Un nostro amico, Simone, ha gentilmente accettato
di raccontare le proprie esperienze all’estero,
in vacanze- studio. Simone ha 17 anni e frequenta
il liceo scientifico.
Ciao Simone, sei appena tornato da una
vacanza- studio. Dove sei stato?
A Portsmouth, in Inghilterra.
Per quanto tempo?
Dal 30 giugno al 14 luglio.
Raccontaci un po’ del tuo soggiorno.
Dunque, da dove iniziare? Eravamo circa
140 ragazzi provenienti da tutta Italia e abbiamo
soggiornato presso il James Hall, un college
dell’Università di Portsmouth.
Ogni mattina, tranne il sabato e la domenica,
dovevamo recarci presso l’Università
di Portsmouth per prendere lezioni di inglese.
Il primo giorno è stato utilizzato per
suddividerci nelle diverse classi, in base alla
difficoltà del corso. La mensa era presso
un’altra struttura (per fortuna non troppo
lontana) e, anche se i pasti non possono essere
paragonati alla nostra cucina mediterranea,
non erano niente male. E poi, bisogna anche
sapersi un po’ adattare!
Come organizzavate il tempo libero?
C’era la possibilità di svolgere
delle attività sportive oppure di fare
delle gite nei dintorni. Personalmente ho visitato
Londra, Stonehenge, Salysbury, Brighton, Lyndhurst,
Bournemouth, Hayling Island, e Winchester, dove
c'è la tavola rotonda.
Pensi
di essere migliorato nella lingua?
Sicuramente
ho migliorato la mia pronuncia e ho acquisito
molti vocaboli ma, in generale, ritengo che
due settimane siano troppo poche per ottenere
dei risultati rilevanti.
È
la prima volta che hai vissuto questo tipo di
esperienza?
No.
Questa è la terza volta! Precedentemente
sono stato a Southampton e poi a Plymouth. Diciamo
che è un’esperienza che vale la
pena ripetere!

Anche io, per quanto meno esperta del nostro
amico, ho vissuto un’esperienza simile,
con la differenza che sono stata ospitata presso
una famiglia del posto e non in college. Lo
scorso aprile ho passato una settimana in Francia,
precisamente in Costa Azzurra, e sono stata
ospitata, insieme ad altre tre mie amiche, da
una coppia francese che era per noi una vera
e propria famiglia. L’organizzazione generale
non è molto diversa da quella che ci
ha descritto Simone: la mattina andavamo a scuola,
ogni giorno tranne il fine settimana e, dopo
il pranzo a sacco (gentilmente preparato dalla
famiglia ospitante), andavamo a visitare le
città vicine a Cannes (dove si trovava
la scuola). Siamo stati a Grasse, ad Antibes,
a Nizza, a S. Tropez e altre ancora. Finivamo
le visite intorno alle 7 di sera e non rimaneva
molto tempo libero per noi, anche perché
le famiglie erano responsabili dei nostri spostamenti.
Quindi non eravamo liberi di uscire in maniera
indipendente. C’è da dire che sono
state organizzate due uscite la sera, una al
bowling e l’altra a Cannes stessa. Il
sabato, comunque, dal momento che non si andava
a scuola, è stato lasciato libero per
lo shopping. Nonostante non ci fosse la possibilità
di uscire a proprio piacimento, abbiamo avuto
l’opportunità di vivere in famiglia
con situazioni quotidiane e quindi, di sperimentare
le nostre capacità nella lingua. Personalmente,
è stata un’esperienza bellissima,
che mi piacerebbe moltissimo ripetere e che
mi ha fatto crescere sia dal punto di vista
di competenze, che dal punto di vista personale.
Queste
le parole di un giovane che ha già apprezzato
più volte le gioie di questo genere di
vacanza, insieme alla mia stessa testimonianza.
Quale migliore occasione, allora, per riunire
le diversità del nostro continente sotto
un unico obiettivo? A partire dai più
giovani della nostra società, potremo
marciare a passo sicuro verso l’unità,
non solo politica, ma anche morale del vecchio
continente.
(Sara Libardo)