La scherma: lo sport che mi ha cambiato lavita


Sport nobile, arte del combattimento leale che insegna la virtù della disciplina

"Se lo scrittore Alessandro Dumas avesse conosciuto la famiglia Zumbo, probabilmente avrebbe lasciato da parte il prode D'Artagnan e i suoi tre moschettieri per dedicare un libro a questa dinastia di schermidori brindisini."


Prima di settembre non avrei mai immaginato di vedermi interessata ad uno sport e neppure cosi appassionata.
Non mi sono mai vista come un tipo atletico e avevo anche accantonato l’idea di vedermi in veste di sportiva!
Poi cosi, un pomeriggio, per caso (o per fortuna?) ho conosciuto un mondo tutto nuovo, diverso persino da ciò che per me era già una novità.
Non potevo immaginare di essere accompagnata in una sala di scherma: davvero, avrei pensato tutto, ma chi poteva immaginare di trovarne una qui a brindisi? E di trovare tanti appassionati per uno sport che quasi non sapevo di conoscere?
Una maschera, un guanto, una spada … passano i mesi e diventano sempre più compagni fedeli.
Eppure quel primo giorno di parecchio tempo fa, non avrei mai immaginato che mesi più tardi avrei cosi amato la pedana e le armi.
Sport nobile, arte del combattimento leale che insegna ormai da più di cinquecento anni la virtù della disciplina, della difesa, e non, invece dell’attacco mi ha insegnato dopo secoli e secoli della sua esistenza una maggiore coscienza di me e delle mie possibilità, mi ha educato alla conoscenza del mio fisico e, perché no? Anche del mio essere. Se devo essere sincera, all’inizio non riponevo tanta fiducia in quest’esperienza: sedici anni, vita sportiva equivalente allo zero, soggetto profondamente imbranato. Sinceramente preferivo definirmi “intellettuale”!
E via con le prime lezioni, i primi approcci prima con il fioretto e poi con la spada. Arrivano poi i primi dolori, i primi lividi, ma la verità era che la cosa mi piaceva da matti, aspettavo con ansia che arrivasse il giorno degli allenamenti.
Poi ancora, un giorno, ecco che arrivano le divise, significavano solo una cosa: dover tirare con gli altri. Non nascondo che speravo che quel momento non arrivasse mai: un po’ per la mia solita pudicizia, timidezza che mi accompagna fedelmente, un po’ perché non sapevo come muovermi sulla pedana.


Attacco il passante alla spada e alla pedana, impugno l’arma. Quando metto la maschera ecco che il mondo si tinge di un altro colore: vedo il mio avversario attraverso la sottilissima griglia ed è li che tutto comincia.
La voglia d’imparare è cosi cominciata, scoprivo di volerne sapere sempre di più e di volermi misurare ogni volta. Osservavo ogni incontro e ogni assalto era buono per poter imparare qualcosa di nuovo, facevo lezione con sete d’esperienza, ed ero decisa a mettermi ogni volta alla prova.
La verità è che dall’inizio questa voglia non è mai cambiata, anzi. Ogni allenamento è buono per imparare, i momenti di sconforto ci sono stati, ci sono, e ci saranno per fortuna, ma vedo con gioia che miglioro sempre di più.
Oggi metto la maschera ed il colore è sempre lo stesso: il nero della griglia, il bianco dell’avversario. La coccia è sempre sotto i miei occhi, cosi come il suo braccio e la sua gamba e ogni volta la voglia di riuscire e sempre quella e anzi, aumenta. Gli errori ci sono, e magari sono anche parecchi, ma ci sono anche buoni assalti, e belle stoccate. È uno sport senza dubbio divertente e completo: tempra la resistenza fisica, ma anche quella psicologica. La pazienza è la tua migliore compagna come la velocità e l’astuzia. È bello disegnare nuove strategie, studiare il proprio avversario e valutare le proprie mosse.
La verità è che non mi basterebbe un foglio per scrivere tutto quello che questo sport mi ha regalato, e quello che mi ha insegnato e che continuerà ancora a dare, la gioia anche di conoscere persone nuove, che ti danno una mano, un maestro che segue tutti con dedizione e gli istruttori che ti limano come una bella scultura.
È con sincerità che vi consiglio di imparare a conoscere questo sport. Tra un affondo e altri assalti, imparerete ad amarlo, e lui vi ricambierà con tutto quello che è stato capace di dare a me. (Chiara Leone)