Estetica & dintorni...
(Prima parte)

Speciale realizzato da

Francesca Tammone
Chiara Leone

Ma quanto conta l’apparenza?


Inutile essere ipocriti: anche l’occhio vuole la sua parte. Siamo pronti a spargere fiumi di parole avvelenate contro i pregiudizi, ma poi tutte le nostre nobili e ineccepibili teorie crollano inesorabilmente al primo incontro con una persona. Chi vuol forse negare di essere enormemente più sorridente, accomodante, affabile, meno critico e meglio disposto alla confidenza, di fronte al bell’aspetto? L’apparenza ci condiziona, e tanto anche. Non si tratta solo di bellezza in senso proprio: nei primi approcci siamo incredibilmente avidi di tutto ciò che è percepibile della persona che ci sta di fronte: l’odore, il modo di vestire, la maniera di muoversi o gesticolare, il sudore o la cura delle mani, l’intensità dello sguardo. A partire da qui, le sensazioni che derivano non si possono controllare: arrivano e ci influenzano, spingendoci a un nuovo incontro se sono piacevoli, reprimendo il desiderio di ogni nuovo contatto se sono negative. Questa, la dura realtà di cui siamo un po’ tutti vittime, la prova inconfutabile del fatto che il nostro corpo è un importante veicolo di comunicazione, spesso sottovalutato. Mai, quindi, trascurarsi o lasciarsi imbruttire, perché non sono solo i rapporti con gli altri ad essere compromessi, ma anche quello con noi stessi: prendendoci cura di noi, infatti, possiamo infonderci una maggiore fiducia e sentirci meglio, affrontare il mondo con un sorriso in più. D’altra parte, però, dilaga la tendenza opposta: la febbrile smania di rendere il proprio corpo il più perfetto possibile e rincorrere un ideale di bellezza sta facendo ammalare una quantità sempre più grande di gente, dalle celebrità, clienti fedeli del chirurgo plastico, ai vicini di casa fissati col fisico scolpito da palestra e imbottiti di proteine. E mentre in spiaggia si assiste a gare per l’abbronzatura più deliziosa e il tricipite più grosso, in televisione eccoci comparire davanti corpi sempre più innaturalmente privi di imperfezioni. Ma non sarà che vedere continuamente sullo schermo modelle o showgirl assurdamente magre e ben fatte ci stia dando alla testa? Basti dare uno sguardo alla famosa pin-up del Grande Fratello Cristina Del Basso, che, non contenta della sua naturale quarta, a 18 anni decise di far aumentare il suo seno di ben due taglie, ora particolarmente vistoso, vista la sua magrezza. Ma la frenesia di appariscenza non ha contagiato solo lei: anche la recente vincitrice del reality “La pupa e il secchione”, Francesca Cipriani, ha subito ben due interventi di mastoplastica additiva, passando prima da una quarta a una quinta, poi da una quinta a una settima. La sua spiegazione all’intervento? “Mi piacciono le donne maggiorate e volevo esserlo anch’io. Tra l’altro spero che grazie a un seno così grosso mi notino e possano darmi la possibilità di far vedere quello che so fare nel mondo dello spettacolo.” A niente sono servite le proteste, le critiche e le obiezioni nei talk show, ribadendo che non solo nel mondo della televisione e del cinema si viene notate principalmente per il talento, ma che adesso il suo fisico, appesantito dal seno strabordante, appare tutt’altro che armonioso. Una vicenda, questa, che ci permette di riflettere su quanto la possibilità di correggere alcuni piccoli difetti fisici sia arrivata all’esasperazione. Va bene ritoccarsi per liberarsi di un disagio che non ci permette di mostrare la parte migliore di noi, ma che non passi il messaggio che basta essere bellissimi o formose per fare strada nella vita! Ciò che conta è la nostra TOTALITA’, in cui particolare lustro va dato all’interiorità, pur valorizzando la nostra esteriorità. Ma senza esagerazioni. (Francesca Tammone)




“Non solo bellezza, c’è tutto un mondo dietro”

Intervista al chirurgo plastico Gianni Faggiano

Alla faccia di tutti quelli che credevano che a Brindisi non fosse ancora arrivata la moda del silicone e del botulino, ecco qui la prova che ci si sbaglia.

Il piacere inaspettato dei nostri concittadini di rimediare a qualche imperfezione e di porre qualche piccolo ritocco ce lo ha raccontato il Dottor Gianni Faggiano, durante la nostra chiacchierata tenutasi nell’ospedale “A.Perrino “ di Brindisi.

Quali sono gli interventi che le capita di effettuare più spesso a Brindisi?

Sicuramente tra uomini e donne a Brindisi sono le signore le più desiderose di sottoporsi alla chirurgia estetica, in particolare per quanto riguarda la mastoplastica additiva (aumento del seno), la rinoplastica e la liposuzione.

Al contrario i pochi uomini che si affidano alle mie mani tendono a ricorrere ad interventi perlopiù facciali e anti-invecchiamento.

Si è mai trovato di fronte a pazienti che effettivamente non necessitavano di un intervento?

Si, mi è capitato e a volte io e alcune pazienti siamo scesi a compromessi per quanto riguarda la taglia del seno: infatti il chirurgo deve rispettare le proporzioni corporee di chi deve essere operato. Io, personalmente, per citare un esempio, non potrei mai applicare una grande protesi su un fisico esile.

Inoltre in generale è fondamentale guidare e consigliare una persona nelle sue scelte.

È anche successo che io mi sia rifiutato di operare nel momento in cui alcune richieste non potevano essere soddisfatte, come ad esempio eccessive liposuzioni in zone del corpo limitate.
Questo fa parte dell’etica professionale.

Economicamente il prezzo dell’intervento è rapportato alla difficoltà?

Il rapporto più che tra prezzo e difficoltà, è impiantato tra la qualità e l’aspetto economico: ad esempio per quanto riguarda la mastoplastica additiva esistono protesi non molto costose ma di qualità scadente, che io, come molti altri chirurghi, non applico per assicurarmi la buona riuscita dell’intervento e la salute assicurata della paziente.

In generale l’operazione più costosa è il lifting, giacché comporta l’iniezione di particolari sostanze che non comportino tumefazioni e lividi sul volto o sul collo del paziente. Nella maggior parte dei casi devono essere sostanze degradabili, come ad esempio l’acido ialuronico, ma se si utilizzano filler non riassorbibili c’è il rischio di rigetto.

Ci sono concretamente dei pericoli per alcuni interventi estetici?

Per quanto riguarda la pericolosità, sicuramente potrebbero esserci complicazioni in tutti i tipi di interventi, ma sono relative se si ha la garanzia da parte della qualità del medico e delle infrastrutture di un buon lavoro. A quanto ne so io non è mai morto nessuno durante operazioni di questo tipo.

Tra tutti i tipi di operazioni magari il più pericoloso è il lavoro liposuttivo.

Quali sono gli interventi più difficoltosi? E quali i più dolorosi per i pazienti?

Intanto quella di chirurgia estetica è un’operazione come le altre e ci tengo a sottolineare che non sono una “passeggiata” come i media tendono a farci credere. Ogni intervento ha una sua importanza.

Nel caso della liposuzione la nuova soluzione di riutilizzare il grasso estratto, manovra che io non condivido appieno, per rimpolpare altre zone del corpo, richiede una grande mole di lavoro.

Riguardo al dolore, ognuno ha una propria soglia di sopportazione, per cui è una questione soggettiva.

Alcuni interventi, come ad esempio la rinoplastica, sono oggettivamente dolorosi, ma relativamente grazie all’introduzione delle pompe analgesiche, che appunto alleviano enormemente le sofferenze.

Tra quali limiti di età lei può porre i suoi pazienti?

Posso dire che non ho mai operato nessun minorenne: la mia paziente più giovane aveva 19 anni. Ultimamente il ministro ha posto, relativamente ad alcuni interventi, l’età minima come 18 anni, perché giustamente non si deve assolutamente operare se la crescita non è ancora completa.

Al contrario la mia paziente più anziana era una signora di 83 anni che richiedeva alcune iniezioni di botox per rimpolpare le rughe. Alla fine però non l’ho operata, avendo lei stessa abbandonato la cura.

Coloro che ricorrono alla chirurgia estetica secondo lei sono più insicuri o narcisisti?

Direi che sicurezza e narcisismo sono al 50%. Capita che un paziente sia più narcisista e quindi più difficile da soddisfare, in quanto prende come modello idoli di bellezza che non sempre sono riproducibili sul suo volto.

Cosa consiglia ai lettori del nostro giornale?

Innanzi tutto di affidarsi ad una buona struttura ospedaliera.

Posso assicurare che per quanto riguarda la chirurgia plastica l’ospedale di Brindisi offre delle adeguate strutture mediche. Inoltre è una garanzia in più farsi operare da un medico specializzato in chirurgia plastica e non da un medico che ha frequentato corsi a pagamento in materia. È molto importante perché un chirurgo specializzato sa far fronte a specifiche eventualità.
D’altronde vorrei sfatare il mito del chirurgo plastico che viene associato ad una idea di superficialità, quando al contrario viene in soccorso anche di tutti quelli che purtroppo perdono il loro aspetto a causa di tumori o gravi ustioni e altre patologie.
Oltre a soddisfare i vezzi di chi si vuole più bello, nel mio lavoro c’è molto di più.

(Francesca Tammone & Chiara Leone)

 

Cambio pazzo


Celebrità o no la chirurgia ci fa fare follie.

Dopo il boom del “ritocchino”, il desiderio di sistemare qualche piccolo difetto, ora si “cambia” per amore.

Le donne ingrossano il seno, gli uomini si stirano le rughe e qualcuno con gli zigomi vuole tirare su anche l’autostima, ma chi di noi può biasimare il bisogno di un miglioramento? Il discorso cambia però quando i pazienti vogliono fare un total re-styling, senza oltretutto necessitare di modifica alcuna. E già, si cambia per amore. Chi per riconquistare il proprio fidanzato, chi per ostentare l’appoggio della propria band preferita, la decisione comune è quella di passare sotto i ferri.

Questo il caso del tedesco Timo e dalla Cinesina Xiaoqing. Il primo, giovane ragazzo teutonico, per dimostrare la sua totale solidarietà ai “Tokio Hotel”, suo gruppo preferito, si è presentato dal chirurgo con la foto del frontman, Bill Kaulitz, famoso per la sua bellezza androgina. Il risultato? Molto probabilmente un fiasco: poco e niente è rimasto del vecchio Timo, ma altrettanto poco ricorda il cantante tedesco.

Che dire poi delle follie d’amore della 21enne Xiaoqing?

La giovane orientale, per riconquistare il suo ex ragazzo, ha chiesto al medico di trasformarla nell’idolo del suo finito amore: Jessica Alba.

Vani i tentativi di dissuaderla da parte dell’attrice americana e del chirurgo che di tutta risposta si è offerto di modificarle gli occhi e il naso, non di stravolgerle il volto.

Fortunatamente lei ha detto che se anche dopo questo pegno d’amore lui l’avrebbe respinta, bè, avrebbe rinunciato.. e meno male!

C’è anche inoltre chi cambia per lavoro. È assurdo tuttavia pensare che a farlo è stata una delle donne più belle del mondo. Si tratta proprio della giovane modella Janina Martig che per salire sulla passerella ha dovuto ricorrere al dolorosissimo intervento dell’allungamento di tre centimetri delle gambe. Nata a Basilea, 24 anni, la ragazza passa da 172 centimetri a 175. Già bellissima, per la moda si è fatta incidere e tirare! Chi bella vuol apparir, un po’ deve soffrir!

Non c’è che dire, pazzi abitanti per un pazzo mondo, chi per amore, chi per lavoro, è disposto a passare anche sopra madre natura.. non è che tra un po’ sarà lei a passare sui nostri cadaveri? (Chiara Leone)


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