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Ambiente & salute

 


 

Clownterapia: curare la persona, non la malattia


“Il riso fa buon sangue”, dice un vecchio proverbio: oggi la scienza ne ha sostanziato la veridicità. Lo scoppio di una risata è un vero scossone psico-muscolare-neuro-immunoscompisciante, un potentissimo “starnuto mentale” in cui si possono mettere in moto i misteriosi canali dell'autoguarigione: complessi meccanismi di comunicazione diretta tra il sistema immunitario ed il sistema nervoso che, rafforzando le nostre naturali difese, sono in grado di condurci alla salute. È proprio questo che fa la clown terapia! Quando una persona incomincia a ridere, inconsciamente mette in moto un meccanismo complesso che coinvolge e mette in comunicazione la sua sfera bio-antropologica, la sfera delle emozioni, quella intellettiva, la sfera corporea, quella spirituale, quella energetica, quella della comunicazione verso l'esterno. E' difficile rintracciare altre azioni altrettanto complete e complesse: si tratta di un irrinunciabile atteggiamento umano.


Spesso l'umorismo, il comico, hanno uno spessore contenutistico inesistente: il divertimento, lo scherzo, il gioco possono nascere e morire nello spazio di un attimo, senza apparentemente lasciare traccia. Eppure è altrettanto vero che le sue tracce restano in profondità, poiché esso è bisogno imprescindibile e primario, avendo l'essere umano una componente innata di inclinazione al sorriso e alla risata. Sono quattro gli effetti dell'endorfina, un neurotrasmettitore, scatenata dalla risata: calmante, paragonabile al rilassamento yoga, antidolorifico, di benessere ed euforizzante.

L'ultima e più importante di queste azioni, la si riscontra a livello del sistema immunitario, che dalla risata e dalle mutazioni biochimiche collegate, riceve una specie di sferzata vitalistica. Ecco perché diciamo che nel nostro insieme mente-corpo possiamo trovare gli strumenti per stare bene, per rafforzare, cioè, quella capacità di autoguarigione che possediamo. Purtroppo abbiamo perso la naturale propensione a riconoscere moltissimi dei comportamenti e delle situazioni che potrebbero farci star meglio e, nella convinzione che tutto vada cospirando contro il nostro benessere, incontriamo e riproponiamo spesso soltanto situazioni negative. Una grassa risata, suffragata da pensieri positivi, di fiducia e speranza, migliora l'equilibrio tra simpatico e parasimpatico; provoca la distensione della muscolatura volontaria ed involontaria, ferma lo stato d'ansia; rallenta il battito cardiaco e ri-ossigena completamente l'organismo; sveglia la mente e le emozioni, fino a che la persona è in grado di ritrovare la voglia di vivere. Si tratta, alla fine, di abituare i nostri neuroni a scambiarsi sostanze diverse dalle solite, ma a rendere lentamente le membrane più permeabili e reattive alle nuove sostanze antidolorifiche ed euforizzanti, appunto, le endorfine. Piccoli cambiamenti costanti hanno maggiore probabilità di produrre conseguenze durevoli di quante ne abbia la comparsa improvvisa di un nuovo Io: è l'azione continua che produce una nuova serie di registrazioni emotive e di sinapsi; così si può tornare a sorridere alla vita. Elemento essenziale del cambiamento è l'energia, una nuova fonte energetica, che possiamo trovare dentro e fuori di noi. I primi “clown dottori” o clown terapeuti appaiono negli anni’80 a New York. Nei primi anni ’90 la clownterapia sbarca in Europa ed in particolare in Olanda, Svezia, Germania ed Italia: primi ad accoglierla, però, sono gli ospedali francesi e svizzeri. Uno dei padri della terapia del sorriso è Patch Hunter Adams, il quale è un clown e insieme un medico, è un abile teorizzatore ed attivista della nuova frontiera della medicina, che oggi viene sintetizzata in uno slogan: “Curare la persona, non la malattia”. (Luana Fedele ID & Francesco Calabretti IE)


Tra le novità in fatto di umanizzazione degli interventi di medicina ospedaliera il nostro territorio può vantare
una appassionata equipe di clown terapeuti attiva nell'ospedale "A. Perrino" di Brindisi. Abbiamo intervistato
una delle figure più amate dai bambini del reparto pediatrico, la dottoressa Stellina, al secolo Cristina Zongoli

Che cos'è la clownterapia? La "Terapia del Sorriso" o clown terapia è diventata famosa in tutto il mondo con il film "Patch Adams" interpretato dall’attore Robin Williams, che racconta la storia di un medico americano (Hunter "Patch" Adams) che ha creduto moltissimo in una sua intuizione e ha fatto di tutto per concretizzarla. La clown terapia o gelotologia o comicoterapia è lo studio sistematico del ridere in relazione alle sue potenzialità terapeutiche. Questa neonata disciplina, il cui nome non si trova nei dizionari di italiano, ma che negli USA comincia a circolare, è un ponte tra la biologia, la psicologia, l'antropologia, la medicina poiché il sorriso e la risata resta inafferrabile se studiato in una sola di queste prospettive.

In che modo il buonumore influisce sui pazienti più piccoli? La comicità del clown terapeuta è compresa più dai bambini che dagli adulti: il nostro messaggio immediato è quello di un piccolo che si rivolge ai piccoli, non per farli ridere ma per dimostrar loro che pur essendo piccoli, c’è qualcuno di ancora più piccolo. Sulla base dei pochi dati sperimentali finora disponibili, la clownerie come altri interventi che si basano su attività ludiche, ha effetti terapeutici simili a quelli di un ansiolitico e permette di affrontare interventi con minore ansia e paura e, di conseguenza, lenisce in parte le sofferenze e rende più semplice anche il compito del medico. Là dove non arriva il medico…arriva il clown! La clown terapia apporta benefici sia a livello fisico che psicologico: i clown con i camici “decorati” con figure varie, palline, coccinelle e stelline, farfalle e fiori, con enormi stetoscopi o siringhe appesi al collo, insieme a palloncini e “assistenti aggiunti in prova” (pupazzetti coloratissimi e marionette) portano una ventata di gioia e risate inarrestabili non solo per i pazienti in età pediatrica, ma anche per i genitori.


Come hai scelto il tuo nome da Clown? Il nome da clown (dott.ssa Stellina) mi è stato dato da una bimba: all'epoca, 6 anni fa, ero impegnata in un intervento di animazione in strada vestita da clown e una bimba guardandomi il vestito, i capelli biondi fermati in due grossi codini con i pon pon colorati, fissa fissa negli occhi mi disse che assomigliavo a Stella (un personaggio delle fatine Winx) ma che non ero "proprio proprio uguale", perchè ero più piccola...come una Stellina piccolina...da quel giorno il mio nome è stato Stellina. Per quanto riguarda i nomi degli altri miei colleghi hanno una storia tutta loro: dott. Birimbao ha preso il suo nome dal Birimbao o Berimabu Brasiliano, uno strumento a corda composto da una corda tesa tra le due estremità di un ramo, pizzicata, percossa o sfregata con crini. La dott.ssa Coccinella deve il suo nome al suo volto dolce, simile a quello di una coccinella da cartone animato. Il dott. Brontolo invece ha ereditato il suo nome dai dinosauri, il T Rex o Brontosauro, non solo perchè brontola sempre, ma soprattutto perchè è un archeo-clown....ossia si occupa dei laboratori di archeologia in Pediatria e in particolar modo dei dinosauri, sua passione.

Per proporre questa terapia occorre formarsi? Assolutamente si e con grande professionalita'. La clown terapia non è animazione di corsia: in molte zone di Italia è un servizio portato avanti dalle associazioni di volontariato poche ore alla settimana, senza seguire alcun protocollo o format da parte dei medici. Il clown terapeuta è una figura complementare alle attività mediche e che coniuga nella sua azione “l’arte e la scienza”. Affianca lo staff medico nella relazione con i pazienti degenti nei presidi ospedalieri, nelle case di cura pubbliche e private, nonché con i relativi familiari in visita. Per questo a Brindisi è nata la S.I.CLO.T. Scuola Internazionale Clown Terapia - Corso Clown Socio Sanitario (CSS), della durata di 6 mesi (328 ore di cui 111 di tirocini e 17 ore di stage full immersion) ideata e progettata dal Dott. Fulvio MORAMARCO (Direttore U.O. Pediatria P.O. "A. Perrino di Brindisi" e Direttore della stessa S.I.CLO.T.), dalla nostra società cooperativa Naukleros a.r.l. di Brindisi in partnership con l'ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo), Presidente Prof. Alessandro DISTANTE e in collaborazione con la dr.ssa Prassede MARTINA, Responsabile Ufficio Formazione ASL BR. Il nostro progetto Clown in Corsia è attivo dal 2007 presso l'U.O. Di Pediatria P.O. “A. Perrino” di Brindisi. (Luana Fedele ID & Francesco Calabretti IE)

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Brindisi, dal mattone selvaggio ad una nuova coscienza del verde

Una Green city di cui andare fieri


Brindisi è stata un città che per tanti, troppi anni, non ha certo brillato per la cura e lo sviluppo del verde ed anzi ancora grida vendetta la scelta scellerata compiuta una cinquantina di anni addietro dai nostri amministratori dell’epoca di radere al suolo il Parco della Rimembranza, posto nel centro della città, all’interno, addirittura delle mura segnata dagli antichi bastioni, per consentire la costruzione del Palazzo delle Finanze ed altri edifici pubblici.

Negli anni novanta, venuta meno la smania di modernismo che portò a quella scelta oltre che ad altre non meno perniciose per il nostro patrimonio non solo naturalistico ma anche archeologico e monumentale (basterebbe elencare lo scempio della demolizione dell’antico teatro Verdi in piazza Cairoli per fare posto a dei palazzoni, la costruzione del nuovo teatro sulle rovine di una insula romana.


E continuando, l’abbattimento dell’antico palazzo del Banco di Napoli in piazza Vittoria per la costruzione dell’attuale obbrobrio e la demolizione dell’antico quartiere marinaro delle sciabiche e la cementificazione del rione Casale), ci si è concentrati sul come porre rimedio a questo stato di cose anche perché Brindisi era rimasto l’unico comune pugliese, e forse anche italiano, a non avere non solo un parco pubblico ma, nemmeno, una villa comunale.

Il primo tassello in controtendenza è stato il Parco “Di Giulio”, al rione Commenda già inaugurato e reso fruibile alla cittadinanza. Il “Cesare Braico” versa, invece, in condizioni che definire disastrose è un complimento; la punta di diamante, che potrà dare davvero lustro alla città, è sicuramente il grande Parco del Cillarese che, seppure esistente già da anni, solo ora è interessato da lavori che lo renderanno realmente fruibile per i brindisini. Si tratta di quasi duecento ettari, cioè due milioni di metri quadrati di boschi di conifere,eucalipti ed essenze mediterranee che saranno la felicità degli amanti del verde e delle passeggiate immersi nella natura. Il tutto nell’oasi naturalistica del Cillarese, un invaso creato artificialmente per utilizzare l’acqua raccolta per usi industriali oltre trent’anni fa lì dove scorre il fiume Cillareyes, conosciuto più semplicemente da generazioni di brindisini come il “canalicchio”, quando l’amministrazione comunale decise uno sviluppo della zona con l’integrazione tra industria e ambiente. In trent’anni più la natura che l’uomo hanno provveduto a trasformare questa sorta di lago artificiale in un vero e proprio paradiso. Il progetto in fase di ultimazione prevede la costruzione di edifici per servizi sanitari e bar, un parcheggio, un parco giochi, un labirinto, l’ampliamento della rete pedonale, l’edificazione di un muretto in pietra, la piantumazione di specie arboree adeguate all’ambiente, un percorso naturalistico nella vasta area boschiva e con al centro una piattaforma per attività ricreative e un’area belvedere con vista sul lago artificiale. Molti lavori, come il canale di irrigazione e i taglietti artificiali, sono già stati realizzati, gli altri sono in corso di svolgimento. La riserva naturale del Cillarese ospita anche una gran quantità di animali, specialmente volatili, alcuni dei quali divenuti una presenza fissa, altri periodica, in quanto giungono durante le fasi di nidificazione e svernamento, come diverse specie di uccelli quali l’airone cenerino, lo svasso, il tuffetto, la folaga, il mestolone, la cicogna e l’airone bianco maggiore e tanti altri.Nel lago artificiale e nei vari laghetti realizzati al fianco del “canalicchio” vi sono acclimatate carpe, crostacei d’acqua dolce e finanche tartarughe acquatiche di origine non solo locale ma anche nordamericana che liberate in questo contesto, si sono facilmente acclimatate. Insomma, la Brindisi del futuro, una volta realizzati questi interventi, potrebbe diventare una vera e propria Green City di cui poter andare fieri.
(Paola Caiulo - Laura Allamprese IIIE)

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"Quando tutto tace, la natura prende il sopravvento"


E' l'immensa forza della natura, infinita, eterna, imprevedibile, sovrana che tutto crea e violentemente abbatte in pochi istanti. Molti sono i misteri che, inesorabilmente, ci rendono protagonisti del tutto e del niente. Le forze cosmiche sono forze silenziose ma tenaci e ribelli, a tal punto da divorare l'attimo rendendoci schiavi di un fato, complice di Madre Natura. Essa ci afferra nel vortice della sua danza e ci trascina finché stanchi non ci sciogliamo nelle sue braccia. La sua devastante energia distruttrice è visibile a tutti,l'imponderabile forza e la sua prorompente vitalità ci avvolge in situazioni spesso poco piacevoli. Forse la città di Calvino, "Leonia" rispecchia la società dei rifiuti, ovvero la nostra. Siamo circondati. Troviamo rifiuti ormai dappertutto, per le vie della città e lungo le strade, le ferrovie, nelle aree industriale, perfino sulle spiagge, nei boschi e nei prati.


Allora di cosa possiamo lamentarci se siamo i primi a inquinare la natura? Lei, istintivamente, poi reagisce alle nostre cattive provocazioni. Forse per un mondo più pulito, ci vorrebbero persone più pulite. A volte lo sporco è come un neo. Te lo ritrovi lì dalla nascita. Ma anche i nei possono andare via. (Giuseppe Conte ID)

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Il “Marzolla” scopre la ricerca

I liceali a una conferenza sulle patologie genetiche e le loro possibili cure


BRINDISI- C’è chi non crede nei miracoli, ma crede nella scienza. E poi, c’è la scienza che, a volte, fa miracoli. A raccontarlo, film come “Misure straordinarie”, proiettato davanti alla platea degli studenti del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi durante l’assemblea di istituto del 18 febbraio presso il Cinema-Teatro “Impero”.

Sullo schermo, la reale storia di John Crowley, padre di due bambini affetti dal morbo di Pompe, una grave patologia genetica che, compromettendo fortemente l’uso dei muscoli e procurando crisi respiratorie, fino a qualche anno fa non garantiva una sopravvivenza superiore ai 9 anni. Saranno la sua determinazione e il suo impegno costante a spingerlo a raccogliere i fondi per finanziare le ricerche innovative di un geniale medico e, infine, a convincere una grande azienda a produrre un farmaco che salverà molte vite.


Ma se una toccante storia familiare ha aiutato gli studenti a comprendere le reali condizioni dei malati di patologie praticamente incurabili, sicuramente l’intervento subito seguente al film della dottoressa Tina Cafiero, ex studentessa brindisina e ricercatrice dell’Università Cattolica di Roma, ha insegnato loro moltissimo sulla genetica e sulle procedure mediche sperimentali. L’origine della stragrande maggioranza di queste malattie, infatti, si trova nel DNA, la cui struttura fu scoperta soltanto nel 1953, e riguardo al quale la scienza tuttora compie ogni giorno enormi progressi. Tuttavia, a tal scopo sono necessari macchinari adeguati e il lavoro di validi ricercatori, e, di conseguenza, grandi cifre di denaro. Raccoglierle è la sfida di fondazioni come Telethon, rappresentata durante l’assemblea da Franco Cappelli, referente dell’associazione per le province di Brindisi e Taranto. Nata ben 22 anni fa, l’associazione ha raggiunto traguardi notevoli e successi, che tuttavia ancora non bastano a garantire la guarigione o almeno la vita a moltissime persone. Commoventi sono state le sue parole ai liceali, a cui ha detto: "Dovremmo vivere in un mondo più attento e più sensibile a determinate tematiche". Da parte loro, i ragazzi hanno salutato lui e la dottoressa Cafiero con un grande applauso e due piccoli omaggi, oltre che con l’intervento di Giovanni de Mola, presidente dell’Interact, “costola” del Rotary Club per ragazzi dai 14 ai 18 anni. E’ proprio quest’ultimo ad aver coordinato la conferenza, che, si spera, abbia sensibilizzato gli studenti e li abbia invogliati a perseguire grandi obiettivi come quelli della ricerca. (Francesca Tammone IIIA)

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Sos rifiuti

Il "Marzolla" differenzia


BRINDISI- Nell'ultimo ventennio la nostra città è afflitta da numerosi problemi di origine ambientale: inquinamento, sprechi d'energia, discariche abusive di immondizia.

Le campagne di Brindisi e provincia abbondano di sacchetti di plastica pieni di rifiuti a discapito della natura e della nostra stessa salute. Importante è il progetto realizzato dagli studenti del Liceo classico "B. Marzolla": educazione al riciclaggio. Ogni aula dell'Istituto è munita di tre pattumiere differenti, destinati alla divisione dei rifiuti in base ai materiali: carta, plastica ed indifferenziati. Malgrado le difficoltà iniziali, gli studenti, aiutati dagli insegnanti di scienze, si stanno impegnando affinché questo possa rivelarsi un piccolo passo verso un mondo più pulito. E' fondamentale che tutti i cittadini differenzino i rifiuti poiché, in tal modo, si ridurrebbero gli sprechi.


Perché questo accada, è necessario che non solo i giovani ma anche gli adulti siano informati circa l'importanza del differenziare un materiale da un altro. Dal riciclaggio della plastica pulita è possibile ricavare maglioncini in pile, sedie, tavolini, utensili colorati ma, soprattutto, altra plastica senza dover ricorrere a sprechi inutili di petrolio ed a processi chimici. Riciclare migliora il nostro modo di vivere! (Luana Fedele ID)

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The uniform project: 1 dress 365 day

Ambiente e solidarietà


Dell'inquinamento e del consumismo, ormai, si parla ed anche tanto. Problemi, soluzioni, consigli, motivazioni e proposte sono, indubbiamente, molte. Una ragazza americana, Sheena Matheiken, ha trovato una buona soluzione, molto originale. Un unico vestito (o meglio, sette uguali), un semplicissimo tubino nero aperto da un lato che Sheena ha utilizzato per un anno intero, abbinandolo a tanti accessori vintage rigorosamente fatti a mano, senza acquistare nulla.

Infatti le industrie tessili sono ai primi posti nella emissione di anidride carbonica. Nato solo come protesta contro il consumismo, quando il progetto ha ottenuto una certa fama si è legato alla fondazione Akanksha, un movimento che sostiene e promuove l’educazione infantile in India. L' "uniforme" ha assunto, quindi, un altro significato: quella che i bambini, in India (e non solo) indossano a scuola.


Sheena coinvolge sempre più sostenitori, invitandoli a inviarle accessori e fondi. Con questi, alla fine dei 365 giorni, Sheena è riuscita a sostenere l’educazione di quasi 290 bambini degli slum indiani. Il progetto continua e Sheena passa il testimone a chiunque voglia possedere l'uniform proseguendolo. Per ora non resta che sperare che accada e, magari, donare.! (Maria Sofia Barile IVB)

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Il “Progetto Arianna” al Marzolla

Gli studenti al primo incontro di educazione alla Salute: l’informazione è fondamentale


BRINDISI- Il 14 febbraio, si è tenuto presso il Liceo Classico B. Marzolla un’incontro riguardante la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. A parteciparvi sono stati gli alunni delle seconde e terze liceali che hanno ascoltato con attenzione lo specialista del settore, dott. Angelo di Maggio.

Il “Progetto Arianna”, promosso dal Rotary Club di Brindisi - le cui finalità sociali sono state ampiamente rappresentate dal dott. Alfonso Ambrosone - e fortemente sostenuto dal dirigente scolastico prof. Antonio Tamburrano, ha come scopo la corretta informazione degli studenti sulle tematiche inerenti la sessualità, la prevenzione, le malattie e i metodi contraccettivi, spesso poco conosciuti. La cattiva informazione, infatti, spiega il dott. Di Maggio, è alla base delle malattie e delle infezioni.


Oggi, il rischio di contrarre MST (Malattie Sessualmente Trasmissibili) è davvero alto; a causa anche della grande mobilità sociale, si sono ripresentate, nei paesi industrializzati, malattie che si erano ormai debellate anni fa.

Il rischio maggiore lo corrono le donne ma non dobbiamo dimenticare che queste malattie colpiscono gravemente anche il genere maschile. L’attenzione è fondamentale, le malattie sessualmente trasmissibili non si contraggono solo per contatto, anche una cattiva igiene può essere determinante. Alla base di tutto, dunque, deve esserci una buona prevenzione, che non consiste solo nell’avere rapporti protetti, ma soprattutto nel sottoporsi a visite specialistiche e screening.

Lo specialista, nel contempo, tranquillizza i ragazzi: “Le MST sono tante, ultimamente si è spesso parlato dell’ HPV, ma le informazioni che sono passate sono in parte sbagliate. Avere l’HPV non vuol dire avere il tumore. Il 70% della popolazione incontra nella sua vita questa malattia. Ne esistono 200 tipi e solo 16 sono a rischio tumore. Ogni minima infezione va comunque curata, perché potrebbe portare a conseguenze gravi”.

Il “Progetto Arianna” però non si conclude qui, quello del 14 febbraio è stato solo un primo passo di un lungo percorso che il Liceo Classico Marzolla si è impegnato a compiere per educare i ragazzi. (Marika Del Zotti IIID)

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Una sbirciatina sulla nostra tavola

Curiosità e proprietà di alcuni alimenti

 

Chili di troppo, stress, influenze, irritabilità non hanno nulla in comune…a parte il cibo! L’alimentazione è lo specchio della nostra salute interiore ed esteriore. Seguire una corretta dieta, darsi delle regole, evitare gli eccessi senza troppe rinunce scegliendo correttamente gli alimenti, costituisce una serie di strategie per sentirsi bene e in forma, belli e felici.

Pelle, capelli e fisico rappresentano il risultato della nutrizione. Per questo motivo è opportuno capire l'importanza di una maggiore conoscenza del legame che intercorre tra cosa mangiamo e il nostro modo di essere, di rapportarci con gli altri e il nostro aspetto estetico. Spesso per mantenere una pelle bella si pensa sia sufficiente applicare creme e lozioni, o ricorrere a trattamenti costosi presso estetiste o dermatologi, quando basta scoprire delle buone abitudini che possono migliorare la salute della nostra pelle, accuratamente idratata e curata. Da una dieta ben equilibrata possiamo ottenere abbastanza nutrienti affinché tutto funzioni al meglio. Tuttavia, oggi è sempre più difficile a causa della fretta o della disinformazione; spesso dai pasti principali mancano vitamine, minerali a vantaggio di conservanti e fritti vari.

Quali sono gli alimenti che aiutano a mantenere in salute la pelle, i capelli e in generale a mantenere uno stato di salute del nostro corpo?

Le carote
- Questi ortaggi sono un ottimo alimento per la pelle, ma anche per i capelli, perché fonte di beta-carotene. Il corpo trasforma il beta-carotene in vitamina A affinché possa essere assorbita al meglio e utilizzata a beneficio della salute dell'organismo. Le carote sono anche una buona fonte di vitamina C.

Le patate dolci - Contengono beta-carotene, vitamina C ed E. I cibi che contengono quantità elevate di vitamina C e vitamina E sono molto efficaci come antiossidanti per la protezione della pelle.

Spinaci, broccoli, bietola - Parliamo di verdure a foglia scura, ottima fonte di vitamine A e C, di cui il corpo ha bisogno per la produzione di sebo, la sostanza oleosa, secreto dai follicoli piliferi. Le verdure a foglia verde scuro forniscono anche ferro e calcio.

Alcuni cibi aiutano a combattere anche la depressione, stati di ansia e persino…il pessimismo! Per sentirsi meglio in pochi minuti, si può ricorrere a spuntini a base di carboidrati a rapida digestione. Due o tre biscotti possono innalzare rapidamente il livello di serotonina nel cervello. Valida alternativa è una tazza di the caldo, che apporta una moderata quantità di caffeina.

Il cioccolato - È considerato l’ascensore per il benessere dello spirito. Il segreto di quest’effetto magico risiede nel triptofano, essenziale per la produzione di vitamina B e precursore della serotonina, chiave del benessere.

Il latte - Una tazza calda la sera contribuisce ad un riposo sereno perché agisce sia sulla serotonina sia sulla melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia.

Pesce e frutti di mare - sono i re della “dieta dello studente” grazie alla loro gran quantità di fosforo!

Infine, ma non per importanza, l’acqua - Essenziale per idratazione e funzioni vitali, favorisce anche la sensazione di sazietà: l’ideale sarebbe berne due bicchieri prima dei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena)

Tanti possono essere i significati che si celano dietro i sapori e gli odori. Attraverso la scelta, la preparazione e la consumazione di un piatto si realizza una fitta trama di sensazioni, tradizioni e stati d’animo. Una dieta idonea aiuta a favorire la concentrazione, la capacità di memorizzare ed il controllo emotivo, qualità indispensabili per conseguire ottimi risultati scolastici.
(Sara De Virgilio IIB)

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S.O.S litorale, galleria degli orrori brindisini

Tra acque chiare e acque scure un reportage della litoranea nord di Brindisi

 

BRINDISI - Il Sindaco di Brindisi aveva avvertito, attraverso un comunicato, che la situazione della costa nord del capoluogo si rendeva sempre più preoccupante e che i rimedi, oramai, erano tardivi. Ora, noi aggiungiamo che la falesia pericolante appare uno scherzo se paragonata alla drammatica situazione igienico-ambientale in cui versa il litorale nord di Brindisi.

Se il buongiorno si vede dal mattino, si prospetta come una stagione inclemente l’estate 2011, tra interminabili giornate ventose e nubi non propriamente passeggere. Ma se negli anni passati bastava il sole a restituire ai brindisini amanti del mare il loro litorale in tutta la sua bellezza, di questi tempi ci vorrebbe anche qualche minaccia in meno: non pochi metri di spiaggia sono stati sequestrati, infatti, in nome di preservare i bagnanti dallo smottamento delle falesie. (Francesca Tammone)


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Belle a tutti i costi, ecco i rimedi naturali

Trucchi e consigli della nonna


Il mito della bellezza nei consigli efficaci e salutari delle nostre sagge nonne.

Le donne fanno tutto e vogliono tutto: bellezza, successo, sicurezza. Traducibile in una sola parola: autostima. L’aspetto fisico caratterizza l’identificazione di una persona.

Questo è il messaggio che la società sprizza da tutti i pori, stereotipando le generazioni e alienando ciò di cui si può dire realmente bello: la diversità.

Dopo il boom del lifting e del botox che hanno condannato alla schiavitù, senza distinzione, uomini e donne pur di inseguire il mito della bellezza, l’Italia vanta una nuova moda: gli antichi rimedi della nonna.

Si fa sempre più intensa la richiesta di prodotti genuini, con lo scopo di ottenere risultati visibili nell’immediato, senza subire la mano del chirurgo.

Pelle nutrita e idratata, chiome sane e splendenti, occhiaie e borse sotto controllo, unghie belle e forti da oggi si può, basta aprire i cassetti della vostra cucina. Il trucco è saper mescolare gli ingredienti giusti. (Sara De Virgilio)

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Il fumo nuoce gravemente alla salute e fa tanto “bene”.....alle casse dello Stato

Per non “mandare in fumo” la nostra salute...

Da un recente sondaggio, effettuato dalla nostra redazione su un campione di circa 2000 studenti appartenenti a tre scuole superiori della città di Brindisi, emerge come, purtroppo, sempre più numerosi giovani si avvicinano a questa “droga” autorizzata dallo Stato, le cui motivazioni sono: per sentirsi più grandi, imitare gli altri e per “sfogarsi”.

A fumare risultano di più le donne sugli uomini, e i ragazzi di età compresa tra i 13-14 anni. Come è ormai noto, anche se il fumo è gravemente nocivo alla salute (ogni anno muoiono circa 4,9 milioni di persone nel mondo, più di 80.000 in Italia), molti, soprattutto i giovani, tendono a non tenere nella giusta considerazione, i gravi rischi che comporta alla salute.
(Silvia Miceli)

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Speciale Sessualità Giovanile:

Sentimenti, domande, risposte, esigenze
degli adolescenti di oggi


A Noi la parola. Amore: quanti significati racchiusi in sole cinque lettere.

Che viaggi dai genitori ai figli e viceversa, che sia fraterno, che sia diretto al denaro, alla musica, al lavoro, al successo, che sia corrisposto o meno, malato o benefico, che sia rivolto solo a noi stessi, è il sentimento che muove tutto l’universo, condizionando le decisioni di ciascuno di noi, con la sua straordinaria capacità di soppiantare la ragione e il buonsenso. Si nasce già circondati dall’amore di chi ci ha messo al mondo e di chi si impegna a farci crescere, ma non ne siamo mai sazi. Diventando più grandi, si sente sempre di più il bisogno di restituire quelle stesse emozioni magari a uno sport, a un libro, a uno strumento musicale, a una canzone; ma non solo: lo si cerca negli occhi dell’amico che condivide con te i tuoi stessi desideri e le tue medesime preoccupazioni. Andando avanti a piccoli passi del mondo,infatti, si realizza che senz’altro potremmo sopravvivere senza amare ed essere amati, ma non vivere.
(Francesca Tammone)

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