Sicurezza stradale: estati di pianto

Ogni giorno in Italia la strada fa 13 vittime

 

Estati macchiate di pianto, di sangue. Estati che cambiano la vita di molti.

É difficile credere come si possa passare da un sorriso estivo pieno di felicità e spensieratezza illuminato da un sole raggiante ad un dolore che di felice non ha davvero niente. Un dolore che si acuisce ancora di più se si pensa che tutto ciò è davvero inutile, che questo sacrificio umano è sicuramente evitabile; perché se non si tiene conto della fatalità e della “sfortuna” in strada, le cause di questo flagello sono per il 99% dei casi l'alcool e la velocità. Cause più che evitabili.

L'ultima vittima pochi giorni fa sulla strada che collega San Pietro Vernotico a Squinzano; Stefano, aveva solo 30 anni. Ci lascia un sorriso che continuerà a vivere nel cuore di tutti. È lui l'ultimo di una lunga serie; ne abbiamo salutati ormai troppi. E ancora non si riesce a mettere a ciò la parola fine.



É difficile credere come si possa passare da un sorriso estivo pieno di felicità e spensieratezza illuminato da un sole raggiante ad un dolore che di felice non ha davvero niente. Un dolore che si acuisce ancora di più se si pensa che tutto ciò è davvero inutile, che questo sacrificio umano è sicuramente evitabile; perché se non si tiene conto della fatalità e della “sfortuna” in strada, le cause di questo flagello sono per il 99% dei casi l'alcool e la velocità. Cause più che evitabili.
L'ultima vittima pochi giorni fa sulla strada che collega San Pietro Vernotico a Squinzano; Stefano, aveva solo 30 anni. Ci lascia un sorriso che continuerà a vivere nel cuore di tutti. È lui l'ultimo di una lunga serie; ne abbiamo salutati ormai troppi. E ancora non si riesce a mettere a ciò la parola fine.

“Ogni giorno in Italia si verificano in media 598 incidenti stradali, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849”. Si legge sul rapporto ACI-ISTAT pubblicato nel 2009.
I dati resi noti dalla polizia e dai carabinieri relativi allo stesso anno mostrano una diminuzione del fenomeno superiore al 15% degli incidenti e al 27% delle vittime rispetto al 2008. L’indice di mortalità risulta più elevato in corrispondenza del mese di agosto (2,7 morti ogni 100 incidenti), probabilmente a causa del maggior tasso di utilizzo dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione sulle autostrade. Sono maggiormente le estati a porsi come scenario di questo panorama. Estati che si trasformano in calvari.
Il 69,8% dei morti e il 69,2% dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti, i passeggeri trasportati rappresentano il 16,5% dei morti e il 24,1% dei feriti mentre i pedoni risultano essere il 6,6% dei feriti e ben il 13,7% dei morti.

L'incredibile di tali dati è proprio questo, il fatto che vengano coinvolte terze persone e che ne rimangano vittime a causa di una “distrazione” altrui, di un bicchiere di troppo e di una velocità troppo elevata.
Al riguardo, è stata costituita l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus che sul suo sito web ha lanciato un disperato appello: “Ogni anno scompare un paese di 7000 persone”. Qualcosa di inimmaginabile. “300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata” si legge. L'associazione inoltre denuncia una giustizia italiana lenta ed approssimativa nell'individuazione dei responsabili e nella punizione di questi; cosa che ci distingue dagli altri paesi europei, come al solito. Però una cosa che ci caratterizza positivamente c'è: infatti l’Unione Europea nel Libro Bianco del 13 settembre 2001 prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010; l’Italia ha raggiunto quota –33,0% nel 2008, mentre la diminuzione media della mortalità nello stesso anno nei Paesi dell’UE, rispetto al 2000, è pari al 31,2%.

Il bilancio dell'attività svolta nel 2009 dal compartimento per la Puglia della Polizia stradale fa presagire che anche la nostra regione ha fatto dei passi avanti in tale contesto. Nel 2009, infatti, sono diminuiti del 20% gli incidenti mortali e del 15% le persone decedute. In calo del 10% anche gli incidenti stradali con feriti. L'attività svolta lungo le strade ha portato al controllo di 125.387 veicoli; contestate 104.494 infrazioni al Codice della strada, ritirate 2.144 patenti di guida e 3.668 carte di circolazione, con la decurtazione di 189.601 punti patente.
La Polstrada ha voluto dare maggior peso alla prevenzione delle 'stragi del sabato sera', che ogni anno ci portano via più di 500 giovani; sono aumentati infatti del 40% i controlli.

Ci si chiede il perché, il motivo di tanto sacrificio. Ci si chiede come quei 30 km orari in più possano fare la differenza, come possano essere messi a confronto con una vita umana. Ci si chiede cosa ci sia di eccitante nel guidare con “riflessi nettamente compromessi, con un coordinamento di movimenti disturbato, con una percezione molto ridotta”. Ci si chiede perché è necessario piangere su un feretro perché poi ci si ricordi di quanto sia rischioso “giocare” in questo modo.

Perché infondo il problema non è di chi corre in strada, è di chi rimane. Sorrisi spezzati; sogni sviliti. Non è la velocità che darà brio alle nostre vite. Sarà la cognizione della nostra libertà responsabile a dargli un senso. Si debella una generazione così. Una generazione che sarà ricordata come quella della poca, pochissima responsabilità. Questi sono gli unici errori ai quali non si può rimediare. (Graziana Ingrosso)