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Panem Nostrum


Conversazione con Giorgio Bergamini sul pane,
patrimonio culturale e simbolo della dieta mediterranea


Il giorno 5 maggio, alle ore18, nell' auditoriom delle Scuole Pie di Brindisi (via Tarantini), il club UNESCO brindisino, in allineamento con il riconoscimento da parte dell' UNESCO mondiale della dieta mediterranea come patrimonio dell' umanità, organizzerà un' incontro su "PANEM NOSTRUM" : il pane, patrimonio culturale e simbolo della dieta mediterranea. Relatore sarà Giorgio Bergamini, appassionato cultore del mondo antico ed in particolare studioso delle tradizioni di panificazione nell'area mediterranea. Egli parlerà del pane come principale elemento e simbolo che unisce i popoli che si affacciano sul nostro mare. La ricerca di Bergamini, circoscritta ai testi dell'Antico e del Nuovo Testamento e ad un Vangelo Apocrifo, sottolinea come a quel tempo, nonostante le poche notizie emerse sulle tipologie di pani particolari, in termini di validità nutrizionale, il pane costituisse la base di una corretta alimentazione. Dalle forme dei pani dell'unica identità, quella ebraica, il relatore scorre nel tempo la diversificazione di culture e religioni che hanno prodotto millenari e sanguinosi conflitti e sottolinea come ancor oggi il pane sia l'elemento che accomuna le attuali popolazioni che si affacciano su questo mare. Al termine della conferenza, nell' ex chiostro delle Scuole Pie, attiguo all' auditorium, si avrà la possibilità di assaggiare pani di provenienza diversa, impastati con farine integrali e biologiche e lavorati secondo metodi tradizionali: Pane di Ezechiele, "Plakous gamikòs", "Panis cibarius" , "Panis plebeius", Pane di Costantinopoli, Pane medioevale palestinese. La cittadinanza è invitata a partecipare.






 

 

25^ edizione della mostra internazionale dei presepi

Inaugurazione presso Palazzo Granafei Nervegna

 

La tradizione che diventa vera e propria arte: questo, il primo pensiero che balena in mente davanti alla sfilata di presepi della rassegna internazionale che Brindisi, anche quest’anno, ha ospitato e inaugurato a Palazzo Granafei Nervegna con l’esclusivo patronato del Club UNESCO cittadino. Evento che ha visto la partecipazione, come ogni anno, di molti i brindisini, fra i quali i più amanti dell’arte non hanno certo avuto la possibilità di rimanere delusi.

Davanti agli occhi della folla affascinata, infatti, sono state disposte decine di rappresentazioni del sacro nucleo familiare in diverse e caratteristiche ambientazioni: una botte, una casa, una capanna nel bel mezzo del deserto.


“Faber est sui quisque praesaepii” recita appunto il titolo della mostra quest’anno: ciascuno è artefice del proprio presepe, perché ognuno, prendendo spunto dall’usanza, può costruire il presepe con le proprie mani e renderlo specchio della propria personalità e del proprio modo di sentire la tradizione. Non a caso, negli anni in tutta Italia i personaggi del presepe sono diventati sempre di più, e ciascuno vi prende parte con un proprio significato e una propria storia. “Accanto all’esposizione dei pastori e degli abitanti del villaggio - ci riferisce il Presidente del Club UNESCO di Brindisi Clori Ostillio Palazzo - della mostra abbiamo appunto voluto raccontare in poche righe il miracolo della donna sterile che, giunta alla grotta di Betlemme, ha potuto trasformare un sasso in quello che diventerà Santo Stefano, e di molte altre comparse che gli uomini hanno voluto immaginare al fianco della Madonna e di San Giuseppe nel giorno della nascita più importante per l’umanità. E c’è chi non solo le ha aggiunte nel suo presepio, ma le ha trasformate in opere d’altissimo spessore artistico, con l’utilizzo di particolari materiali e anche oro zecchino.” Intanto, la presidentessa, esclusiva guida di Brindisi News, per questa speciale occasione, aggiunge: “la mostra ha appunto ospitato creazioni di questo genere, dedicando una sezione ai presepi rifiniti preziosamente, un’altra a quelli completamente intagliati a mano provenienti dall’Austria e dalla Val Gardena, e poi ancora alle ceramiche di Grottaglie e alle cartapeste del Salento, per finire alle particolari costruzioni napoletane.” Pochi sguardi sono necessari per capire che ogni presepio, a seconda della regione di provenienza, attraverso la sua plasticità, sia espressione del modo di vivere del suo artigiano, che rappresenta in qualche modo i suoi utensili, il suo villaggio, la sua epoca. Già, perché alcune realizzazioni presenti, pur avendo più di duecento anni, sono ancora bellissime da ammirare in tutti i loro dettagli. E non è quindi difficile comprendere come mai, dopo tutti questi secoli, tradizioni come queste non passino mai di moda: la sacralità che si mischia alla fantasia colpisce i cuori, attrae gli sguardi, stimola la voglia di rappresentare. (Francesca Tammone - Brindisi 11 dicembre 2010 - ore 20.00) - (Foto: Sara Libardo per Brindisi News)


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UNESCO a Brindisi con la mostra internazionale dei presepi

Appuntamento di prestigio a Palazzo Nervegna

 

Si inaugura venerdì 10 dicembre, alle ore 18.00, presso palazzo Granafei Nervegna di Brindisi la XXV Rassegna Internazionale del Presepe nell’Arte e nella Tradizione. Un appuntamento rituale per la città, che ogni anno raccoglie migliaia di visitatori. Una Mostra diversa dalle tante che in questo periodo animano piazze e cortili. Quest’anno infatti la rassegna, organizzata di concerto con il Comune di Brindisi dal Club UNESCO cittadino, rappresentato dal suo presidente Clori Ostillio Palazzo e dai suoi validi collaboratori (Franca Amato, Rino Amoruso, Betty Breda, Pierluigi De Castro, Giovanni Oriolo, Beppe Turo) presenta un tema, un filo conduttore che lega e spiega tutta l’esposizione.


“Faber est sui quisque praesaepii” è il titolo di quest’anno, come a dire che Ognuno è artefice del proprio presepe. La frase indica sia la laboriosità degli artigiani che con abilità e pazienza costruiscono e riproducono il luogo della nascita del Signore sia, ancora di più, la rappresentazione nel presepe di se stessi, di chi, cioè, il presepe lo costruisce. Come un gioco di specchi chi costruisce il presepe si rappresenta nel presepe. Nel corso dei secoli dalla più classica ambientazione pastorale palestinese si è passati alla realizzazione e rappresentazione di contadini, mercanti, giocatori, venditori, lavandaie, fornai, pescivendoli. Nel Presepe, insomma, ognuno mette se stesso e la propria storia.

Nelle belle sale di palazzo Granafei Nervegna si susseguono pezzi antichi e preziosi, napoletani del ‘700, natività e pastori in cartapesta ed in terracotta, provenienti da conventi e chiese o custoditi gelosamente in case private salentine, personaggi in legno intagliato e decorato con oro zecchino, direttamente dall’Austria e dalla Val Gardena, i grandi presepi etnoplastici, che fotografati rendono male perché sembrano luoghi veri e reali, non creati dalla mano paziente del maestro presepista siciliano Vanadia. Nel percorso culturale, ideato da Patrizia Miano, il regista Luca Attilii presenterà la videoinstallazione “Homo faber nativitatis suae”, che suggerirà un modi altri Natività diverse; la Compagnia Teatrodanza Skené di Lecce, sotto la direzione di Patrizia Rucco, rappresenterà per l’inaugurazione della rassegna “Genesi di un cammino”, la chiamata delle donne, anche salentine, a partecipare la Nascita del Cristo. Nelle sale della Mostra e nell’atrio del palazzo Nervegna, illuminato dai riflettori, otto tra danzatrici e ballerini si risveglieranno chiamati dal mistero della Nascita, e si chiameranno l’un l’altro da finestre, atri e balconi. Nella suggestiva performance, anche al suono frenetico della taranta, suggeriranno personaggi, luoghi e mestieri presenti nella simbologia del Presepe. (Evento seguito da Giorgio Esposito)


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Una serata di poesia e musica tutta declinata al femminile


Mercoledì 20 ottobre alle ore 19.30 nell’auditorium dell’Ex Convento di Santa Chiara


A salire sul palco sarà Licia Maglietta , una delle attrici italiane più intense e raffinate ed Angela Annese, brindisina DOC, pianista e concertista di grande valore. Saranno proposte poesie del Premio Nobel Wislawa Srymborska e brani di Chopin e di un polacco contemporaneo Zhigniew Preisner. Un incontro con la cultura polacca tra poesia e musica organizzata dal Club UNESCO di Brindisi con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Brindisi, nell’ambito dell’anno internazionale per il Riavvicinamento delle Culture, proclamato dall’ONU per il 2010, con lo scopo di diffondere valori, conoscenze e culture di paesi diversi.


Visualizza il programma cliccando sull'immagine






Brindisi porto di Pace


Presentazione alla città della targa bronzea realizzata dallo scultore Giuseppe Marzano per ricordare l’avvenuto riconoscimento da parte dell’UNESCO del porto di Brindisi come “monumento testimone di una cultura di Pace”.

 

L'autore dell'opera - Giuseppe Marzano: pittore e scultore salentino è presente fin dal 1956 nel mondo artistico nazionale con esposizioni personali e con la partecipazione ad importanti rassegne di pittura e di grafica. Da diversi anni la sua espressione artistica si manifesta soprattutto nella realizzazione di sculture che hanno riscosso consensi unanimi.

 

Il riconoscimento del porto di Brindisi come “monumento testimone di una cultura di Pace” rientra nel programma creato dall’UNESCO nel 2000, in occasione dell’anno per la cultura di Pace, riconfermato nel 2008 dal Consiglio Mondiale della Federazione dei club e dei centri UNESCO. Le testimonianze storiche, artistiche ed umane della nostra città hanno sempre messo in luce la sua vocazione di pace e di accoglienza.

 






Conversazioni del Club Unesco di Brindisi

Tesori e segreti della costa brindisina


Giovedì 6 maggio nel Salone Mario Marino Guadalupi del Palazzo di Città, si è tenuta una conversazione curata dalla presidentessa del Club Unesco di Brindisi Clori Ostillio Palazzo, che ha avuto come tema i "Tesori e segreti della costa Brindisina". Il numeroso pubblico presente ha apprezzato vivamente l'iniziativa e ha ulteriormente incoraggiato gli organizzatori a proporre sempre nuove tematiche inerenti il nostro territorio.

Il saluto dell'amministrazione comunale è stato portato dall'architetto Maurizio Marinazzo che, anche in veste di Dirigente del settore beni monumentali, ha illustrato con viva passione i "nostri" tesori. La serata ha proposto, poi, le figure dell'archeologa Antonella Antonazzo e Patrizia Miano, giornalista che hanno, a loro volta, documentato con interessanti interventi, la preziosità dei beni anche culturali che sorgono lungo le coste dell'area Brindisina quali le torri di avvistamento e gli antichi manufatti. (Giorgio Esposito)







XII Settimana della cultura

Presentazione del libro Misteri dell'antichità
di Pina Catino

 


Il contenitore della settimana della cultura si arricchisce di un evento che il Club Unesco di Brindisi organizza con il patrocinio del Comune e Biblioteca Arcivescovile di Brindisi. Venerdì 23 aprile, nel salone di rappresentanza del Palazzo Granafei Nervegna, l'autrice Pina Catino ha proposto al numeroso pubblico presente il suo ultimo volume dedicato ai misteri dell'antichità il cui sottotitolo "Culti delle acque e mito del sole" ne anticipa i contenuti.
Una serata in cui l'attento auditorium ha apprezzato gli interventi dell'architetto Maurizio Marinazzo, Katiuscia Di Rocco, Paolo Tarantino e l'apertura della presidentessa del Club Unesco di Brindisi N.D. Clori Ostillio Palazzo. (Giorgio Esposito)


 

“Misteri dell’Antichità: Culti dell’Acqua Mito del Sole”, di Pina Catino.

Gli Obiettivi: sensibilizzare alla difesa del Paesaggio, attraverso la salvaguardia, valorizzazione e conservazione della Natura, Siti Archeologici e Beni culturali dei luoghi descritti nel libro. Il Documento Europeo della Cultura, pubblicato nel 2006, ha stimato che il settore culturale è, e diverrà sempre più, il principale motore dello sviluppo economico del vecchio continente. Il Diritto dei beni culturali e delle proprietà intellettuali, la legislazione turisico-ambientale sono le discipline maggiormente interessate da questo fenomeno.

“Ogni facciata, ogni pietra del venerabile monumento è una pagina non soltanto della storia del paese, ma ancora della storia della scienza e dell’arte.” (Victor Hugo)

Il libro è il risultato di un viaggio a ritroso nel tempo, che ha portato l’autrice a scoprire nei luoghi sacri di Andria, Bisceglie, Sovereto-Terlizzi e Turi, tutti quegli elementi sacri, primordiali e fondamentali che hanno caratterizzato il culto delle acque nelle grotte e la scoperta del mito del Sole nella Storia delle Religioni, con l'ausilio della lettura iconografica su un pavimento in maiolica costituito da 238 formelle, rinvenuto nella grotta di Sant’Oronzo a Turi.

…I relativi culti sorsero in un periodo di grandi mutamenti climatici (Pleistocene), durante il quale, in tutti i continenti ci furono punte di pioggia e siccità molto più elevate di quelle che stiamo vivendo noi oggi. L’acqua e il sole erano considerati divinità misteriose, alle quali rivolgersi per sopravvivere, con potere di vita e di morte sugli esseri viventi. Gli antichi avevano ben presente la forza vitale dell’acqua e del sole, che, rappresentando il principio di ogni forma di vita, sono stati oggetto di culto presso tutte le civiltà. E nelle pietre è racchiuso il loro Mistero …

Il Cristianesimo disapprovò i popoli che adoravano le pietre. Ma la venerazione, che rasentava l’idolatria, non fu soppiantata né dalla forza dei “Capitolari”, né dagli ordini severi di re, come Childeberto, Chilperico e Carlo Magno. La Chiesa, vista l’impossibilità di distruggere questi magici riti (molti scritti ecclesiastici, a partire dal Concilio di Tours nel 567, e sino al sec. X ne fanno riferimento) trovò due rimedi al problema:

- esorcizzò le grotte trasformandole in Santuari dedicati o alla Madonna oppure a San Michele;

- fece incidere la Croce latina sui Menhir, oggi ancora visibile, specie in quelli francesi oppure li inglobò nelle chiese.

Ad Andria, nel Gurgo, una grotta è dedicata a San Michele Arcangelo, per il culto dell’acqua, un’altra grotta alla Madonna di Trimoggia legata ai riti per l’abbondanza (dal latino “tri” con l’accezione di molto moltissimo, e “moggio” unità di misura per aridi).







Concorso
“Cittadinanza e Diritti Umani”


Premiazione degli studenti


Mrtedì 13 Aprile presso il 2° circolo Didattico di Brindisi (San Lorenzo) ha avuto luogo la premiazione degli studenti delle scuole che hanno partecipato al concorso nazionale indetto dalla FICLU e Centri Unesco sul tema “Cittadinanza e Diritti Umani”.

Il concorso ha dato agli studenti la possibilità di confrontarsi su temi di grande attualità, come l’ accoglienza, la multiculturalità, l’ integrazione e di affrontare una tematica che offre risvolti di profondo spessore sul piano educativo, culturale e formativo attraverso forme espressive diversificate.

Hanno partecipato al concorso gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Alle scuole partecipanti sono state consegnate delle targhe ricordo dell'evento.

Significative, le premiazioni agli studenti del liceo artistico "Simone", del liceo scientifico "Fermi" e della "scuola media Virgilio". In particolare, quest'ultima, nel recente periodo ha continuato ad affermarsi conquistando prestigiosi riconoscimenti sia sul territorio locale che nazionale.

Ha fatto seguito l’inaugurazione della mostra dei lavori grafici eseguiti dagli alunni delle scuole elementari di Brindisi: 2° Circolo Didattico – VII Circolo Don Milani – V Circolo G. Crudomonte.

Infine un gruppo di percussionisti - ragazzi italiani e stranieri formatosi presso la Scuola media Virgilio – Salvemini attraverso un progetto PON darà una dimostrazione di un drum circles coordinati da Carlo Marzo.




Diritti e cittadinanza

Che cos'è il diritto? Questa domanda ha interessato gli studiosi e gli intellettuali di tutte le epoche a partire dal 1789 a.C. Quando fu emanato il Codice di Hammurabi in Mesopotamia che mostrava le leggi e le punizioni che venivano inflitte a chi non le rispettava, ma grandi passi sono stati fatti per risolvere problemi che ancora oggi, nonostante tutto, non sono stati risolti totalmente, ai giorni nostri con la Costituzione dove diritto è sinonimo di libertà: libertà religiosa, di pensiero, diritto alla vita e ad una esistenza dignitosa. Fra i primi articoli della nostra Costituzione si afferma che : Art.2"la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"; Art.3"tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religioni, di condizioni personali e sociali". Questi concetti fondamentali nascono con la scrittura della Carta Costituzionale avvenuta il 22 dicembre 1947, subito dopo il conflitto mondiale durante il quale la dignità dell'uomo è cancellata e si arriva a legittimare la violenza attraverso l'emanazione delle Leggi Razziali. Anche l'ONU Organizzazioni delle Nazioni Unite costituito subito dopo il Secondo Conflitto mondiale, nato il 25 aprile 1945 da una conferenza di 50 paesi per cooperare per migliorare la vita in tutto il mondo e per la pace fra le nazioni. A New York nel 1948 viene scritta una carta che stabiliva e stabilisce l'universalità dei diritti dell'uomo riconoscendo il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale. I diritti umani sono universali perché vanno oltre i confini della cittadinanza e della nazione. Sono diritti che appartengono a ciascuno di noi, in qualunque parte del mondo viviamo. A partire dal 1966 furono introdotti numerosi elementi per garantire la tutela dei diritti umani a livello internazionale:

CONVENZIONE SULLA PUNIZIONE DI CRIMINI; CONVENZIONE ONU CONTRO LA TORTURA; CONVENZIONE SULL'ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI RAZZIALI; CONVENZIONE SULL'ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI CONTRO LE DONNE; CONVENZIONI SUI DIRITTI DEL FANCIULLO.

Parlando di diritti civile e cittadinanza, molto spesso, ci si fa prendere dalle differenze esteriori, dalla terra di origine, dal posto che occupiamo nella società. Uno dei diritti per cui si lotta continuamente è la parità tra uomo e donna. Nonostante siamo nel 2010 e queste distinzione dovrebbero essere già superate, ci troviamo ancora di fronte a delle discriminazioni contro le donne, soprattutto in zone del mondo poco sviluppate. Ma anche nei paesi occidentali questo è un problema "nascosto" perché ci si nasconde dietro la facciata delle persone emancipate e culturalmente avanzate e ci ritroviamo in luoghi di lavoro dove le donne sono pagate meno degli uomini avendo le stesse mansioni oppure essere inserite nel mondo lavorativo solo per l'aspetto fisico e non per la loro intelligenza e preparazione; inoltre dobbiamo ricordare la scarsità di presenza delle donne alla vita politica, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Un altro dei diritti per cui ci dovrebbe essere uguaglianza è il diritto alla salute. Noi pensiamo che siano solo le persone dei paesi sottosviluppati a non avere questo diritto, ma se seguiamo le vicende dei telegiornali o leggiamo giornali è un problema anche dell'occidente. Prendiamo ad esempio il caso sanità in America dove la ricerca ha raggiunto livelli eccezionali eppure c'è gente che muore perché non può permettersi le cure necessarie; questo è dovuto al fatto che la sanità è privata e per usufruire delle cure bisogna avere un'assicurazione che non tutti possono permettersi di pagare. Qualcosa adesso si sta muovendo grazie al nuovo Presidente, perché nelle sue promesse alla nazione c'era anche quella di rendere la sanità pubblica, <<UN DIRITTO DI TUTTI!>> DIRITTO DI TUTTI E' ANCHE LA LIBERTA': ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza, alla libertà di pensiero, di coscienza e religione, alla libertà di informazione e di espressione ecc. ed è per questa libertà che spesso ci ritroviamo a vedere in t.v. le immagini di centinai e centinaia di emigranti che per conquista rischiano la vita imbarcandosi per il mare con barche fatiscenti e che spesso per le condizioni che si vengono a creare sia durante il viaggio che allo sbarco rischiano la vita, in tanti la perdono. Mai che ci sia un intervento immediato di salvataggio e più di qualche volta è capitato di avere notizie di queste carrette del mare vagare perché nessuno li vuole accogliere in patria. Immagini che fanno rabbrividire.. persone che mettono a repentaglio tutta la loro vita perché pensano di trovare condizioni umani migliori per loro e per i loro famigliari ed invece, molti, si ritrovano in condizioni a dir poco più disagevoli rispetto al loro paese di origine. Vengono sfruttati e pagati miseramente ed iniziano a vivere in baracche precarie dove solo un soffio di vento può portar via le poche cose che hanno e che gli sono rimaste. Queste persone non vengono trattate allo stesso modo di un qualunque altro cittadino che si mette a disposizione dello Stato e come accade non di rado rischiano di essere espulsi. Si pensa che siano tutti criminali o malviventi che vengono nel nostro paese per compiere barbarie, ma è capitato di leggere notizie del tipo IMMIGRATO SALVA un turista e annega, IMMIGRATO EROE SALVA vicino di casa ma rischia l'espulsione, IMMIGRATO SALVA BAMBINO AGGREDITO DA UNA BABY- GANG. L'Indifferenza e l'ingratitudine, sono le uniche cose che vengono restituite a chi rischia la propria vita per salvarne un altra. Ed è ciò che ha ricevuto il senegalese che si tuffò in mare per salvare la vita di un italiano e poi venne trascinato dalle onde. Neanche un pò di conforto per i parenti e gli amici, nulla! Tra tutti questi diritti non possiamo dimenticare quelli del Bambino: " Il bambino deve essere in grado di svilupparsi normalmente, materialmente e spiritualmente; il bambino che ha fame deve essere nutrito; il bambino malato deve essere curato; il bambino tardivo deve essere stimolato; l'orfano e l'abbandonato devono essere raccolti e soccorsi". E quanti bambini in quelle carrette del mare arrivano sulle nostre spiagge bisognosi di essere soccorsi e quanti bambini al mondo non hanno più una casa, o sono stati abbandonati o venduti dalle proprie famiglie, in quanti vengono arruolati per combattere guerre che hai loro occhi non hanno un senso? Non hanno anche essi diritto a essere bambini felici? A sognare un futuro sereno? Questi sono solo alcuni dei diritti civili dell'uomo, se solo ci fermassimo a rileggere attentamente uno solo di questi ci accorgeremmo di quanto facciamo poco e di quanto poco conosciamo del mondo che ci circonda e basta che rispettassimo queste regole per vivere in libertà, giustizia e pace. Siamo tutti uguali, tutti con gli stessi sentimenti e con gli stessi principi, tutti con gli stessi diritti e doveri da mantenere. E noi, in tutti questi anni, avremmo anche potuto fare a meno di queste leggi e regole basandoci solo su un comandamento: AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO perché come amiamo noi stessi e come vorremmo che non ci fosse fatto nulla di male, allo stesso modo dobbiamo pensare di chi ci sta di fronte sia esso diverso per età, sesso, religione, idee politiche, colore della pelle.
(Donatella Lanzilotti classe 2^ B Liceo Artistico ”E. Simone” Brindisi)

L'alunna è stata guidata dal professore di Lettere del Liceo, Marcello Lisco.









Il porto di Brindisi riconosciuto testimone e monumento di pace, patrimonio dell'umanità


Conversazione all' Hotel Internazionale: "Brindisi porto di pace. Multiculturalità e integrazione"


Martedì 9 Marzo nel salone del Grand Hotel Internazionale ha avuto luogo una conversazione su: “Brindisi porto di Pace. Multiculturalità ed integrazione” organizzata dal Club Unesco di Brindisi e dal Rotary International Club di Brindisi.
Relatrice la Prof. Susanna Cafaro, docente di Diritto dell’ Unione Europea presso la facoltà di Giurisprudenza dell’ Università del Salento. La professoressa Cafaro ha parlato al numeroso e qualificato pubblico presente, del crescente ruolo internazionale della città di Brindisi confermato dal prestigioso riconoscimento dell’ Unesco. Opinione condivisa dalla presidente del Club UNESCO di Brindisi N.D. Clori Ostillio Palazzo che ha visto così concretizzarsi, la richiesta che il sodalizio della nostra città ha portato avanti con tanta passione. Splendido momento, anche quello che ha permesso ai presenti di assistere al significativo filmato concernente testimonianze del passato di Brindisi. Tra i presenti, anche tante figure istituzionali soprattutto dell'ambito didattico cittadino e provinciale. (Sonia Sardanelli)







 

Il porto di Brindisi riconosciuto testimone e monumento di pace, patrimonio dell'umanità


Il giorno 29 gennaio 2010 si è tenuta, presso il palazzo Granafei-Nervegna, una conferenza concernente il riconoscimento del porto di Brindisi come monumento testimone di pace. Le parole dell’architetto Maurizio Marinazzo sono state introduttive per un approfondito discorso da parte del nostro sindaco Domenico Mennitti, il quale si è detto orgoglioso di questo importante riconoscimento che da prestigio a Brindisi e a tutti i cittadini. Il progetto, che ha avuto inizio nell’anno 2000, tende ad assegnare il riconoscimento di messageri di pace ai monumenti e siti che svolgono un ruolo di cultura e di pace. Mesi fa fu presentata una richiesta affinché il nostro porto fosse identificato, appunto, come messaggero di pace. Successivamente, la proposta è stata valutata con attenzione anche alla base delle testimonianze storiche, artistiche e umane, che mettevano in luce la “vocazione di pace” del porto di Brindisi. Solo oggi tale richiesta è stata accolta dall’Unesco. Il Sindaco, nel continuare la sua esposizione ha evidenziato due eventi gratificanti per la nostra città che hanno contribuito all’assegnazione di questo ambito riconoscimento: la visita del Papa che, in alcune circostanze ha ripetutamente ricordato come ogni porto, ma in maniera ancor più simbolica quello di Brindisi, parla il linguaggio dell’ospitalità e del riparo, della sicurezza, “parla di un approdo sospirato dopo la navigazione, magari lunga e difficile”. Di gran significato è già la sua funzione di luogo di incontro tra Oriente e Occidente che ha caratterizzato il porto quale ormeggio sicuro per i viaggiatori e punto di partenza per il successivo cammino. Rimangono impresse nella memoria le immagini toccanti dell’accoglienza offerta nel porto dalla città ai profughi provenienti dall’Albania che chiedevano rifugio. Abbiamo dato senso di libertà ad un popolo che sembrava sconfitto. Tutto questo rende il porto un monumento “vivente” di pace. Sensato, sottolineare, come questa volta non siano state premiate città celebri quali Roma, Firenze etc.. e, di questo, ci sentiamo oggi sfacciatamente gratificati. Poi, il Sindaco ha passato la parola alla Presidente del club UNESCO di Brindisi, Clori Ostillio Palazzo la quale ha letto una comunicazione in cui si enunciava tale riconoscimento ed in cui si ponevano in luce eventi passati e possibilità future. È importante, inoltre, che il sito riconosciuto continui a realizzare la sua missione di pace attraverso programmi, iniziative, conferenze, incontri di formazione volti a costruire la pace. E, la presidentessa del club UNESCO di Brindisi focalizza l’attenzione su progetti futuri difficili ma non impossibili da realizzare con l’aiuto dei cittadini. Si vuole, ad esempio, ricostruire lo sbarco degli Albanesi mediante testimonianze dirette quali quelle scuole che furono interessate. Importante, infine, l’intervento dell’Arcivescovo Rocco Talucci: Brindisi è collegata a quell’aspetto naturale che la promuove come vocazione di pace a tutti i livelli e in tutte le istituzioni. Cita straordinari avvenimenti, oltre alla visita del Papa anche la tragedia, di recente avvenuta ad Haiti(*). A conclusione degli interventi vengono proposte le visioni di due emozionanti e toccanti videoclip riguardanti gli eventi poc’anzi citati: la visita del Santo Padre e l’approdo degli Albanesi, ed infine uno struggente video riguardante la strage di Haiti che tocca il cuore di tutti i presenti. (Sonia Sardanelli)



(*) Haiti, una tragedia che apre i nostri cuori a tutti coloro che soffrono. Haiti è nel caos e basta guardare i tragici volti di tante persone per capire che vuoto è nella loro anima adesso. Bisogna reagire e sostenere questo dolore con numerosi aiuti materiali e morali. (Sonia Sardanelli)


 






Uno, Trino, Altro

Rassegna internazionale del Presepe nell'arte e nella tradizione


Dal 10 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 la città di Brindisi ospita la XXIII Rassegna Internazionale del Presepe nell'Arte e nella Tradizione, organizzata dall'UNESCO, dove decine di Presepi e rappresentazioni della Natività resteranno esposti nelle sale di Palazzo Granafei-Nervegna.

Le opere esposte provengono da venti nazioni diverse, tra cui la Colombia, il Kenya, lo Sri Lanka e Polonia, patria di Papa Giovanni Paolo II. Ogni paese riposiziona i personaggi del Presepe arricchendo la scena della Natività con l'introduzione di elementi architettonici tipici, il che rende ogni opera particolarmente rappresentativa del modo di intendere la Nascita di Gesù da parte di culture molto diverse dalla nostra.

L'Italia vede oramai nel presepe una tradizione millenaria, avviata nel 1223 da San Francesco d'Assisi che ideò il primo Presepio a Greccio, e partecipa a sua volta portando all'attenzione presepi provenienti dalle varie regioni, dando così l'opportunità ai visitatori di ritrovare nelle opere di varia fattura, l'espressione artistica delle nostre regioni: si va dai Presepi in ceramica alla porcellana alla cartapesta al legno e così via, offerti da antiquari e famiglie che li custodiscono gelosamente.

E proprio a San Francesco e alle origini del presepe è dedicato uno spazio speciale all'interno della Mostra grazie ad una riproduzione in scala della Basilica di Santa Maria degli Angeli, nella cui cappella della Porziuncola San Francesco morì nel 1226, realizzata appositamente del ceramista Leonardo Petraroli e corredata da riproduzioni degli affreschi di Giotto.

Quindi, ancora una volta, l'impegno del Presidente del Club Unesco di Brindisi, Clori Ostillio Palazzo e di quanti l'hanno affincata nell'organizzazione, si concretizza con un evento che certamente soddisferà i più esigenti cultori della "tradizione del presepe".

 



Palazzo Granafei-Nervegna - Brindisi
dal 10 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010
Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20
Ingresso: libero
Inaugurazione: Giovedì 10 dicembre 2009 ore 18.30
Tel: 0831/229648 (informazioni e prenotazioni)







“Lo sport della salute”


Il Club UNESCO di Brindisi e l’ AMMI, associazione mogli medici italiani - sezione provinciale di Brindisi e l’ Università di Bari hanno organizzato un convegno dal titolo: “Sport della salute”. Il programma è nato sinergicamente tra i club UNESCO e AMMI di Brindisi. Gli argomenti che sono stati trattati hanno interessato la sfera, scientifica, sociale e medica essendo temi di grande interesse ed enorme attualità. I due club si sono avvalsi della collaborazione attiva e fattiva dell’ Università di Bari, in particolare del Prof. Donato Vittore Presidente della scuola di specializzazione in medicina dello sport Università di Bari e di altri illustri relatori. Alla serata, organizzata presso la sala delle Conferenze del Museo Ribezzo di Brindisi, ha partecipato un folto pubblico tra cui spiccavano le presenze professionali dei giovani frequentatori del corso di fisioterapia dell'università di Bari, che ha sede a Brindisi presso l'ex ospedale Di Summa. La presidente del club Unesco, Clori Ostilio Palazzo ha ringraziato i numerosi presenti e le autorità intervenute tra cui il Prefetto della città di Brindisi. (Giorgio Esposito)

 







Viaggio nell'Universo

Il Club Unesco di Brindisi, in occasione del 2009 - anno internazionale dell'astronomia - ha organizzato a Brindisi "Viaggio nell'Universo", evento comprendente una mostra di fotografia astronomica ed una conferenza dal tema "Le distanze in astronomia" tenuta da un relatore d'eccezione, il prof. Giuseppe Bianco dell'Università della Basilicata, astronomo e divulgatore scientifico di chiara fama, attualmente direttore del Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Il relatore si è soffermato con la sua consueta chiarezza e semplicità sulla affascinante tematica delle distanze spazio - temporali, iniziando il suo "viaggio" dagli oggetti più vicini alla Terra (luna - sole - pianeti) per arrivare alle galassie più lontane attraversando tutto il sistema solare. La mostra astrofotografica raccoglie il meglio della produzione di non professionisti dell'astronomia: immagini stupefacenti realizzate (da Lorenzo Siciliano, Aldo Grassi, Francesco Corrao ed altri) con le più avanzate tecniche di ripresa e di eleborazione attraverso telescopi operanti sotto i migliori cieli di Italia (parco nazionale del Pollino) e del mondo (altopiani desertici nel New Mexico). Numeroso il pubblico presente e tra cui molti studenti del licel scientifico "Monticelli" di Brindisi. L'evento è stato presentato da una introduzione dell'avv. Giuseppe Lucarini e sarà ospitato presso il Palazzo Granafei-Nervegna dal 30 ottobre al 5 novembre p.v. La presidente Clori Palazzo esterna la sua soddisfazione per il successo ottenuto dall'iniziativa e si augura che in un prossimo futuro l'esperienza si possa ripetere, anche con un maggiore coinvolgimento delle numerose scuole presenti sul territorio. (Giorgio Esposito)