Il senso è nel trasmettere


Intervista alla direttrice del centro socio-educativo riabilitativo “Oltre l’Orizzonte” di Brindisi


“Noi più che altro cerchiamo di trasmettere. Perché c’è differenza tra dare e trasmettere. A questi ragazzi, tante cose possono essere date. Ma il loro vero bisogno è sentirsi amati, accettati, in qualche modo uguali a tutti gli altri”. A parlare è Rosanna Cavallo, la responsabile della O.N.L.U.S. “Oltre l’Orizzonte” di Brindisi, che dal 1992 si occupa dei disabili che, avendo raggiunto i limiti di età previsti, non possono essere più accolti né nelle scuole né in altre strutture. Psicologa, psicoterapeuta, dal 2003 collabora con la struttura ed è lei a raccontarci la storia di questo centro socio- riabilitativo, nato dalla ferma e instancabile volontà delle famiglie di questi ragazzi. E’ grazie al loro strenuo impegno che, addirittura i primi tempi ha portato tutti loro ad autofinanziarsi e autotassarsi, da diciassette anni questo centro esiste, è cresciuto e, dal 2006, è stato finalmente riconosciuto come attività riabilitativa a tutti gli effetti e per cui riceve finanziamenti dalla ASL, dal Comune di Brindisi e dal 5x1000. Oggi non sono solo le famiglie a fornire il loro contributo: attualmente dello staff del centro fanno parte ben 15 operatori e una decina di volontari che, spinti da esperienze personali o da una conoscenza diretta con questi ragazzi presso la propria parrocchia o la scuola dell’obbligo, hanno scelto di affiancarli quotidianamente e di assisterli in tutte le attività riabilitative che quest’organizzazione offre, al fine di favorire il loro inserimento nella società; cosa, questa, che ci conferma la dottoressa Cavallo, purtroppo, non è così facile. “Per coloro che hanno handicap meno gravi sono previsti dei corsi di lavoro, ma, una volta terminati quelli, per loro non c’è una reale collocazione nel mondo lavorativo. Ovviamente non possiamo aspettarci miracoli: sappiamo bene quali siano gli ostacoli. Ma siamo profondamente convinti che tutto possa sempre migliorare”. La legge, le istituzioni, sono infatti vicine a questo tipo di cooperative, fornendo fondi e operato, ma mai abbastanza. Per il momento non si può dire che il centro manchi di nulla: una volta avvenuto il riconoscimento ufficiale nel 2006, sono stati apportati miglioramenti notevoli e questa O.N.L.U.S viene finanziata e pubblicizzata attraverso eventi quali, per esempio, la visita della scuola media statale “Kennedy” che avrà luogo mercoledì 9 dicembre, nonché, quella prevista per fine mese, che vedrà la presenza della nostra squadra di basket cittadina che milita in serie A2. Inoltre, per il 23 dicembre alle 16.00 è ufficializzata la celebrazione della Santa messa natalizia con il significativo intervento dell’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni Rocco Talucci. Tuttavia, a Brindisi non si è ancora abbastanza sensibili a queste problematiche. Ciò che manca davvero ai disabili, strutture apposite a parte, è lo spazio per il tempo libero, che viene fornito loro sporadicamente, grazie anche a delle società come “Il senso della vita”. A tal proposito, Rosanna non esclude dai suoi tanti progetti quello che prevede l’ampliamento della struttura attualmente ospitante, progetti di cui ci accenna qualcosa e che riteniamo non siano pochi. Tra questi, sicuramente rientrano il “Dopo di noi”, che si occuperà prevalentemente di portatori di handicap adulti, quando le famiglie non ci saranno più, e la creazione di un gruppo di lavoro che coinvolga ragazzi sia diversamente abili che quelli con piccoli problemi giudiziari. Una collaborazione, quest’ultima, in passato già avvenuta e non poco costruttiva; la sfida ora è far divenire realtà la possibilità di convincere dei giovani disadattati a impegnarsi nel sociale. Qualcuno potrebbe pensare che è un sogno, ma non sarebbe il primo a realizzarsi. La dedizione, la solidarietà, l’impegno estenuante e disinteressato, possono compiere cose straordinarie. Nessuno, infatti, può credere che sia facile far sentire un gruppo di 25 persone estranee, con problemi fisici e psicologici, una vera famiglia, nella quale non c’è diversità, ma trovano spazio solo l’amore e l’affetto reciproco. E qui si spiegano le parole della dottoressa Cavallo: “ciascuno di noi può dare, ma la vera forza è nel trasmettere i sentimenti veri, quelli capaci di far crollare tutti i tipi di barriere. Dipende da noi”.

La nostra redazione, molto vicina alle tematiche qui affrontate, per sensibilità e per scelte legate alla linea editoriale, ringrazia tutti quelli che operano amorevolmente in questa "specialissima" sede de "Oltre l'Orizzonte" di Brindisi. Essi ci hanno accolti con vivo entusiasmo permettendoci di aprire, attraverso le nostre seguitissime pagine, spiragli sempre maggiori su questo universo. Universo, a cui ha fatto riferimento
anche Papa Giovanni Paolo II e di cui amiamo rammentare le parole "Il mondo dei diritti non può essere appannaggio dei sani. Il disabile come e più degli altri ha bisogno di amare ed essere amato, di tenerezza, di vicinanza e di intimità"(Francesca Tammone)


     

Per contatti e approfondimenti visualizzare il sito del centro: www.cseoltrelorizzonte.it