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"Da bruco a farfalla! La natura è meravigliosa e bisogna sempre rispettarla” (Silvia Laforgia IVC)

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L'intensità dei colori ci trasmette l'allegria della primavera

Il sole tramonta in questo straccio di cielo, spennellandolo con vari colori

(Federica Pronat IVB)

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I giovani e le loro passioni

Francesca Poci, la fotografia: ispirazione di vita

 

Francesca Poci è una ragazza di 14 anni che frequenta il primo anno del Liceo Marzolla e ha una spiccata passione per la fotografia. E' piuttosto esperta in questo campo ed è per questo che oggi ne parleremo con lei.

Da quando hai questa passione? "La mia passione per la fotografia è nata sicuramente da quando mi è stata regalata una macchina fotografica, di quelle per bambini con il rullino, all'età di otto anni. All'inizio era solo un gioco ma pian piano mi sono sempre più appassionata a questo mondo.
"

Perché ti piace la fotografia? "Ho sempre sentito la necessità di 'catturare' i momenti, le emozioni; forse perché non mi basta pensare ad alcuni eventi, ho bisogno di "accompagnare" con le immagini i miei ricordi, in modo che non possano scomparire e si possano rivivere più facilmente le emozioni."

Che macchina fotografica usi? "Da circa due anni ho una reflex Nikon D5000 che ho scelto io ma che condivido con mio padre."


Perché questa macchina fotografica? "È in grado di produrre istantanee ad alta definizione con una qualità che solo poche macchine fotografiche hanno. La trovo piuttosto semplice da usare e ci sono affezionata."

Usi qualche obbiettivo particolare? "Uso uno zoom ottico manuale professionale."

Chi te l'ha regalata? Ed è stato lui a trasmetterti questa passione? "Mio padre. Si,è stato lui a contagiarmi: lui me l'ha trasmessa fin da subito. Ero molto incuriosita quando riguardavo le mie foto da piccola (tutte suoi scatti) e gli ho sempre chiesto se mi avesse insegnato a farle, prima o poi."

E lo ha fatto? O ti puoi considerare autodidatta? "Lui mi ha dato dei consigli, mi ha spiegato come funziona una macchina fotografica ma la curiosità mi ha spinta a fare da sola, a creare dei miei 'stili' e dei miei modi di fotografare."

Che cosa preferisci immortalare? "Preferisco fotografare gli elementi naturali come i fiori e i paesaggi, ma mi piace anche cogliere gli eventi quotidiani, i volti dei miei amici e dei miei familiari, i posti in cui viaggio..."

La fotografia influenzerà il tuo lavoro futuro? "Mi piacerebbe davvero tanto poter intraprendere una carriera come fotografa, ma indipendentemente da quello che farò, continuerò a coltivare la mia passione."

Al giorno d'oggi molti ragazzi posseggono una macchina fotografica professionale, magari solo per moda. Che ne pensi? "Credo sia uno spreco. Molti posseggono una reflex ma senza saperla usare, limitandosi ad utilizzarla per modificare l'immagine del profilo di Facebook. Penso che quella delle fotografia sia una passione che va coltivata più per se stessi che per altri, anche se mostrare al mondo le proprio foto, e magari, ricevere giudizi positivi è una sensazione bellissima. Personalmente amo questo campo e sarei rimasta interessata al mondo delle foto anche se non avessi avuto la mia macchina fotografica." (Maria Sofia Barile IVB)

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Strano come una macchina fotografica possa racchiudere in una sola foto, tutta la bellezza dell’inverno. Alberi spogli decorano le città, nuvole grigie che giocano a nascondino con il sole, l’odore della pioggia si espande nei parchi e il vento freddo che ti sussurra dolcemente: ”Questo è l’Inverno !” (Pamela Taurisano IVC)

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Il volo di una farfalla, un giorno di tiepido sole,
la libertà... basta volerla

Dove corri? Il cielo è in te


Gli artisti, i ribelli e gli introversi preferiscono i gatti


La felicità non è avere quello che si desidera,
ma desiderare ciò che si ha

(Francesca Poci IVB)

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"Quel giorno, uno dei più belli e indimenticabili, camminavo assieme ai miei compagni, nemmeno la stanchezza era capace di fermarci, o il Sole cocente delle 15.30 a fine maggio; noi eravamo lì, a gustarci la città ed i suoi decori patriottici per festeggiare i 150 anni d'Italia. Volgemmo gli occhi in alto e vedemmo il cielo splendente, 'imprigionato' da un intreccio di lanterne verdi, bianche e rosse, proprio come la nostra bandiera. Rimanemmo ammaliati, non avevamo mai visto nulla di simile. Torino e il resto dell' Italia in quel periodo era meravigliosa come non mai." (Carlotta Di Stefano IVB)

"Quando volsi lo sguardo dalla finestra della torre mi accorsi di quel bellissimo paesaggio che ci circondava: l'azzurro cielo, decorato da soffici nuvole bianche, faceva da sfondo agli alti palazzi e alle cupole, sfarzose ed eleganti. In piazza vi era gente di tutti i tipi: tedeschi con vestiti leggeri, giapponesi che utilizzavano il flash anche a mezzogiorno, americani con il loro "slang" divertente... ed erano tutti lì, per conoscere e assaporare la storia di questi 150 anni pieni di emozioni".(Carlotta Di Stefano IVB)

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“Il bosco” (Maria Sofia Barile IVB)

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“Solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.”
“Chi vola alto è sempre solo.”
“La solitudine è la sorte degli spiriti grandi.”

Di pensieri, emozioni sulla solitudine ce ne sono tanti; ci sono tanti modi di vederla, di ascoltarla, o di scappare via. Il dizionario la definisce assenza di affetti, Einstein un lato della vita che si acquisisce con l’età. Per me è solo non saper accettare se stessi, perché “chi sa amarsi non è mai solo”. (Luisa Simone IVC)

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“Il cuore vive finché ha qualcosa da amare, così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.”

Se il cuore continua a vivere, nonostante tutto, così come la candela continua a bruciare nel buio, non è forse perché l’amore è più forte di ogni cosa? (Luisa Simone IVC)

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"Girovagando qua e là, ho trovato un tesoro. Gnam,gnam. Vi starete chiedendo quanto mi senta ricco in questo momento? Ebbene sì, lo sono davvero. Miaaaao!! Farò un tuffo tra i sapori e mmm che bontà..mmm che buono! A pranzo un panino al volo e adesso? Non ci vedo più dalla fame. Dicono di me che sono una buona forchetta. Forse le posate non servono poi così tanto. La mia lingua sa fare di meglio. E voi volete un po' delle mie leccornie? Grrr, non ve le darò mai. Miaaao." (Giuseppe Conte ID)

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"Ho un’idea di pace simile a questa,
qualcosa che va aldilà della pace
intesta come un mondo senza guerra
o cose simili.. pace è essere sereni,
stare insieme, vivere la vita in libertà,
con il sorriso stampato sul volto.
Pace è amare ed essere amati,
trasmettere gioie, e consolare dolori.

Pace è provenire da società diverse
ma avere tutti il medesimo sorriso.

(Silvia Laforgia IVC)

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Domenica avvolta nella magia del Carnevale. A San Pietro Vernotico un’intera giornata fra le maschere colorate. Chi l’ha detto che il Carnevale è per bambini? Certo, da sempre sono i bambini i protagonisti di questa festa, ma sono bastati una sfilata di moda, dei ragazzi vestiti in maschera, due giocolieri ed una danza in mezzo alle fiamme per far riscoprire i colori del Carnevale anche agli adulti. Avvolti dai coriandoli e scaldati da quell’atmosfera carnevalesca, grandi e piccoli hanno trascorso l’intera giornata in Piazza Domenico Modugno, accogliendo con entusiasmo le sfilate di gruppi in maschera: c’erano coloro che, vestiti in stile “Carnevale di Venezia”, ballavano sotto gli occhi dei presenti, chi si esibiva in coreografie realizzate attraverso il salto con la corda, e ancora gruppi di ballerini accompagnati da bambini piccolissimi vestiti da farfalle o da fiori; bambini che hanno aiutato a scoprire le origini del Carnevale. Il Carnevale ha origini molto antiche. Le maschere nascono nel Paleolitico, quando erano utilizzate dagli stregoni e dai maghi durante i riti magici, che attraverso vestiti ornati da piume ed orribili maschere credevano di scacciare gli spiriti maligni. Le basi del Carnevale, però, possiamo trovarle principalmente nel mondo dell’antica Roma, quando si svolgevano le feste in onore di Bacco o Cerere e Proserpina, o di Saturno, durante le quali i partecipanti si adornavano di vestiti appariscenti e maschere dipinte a mano. Si hanno molte ipotesi sull’etimologia della parola “Carnevale”. La più attendibile la fa derivare dal latino “Carnem levare”, ovvero “Eliminare la carne”, poiché l’ultimo giorno di Carnevale era festeggiato con il banchetto del giorno prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima; per questo, la festa ha principalmente origini religiose. Sono ormai gli ultimi giorni di vacanza; c’è chi ha approfittato del fine settimana per andare in montagna o raggiungere il Carnevale di Venezia o Viareggio, ma come sono stati capaci di dimostrare i bambini vestiti in maschera di domenica, per fare il Carnevale non c’è bisogno di andare lontano. Bastano una sfilata, i giovani, i colori, i coriandoli, i dolci e il divertimento!.(Luisa Simone IVC)

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“Se per bellezza si intende anche libertà, allora questa è bellezza allo stato puro.” (Silvia Laforgia IVC)

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"E' vero che dietro ad ogni gioia c'è sempre il buio, o è dietro al buio che, anche se nascosto, c'è sempre un barlume di felicità?".(Luisa Simone IVC)

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"A volte per ritrovarsi bisogna solo perdersi completamente. Bisogna lasciarsi andare. Magari perdendo l'equilibrio si è capaci di volare.

E' l'attimo che contempla la bellezza interiore a renderci grandi perché le strade della nostra vita saranno pure tante, ma inesorabilmente tutte le strade portano alla felicità.

E' un sentiero nascosto in ognuno di noi. Pochi trovano l'indirizzo del proprio cuore. Molti lo trovano e non lo accettano. Troppi lo camuffano tra i ricordi.

A volte tutto quello che cerchiamo è dietro l'angolo. Non esistono false realtà. A volte ciò che non vediamo è più reale del concreto.

A volte basta solo girare pagina. Leggere è piacevole, ma in questo libro chiamato vita è più bello scrivere.

Essere solo comparse su questo palcoscenico è come morire. Chi muore è solo un cattivo attore." (Giuseppe Conte ID)

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"Portavo l'infinito nel palmo di una mano". (Luisa Simone IVC)

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"Gli uomini coltivano 5000 rose nello stesso giardino... e non trovano quello che cercano... e tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua. Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore!". (Luana Fedele ID)

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"L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione." (Osho Rajneesh)

Questa sono io: una nuvola bianca, senza provenienza nè meta, persa in una forma di libertà assoluta...che, per me, è la perfezione. E incredibile come, spesso, fotografando uno squarcio d'orizzonte, riusciamo a mostrare uno squarcio della nostra anima.
(Doriana - Bowie - De Luca IIIA)

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“La vita a volte è solo un'illusione e io spesso mi sono illuso di viverla, come un'utopia, incoscientemente me ne sono pentito. E' una realtà distorta fatta di variabili sensazioni, e quando perdi l'equilibrio solo una reminiscenza può aiutarti a guardare oltre. Spesso anche i ricordi sbiadiscono e i colori si mischiano all'unisono di voci misteriose e in questa dissolvenza lascio che la nebbia mi avvolga, mentre, come in Forrest Gump, guardo la mia vita da una panchina. E mi ritrovo lì. Immerso tra la neve, cercando di riaffiorare nei ricordi un ego ormai sconosciuto. E poi silenzio. E poi la colonna sonora della mia vita, da un angolo di cielo troppo distante, lascia il tutto al niente. Tutto..niente tace. (Giuseppe Conte ID)

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“Il mare, quale miglior posto per trovare la pace interiore? Il mare per me è bellezza, mistero, pericolo, leggerezza e l’infinito. Per me il mare rappresenta tutto ciò. Il mare è il posto in cui penso, trovo la mia pace interiore, scrivo e scatto foto. E’ qualcosa di straordinario, davvero unico, ci vanno i bambini, gli innamorati e gli anziani soli.. tutti ci vanno però per stare bene o per ricordare, il rumore delle onde che scavano le rocce ed i nostri pensieri che scavano nella mente e nei ricordi. Cosa meglio di una fotografia può immortalare tutto questa straordinarietà? Nulla. Quando scatto fotografie al mare ne immortalo ogni minimo dettaglio, i riflessi, le barche, il tramonto alle spalle, la sabbia, gli scogli, i gabbiani; tutto ciò che lo rende così unico. (Silvia Laforgia IVC)

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"Ciao, sono una cagnolina di appena un anno, tutti mi coccolano quando mi vedono e mi fanno i complimenti, mi fanno stare meglio, si perché anch’io soffro, non ho una casa, non ne ho mai avuta una e non capisco il perché; hanno portato via la mia mamma quando ero troppo piccola e sono cresciuta per le vie di un paesino grazie ad un fornaio, lui che ogni sera mi nutriva con quello che poteva, mi coccolava e mi trasmetteva amore, voleva portarmi con lui ma qualcuno glielo impediva, diceva che ero sporca, malata e me la sarei comunque cavata.. In realtà non è affatto così mi lavo ogni giorno e non ho malattie, alcuni uomini danno per scontato che noi animali siamo sporchi, malati e puzzolenti..

Questa foto me l’ha scattata una ragazza che credo ami veramente gli animali, dopo averla scattata mi ha detto queste parole: <<Ciao piccolina, sei veramente bella, vorrei portarti con me ma non posso, ti ho scattato questa foto per ricordarmi di te e trasmettere un messaggio importante, cioè che tu come tanti altri animali puoi dare davvero tanto amore e felicità e sei pronta a riceverne altro e tanto. Ora devo correre via, spero di rivederti ancora e magari chissà, portarti con me.. >> Aveva ragione chi disse che è meglio avere un cane per amico, che un amico cane.” (Silvia Laforgia IVC)

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“La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.” Franz Kafka

Sembra strano ma i giovani imparano a vedere la bellezza ovunque. Nelle cuffie del proprio iPod, nella linguetta della lattina di Coca-Cola; vedono la bellezza perché sono felici. La giovinezza è fatta di simboli, di parole, di abbracci. È fatta di tante piccole cose che creano quella magica atmosfera della felicità. (Luisa Simone IVC)

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Fotografia: la realtà e l'idea che se ne ha

Il riflesso della propria anima

Fotografare non vuol dire guardare attraverso l’obiettivo e scattare. Fotografare è vedere, nell’obiettivo, il riflesso della propria anima, dei propri desideri, delle proprie emozioni. Sentirsi nudi, fragili, nel voler a tutti i costi immortalare un istante che probabilmente fra un po’ non conterà più nulla, ma che in quel momento sembra così importante.

Tre oggetti appoggiati su un piano di legno. Una vecchia macchina fotografica; un cuore, piccolo, di pietra; un quaderno aperto, in cui non s’intravede nessuna scritta.

Una macchina fotografica di trent’anni fa
La fotografia non nasce per caso; la fotografia non nasce per un capriccio. Non si può dire che la fotografia nasca con l’ultima reflex uscita sul mercato, perché no, non è vero. La fotografia è nel cuore, nelle ultime gocce d’acqua del pozzo dell’anima; e nasce insieme a chi, in quell’attimo, scatta.

Un quaderno aperto
Quel quaderno è vuoto. Non c’è scritto nulla, oltre alle stampe sul retro della copertina; è vuoto come un cuore che vuole trasmettere quello che prova, ma non ci riesce. Aperto, in un punto qualsiasi: non in un’ora, minuto, secondo preciso della vita di qualcuno. A caso. Ma probabilmente nel suo punto più fragile, lì dove, probabilmente, vorrebbe essere letto.

Infine, un cuore di pietra
Il cuore è solo un organo come tutti gli altri; non è colpa sua se siamo felici, non è colpa sua se soffriamo. Il compito è solo quello di pompare il sangue, copiosamente, nella routine di una vita. I sentimenti provengono dal cervello. Ma allora perché se ci sentiamo vuoti, sentiamo il cuore stringersi? Si dice che chi ha il cuore di pietra non prova pietà, non ha emozioni. Non è vero neppure questo. Un cuore di pietra fa male comunque. (Luisa Simone IVC)

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