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Nuovo Teatro Verdi di Brindisi - Stagione 2011-2012

Programma eventi


Liceo "Marzolla" Media Team: Marika Del Zotti (3D), Luana Fedele (ID), Carlotta Di Stefano (4B)
Sara De Virgilio (2B), Naomi Greco (3D), Erica Montanaro (2A), Marianna Ballarini (4B)


 

11 novembre 2011 - Compañia de danza Aida Gomez - CARMEN

29 novembre 2011 - Michelle Hunziker - MI SCAPPA DA RIDERE - regia di Giampiero Solari

6 e 7 dicembre 2011 - Paolo Bonacelli - L’UOMO PRUDENTE - di Carlo Goldoni, regia di Franco Però

15 dicembre 2011 - CERTI NOTTI - coreografie di Mauro Bigonzetti, canzoni e poesie di Luciano Ligabue

12 e 13 gennaio 2012 - Vanessa Gravina e Edoardo Siravo - LA BISBETICA DOMATA - di William Shakespear

25 e 26 gennaio 2012 - Massimo Ranieri, Lina Sastri e Gaia Aprea - L’OPERA DA TRE SOLDI - di Bertolt Brecht

2 e 3 febbraio 2012 - Alessandro Preziosi - CYRANO DE BERGERAC - di Edmond Rostand

16 e 17 febbraio 2012 - Arturo Cirillo - L’AVARO - di Molièreregia di Arturo Cirillo

22 e 23 febbraio 2012 - Sandro Lombardi ed Elena Ghiaurov - I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA

29 febbraio e 1 marzo 2012 - I MASNADIERI - di Friedrich Schiller, regia di Gabriele Lavia

7 e 8 marzo 2012 - Compagnia della Rancia - HAPPY DAYSIL NUOVO MUSICAL

14 e 15 marzo 2012 - LES 7 DOIGTS DE LA MAIN PSY - regia, scene e costumi di Shana Carroll

27 e 28 marzo 2012 - Franco Branciaroli - SERVO DI SCENA - di Ronald Harwoodregia di Franco Branciaroli

3 e 4 aprile 2012 - Pino Micol e Giuliana Lojodice - COSÌ È (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello regia di Michele Placido

12 aprile 2012 - Toni e Peppe Servillo - SCONCERTO - musiche di Giorgio Battistelli
Orchestra Fondazione Tito Schipa di Lecce

24 aprile 2012 - Balletto Accademico di Stato di San Pietroburgo - IL LAGO DEI CIGNI
musiche di Caikovskijcoreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov


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Al teatro Verdi grande esibizione di Tony Servillo con "Sconcerto"

...dirigere un'orchestra! Bisognerebbe prima dirigere la testa!”

 

BRINDISI - E' stata un'attesa giustificabile quella degli spettatori brindisini se consideriamo lo spessore dello spettacolo andato in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi il 12 Aprile 2012. Sconcerto, questo il titolo di una maestosa rappresentazione a metà tra musica e teatro, con le parole di Franco Marcoaldi e la regia di Toni Servillo, pluripremiato attore italiano e vincitore di ben tre David di Donatello.

Egli ha interpretato i panni di un direttore d'orchesta, l'Orchestra della Fondazione Tito Schipa di Lecce, dai tratti eccessivamente critici e logorroici dovuti alla spasmodica volontà di quest'ultimo a mettere in ordine i pensieri nella propria testa; a sottolineare tale volontà è la frase d'apertura dello spettacolo “Orchestra, orchestra... Dirigere un'orchestra! Bisognerebbe prima dirigere la testa!”

Un testa che metaforicamente indica la nostra società, dilaniata da eccessive riflessioni, che consentono agli uomini di filosofare senza affrontare la realtà, senza concretizzare i pensieri in decisioni. Una testa al cui interno risuonano gli impetuosi cori dell'economia, narrati dall'attore con un ritmo incalzante e ascendente che ha permesso all'uditorio di coglierne il lati più subdoli e profondi,tale operato è stato possibile anche grazie agli orchestrali che accompagnavano le parole dell'attore modificandone la melodia alla base dei mutamenti di tono di quest'ultimo. Il culmine dello spessore è stato però raggiunto nel momento in cui Servillo ha dato sfogo a innumerevoli pensieri sulla classe dirgente che “mentre strilla e si lamenta, si autocomplimenta”; una frase che è al contempo un disprezzo nei confronti di detenitori del potere, talvolta ambigui e incoerenti nei comportamenti e un inno di speranza affinchè tutto questo possa un giorno svanire. Una classe dirigente definita da Peppe Servillo, co-protagonista nonché cantante e musicista, fratello di Toni, una “massa di falsi commedianti... Banchieri, insegnanti, professanti, tutti quanti!”. Tutti questi pensieri possono essere sopravvalicati solo da una cosa: la Musica stridula, soave, leggera. Una cosa misteriosa nata dal nulla, che al nulla torna per poi rifiorire. Chi non l'ascolta è pronto a tutto, alla frode, agli inganni, alle rapine. Appena la Musica tace, il mondo sullo sfondo ammutolisce e “tutto muore definitivamente in questo mondo immanente”. Fra pause, dubbi, incertezze, interrogativi enormi e piccole verità, il protagonista riscopre come proprio la musica possa essere il mezzo per passare dal caos al cosmo, per ritornare al cuore semplice della vita. Si tratta dunque di uno spettacolo che lascia Sconcertati e per i contenuti e per la straordinaria bravura dell'attore che sublima gli spettatori non solo con il suo continuo parlare paragonabile ad un fiume in piena, ma anche con i suoi gesti semplici, ma attentamente ideati che permettono a chiunque guardi lo spettacolo di coglierne delle sensazioni particolarmente intense. E' un'esibizione che, con classe ed ironia, ci fa sentire, forse, meno soli. (Luana Fedele ID)

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Rassegna Attimi di Scena

“La grande foresta”: il debutto riscuote successo tra grandi e piccini

 

BRINDISI - Clamoroso è stato il successo riscosso da “La grande foresta”, spettacolo che ha debuttato domenica 11 marzo, segnando l’apertura della rassegna “Attimi di scena”.

Il monologo, scritto da Francesco Niccolini ed interpretato dall’attore, nonché collaboratore della compagnia Thalassia, Luigi D’Elia, ha lasciato a bocca aperta grandi e piccini, affascinandoli con una storia per tutte le età, ambientata in un paesino, in bilico tra l’ “arretratezza” e l’ innovazione, dovuta alle scoperte tecnologiche che hanno lasciato il segno nel XX secolo, quali la lampadina elettrica e l’ automobile. Il protagonista è stato in grado di rappresentare, tramite gesti, parole ed emozioni, sia un bambino orfano di genitori tra i sette ed i dieci anni, sia l’anziano nonno, unico ad accudirlo, che gli impartisce con calma e bravura le regole di caccia; sicuramente d’effetto i giochi di ombre ed i disegni.

La gente ha abbondantemente riempito il teatro, o meglio il palco scenico: i posti a sedere, infatti, erano posti a pochi passi dall’ protagonista, come un orchestra che, invece di strumenti musicali echeggia con applausi, urla di scalpore, risatine e flash di macchinette fotografiche.

“La mia condotta dovrà essere degna del tuo sacrificio”
- E’ la regola fondamentale che il bambino ed il nonno si ripetono ogni volta prima di uccidere un animale; la condotta del bambino, però, non sarà degna del sacrificio di uno degli ultimi lupi del bosco limitrofo al villaggio, incolpato e destinato alla morte, ingiustamente,per aver ucciso una bambina. Sarà il triste ululato, infatti, a chiudere la scena.

“Sono soddisfatto di aver recato un momento di svago ai bambini e agli adulti, ma il percorso per diventare un vero attore è ancora lungo!” - Sono queste le parole di Luigi D’Elia che si lascia travolgere con molta disponibilità da abbracci di bambini, strette di mano e complimenti di genitori e nonni, davvero entusiasti di un pomeriggio passato a rivivere l’atmosfera magica ed unica del teatro..
(Carlotta Di Stefano IVB)

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"Promessi sposi alla prova" …

Giovanni Testori e la sua compagnia sul palco del Nuovo Teatro Verdi

 

BRINDISI - Brillante interpretazione della compagnia Testori che al Nuovo Verdi porta in scena un inedito "Promessi sposi"

… infatti a dura prova vengono sottoposte le coscienze di quanti, costretti a riflettere, si lasciano coinvolgere dall’intreccio del romanzo storico manzoniano, grazie questa volta all’ intervento di Giovanni Testori: il bene e il male in lotta tra loro; la prepotenza dell’antiuomo, don Rodrigo, che si definisce invece “personaggio nuovo illuminato che libera dai tabù”; la provvidenza , sulla quale impreca Gertrude, “sterminata giustizia”; la libertà violata ancor prima di nascere dalla monaca di Monza; i tre aspetti di una stessa Fede interpretati non a caso dal medesimo attore, l’ ipocrisia e l’opportunismo di Don Abbondio, pentimento, vocazione e interesse verso il prossimo con Fra’ Cristoforo e la conversione dell’ Innominato. È proprio Lucia che esorta al ripensamento un Innominato sconvolto e turbato: “Dio perdona molte cose per un’opera di misericordia”.

Il perdono tradisce la formazione cattolica dell’autore Testori: Don Rodrigo scopre la paura, la vulnerabilità, può salvarsi dal patto stipulato con il male solo attraverso il perdono non da chi è normale che lo dia (Dio), ma da colui che subisce offese e soprusi (Renzo).
Come non scoprire gradualmente la contemporaneità delle parole che sono la vera forza al lavoro teatrale, delle riflessioni, dei sentimenti, delle miserie, delle proteste, della prepotenza di uno sfrenato potere, che secondo l’Innominato si trasforma in desiderio di “disumano”.

La drammatizzazione assume via via aspetti sempre più vicini alla nostra realtà, in particolare lo slogan “Fame, fame: dateci pane!”. Le riconoscibilissime tute blu da operai di Renzo e dei suoi compagni sono accompagnate dalla voce sicura e determinata del ragazzo, amplificata da un megafono. Essi mantengono vivo il ricordo di tante, fin troppe proteste con altrettanti validi slogan, tutti sintetizzabili in “Democrazia, libertà, lavoro, dignità!” che le onde del mare hanno portato fino a noi.

La teatralità e l’intensità dello spettacolo sono rafforzate dalla scenografia che intriga e si lascia guardare: due palchi spartani, collegati da tre basse scalinate, su ognuno dei quali si collocano un tavolo, delle sedie e un sipario, costituito da uno sgargiante tendone da circo: un teatro nel teatro. E se nel primo atto nello spazio domina il grigio delle pareti e degli abiti quotidiani, nel secondo invece, l’ambiente prende colore e vivacità con poltrone antiche scarlatte e drappi.

Così come il cattolico Manzoni affida a Fra’ Cristoforo , a Lucia, al cardinale Borromeo la vittoria del bene, della giustizia e dell’ amore, Testori dona al Maestro, interpretato egregiamente da Sandro Lombardi, queste ultime battute: “A voi, superata questa prova, cosa può dirvi, congedandosi, il vostro maestro? Che, se nella vita o qui sulla scena, incontrerete, com’è giusto, difficoltà, affanni, preoccupazioni, battete alla sua porta. A quella di lei: la speranza!”

E il fragore delle nocche sul tavolo legnoso riecheggia nella sala del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi come battiti ostinati.
(Marianna Ballarini IVB)

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Angeli custodi, il progetto teatrale de "Oltre l'orizzonte"

Recitare per una società diversa

 

BRINDISI - “Angeli custodi” questo il nome del progetto curato dall'attrice brindisina Sara Bevilacqua. Un progetto finalizzato alla piena partecipazione dei ragazzi diversamente abili a esperienze comunitarie di teatro.

All’interno del laboratorio si lavora molto sul corpo, a partire dai gesti quotidiani, fino ad arrivare ad indagare il rapporto tra movimento ed emozioni, e sulla voce, nonché sulla parola, esplorando una vasta gamma di sonorità differenti e di utilizzazione del linguaggio verbale. Gli aspiranti attori del laboratorio culturale Meridiani Perduti assieme ai componenti del Rotary Club Appia Antica si impegnano ogni martedì, presso la sede coop. “Oltre l'orizzonte”, affinché riescano a far esprimere a questi ragazzi il proprio disagio, la voglia di giocare, di essere vivi, di lottare per una società diversa. Lo fanno ponendosi al loro fianco come fossero “Angeli custodi”, da qui il nome al progetto.

Li accompagnano nelle danze, nei giochi e nelle performance d’ improvvisazione, dalle quali coglieranno gli aspetti più produttivi alla base dei quali provare a costruire uno spettacolo finale che racchiuda tutti gli sforzi e tutte le gioie maturati in ben dieci incontri. Ogni raduno è un continuo susseguirsi di emozioni e sensazioni che volta dopo volta arricchiscono notevolmente il bagaglio personale dei partecipanti, rendendoli sempre migliori di ciò che già sono. Ogni incontro è un continuo “mettersi in gioco”. Concetto ribadito dalla coordinatrice Sara Bevilacqua, che afferma: "Un luogo dove sperimentare l'approccio al teatro al fianco di compagni con disabilità intellettiva e non, un gruppo! Meridiani perduti propone il laboratorio teatrale come attività basata sul divertimento e il benessere: uno spazio in cui incontrare gli altri, la propria fisicità, stimolare la creatività e accrescere la consapevolezza di sé... sempre e solo attraverso lo stimolo del gioco e del ‘mettersi in gioco’”. Un percorso comune attraverso i gesti, le parole, il gioco, la rigorosità, la condivisione e la passione di ritrovarsi a dare spazio ai loro sogni. Ringraziamo il presidente della coop. Oltre l'orizzonte Rosanna Cavallo, il Rotary Club Appia Antica e L'ISPEDS (Istituzione per la Prevenzione dell'Emarginazione e del Disagio Sociale nella città di Brindisi). (Luana Fedele ID)

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Nuovo Teatro verdi di Brindisi - Cyrano de Bergerac

Le recensioni di Giada Cantanna

 

BRINDISI - Giovedì 2 febbraio Alessandro Preziosi ha messo in scena lo spettacolo “Cyrano De Bergerac“ al teatro Verdi di Brindisi.

Cyrano De Bergerac è un moschettiere cadetto, abile con la spada come con le parole, ma tiene per sé la propria vena da poeta. Egli si innamora perdutamente della cugina, la regina Rossana. La donna, però, confessa a Cyrano il proprio amore per un altro cadetto, Cristiano,e chiede al cugino di proteggerlo. Ella ama Cristiano per il suo aspetto, ma gradirebbe anche trovare in lui una certa propensione per la poesia. E’ per questo Cristiano e Cyrano fanno un patto: Cristiano sarà la bellezza e Cyrano la poesia, creando l’uomo perfetto per Rossana. Così tra amore, sotterfugi e versi estremamente toccanti, la storia avanza sino al finale che giunge quasi inaspettato.

La storia, scritta da Edmond Rostand e ambientata a Parigi tra il 1640 e il 1665, è stata abilmente interpretata da Alessandro Preziosi (CYRANO DE BERGERAC), Benjamin Stender (CRISTIANO), Valentina Cenni (ROSSANA), Massimo Zordan (DE GUICHE), Emiliano Masala (LE BRET), Marco Canuto (REGENAU-VALVERT), Giuseppe Tosti (LIGNERE-CADETTO ), Francesco Civile (MOSCHETTIERE CADETTO), Gianni Rossi (CUOCO-CADETTO), Salvatore Cuomo (MOSCHETTIERE CADETTO), Sara Borghi (DAMA-SUORA), Natasha Truden (MONTFLEURY-LISA-SUORA), Giannina Raspini (RAGAZZO-SUORA), Bianca Pugno Vanoni (VENDITRICE-CADETTO-SUORA).

La scenografia è composta da semplici torri mobili che permettono di cambiare velocemente l’ambiente, creando prima un teatro, poi una pasticceria, quindi un campo di battaglia e infine un monastero. Semplici ma efficaci anche le luci, essenziali per scandire il corso del tempo. E’ curiosa la scelta del regista di dare un accento straniero e nordico al personaggio di Cristiano. Tra le parti più suggestive quella in cui Cyrano sotto il balcone della cugina improvvisa una poesia fingendosi Cristiano, fino a pronunciare le celebri parole “Un bacio - ma che cos'è poi un bacio? Un giuramento un po' più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un punto rosa sulla i di «ti amo»…” Ugualmente suggestiva, la scena in cui Rossana scopre che era Cyrano a scriverle lettere al posto del suo sposo: Cyrano recita a memoria l’ultima lettera di Cristiano, invece che leggerla, così anche se egli afferma il contrario la regina capisce la verità del cugino. (Giada Cantanna IVD)

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"L'opera da tre soldi" sul palco del Nuovo Verdi

Successo di pubblico e di critica

 

BRINDISI - E’ stato un pubblico particolarmente numeroso ed impaziente quello che la sera del 5 Febbraio 2012, si è affollato davanti al Teatro Verdi di Brindisi.

Ad andare in scena, infatti, è stato uno degli spettacoli più attesi dell’intera stagione teatrale 2011/2012, uno “straordinario evento di teatro-musica” – come ha giustamente affermato Italo Nunziata, Direttore Artistico del Nuovo Teatro Verdi: “L’Opera da tre soldi”, il capolavoro firmato Bertolt Brecht e Kurt Weill tornato in scena in Italia dal 2011, in una nuova versione tradotta da Paola Capriolo e diretta da Luca De Fusco, un’accoppiata che già in precedenza aveva proficuamente collaborato in occasione della prima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, quando l’autrice scrisse uno dei testi del progetto "Lei. Cinque storie per Casanova". Il cast è poi davvero eccezionale: spiccano tra tutti i celeberrimi nomi di Massimo Ranieri e Lina Sastri, due attori napoletani di grandissima fama.

Alle 20:30, finalmente, tutti gli astanti hanno accesso alla sala , dove l’attesa (non molto lunga) è resa piacevole dalla Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli – diretta dal Maestro Francesco Lanzilotta -, i cui accordi proiettano già nell’intensa atmosfera dell’imminente messa in scena: un’atmosfera fumosa, intrigante ed un po’ malinconica, ideale ad accogliere, quando il sipario si apre, la sfilata iniziale di tutti i personaggi della piece.

Il primo grande applauso scroscia però all’arrivo dell’indiscusso protagonista della serata, Massimo Ranieri, nei panni del fascinoso ed astuto delinquente Mackie Messer: frase dopo frase, canzone dopo canzone, gesto dopo gesto, l’attore, forte del suo eclettismo tra danza, canto e recitazione, riconferma la sua straordinaria verve, conferendo inconfondibile classe al suo personaggio, del quale pare proprio l’interprete ideale.

Altrettanto talentuosa è Lina Sastri (nei panni della prostituta Jenny delle Spelonche), che domina la scena con la sua eccezionale presenza drammatica sin dalla prima apparizione sul palco; ed altrettanto brillanti sono le interpretazioni di Gaia Aprea, Ugo Maria Morosi e Margherita Di Rauso: la prima nei panni di una Polly Peachum più spumeggiante che mai (come lei stessa ha precedentemente affermato, sognava fin da bambina di interpretare questo ruolo!), gli altri due ottimi interpreti della sua grottesca coppia di genitori.

Grazie alla loro bravura, alla variegata partitura musicale che spazia dal jazz all’opera lirica, da struggenti ballate al cabaret anni ’20, e, soprattutto, all’accuratissima scenografia del videoartista Fabrizio Plessi, abbinata ai costumi - rigorosamente bianchi e neri – di Giuseppe Crisolini Malatesta, l’attento pubblico è catapultato per tre ore nei bassifondi della malavita londinese, tra ingenue prostitute e malandrini senza scrupoli.

Apprezzando il bel ritmo tra esibizioni musicali e drammaturgia, con cambi di scena molto dinamici lo spettatore non può fare a meno di sentirsi immerso, come fosse egli stesso uno qualsiasi tra i personaggi, in una realtà artefatta che rispecchia per molti aspetti l’immagine moderna di una società nella quale si è spesso costretti a nascondersi dietro una maschera di opportunistica apparenza. (Erica Montanaro - Brindisi 6 febbraio 2012 ore 23.00)

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Il fascino di Cyrano De Bergerac sul palco del Verdi

Preziosi idolo del pubblico brindisino

 

BRINDISI - Ancora due serate piene d’entusiasmo, ancora un grande successo per il Teatro Verdi e un’interprete d’eccezione: il famosissimo attore Alessandro Preziosi che, insieme alla sua compagnia, ha messo in scena l’avvincente storia di Cyrano De Bergerac.

Una scenografia perfetta, un sentimento eterno, un amore sublimato e un protagonista sfavillante sono stati il mix perfetto per uno spettacolo fuori dal comune. Entrambe le serate hanno infatti riscosso un notevole successo. Il ritmo incalzante delle musiche, e i veloci giochi di parole che fluivano dalla bocca di Cyrano come un fiume in piena, hanno reso lo spettacolo interessante e divertente. Mettere in scena un grande classico e riuscire ad ammaliare i più giovani è sicuramente molto difficile e forse in questo sta la grandezza di questa compagnia.

Sulla linea del progetto giovani, la fondazione del Nuovo Teatro Verdi ha indetto una conferenza nella quale, l’intera compagnia si è “aperta” al pubblico con semplicità e simpatia.

Accanto alle frivolezze però, hanno dato parlato con serietà dei loro personaggi; Preziosi stesso, parlando del protagonista, ha lanciato un grande messaggio: “non ho mai pensato a Cyrano come ad un ‘diverso’. Il suo handicap fisico, non è altro che la sua forza e la sua unicità” e il sottile sarcasmo con il quale lo ha presentato nell’opera ne è la prova.

La diversità di Cyrano è il suo eloquio e la grande capacità di animare gli animi con la forza della parola, una qualità oggi dimenticata.
(Marika Del Zotti IIID)

Figlio di avvocati. Laureato con 110 e lode in Giurisprudenza, frequenta poi l'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Dopo il debutto in teatro nel ruolo di Laerte nell'Amleto, diretto da Antonio Calenda, lavora in televisione nella soap opera di Canale 5, Vivere e nella miniserie tv Una donna per amico 2, regia di Rossella Izzo. Il grande successo però arriva con Elisa di Rivombrosa, serie televisiva in 13 puntate, per la regia di Cinzia TH Torrini, trasmessa tra dicembre 2003 e febbraio 2004 da Canale 5, grazie alla quale vince un Telegatto come personaggio maschile dell'anno. A settembre 2009 Preziosi gira Mine vaganti, commedia ambientata nel Salento con Riccardo Scamarcio ed Ennio Fantastichini, pluripremiata e baciata da successo internazionale. Alessandro Preziosi riceve il prestigioso Premio Gassman - Teatranti dell'anno 2010, l'unico premio teatrale italiano in cui è il pubblico ad assegnare gli Awards agli artisti distintisi sul palcoscenico. A coronamento del successo professionale, raccoglie, inoltre, riconoscimenti per la carriera cinematografica - Ciak d'Oro Stile d'Attore, Premio Federico II - Primavera del Cinema italiano, Ischia Film & Music Global Festival - Italian movie Award, Giffoni Festival Award.

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“Risvegli di primavera” la Sans-Papiers e il Liceo Classico “Marzolla”

In scena quattro anni di attivita’ teatrale

Ma per il 2012 tagliati i fondi per i laboratori con gli alunni

Fra gli ospiti una delegazione del Comitato Italiano World Food Programme delle Nazioni Unite

Con il progetto 2010-2011 “Dai banchi al palco” e con lo spettacolo di fine anno scolastico "Risvegli di Primavera" rappresentato ieri sera al Teatro Impero di Brindisi, si chiudono i battenti su ben quattro anni di attività teatrale e musicale con i ragazzi del liceo classico Benedetto Marzolla di Brindisi.

Ospite della serata anche una delegazione del Comitato Italiano World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale) che ha ricevuto dalle mani del preside del Marzolla il Prof. Antonio Tamburrano e dagli studenti rappresentanti d'istituto, un contributo frutto di una raccolta fondi da destinare alle iniziative del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (*).


Quattro anni dicevamo, d’intensa attività didattica e formativa che ha coinvolto e appassionato circa un centinaio di alunni nelle varie discipline artistiche proprie del teatro contemporaneo: la musica, il canto moderno, il teatro-danza e la recitazione. Un esperimento nato quasi per caso a seguito di una rappresentazione teatrale per gli alunni dell’associazione Sans-Papiers di Mesagne che sensibilizzando positivamente alunni e docenti diede l’avvio nel 2007 al Progetto Teatro ovvero una serie di laboratori di teatro musicale con l’intento ambizioso di realizzare dei veri e propri allestimenti scenici con gli alunni. In quattro anni di laboratorio sono stati realizzati ben tre spettacoli e oltre venti repliche di Romeo+Giulietta, Cattedrale, Il Sogno di Mosè. Volendo “tirare le somme” di questi quattro anni di laboratorio di teatro musicale possiamo affermare che l’esperienza ha messo in luce risultati estremamente positivi soprattutto per quanto riguarda la crescita e la formazione dei ragazzi coinvolti. A questo proposito non possiamo non menzionare che ROMEO+GIULIETTA odio/amore dopo varie repliche, rielaborazioni e integrazioni è stato presentato con successo anche al Teatro Piccinni di Bari nel dicembre 2008 e recentemente al Teatro Nuovo di Milano il 25 e 26 marzo scorso e che è in procinto di essere presentato anche a Roma nella prossima stagione.

CATTEDRALE invece è stato replicato al Teatro Paisiello di Lecce il 6 dicembre 2009 e nel Teatro Verdi di San Severo il 6 gennaio 2010 nell’ambito della rassegna Puglia Show Time organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese;

IL SOGNO DI MOSE’ il 21 dicembre 2009 ha debuttato proprio al Teatro Impero come spettacolo di cartellone della rassegna “Natale a Brindisi” organizzato dalla Amministrazione di Brindisi.

E con gli alunni del Liceo Scientifico L. Leo di san Vito dei Normanni
MOONLIGHT 20 luglio 1969 per il quarantennale dello sbarco dell'Uomo sulla Luna dello scorso 2010;
LA BELLA IDEA frammenti, canti e racconti per 150 anni dell'Unità d'Italia ancora in fase di realizzazione.

Da evidenziare che questi laboratori non sarebbero stati realizzati senza il necessario supporto finanziario previsto dalla U.E., dallo Stato italiano per il periodo 2007-2013 e da Fondi di Istituto e che complessivamente sono stati impiegati in 4 anni di attività oltre 45mila euro a copertura di varie voci di spesa che vanno dalle retribuzioni degli esperti coinvolti, degli insegnanti, dei tecnici, dei collaboratori scolastici; all’acquisto dei materiali scenici, dei costumi, noleggio attrezzature illuminotecniche e audio, noleggio teatri, spese grafiche, spese per trasferte, ecc.

Un esperimento certamente riuscito quindi, al di là di ogni più rosea aspettativa che ha incontrato via via molti apprezzamenti e riconoscimenti non solo da parte degli alunni ma anche da parte degli insegnanti e delle famiglie che hanno potuto constatare in questi quattro anni quanto l’affiancamento nell’offerta formativa di attività propedeutiche al teatro e alla musica possa migliorare e in alcuni casi potenziare l’apprendimento e il senso di responsabilità degli alunni anche di quelli più “difficili”.

Purtroppo, in tempi di continui tagli e di riordino delle spese nella scuola queste attività extra-scolastiche rischiano di non poter continuare a lungo. Già dal prossimo anno scolastico infatti, il “Progetto Teatro” del Liceo Marzolla unito a quello del Liceo Scientifico L. Leo di San Vito dei Normanni, per i motivi accennati è stato sospeso anche se con la speranza di poterlo “riattivare” accedendo in un futuro prossimo a nuove forme di finanziamento esterno o nuovi sponsor. Un duro colpo per il percorso organizzativo, formativo e artistico realizzato fin qui ma che non scoraggia certamente gli “esperti” della Sans-Papiers Sara Baldini, Tony Bottazzo, Gabriele Cagnazzo, G. Carlos Stellini che hanno sempre creduto nelle capacità e nelle potenzialità “racchiuse” negli alunni delle scuole del nostro territorio, ricche di talenti artistici ma anche di interessanti fermenti culturali e di capacità tecniche che se adeguatamente indirizzati e sensibilizzati possono far emergere nelle scuole, ma soprattutto nei nostri ragazzi quelle qualità e quelle caratteristiche positive necessarie allo sviluppo di una sana e autentica formazione di base.

(*) Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (World Food Programme) è il braccio operativo delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, istituito nel 1963, da circa 50 anni e’ impegnato nella lotta contro la fame nel mondo, attraverso operazioni di emergenza e progetti di ricostruzione e sviluppo, nonchè interventi sociali che permettono, ogni anno, di raggiungere milioni di persone. La citta’ di Brindisi, ospita la base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (NETWORK UNHRD), che è diventata punto di riferimento, insieme alle Basi di Panama, Ghana, Dubai e Malesia, per tutte le iniziative umanitarie condotte nel mondo. (Giorgio Esposito, media relations)

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La magia di “Romeo + Giulietta” a Milano


Reportage di tre giorni di successo



BRINDISI - Ore 7 di un mattino non qualunque, un aeroporto semivuoto, trenta ragazzi che non aspettano altro che la partenza, con il sorriso sulle labbra e negli occhi l’entusiasmo di chi incomincia un viaggio dal quale non vorrebbe tornare mai più. Nella testa, invece, i pensieri e le speranze sono tutti per quello che seguirà l’atterraggio di quello stesso aereo che stanno aspettando, e che presto volerà in direzione di Milano. E’ lì che attendono di arrivare esattamente dal momento in cui, mesi e mesi prima, è stato comunicato loro che lo spettacolo che hanno preparato con tanta passione e dedizione per un progetto PON scolastico stavolta debutterà nella capitale padana, nel teatro più grande in cui abbiano mai calcato le scene. Dopo anni di esperienze su vari palchi pugliesi, ricchi tanto di sforzi e di fatiche quanto di emozione e condivisione profonda, questo sembra essere il picco più alto di un’avventura cominciata senza tante pretese nella piccola palestra del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi, all’epoca in cui ci si sarebbe accontentati di un semplice saggio di fine anno.


I protagonisti di “Romeo+Giulietta: odio/amore” ancora stentano a credere che sia davvero giunto il fatidico 24 marzo, che in poche ore approderanno in una città grande, sconosciuta e pulsante di vita, luogo di incontro con un pubblico del tutto diverso da quello che abbiano mai avuto, con la paura di deludere le aspettative e la voglia incommensurabile di superarle, contando su quello che sono capaci di realizzare insieme. Ed è insieme che vivono la stessa scarica di adrenalina intensa quando si ritrovano di fronte al Teatro Nuovo di Piazza San Babila, grande almeno il doppio di quello in cui si sono esibiti per l’ultima volta, ancora vuoto ma abbastanza adatto a lasciar spazio all’immaginazione di un pubblico numeroso, eterogeneo, e magari anche in piedi ad applaudire. E’ un batticuore forte quando, la mattina del 25 marzo quella stessa platea i nostri cantanti, attori e ballerini la vedono gremita di gente come l’avrebbero solo immaginata nelle loro teste, impaziente come avevano sperato per tutta la durata del loro viaggio.

Si tratta di un pubblico di scuole medie, elementari e superiori giunte in teatro con i rispettivi insegnanti per gustarsi il dramma più famoso di sempre, non aspettandosi certo di sussultare alle battute autoritarie del Principe di Verona, di emozionarsi davanti alle pose mozzafiato dei ballerini di break dance, di impaurirsi al momento del duello tra Mercuzio e Tebaldo, di commuoversi ascoltando le canzoni che i due amanti cantano prima di morire. <<Quest’interpretazione di un testo classico in chiave moderna è davvero entusiasmante>> ci assicura un’insegnante di una scuola media di Milano <<Abbiamo scelto di portare i ragazzi a teatro per farli assistere a uno spettacolo messo in scena da gente talentuosa e preparata, e nonostante l’età media dei protagonisti sia davvero bassa, quello che abbiamo visto oggi non ha affatto deluso le nostre aspettative>>. Nelle prime file, i bambini più piccoli, tra cui quelli di una scuola elementare di Bergamo, sono i fans più accaniti dello spettacolo, tanto da chiedere il bis ai due breakers.

Non sono gli unici a stare a stento seduti al momento dei saluti finali: tutto il pubblico è totalmente in visibilio e riempie di applausi i teatranti. Nonostante l’incredibile successo a dispetto di alcuni problemi tecnici, però, qualche preoccupazione in più è riservata alla data del 26 marzo, quando il teatro sarà aperto al pubblico nel primo pomeriggio. L’ansia è maggiore di quella del primo spettacolo, eppure, forse per una sicurezza insperata, forse per la fortuna del giorno precedente, sono gli stessi protagonisti a rendersi conto, nel corso della loro seconda esibizione milanese, di ritrovarsi in un turbinio di sensazioni mai provate prima: l’aria è ricca di pathos, lo scontro fra le due famiglie è più acceso che mai, Romeo ha davvero le lacrime agli occhi alla morte di Mercuzio, Montecchi e Capuleti sembrano davvero devastati dal dolore della perdita di due innocenti a causa del loro invincibile e insensato odio. Quando il sipario sta per calare, infatti, non sono pochi coloro che sono in piedi a battere le mani, a urlare complimenti, ad avvicinarsi all’uscita del teatro canticchiando il motivo di qualche canzone dello spettacolo. E mentre uno spettatore commenta, a sipario calato, <<mi vien da piangere>>, i due interpreti principali vengono assaliti da una folla di bambini ansiosi di un autografo. Nei camerini aleggia la soddisfazione di chi sa di essersi esibito al meglio, di chi ce l’ha fatta, di chi sta per tornare a casa nel giro di poche ore forse con più felicità di quando è partito. Il tremore delle mani, l’ansia prima di entrare in scena, l’impatto con la folla non sono prerogative di un teatro milanese, ma forse questo spettacolo resterà nel cuore degli interpreti per sempre, per l’emozione che ha lasciato, per la dedizione che ha richiesto, per la passione profonda con cui stato vissuto. D’ora in poi, Milano vorrà dire il culmine di una storia di talento e amore sviscerale per l’arte, cominciata con un sogno, finalmente divenuto realtà.
(Francesca Tammone - inviata a Milano per Brindisi & Italia News)

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