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Ma quanto conta l’apparenza?
Inutile essere ipocriti: anche l’occhio
vuole la sua parte. Siamo pronti a spargere
fiumi di parole avvelenate contro i pregiudizi,
ma poi tutte le nostre nobili e ineccepibili
teorie crollano inesorabilmente al primo incontro
con una persona. Chi vuol forse negare di essere
enormemente più sorridente, accomodante,
affabile, meno critico e meglio disposto alla
confidenza, di fronte al bell’aspetto?
L’apparenza ci condiziona, e tanto anche.
Non si tratta solo di bellezza in senso proprio:
nei primi approcci siamo incredibilmente avidi
di tutto ciò che è percepibile
della persona che ci sta di fronte: l’odore,
il modo di vestire, la maniera di muoversi o
gesticolare, il sudore o la cura delle mani,
l’intensità dello sguardo. A partire
da qui, le sensazioni che derivano non si possono
controllare: arrivano e ci influenzano, spingendoci
a un nuovo incontro se sono piacevoli, reprimendo
il desiderio di ogni nuovo contatto se sono
negative. Questa, la dura realtà di cui
siamo un po’ tutti vittime, la prova inconfutabile
del fatto che il nostro corpo è un importante
veicolo di comunicazione, spesso sottovalutato.
Mai, quindi, trascurarsi o lasciarsi imbruttire,
perché non sono solo i rapporti con gli
altri ad essere compromessi, ma anche quello
con noi stessi: prendendoci cura di noi, infatti,
possiamo infonderci una maggiore fiducia e sentirci
meglio, affrontare il mondo con un sorriso in
più. D’altra parte, però,
dilaga la tendenza opposta: la febbrile smania
di rendere il proprio corpo il più perfetto
possibile e rincorrere un ideale di bellezza
sta facendo ammalare una quantità sempre
più grande di gente, dalle celebrità,
clienti fedeli del chirurgo plastico, ai vicini
di casa fissati col fisico scolpito da palestra
e imbottiti di proteine. E mentre in spiaggia
si assiste a gare per l’abbronzatura più
deliziosa e il tricipite più grosso,
in televisione eccoci comparire davanti corpi
sempre più innaturalmente privi di imperfezioni.
Ma non sarà che vedere continuamente
sullo schermo modelle o showgirl assurdamente
magre e ben fatte ci stia dando alla testa?
Basti dare uno sguardo alla famosa pin-up del
Grande Fratello Cristina Del Basso, che, non
contenta della sua naturale quarta, a 18 anni
decise di far aumentare il suo seno di ben due
taglie, ora particolarmente vistoso, vista la
sua magrezza. Ma la frenesia di appariscenza
non ha contagiato solo lei: anche la recente
vincitrice del reality “La pupa e il secchione”,
Francesca Cipriani, ha subito ben due interventi
di mastoplastica additiva, passando prima da
una quarta a una quinta, poi da una quinta a
una settima. La sua spiegazione all’intervento?
“Mi piacciono le donne maggiorate e volevo
esserlo anch’io. Tra l’altro spero
che grazie a un seno così grosso mi notino
e possano darmi la possibilità di far
vedere quello che so fare nel mondo dello spettacolo.”
A niente sono servite le proteste, le critiche
e le obiezioni nei talk show, ribadendo che
non solo nel mondo della televisione e del cinema
si viene notate principalmente per il talento,
ma che adesso il suo fisico, appesantito dal
seno strabordante, appare tutt’altro che
armonioso. Una vicenda, questa, che ci permette
di riflettere su quanto la possibilità
di correggere alcuni piccoli difetti fisici
sia arrivata all’esasperazione. Va bene
ritoccarsi per liberarsi di un disagio che non
ci permette di mostrare la parte migliore di
noi, ma che non passi il messaggio che basta
essere bellissimi o formose per fare strada
nella vita! Ciò che conta è la
nostra TOTALITA’, in cui particolare lustro
va dato all’interiorità, pur valorizzando
la nostra esteriorità. Ma senza esagerazioni.
(Francesca
Tammone)
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“Non
solo bellezza, c’è tutto
un mondo dietro”
Intervista al chirurgo plastico Gianni
Faggiano |
Alla
faccia di tutti quelli che credevano che a Brindisi
non fosse ancora arrivata la moda del silicone
e del botulino, ecco qui la prova che ci si sbaglia.
Il piacere inaspettato dei nostri concittadini
di rimediare a qualche imperfezione e di porre
qualche piccolo ritocco ce lo ha raccontato il
Dottor Gianni Faggiano, durante la nostra chiacchierata
tenutasi nell’ospedale “A.Perrino
“ di Brindisi.
Quali sono gli interventi
che le capita di effettuare più spesso
a Brindisi?
Sicuramente tra uomini e donne a Brindisi
sono le signore le più desiderose di sottoporsi
alla chirurgia estetica, in particolare per quanto
riguarda la mastoplastica additiva (aumento del
seno), la rinoplastica e la liposuzione.
Al contrario i pochi uomini che si affidano alle
mie mani tendono a ricorrere ad interventi perlopiù
facciali e anti-invecchiamento.
Si è mai trovato
di fronte a pazienti che effettivamente non necessitavano
di un intervento?
Si, mi è capitato e a volte io e alcune
pazienti siamo scesi a compromessi per quanto
riguarda la taglia del seno: infatti il chirurgo
deve rispettare le proporzioni corporee di chi
deve essere operato. Io, personalmente, per citare
un esempio, non potrei mai applicare una grande
protesi su un fisico esile.
Inoltre in generale è fondamentale guidare
e consigliare una persona nelle sue scelte.
È anche successo che io mi sia rifiutato
di operare nel momento in cui alcune richieste
non potevano essere soddisfatte, come ad esempio
eccessive liposuzioni in zone del corpo limitate.
Questo fa parte dell’etica professionale.
Economicamente il prezzo
dell’intervento è rapportato alla
difficoltà?
Il rapporto più che tra prezzo e difficoltà,
è impiantato tra la qualità e l’aspetto
economico: ad esempio per quanto riguarda la mastoplastica
additiva esistono protesi non molto costose ma
di qualità scadente, che io, come molti
altri chirurghi, non applico per assicurarmi la
buona riuscita dell’intervento e la salute
assicurata della paziente.
In generale l’operazione più costosa
è il lifting, giacché comporta l’iniezione
di particolari sostanze che non comportino tumefazioni
e lividi sul volto o sul collo del paziente. Nella
maggior parte dei casi devono essere sostanze
degradabili, come ad esempio l’acido ialuronico,
ma se si utilizzano filler non riassorbibili c’è
il rischio di rigetto.
Ci sono concretamente dei
pericoli per alcuni interventi estetici?
Per quanto riguarda la pericolosità,
sicuramente potrebbero esserci complicazioni in
tutti i tipi di interventi, ma sono relative se
si ha la garanzia da parte della qualità
del medico e delle infrastrutture di un buon lavoro.
A quanto ne so io non è mai morto nessuno
durante operazioni di questo tipo.
Tra tutti i tipi di operazioni magari il più
pericoloso è il lavoro liposuttivo.
Quali sono gli interventi
più difficoltosi? E quali i più
dolorosi per i pazienti?
Intanto quella di chirurgia estetica è
un’operazione come le altre e ci tengo a
sottolineare che non sono una “passeggiata”
come i media tendono a farci credere. Ogni intervento
ha una sua importanza.
Nel caso della liposuzione la nuova soluzione
di riutilizzare il grasso estratto, manovra che
io non condivido appieno, per rimpolpare altre
zone del corpo, richiede una grande mole di lavoro.
Riguardo al dolore, ognuno ha una propria soglia
di sopportazione, per cui è una questione
soggettiva.
Alcuni interventi, come ad esempio la rinoplastica,
sono oggettivamente dolorosi, ma relativamente
grazie all’introduzione delle pompe analgesiche,
che appunto alleviano enormemente le sofferenze.
Tra quali limiti di età
lei può porre i suoi pazienti?
Posso dire che non ho mai operato nessun minorenne:
la mia paziente più giovane aveva 19 anni.
Ultimamente il ministro ha posto, relativamente
ad alcuni interventi, l’età minima
come 18 anni, perché giustamente non si
deve assolutamente operare se la crescita non
è ancora completa.
Al contrario la mia paziente più anziana
era una signora di 83 anni che richiedeva alcune
iniezioni di botox per rimpolpare le rughe. Alla
fine però non l’ho operata, avendo
lei stessa abbandonato la cura.
Coloro che ricorrono alla
chirurgia estetica secondo lei sono più
insicuri o narcisisti?
Direi che sicurezza e narcisismo sono al 50%.
Capita che un paziente sia più narcisista
e quindi più difficile da soddisfare, in
quanto prende come modello idoli di bellezza che
non sempre sono riproducibili sul suo volto.
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Cosa
consiglia ai lettori del nostro giornale?
Innanzi tutto di affidarsi ad una buona
struttura ospedaliera.
Posso assicurare che per quanto riguarda
la chirurgia plastica l’ospedale di
Brindisi offre delle adeguate strutture
mediche. Inoltre è una garanzia in
più farsi operare da un medico specializzato
in chirurgia plastica e non da un medico
che ha frequentato corsi a pagamento in
materia. È molto importante perché
un chirurgo specializzato sa far fronte
a specifiche eventualità.
D’altronde vorrei sfatare il mito
del chirurgo plastico che viene associato
ad una idea di superficialità, quando
al contrario viene in soccorso anche di
tutti quelli che purtroppo perdono il loro
aspetto a causa di tumori o gravi ustioni
e altre patologie.
Oltre a soddisfare i vezzi di chi si vuole
più bello, nel mio lavoro c’è
molto di più. |
(Francesca
Tammone & Chiara Leone)
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Cambio
pazzo
Celebrità o no la chirurgia ci fa fare
follie.
Dopo il boom del “ritocchino”, il
desiderio di sistemare qualche piccolo difetto,
ora si “cambia” per amore.
Le donne ingrossano il seno, gli uomini si stirano
le rughe e qualcuno con gli zigomi vuole tirare
su anche l’autostima, ma chi di noi può
biasimare il bisogno di un miglioramento? Il discorso
cambia però quando i pazienti vogliono
fare un total re-styling, senza oltretutto necessitare
di modifica alcuna. E già, si cambia per
amore. Chi per riconquistare il proprio fidanzato,
chi per ostentare l’appoggio della propria
band preferita, la decisione comune è quella
di passare sotto i ferri.
Questo il caso del tedesco Timo e dalla Cinesina
Xiaoqing. Il primo, giovane ragazzo teutonico,
per dimostrare la sua totale solidarietà
ai “Tokio Hotel”, suo gruppo preferito,
si è presentato dal chirurgo con la foto
del frontman, Bill Kaulitz, famoso per la sua
bellezza androgina. Il risultato? Molto probabilmente
un fiasco: poco e niente è rimasto del
vecchio Timo, ma altrettanto poco ricorda il cantante
tedesco.
Che
dire poi delle follie d’amore della
21enne Xiaoqing?
La giovane orientale, per riconquistare
il suo ex ragazzo, ha chiesto al medico
di trasformarla nell’idolo del suo
finito amore: Jessica Alba.
Vani i tentativi di dissuaderla da parte
dell’attrice americana e del chirurgo
che di tutta risposta si è offerto
di modificarle gli occhi e il naso, non
di stravolgerle il volto.
Fortunatamente lei ha detto che se anche
dopo questo pegno d’amore lui l’avrebbe
respinta, bè, avrebbe rinunciato..
e meno male! |
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C’è
anche inoltre chi cambia per lavoro. È
assurdo tuttavia pensare che a farlo è
stata una delle donne più belle del
mondo. Si tratta proprio della giovane modella
Janina Martig che per salire sulla passerella
ha dovuto ricorrere al dolorosissimo intervento
dell’allungamento di tre centimetri
delle gambe. Nata a Basilea, 24 anni, la
ragazza passa da 172 centimetri a 175. Già
bellissima, per la moda si è fatta
incidere e tirare! Chi bella vuol apparir,
un po’ deve soffrir! |
Non c’è che dire, pazzi abitanti
per un pazzo mondo, chi per amore, chi per lavoro,
è disposto a passare anche sopra madre
natura.. non è che tra un po’ sarà
lei a passare sui nostri cadaveri? (Chiara
Leone)
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