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Scuola & dintorni

 

Lunedì, seconda ora, lezione di latino…

Udimmo i passetti brevi e veloci: la prof era arrivata e con lei anche l’immancabile registro terrificante e rosso sangue, come quello che sgorga assieme alle lacrime dopo i brutti voti. Erano attimi gelidi, pieni di paura e panico, mancava poco all’interrogazione quotidiana, ma chi ricordava le desinenze e le particolarità delle declinazioni? Eravamo spacciati; c’era chi preparava lettere d’addio ai propri cari e chi testamenti … tutto fuorché ripetere. Un ampio sorriso si aprì lentamente sul suo volto, come a voler gustare al massimo la scena, il silenzio coronava l’aula. Ma poi disse: “Ragazzi quest’oggi voglio parlarvi di Ulisse e dell’ episodio in cui venne ammaliato dal canto delle sirene!” Non ci credevamo, i nostri occhi si illuminarono e accogliemmo la sua affermazione con caldi sorrisi di gratitudine. Poi, ci venne in mente di organizzare un bel concorso, in cui le votazioni si sarebbero svolte su Facebook. Abbiamo deciso di pubblicare i tre più votati, per il resto... buona lettura!



Eccomi impavido tra le funi e il legno consumato dall’atmosfera marina dell’albero maestro, con quel piacevole dolore nel petto come di chi aspetta di conoscere il segreto più grande. I miei compagni, ignari di tutto, si accontentano di remare e di tener cara la pelle; ma per me, Ulisse, esploratore indomito, non è cosa plausibile: devo sempre, in ogni attimo della mia vita, trovare il modo per saziare questa mia anima che sembra nutrirsi unicamente di virtude e conoscenza. I miei occhi, piccole finestre sempre aperte verso infiniti mondi e dimensioni, scorgono il timido faraglione che esce incerto dall’acqua limpida e cristallina che lambisce la penisola italica, della quale si possono scorgere i contorni. Le mie “finestre”, come per non rovinare la sorpresa, decidono di chiudersi e lasciare spazio alla mia mente sempre pronta e alle mie orecchie curiose e impazienti. Un senso di vuoto mi travolge, e una frizzante brezza mi inebria col suo profumo marino. Come risvegliato da un sonno profondo sollevo le mie palpebre e il paesaggio ricomincia a prendere forma davanti ai miei occhi. D’un tratto tutto acquista un aspetto diverso, che mi inquieta ma allo stesso tempo mi affascina e mi incuriosisce.

Un dio addormenta le onde, il vento si placa, cerco di catturare con le orecchie ogni suono percepibile e finalmente esse possono essere ripagate di tanto sforzo. Una voce soave mi accarezza come una piuma che mi sfiora dolcemente e lascio entrare nelle mie tempie quei meravigliosi canti, che sembrano composti con note mai sentite, e mi chiedo come Orfeo abbia potuto, con una misera cetra, sovrastare questo turbinio di emozioni che stillano dalla voce di queste misteriose creature. Mi sento avvampare per non poter osservare da vicino le autrici di questi suoni: non riesco ad accettare l’idea di non poter andare oltre, di non poter conoscere di più, come le loro imprecazioni promettono, di dovermi fermare qui, come un semplice uomo che, dal suo nido sicuro, sfida la sorte. Gocce di sudore sofferto si mescolano alla rabbia e al dolore causato dalle funi che, come una madre apprensiva, non mi lasciano avventurare nell’ ebbrezza del pericolo. Già queste cime così intrise di sale segnano la mia pelle con ferite sanguinanti, pelle strattonata dai miei fin troppo obbedienti compagni. Questi momenti sembrano durare un’ eternità, ma allo stesso tempo non riesco a farne a meno e non voglio che finiscano. Le sirene mi promettono di rivelarmi tutto ciò che sanno sulla Terra che nutre tanta gente, ma sono sicuro che ciò che effettivamente promettono di narrare nei loro soavi e seducenti canti è ciò che è già nella mia mente. I miei muscoli, inizialmente ribelli e contratti, sembrano ora riacquistare il buonsenso, ma la mia voglia di sapere, di divorare, di ascoltare non si placa e mi abbandono alla scia travolgente di parole e di emozioni. Il rumore delle onde sovrasta quello tanto desiderato e mi sento come se mi fossi appena svegliato da un sogno misto con la realtà. Sono estenuato, ma voglio riprendere il comando della mia nave per continuare a mettere alla prova il mio multiforme ingegno e i miei limiti. Con lo sguardo attento cerco verso lo scoglio fumoso ormai lontano le figure delle ammaliatrici, ma forse ora riposano negli abissi, là dove il dio del mare le consola; quel dio che voleva punirmi per aver violato le mura di Ilio a lui care. A voi, creature metà uccelli e metà donne, che avete avuto la presunzione di mediare tra coscienza e conoscenza grido che i miei compagni ed io non fuggiamo il pericolo, ma lo affrontiamo con fierezza e lo superiamo per valore, astuzia e ingegno! (Marianna Ballarini IVB)


Un gabbiano veleggiava appoggiandosi a quella brezza che sa di mare e, delicatamente planò sull'acqua limpida, emettendo un verso stridulo, decisamente poco melodioso in confronto a quegli echi di chissà quale creatura lontana. O almeno così credeva l'equipaggio della nave. Si udì il sibilo di un uccello in volo ma il cielo era sgombro, nemmeno le nuvole avevano voglia di riempirlo quel giorno. La truppa non ci fece caso; poi una piuma, due; Ulisse alzò lo sguardo per cercare di capire. Notò qualcosa di grosso volare molto velocemente per andare a nascondersi dietro gli scogli. Si ricordò di quando un marinaio, in spiaggia, raccontava di loro, Telete e Redne, le Sirene. Donne per metà uccello che ammaliavano con il canto per poi uccidere la preda e divorarla. Terribili. Un profondo senso d'inquietudine lo avvolse e pensò a cosa fare. -Presto, Polite, prendi la cera! -Perché capitano?!? -Le Sirene , presto! -Le Sirene!? -Fallo e basta! Anche Polite si ricordò del racconto sulla spiaggia e corse ad afferrare ciò che Ulisse chiedeva. Si cominciò a percepire un canto dolce, che si faceva man mano più distinto e ammaliante. -Dovete tapparvi le orecchie con la cera il più velocemente possibile!

I compagni obbedirono e lui stesso stava per mettere la cera nelle orecchie quando si bloccò. "Non posso privarmi del canto delle Sirene -pensò- devo sapere, ascoltare, non posso negarmi questo, vivrei nel rimpianto; no, piuttosto preferisco pentirmene. Ma come fare?" Diede un'occhiata alle funi arrotolate per terra e ordinò ai compagni di essere legato all'albero maestro. La musica cresceva sempre più in fretta, con un ritmo incalzante che veniva scandito forte nonostante la dolcezza del canto. La musica si sentiva dentro, dentro lo stomaco, riempiva la testa. Ulisse si dimenava, voleva sciogliere i nodi, correre ad abbracciare le Sirena, anzi no, il canto stesso. I compagni continuavano a remare , ma più velocemente , intimoriti dalla reazione del comandante. La sua mente era totalmente soffocata dalle note sconosciute, ma così insistenti, così soavi. "Slegatemi!Liberatemi!Devo andare!" continuava a gridare forte ma gridando non riusciva a sentire il canto! Si azzittì e scoppiò a piangere, si rese conto che anche lui , Ulisse, lui che aveva sfidato gli dei stessi, era un uomo, era fragile era debole. Assieme a lui anche il canto si fece più triste ma sempre opprimente. Non poteva, non poteva correre ad afferrare le note, a catturare la melodia- prima su uno scoglio , poi su un altro- e non poteva per un ordine che lui stesso aveva dato , voleva strapparsi i capelli dalla rabbia ma non poteva fare neanche quello. La corda gli straziava la pelle. Con gli occhi assenti Ulisse si arrese e assieme a lui la musica letale che provò in un' ultimo e disperato urlo ad ipnotizzare i marinai . Con un atroce grido Telete e Redne si gettarono sulla nave ma , sbagliando, caddero in mare trasformandosi in scogli. Ulisse, libero, cadde in ginocchio, sfinito, sconvolto ma convinto di ciò che aveva fatto. Dopo un po' si rese conto di non essere comunque totalmente soddisfatto, appagato , aveva bisogno di conoscere di più , doveva sapere tutto senza dare importanza al limite. La nave continuò tranquilla finchè non furono avvistati degli scogli ed un gorgo mostruoso. Erano Scilla e Cariddi. (Maria Sofia Barile IVB)




Lungo le coste della Sicilia, uno dopo l' altro, i marinai che incautamente sbarcavano nelle isolette lungo la costa, andavano incontro ad una triste fine, per mano di quelle malvagie e spietate creature marine dal corpo di uccello e dalla testa di donna. Non era però il caso degli uomini guidati dal valoroso Ulisse, che dopo aver affrontato migliaia di avventure impossibili (non per lui) ed essere stato avvertito in precedenza dalla maga Circe, aveva ideato anche questa volta ad una soluzione ingegnosa; infatti disse ai suoi prodi di tapparsi le orecchie velocemente con della cera prima che quelle dolci grida li ipnotizzassero e facessero perdere loro il controllo della nave. Lui, come al solito, per la sua curiosità, o meglio "curiositas", volle ascoltare il canto delle sirene; furbo com'era, si legò ad un palo della nave, in modo da non cadere tra le braccia della morte, e ,poco prima di rimanere ammaliato, disse: << Come ho superato tutte le altre avventure, supererò anche questa; i canti potranno essere dolci, ma mai mi affascineranno più della mia amata Penelope, che non vedo l'ora di riabbracciare assieme al piccolo Telemaco>>. E così, nemmeno il canto delle Sirene riuscì a fermare l'instancabile e curioso Ulisse che superò anche questa volta indenne uno dei mille ostacoli affrontati per il ritorno nella sua cara Itaca. (Carlotta Di Stefano IVB)

Il canto delle Sirene ammalia Ulisse, ma la sete di conoscenza seduce ancora oggi noi giovani: vogliamo scoprire, viaggiare con la mente; è la seduzione intellettuale di cui parla Maria Corti e di cui, secondo la studiosa, le Sirene sono simbolo mitico e poetico. Con il suo romanzo “Il canto delle Sirene”, ella ci fa scoprire la vera natura delle Sirene attraverso quattro racconti collocati in un arco di tempo compreso fra la Grecia classica e i giorni nostri. Il primo racconto è ambientato nell’antica Grecia, quando i marinai restavano incantati dal canto delle Sirene e dal loro sapere, finendo trascinati negli abissi dalla loro sete di conoscenza. Quella che essi vivono è una forma di seduzione intellettuale ad opera delle Sirene. Il secondo racconto è ambientato nel Medioevo, quando la raffigurazione delle Sirene aveva subito una trasformazione sotto l’influenza delle leggende del Nord - Europa. Mentre nell’antica Grecia le Sirene venivano raffigurate come uccelli rapaci con la testa di donna, nel Medioevo diventano donne con la coda di pesce. Le Sirene incantano ancora gli uomini, inducendoli a compiere scelte che mettono a rischio la loro esistenza. Il terzo racconto è ambientato nella Scandinavia dell’Ottocento. Qui la tradizione narra che le Sirene possono assumere l’aspetto di donna, abbandonando la coda di pesce, come accade alla sirenetta della fiaba di Andersen. Il quarto racconto è ambientato nella Lombardia del Novecento, quando le Sirene conservano il loro fascino anche se, grazie alla fiducia nella ragione e nella scienza, l’uomo non avverte più il bisogno dei miti e delle leggende. In uno dei racconti risulta interessante Basilio: un personaggio al quale la scrittrice attribuisce i propri pensieri e i propri desideri. Infatti, così come Maria Corti ha sempre cercato di cogliere nell’arte la profondità dell’esistenza, allo stesso modo Basilio, pittore in Otranto di affreschi e di oggetti d’arte, ritiene che nell’incontro con le Sirene si possa realizzare il pieno contatto con l’arte, in quanto le Sirene sono depositarie del sapere. Affascinato dal mito di Ulisse, Basilio è convinto che la storia si ripete e che la storia di un uomo è il ripetersi della storia di uomini vissuti nel passato. A bordo della barca diretta alla “grotta del Malepasso”, nel Canale d’Otranto, Basilio cerca la voce delle Sirene, spaventato dal rischio di morire, ma eccitato all’idea di effettuare l’incontro fortemente desiderato: l’incontro con la conoscenza. Ulisse, Basilio, noi stessi: tutti possiamo gustare il canto delle Sirene, la felicità mentale! (Antonio Sabato IVA)

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A.A.A Studio sano cercasi

Non ossessione, ma passione

 

Gli studenti non sono tutti uguali. Dietro quei banchi si celano problemi e spensieratezze, esperienze di gioia e di dolore e, soprattutto, diverse correnti di pensiero intorno allo studio che andremo adesso ad analizzare. Queste righe non sono altro che riflessioni scritte di getto, ma potrebbero essere utili a tutti coloro che affrontano quotidianamente enormi difficoltà nel rapportarsi coi libri e lo stress scolastico. Si tratta della cosiddetta “ansia da prestazione” che finisce col rendere amara e turbolenta un’età che non merita di essere bruciata, proprio nel periodo del liceo di cui se ne conserverà il ricordo per sempre. Capire il proprio talento, assecondare le inclinazioni, credere in quello che si fa e non essere passivi verso ciò che ci circonda, caratterizza le mete verso cui proiettare tutti gli sforzi. Uno studio sano e ragionato è la chiave di volta per un itinerario sereno e tranquillo verso il successo e la felicità.

In un primo sguardo può apparire del tutto scontato, ma spesso non si riesce a trascorrere positivamente il percorso di studi. Fondamentale è il supporto d’amici e parenti certamente, ma la vera forza che spinge ad agire deve partire in primis da se stessi. Bisogna solo saperla sprigionare! Uno studio ossessivo e morboso fa della scuola un incubo ed è la peggior condizione per un alunno in fase adolescenziale. Passione, voglia di fare e dare se stessi, metterci del proprio “io” in ogni materia, mutare atteggiamento verso quelle che rappresentano delle debolezze in modo da “addolcire la pillola”, studiando con un’ottica autocritica e propositiva, rafforzando le qualità naturali, collaborare e aiutarsi a vicenda, sono le “regole d’oro” per affrontare compiti in classe e interrogazioni con il sorriso. Vedrete! Amerete mettervi in gioco adoperando la “buona” competizione.

Tali consigli torneranno utili anche per affrontare l’università. Innanzi tutto la prima facoltà è scegliere. Scegliere significa essere consapevoli, responsabili e occorre acquisire un metodo indirizzato verso i propri punti di forza. Continuare a studiare in un’epoca come quell’attuale, in cui si parla di globalizzazione e mancanza del posto fisso, è un progetto di vita che richiede dedizione e impegno. Per lo studio, così come per ogni altro obiettivo che ci prefissiamo, sviluppare la capacità di motivare se stessi è essenziale, come del resto l’arte dell’organizzazione: sapere cosa devi studiare, quanto devi studiare e quando devi studiare. La rilettura, la rielaborazione e la ripetizione devono essere tecniche da assorbire e fare proprie fin da subito. Ogni fatica sarà premiata, basta saper accendere l’energia che è in ognuno di noi!
(Sara De Virgilio IIB)

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Speciale Scuola - Cosa concede e cosa toglie

Schola, magistra vitae

I meno appassionati per lo studio si trascinano almeno tredici anni sui banchi della scuola dell’obbligo, prima di scappare via alla ricerca di una più allettante carriera lavorativa. Alcuni salutano la loro vita di alunni al momento del diploma; altri, invece, per diletto o per lavoro, non smetteranno mai di prendere in mano i libri, o di correre per i corridoi alla ricerca di un’aula scolastica in cui entrare.
Scuola: amata e odiata, inevitabile e insostituibile compagna di vita. L’abbiamo maledetta nei pomeriggi in cui avremmo voluto goderci gli ultimi raggi di Sole estivi, le uscite con gli amici, quel bel film in tv a cui abbiamo dovuto rinunciare per l’ultimo ripasso di chimica. L’abbiamo trascurata, perché tante volte non si ha voglia di passare ore e ore su esercizi che secondo noi in futuro non ci serviranno proprio a nulla. (Francesca Tammone)

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Scuola in Finlandia. Ordine, silenzio, pulizia: che monotonia

Il sistema scolastico nel paese delle renne

 

Cari lettori, vi siete mai chiesti cosa potreste pensare se, davanti all’ingresso della vostra scuola, trovaste una distesa di scarpe? Un’epidemia di demenza? Non proprio! Se voi andaste in Finlandia, vi accorgereste che nei Paesi Baltici è la regola lasciare le scarpe all’ingresso e camminare a scuola scalzi, o meglio, indossando un paio di calze. Chiaramente Preside, insegnanti e bidelli non sono esonerati. Tutti in calze, appassionatamente. Ma, particolare ancora più bello, all’uscita dalla scuola, le scarpe sono tutte regolarmente lì, in ordine, come sono state lasciate la mattina. Ma andiamo per gradi.

Ore 8,00: suona la campanella. Sentendo il DRIIIIIN, in Italia tutti i ragazzi entrano disordinatamente, magari correndo perché è tardi, e, una volta arrivati in classe, buttano lo zaino a terra e rumorosamente si sfilano i giubbotti.

Ore 8,00 in Finlandia: i bambini e i ragazzi entrano ordinatamente e in silenzio nelle proprie aule al suono di un campanello che sembra quello degli annunci degli aeroporti. Ci si aspetterebbe di sentire una voce femminile che, con calma, ringrazia tutti di essere arrivati puntuali. E che dire del silenzio?

In Italia un sogno, soprattutto durante la ricreazione, quando capannelli urlanti di ragazzi aspettano il proprio turno per colpire il distributore automatico che non è disposto a lasciare andare lo snack scelto.

Ore 11,00 in Finlandia: è l’ora del lunch e tutti, ordinatamente e in silenzio, si dispongono in fila nella sala mensa per aspettare il proprio turno e poter prendere il pranzo. Ordine, silenzio, pulizia. Sempre e comunque. La pulizia regna sovrana, tutto è bianco, anche i muri delle classi: che monotonia!

Non sono più belli i murales che ricoprono i muri delle nostre scuole e che occhieggiano con scritte indecenti e illeggibili? Lì le aule, tutte pulite, hanno anche un lavello, e un’intera parete adibita a lavagna. Che sogno! Anche la sala professori è munita di un lavabo, oltre che di angolo cottura con cucina funzionante e divano. Eh sì, tutto un altro mondo. E che dire della palestra che con un battito di ciglia si trasforma in un teatro? No, cari lettori, non è un sogno, ma la realtà.

Eppure, con tutti i suoi difetti, la nostra scuola, spesso denigrata e bistrattata, rimane molto più accogliente, “viva”, festosa.
(Giada Cantanna 4D)

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Il “Marzolla” premia le eccellenze


Le borse di studio consegnate ai neo-diplomati dal presidente della “Cittadella”

 

BRINDISI – Un lieto evento rende gradevole il rientro del 9 gennaio per chi, al Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi, sta per conseguire la maturità, ma soprattutto per coloro che soltanto pochi mesi fa stavano affrontando l’esame di Stato.

Nell’auditorium del loro istituto, le classi dell’ultimo hanno infatti potuto assistere alla consegna delle borse di studio della scuola agli alunni più meritevoli diplomatisi a luglio: per ciascuno dei ragazzi valutati con 100, un assegno di 100€; 500€ ai 12 allievi con lode. A premiare le 31 eccellenze, il presidente della Cittadella della Ricerca Antonio Andreucci, a suo dire onorato di poter rivestire un ruolo di tale importanza all’interno della cerimonia, e senz’ombra di dubbio orgoglioso di poter riconoscere tanta potenzialità sul territorio.

“Dopo le tre C di Prodi-Berlinguer (Competenza, Conoscenza, Capacità) e le tre I di Berlusconi-Moratti (Inglese-Internet-Impresa) sono dieci le parole che dovrebbero guidare i docenti all’insegnamento: Etica, Equità, Educazione, Emozione, Empatia, Efficacia, Efficienza, Eccellenza, Esempio, Empowerment” ha dichiarato alla platea di professori, maturanti, genitori e neo-universitari. A richiedere una particolare riflessione rispetto agli altri, sono stati però tre punti: l’Equità di un sistema scolastico privo di privilegi e fondato sulla meritocrazia; l’Empowerment, perché sentire di poter essere in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati è un processo fondamentale per la crescita personale dell’alunno e per quella della scuola; infine, perché venga dato spazio, oltre che alla ragione, all’intelligenza emotiva e alla creatività, l’Emozione. E, a questo proposito, il preside Antonio Tamburrano non ha nascosto la commozione davanti ai grandi meriti dei suoi liceali: infatti, essendo stato premiato il 28% degli studenti, si è raggiunto un risultato ben al di sopra della media nazionale, regionale e provinciale. Ecco, quindi, i loro nominativi con accluso lo speciale servizio fotografico che la redazione di Brindisi & Italia News ha voluto dedicargli. (Francesca Tammone 3A)


Alessio Deborah 100/100 Lode
Blasi Francesca 100/100 Lode
Corsa Federica 100/100 Lode
De Pasquale M. Chiara 100/100 Lode
Dimaggio Giovanna 100/100 Lode
Facecchia Fausta 100/100 Lode
Marzo Antonio Marco 100/100 Lode
Masulli Yuri 100/100 Lode
Miceli Maura 100/100 Lode
Miceli Silvia 100/100 Lode
Niarchos Anna 100/100 Lode
Pirinu Alessandra 100/100 Lode


Azzollini Leo Francesco 100/100
Biscosi Michela 100/100
Cialdella Laura 100/100
Daniele Azzurra 100/100
Di Giulio Giulia 100/100
Dimaggio Roberta 100/100
Frassica Francesca 100/100
Greco Piero 100/100
Leo Maria Laura 100/100
Magri’ Luca 100/100
Montanaro Beatrice Dafne 100/100
Petiti Maria Rosaria 100/100
Petracca Roberta 100/100
Pileggi Elisabetta Maria Rita 100/100
Rina Francesco 100/100
Russo Carmine 100/100
Scazzi Antonio 100/100
Simone Valeriano 100/100
Zaurito Antonio Enrico 100/100


Le riflessioni di due eccellenze del Marzolla - Non è facile far parte delle “eccellenze” del liceo classico Marzolla, ci vuole impegno, dedizione e passione, che alla fine però vengono ricompensati. È questo, quello che hanno provato le eccellenze appena diplomate che sono tornate in quel liceo che le ha accompagnate per cinque anni, per essere premiate per i loro risultati. “Durante i lunghi cinque anni di liceo, ho sempre cercato di dare il massimo di me stessa, a volte con successo e a volte no. Questa considerazione non vale meramente per l'aspetto scolastico, ma è una considerazione che abbraccia tanti livelli, di crescita, di conoscenza e di maturità. Si parla di conoscenza delle lingue più antiche, documentate come di conoscenza di tante persone, con le quali ho avuto il piacere di camminare per un breve tratto o per lunghe strade; si parla di crescita, sì culturale, ma anche di una crescita con gli amici di classe e non; si parla, ancora, di maturità, quella che, erroneamente, si considera raggiunta con i fatidici esami: maturità è ogni giorno, e ogni volta che si è tra le mura di una scuola onorevole quale è il liceo classico, la si può mettere in atto. Personalmente posso raccontare di tante esperienze vissute a scuola: tra i banchi di classe, in primis, ma anche nelle attività formative come i corsi di lingua ed ancora i musical organizzati dalle scuola, che mi hanno vista coinvolta per ben tre anni. Dopo questi cinque anni, tornare a scuola è sempre un ricordare ognuno di quei momenti, dei quali sono estremamente felice e orgogliosa. Trovo che l'incontro di lunedì sia stato un momento di ringraziamento reciproco: noi diplomati ringraziamo tutti coloro che ogni giorno si impegnano per una scuola di primo livello, dall'altra parte credo anche che la scuola abbia ringraziato noi per il nostro contributo dato in questi anni, piccolo o grande che possa essere stato”. Queste le parole di Giulia Di Giulio neo diplomata con 100 e lode che ha deciso di continuare sulla strada umanistica, studiando lettere classiche all’università di Pisa, “senza dimenticare- dice- che una buona parte di quello che sono diventata lo devo al Liceo Classico Marzolla”.

Altra eccellenza del Marzolla, diplomata con 100/100 è Laura Leo: “L'esperienza del liceo è stata senza dubbio fondamentale per la mia vita. Grazie all'impegno e allo studio costanti, nonché alla professionalità dei docenti ho perfezionato la mia formazione disciplinare e ho arricchito notevolmente il mio bagaglio culturale. I sacrifici sono stati tanti, specie in terzo liceo, il fatidico anno della maturità; come alcuni coetanei ho dovuto spesso rinunciare agli amici e ai divertimenti, pur di portare a termine gli impegni scolastici, ma in fin dei conti ne è davvero valsa la pena! Perchè insieme a tutti i ricordi, adesso, porto con me anche un diploma eccellente che ha gratificato le mie aspettative e che continua a riempirmi di grande felicità e soddisfazione. Auguro infine ai ragazzi che quest'anno affronteranno gli esami di stato un immenso in bocca al lupo, ma soprattutto consiglio loro di trascorrere gioiosamente ogni singolo giorno rimasto perché davvero, i migliori momenti sono quelli vissuti dietro ai banchi!“.

Giulia e Laura sono solo due dei 30 centisti del nostro liceo. Ma al Marzolla, “eccellenze” si possono definire tutti i diplomati, perché nel loro percorso avranno sempre alle spalle la formazione di una scuola di primo livello. (Marika Del Zotti 3D)

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L’inglese al "Marzolla": tanta soddisfazione e grandi riconoscimenti

Sabato 3 dicembre la consegna di importanti certificazioni

BRINDISI- Di certo al Liceo Classico di Brindisi i successi non mancano, specialmente se a parlare sono i risultati dei PON di lingua straniera dell’a.s. 2010/2011. Infatti, è stupefacente quanta eccellenza abbia rivelato la scorsa sessione degli esami “PET” e “First Certificate English”, indetti periodicamente dall’Università di Cambridge e sostenuti dai non inglesi di tutto il mondo. Gli alunni del “Marzolla”, preparati da docenti della loro stessa scuola e un’insegnante madrelingua in sole 50 ore, hanno senz’altro superato le aspettative di tutti, vista la non trascurabile difficoltà dei due esami, che certificano livello B1 (PET) e B2 (“First”) della conoscenza della lingua straniera. Quattro infatti sono le abilità in cui si sono misurati gli studenti: la comprensione dei testi, l’ascolto di dialoghi, l’agilità grammaticale e la capacità discorsiva. Esaminati personalmente dai commissari della “Cambridge”, più che mai rigorosi nelle procedure di supervisione e correzione dei test, adesso i liceali possono vantare all’interno del proprio curriculum certificati validi per quasi tutte le università italiane e per la stragrande maggioranza delle aziende. La consegna di questi “diplomi” è avvenuta con una piccola cerimonia all’interno del liceo brindisino, con la presenza di alcuni genitori e del preside Antonio Tamburrano, ancora una volta fiero del lavoro dei suoi insegnanti e dell’impegno dimostrato dai suoi allievi. Lodi anche dalla dottoressa Imbriani del centro “ESOL Examination” di Lecce, punto di riferimento locale per l’Università di Cambridge, che dopo un excursus sulla struttura e la difficoltà degli esami dice: “A livello nazionale, statisticamente la Puglia può vantare degli ottimi risultati in questo campo, e a livello pugliese, questa scuola si è sempre sicuramente distinta per risultati molto notevoli. E’ raro infatti - aggiunge - che anche dei ragazzi al terzo superiore riescano a superare esami complessi come il First. Solitamente, verifiche dello stesso livello vengono affrontate dagli universitari”. Non c’è quindi da stupirsi come mai alcuni tra igenitori, durante l’incontro, abbiano voluto non solo complimentarsi con i ragazzi, ma anche ringraziare la scuola per le grandi possibilità offerte ai propri figli. (Francesca Tammone - Brindisi 12 dicembre 2011)

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Il Liceo Classico Marzolla adotta le penne “intelligenti”

Presentate le novità per il nuovo anno scolastico:
la penna intelligente cambierà il metodo di insegnamento

 

Il 13 ottobre il Liceo Classico Marzolla ha presentato ai docenti i nuovi strumenti informatici a sostegno della didattica (PON) per l’anno scolastico 2011-2012.

Quest’anno i laboratori di lingua, informatica e scienze, creati nel 2000 e sviluppati grazie all'impiego delle risorse previste dal FESR, sono stati dotati di nuove tecnologie e ampliati portando il numero delle postazioni da 19 a 27. Tutte le aule, inoltre, sono state accessoriate con un videoproiettore, un notebook, casse acustiche e collegamento ad internet. Ma la vera novità, sta nell’introduzione delle cosiddette penne “intelligenti” che sostituiscono nelle aule la più note lavagna Lim. A primo impatto può sembrare una semplice penna, ma è molto di più! Questo accessorio “intelligente” infatti, permette di immagazzinare appunti, schizzi, documenti e trasferirli sul computer in formato digitale.

La penna ha tre funzionalità:

Modalità mouse: disponendo il piccolo ricevitore, connesso al computer, su un qualsiasi foglio di carta la penna viene utilizzata come un mouse e muovendosi sul foglio si ottiene il corrispondente movimento sul video del PC.

Modalità penna: cambiando la mina della penna, questa può scrivere come una qualsiasi penna e può essere utilizzata per prendere appunti in qualsiasi momento: durante la lezione o una conferenza per esempio. Ciò che si scrive verrà memorizzato nel ricevitore e poi visualizzato sul computer collegando il ricevitore.


Modalità collegata: utilizzando la modalità penna sia con la mina classica che con quella ad inchiostro e collegando il ricevitore al computer si può prendere appunti e visualizzare contemporaneamente ciò che si scrive sul monitor del PC.

In entrambi i casi (modalità collegata e modalità penna), gli appunti presi possono essere esportati come immagini in formato JPG o attivando una funzione di riconoscimento (deve essere installato un apposito programma) possono essere trasformati in formato testo.

Ciò consente non solo di immagazzinare una grande quantità di note, che altrimenti potrebbero andare perse, ma ne semplifica anche la trasmissione eliminando dunque le fastidiose fotocopie.

Un'occasione, questa, che tutti i docenti, personale ATA e amministrativo hanno vissuto in prima persona attraverso la "full immersion" che il Liceo ha organizzato. Il tutto, rinnova non solo il processo di insegnamento ma anche quello diapprendimento rendendo le lezioni più attive e interessanti per i ragazzi che sono sempre aperti alle nuove tecnologie. (Marika Del Zotti 3D)

Il PON finanziato con il F.E.S.R. prevede contemporaneamente, e collegate con esse, le azioni di investimento nelle tecnologie didattiche ma anche nei laboratori scientifici e linguistici nonché tutti gli interventi infrastrutturali finalizzati a qualificare l’offerta formativa. Inoltre, allo scopo di influire nei processi di rinnovamento sono previsti alcuni obiettivi i cui interventi devono contribuire a modificare il sistema,valorizzare l’autonomia scolastica e sostenere l’innovazione attraverso la ricerca educativa e didattica che “deve fare dell’insegnamento una pratica ricca di riflessività e di ricerca”. (Pon Fesr attuato dall’I.I.S.S. Marzolla oggetto della formazione del 13/10/2011)

Bando AOODGAI 8124 2008 B 2.B B-2.B-FESR-2008-125 Laboratori e strumenti per l’apprendimento delle competenze di base nelle istituzioni scolastiche del II ciclo - lingue - Nuovo Laboratorio Linguistico

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L’anno scolastico 2011-2012 al Liceo Classico "Marzolla"

Le novità e i progetti nell'intervista esclusiva del preside Antonio Tamburrano

 

Brindisi - Un altro anno scolastico è iniziato e il liceo classico Marzolla si prepara ad affrontarlo tra le aspettative delle matricole e l’ansia dei maturandi.

Mattia, Rossana e Marianna, che frequentano da pochi giorni il primo anno, ci raccontano le loro impressioni. Mattia ha scelto questa scuola per la sua passione per le materie letterarie, per Rossana invece è più una sfida “Voglio vedere cosa sono capace di fare” ci dice. Marianna, al contrario, è stata consigliata da chi questo percorso l’aveva già affrontato.

Tutti e tre hanno frequentato nelle scuole medie corsi di orientamento e di preparazione al latino e per tutti la prima impressione sulla nuova avventura scolastica è stata più che buona. Il futuro? Mattia vuole studiare a New York e magari diventare scrittore, Rossana non lo sa, in fondo è ancora presto.


Al futuro “prossimo” invece pensano i maturandi che dovranno affrontare un anno importante tra corsi di preparazione ai test universitari ed esami; c’è chi sa già quale sarà la sua strada e chi ancora brancola nel buio sperando che i corsi di orientamento che la scuola offre lo aiutino a scegliere. Sicuramente per tutti il percorso di studi non è stato facile, ma è stato importante e formativo. Il liceo classico non si caratterizza solo per il latino e il greco, ma anche per diverse discipline scientifiche e fornisce un metodo di studio valido per il futuro. E, l'analisi didattico-organizzativa di questo a.s. 2011-2012 non può che fornircela il dirigente scolastico: Il numero degli iscritti al primo anno è di 108, con un incremento del 10%; rispetto all’anno precedente sono aumentati i parametri per il numero delle classi, così ne abbiamo potute formare solo quattro” - ci dice il Preside prof. Antonio Tamburrano - “I progetti previsti comunque sono quelli che gli studenti hanno conosciuto già negli anni passati: il progetto di Educazione alla salute, per il quale collaboreremo con l’ospedale Perrino di Brindisi e specialmente con il reparto di Nefrologia.


Proseguiranno anche i progetti di Educazione alla lettura che prevede incontri con autori importanti e il progetto di Educazione alla legalità con l’incontro con un magistrato.
Quest’anno però il Laboratorio teatrale si ferma poiché il collegio dei docenti ha deciso di sostituirlo con nuovi progetti di didattica”.


Questo per quanto riguarda solo l’ambito delle attività; infatti, il Preside continua dicendo: “L’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere è sicuramente quello di innovare il processo d’insegnamento-o-apprendimento con l’applicazione delle tecnologie; ogni aula, infatti, dispone di un videoproiettore con computer. Anche i laboratori linguistici, d’informatica, di scienze e di fisica sono stati dotati di computer e nuove tecnologie per la didattica.
Per gli iscritti a partire da quest’anno sarà attivato l’insegnamento di una disciplina scientifica in lingua inglese. Novità molto importante è quella sulla valutazione: tutti i docenti adotteranno infatti, una griglia attraverso la quale renderanno omogenea e trasparente la valutazione in tutte le discipline, sia nel biennio che nel triennio, poiché l’alunno ha il diritto di sapere come viene valutato".

"Inoltre - ribadisce il dirigente Tamburrano - la nostra scuola anche quest’anno continuerà ad impegnarsi nel sociale con iniziative a favore di varie associazioni umanitarie in cui saranno coinvolti alunni e docenti di tutte le classi. Tutto questo si potrà realizzare solo con la collaborazione di tutti; gli studenti devono impegnarsi sempre di più perché il mondo del lavoro è complesso e ha bisogno di persone preparate culturalmente e umanamente”. Buon anno a tutti! (Marika Del Zotti 3D)
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