Gli editoriali di Salvatore Valentino

Il giovedì nero del centro sinistra brindisino

Lavorare per la città e i suoi cittadini

 

Dopo mesi di contatti semisegreti, di trattative lunghe e laboriose e di veti incrociati il centro-sinistra ha finalmente trovato la quadra per perdere le elezioni.

Consapevole che l’unione fa la forza ha coerentemente deciso di spaccarsi in 3 tronconi ognuno dei quali punta a superare gli altri due ed arrivare al ballottaggio cui seguirà una ennesima onorevole sconfitta. Per sperare di poter vincere il centro-sinistra locale avrebbe dovuto realizzare la difficile impresa di far convergere i tre partiti del “patto di Vasto” (PD, IDV e SEL), l’UDC e le liste civiche a lei vicine in un'unica grande coalizione. In realtà i giochi sono stati pesantemente influenzati dall’atteggiamento irremovibile dell’UDC, unico vero protagonista di questi mesi, che ha imposto agli altri partiti i suoi intransigenti “niet” con particolare riferimento al diritto di veto su liste e candidati e sulle primarie di coalizione.

Così si è rinunciato a priori anche al semplice dialogo con “Brindisi Bene Comune” che rappresenta una delle poche fresche novità nel panorama politico locale giudicata però dall’UDC troppo “estremista”. Anche il movimento politico di Giovanni Brigante non era, per i teoreti del “laboratorio” sufficientemente rappresentativo della richiesta di rinnovamento che proveniva dalla società civile. IDV e SEL prima hanno chiesto tempo per pensare poi si sono defilate lasciando di fatto il PD solo, in condizioni di palese subalternità e snaturandone profondamente l’anima progressista. L’unico piccolo barlume di speranza è che i quattro mesi che ancora mancano alle elezioni portino ad un sussulto di ragionevolezza facendo raggiungere un punto di compromesso accettabile per tutti. Se il comandante della Costa Concordia fosse stato più razionale e riflessivo avrebbe evitato di andare a sbattere sugli scogli con tutto il disastro che ne è conseguito. Anche il centro-sinistra brindisino si avvicina pericolosamente al Giglio ma l’impatto deve ancora avvenire. Il nostro accorato appello è quello di avviare da subito un nuovo tavolo di trattative tra le sue diverse anime trovando un onorevole equilibrio che soddisfi tutti dimostrando di voler lavorare davvero nell’interesse della città e non, come qualcuno potrebbe pensare, nell’interesse delle lobby energetiche o di oscuri comitati d’affari.(Salvatore Valentino)

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