Angeli
o demoni
Il preoccupante fenomeno dei social network
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Il
social network è un luogo di incontro virtuale
finalizzato a condividere idee e progetti, lavorare
insieme da luoghi differenti, trovare nuovi amici
o ritrovare vecchie conoscenze, insomma, per molti
è un mezzo per comunicare.
Ma se comunicare vuol dire trasmettere,
partecipare, diffondere notizie, sentimenti, fatti
a qualcuno, c’è vera comunicazione
se non si è l’uno di fronte all’altro,
in modo da cogliere impercettibili cambiamenti
nell’inflessione della voce, nel movimento
delle mani, nella mimica facciale? O forse stanno
cambiando anche le forme della comunicazione,
visto che noi ragazzi comunichiamo ricorrendo
a nuovi codici grammaticali e linguistici, basati
sulla dilatazione dello spazio della comunicazione,
sull’azzeramento dei tempi degli scambi,
su una lingua sintetica, l’uso di un linguaggio
multimediale, che ricorre a più codici
espressivi, con maggiore facilità nell’aprirsi
e nel vincere timidezza o barriere?
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Zecchi ha parlato di una nuova lingua, definita “dolce
stil web”. Ma è veramente tanto dolce
il suono di espressioni quali “ttt ok gg”,
“cmq”, “IETTMSIC”, “elmnaveli”,
“xn”, “Fai cisti: un maraglio vuole
zigarti la ponza”?
Sono moltissime le persone che incorrono in veri e
propri problemi come l’ “ego surfing”,
la voglia di raccontarsi ed esibirsi in ogni occasione,
e la dipendenza dal web. Questo fenomeno consiste
nel vivere in funzione di ciò che si legge
sulle pagine virtuali ed è talmente diffuso
che in Italia si è ritenuta necessaria l’apertura
di ambulatori appositi per la “disintossicazione”
da Internet. Un ricercatore di psichiatria, Federico
Tonioni, afferma: <<I nostri pazienti hanno
difficoltà nella comunicazione non verbale,
non reggono un rossore. Hanno difficoltà a
guardarti negli occhi. Con Internet hai delle sensazioni,
ma non ti puoi emozionare e puoi nascondere il linguaggio
del corpo attraverso uno schermo. […] Queste
persone tendono a rifugiarsi nel web, dove per definizione
tutti i rapporti sono controllabili>>. E’
poi molto facile, navigando per un tempo sempre maggiore,
provocare danni permanenti al cervello, in quanto
si riduce la capacità di concentrazione e di
attenzione favorendo la superficialità e limitando
la creatività. Quanti di voi hanno centinaia
di amicizie su facebook, twitter o un qualsiasi altro
social network? Ma lo sapete che il nostro cervello
non riesce a sostenerne più di centocinquanta?
E quante di quelle “amicizie” si sono
rivelate vere e forti?
I più coinvolti in questo fenomeno sono i ragazzi,
che spesso si iscrivono ad un social network solo
perché “ce l’hanno tutti”,
anche se più piccoli del limite di età
consentito. E’ importante ricordare, però,
che non è l’oggetto in sé ad essere
nocivo, è l’uso che se ne fa a renderlo
tale. E’ questo il caso delle numerosissime
truffe per mezzo dei social network, che “spillano”soldi
a gente ignara; o la sostituzione di persona, cioè
entrare in un profilo che non sia il proprio e utilizzarlo;
o ancora la diffamazione, in parole povere sparlare
di qualcuno e farlo in Internet è una pesante
aggravante. Il 16% degli utenti Internet ha subito
almeno una volta la violazione dell’accesso
ai vari servizi Internet subendone nel 35% dei casi
un danno. Certo possiamo demonizzare Internet, facebook,
i social network in genere, perché possono
“provocare danni” se non usati nel modo
opportuno, ma il demone può diventare un angelo
se si usa “consapevolmente” e con criterio.
I social network permettono a gente sola di poter
trovare una voce amica, una compagnia, un’ancora
di salvezza. Permette di ritrovare amici persi da
tempo, di vedere parenti lontani. I nonni possono
seguire la crescita e i progressi dei nipotini attraverso
un computer e una webcam.
I social network permettono anche di lavorare da casa
o in ufficio senza dover viaggiare e assentarsi per
parecchio tempo; essi offrono anche la possibilità
di conoscere in tempo reale cosa accade ovunque nel
mondo. Ma è più piacevole conversare
tramite computer o chiacchierare con le amiche passeggiando
per le vie della città, magari mangiando insieme
un gelato? (Giada
Cantanna 4D)
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