Marzolla e Vigna: una lezione memorabile
Presentato
il libro “In difesa della giustizia”
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Una
giornata speciale è appena trascorsa per
gli studenti del liceo classico “Benedetto
Marzolla” di Brindisi, all’insegna
della legalità e dei valori civili.
La prima parte è stata dedicata
alla visione del film “ I cento passi”
di Marco Tullio Giordana, in memoria di Peppino
Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
Un giovane siciliano che ha messo la propria vita
al servizio della verità e della giustizia,
come continua a fare ancora oggi il dott. Piero
Luigi Vigna. Il film mostra uno spaccato di una
Sicilia che vuole la mafia non per paura, ma per
garantirsi sicurezza e indifferente tranquillità.
Da una parte i valori della famiglia, l’onore
e il rispetto, ma sfigurati in un teatro dell’orrore,
dall’altra sentimenti, partecipazione, informazione,
libertà, denuncia delle ingiustizie che
cercano di abitare nelle menti dei cittadini anche
attraverso la comunicazione in radio.
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Ad accogliere Vigna, accompagnato dal commissario
straordinario di Brindisi Bruno Pezzuto,
è la canzone-poesia di De Gregori, “Viva
l’Italia”, testimonianza di un periodo
molto oscuro di un Paese che ha sofferto il terrorismo,
le bombe sulle piazze, l’inerzia e l’incertezza
che attanagliavano il paese: “E’ un
invito a credere, senza abusare un patriottismo esagerato”,
per usare le parole del cantautore.
A seguire le parole del Preside prof. Antonio
Tamburrano per richiamare l’attenzione
sui molteplici significati del libro del Procuratore
“In difesa della giustizia”,
da quello storico alla metodologia delle indagini
giudiziarie, dall’importanza della verità
processuale quanto quella dei fatti, al sogno dell’autore:
che l’Italia abbia una legalità
organizzata contro l’illegalità organizzata!
Il commissario Bruno Pezzuto, rappresentante dell’Amministrazione
Comunale, si sofferma invece sul bisogno di recuperare
frammenti di giustizia impegnata nella repressione
dell’illegalità che ci opprime in varie
forme, oltre ai crimini comuni.
Vigna ha avuto la fortuna di esercitare un lavoro
che lo ha appassionato. Ha vissuto le stragi di Firenze
del 1973, che ha descritto minuziosamente nel libro,
soffermandosi anche sulla presunta trattativa tra
Stato e mafia, che dà lo spessore della sua
obiettività e profondo senso dell’equilibrio.
La conclusione del libro è incentrata sulla
sua carriera, inserendo un’analisi sociologica
sull’interrogativo riguardo alla possibilità
che ci sia o no un futuro migliore. Con estrema spontaneità
e naturalezza ha ricordato uno spaccato della storia
recente dalle stragi di Brescia in piazza della loggia,
al tentato colpo di stato del ”principe
Valerio Borghese” del 1970, dai movimenti
delle Brigate Rosse o ancora di Prima
Linea, dagli omicidi di Aldo Moro
e Paolo Borsellino, fino all’appassionato
ricordo della nascita della Costituzione alle ore
17 del 22 dicembre 1947 e pubblicata il 1 gennaio
1948. Un tempo davvero breve per la stesura e l’ideazione
di ben 239 articoli! In quell’occasione il popolo
fu chiamato alle urne e scelse la democrazia. Fu approvata
un’Assemblea Costituente con l’intento
di tutelare i cittadini dalle dittature, da quelle
sole voci che rimbombano e ordinano, mentre tutti
gli altri tacciono e, per paura o persuasione o ignoranza,
acconsentono e approvano. Sorprende il fatto, fa notare
Vigna, come questo documento sia stato creato da persone
che avevano ideologie diverse, erano socialisti, liberali
e partigiani, comunisti e democristiani, eppure trovarono
un punto d’accordo. Oggi invece quella capacità
di dialogo, quel senso civico sembrano andati perduti,
perché non si ha più come meta da raggiungere
il bene comune e non soddisfare puri egoismi di parte!
La speranza di un futuro diverso potrà rendersi
concreta se nei nostri cuori alimentiamo il bisogno
di appartenere all’Italia, se ciascuno di noi
medita di sentirsi responsabile, di credere in se
stesso e nel domani. Ciò che seminiamo tra
i banchi di scuola sarà il nostro tesoro per
diventare veri cittadini responsabili. Un incontro
speciale per una grande lezione di vita, grazie Dottor
Vigna! (Sara De
Virgilio IIB)
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Un
interessante libro quello scritto da
Piero Luigi Vigna, procuratore antimafia
dal 17 Gennaio 1997 al 2005. “In
difesa della giustizia” offre
uno spaccato della storia italiana dalla
seconda metà del Novecento ad
oggi, dagli anni di piombo al Mostro
di Firenze, dalla lotta alla mafia all'attuale
situazione nelle carceri. Una
narrazione in cui gli incontri con i
criminali più noti si alternano
a storie di gente comune, poliziotti,
giornalisti, amici, datori di lavoro:
tutti coloro che hanno contribuito a
far evolvere questo Paese, nel bene
e nel male; tutti coloro che l'autore
del libro ha avuto modo di incontrare
a causa degli innumerevoli casi di cronaca
di cui si è occupato. Curiosa
è la descrizione dell'incontro
con un mafioso tristemente noto al popolo
italiano e non: Totò Riina. “Quando
venne fatto entrare i nostri sguardi
si incrociarono appena e subito i suoi
occhi, piccoli e inespressivi, puntarono
verso il basso. ‘Riina, ma lei
morde?’. ‘No’. ‘E
allora si avvicini che non mordo neanch’io’”.
Questa è una delle numerose frasi
riportate nel libro che ci testimoniano
non solo una minuziosa rappresentazione
dell'attimo, ma anche il carattere dell'autore
fondato tanto sulla razionalità
quanto sull'istinto. Grazie a questo
libro è possibile scoprire i
retroscena, i segreti e le vicende inedite
di fatti drammatici con molti dei quali
la nostra nazione non ha ancora chiuso
i conti. E' un libro che andrebbe letto
anche per acquisire coscienza di cosa
c'è davvero dietro alle teorie
di oscure trattative tra Stato e poteri
occulti e criminali. (Luana
Fedele ID)
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Piero
Luigi Vigna nasce il 1º
agosto 1933 in provincia di Firenze.
Entra in Magistratura nel 1959. Dapprima
pretore a Firenze e Milano, dal 1965,
tornato a Firenze, in procura della
Repubblica, ha svolto le funzioni
di sostituto, poi procuratore aggiunto
ed infine - dal 1991 di procuratore
capo, presso la Procura della Repubblica
presso il tribunale di Firenze. Si
è occupato in quegli anni sia
di indagini sul terrorismo nero, che
del caso del mostro di Firenze, ma
anche degli investimenti di Cosa Nostra
in Toscana. Dal 1992 ha svolto anche
la funzioni di procuratore distrettuale
antimafia. Nei primi anni 90 è
stato anche docente di codice penale
presso la Scuola Marescialli dell'Arma
dei Carabinieri di Firenze. Dal 14
gennaio 1997 è Procuratore
Nazionale Antimafia, incarico che
lascia nel 2005 per raggiunti limiti
d'età. Il suo successore è
Piero Grasso. È presidente
onorario di Magistratura Indipendente.
Le principali inchieste di cui si
è occupato: Terrorismo di estrema
destra e sinistra; Sequestri di persona
a scopo di estorsione; Omicidi del
Mostro di Firenze; Traffico - anche
internazionale - di sostanze stupefacenti;
Associazioni per delinquere anche
di tipo mafioso; Criminalità
mafiosa russa; Strage del treno rapido
904 Napoli-Milano del 23 dicembre
1984 (per la quale furono condannati
esponenti di Cosa Nostra); Stragi
mafiose di Roma, Firenze e Milano
nel biennio 1993/'94.
(Lu. Fe.)
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