Dedicato
a chi pensa di … “essere fuori tempo massimo”
Quante volte abbiamo pensato : “Peccato, non l’ho
fatto!” oppure “Troppo tardi!” ?
A me è capitato tante volte e solo recentemente sono
giunta alla conclusione che pronunciare certe frasi è
soltanto un modo comodo e facile per scrollarci la responsabilità
di un fallimento e richiudere rapidamente quel “cassetto”
da cui fa capolino il nostro sogno mai realizzato.
Quel “cassetto” sono riuscita a lasciarlo aperto
tentando di portare a termine ciò che avevo abbandonato
quando, da giovane studentessa universitaria del primo anno,
mi sono lasciata tentare dall’indipendenza economica
accettando un lavoro stabile con il serio convincimento di
riuscire ugualmente a ultimare gli studi.
Tale proposito, però, non è stato più
realizzato e tra matrimonio e prole, la laurea è rimasta
sospesa, venendo meno anche alla promessa fatta ai miei genitori.
Inaspettatamente, oggi a 46 anni, forse per l’allontanamento
di mia figlia per gli studi universitari, forse per le delusioni
professionali, forse per il ricordo di quella promessa mai
mantenuta, mi sono sentita in “bilico” tra l’impossibilità
di cambiare il passato e il non essere più in tempo
per riparare agli errori commessi ……. Ma, pensandoci
bene, secondo quali canoni e regole ero fuori tempo massimo?
Chi stabilisce l’esatto ordine cronologico delle “mete”
da raggiungere? E’ vero esistono tappe della vita obbligate
e stabilite biologicamente, ma altri eventi possiamo determinarli
arbitrariamente.
Fermamente decisa e armata di tutto il mio coraggio, ho fatto
il primo passo, all’ insaputa di tutti, iscrivendomi
all’università. Sapevo di dovermi confrontare
con giovani studenti dalla mente “fresca” e allenata,
sapevo di rischiare di suscitare ironia o derisione, sapevo
del disagio che avrei provato trovandomi nuovamente in aula
con docenti sicuramente più giovani di me, ma ero anche
decisa ad ultimare ciò che avevo lasciato incompiuto.
Di fronte a queste prospettive, bilanciando i pro e contro,
avevo comunque deciso che preferivo tentare ed eventualmente
fallire, piuttosto che avere per sempre il rimpianto di non
averci provato.
Da ottobre 2009 frequento regolarmente le lezioni con i permessi
studio riconosciuti ai lavoratori e ho al mio attivo tre esami,
superati meglio di quanto avessi osato sperare. Un buon inizio
non rappresenta certo il traguardo, ma ci colloca più
in alto sulla scala di un percorso.
I familiari e gli amici si sono dimostrati solidali e incoraggianti
manifestandomi tanta ammirazione e stima che spero di meritare
fino in fondo.
Questo mio breve viaggio introspettivo mi è servito
per esprimere i miei sentimenti raccontandoli, ma mi piacerebbe
che la mia modesta esperienza fosse la “MOLLA”
per altre persone che come me devono trovare il coraggio di
intraprendere un cammino ritenuto a loro precluso per l’età.
Il risultato che ognuno di noi riuscirà a conseguire,
poi, sarà merito del nostro impegno, della nostra tenacia
e determinazione, che posso testimoniare sono sempre vive
e forti in noi, nonostante l’età, dobbiamo solo
imparare a riconoscerle. (E.
P.)
