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XII
Settimana della cultura
Presentazione del libro Misteri dell'antichità
di Pina Catino
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della settimana della cultura si arricchisce di un evento che
il Club Unesco di Brindisi organizza con il patrocinio del Comune
e Biblioteca Arcivescovile di Brindisi. Venerdì 23 aprile,
nel salone di rappresentanza del Palazzo Granafei Nervegna,
l'autrice Pina Catino ha proposto al numeroso pubblico presente
il suo ultimo volume dedicato ai misteri dell'antichità
il cui sottotitolo "Culti delle acque e mito del sole"
ne anticipa i contenuti.
Una serata in cui l'attento auditorium ha apprezzato gli interventi
dell'architetto Maurizio Marinazzo, Katiuscia Di Rocco, Paolo
Tarantino e l'apertura della presidentessa del Club Unesco di
Brindisi N.D. Clori Ostillio Palazzo.
(Giorgio Esposito)
“Misteri
dell’Antichità: Culti dell’Acqua Mito del
Sole”, di Pina Catino.
Gli
Obiettivi: sensibilizzare alla difesa del Paesaggio, attraverso
la salvaguardia, valorizzazione e conservazione della Natura,
Siti Archeologici e Beni culturali dei luoghi descritti nel
libro. Il Documento Europeo della Cultura, pubblicato nel 2006,
ha stimato che il settore culturale è, e diverrà
sempre più, il principale motore dello sviluppo economico
del vecchio continente. Il Diritto dei beni culturali e delle
proprietà intellettuali, la legislazione turisico-ambientale
sono le discipline maggiormente interessate da questo fenomeno.
“Ogni
facciata, ogni pietra del venerabile monumento è una
pagina non soltanto della storia del paese, ma ancora della
storia della scienza e dell’arte.” (Victor Hugo)
Il
libro è il risultato di un viaggio a ritroso nel tempo,
che ha portato l’autrice a scoprire nei luoghi sacri di
Andria, Bisceglie, Sovereto-Terlizzi e Turi, tutti quegli elementi
sacri, primordiali e fondamentali che hanno caratterizzato il
culto delle acque nelle grotte e la scoperta del mito del Sole
nella Storia delle Religioni, con l'ausilio della lettura iconografica
su un pavimento in maiolica costituito da 238 formelle, rinvenuto
nella grotta di Sant’Oronzo a Turi.
…I
relativi culti sorsero in un periodo di grandi mutamenti climatici
(Pleistocene), durante il quale, in tutti i continenti ci furono
punte di pioggia e siccità molto più elevate di
quelle che stiamo vivendo noi oggi. L’acqua e il sole
erano considerati divinità misteriose, alle quali rivolgersi
per sopravvivere, con potere di vita e di morte sugli esseri
viventi. Gli antichi avevano ben presente la forza vitale dell’acqua
e del sole, che, rappresentando il principio di ogni forma di
vita, sono stati oggetto di culto presso tutte le civiltà.
E nelle pietre è racchiuso il loro Mistero …
Il
Cristianesimo disapprovò i popoli che adoravano le pietre.
Ma la venerazione, che rasentava l’idolatria, non fu soppiantata
né dalla forza dei “Capitolari”, né
dagli ordini severi di re, come Childeberto, Chilperico e Carlo
Magno. La Chiesa, vista l’impossibilità di distruggere
questi magici riti (molti scritti ecclesiastici, a partire dal
Concilio di Tours nel 567, e sino al sec. X ne fanno riferimento)
trovò due rimedi al problema:
- esorcizzò le grotte trasformandole in Santuari dedicati
o alla Madonna oppure a San Michele;
-
fece incidere la Croce latina sui Menhir, oggi ancora visibile,
specie in quelli francesi oppure li inglobò nelle chiese.
Ad
Andria, nel Gurgo, una grotta è dedicata a San Michele
Arcangelo, per il culto dell’acqua, un’altra grotta
alla Madonna di Trimoggia legata ai riti per l’abbondanza
(dal latino “tri” con l’accezione di molto
moltissimo, e “moggio” unità di misura per
aridi).
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