Droga: problema risolvibile?

Il 26 giugno si celebra la Giornata Internazionale contro le droghe


Il 26 giugno di ogni anno ricorre la Giornata Internazionale contro le droghe, una giornata istituita per ricordare come la droga rappresenti il più drammatico attentato alla vita. Recenti notizie hanno confermato come, a causa della forte crisi economica, sia diminuito il numero di consumatori in Italia, eppure si rimane impressionati dalle recenti statistiche dell’Istituto Superiore della Sanità: si può dire che cambia l’identikit del drogato, perchè ad usare sempre più qualsiasi tipo di droga sono i ragazzi di età compresa tra i 14-20 anni. Ma se negli anni precedenti era usata di più l’eroina, ora si assiste ad un maggior uso di cocaina. Inoltre tra le innumerevoli conseguenze dell’uso di stupefacenti (insonnia, inappetenza, allucinazioni, morte per overdose), aumentano a dismisura i casi di ictus, anche tra i giovani ( 200 casi ogni 100.000 abitanti ogni anno, 2800 su 100.000 tra i consumatori di cocaina). Sicuramente il maggior rischio per i ragazzi di circa 14 anni (e non solo!) è la formazione di veri e propri solchi nel cervello per l’uso di cocaina e anfetamine prolungati come in quello degli anziani per demenza senile. Per non parlare dell’uso della cannabis: sempre più ragazzi tra i 13-20 anni si avvicinano a quella che molte volte viene considerata una “droga leggera”, ma non tutti sanno che proprio in questa fascia d’età si ha la maturazione fisiologica del cervello; assumendo questa sostanza non solo si impedisce la formazione ela completa funzionalità dei neuroni (uniche cellule del corpo umano che non si riproducono), ma si danneggiano quelli appena sviluppatisi. Colpisce anche come, proprio a causa della crisi economica molti trovano rifugio nell’alcool, che nella maggior parte dei casi non viene considerato una sostanza pericolosa. Nonostante le norme vigenti che vietano la vendita di bevande alcooliche ai minori di 16 anni, tantissimi gestori violano la legge a danno ovviamente dei consumatori. Sono sicuramente dei dati molto allarmanti, considerando che proprio i giovani rappresentano il futuro e la prossima classe dirigente. Ma allora a cosa è dovuta questa vera e propria “pandemia”? Nonostante ci sia informazione (poca a dir la verità), è come se i giovani d’oggi volessero estraniarsi sempre più da un mondo che non appartiene loro, da un mondo che sta andando ormai verso l’autodistruzione. Ecco quindi, che oltre ad una maggiore informazione, dovrebbe esserci una maggiore “formazione” dei ragazzi, ci dovrebbe essere cioè un ritorno a quei sani valori che dovrebbero essere trasmessi anzitutto dalla famiglia........che molto spesso è assente. (Silvia Miceli)