Sin dalla notte
dei tempi la natura dell’uomo è attratta dal
movimento, in tutte le sue forme.
Dedichiamo molto tempo agli spostamenti: scuola, lavoro e
tempo libero, ricercando e ideando mezzi di trasporto che
ci aiutino a spostarci più velocemente e in condizioni
di sicurezza.
Amiamo viaggiare con la fantasia, recarci in altre parti del
mondo, spostarci a piedi, in moto e in auto, per fare nuove
esperienze e conoscere persone stimolanti.
Ci sono però delle piccole regole da rispettare, per
salvaguardare la propria sicurezza e delle persone che incontriamo
sulla nostra strada.
Le statistiche e i dati che emergono sono ogni anno sempre
più drammatici, ci dimostrano come l’eccesso
e la disattenzione rappresentino le cause più ricorrenti
di incidentalità giovanile.
Negli ultimi anni, infatti, gli incidenti stradali hanno costituito
la nona causa di mortalità e di invalidità relativa
alla popolazione mondiale.
Come una vera e propria “epidemia”, gli incidenti
stradali rappresentano un problema prioritario di sanità
pubblica. Le conseguenze dei traumi stradali sono drammatiche,
non solo in termini di riduzione della durata della vita ma
anche perché rappresentano, nelle classi di età
più giovani, la più importante causa di disabilità
grave e di morte.
Le cause maggiori di incidente stradale sono: eccesso di velocità,
guida distratta e pericolosa, mancato rispetto della precedenza
o della distanza di sicurezza, assunzione di alcool e sostanze
stupefacenti.
Non voglio spaventarvi, ma occorre una vera e propria presa
di coscienza per poter prevenire e correggere dei comportamenti
errati alla guida.
Non è solo l’automobilista ad essere sotto la
lente d’ingrandimento. Anche i pedoni, i ciclisti e
i motociclisti sono indisciplinati e mettono a repentaglio
la propria incolumità e quella degli altri, semplicemente
perché non rispettano le regole imposte dal codice
della strada.
Ci sono luoghi in Italia, dove andare senza casco o salire
in tre (papà, mamma, figlio piccolo) a bordo di uno
scooter rappresenta la normalità e gli agenti che avviano
un sequestro del mezzo, sono impegnati mezza giornata solo
su quel caso; dove abusare di alcool e di altre sostanze passa
pressoché inosservato, a meno che non si vada a sbattere
contro un muro, contro innocenti oppure non si incontri una
delle poche pattuglie in servizio di prevenzione. Ci dimostriamo
troppo spesso spavaldi e pronti a maledire coloro che hanno
introdotto norme e pene più severe.
Bastano dei piccoli accorgimenti per prevenire tutto questo:
rispetto delle regole e buon senso.
Non vale la pena mettere a repentaglio la vita di qualcuno
solo per il gusto di trasgredire!

Torre Guaceto 14 novembre 2009
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Eleonora
Modugno, laureata in Relazioni Pubbliche,
ha al proprio attivo numerose collaborazioni con agenzie
di comunicazione, Enti pubblici ed Associazioni culturali,
in qualità, rispettivamente, di consulente
in comunicazione, addetto stampa con mansioni redazionali-giornalistiche
e responsabile nella progettazione di eventi. Attualmente
gestiste con successo la Scuola Guida La Caravella,
ed opera come libera professionista nel campo degli
eventi e della consulenza assicurativa. Per contatti:
modugno.eleonora@gmail.com
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