35676 parole per dire...

L’amore è un’ idea fondamentale, non puoi vederlo comunque, ma sai che c’è.
Giulia Sipari racconta l'effimero della "Rete"

 

"Come una perla ancora nella sua conchiglia, mi sento vagare in mezzo al mare. Passo vicino ad altre specie di conchiglie , bellissime a vedersi... e passo anche vicino ad una grande rete che porta un'etichetta. Quante ostriche ci sono dentro e quante perle porteranno in grembo... ma non sono mie sorelle, non le riconosco.

In uno di questi caldi e soleggiati giorni estivi ho avuto l’opportunità ed il piacere di conoscere un’autrice in erba che si sta affacciando ora al mondo della scrittura: Giulia Sipari. L’incontro si è svolto nella stupenda cornice del porto esterno di Brindisi.

La sua opera narra la storia di due persone conosciutesi in una chat e che hanno vissuto un rapporto intenso, come l’autrice stessa esprime “della durata di 100 giorni”. Una successione di messaggi datati che i protagonisti si sono scambiati; messaggi intrisi di leggiadra poesia e dolce armonia; messaggi che fanno comprendere al lettore quanto intenso o effimero possa essere l’amore, ed è così che nasce il libro “35676 parole per dire…..”

E’ così che, partendo dal suo innovativo scritto, ho iniziato a porle alcune domande riguardanti questo suo testo.

Innanzitutto mi piacerebbe chiederti alcune spiegazioni riguardo la scelta del titolo. Esso, generalmente, racchiude tutto il contenuto che l’opera vuole esprimere. La tua, è una scelta a caso o ha un messaggio intrinseco?

“La scelta del titolo è legata al contenuto dell’opera. Questa storia, infatti, non ha né un inizio, né una fine..35676 parole per dire un ti amo, per dire è finita, per dire un migliaio di cose..mi piace che sia il lettore a darne un’ interpretazione personale”


Capisco. Per quanto riguarda il tipo di struttura che hai deciso di usare ..ovvero l’alternanza dei messaggi piuttosto che l’intera storia narrata, è anch’essa una scelta casuale? Non pensi che, con quest’ultima, sarebbe arrivata in modo più diretta al lettore?

“Bisogna precisare che questo libro non nasce per essere pubblicato perché inizialmente era giusto un progetto personale che ho stilato per me stessa. L’idea è nata dopo..ed è così che ho preferito lasciare questa struttura, penso sia più semplice per il lettore, credo che i messaggi arrivino in modo più diretto se espressi dai personaggi stessi.”

Qual è lo scopo intrinseco del tuo libro? Oltre quello espresso nell’introduzione, cioè “invitare i vostri volti ad un sorriso e farvi battere i cuori per un istante”, c’è anche una finalità di tipo didattica? Qualche raccomandazione sull’uso di internet?

“Certo, è questo l’altro scopo che mi sono prefissa di esprimere. Internet può essere, a seconda dei casi, un mondo pericoloso o meraviglioso; si possono conoscere molte persone positive o, al contrario, assolutamente negative ed è così che desidero che i lettori capiscano che ci possono essere dei risvolti non piacevoli soprattutto per le relazioni nate in una chat.”

Parlando ancora dell’introduzione, in un punto preciso dici “giorni meravigliosamente vissuti, giorni di una botta di vita.. Puoi spiegarci meglio questa tua esclamazione?

“Beh, una botta di vita perché una storia del genere è quello che ti capita quando non te lo aspetteresti, è qualcosa che ti prende e via.. A volte ci si innamora solo delle parole, non necessariamente della persona fisica, soprattutto se queste parole trasmettono tante emozioni, come se fossero vive.”

Capisco esattamente cosa vuoi dire ed è per questo che ti chiedo come mai all’inizio del libro scrivi ”Potrebbe essere uno studio sociologico o impalpabile immaterialità di un’idea..” Come può una storia d’amore rientrare nel primo o nel secondo concetto?

“Dunque, l’amore è un’ idea fondamentale, non puoi vederlo comunque, ma sai che c’è. Esso può anche rientrare in uno studio sociologico, perché è possibile studiar come due persone si innamorino..e come tu ti possa anche innamorare solo dell’ idea di una persona”.

E così che l’autrice ha chiarito le parti più importanti della sua nuova opera appena pubblicata. Se sia una storia vera o no, preferiamo non dirvelo, lo dovrete scoprire da voi, tuffandovi in questa favola d’amore … (Vanessa Chinigò)



Giulia Sipari, sognatrice, viaggiatrice, portatrice di pace e cittadina del mondo, nasce a Palermo 34 anni orsono. Cresciuta a Taranto, si laurea a Bologna al DAMS (indirizzo spettacolo) dove ha continuato a sviluppare due idee fondamentali: indipendenza e liberta`. Poi, affronta le esperienze di vivere all’Aia e a Stoccolma per alcuni anni trovando, quest’ultima, bella e contraddittoria quasi un luogo magico ma non per una donna con il sole dentro al cuore. Infine Brindisi, dove il lavoro l’ha portata e dove ha trovato una nuova casa.
Giulia non e` scrittrice di professione, ma è una creatura a cui piace condividere le proprie esperienze con le parole, le azioni e, se queste possono servire per distrarsi, per sorridere, per riflettere, per guardare le cose sotto un’altra prospettiva, lei le mette a disposizione della curiosita` che tutto muove.


© Riproduzione non consentita